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4 giugno 2017 7 04 /06 /giugno /2017 12:22

francesco-caracciolo.jpg

 

Preghiera dei cuochi a San Francesco Caracciolo

(di cui è il protettore)

 

O umilissimo San Francesco, adoratore e apostolo di Gesù Pane di vita, che rinunciasti ai beni e agli onori terreni per metterti pienamente al servizio di Dio e del prossimo più povero e più bisognoso di aiuto materiale e spirituale, noi Cuochi ti ammiriamo e a te ci rivolgiamo come nostro Patrono particolare.

Tu che fosti profondamente unito a Cristo, Pane spezzato per la vita del mondo, aiutaci a saper promuovere, attraverso la mensa che prepariamo, rapporti più umani e fraterni per contribuire alla diffusione nel mondo della pace e dell'amore di Dio.

Infondi in noi e in tuffi gli uomini il desiderio e il gusto della Mensa della Parola e del Pane di vita eterna, ottieni da Dio grazia e benedizione sulle nostre famiglie e sul nostro lavoro, aiutaci ad essere sempre degni figli di Dio per poter meritare di partecipare, al termine del nostro cammino terreno, alla tua gloria e alla beatitudine di tutti i Santi in cielo. Amen. 

 

 

 

Preghiera a San Francesco Caracciolo


O Dio, Sorgente di Santità,
Tu hai guidato San Francesco Caracciolo
sulla via della perfezione,
nell’umiltà e nel servizio verso i fratelli,
sostenuto da una profonda Fede
e ferma Speranza nei meriti infiniti
del tuo Figlio, Morto e Risorto,
e nella forza trasformante del Pane Eucaristico.

Concedi a noi, che Lo veneriamo come modello di vita,
consacrata al tuo Amore e a quello dei fratelli,
lo stesso slancio, per essere testimoni credibili,
mediante una vita rigenerata dallo Spirito.

Fa’ che riscopriamo l’importanza
di fissare lo sguardo sul Cristo Crocifisso
e la necessità di ricorrere, frequentemente,
alla forza del Sacramento dell’Eucaristia,
celebrata e adorata,
affinché, fortificati dalla tua Grazia, 
possiamo divenire “Buon Samaritano” per tutti i fratelli
che incontriamo sulla nostra strada.
Lungo il cammino, ci prenda per mano
la Beata Vergine Maria, Madre del tuo Figlio
e nostra Madre, che San Francesco Caracciolo
tanto amò e di cui sperimentò la potente Protezione.

Cosi sia.

 

 

 

VITA DEL SANTO

 

Nato a Villa S. Maria, Chieti, il 13 ottobre 1563. Guarito miracolosamente da una grave malattia, dopo aver studiato a Napoli, divenne sacerdote, iscrivendosi alla Congregazione dei Bianchi della Giustizia. Questa Congregazione si dedicava all’assistenza dei condannati a morte. In compagnia di altri sacerdoti in fondò l’Ordine dei Chierici Regolari Minori, elaborandone la regola a Camaldoli e aggiungendo ai voti consueti quello di non accettare alcuna dignità ecclesiastica. Recatosi in Spagna, nonostante varie difficoltà, diffuse il nuovo Ordine. All’interno del suo Ordine fu maestro dei novizi e vicario generale ma, non appena poté, si liberò di questi incarichi per dedicarsi totalmente all’apostolato e alla preghiera. Morirà ad Agnone, il 4 giugno 1608.

 

 

 

francobollo web

Francobollo commemorativo di San Francesco Caracciolo, nel IV centenario della morte. La vignetta raffigura, su elementi decorativi in oro, un’immagine di Papa Sisto V nell’atto di ricevere da San Francesco Caracciolo la Regola dell’Ordine dei Chierici Regolari Minori, approvata nel 1588. 

 

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3 giugno 2017 6 03 /06 /giugno /2017 23:14

 

 

INVOCAZIONI PER LA PENTECOSTE

 

Spirito di Sapienza, ti adoro: fammi conoscere la vanità delle cose terrene e l'importanza delle celesti. Gloria al Padre,..

Spirito di Intelletto, ti ringrazi: illumina la mia mente nella fede, perchè essa mi sia guida in ogni azione. Gloria al Padre,..

Spirito di Consiglio, ti lodo: fammi docile sempre alle tue sante ispirazioni. Gloria al Padre,..

Spirito di Fortezza, ti benedico: rendimi invincibile alle tentazioni ed ai nemici dell'anima mia. Gloria al Padre,..

Spirito di Scienza, ti glorifico: aiuta la mia mente nelle imprese, solo e sempre alla gloria del Signore. Gloria al Padre,..

Spirito di Pietà, ti prego: fammi la grazia, che le mie orazioni siano più fervorose e più raccolte. Gloria al Padre,..

Spirito di Santo Timore, ti amo: che mi ricordi dappertutto della presenza di Dio, per amarlo dappertutto. Gloria al Padre,..

 

V. Manda il tuo Spirito ed essi saranno ricreati

R. e rinnoverai la faccia della terra.

 

 

PREGHIAMO

O Dio, che hai ammaestrato i cuori dei fedeli con la luce dello Spirito Santo: dà a noi di gustare ciò che secondo il medesimo Spirito è bene, e di godere sempre della sua consolazione. Per il Signore Gesù Cristo, nell'unità dello Spirito Santo.

 

 

 

PREGHIERA PER LA PENTECOSTE

 

Tu o Maria sei unita nella preghiera con gli Apostoli nel Cenacolo.

Lì per opera dello Spirito, dono di Cristo Risorto, nasce la Chiesa,

comunità di amore, in cui ogni barriera fra gli uomini viene abbattuta.

Questa è la missione della Chiesa e di ogni cristiano:

riconciliare gli uomini con Dio e tra loro per fare dell'umanità intera

una comunione di persone.

 

Ave, o Maria...

 

O Signore, lo stesso Spirito Santo che era sceso su Maria

per far nascere in Lei Gesù figlio di Dio,

scende di nuovo su di Lei e sugli Apostoli nel cenacolo

per dare vita alla Chiesa, Corpo Mistico di Cristo.

Concedi, ti preghiamo, che i cristiani siano nel mondo

segno e forza attiva di unità fra tutti gli uomini.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

PREGHIERA DEGLI SPOSI NEL GIORNO DELLA PENTECOSTE

 

Spirito Santo fate che nella nostra vita di sposi

possiamo imitare l'unione che esiste fra Cristo e la Chiesa

e che sappiamo essere testimoni

dell'amore sponsale e paterno di Dio

per le anime nostre.

 

 

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3 giugno 2017 6 03 /06 /giugno /2017 12:21

Santi-Carlo-Lwanga-e-12-compagni.jpg

 

 

VITA DEI SANTI

 

La vicenda di Carlo Lwanga si svolge in Uganda nel XIX secolo, sotto il regno del giovane re Mwanga, che pur avendo frequentato le migliori scuole del paese, non impara a leggere e scrivere, assorbe però quanto di peggio dai bianchi coloni europei, è difatti alcolizzato, tossicodipendente e abituale frequentatore di alcuni harem omosessuali, creati giusto per lui. All’'inizio del suo regno, Mwanga è sostenuto dai cristiani, specie per il nemico comune, il tirannico re musulmano Kalema; ma ben presto Mwanga inizia a vedere i cristiani come un grave pericolo alle tradizioni tribali del suo paese e sobillato dagli stregoni ugandesi, nel 1885 comincia una dura persecuzione. Muoiono oltre 200 giovani e la vittima più illustre è il Vescovo anglicano Hannington; il 15 Novembre del 1885 Mwanga fa uccidere Giuseppe Mkasa, maestro dei paggi e prefetto della sala reale, la sua unica colpa è essere Cattolico ed avere cercato di difendere i cristiani arrestati dalla condanna a morte, nonché di aver cercato di proteggere alcuni paggi dalle truci attenzioni omosessuali del re. Il sostituto di Mkasa è Carlo Lwanga, che viene subito fatto attenzione dei desideri sessuali deviati del re Mwanga, ma anche Carlo è Cattolico e ricopre un ruolo da leader nella comunità ugandese dei neoconvertiti e anche Carlo reagisce alle avance sessuali del re. Viene arrestato anche lui e il 25 Maggio 1886 viene condannato a morte insieme ad un gruppo di cristiani e quattro catecumeni, che Carlo battezzerà segretamente in carcere. Il 26 Maggio vengono giustiziati i primi due cristiani e nei giorni successivi si predispone il trasferimento dei prigionieri, che sarà una Via Crucis lunga 27 miglia e della durata di otto giorni, giorni in cui i soldati infierivano nei peggiori modi sui prigionieri, mentre i loro familiari pregavano i propri cari di abiurare la Fede. Durante il viaggio vengono uccisi barbaramente altri cinque prigionieri cristiani, il 3 Giugno vengono arsi vivi 31 cristiani e giunge il turno di Carlo Lwanga e i suoi compagni; chi assiste al martirio racconta impressionato che i fedeli non hanno mai smesso di pregare fino alla fine senza un gemito. Questa vicenda non ferma l’avanzata della Fede nel paese africano, anzi il coraggio di Carlo e degli altri cristiani fa piovere un impressionante numero di conversioni, come avevano preannunciato i martiri, poco prima di spirare. La serie di martiri ugandesi finisce il 27 Gennaio 1887 con l’uccisione del servo del re, Giovanni Maria Musei, che confessa direttamente al re la sua fede in Cristo e per questo viene decapitato all'istante. Nel 1920, Papa Benedetto XV beatifica Carlo Lwanga e i suoi compagni, destando scalpore, dato che fu uno dei primi africani ad avere questo onore; nel 1964 Papa Paolo VI canonizza solennemente i martiri ugandesi e sul luogo del suo martirio viene edificato un magnifico Santuario.

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2 giugno 2017 5 02 /06 /giugno /2017 23:52

ron.jpg

 

PREGHIERA A PAPA GIOVANNI XXIII

 
O Padre che nel Beato Giovanni XXIII tuo servo umile e fedele
hai offerto alla Chiesa e ad ogni uomo un’icona palpitante 
della bontà e della mitezza di Gesù Buon Pastore, che fa noi tuo popolo, 
per intercessione della sua fervida preghiera, 
camminiamo sulle vie del mondo nell’obbedienza e nella pace
verso l’abbraccio gioioso della tua pienezza.
Concedi per intercessione di lui, che ebbe la gioia di vivere in una famiglia, 
pace e serenità alle nostre famiglie.
La sua intercessione sostenga i passi dei nostri ragazzi e dei nostri giovani, 
la sua mano benedicente accarezza il volto dei nostri bambini, 
il suo sorriso cordiale e limpido consoli le sofferenze degli anziani e degli ammalati.
Fa o Padre che amiamo come Papa Giovanni XXIII la tua santa volontà nelle cose di ogni giorno, donaci il suo sguardo di fiducia e di speranza in Te nelle inevitabili difficoltà della vita.
Fa che possiamo amare come lui la preghiera, per trovare sempre nel colloquio con te 
la sorgente della vera pace. Per Cristo nostro Signore. Amen
 
 

 

LA VITA :

Giovanni XXIII nacque a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881, primo figlio maschio di Marianna Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli. La sera stessa il neonato venne battezzato dal parroco don Francesco Rebuzzini, ricevendo il nome di Angelo Giuseppe. Gli fece da padrino l'anziano prozio Zaverio Roncalli, il primo dei sette zii di papà Battista, uomo molto pio, che, rimasto celibe, si era assunto il compito di educare religiosamente i numerosi nipoti. Il futuro Giovanni XXIII conservò un ricordo commosso e riconoscente per le cure e le sollecitudini di questo vecchio patriarca.

Manifestando fin dalla fanciullezza una seria inclinazione alla vita ecclesiastica, terminate le elementari, si preparò all'ingresso nel seminario diocesano ricevendo un supplemento di lezioni di italiano e latino da alcuni sacerdoti del luogo e frequentando il prestigioso collegio di Celana. Il 7 novembre 1892 fece il suo ingresso nel seminario di Bergamo, dove fu ammesso alla terza classe ginnasiale. Dopo un avvio difficoltoso per l'insufficiente preparazione, non tardò a distinguersi sia nello studio che nella formazione spirituale, tanto che i superiori lo ammisero prima del compimento del quattordicesimo anno alla tonsura. Avendo proficuamente terminato nel luglio del 1900 il secondo anno di teologia, fu inviato il gennaio successivo a Roma presso il seminario romano dell'Apollinare, dove esistevano alcune borse di studio a favore dei chierici bergamaschi. Pur con l'intermezzo di un anno di servizio militare prestato a Bergamo a partire dal 30 novembre 1901, la formazione seminaristica risultò particolarmente fruttuosa.

Il 13 luglio 1904, alla giovanissima età di ventidue anni e mezzo, conseguì il dottorato in teologia. Con il più lusinghiero giudizio dei superiori, il 10 agosto 1904, fu ordinato sacerdote nella chiesa di S. Maria di Monte Santo; celebrò la prima Messa il giorno seguente nella Basilica di S. Pietro, durante la quale ribadì la sua donazione totale a Cristo e la sua fedeltà alla Chiesa. Dopo un breve soggiorno nel paese natale, nell'ottobre iniziò a Roma gli studi di diritto canonico, interrotti nel febbraio del 1905, quando fu scelto quale segretario dal nuovo Vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Radini Tedeschi. Furono circa dieci anni di intenso impegno accanto ad un Vescovo autorevole, molto dinamico e ricco di iniziative che contribuirono a fare della diocesi bergamasca un modello per la Chiesa italiana.

Oltre al compito di segretario, svolse altri numerosi incarichi. Dal 1906 ebbe l'impegno dell'insegnamento di numerose materie in seminario:  storia ecclesiastica, patrologia e apologetica; dal 1910 gli fu assegnato anche il corso di teologia fondamentale. Salvo brevi intervalli, svolse questi incarichi fino al 1914. Lo studio della storia gli consentì l'elaborazione di alcuni studi di storia locale, tra cui la pubblicazione degli Atti della Visita Apostolica di s. Carlo a Bergamo (1575), una fatica durata decenni e portata a termine alla vigilia dell'elezione al Pontificato. Fu anche direttore del periodico diocesano "La Vita Diocesana" e dal 1910 assistente dell'Unione Donne Cattoliche. La prematura scomparsa di Mons. Radini nel 1914 pose fine ad un'esperienza pastorale eccezionale, che, se pur segnata da qualche sofferenza come l'infondata accusa a lui rivolta di modernismo, il futuro Giovanni XXIII considerò sempre punto di riferimento fondamentale per l'assolvimento degli incarichi a cui fu di volta in volta chiamato. Lo scoppio della guerra nel 1915 lo vide prodigarsi per più di tre anni come cappellano col grado di sergente nell'assistenza ai feriti ricoverati negli ospedali militari di Bergamo, giungendo ad atti di autentico eroismo. Nel luglio del 1918 accettò generosamente di prestare servizio ai soldati affetti da tubercolosi, sapendo di rischiare la vita per il pericolo di contagio.

Del tutto inaspettato giunse nel dicembre del 1920 l'invito del Papa a presiedere l'opera di Propagazione della Fede in Italia, quando a Bergamo aveva da poco avviato l'esperienza della Casa degli studenti, un'istituzione a metà tra il pensionato e il collegio, e contemporaneamente fungeva da direttore spirituale in seminario. Dopo forti titubanze, finì con l'accettare, iniziando con molta cautela un incarico che si presentava molto delicato per i rapporti con le organizzazioni missionarie già esistenti. Compì un lungo viaggio all'estero per la realizzazione del progetto della Santa Sede mirante a portare a Roma le varie istituzioni di sostegno alle missioni e visitò diverse diocesi italiane per la raccolta di fondi e l'illustrazione delle finalità dell'opera da lui presieduta.

Nel 1925 con la nomina a Visitatore Apostolico in Bulgaria iniziò il periodo diplomatico a servizio della Santa Sede, che si prolungò fino al 1952. Dopo l'ordinazione episcopale avvenuta a Roma il 19 marzo 1925, partì per la Bulgaria con il compito soprattutto di provvedere ai gravi bisogni della piccola e disastrata comunità cattolica. L'incarico inizialmente a termine si trasformò in una permanenza decennale, durante la quale Roncalli pose le basi per la fondazione di una Delegazione Apostolica, di cui lui stesso venne nominato primo rappresentante nel 1931. Non senza difficoltà riuscì a riorganizzare la Chiesa cattolica, ad instaurare relazioni amichevoli con il Governo e la Casa Reale bulgara, nonostante l'incidente del matrimonio ortodosso di re Boris con la principessa Giovanna di Savoia, e ad avviare i primi contatti ecumenici con la Chiesa Ortodossa bulgara. Il 27 novembre 1934 fu nominato Delegato Apostolico in Turchia ed in Grecia, paesi anche questi senza relazioni diplomatiche con il Vaticano. A differenza della Grecia, dove l'azione di Roncalli non ottenne risultati di rilievo, le relazioni con il governo turco invece migliorano progressivamente per la comprensione e la disponibilità mostrate dal Delegato nell'accettare le misure ispirate dalla politica di laicizzazione perseguite da quel governo. Con tatto e abilità organizzò alcuni incontri ufficiali con il Patriarca di Costantinopoli, i primi dopo secoli di separazione con la Chiesa Cattolica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale conservò un prudenziale atteggiamento di neutralità, che gli permise di svolgere un'efficace azione di assistenza a favore degli Ebrei, salvati a migliaia dallo sterminio, e a favore della popolazione greca, stremata dalla fame.

Inaspettatamente, per decisione personale di Pio XII, fu promosso alla prestigiosa Nunziatura di Parigi, dove giunse con grande sollecitudine il 30 dicembre 1944. Lo attendeva una situazione particolarmente intricata. Il governo provvisorio chiedeva la destituzione di ben trenta Vescovi, accusati di collaborazionismo con il governo di Vichy. La calma e l'abilità del nuovo Nunzio riuscirono a limitare a solo tre il numero dei Vescovi destituiti. Le sue doti umane lo imposero alla stima dell'ambiente diplomatico e politico parigino, dove instaurò rapporti di cordiale amicizia con alcuni massimi esponenti del governo francese. La sua attività diplomatica assunse una esplicita connotazione pastorale attraverso visite a molte diocesi della Francia, Algeria compresa.

L'effervescenza e l'ansia apostolica della Chiesa francese, testimoniata dall'avvio dell'esperienza dei preti operai, trovarono in Roncalli un osservatore attento e prudente, che riteneva necessario un congruo periodo di tempo prima di una decisione definitiva.

Coerentemente al suo stile di obbedienza, accettò prontamente la proposta di trasferimento alla sede di Venezia ove giunse il 5 marzo 1953, fresco della nomina cardinalizia decisa nell'ultimo Concistoro di Pio XII. Il suo episcopato si caratterizzò per lo scrupoloso impegno con cui adempì i principali doveri del Vescovo, la visita pastorale e la celebrazione del Sinodo diocesano. La rievocazione della storia religiosa di Venezia gli suggerì iniziative pastorali nuove, come il progetto di riavvicinare i fedeli alla Sacra Scrittura, rifacendosi alla figura del proto-patriarca s. Lorenzo Giustiniani, solennemente commemorato nel corso del 1956.

L'elezione, il 28 ottobre 1958, del settantasettenne Cardinale Roncalli a Successore di Pio XII induceva molti a pensare ad un Pontificato di transizione. Ma fin dall'inizio Giovanni XXIII rivelò uno stile che rifletteva la sua personalità umana e sacerdotale maturata attraverso una significativa serie di esperienze. Oltre a ripristinare il regolare funzionamento degli organismi curiali, si preoccupò di conferire un'impronta pastorale al suo ministero, sottolineandone la natura episcopale in quanto Vescovo di Roma. Convinto che il diretto interessamento della diocesi costituiva una parte essenziale del Ministero Pontificio, moltiplicò i contatti con i fedeli tramite le visite alle parrocchie, agli ospedali e alle carceri. Attraverso la convocazione del Sinodo diocesano volle assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni diocesane mediante il rafforzamento del Vicariato e la normalizzazione della vita parrocchiale.

Il più grande contributo giovanneo è rappresentato senza dubbio dal Concilio Vaticano II, il cui annuncio fu dato nella basilica di s. Paolo il 25 aprile 1959. Si trattava di una decisione personale, presa dal Papa dopo consultazioni private con alcuni intimi e col Segretario di Stato, Cardinale Tardini. Le finalità assegnate all'Assise Conciliare, elaborate in maniera compiuta nel discorso di apertura dell'11 ottobre 1962, erano originali:  non si trattava di definire nuove verità, ma di riesporre la dottrina tradizionale in modo più adatto alla sensibilità moderna. Nella prospettiva di un aggiornamento riguardante tutta la vita della Chiesa, Giovanni XXIII invitava a privilegiare la misericordia e il dialogo con il mondo piuttosto che la condanna e la contrapposizione in una rinnovata consapevolezza della missione ecclesiale che abbracciava tutti gli uomini. In quest'apertura universale non potevano essere escluse le varie confessioni cristiane, invitate anch'esse a partecipare al Concilio per dare inizio ad un cammino di avvicinamento. Nel corso della prima fase si poté costatare che Giovanni XXIII voleva un Concilio veramente deliberante, di cui rispettò le decisioni dopo che tutte le voci ebbero modo di esprimersi e di confrontarsi.

Nella primavera del 1963 fu insignito del Premio "Balzan" per la pace a testimonianza del suo impegno a favore della pace con la pubblicazione delle Encicliche Mater et Magistra (1961) ePacem in terris (1963) e del suo decisivo intervento in occasione della grave crisi di Cuba nell'autunno del 1962. Il prestigio e l'ammirazione universali si poterono misurare pienamente in occasione delle ultime settimane della sua vita, quando tutto il mondo si trovò trepidante attorno al capezzale del Papa morente ed accolse con profondo dolore la notizia della sua scomparsa la sera del 3 giugno 1963.

 

 

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2 giugno 2017 5 02 /06 /giugno /2017 19:52

 

Preghiera


O Dio, che nel glorioso martirio dei Santi Marcellino e Pietro ci hai dato un segno della tua presenza amorosa nella Chiesa, concedi a noi, che confidiamo nella loro intercessione, di imitarli nella fermezza della fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

 

 

 

marpie.JPG

 

VITA DEI SANTI :

Marcellino, sacerdote, e Pietro, esorcista, furono martirizzati sotto Diocleziano (c. 303). Papa Damaso, ancora fanciullo, raccolse dallo stesso carnefice il racconto del martirio avvenuto a Roma in località Torpignattara sulla Casilina. La loro deposizione il 2 giugno è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).

La più antica notizia sul loro martirio ci è stata tramandata da Damaso (m. 384) il quale attesta di averla appresa in gioventù dalla bocca dello stesso carnefice. Secondo la testimonianza del papa, dunque, il giudice aveva ordinato che i due martiri fossero decapitati nel folto di una selva affinché i loro sepolcri restassero sconosciuti; condotti al luogo del supplizio essi si prepararono con le proprie mani la tomba, in cui i loro corpi rimasero ignorati finché la pia matrona Lucilla, venuta a conoscenza della cosa, si premurò di farli trasferire e seppellire altrove.
Il loro sepolcro infatti è indicato dal Martirologio Geronimiano, il quale attesta che Marcellino era presbitero e Pietro esorcista e li commemora il 2 giug., nel cimitero ad duas lauros al terzo miglio della via Labicana. Ivi li venerarono i pellegrini del sec. VII, mentre il dies natalis è concordemente attestato da tutti i libri liturgici (Sacramentari) ed agiografici (martirologi storici).
Secondo l'autore del Liber Pontificalis, Costantino edificò in loro onore una basilica; il carme che il papa Damaso aveva posto sul loro sepolcro fu distrutto dai Goti, ma il papa Vigilio lo rifece inserendo i nomi dei due martiri anche nel Canone della Messa. Allo stesso periodo deve attribuirsi il loro ricordo nella liturgia ambrosiana e la dedicazione di un'altra chiesa a loro intitolata sulla moderna via Labicana (angolo via Merulana) già attestata nel sinodo romano del 595.
Quasi nello stesso periodo fu composta anche una passio (BHL, II, o. 776, n. 5230) che nella narte migliore non fa altro che parafrasare il carme damasiano, ma aggiunge fantastiche notizie secondo le quali i nostri santi avrebbero avuto relazione con i martiri Artemio, Seconda e Paolina (v. BSS. II, col. 490). sarebbero stati uccisi al XII miglio della via Aurelia. in una località che in loro ricordo fu detta Silva Candida (antica Lorium), che il carnefice si chiamava Doroteo e da vecchio si convertì al Cristianesimo ricevendo il Battesimo dalle mani del papa Giulio I.
Le reliquie dei due martiri nel sec. IX sarebbero state trasferite a Seligenstadt in Germania, ma dal racconto di Eginardo nasce il fondato sospetto che il famigerato diacono Deusdona, parte in causa ed agente principale di quella traslazione, abbia, secondo il suo costume, ingannato i messi del pio scrittore ed abate.

fonte:santiebeati.it

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1 giugno 2017 4 01 /06 /giugno /2017 20:45

 

Triduo a Sant’Annibale Maria Di Francia

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Signore Dio, tu hai suscitato nel nostro tempo
Sant'Annibale Maria quale insigne
testimone delle beatitudini evangeliche.
Egli, illuminato dalla grazia, ebbe fin dalla gioventù il giusto distacco
dalle ricchezze,e di tutto si liberò per donarsi ai poveri.
Per la sua intercessione, aiutaci a fare buon uso delle cose che
abbiamo e ad avere sempre un pensiero per quelli che
hanno meno di noi.
Nelle presenti difficoltà, concedici le grazie che ti chiediamo
per noi e per i nostri cari.
Amen.


Gloria al Padre.....

 

Signore Dio, tu ci hai indicato con Sant'Annibale
una nuova via alla santità, che è preghiera, amore agli orfani,
compassione per le folle abbandonate come gregge senza pastore.
Fa' che sia sempre vivo in noi il desiderio e l'impegno concreto

per promuovere la vita della grazia nei nostri fratelli
e una società più attenta ai valori della fede.
Per intercessione del Santo,ottienici
le grazie che ti chiediamo per noi e per i nostri cari.
Amen.


Gloria al Padre...

 

Signore Dio, tu hai rivelato a Sant'Annibale
la Divina Parola di Gesù, quando, vedendo
le folle nella sofferenza e nell'abbandono,
indicò la preghiera per le vocazioni:
manda alla Chiesa sacerdoti santi e numerosi.
A noi concedi, per l'intercessione di Sant'Annibale,

le grazie che ti chiediamo.
Amen.


Gloria al Padre...

 

Preghiamo


Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa'
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

 

Preghiera a Sant’Annibale Maria Di Francia

 

Gesù, Sacerdote eterno,

che hai suscitato in padre Annibale M. Di Francia,

la preghiera universale per le vocazioni sacerdotali,

per il bene che, quale rugiada celeste,

quotidianamente scende sulla tua Chiesa,

concedimi la grazia... (esporre)

di cui vivamente ti supplico.

 

Pater, Ave, Gloria

 

 

 

Preghiera a San Giuseppe

scritta da Sant’Annibale Maria Di Francia

 

O Glorioso Patriarca S. Giuseppe, io Vi saluto come l’Eletto di Dio fra tutti gli uomini, come ricolmo di tutti i lumi, doni, privilegi e grazie dell’Altissimo, fino dal seno materno.  Il vostro cuore fu sempre un giardino fiorito delle più prelibate virtù, e lo spirito Santo Vi partecipò con la più grande abbondanza la sua divina santità. Voi foste modello ed esemplare della vita interiore, dacché non solo eravate esteriormente oggetto di edificazione a tutti, ma interiormente piaceste talmente al Sommo Dio, che Vi scelse a Sposo della Immacolata Vergine Maria, e a Padre Vergine del Verbo fatto Uomo, Gesù.

O Gloriosissimo Patriarca, io povero peccatore volendo tutto convertirmi a Dio, a Voi ricorro per supplicarvi che mi siate Maestro e Guida della virtù interiore.

A che mi gioveranno tutti gli esercizi di pietà e tutte le pratiche religiose, tutte le fatiche, tutti i sacrifici, qualunque osservanza, e la stessa frequenza dei Sacramenti, se la mia intenzione non è retta, se il mio interno non è sincero, se non cerco di piacere veramente a Dio?

Che mi gioverà ogni cosa ed ogni devozione, se internamente accarezzo le mie passioni, e non mi risolvo con ferma volontà a finirla coi miei peccati?

O amorosissimo Santo! Attraetemi Voi interiormente al divino servizio! Illuminate il mio intelletto e attirate la mia volontà al puro Amore di Gesù. Fate che non cerchi gli applausi, le ammirazioni, le simpatie, le soddisfazioni dell’amor proprio, ma Gesù solo, nudo e Crocifisso! Ottenetemi un vero spirito di orazione e di mortificazione, un vero distacco da tutto, e da tutti, una vera e angelica illibatezza di costumi, ed una profonda umiltà di cuore, affinché per questa strada regia e sublime della Croce e della virtù interiore, io arrivi alla bella unione di puro amore con Gesù, nostro Sommo ed unico Bene.

Patriarca amorosissimo, questa grande Grazia Vi domando per amore di Gesù Bambino, per quegli abbracci e divini baci che Vi diede, e per amore della Immacolata Vostra Sposa Maria.  Esauditemi, esauditemi! Amen, amen.

 

Pater, Ave, Gloria, Requiem.

 

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1 giugno 2017 4 01 /06 /giugno /2017 14:05

santann-copia-3.jpg

 

Preghiera a Sant'Annibale di Francia :

 

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio, e a risanare chi ha il cuore affranto. Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fà  che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Preghiera a Sant'Annibale di Francia :

 

Gesù, Sacerdote eterno,

che hai suscitato in padre Annibale M. Di Francia,

la preghiera universale per le vocazioni sacerdotali,

per il bene che, quale rugiada celeste,

quotidianamente scende sulla tua Chiesa,

concedimi la grazia... ( esporre la grazie desiderata )

di cui vivamente ti supplico.

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Il triduo è un ciclo di preghiere o di riti concluso nello spazio di tre giorni : 

 

TRIDUO A SANT'ANNIBALE MARIA DI FRANCIA 

 

1 Giugno :

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Signore Dio, tu hai suscitato nel nostro tempo
Sant'Annibale Maria quale insigne
testimone delle beatitudini evangeliche.
Egli, illuminato dalla grazia, ebbe fin dalla gioventù il giusto distacco
dalle ricchezze,e di tutto si liberò per donarsi ai poveri.
Per la sua intercessione, aiutaci a fare buon uso delle cose che 
abbiamo e ad avere sempre un pensiero per quelli che
hanno meno di noi.
Nelle presenti difficoltà, concedici le grazie che ti chiediamo
per noi e per i nostri cari.
Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

Preghiamo :

 

Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa' 
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

2 Giugno :

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Signore Dio, tu ci hai indicato con Sant'Annibale
una nuova via alla santità, che è preghiera, amore agli orfani,
compassione per le folle abbandonate come gregge senza pastore.
Fa' che sia sempre vivo in noi il desiderio e l'impegno concreto 

per promuovere la vita della grazia nei nostri fratelli
e una società più attenta ai valori della fede.
Per intercessione del Santo,ottienici
le grazie che ti chiediamo per noi e per i nostri cari.
Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

Preghiamo :

Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa' 
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

3 Giugno :

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Signore Dio, tu hai rivelato a Sant'Annibale
la Divina Parola di Gesù, quando, vedendo
le folle nella sofferenza e nell'abbandono,
indicò la preghiera per le vocazioni:
manda alla Chiesa sacerdoti santi e numerosi.
A noi concedi, per l'intercessione di Sant'Annibale,

 le grazie che ti chiediamo. Amen. 

 

 Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

Preghiamo :

Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa' 
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

 

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Annibale Maria Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851 dalla nobildonna Anna Toscano e dal cavaliere Francesco, marchese di Santa Caterina dello Ionio, Vice Console Pontificio e Capitano Onorario della Marina. Terzo di quattro figli, Annibale divenne orfano a soli quindici mesi per la morte prematura del padre. Questa amara esperienza infuse nel suo animo la particolare tenerezza e lo speciale amore verso gli orfani, che caratterizzò la sua vita ed il suo sistema educativo. Sviluppò un grande amore per l'Eucaristia, tanto da ricevere il permesso, eccezionale per quei tempi, di accostarsi quotidianamente alla Santa Comunione. Giovanissimo, davanti al Santissimo Sacramento solennemente esposto, ebbe quella che si può definire «intelligenza del Rogate»: scoprì cioè la necessità della preghiera per le vocazioni, che, in seguito, trovò espressa nel versetto del Vangelo: «La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate [Rogate] dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe» (Mt 9, 38; Lc 10, 2). Queste parole del Vangelo costituirono l'intuizione fondamentale alla quale egli dedicò tutta la sua esistenza.

Di ingegno vivace e di notevoli capacità letterarie, appena sentì la chiamata del Signore, rispose generosamente, adattando questi talenti al suo ministero. Completati gli studi, il 16 marzo 1878 fu ordinato sacerdote. Qualche mese prima, un incontro «provvidenziale» con un mendicante quasi cieco lo mise a contatto con la triste realtà sociale e morale del quartiere periferico più povero di Messina, le cosiddette Case Avignone e gli aprì il cammino di quello sconfinato amore verso i poveri e gli orfani, che diverrà una caratteristica fondamentale della sua vita.

Con il consenso del suo Vescovo, andò ad abitare in quel «ghetto» ed impegnò tutte le sue forze per la redenzione di quegli infelici, che ai suoi occhi si presentavano, secondo l'immagine evangelica, come «pecore senza pastore». Fu un'esperienza segnata fortemente da incomprensioni, difficoltà e ostilità di ogni tipo, che egli superò con grande fede, vedendo negli umili ed emarginati lo stesso Gesù Cristo e attuando ciò che definiva: «Spirito di doppia carità: l'evangelizzazione e il soccorso dei poveri».

Nel 1882 diede inizio ai suoi orfanotrofi, che furono chiamati antoniani perché messi sotto la protezione di Sant'Antonio di Padova. La sua preoccupazione fu non solo quella di dare il pane e il lavoro, ma soprattutto un'educazione completa della persona sotto l'aspetto morale e religioso, offrendo agli assistiti un vero clima di famiglia, che favorisse il processo formativo a far loro scoprire e seguire il progetto di Dio.

Con spirito missionario avrebbe voluto abbracciare gli orfani e i poveri di tutto il mondo. Ma come fare? La parola del Rogate gli apriva questa possibilità. Perciò scrisse: «Che cosa sono questi pochi orfani che si salvano e questi pochi poveri che si evangelizzano dinanzi a milioni che si perdono e sono abbandonati come gregge senza pastore? ... Cercavo una via d'uscita e la trovavo ampia, immensa in quelle adorabili parole di nostro Signore Gesù Cristo: Rogate ergo ... Allora mi pareva di aver trovato il segreto di tutte le opere buone e della salvezza di tutte le anime».

Annibale aveva intuito che il Rogate non era una semplice raccomandazione del Signore, ma un comando esplicito e un «rimedio infallibile». Motivo per cui il suo carisma è da valutare come il principio animatore di una provvidenziale fondazione nella Chiesa. Altro aspetto importante da rilevare è che egli precede i tempi nel considerare vocazioni anche quelle dei laici impegnati: genitori, insegnanti e persino buoni governanti.

Per realizzare nella Chiesa e nel mondo i suoi ideali apostolici, fondò due nuove famiglie religiose: nel 1887 la Congregazione delle Figlie del Divino Zelo e dieci anni dopo la Congregazione dei Rogazionisti. Volle che i membri dei due Istituti, approvati canonicamente il 6 agosto 1926, si impegnassero a vivere il Rogate con un quarto voto.

Così il Di Francia scrisse in una supplica del 1909 a San Pio X: «Mi sono dedicato fin dalla mia prima giovinezza a quella santa Parola del Vangelo: Rogate ergo. Nei miei minimi Istituti di beneficenza si leva una preghiera incessante, quotidiana dagli orfani, dai poveri, dai sacerdoti, dalle sacre vergini, con cui si supplicano i Cuori Santissimi di Gesù e Maria, il Patriarca San Giuseppe e i Santi Apostoli perché vogliano provvedere abbondantemente la Santa Chiesa di sacerdoti eletti e santi, di evangelici operai della mistica messe delle anime».  Per diffondere la preghiera per le vocazioni promosse numerose iniziative: ebbe contatti epistolari e personali con i Sommi Pontefici del suo tempo; istituì la Sacra Alleanza per il clero e la Pia Unione della Rogazione Evangelicaper tutti i fedeli. Fondò il periodico dal titolo significativo «Dio e il Prossimo» per coinvolgere i fedeli a vivere i medesimi ideali.

«È tutta la Chiesa - egli scrisse - che ufficialmente deve pregare a questo scopo, poiché la missione della preghiera per ottenere i buoni operai è tale da dovere interessare vivamente ogni fedele, ogni cristiano, cui sta a cuore il bene di tutte le anime, ma in modo particolare i vescovi, i pastori del mistico gregge, ai quali sono affidate le anime e che sono gli apostoli viventi di Gesù Cristo».L'annuale Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, istituita da Paolo VI nel 1964, può considerarsi la risposta della Chiesa a questa sua intuizione.

Grande fu l'amore che ebbe per il sacerdozio, convinto che solo mediante l'opera di sacerdoti numerosi e santi è possibile salvare l'umanità. Fu fortemente impegnato nella formazione spirituale dei seminaristi, che l'arcivescovo di Messina affidò alle sue cure. Ripeteva spesso che senza una solida formazione spirituale, senza preghiera, «tutte le fatiche dei vescovi e dei rettori dei seminari si riducono generalmente a una cultura artificiale di preti...».  Fu egli stesso, per primo, buon operaio del Vangelo e sacerdote secondo il Cuore di Dio. La sua carità, definita «senza calcoli e senza limiti», si manifestò con connotazioni particolari anche verso i sacerdoti in difficoltà e le claustrali.

Già durante la sua esistenza terrena fu accompagnato da una chiara e genuina fama di santità, diffusa a tutti i livelli, tanto che quando il primo giugno 1927 si spense a Messina, confortato dalla presenza di Maria Santissima, che aveva tanto amato durante la sua terrena esistenza, la gente diceva: «Andiamo a vedere il santo che dorme».

I funerali furono una vera e propria apoteosi, che i giornali dell'epoca puntualmente registrarono con articoli e con fotografie. Le Autorità furono sollecite nell'accordare il permesso di tumularlo nelTempio della Rogazione Evangelica, che lui stesso aveva voluto e che è dedicato appunto al «divino comando»: «Pregate il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe».

Le Congregazioni religiose dei Rogazionisti e della Figlie del Divino Zelo, fondate da Padre Annibale sono oggi presenti nei cinque Continenti impegnate, secondo gli ideali del Fondatore, nella diffusione della preghiera per le vocazioni attraverso centri vocazionali ed editoriali e nel gestire istituti educativo‑assistenziali a favore di bambini e ragazzi bisognosi e di audiolesi, centri nutrizionali e di sanità; case per anziani e per ragazze‑madri; scuole, centri di formazione professionale, ecc.

La santità e la missione di Padre Annibale, dichiarato «insigne apostolo della preghiera per le vocazioni», sono sentite oggi profondamente da quanti sono compenetrati delle necessità vocazionali della Chiesa.

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1990 ha proclamato il Di Francia Beato ed il giorno successivo lo ha definito: «Autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale».

 

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31 maggio 2017 3 31 /05 /maggio /2017 23:32

 

1  giugno: 

san Giustino, martire; santi Caritone e compagni, martiri; santi martiri di Alessandria d'Egitto; santi martiri di Licopoli; san Procolo, martire; san Fortunato, prete; san Caprasio, monaco; san Floro; san Ronano, vescovo; san Vistano, martire; san Simeone, recluso; sant'Enecone, abate; beato Teobaldo; beato Giovanni Pelingotto, terziario francescano; beato Giovanni Storey, martire; beati Alfonso Navarrete, Ferdinando di San Giuseppe di Ayala e Leone Tanaka, martiri; beato Giovanni Battista Vernoy de Montjournal, canonico di Moulins e martire; san Giuseppe Túc, martire; beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza, fondatore delle Missionarie e dei Missionari di San Carlo; sant'Annibale Maria Di Francia, sacerdote, fondatore dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo.

 

2 giugno:

santi Marcellino, sacerdote, e Pietro, esorcista, martiri; santi Potino, vescovo, Blandina e quarantasei compagni, martiri; sant'Erasmo, vescovo di Antiochia e martire; sant'Eugenio I, papa; san Niceforo, vescovo di Costantinopoli; san Guido, vescovo; san Nicola, pellegrino; beati Sadoch, sacerdote, e compagni, domenicani e martiri; san Domenico Ninh.

 

3 giugno:

santi Carlo Lwanga e dodici compagni, martiri dell'Uganda; san Cecilio, sacerdote; sant'Ilario, primo vescovo di Carcassonne; santa Clotilde, regina; san Lifardo, sacerdote; sant'Oliva, vergine; san Kevin, fondatore e abate del monastero di Glendalough; san Genesio, vescovo di Clermont; sant'Isacco, martire; san Davino, armeno; san Morando, monaco; beato Andrea Caccioli, primo sacerdote francescano; san Cono, monaco; beato Francesco Ingleby, prete e martire; san Giovanni Grande, religioso dei fatebenefratelli; beato Carlo Renato Collas du Bignon, sacerdote sulpiziano e martire; san Pietro Dong, martire; beato Diego Oddi, religioso francescano; san Giovanni XXIII, papa.

 

4 giugno:

san Quirino, vescovo di Siscia, martire; san Metrofane, vescovo di Bizanzio; sant'Ottato, vescovo; san Petroc, abate; san Gualterio, abate; santi Nicola e Trani, eremiti; beato Pacifico Remato, sacerdote francescano; san Francesco Caracciolo, sacerdote, fondatore dei Chierici Regolari Minori; beato Filippo Smaldone, sacerdote, fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori; beati Antonio Zawistowski, sacerdote, e Stanislao Starowieyski, martiri.

 

5 giugno:

 san Bonifacio, vescovo e martire; santi Marciano, Nicandro, Apollonio e compagni, martiri; san Doroteo, vescovo di Tiro; sant'Illidio, vescovo; sant'Eutichio, vescovo; santi Eobano, vescovo, Adelario e nove compagni, martiri; beato Sancio, martire; san Franco, eremita; san Luca Vŭ Bá Loan, sacerdote e martire; santi Domenico Toai e Domenico Huyện, martiri.

 

6 giugno: 

san Norberto, vescovo di Magdeburgo, fondatore dei premostratensi; santi Artemio e Paolina, martiri; san Bessarione, anacoreta; san Cerato, vescovo; sant'Eustorgio II, vescovo di Milano; sant'Iarlath, vescovo; san Claudio, vescovo e abate del monastero di Condat; sant'Alessandro, vescovo di Fiesole e martire; sant'Ilarione, sacerdote e archimandrita del monastero di Dalmazio; san Colmano, vescovo; beato Falcone, abate; san Gilberto, abate premostratense; beato Bertrando, vescovo di Aquileia e martire; beato Lorenzo da Villamagna, sacerdote francescano; beato Guglielmo Greenwood, martire certosino; san Marcellino Champagnat, sacerdote marista, fondatore dei Piccoli Fratelli di Maria; santi Pietro Dũng, Pietro Thuan e Vincenzo Dương, martire; san Raffaele Guízar Valencia, vescovo di Veracruz; beato Innocenzo Guz, sacerdote francescano conventuale e martire.

 

7 giugno:

san Colman, vescovo e abate del monastero di Dromore; santi martiri di Cordoba; san Roberto, fondatore e abate cistercense di Newminster; beata Anna di San Bartolomeo, vergine carmelitana scalza; sant'Antonio Maria Gianelli, vescovo di Bobbio, fondatore delle Figlie di Maria Santissima dell'Orto; beata Maria Teresa de Soubiran La Louvière, vergine, fondatrice delle Suore di Maria Ausiliatrice.

 

8 giugno:

san Massimino, primo vescovo di Aix; san Gildardo, vescovo; san Medardo, vescovo di Nojon; san Fortunato, vescovo; san Clodolfo, vescovo di Metz; san Guglielmo, vescovo di York; beato Giovanni Davy, diacono certosino e martire; san Giacomo Berthieu, sacerdote gesuita e martire; beata Maria del Divin Cuore di Gesù Droste zu Vischering, vergine della congregazione del Buon Pastore; beata Maria Teresa Chiramel Mankidyan, vergine, fondatrice delle Suore della Sacra Famiglia di Thrissur; beato Nicola da Gesturi, sacerdote cappuccino.

 

9 giugno:

sant'Efrem, diacono e dottore della Chiesa; santi Primo e Feliciano, martiri; san Diomede, martire; san Vincenzo, martire; san Massimiano, vescovo di Siracusa; san Columba, sacerdote e abate di Iona; san Riccardo, vescovo di Andria; beato Roberto Salt, monaco certosino e martire; san Giuseppe de Anchieta, sacerdote gesuita; beato Giuseppe Imbert, sacerdote gesuita e martire; beata Anna Maria Taigi, madre di famiglia, terziaria trinitaria.

 

10 giugno:

san Censurio, vescovo; san Landerico, vescovo; sant'Itamaro, vescovo; san Bogumilo, vescovo di Gniezno; beata Diana degli Andalò, vergine, fondatrice del monastero domenicano di Sant'Agnese; beato Enrico da Bolzano; beato Giovanni Dominici, vescovo domenicano di Ragusa; beati Tommaso Green e Gualtiero Pierson, certosini, martiri; beato Edoardo Poppe, sacerdote.

 

11 giugno: 

san Barnaba, apostolo; san Massimo, vescovo di Napoli; san Remberto, vescovo di Amburgo e di Brema; beato Bardone, abate e poi vescovo; sant'Aleide, vergine cistercense; san Parisio, sacerdote camaldolese; beata Iolanda, badessa clarissa di Gniezno; beato Stefano Bandelli, sacerdote domenicano; san Giovanni da San Facondo González de Castrillo, sacerdote agostiniano; santa Maria Rosa Molas y Vallvé, vergine, fondatrice delle Suore di Nostra Signora della Consolazione; santa Paola Frassinetti, vergine, fondatrice delle Suore di Santa Dorotea; beata Maria del Sacro Cuore Schininà, vergine, fondatrice delle Suore del Sacro Cuore.

 

12 giugno:

san Basilide, martire; sant'Onofrio, eremita; san Leone III, papa; sant'Odolfo, sacerdote, apostolo dei Frisi; sant'Eskil, vescovo e martire; beato Guido, sacerdote, discepolo di san Francesco; beato Placido, abate; beata Florida Cevoli, vergine clarissa; san Gaspare Bertoni, sacerdote, fondatore degli stimmatini; beato Lorenzo Maria di San Francesco Saverio, passionista; beata Mercedes di Gesù Molina, vergine, fondatrice dell'Istituto di Santa Marianna di Gesù.

 

13 giugno:

sant'Antonio di Padova, sacerdote francescano e dottore della Chiesa; santa Felicola, martire; sant'Achilleo, vescovo; san Trifilio vescovo; san Ceteo, vescovo di Amiterno; san Salmodio eremita; san Ragneberto, martire; sant'Aventino, eremita e martire; san Fandila, sacerdote e monaco; beato Gerardo, monaco di Chiaravalle; santi Agostino Phan Viết Huy e Nicola Bùi Ðức Thể, martiri; beata Anna Maria Biernacka, madre di famiglia e martire.

 

14 giugno:

 sant'Eliseo, profeta; san Proto, martire; santi Valerio e Rufino, martiri; san Fortunato, vescovo; sant'Eterio, vescovo di Vienne; san Metodio, vescovo di Costantinopoli; santi Anastasio, Felice e Degna, martiri.

 

15 giugno: 

sant'Amos, profeta; sant'Esichio,martire; san Vito, martire; sant'Abramo, monaco; san Landelino, abate; san Lotario, vescovo; santa Benilde, martire; sant'Ilariano, martire; san Bernardo di Mentone, arcidiacono di Aosta, fondatore dell'abbazia di Monte Giove; sant'Isfrido, vescovo; beato Tommaso Scryven, martire certosino; beati Pietro Snow e Rodolfo Grimston, martiri; santa Germana Cousin, vergine; beato Luigi Maria Palazzolo, sacerdote, fondatore delle Suore delle Poverelle; santa Barbara Cui Lianzhi.

 

16 giugno:

santi Quirico e Giulitta, martiri; santi Ferreolo e Ferruccio, martiri; san Similiano, vescovo e confessore; san Ticone, vescovo; santi Aureo, vescovo di Magonza, Giustina, sua sorella, e compagni, martiri; sant'Aureliano, vescovo; san Ceccardo, vescovo; san Bennone, vescovo; santa Lutgarda, vergine; beato Tommaso Reding, martire certosino; beato Antonio Costanzo Auriel, sacerdote e martire; santi Domenico Nguyễn, Domenico Nguyễn Đức Mạo, Domenico Nhi, Domenico Mao, Vincenzo e Andrea Tường, martiri; beata Maria Teresa Scherer, vergine, cofondatrice delle Suore di Carità della Santa Croce.

 

17 giugno:

santi Blasto e Diogene, martiri; santi Isauro, Innocenzo, Felice, Ermia, Pellegrino e Basilio, martiri; santi Nicandro e Marciano, martiri; sant'Antidio, vescovo e martire; sant'Ipazio, egumeno; sant'Hervè, eremita; sant'Avito, abate; san Ranieri, pellegrino; santa Teresa, regina di Castiglia; beato Pietro Gambacorta, fondatore degli Eremiti di San Girolamo; beato Paolo Burali, religioso teatino, vescovo di Piacenza e poi di Napoli; beato Filippo Papon, sacerdote e martire; san Pietro Đa, martire.

 

18 giugno:

santi Marco e Marcelliano, martiri; san Leonzio, legionario martire; santi Ciriaco e Paola, martiri; sant'Amando, vescovo di Bordeaux; san Calogero, eremita; sant'Elisabetta, vergine; beata Osanna Andreasi, vergine, terziaria domenicana; san Gregorio Barbarigo, vescovo.

 

19 giugno: 

san Romualdo, eremita, fondatore dei monaci camaldolesi; santi Gervasio e Protasio, martiri; san Deodato, vescovo di Nevers; santa Childomarca, badessa; san Lamberto, martire; beato Gerlando, ospedaliere di San Giovanni; santa Giuliana Falconieri, vergine, fondatrice delle Serve di Maria; beata Michelina, vedova, terziaria francescana; beati Sebastiano Newdigate, Humphrey Middlemore e Guglielmo Exmew, sacerdoti certosini e martiri; beato Tommaso Woodhouse, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire; santi Remigio Isoré e Modesto Andlauer, sacerdoti gesuiti e martiri.

 

20 giugno:

san Metodio, vescovo di Olimpo e martire; san Gobano, sacerdote; san Giovanni da Matera, fondatore e abate del monastero di Pulsano; beata Margherita Ebner, vergine domenicana; beato Dermot O'Hurley, vescovo di Cashel e martire; beata Margherita Ball, martire; beati Francesco Pacheco, sacerdote, e otto compagni gesuiti, martiri; beati Tommaso Whitbread, Guglielmo Harcourt, Giovanni Fenwich, Giovanni Gavan e Antonio Turner, sacerdoti gesuiti, martiri.

 

21 giugno:

san Luigi Gonzaga, religioso gesuita; san Mevenno, fondatore e abate del monastero di Brocéliande; san Leutfrido, fondatore e abate del monastero di Santa Croce presso Evreux; san Radulfo, vescovo di Bourges; san Raimondo, vescovo di Roda-Barbastro; san Giovanni Rigby, martire; beato Giacomo Morelle Dupas, sacerdote e martire; san Giuseppe Isabel Flores, sacerdote e martire.

 

22 giugno: 

san Paolino, vescovo di Nola; santi Giovanni Fisher, vescovo, e Tommaso Moro, martiri; san Flavio Clemente, martire; sant'Albano, martire; santi Giulio e Aaron, martiri; sant'Eusebio, vescovo di Samosata; san Niceta, vescovo di Ramesiana in Dacia; beato Innocenzo V, papa domenicano; beata Maria Lhuillier, vergine e martire.

 

23 giugno:

santi martiri di Nicomedia; sant'Ediltrude, abbadessa del monastero di Ely; san Bilio, vescovo di Vannes e martire; beato Lanfranco, vescovo di Pavia; san Valerio, sacerdote; beata Maria; beato Tommaso Corsini, religioso servita; beato Pietro Giacomo, sacerdote agostiniano; san Tommaso Garnet, sacerdote gesuita e martire; san Giuseppe Cafasso, sacerdote; beata Maria Raffaella Cimatti, vergine delle Suore Ospedaliere della Misericordia.

 

24 giugno:

natività di san Giovanni Battista; santi Giovanni e Festo, martiri; san Simplicio, vescovo; santi Agoardo, Agliberto e compagni, martiri; san Rumoldo, eremita e martire; san Teodolfo, vescovo e abate di Lobbes; san Gontrano, vescovo di Nantes e martire; san Teogaro, sacerdote; san Giuseppe Yuan Zaide, sacerdote e martire.

 

25 giugno:

 san Massimo, primo vescovo di Torino; san Prospero d'Aquitania; san Prospero, vescovo di Reggio; santa Tigre, vergine; san Moloc o Luan, vescovo; sant'Eurosia, vergine e martire; sant'Adelberto, diacono e abate; san Salomone, martire; san Guglielmo, fondatore e abate del monastero di Monte Vergine; san Giovanni chiamato lo spagnolo, monaco certosino; beata Dorotea, vedova; santi Domenico Henares, vescovo domenicano, e Francesco Ðỗ Văn Chiểu, martiri.

 

26 giugno:

santi Giovanni e Paolo, martiri; san Vigilio, vescovo di Trento; san Deodato, vescovo di Nola; san Massenzio, abate; san David eremita; san Salvio, vescovo di Valence e martire; san Pelagio, martire; sant'Antelmo, vescovo di Belley; beato Raimondo Petiniaud de Jourgnac, sacerdote e martire; beate Maddalena Fontaine, Francesca Lanel, Teresa Fantou e Giovanna Gérard, vergini Figlie della Carità e martiri; san Giuseppe Ma Taishun, martire; san Giuseppe Maria Robles, sacerdote, fondatore delle Suore del Cuore di Gesù Sacramentato e martire; beato Andrea Iscak, sacerdote e martire; san Giuseppe Maria Escrivá de Balaguer, sacerdote, fondatore dell'Opus Dei.

 

27 giugno:

san Cirillo di Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa; santa Gudene, martire; san Zoilo, martire; san Sansone Prete; san Giovanni, sacerdote; sant'Arialdo, diacono e martire; san Tommaso Toán, catechista e martire; beata Margherita Bays, vergine; beata Luisa Teresa Montaignac de Chauvance, vergine, fondatrice delle Oblate del Cuore di Gesù.

 

28 giugno:

sant'Ireneo, vescovo di Lione e martire; santi martiri di Alessandria d'Egitto; san Paolo I, papa; sant'Argimiro, martire; sant'Eimerardo, sacerdote ed eremita; san Giovanni Southworth, sacerdote e martire; santa Vincenza Gerosa, vergine, fondatrice delle Suore di Maria Bambina; sante Lucia Wang Cheng, Maria Fan Kun, Maria Qi, Maria Fan Kun, Maria Qi Yu e Maria Zheng Xu, martiri; santa Maria Du Zhauzhi, martire; beati Severiano Baranyk e Gioacchino Senkivskyj, sacerdoti basiliani di San Giosafat e martiri.

 

29 giugno:

santi Pietro e Paolo, apostoli; san Siro, vescovo; san Cassio, vescovo di Narni; santa Emma, vedova; santi Paolo Wu Juan, Giovan Battista Wu Mantang e Paolo Wu Wanshu, martiri; sante Maria Du Tianshi e Maddalena Du Fengju, martiri.

 

30 giugno:

santi Protomartiri di Santa Romana Chiesa; san Basilide, martire; san Marziale, vescovo di Limoges; san Bertrando, vescovo di Le Mans; sant'Erendrude, prima badessa del monastero di Nonnberg; san Teobaldo, prete ed eremita; san Ladislao, re d'Ungheria; sant'Adolfo, vescovo di Osnabrück; beato Filippo Powell, sacerdote benedettino e martire; beato Gennaro Maria Sarnelli, sacerdote redentorista; san Vincenzo Ðỗ Yến, sacerdote domenicano e martire; santi Raimondo Li Quanzhen e Pietro Li Quanhui, martiri; beato Zenone Kovalyk, sacerdote redentorista e martire; beato Basilio Velyckovskyj, vescovo e martire.

 

 

Venerdì dopo la seconda domenica dopo Pentecoste: Sacratissimo Cuore di Gesù - Solennità

Sabato dopo la seconda domenica dopo Pentecoste: Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria - Memoria

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30 maggio 2017 2 30 /05 /maggio /2017 20:46

 

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Preghiera a Santa Giovanna d'Arco

(indulgenza di 200 giorni ogni volta che viene recitata)

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco che, in tante battaglie vittoriosa, foste sostegno ai vostri soldati e terrore agli avversari, accoglietemi, ve ne prego, sotto la vostra protezione ed ottenetemi conforto nel combattere le sante battaglie del Signore.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che forte nella fede e nella pietà, viveste gli anni della vostra giovinezza in una purezza angelica, aiutatemi a mantenere sempre, in questi tempi così difficili, l'anima mia immune dalle sozzure del peccato e dal veleno dell'incredulità. 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che obbediste sempre, anche con il sacrificio degli affetti famigliari, alle voci celesti che vi facevano conoscere la divina volontà intorno alla missione affidata da Dio al vostro umile braccio, fate che io adempia fedelmente i divini voleri e accolga docilmente i buoni consigli e le ammonizioni dei miei genitori e superiori. 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che nel nome di Dio e dei vostri Santi Protettori, vinceste, in battaglie sanguinose ed ostinate, i nemici della vostra patria e del vostro re, sostenete la mia debolezza nella lotta aspra e quotidiana contro i miei nemici spirituali, il mondo, il demonio, la carne, affinché ne riporti vittoria per servire il Re del Cielo e raggiungere la vera patria del Paradiso. 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che, per la verità e la giustizia, affrontaste l'iniquità di giudici perversi, le sofferenze di un lungo carcere, il tradimento, l'abbandono e l'orribile strazio del rogo, dove foste bruciata viva, sorreggetemi, vi scongiuro, nella sincera e coraggiosa professione della fede, e assistetemi fino alla morte, perchè io ne custodisca immacolato e intatto il prezioso tesoro.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

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LA VITA DELLA SANTA :

Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio, rivelatole da voci misteriose, secondo il quale avrebbe dovuto liberare la Francia dagli Inglesi. Presentatasi alla corte di Carlo VII, ottenne dal re di poter cavalcare alla testa di un'armata e, incoraggiando le truppe con la sua ispirata presenza, riuscì a liberare Orleans e a riportare la vittoria di Patay. Lasciata sola per la diffidenza della corte e del re, Giovanna non potè condurre a termine, secondo il suo progetto, la lotta contro gli Anglo-Borgognoni; fu dapprima ferita alle porte di Parigi e nel 1430, mentre marciava verso Compiegne, fatta prigioniera dai Borgognoni, che la cedettero agli Inglesi. Tradotta a Rouen davanti a un tribunale di ecclesiastici, dopo estenuanti interrogatori fu condannata per eresia ed arsa viva. Fu riabilitata nel 1456. Nel 1920 Benedetto XV la proclamava santa.

 

 

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29 maggio 2017 1 29 /05 /maggio /2017 19:33

orsola

 

Invocazioni  a Sant’ Orsola

 

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà

 

Sant’ Orsola che sapevi credere senza riserve - prega per noi
Sant’ Orsola che sapevi amare in mezzo alle prove 
prega per noi
Sant’ Orsola che sapevi sperare contro ogni speranza prega per noi
Sant’ Orsola che maturavi ai raggi dell’Eucaristia - prega per noi
Sant’ Orsola che attingevi ai piedi del Crocifisso la forza di soffrire - prega per noi
Sant’ Orsola che imparavi l’amore alla scuola del Cuore di Gesù Agonizzante - p.p.n.
Sant’ Orsola che sapevi unire la contemplazione all’azione
 - prega per noi
Sant’ Orsola che sapevi santificare la grigia realtà quotidiana - prega per noi
Sant’ Orsola in ascolto del Padre celeste e innamorata della sua volontà -  p.p.n.
Sant’ Orsola che con l’amore rispondevi al “Sitio” del Redentore divino
 -  p.p.n.
Sant’ Orsola obbediente alle ispirazioni dello Spirito Santo
 - prega per noi
Sant’ Orsola figlia fedele della Chiesa - prega per noi
Sant’ Orsola maestra sapiente di vita spirituale - prega per noi
Sant’ Orsola guida prudente della comunità religiosa - prega per noi
Sant’ Orsola sollecita protettrice degli orfani prega per noi
Sant’ Orsola amorevole educatrice e insegnante dei bambini e dei giovani  p.p.n.
Sant’ Orsola zelante apostola di bontà e di gioia 
prega per noi
Sant’ Orsola dedita all’annuncio della Buona Novella della Salvezza - prega per noi
Sant’ Orsola che cercavi di edificare l’unità fraterna tra mentalità diverse p.p.n.
Sant’ Orsola che cercavi il dialogo con i fratelli separati
 - prega per noi
Sant’ Orsola sollecita nel preparare gli operai per la vigna del Signore prega per noi
Sant’ Orsola sensibile ai segni dei tempi - prega per noi
Sant’ Orsola che intuivi le necessità del momento - prega per noi
Sant’ Orsola compassionevole verso i più poveri prega per noi
Sant’ Orsola che fissavi il tuo sguardo su Maria, serva del Verbo Incarnato p.p.n.

 

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, ascoltaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

 

Si conclude pregando :

Dio, Padre misericordioso, che hai voluto chiamare la Beata Orsola a seguire il tuo Figlio, inviato nel mondo per annunciare la buona novella e dare a tutti la vita, fa’ che, sul suo esempio e per sua intercessione cooperiamo anche noi alla salvezza dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.    

 

 

Novena da recitare a Santa Orsola 

 

O Gesù, raccomando al tuo Sacratissimo Cuore... (intenzione)

Guarda, fà ciò che ti suggerisce il tuo Cuore.

Lascia che il tuo Cuore agisca.

O Gesù, mi abbandono a te, mi affido a te,

mi dono tutto/a a te, confido in te.

O Cuore pieno d'amore, ripongo in te tutta la mia fiducia,

poiché da solo/a sono capace di ogni male,

ma spero tutto dalla tua bontà. Amen.

 

Per i meriti di nostro Signore Gesù Cristo accetta, o Signore,

la preghiera che ti innalziamo per intercessione di Madre Orsola,

fedele imitatrice delle virtù del Sacro Cuore del tuo Divin Figlio,

e concedici le grazie che imploriamo fiduciosamente.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Il suo nome da laica era Giulia e nacque il 17 Aprile 1865 da una nobile famiglia polacca, residente nell’Austria meridionale; la sua è una famiglia Santa, tanto che anche la sorella Maria Teresa verrà beatificata e il fratello Wladimiro diventerà il preposito generale della Compagnia di Gesù. Giulia frequentò le scuole a Sankt Polten e più tardi seguì i genitori nella residenza polacca, nei pressi di Cracovia. Decide di entrare a 21 anni tra le Orsoline della città polacca e pronuncia i voti nell’Aprile del 1899. Si distinse subito per le sue qualità di educatrice ed insegnante, intanto promuove tra le sue studentesse l’Associazione delle Figlie di Maria; tra il 1904 e il 1907 svolge il ruolo di superiora del suo monastero. Richiamata dal Parroco di Pietroburgo, andò in quella città per occuparsi di alcune studentesse polacche in esilio, un compito pericoloso, a causa delle tensioni tra russi e austriaci, che richiese a Giulia, il sacrificio di vestirsi in abiti civili. Nel 1909 fondò una Casa delle Orsoline a Sortavale, in Finlandia e un’altra a Pietroburgo; la casa finlandese si occupava prevalentemente di ragazze cagionevoli di salute. Nel 1914 fu perseguitata dalla polizia russa, proprio a causa delle sue origini austriache e dovette scappare a Stoccolma, dove fondò una nuova Casa delle Orsoline e una scuola; in Svezia diede alla luce anche un giornale cattolico, il “Solglimstar”, che si pubblica ancora oggi, sotto un altro nome. Proseguì la sua opera di evangelizzazione, spostandosi ad Aalborg, in Danimarca dove rimase dal 1917 al 1919 quando, finita la prima guerra mondiale, potè tornare nella sua Cracovia. Nel 1920 si staccò dalla sua congregazione, per crearne un’altra, denominata “Orsoline del Sacro Cuore agonizzante”, con il preciso compito di occuparsi dei meno abbienti, dei bambini, dei poveri e dei vecchi. In Polonia le suore aderenti alla nuova Congregazione vengono soprannominate “Orsoline grigie” e in Italia le “Suore polacche”. Nel 1930 ci fu l’approvazione ufficiale della Congregazione, che crebbe rapidamente e alla morte di Suor Orsola, al secolo Giulia Ledochowska, si contavano 35 case delle Orsoline e più di 1000 suore. Ci rimangono numerosi scritti e meditazioni di Santa Orsola in numerose lingue; a Roma, il 29 Maggio 1939, Orsola muore. Il 20 Giugno 1983 a Poznan, Papa Giovanni Paolo II beatifica solennemente la Suora Orsolina, che lo stesso Pontefice canonizza ufficialmente a Roma il 18 Maggio 2003.  [fonte:santiebeati.it]

 

 

Vi riporto una Preghiera in lingua polacca. Se qualcuno è in grado di farne la traduzione può spedirmela. Gliene sarei immensamente grato.

 

Modlitwa o przeżywanie codzienności na wzór świętej Urszuli

 (Preghiera per l'esperienza di vita quotidiana dell'esempio di Santa Orsola)


Wszechmogący Boże, Miłości Przedwieczna,
to Ty powołałeś świętą Urszulę,
aby poszła za Twym Umiłowanym Synem
drogą rad ewangelicznych.
Wezwałeś ją, aby oddała się całkowicie Chrystusowi
i Jego Ciału, którym jest Kościół;
uczyłeś życia w modlitwie, pokorze, pogodzie ducha
i w gorliwej pracy nad szerzeniem Królestwa Bożego na ziemi.
Wybrałeś ją jako narzędzie miłości Twego Serca ku ludziom
przez apostolstwo wychowania
i służby najbardziej potrzebującym.
Dałeś jej serce wrażliwe i otwarte dla każdego człowieka,
dla cierpiących i samotnych,
dla pozbawionych nadziei i poszukujących sensu życia.
Prosimy Cię, daj także i nam
odwagę i wytrwałość,
abyśmy za jej przykładem i wstawiennictwem
przeżywali naszą codzienność
w duchu miłości i służby Tobie
i naszym braciom.
Przez Chrystusa Pana naszego.
Amen.

Modlitwa z 18 V 2003 r. - z przygotowania modlitewnego do mszy świętej kanonizacyjnej - ułożona przez m. Jolantę Olech

(Preghiera del18 maggio 2003 - di preparazione per la Messa di canonizzazione - organizzato da monsignor Jolanta Olech )

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