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18 luglio 2017 2 18 /07 /luglio /2017 09:44

 

 

Preghiera a San Federico di Utrecht

 

O Signore fa che per l'intercessione dei tuoi santi,
e in particolare del Vescovo San Federico di Utrecht,
 l'umanità ritorni alla pratica della fede cristiana 
per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio 
a lode e gloria del tuo nome ed il trionfo della Chiesa. Amen. 

 

 

VITA DEL SANTO

 

Federico fu vescovo di Utrecht dall'820 circa alla morte. Nipote del re dei Frisi Radbodo, fu ordinato prete della diocesi di Utrecht e fu incaricato dell'educazione dei catecumeni: succedette nell'episcopato al vescovo Ricfrido e si occupò del completamento dell'evangelizzazione dei Frisi, della quale incaricò sant'Odulfo (che fu poi il suo biografo); fu anche consigliere dell'imperatore Ludovico il Pio. Secondo una tradizione, fu assassinato mentre celebrava la messa dai sicari dell'imperatrice Giuditta di Baviera (seconda moglie di Ludovico), di cui aveva pubblicamente condannato i costumi; per altri, fu ucciso dai pagani dell'isola zelandese di Walcheren che si opponevano alla sua missione: è per questo venerato come martire.

 

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18 luglio 2017 2 18 /07 /luglio /2017 09:19

 

 
Novena a San Pantaleone
 
 
1^ Giorno
 
  • O glorioso Protettore San Pantaleone, perla fede ardente che ti spinse al martirio, per i doni che ti concesse il Signore, per i prodigi che resero il tuo nome famoso in tutto il mondo cristiano, sostieni con la tua intercessione le nostre preghiere e difendici nelle varie difficoltà della vita.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

Te a lodar con alti accenti
Te a pregar che sei nei cieli
O gran Santo i tuoi fedeli
Mira insieme accolti qui.


Rit. Tu dall'alto delle sfere
Protettore glorioso
Deh rivolgiti pietoso
A chi chiede i tuoi favor.

 

2^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, valoroso soldato di Cristo, Tu che invocando il nome di Gesù, rendesti la vita al fanciullo ucciso dal morso velenoso di una vipera, prega il Signore perché il nostro cuore, purificato da una sincera penitenza, si rafforzi nella gioia della grazia divina.

 

Furon primi tuoi portenti
Il fanciullo redivivo
Che di vita l'angue privo
Dura morte gl'inferì.

 

      3^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, che combattestie vincesti il principe delle tenebre, per quella virtù divina che rese al cieco la vista e la luce interiore della fede facendone un generoso martire di Cristo, prega il Signore che ci doni luce e coraggio apostolico per poter superare i nemici della nostra anima.

 

Per te il doppio velo innato
Cadde al cieco e il sol ei vide:
L'unghie livide omicide
Svelse ai morbi il tuo valor.

 

 

      4^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, medico illustre, che usasti la tua scienza per alleviare le sofferenze e la tua carità per liberare gli schiavi dalle loro catene e per spogliarti delle tue ricchezze a favore dei poveri, sii pure il medico delle nostre anime rendendoci aperti e disponibili alle necessità dei poveri e dei sofferenti.

 

Al martirio apparecchiato
Tutto doni innanzi morte
Il tuo censo e de la sorte
Tempri al povero il rigor.

 

5^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, generoso testimone di Cristo, che superasti con la tua fede i tormenti più crudeli, sii per noi esempio e stimolo per superare le avversità della vita e dominare tutte le nostre cattive passioni.

 

Non a te di vive arsure
D'aspri ferri il morso è atroce
Non bollente piombo coce
Non il mare ti affogò.

 

      6^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, coraggioso difensore della fede, che trionfasti sulla morte e stupisti i tuoi carnefici attirandoli verso il Cristo, guidaci durante la nostra vita e ottienici una santa morte.

 

Su le membra tue la scure
Molle è cera ai colpi suoi:
Fu voler di Cristo poi
Se la testa ti troncò.

 

 

      7^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, in vitto martire della Chiesa, che versasti il tuo sangue per abbattere gli idoli e per la gloria di Cristo, fa che questo tuo sangue che ancora palpita e vive per testimoniare la divinità del Figlio di Dio fatto uomo, sia per noi lievito di viva carità e garanzia di protezione.

 

Corse l'onda scolorita
Del mirabil sangue appena,
Che di latte per l'arena 
Rivocandido si fe'.

 

      8^ Giorno

 

  • O clementissimo San Pantaleone, nostro glorioso protettore, tu che avestì compassione delle miserie umane, tanto da essere chiamato misericordioso dal Signore stesso, ottienici fede sincera, speranza ferma, carità operosa e apri il nostro cuore ai bisogni dei fratelli.

 

Sì gradi Gesù la vita
Da te sacra a la sua fede
Che il suo labbro stesso diede
Degno nome, o Santo, a te.

 

 

      9^ Giorno

 

  • O glorioso San Pantaleone, patrono della nostra città e della Chiesa di Vallo, ricordati sempre di noi che ti veneriamo come nostro difensore e maestro. Aiutaci aseguire il tuo esempio di vero seguace di Cristo, per essere degni di cantare con te e con gli angeli e i santi del cielo la gloria del Signore. Così speriamo e così sia.

 

Or pei meriti immortali
Del martirio portentoso
O gran santo glorioso
Prega tu Gesù nel ciel.
Che pur libera dai mali,
E beata a te dappresso
Goda eterna vita anch'esso
Il tuo popolo fedel.

 


Preghiamo :


O GLORIOSO NOSTRO PROTETTORE, RINGRANZIAMO IL SIGNORE CHE TI COMPARVE E TI ASSISTETTE NEI TUOI VARI TORMENTI. CI CONGRATULIAMO CON TE PERCHE' SPIANASTI LA VIA DEL MARTIRIO AL TUO STESSO MAESTRO ERMOLAO RIPAGANDOLO COSI' DELL'AFFETTO E DEL SUO INSEGNAMENTO; PERCHE' FOSTI IL PREDILETTO DI GESU'.
TI SUPPLICHIAMO DI PROTEGGERCI, DI ASSISTERCI, DI OTTENERCI UNA SPECIALE ASSISTENZA DEL SIGNORE IN TUTTE LE NOSTRE NECESSITA' IN OGNI ISTANTE DELLA NOSTRA VITA.
A TE AFFIDIAMO LA NOSTRA ESISTENZA PERCHE' CI FACCIA DIVENTARE VERI DISCEPOLI DEL SIGNORE E CI OTTENGA UNA TRANQUILLA E SANTA MORTE. AMEN.

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17 luglio 2017 1 17 /07 /luglio /2017 15:45

marcellina.jpg

Ieri si è conclusa la recita della Novena a Santa Marcellina vergine, iniziata l' 8 Luglio : inizio della Novena a Santa Marcellina Vergine Ecco una preghiera da recitare oggi in onore della Santa :

 

Preghiera a Santa Marcellina

 

Signore, tu che hai amato la Vergine Marcellina, donaci di restare fedeli alla nostra splendida vocazione cristiana, donaci la gioia di essere figli e fratelli con te nel Battesimo.

Fa che la nostra vita sia una lode a te, come è stata quella di Santa Marcellina. Aiutaci a insegnare te ai nostri fratelli, a servirti in loro, ad essere trasparenti e semplici come è stata lei nel suo quotidiano, fatto di amore, di sacrificio, di festa.

Te lo chiediamo, Signore, per l'intercessione ardente di questa donna forte, che ha donato ai fratelli se stessa e la tua luce. Amen.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Sorella maggiore di S. Satiro e S. Ambrogio, nacque a Treviri nel 330, dove si trovava il padre in qualità di altro funzionario imperiale. S. Ambrogio attesta che la sorella Marcellina avrebbe ricevuto il velo verginale da Papa Liberio nella Basilica di San Pietro in Vaticano, nel Natale del 353, così com’era d’usanza per le donne che si consacravano. Ambrogio morì nel 397, Marcellina invece spirò il 17 Luglio del 400 e venne sepolta presso la tomba del fratello, nella Basilica di S. Ambrogio; San Simpliciano sarebbe l’autore dell’iscrizione sepolcrale della Santa. Nel 1722 i resti di Marcellina vennero tolti dal sepolcro e custoditi in sacrestia, ma nel 1812 vennero solennemente traslati nell’apposita Cappella in suo onore, nel frattempo fatta erigere all’interno della Basilica di S. Ambrogio. Sono rimaste a noi tre lettere inviate a Marcellina dal fratello Ambrogio; inoltre nel discorso funebre per il fratello Satiro, Ambrogio mette in risalto il grande dolore provato dalla sorella in quella circostanza. Nel 1838 Monsignor Biraghi fondava a Cernusco sul Naviglio, l’Istituto religioso delle “marcelline”, in onore della Santa; il nuovo Istituto si concentrava sull’educazione culturale e morale della gioventù. Nella Certosa di Pavia si trova un dipinto di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, che raffigura la Santa in compagnia di San Satiro, San Gervasio e San Protasio, patroni di Milano, davanti al trono vescovile in cui siede Ambrogio; il dipinto mette in luce un carattere distintivo di Marcellina, quello di educatrice dei fratelli minori Satiro e Ambrogio. Inoltre agli Invalides di Parigi esisteva una statua della Santa, scomparsa però, durante gli scempi della rivoluzione francese. (fonte:santiebeati.it)

 

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16 luglio 2017 7 16 /07 /luglio /2017 09:22

 

ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME PURGANTI

 
Vergine pietosissima del Carmine,
voi che siete la gioia della Chiesa,
siete pure il conforto della Chiesa purgante.
Deh! stendete dunque la vostra destra pietosa
verso tante anime che penano nel fuoco del Purgatorio,
e liberatele, facendo sì che presto
siano ammesse alla visione beneficante del Cielo.
Ricordatevi, o Santa Vergine,
di soccorrere specialmente quelle dei miei parenti
e quelle altresì che sono più abbandonate e defraudate di suffragi.
Versate, o pietosissima Signora, in larga copia
sopra le spose elette del Signore
i meriti del Sangue prezioso di Gesù Cristo
affinchè restino esse refrigerate dal gaudio eterno.
e voi, Anime benedette che tanto potete presso Dio
con le vostre preghiere, deh! intercedete per noi
e liberateci da tutti i pericoli di anima e di corpo;
proteggete le nostre famiglie, affinchè a noi tutti
sia concesso di essere ammessi alla eterna beatitudine. Amen

 

 

 

 

FLOS CARMELI (Testo in Latino)

Flos Carmeli
vitis florigera,
splendor coeli,
Virgo puerpera, / singularis.

Mater mitis,
sed viri nescia,
Carmelitis
esto propitia, / Stella maris.

Radix Jesse
germinans flosculum,
nos adesse
tecum in saeculum / patiaris.

Inter spinas
quae crescis lilium,
serva puras
mentes fragilium, / tutelaris.

Armatura
fortis pugnantium
furunt bella,
tende praesidium / scapularis.

Per incerta
prudens consilium,
per adversa
iuge solatium / largiaris.

Mater dulcis
Carmeli domina,
plebem tuam
reple laetitia / qua bearis.

Paradisi
clavis et ianua,
fac nos duci
quo, Mater, gloria /coronaris.
Amen.

 

FLOS CARMELI - Traduzione in italiano

 

Fior del Carmelo,
vite fiorente,
splendor del cielo,
tu solamente sei vergin Madre.

  Madre mite
  e intemerata,
  ai figli tuoi
  sii propizia,    stella del mare.

Ceppo di Jesse,
che il fior produce,
a noi concedi
di rimanere con te per sempre.

  Giglio cresciuto
  Tra le alte spine,
  pure conserva
  le menti fragili    e dona aiuto.

Forte armatura
dei combattenti,
la guerra infuria:
poni a difesa lo scapolare.

  Nell’incertezza
  dacci consiglio,
  nella sventura
  dal cielo impètra    consolazione.

Madre e Signora
del tuo Carmelo, 
di quella gioia
che ti rapisce sazia i cuori.

  O chiave e porta
  del Paradiso,
 fa' che giungiamo
  ove di gloria  sei coronata. 
Amen.

 

 

 

 

Preghiera :  "ALLEGREZZE" di Maria

E' una delle forme più antiche di preghiera alla Madonna del Carmine. Queste preghiere vogliono sottolineare le gioie (le "Allegrezze") che provò Maria qui in terra (l'aspetto positivo, in contrapposizione ai "sette dolori"): sono otto (più la conclusione) perchè vogliono ricordare le otto volte che il servo di Elia salì sul Carmelo per annunciare la nuvoletta (il servo tornò la prima volta ed Elia gli disse di tornarci ancora per sette volte: 1 + 7 = 8). La tradizione carmelitana ha sempre visto in quella nuvoletta benefica, che dette fine alla siccità, la figura della Vergine Maria, la sua Immacolata Concezione e il suo ruolo di Dispensatrice di tutte  grazie.
Pubblichiamo il testo originale in latino, di cui esistono numerose versioni in italiano, anche intercalate da canti, e la versione italiana che riteniamo più antica: si trova nel "Laudario dei battuti di Modena" del 1300, la cui chiesa era tenuta dai Carmelitani. 

 

Gaude Virgo Mater Christi,
Quae per aurem concepisti, 
Gabriele nuncio.

Gaude, quia Deo plena, 
Peperisti, sine paena, 
Cum pudoris Lilio.

Gaude, quia Magi dona 
Tuo nato ferunt bona, 
Quem tens in gremio.

Gaude, quia juxta legem, 
Obtulisti mundi Regem,
In Templi Sacrario.

Gaude, quia tui Nati, 
Quem dolebas mortem pati 
Fulget resurrectio.

Gaude Christo ascendente, 
Qui in Caelum te vidente 
Motu fertur proprio.

Gaude Virgo, quia misit
Paraclytum quem   promisit 
Sanctorum Collegio.

Gaude, quae post ipsum scandis, 
Et est honor Tibi grandis
In Caeli palatio.

Jesus fructus ventris tui, 
Per te nobis detur frui
In perenni gaudio. Amen.

 

 

Antica Preghiera alla Madonna del Carmelo

 

Povero pellegrino su questa terra di esilio, per dura e continua lotta scoraggiato e stanco,  oppresso da affanni e croci,  col cuore straziato da tante amarezze, versando lacrime ai vostri piedi, esclamo e grido:  Oh Beata Vergine del Carmelo,  ricordati di me! Per quel benedetto e santo Abito che Voi mi porgeste e che io bacio e stringo al mio petto, su di me volgete gli occhi vostri! Salvate l'anima mia e quella dei miei cari, ed ecco tutto! 
Io sarò felice, o Madre mia, io sarò felice se questa mia preghiera sarà da Voi benignamente accolta, come fermamente lo spero, per questo santo Abito che porto e porterò sempre, e che bacerò morendo in terra, garanzia di felicità eterna in Cielo. Così sia.

 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo

 

O Vergine benedetta, o piena di grazia, o Regina dei santi, quanto mi è dolce venerarti sotto questo titolo di Madonna del Monte Carmelo!
Esso mi richiama ai tempi profetici di Elia, quando tu fosti sul Carmelo raffigurata in quella nuvoletta che poi, ampliandosi, si aprì in una pioggia benefica, simbolo delle grazie santificatrici che ci provengono da te.
Tu da molti secoli sei onorata con questo misterioso titolo, ed ora mi rallegra il pensiero che noi ci uniamo a tutti i tuoi devoti, salutandoti “decoro del Carmelo”, “Gloria del Libano”, “giglio purissimo”, “rosa mistica” del fiorente giardino della chiesa.  Intanto, o Vergine delle vergini, ricordati di me e mostrati di essermi madre. 
Diffondi in me sempre più viva la grazia di quella fede che ti fece beata, e infiammami di quell’amore con cui hai amato il Figlio tuo Gesù Cristo.
Sono pieno di miserie spirituali e temporali: molti dolori dell’anima e del corpo mi stringono da ogni parte, ed io mi rifugio come figlio all’ombra della tua protezione materna.
Tu, Madre di Dio, che tanto puoi e tanto vali, impetrami da Gesù benedetto i doni celesti dell’umiltà, della castità, della mansuetudine, che furono le più belle gemme dell’anima tua immacolata.
Tu concedimi di esser forte nelle tentazioni e nelle amarezze  che spesso mi travagliano.
Allorché poi si compirà, secondo la volontà di Dio, la giornata del mio terreno pellegrinaggio, fa’ che all’anima mia sia donata la gioia del paradiso, per tua intercessione e per i meriti di Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.  


 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo scritta da Giovanni Paolo II

 

Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmine,  distendi il tuo scapolare come mantello di protezione,  sulle città e sui paesi, sugli uomini e le donne,  sui giovani e i bambini, sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e le pecore smarrite. 
Stella del mare e Faro di luce, conforto sicuro per il popolo pellegrino,
guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno, 
affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia, 
cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà. 
Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; 
Fa' che spariscano gli odi e i rancori,  che si superino le divisioni e le barriere,
che si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite. 
Fa' che Cristo sia la nostra Pace, che il suo perdono rinnovi i cuori, 
che la sua Parola sia speranza e fermento nella società. 
Amen


 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo

Suore Carmelitane del Monte Carmelo (Haifa, Israele)

 

O Maria, dolcissima Madre e Regina del Carmelo, umilmente prostrati ai tuoi piedi , ti offriamo l'omaggio della nostra vita. 
Tu ci chiedi di vivere secondo il Vangelo del tuo Figlio.  
Confessiamo la nostra debolezza e ti chiediamo con fiducia di renderci aperti alla sua Parola come lo fosti tu. 
Sorella nostra nelle difficoltà della vita, Stella del mare che ci indichi il porto della salvezza, guidaci nel cammino verso Cristo, Lui che noi vogliamo seguire, perchè la nostra vita sia un inno di lode alla SS. Trinità.
Beata , tu che hai creduto, Beata, tu che ci ami , Benedetta tu che vivi presso Dio! 
Bellezza intatta, Fiore del Carmelo, mostraci gli orizzonti luminosi della santità e proteggi noi e quanti ci sono cari. 
Avvolgi l'umanità intera con la tenerezza del tuo cuore di Madre. Amen.

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo

 

O pietosissima Vergine, con filiale abbandono noi ricorriamo alla tua protezione materna. 
Ci accresce fiducia la singolare protezione legata allo Scapolare del Carmine.
Pellegrinanti in questa valle di sofferenze, noi guardiamo a te “segno di salvezza”; combattuti da tanti nemici, noi confidiamo in te “scampo dai pericoli”; disgregati dalle ferite del peccato, noi ci rifugiamo sotto il tuo manto materno “pegno di protezione e di pace”.
Sii tu la rugiada ristoratrice all’anima nostra, dandoci la gioia cristiana della vita.
Quale nuvoletta feconda, tempra le aridità del nostro spirito; 
Processione della Madonna del Carmine sul Tevere a Roma (Madonna de noantri)
con il tuo impareggiabile esempio, donaci l’amore alla virtù perché, elevati dalla terra, ci avviciniamo a Dio.
Riporta sulla retta strada i peccatori, poveri erranti senza luce e senza pace; e alle anime del purgatorio, che in vita indossarono devotamente il tuo Scapolare, affretta l’ora tanto sospirata della liberazione e della gloria, con te e con il Figlio tuo, Cristo Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Antica preghiera di offerta alla Madonna del Carmelo 

 

L'abitino che io porto 
è sicuro mio conforto, 
e lo stimo mio tesoro 
più d'argento, gemme e oro.  

Da Voi spero, Gran Signora, 
ciò che voi diceste allora 
a Simone Vostro amato, 
dando l'abito sacrato. 

Prometteste, certamente, 
a chi il porta piamente, 
esentar da cruda sorte 
ed in vita e dopo morte.  

Ed il sabato che viene, 
esentarlo dalle pene 
col sovrano Vostro zelo
e condurlo poi nel Cielo. 

Orsù dunque, Verginella, 
Madre, Sposa, tutta bella,
me infelice liberate
d'ogni male e consolate.  

Aiutatemi nei guai
mentre afflitto sono assai, 
specialmente, allora, quando
il mio fiato sta spirando. 

Allora sì datemi aiuto, (aita)
d'impetrar l'eterna vita,
e sfuggire in tutti i modi 
di Lucifero le frodi. 

Fate allor che io gioiendo
e con gli Angeli godendo, 
canti dolce melodia: 
Viva, viva del Carmine Maria. 

 

Salve Regina

 

 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo


 
O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero offrire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SI FESTEGGIA PERCHE'...

 

Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.

Il 16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto. Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima. Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica. La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro. Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede. Proprio a san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo». La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta. Autore: Cristina Siccardi

 

LO SCAPOLARE ( o abitino )
 

La devozione allo Scapolare è devozione alla Madonna secondo lo spirito e la tradizione ascetica del Carmelo. Una devozione antica, che conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici.
 
Da oltre sette secoli i fedeli portano lo Scapolare del Carmine (detto anche abitino) per assicurarsi la protezione di Maria in tutte le necessità della vita e, in particolare, per ottenere, mediante la sua intercessione, la salvezza eterna e una sollecita liberazione dal Purgatorio.


La promessa di queste due grazie dette pure "Privilegi dello Scapolare" sarebbe stata fatta dalla Madonna a S. Simone Stock e a Papa Giovanni XXII.
 

 
LA GRANDE PROMESSA PROMESSA

della MADONNA a S.SIMONE STOCK


 
La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno». 

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte. 

 

Condizioni
 
***Il primo scapolare deve essere benedetto ed imposto da un Sacerdote con una sacra formula di consacrazione alla Madonna


( è ottimo andare a richiederne l'imposizione presso un convento di Carmelitani il cui elenco si trova al seguente LINK : carmelitani )


 
L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa
 
È necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna
 
Quando lo si dovesse sostituire, non è necessaria una nuova benedizione.


Lo scapolare in stoffa può essere anche sostituito dalla Medaglia (Madonna da una parte, S. Cuore dall'altra).


 
ALCUNE PRECISAZIONI


L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso. 

L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione. 

Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo.  

L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso. 

 

Impegni
 
Impegni particolari non sono prescritti.
Tutti gli esercizi di pietà approvati dalla Chiesa servono ad esprimere ed alimentare la devozione alla Madre di Dio. Tuttavia è raccomandata la recita quotidiana del S. Rosario.


 
Indulgenza parziale
 
Il pio uso dello Scapolare o Medaglia (per esempio un pensiero, un richiamo, uno sguardo, un bacio...) oltre che favorirci l'unione con Maria SS. e con Dio, ci procura una indulgenza parziale, il cui valore aumenta in proporzione alle disposizioni di pietà e di fervore di ciascuno.


 
Indulgenza plenaria
 
Si può acquistare nel giorno in cui si riceve per la prima volta lo Scapolare, nella festa della Madonna del Carmine (16 luglio), di S. Simone Stock ( 16 maggio ), di Sant'Elia profeta ( 20 luglio), di Santa Teresa del Gesù Bambino ( 1 ottobre ), di Santa Teresa d'Avila ( 15 ottobre ), di tutti i Santi Carmelitani ( 14 novembre ), di San Giovanni della Croce ( 14 dicembre ).
 
Per tali indulgenze sono richieste le seguenti condizioni:


1) Confessione, Comunione Eucaristica, preghiera per il Papa;
2) promessa di voler osservare gli impegni della Associazione dello Scapolare.

 

 

 
PROMESSA della MADONNA a Papa GIOVANNI XXII

PRIVILEGIO SABATINO

 


Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio. 

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso. 

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno.  

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.  

 

Condizioni per ottenere il privilegio sabatino :
 
1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.  


2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.  

3) Osservare la castità secondo il proprio stato. 

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale. 

 

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.  La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote. 

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15 luglio 2017 6 15 /07 /luglio /2017 08:32

Corona di San Bonaventura da Bagnoregio

 

O Dio vieni a salvarmi,

Signore vieni presto in mio aiuto

 

1 Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

25 Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


25 Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

1 Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


1 Eterno Riposo :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen.

 

Per finire si recita :

O Dio, Signore dei vivi e dei morti, pieno di misericordia verso le tue creature, concedi il perdono e la pace ai nostri fratelli defunti perché immersi nella tua beatitudine ti lodino in eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 


Storia della Corona di San Bonaventura :

Due canonici della Chiesa di San Vitale in Roma, reduci da un pellegrinaggio fatto in Spagna nel 1260, riunirono 12 gentiluomini animati da grande pietà, nell’intento di formare una Congregazione sotto la protezione della Vergine Santissima che avesse lo scopo di promuovere opere di carità e pietà. A San Bonaventura fu affidato l’incarico di tracciare la Costituzione del Sodalizio ed insieme prescrivere una speciale preghiera conosciuta con il nome di Corona di San Bonaventura. Questa preghiera consiste nella recita di 25 Pater seguiti da Gloria Patri, da 25 Ave Maria seguite da Gloria Patri ed infine 7 Pater Ave con Requiem Eterna. Questa Corona fu arricchita in seguito dai Sommi Pontefici con molte indulgenze. Essendo San Bonaventura Generale dell’Ordine Francescano ammise i Confratelli a partecipare e godere di tutte le indulgenze, grazie e privilegi dell’Ordine.

CORONA DI S. BONAVENTURA DA BAGNOREGIO

 

 

Saint_Bonaventure.jpg

San Bonaventura da Bagnoregio (o Bagnorea) al secolo Giovanni Fidanza (Bagnoregio, 1217/1221 circa – Lione, 15 luglio 1274) è stato un cardinale, filosofo e teologo italiano. Soprannominato Doctor Seraphicus, insegnò alla Sorbona di Parigi e fu amico di san Tommaso d'Aquino.
Vescovo e cardinale, dopo la morte venne canonizzato da Papa Sisto IV nel 1482 e proclamato Dottore della Chiesa da Papa Sisto V nel 1588. È considerato uno tra i più importanti biografi di san Francesco d'Assisi. Infatti alla sua biografia, la Legenda Maior, si ispirò Giotto da Bondone per il ciclo delle storie sul Santo nella basilica di Assisi.
Per diciassette anni, dal 1257, fu ministro generale dell'Ordine francescano, del quale è ritenuto uno dei padri: quasi un secondo fondatore. Sotto la sua guida furono pubblicate le Costituzioni narbonesi, su cui si basarono tutte le successive costituzioni dell'Ordine.
La visione filosofica di Bonaventura partiva dal presupposto che ogni conoscenza derivi dai sensi: l'anima conosce Dio e se stessa senza l'aiuto dei sensi esterni. Risolse il problema del rapporto tra ragione e fede in chiave platonico-agostiniana.
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua memoria obbligatoria il 15 luglio (vedi Bonaventura). Era figlio di Giovanni Fidanza, medico, e di Maria di Ritello; portò inizialmente il nome del padre, Giovanni, che cambiò in Bonaventura al momento del suo ingresso nella famiglia francescana. Entrò nell'Ordine francescano nel convento di San Francesco vecchio, situato a metà strada tra Bagnoregio e Civita.


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14 luglio 2017 5 14 /07 /luglio /2017 23:20

 
Novena a Santa Cunegonda 
 
 
I. O gloriosa S. Cunegonda, che tra gli agi della corte e lo splendore del trono non cercaste che la mortificazione dei vostri sensi e la felicità dei vostri sudditi, ottenete a noi tutti la grazia di preferir sempre alle grandezze del mondo la povertà del Vangelo, ai comodi della vita, la penitenza cristiana, affine di edificare i nostri prossimi nell’atto che santifichiamo noi stessi. 
 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 
 

II. O gloriosa s. Cunegonda, che nel primo giorno delle vostre nozze contratte con Enrico re dei Romani, con voto irrevocabile consacraste a Dio, unitamente al vostro sposo, il candidissimo giglio della vostra purità, ottenete a noi tutti la grazia di custodire golosamente una sì bella virtù, fuggendo sempre da tutto quello che potrebbe anche per poco contaminarla. 
 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 
 

III. O gloriosa s. Cunegonda, che con eroica rassegnazione offriste la taccia obbrobriosissima di infedele e di dissoluta, quando per screditarvi presso di tutti camminò più volte il demonio sotto le forme di un giovine al vostro fianco; per quella vivissima fede con cui senza lesione camminaste a piedi ignudi sopra del fuoco per provare a tutto il mondo la vostra innocenza, ottenete a noi tutti la grazia di soffrir sempre in pace le maldicenze, le satire, le calunnie,e di abbandonarci interamente alla protezione di Dio ogni qual volta ci trovassimo perseguitati dai sinistri giudizi degli uomini. 
 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 
 

IV. O gloriosa s. Cunegonda, che, divenuta vedova di Enrico, più non pensaste che a servire colla maggior possibile perfezione all’immortale vostro sposo il re dei Vergini Gesù Cristo, quindi, deposti gli abiti imperiali, vi rinchiudeste in povera cella nel chiostro da voi fabbricato e riccamente dotate, servendo ivi dì modello alle più provette religiose e mettendo la vostra delizia nell’orazione, nel travaglio e nell’assistenza agli infermi, ottenete a noi tutti la grazia di proferire mai sempre il ritiro alla comparsa, il silenzio al tumulto, il disprezzo agli onori, onde arrivare con sicurezza alla perfezione conveniente al nostro stato. 
 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 
 

V. O gloriosa s. Cunegonda, che col semplice segno di croce estingueste il fuoco appiccato al vostro letto su cui vi tenne inchiodata la infermità più gravosa, quindi con animo imperturbato andaste incontro al passo estremo, comandando che di poveri panni fosse coperto il vostro cadavere, ottenete a noi tutti la grazia di mettere ogni nostra confidenza nelle pratiche sante di religione, e di tenerci sempre preparati al gran passaggio all’altra vita, onde partecipare con sicurezza ai vostri gaudi su in cielo, dopo di avere fedelmente imitato le vostre virtù sulla terra. 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 
 
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14 luglio 2017 5 14 /07 /luglio /2017 08:31

 

Preghiera a San Camillo de Lellis
(protettore degli infermieri e dei malati)

O San Camillo, che sopportasti per tanti anni con inalterabile pazienza una dolorosa malattia, ottienici di accettare con spirito di fede le infermità e le tribolazioni che il Signore vorrà mandarci per il nostro bene e la nostra purificazione. Tu che per tutta la vita ti sei dedicato con bontà e amore all'assistenza degli infermi, portando a tutti consolazione e speranza, ottienici la grazia di riconoscere Gesù nel nostro prossimo sofferente e di servirlo con grande generosità di cuore. 

 

 

 

Preghiera a San Camillo de Lellis

 

O glorioso S.Camillo,che Ti sei dedicato alla cura degli ammalati per servire in essi la persona di Cristo sofferente e piagato,e li assistevi con la tenerezza di una madre accanto al suo unico figlio,proteggi con altrettanta carità noi,che ora T'invochiamo,perchè afflitti da grande necessità. 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.



San Camillo,consolatore dei sofferenti,che Ti stringevi al petto i più deboli e abbandonati;che Ti inginocchiavi davanti a loro come di fronte a Cristo Crocifisso,e piangevi dicendo: "Signore mio,anima mia, cosa posso fare per te?", intercedi per noi da Dio la Grazia di servirlo in santità di mente e di cuore. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


 

O Santo Patrono degli ammalati,che Ti rivelasti angelo inviato da Dio,quando gravi calamità colpirono le terre d'Italia,e tutti trovavano in Te il fratello e l'amico fedele,non abbandonarci ora, affidati dalla Chiesa alla tua celeste protezione.Sii ancora per noi l'angelo del Signore che continua a vegliare sulla nostra famiglia,tormentata dal dolore. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Novena a San Camillo

                              

 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo                 

O Dio , vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto. 0 luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.


Credo :

Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre.

Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen   



Inizio della novena :


Pietoso San Camillo, per l’impulso di carità evangelica, sei stato vero amico degli uomini e padre dei poveri, assistendoli con indicibili cure e grazie meravigliose!

Ottienici da Dio misericordioso una continua assistenza a tutti i nostri bisogni, perchè meno solleciti dei beni passeggeri della terra, ci applichiamo con cristiana premura a procurarci quelli eterni del Cielo.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Zelantissimo San Camillo, pieno di carità hai aiutato pazientemente ogni sorta d’infermi, vivendo interi anni al loro servizio negli ospedali.

Li stringevi al tuo petto con tenerissimo amore e li aiutavi a sopportare le sofferenze delle malattie più penose e ributtanti.

Infiamma anche noi di quella carità, che è il vero distintivo dei seguaci di Cristo. Quando poi saremo ammalati, vieni accanto al letto dei nostri dolori ad implorarci il dono della rassegnazione alla volontà di Dio, e quelle grazie spirituali e corporali che saranno più utili al bene delle nostre anime.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Pietoso San Camillo, quando una pestilenza sterminatrice infuriava per le terre d’Italia, sollecito accorresti in aiuto di coloro che ne cadevano vittime.

Tu sei stato per tutti l’angelo tutelare, che con il tuo aiuto o recuperarono la salute del corpo o si guadagnarono quella eterna dell’anima. Intercedi da Dio, che stiano sempre lontani da noi i flagelli delle attuali epidemie e ci confortino invece le sue benedizioni e le infinite sue misericordie.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Generoso San Camillo, hai asciugato le lacrime e hai sollevato dai dolori tanti e tanti tribolati. Nelle prove più ardue, nelle afflizioni più desolanti e nei rischi più formidabili ottenesti sempre scampo, sollievo e salute ai tuoi devoti.

Prendi anche noi sotto il tuo benefico patrocinio e, con efficacia delle Tue preghiere, allontana da noi le disgrazie ed i mali, che ci affliggono.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Gloriosissimo San Camillo, tutto ardore di carità per la salute dei corpi infermi, molto più lo sei stato per quella delle anime. Quante volte sei apparso angelo di conforto nelle agonie dei moribondi, che dalle tue braccia volavano a quelle di Dio.

Tu, infine, per giovare perpetuamente alla sofferente umanità, hai fondato un Istituto, a cui hai lasciato l’eredità dei tuoi splendidi esempi e l’obbligo di imitarli fedelmente.

Quando noi pure ci troveremo in punto di morte, ottienici la grazia d’essere assistiti da un Ministro di Dio, perchè spirando l’anima coi santissimi nomi di Gesù e Maria, passiamo serenamente dai dolori passeggeri della terra alle gioie eterne del Santo Paradiso.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedele!

 

san-camillo.JPG

Di nobile famiglia, nato a Bucchianico, nelle vicinanze di Chieti, il 25 maggio 1550, Camillo de Lellis fu soldato di ventura. Persi i suoi averi al gioco, si mise al servizio dei Cappuccini di Manfredonia. Convertitosi ed entrato nell'Ordine, per curare una piaga riapertasi tornò a Roma nell'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si dedicò soprattutto ai malati. Si consacrò a Cristo Crocifisso, riprese gli studi al Collegio Romano e, divenuto sacerdote nel 1584, fondò la «Compagnia dei ministri degli infermi». L'ordine dei Camilliani si distinse da altri per lo spirito della sua opera legata alla carità misericordiosa e per l'abito caratterizzato dalla croce rossa di stoffa sul petto. De Lellis pose attenzione unicamente malati, ponendo le basi per la figura dell'infermiere e del cappellano quali li vediamo oggi. Morì a Roma il 14 luglio 1614 e venne canonizzato nel 1746.

 

 

Preghiera per chi cura e assiste gli infermi

 

A Te  Signore,

Dio e  Padre d’ogni creatura

la lode, l’onore e la gloria!

A Te, fiducioso il mattino,

grato la  sera, chiedo luce e benedizione.

Che stupore, che il dono della vita

passa per queste mie povere mani.

Nelle Tue consegno quanti  mi sono affidati,

perché  il Tuo sguardo ci custodisca e ci  protegga.

“Quando incombe il dolore, irrompe la prova

e sibila il vento della disperazione” 

celere sia il  passo, mite lo sguardo, aperto il cuore

vigore nelle mani, umiltà profonda.

Per  comprendere, sostenere, accompagnare.

Samaritano capace di fermate significative,

materno nel fasciare le ferite del corpo e dello spirito. 

Docile strumento della tua premura,

attento più  alle domande  che alle risposte.

Profeta nel cammino. 

A  Te Padre, per Maria,  Madre di speranza,

di compassione  e  tenerezza,

elevo questa preghiera.

Ché,  accanto al malato,

che  del tuo Figlio  è immagine,

guidi  mente,  mani  e cuore mio.

Con piena fiducia, instancabilmente!

Amen ! Alleluia !

 


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12 luglio 2017 3 12 /07 /luglio /2017 23:02

 

PREGHIERA 

(Preghiera composta dal cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna)

Signore Iddio, Padre nostro clementissimo, nella tua bontà guardasti con singolare predilezione alla Santa Clelia e con l'abbondanza delle tue grazie e dei carismi dello Spirito Santo la preparasti ad essere, semplice e giovanissima vergine, la madre spirituale di una ampia famiglia di Figlie, che in umiltà e sacrificio servissero a Gesù nelle persone dei fratelli più umili e sofferenti. Noi ti benediciamo, Padre Santo, per questa effusione della tua generosità; per l'intercessione di Madre Clelia ti chiediamo ... e quello spirito di carità e di servizio, che il Signore Gesù lasciò a noi come oggetto del suo nuovo comandamento e segno indubbio della nostra genuina adesione al Vangelo. Esaudisci, o Padre, l'umile nostra preghiera, che ti porgiamo per mezzo di Cristo, Figlio Tuo e Signore nostro, nello Spirito Santo. Amen.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

Nacque il 13 febbraio 1847 nella contrada volgarmente chiamata le “Budrie”, appartenente civilmente al comune di S. Giovanni in Persiceto (BO), ecclesiasticamente alla Archidiocesi di Bologna, da Giuseppe Barbieri e Giacinta Nannetti; fu battezzata lo stesso giorno, con i nomi di  Clelia, Rachele, Maria.
La mamma insegnò precocemente alla piccola Clelia ad amare Dio fino a farle desiderare di essere santa. Un giorno Clelia le domandò: ” Mamma, come posso essere santa “? Per tempo la Clelia imparò pure l’arte del cucire, di filare e tessere la canapa, il prodotto caratteristico della campagna persicetese. Nel 1855 Clelia perdette il babbo, a causa del colera. All’epoca, era facile trovare Clelia, che era a casa a lavorare, oppure in chiesa a pregare. Clelia fece la Prima Comunione a 11 anni, il 17 giugno 1858, e quello fu un giorno per lei decisivo per il suo futuro, perché visse la sua prima esperienza mistica. Nella Chiesa bolognese, per combattere la noncuranza religiosa, specialmente degli uomini, vi erano gli ” Operai della dottrina cristiana”. Alle ” Budrie ” il gruppo era animato da un maestro molto anziano. Clelia volle essere, e fu Operaia della dottrina cristiana. Alle ” Budrie ” la catechesi si rinnovò col suo inserimento che trascinò pure altre compagne di uguali sentimenti.   Al principio Clelia fu ammessa come sotto-maestra, ma ben presto rivelò insospettate capacità tanto che gli stessi anziani si facevano suoi discepoli. 
Respinte non poche lusinghiere proposte di matrimonio, la comitiva di ragazze che facevano capo a Clelia concepì la prima idea di un nucleo di giovinette votate alla vita contemplativa e apostolica; un servizio che doveva scaturire dall’Eucarestia, doveva consumarsi nella Comunione quotidiana e sublimarsi nella istruzione dei contadini e dei braccianti del luogo. L’idea non poté realizzarsi subito per le vicende politiche dopo l’unità d’Italia del 1866-67.    Si poté attuare il 1° maggio 1868 allorché, sopite le questioni ambientali e burocratiche, Clelia con le sue amiche poterono ritirarsi nella casa cosiddetta del maestro, ove cioè fino allora si erano radunati gli Operai della dottrina cristiana. Fu l’inizio umile della famiglia religiosa di Clelia Barbieri che i superiori in seguito chiameranno ” Suore Minime dell’Addolorata “. Minime per la grande devozione che la Beata Clelia ebbe al santo Minimo Romito di Paola, S. Francesco, patrono e provvido protettore della nascente comunità; dell’Addolorata, perché la Madonna Addolorata era veneratissima alle ” Budrie ” e perché era il titolo della Madonna preferito dalla Beata.Dopo il ritiro delle ragazze nella ” Casa del maestro ” cominciarono fatti straordinari, come altrettanti attestati della Provvidenza a favore della piccola comunità che altrimenti non avrebbe potuto perseverare. Essi venivano propiziati dalle sofferenze fisiche e morali di Clelia nella notte oscura dello spirito e nelle umiliazioni più incomprensibili da parte di persone che avrebbero dovuto invece comprenderla.    A poco a poco la gente vide Clelia in un ruolo di guida, di maestra nella fede. Cominciarono così, nonostante i suoi 22 anni, a chiamarla ” Madre “: la chiameranno così fino alla morte che avverrà prestissimo.   La tisi che l’accompagnava subdolamente, esplose violenta appena due anni dopo la fondazione.
Clelia morì profetizzando a colei che la sostituirà: ” Io me ne vado ma non vi abbandonerò mai … Vedi, quando là in quel campo d’erba medica accanto alla chiesa, sorgerà la nuova casa, io non ci sarò più… Crescerete di numero e vi espanderete per il piano e per il monte a lavorare la vigna del Signore. Verrà giorno che qui alle ” Budrie ” accorrerà tanta gente, con carrozze e cavalli… “. E aggiunse: ” Me ne vado in paradiso e tutte le sorelle che moriranno nella nostra famiglia avranno la vita eterna … “. La morte la colse nella soddisfazione di andare incontro allo Sposo verginale, il 13 luglio 1870. 
La profezia di Clelia in morte si è avverata. La Congregazione delle Suore Minime dell’Addolorata si è sviluppata e si sviluppa. E’ diffusa in Italia, in India, in Tanzania. Oggi le suore nell’imitazione della Beata Clelia, in umiltà nel proficuo loro lavoro assistenziale sono intorno alle trecento, divise in 35 case. Con i suoi 23 anni, al giorno della morte, Clelia Barbieri può dirsi la fondatrice più giovane di un Istituto Religioso che la Chiesa annoveri.  Santa Clelia Barbieri è stata canonizzata da Giovanni Paolo II in Roma il 9 aprile 1989.

 

Casa dove è nata la Santa

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11 luglio 2017 2 11 /07 /luglio /2017 23:58

santa-veronica.jpg

 

Preghiera a Santa Veronica

 

O gloriosa Santa Veronica, che viveste con Gesù,  che ne conosceste l'esemplare ed immacolata sua vita, la sua passione e la sua morte, e che in cielo ne conosceste pure la sua gloria, vicina, intercedete acciò possa partecipare alle grazie della Divina Misericordia. E come in premio delle vostre virtù aveste il miracolo dell'effigie di Cristo stesso, fate, o gloriosa santa Veronica, che Gesù sia impresso nel mio cuore e possa io operare secondo i suoi voleri, perseverando nelle opere della sua santa Religione, e per i meriti della passione di Nostro Signore Gesù Cristo possa passare un giorno nel gaudio del cielo. Così sia.

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Il suo nome ricorre per la prima volta nei Vangeli apocrifi e si riferisce alla donna emorroissa di nome Bernike in greco, Veronica in latino, che implorando Gesù per la sua guarigione, mentre passava stretto nella folla, riuscì a toccargli il lembo del mantello, guarendo all'istante. La tradizione cristiana racconta che successivamente, la pia donna, votò la propria vita alla diffusione della buona novella e viaggiò per l'Europa lasciando a Roma il lino col volto Santo («la vera icona», come predestinato dal suo stesso nome) e proseguì in Francia dove iniziò la conversione dei galli. L'episodio di Veronica che asciuga il volto di Gesù con un telo, ha preso grande diffusione, oscurando quasi del tutto, l'episodio della emorroissa, che sarebbe secondo taluni, la stessa donna, anche se non vi sono certezze documentali. Santa Veronica ha un particolare culto in Francia, dove la si considera come la donna che dopo la morte del Salvatore, andata sposa a Zaccheo si reca ad evangelizzare le Gallie. Sarebbe morta nell'eremitaggio di Soulac. Chiamata anche santa Venice o Venisse, è patrona in Francia, dei mercanti di lino e delle lavandaie.

 

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11 luglio 2017 2 11 /07 /luglio /2017 22:57

Ieri si è conclusa la novena dedicata al Santo :

inizio novena a San Benedetto da Norcia

 

Benedetto2.jpg

 

Promessa di S. Benedetto ai suoi devoti :

S. Benedetto è invocato per ottenere una buona morta e la salvezza eterna. Egli apparve un giorno a S. Geltrude, dicendo: “ Chiunque mi ricorderà la dignità per cui il Signore ha voluto onorarmi e beatificarmi, concedendomi di fare una morte così gloriosa, io lo assisterò fedelmente in punto di morte e mi opporrò a tutti gli attacchi del nemico in quell’ora decisiva. L’anima sarà protetta dalla mia presenza, essa resterà tranquilla malgrado tutte le insidie del nemico, e felice si slancerà verso le gioie eterne.”

 

Preghiera a San Benedetto da Norcia
 
Con approvazione ecclesiastica
Monastero di san Marziale, Gubbio.
 
A te oggi rivolgiamo la nostra supplica ardente, glorioso san Benedetto, "messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, araldo della religione di Cristo", ed imploriamo la tua protezione sulle singole anime, sui monasteri che seguono la tua santa Regola, sull'Europa, sul mondo intero.

 

Insegnaci ancora il primato del culto divino, donaci di comprendere quanto sia grande e fecondo il dono della pace, aiuta tutti coloro che si sforzano di ricomporre l'unità spirituale dei vari popoli, spezzata da tanti eventi dolorosi, così che per la tua protezione ritorniamo tutti quanti ad essere fratelli in Cristo. 
Amen.
 

Preghiera a San Benedetto da recitare quotidianamente

 

S. Benedetto mio caro padre, per quella dignità con la quale il Signore si degno di onorarti e beatificarti con una così gloriosa morte, ti prego di assistermi con la tua presenza nel momento della mia morte, beneficiandomi di tutte quelle promesse fatte alla Santa vergine Geltrude. Amen 

 

Giaculatoria a San Benedetto da Norcia
 
O Padre santo, Benedetto di nome e di grazia, custodiscimi,  ti prego, oggi (in questa notte) e sempre con la tua santa benedizione,  perchè nessun male mi possa separare da Gesù, da te e da tutti i suoi santi.  Amen.
 
Preghiera scritta da Benedetto da Norcia
Padre buono, ti prego:
dammi un'intelligenza che ti comprenda,
un animo che ti gusti,
una pensosità che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
uno spirito che ti conosca,
un cuore che ti ami,
un pensiero che sia rivolto a te,
degli occhi che ti guardino,
una parola che ti piaccia,
una pazienza che ti segua,
una perseveranza che ti aspetti


 
 
LA MEDAGLIA DI SAN BENEDETTO :
 
san-benedetto.jpg

 

Le origini della Medaglia di San Benedetto da Norcia (480-547) sono antichissime. Papa Benedetto XIV (1675-1758) ne ideò il disegno e col Breve del 1742 approvò la Medaglia concedendo delle indulgenze a coloro che la portano con fede. Sul diritto della Medaglia, San Benedetto tiene nella mano destra una Croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull'altare é posto un calice dal quale esce un serpente per ricordare un episodio accaduto a San Benedetto: il Santo, con un segno di croce, avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla Medaglia, sono coniate queste parole: «Eius in obitu nostro presentia muniamur» («Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell'ora della nostra morte»). Sul rovescio della medaglia, figura la Croce di San Benedetto e le iniziali dei testi. Questi versi sono antichissimi. Essi appaiono in un manoscritto del XIV secolo a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di San Benedetto. La devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto, divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim, in Alsazia. Brunone, secondo alcuni, fu guarito da una grave infermità, dopo che gli fu offerta la medaglia di San Benedetto. Dopo la guarigione, divenne monaco benedettino e poi Papa: fu San Leone IX, morto nel 1054. Tra i propagatori bisogna annoverare anche San Vincenzo dePaoli (1581-1660).

 

I fedeli hanno sperimentato la sua potente efficacia mediante l intercessione di San Benedetto, nei seguenti casi:

 

  • contro i malefici e le altre opere diaboliche;

  • per allontanare da qualche luogo gli uomini male intenzionati;

  • per curare e sanare gli animali dalla peste oppure oppressi dal maleficio;

  • per tutelare le persone dalle tentazioni, dalle illusioni e vessazioni del demonio specie quelle contro la castità;

  • per ottenere la conversione di qualche peccatore, particolarmente quando si trova in pericolo di morte;

  • per distruggere o rendere inefficace il veleno;

  • per allontanare la pestilenza;

  • per restituire la salute a quelli che soffrono di calcolosi, di dolori ai fianchi, di emorragie, di emottisi; a quanti sono morsi da animali contagiosi;

  • per ottenere l'aiuto divino alle mamme in attesa onde evitare l'aborto;

  • per salvare dai fulmini e dalle tempeste.

 

 

SIGNIFICATO  della MEDAGLIA CROCE :

 

medagliaretro.jpg

 

C.S.P.B.  

Crux Sancti Patris Benedicti

Croce del Santo Padre Benedetto

 

 

C.S.S.M.L. 

Crux Sacra Sit Mihi Lux

La Croce Santa sia la mia luce.

 

 

N.D.S.M.D. 

Non Drago Sit Mihi Dux

Non sia il demonio il mio condottiero

 

 

V.R.S. 

Vade Retro, Satana!

Allontanati, Sanata!

 

 

N.S.M.V. 

Numquam Suade Mihi Vana

Non mi attirare alle vanità

 

 

S.M.Q.L.  

Sunt Mala Quae Libas

Son mali le tue bevande

 

 

I.V.B. 

Ipse Venena Bibas

Bevi tu stesso i tuoi veleni.

 

 

 

Preghiera della medaglia di San Benedetto :
 
Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Và indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri; bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
 

Benedizione della Medaglia di San Benedetto

(Può essere recitata solo da un sacerdote )

 

Io ti esorcizzo per Dio  + Padre Onnipo­tente, che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che si trova in essi: ogni potenza del nemico, tutto l'esercito del diavolo, ogni influenza di Satana sia strappato e sia messo in fuga da questa medaglia, affinché a tutti coloro che ne faranno uso, procuri la salvez­za dell'anima e la salute del corpo. Te lo chiediamo nel nome di Dio Padre + Onnipo­tente, di Gesù Cristo + suo Figlio e Signore nostro e dello Spirito Santo + Consolatore e nell'amore del medesimo Signore nostro Gesù Cristo, che verrà a giudicare i vivi e i morti e regnerà nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiamo : O Dio Onnipotente, dispensatore di ogni bene, noi ti supplichiamo ardentemente, per l'intercessione del nostro Padre San Bene­detto: fa' scendere la tua benedizione su que­sta medaglia, affinché tutti coloro che la por­teranno e compiranno opere di bene, meriti­no di ottenere la salute dell'anima e del corpo, la grazia della santificazione, le indulgenze a loro concesse; con il soccorso della tua misericordia, possano sfuggire le insidie del demonio e presentarsi un giorno santi e immacolati davanti al tuo cospetto nella carità (Ef 1,4). Per Cristo nostro Signore. Amen.
 
LA VITA DEL SANTO :

San Benedetto da Norcia (Norcia, 480 circa - Montecassino 547 circa), fondatore dell'ordine dei Benedettini. Viene venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi. San Gregorio Magno, nel II Libro de I Dialoghi - l'unica nostra fonte storica sul santo di Norcia -, delinea il percorso della sua vita e la sua fisionomia spirituale.

San Benedetto da Norcia, fratello di Santa Scolastica, nacque verso il 480 d.C., da un'agiata famiglia romana. A Norcia egli trascorse gli anni dell'infanzia e della fanciullezza.

Adolescente fu mandato a Roma a compiere i suoi studi, ma, sconvolto dalla vita dissoluta della città, ritrasse il piede che aveva appena posto sulla soglia del mondo per non precipitare anche lui totalmente nell'immane precipizio. Disprezzò quindi gli studi letterari, abbandonò la casa e i beni paterni e cercò l'abito della vita monastica perché desiderava di piacere soltanto a Dio.

All'età di 17 anni, insieme con la sua nutrice, si ritirò nella valle dell'Aniene presso Enfide (l'attuale Affile), dove compì il primo miracolo riparando un vaglio rotto dalla stessa nutrice. Lasciò poi la nutrice e si avviò verso la valle di Subiaco, presso gli antichi resti di una villa neroniana. A Subiaco incontrò il monaco di un vicino monastero di nome Romano, che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta impervia del Monte Taleo (attualmente contenuta all'interno del Monastero del Sacro Speco) dove Benedetto visse da eremita per circa tre anni, fino alla Pasqua dell'anno 500. Conclusa l'esperienza eremitica, accettò di fare da guida ad altri monaci in un ritiro cenobitico presso Vicovaro, ma, dopo un tentativo di avvelenamento, tornò a Subiaco. Qui rimase per quasi trenta anni, predicando la "parola del Signore" ed accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una vasta comunità di dodici monasteri, ognuno con dodici monaci ed un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale.
Intorno al 529, a seguito dell'irriducibile ostilità di un tal prete Fiorenzo, Benedetto decise di abbandonare Subiaco. Si diresse verso Cassino dove, sopra un'altura, fondò il monastero di Montecassino, edificato sopra i resti di templi pagani e con oratori in onore di san Giovanni Battista, da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica, e di san Martino di Tours, celebre monaco e vescovo della Gallia.

Nel monastero di Montecassino Benedetto compose la sua Regola verso il 540. Prendendo spunto dalla tradizione monastica precedente - Padri del deserto, Cassiano, Basilio, Agostino, probabilmente l'anonima Regula Magistri - egli combinò l'insistenza sulla buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nell'intenzione di fondare una scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso.

La Regola, umana e saggia sintesi del Vangelo, nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci all'interno di una "corale" celebrazione dell'Opus Dei, cioè della liturgia quotidiana, diede nuova ed autorevole sistemazione alla complessa, ma spesso vaga e imprecisa, precettistica monastica precedente. I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci (l'obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero contro il vagabondaggio allora piuttosto diffuso di monaci più o meno "sospetti") e la conversatio, cioè la buona condotta morale, la carità reciproca e l'obbedienza all'abate, il "padre amoroso" (il nome deriva proprio dal siriaco abba, "padre") mai chiamato superiore, e cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora ("prega e lavora"), con il sostegno della lectio divina, cioè la meditazione della Parola di Dio.

A Montecassino Benedetto morì, secondo la tradizione, il 21 marzo 547, quaranta giorni circa dopo la scomparsa di sua sorella Scolastica con la quale ebbe comune sepoltura; secondo il racconto di S. Gregorio Magno, spirò in piedi, sostenuto dai suoi discepoli, dopo aver ricevuto la comunione e con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava. Le diverse comunità benedettine ricordano la ricorrenza della morte del loro fondatore il 21 marzo, mentre la Chiesa romana ne celebra ufficialmente la festa l'11 luglio, da quando papa Paolo VI ha proclamato san Benedetto da Norcia patrono d'Europa il 24 ottobre 1964. La Chiesa Ortodossa celebra la sua ricorrenza il 14 marzo.

 
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