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13 agosto 2017 7 13 /08 /agosto /2017 07:07

 

Anafora di Ippolito (circa 215 d.C.)

 

Ti rendiamo grazie, o Dio, per mezzo del tuo diletto figliolo [puerum] Gesù Cristo, che negli ultimi tempi hai inviato a noi come salvatore, redentore e messaggero della tua volontà; egli è il tuo Verbo inseparabile, per mezzo del quale hai creato tutte le cose e fu di tuo gradimento; che hai mandato dal cielo nel seno di una vergine e, accolto nel grembo, si è incarnato e si è manifestato come tuo figlio, nato dallo Spirito Santo e dalla Vergine. Per compiere la tua volontà e acquistarti un popolo santo, egli stese le mani nella passione per liberare dalla sofferenza coloro che confidano in te.

Mentre si consegnava liberamente alla passione per distruggere la morte, spezzare le catene del demonio, calpestare l'inferno, illuminare i giusti, fissare la norma e manifestare la risurrezione, preso il pane ti rese grazie e disse: "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che sarà spezzato per voi".

Allo stesso modo fece col calice dicendo: "Questo è il mio sangue che sarà versato per voi. Quando fate questo, fatelo in memoria di me". Ricordando dunque la sua morte e la sua risurrezione, ti offriamo il pane e il calice e ti rendiamo grazie per averci fatti degni di stare alla tua presenza e di renderti culto. E ti preghiamo di inviare il tuo Spirito Santo sull'offerta della santa Chiesa. Unendo in una sola cosa, dona a coloro che partecipano dei santi misteri la pienezza dello Spirito Santo per confermare la loro fede nella verità, affinché ti lodiamo e ti glorifichiamo per Gesù Cristo tuo figliolo, per il quale gloria e onore a te con lo Spirito Santo nella tua santa Chiesa ora e nei secoli dei secoli. Amen.

[Pseudo-IPPOLITO, Tradizione apostolica, Introduzione, traduzione e note a cura di Elio Peretto, Roma, Città Nuova, 1996, pp. 108-111]

 

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12 agosto 2017 6 12 /08 /agosto /2017 08:51

 

PREGHIERA DI SANTA GIOVANNA FRANCESCA DE CHANTAL

 

Signore, bontà somma, mi abbandono nelle tue braccia, nei momenti di gioia, come in quelli difficili.

Conducimi dove ti piacerà; non guarderò la strada da seguire, non guarderò che te, mia tenera provvidenza, mia forza, mia baluardo, tu che mi guidi come una madre.

Seguirò il cammino che tu hai tracciato per me, senza volerlo indagare, senza cercare le ragioni di ciò che accade, senza chiedermi troppi “perché”.

Lo sguardo fisso su di te, io farò la tua volontà, non la mia. Sarò in pace, desiderando non altro che ciò che tu mi ispirerai di desiderare.

Ti offro queste mie decisioni Signore, ti chiedo di benedirle.

Ti sarò fedele, pur nella mie debolezza, appoggiandomi sulla tua bontà, sulla tua generosità, sulla tua misericordia.

Signore, che io abbia fiducia totale in te.

 

 

 

 

Novena a Santa Giovanna Francesca de Chantal 

 

O gloriosa Santa Giovanna Francesca,

con la preghiera fervente,

con l'attenzione alla Divina Presenza,

e con la purezza di intenzione,

hai raggiunto sulla terra un'intima unione con Dio.

Sii tu ora la nostra avvocata, la nostra madre,

e la nostra guida nel cammino della virtù e della perfezione.

Perora la nostra causa presso Gesù, Maria e Giuseppe,

a cui tu sei stata così teneramente devota,

e le cui sante virtù hai così da vicino imitato.

Ottienici, o Santa amabile e compassionevole,

le virtù che ritieni siano più necessario per noi:

un amore ardente a Gesù nel santissimo Sacramento,

una tenera e filiale fiducia nella Sua Santissima Madre,

e, come te, un costante ricordo della sua sacra Passione e morte.

Ottienici anche, ti preghiamo,

che la nostra intenzione particolare di questa novena

possa esserci concessa.

V. Prega per noi, o santa Giovanna Francesca,

R. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo:

O Dio onnipotente e misericordioso,

che avete concesso a Santa Giovanna Francesca,

così infiammata d'amore per voi,

un grado splendido di virtù e fortezza in tutti i sentieri della vita,

e attraverso di lei,

la vostra chiesa con un nuovo Ordine religioso,

concedete, per i suoi meriti e le sue preghiere,

che noi, tanto soggetti alla nostra debolezza

ma confidenti nella vostra forza,

possiamo superare tutte le avversità

con l'aiuto della vostra grazia celeste.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Nasce il 23 gennaio 1572 da Benigno Frémyot e da Margherita di Berbisey. A un anno di età rimane orfana di madre. Educata virilmente dal padre, il barone Benigno Frèmiot, secondo presidente del parlamento di Francia, uomo insigne per pietà e fede, andò sposa a vent'anni al barone Cristoforo de Rabutin barone di Chantal. Ne ebbe sei figli e ne rimase vedova a ventinove anni, per un incidente di caccia.

Saggia amministratrice dei beni del marito, continuò ad esserlo in casa del suocero, sopportando con eroica pazienza, umiltà e carità tutte le contrarietà. Sempre si esercitò in opere di carità verso gli ammalati e i poveri, toccando l'eroismo e ottenendo anche il miracolo della moltiplicazione dei viveri. Conobbe in visione la guida che il Signore le avrebbe concesso: il santo vescovo Francesco di Sales, il quale, a sua volta, ebbe la stessa visione, che gli permise di riconoscere la santa vedova, quale pietra angolare destinata da Dio all'edificazione del nuovo istituto. A 38 anni, sotto la direzione del Vescovo di Ginevra, con altre tre compagne, fondava la prima casa della Visitazione di Santa Maria. Era il 6 giugno 1610. Donna perfetta, forte, equilibrata, capace di adempiere la sua seconda missione di fondatrice senza minimamente trascurare la prima di mamma. Vide morire, dopo il marito, tutti i suoi figli; una sola figlia le sopravvivrà: Francesca, che fu poi la signora di Toulongeon. Anche san Francesco di Sales, morendo nel 1622, la lascerà sola a condurre avanti l'Istituto per ben diciannove anni. Le prime e più preziose sue collaboratrici la precederanno nella vita eterna. Guiderà l'Ordine fino alla morte (con intervalli alternati di superiorato e sudditanza, conforme alle regole della Visitazione) avvenuta il 13 dicembre del 1641, lasciando 87 monasteri da lei fondati. La sua beatificazione avvenne nel 1751; la sua canonizzazione nel 1767. A sollecitare l'elevazione agli altari della Santa fondatrice intervennero " voti del popolo cristiano, istanze reiterate da parte di Re e Principi cattolici e preghiere di venerandi Pastori della Chiesa ".

Dio le concesse di vivere con i santi: san Francesco di Sales, san Vincenzo de' Paoli, suo discepolo e ammiratore. Dio concesse pure alla Santa di conoscere ogni categoria di persone: i grandi nei loro castelli, i poveri nei loro tuguri, la gente dei campi nell'umiltà del suo lavoro quotidiano. A tutti aveva cominciato a far sentire il benefico influsso della sua carità, pratica, umile, soprannaturale. Dio la chiama poi ad una vita di nascondimento dietro le grate di una clausura. Fu una vera mistica. San Francesco di Sales tenne con lei un epistolario nutritissimo. In ogni suo scritto risalta la sua spiritualità forte, equilibrata, umile, generosa, senza fronzoli né compromessi. Temprata alle più dure lotte che non le furono risparmiate: per quarant'anni ebbe a sostenere durissime tentazioni contro la fede che contribuirono a stabilirla in quella vera "estasi" che, nella spiritualità salesiana, consiste nell'"uscire" da se stessi per abbandonarsi totalmente a Dio.

Nell'intera economia della redenzione noi vediamo sempre accanto a quella dell'uomo l'opera della donna: a cominciare da Gesù e Maria. Senza voler venire a confronti, certamente il rapporto tra questi due Santi si può definire "unico" più che raro.

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9 agosto 2017 3 09 /08 /agosto /2017 23:04

San-Lorenzo.jpg

 

Prima Preghiera a San Lorenzo

 

1. O glorioso S. Lorenzo, che sei onorato per la tua costante fedeltà nel servire la santa Chiesa in tempi di persecuzione, per la carità ardente nel soccorrere i bisognosi, per la fortezza invitta nel sostenere i tormenti del martirio, dal cielo volgi benigno il tuo sguardo su noi ancora pellegrini sulla terra. Difendici dalle insidie del nemico, impetraci la fermezza nella professione della fede, la costanza nella pratica della vita cristiana, l´ardore nell´esercizio della carità, affinchè ci sia concesso di conseguire la corona della vittoria.

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen

 

2. O invitto martire S. Lorenzo, chiamato ad essere il primo tra i sette diaconi della chiesa di Roma, hai chiesto ardentemente ed hai ottenuto di seguire il sommo pontefice San Sisto nella gloria del martirio. E quale martirio hai sostenuto! Con santa intrepidezza hai sopportato gli slogamenti delle membra, i laceramenti della carne ed infine il lento e penoso arrostimento di tutto il tuo corpo su una ferrea graticola. Ma davanti ai tanti tormenti non hai indietreggiato, perché sostenuto da viva fede e da ardentissimo amore per Gesù Cristo nostro Signore. Deh! O glorioso Santo, ottienici pure la grazia di mantenerci sempre saldi nella nostra fede, malgrado tutte le tentazioni del demonio e di vivere così conformi a Gesù, nostro salvatore e maestro, di giungere così alla beata eternità in paradiso.

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

3. O nostro protettore S. Lorenzo, a te ricorriamo nelle nostre presenti necessità, fiduciosi di essere esauditi. Grandi pericoli ci sovrastano, molti mali ci affliggono nell´anima e nel corpo. Ottienici propizio da Signore la grazia della perseveranza sino a giungere al porto sicuro della salvezza eterna. Riconoscenti del tuo aiuto, noi canteremo le divine misericordie e benediremo il tuo nome oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


Prega per noi San Lorenzo martire.
Affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo. 

 

 

 

Seconda Preghiera a San Lorenzo

 

I) O glorioso San Lorenzo, che fatto pel vostro disinteresse, pel vostro zelo, primo dei sette diaconi della Chiesa romana, quindi custode e amministratore di tutti i di lei beni per il sollievo dei poveri e pel decoro del culto divino, domandaste ardentemente ed otteneste di seguire il Sommo pontefice S. Sisto nella gloria del martirio, ottenete a noi tutti la grazia di vivere sempre staccati da tutte le cose del mondo e di riguardare come vantaggi i patimenti e i travagli di questa terra. 

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

II) Glorioso S. Lorenzo, che prossimo a spargere il sangue per la fede di Gesù Cristo vi esercitaste in tutte le opere di umiltà e della carità evangelica, lavando i piedi ai ministri degli altari, dispensando ai poveri tutte le ricchezze, restituendo la vista a Crescenziano ed a Lucillo e convertendo alla fede Ippolito custode del vostro carcere, ottenete a noi tutti la grazia di non consumare il sacrifizio di nostra vita senza aver prima colla pratica delle cristiane virtù adunati grandi meriti per paradiso.

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

III) Glorioso S. Lorenzo che dopo aver con eroica intrepidezza sostenuti gli slogamenti della tortura, i laceramenti degli scorpioni di ferro, con un eroismo non più veduto, vi rideste dei carnefici e dei tiranni mentre eravate arrostito a fuoco lento su d'una graticola, per cui si estese la vostra fama in tutto quanto l'universo, ottenete a noi tutti la grazia di mantenerci sempre immobili nella fede, malgrado tutte le tentazioni del demonio e le persecuzioni del mondo e di vivere in tale maniera da meritarci nell'altra vita la vostra beata immortalità.

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

 

Lorenzo nasce in Spagna nel 230, arriva a Roma ancora giovane ed il Papa Sisto II lo nomina diacono, affidandogli l’'assistenza dei numerosi poveri della comunità cristiana romana. Dopo il martirio del Santo Padre, intuisce che la persecuzione a breve si abbatterà anche su di lui e distribuisce ai poveri tutti gli averi della Chiesa, che ingolosiscono tanto l'’imperatore Valeriano; le autorità romane infatti credevano che la Chiesa godesse di una grande disponibilità economica, vedendo che anche durante i periodi di carestia la comunità cristiana riusciva a distribuire equamente le poche risorse che aveva, riuscendo così a superare indenne la miseria. Lorenzo era il tesoriere della Chiesa e per questo le guardie romane si infuriarono quando, entrando nel cimitero di San Callisto per uccidere Sisto II e i diaconi, non lo trovarono; ma pochi giorni dopo venne comunque catturato e portato dinanzi al prefetto Cornelio, che gli intimò di consegnare i beni della Chiesa, Lorenzo chiese alcuni giorni per fare un inventario e tornò dal prefetto con una moltitudine di poveri e mendicanti, dicendo alle autorità che questo era il vero tesoro della Chiesa. Venne quindi condannato a morte e nella notte tra il 9 e il 10 Agosto del 258, Lorenzo venne ucciso; un’'antica tradizione racconta della sua atroce morte attraverso la graticola, mentre molti studiosi sono concordi nell’'affermare che l’'imperatore Valeriano non ordinò torture e quindi Lorenzo potrebbe essere stato decapitato come Sisto II e i sette diaconi che l’'accompagnarono al supplizio. Comunque nell’'arco dei secoli, questa tradizione ha ispirato molti artisti e venne presa per vera da molti storici; il corpo venne deposto in una tomba sulla via Tiburtina e su di essa, Costantino fece erigere una Basilica, ingrandita poi da Pelagio II e Onorio III, restaurata poi nel XX secolo, dopo i bombardamenti americani del 19 Luglio 1943. La tradizione vuole ricordare anche la “notte di San Lorenzo”, in quel periodo la Terra attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi ed il fenomeno delle cosiddette “stelle cadenti” è più visibile alle nostre latitudini, grazie al cielo estivo sereno; così si vuole ricordare il martirio di San Lorenzo e i carboni ardenti della sua graticola, ricordati dalle stelle cadenti. (fonte:santiebeati.it)
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8 agosto 2017 2 08 /08 /agosto /2017 23:01

 

Ieri si è conclusa la Novena a Santa Teresa Benedetta della Croce (dal 31 Luglio all'8 Agosto)

 

Preghiera a Santa Teresa Benedetta della Croce


 
O Santa Teresa Benedetta della Croce, 
figlia del Popolo Eletto e figlia prediletta della Chiesa,
 che prendesti su di te le sofferenze e la persecuzione del tuo popolo,
 fino a morire con loro e per loro, 
ottienici di scoprire la Verità che si nasconde nella scienza della Croce
 che tu riuscisti a gustare nella spiritualità del Carmelo.

 
O Santa Teresa Benedetta della Croce, 
che facesti della tua sete di verità 
una preghiera continua 
intuendo che chi cerca la verità cerca Dio,
ottienici di cercare sempre la Verità.
Tu che incontrasti la Verità nella Croce di Cristo 
fa' che siamo illuminati anche noi dalla luce 
che si sprigiona dal mistero della Croce.
Facci il dono di saper abbracciare la Croce 
come l'hai abbracciata tu.
 
Tu che scopristi la Verità che cercavi 
leggendo la semplice vita di Santa Teresina, 
ottienici di scoprire nella semplicità quotidiana 
la grandezza della presenza di Dio.
 
Tu che ti donasti pienamente all’Amore 
che hai incontrato, fa’ che tanti giovani 
possano donarsi al Signore che chiama
senza la paura di perdere, 
ma con la gioia di dare.
 
Tu che nel campo della morte ti prodigasti 
con dolcezza e premura verso il tuo popolo 
infondendo conforto e coraggio, 
ottienici in tutte le occasioni 
di vivere la carità verso il prossimo.
 
Tu che nell’ora della morte, prima di entrare 
nella camera a gas, facesti tua la preghiera di Gesù: 
"Se non può passare questo calice, 
sia fatta la tua Volontà",
ottienici di poter chinare il capo serenamente 
negli ultimi momenti della nostra vita,
abbandonati all'Amore di Dio che è fedele sempre.
 
Santa Teresa Benedetta della Croce, 
prega per noi!

 
 

Preghiere di Santa Teresa Benedetta della Croce


 
O Maria, oggi sono stata con te presso la Croce e una volta ancora ho sentito così chiaramente che sotto la Croce tu sei diventata nostra Madre.
Come potrebbe la fedeltà di una madre terrena non prendersi cura di esaudire l'ultima volontà del figlio?
Ma tu, tu eri la serva del Signore: l'essere e la vita del Dio fatto uomo erano interamente inscritti nel tuo essere e nella tua vita.
E' per questo che hai accolto i tuoi nel tuo cuore ed è con il sangue delle tue sofferenze che hai guadagnato ogni anima per una vita nuova. 
Tu ci conosci bene tutti, con le nostre ferite e le nostre piaghe; conosci anche lo splendore celeste che l'amore del Figlio tuo vorrebbe espandere su di noi nella luce eterna. Guida perciò i nostri passi con cura. 
Nessun prezzo per te è troppo alto per condurci alla meta. Ma quelli che tu hai scelto per seguirti, per averli intorno a te un giorno presso il trono nell'eternità, ora devono restare qui con te sotto la Croce. 
E' con il sangue delle loro sofferenze che devono acquistare lo splendore celeste delle anime preziose che il Figlio di Dio ha loro affidato in eredità. 

 
BENEDICI, SIGNORE !
 
Benedici tutti i cuori che si ottenebrano. Soprattutto da' sollievo, Signore, ai malati, agli afflitti che portano i loro cari alla tomba.
Pace a loro. Insegna a dimenticare. Non lasciare su tutta la terra nessun cuore nell'angoscia per il peccato. 
Benedici coloro che sono felici, Signore: custodiscili sotto la tua protezione.
A me non hai mai tolto l'abito della Madonna, l'abito religioso. Esso talvolta pesa molto sulle mie stanche spalle.
Dammi forza, perché lo porti in penitenza fino alla tomba. 
Infine benedici il mio sonno, il sonno di tutti i morti. 
Ricorda per che cosa tuo Figlio soffrì nell'agonia di morte.
Nella tua grande misericordia per tutte le necessità umane, da' riposo a tutti i morti nella tua pace eterna. 

 

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7 agosto 2017 1 07 /08 /agosto /2017 11:01

 

Novena a San Rocco


 
Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 
Tu sia benedetto Dio nostro, in tutti i tempi, ora e sempre, nei secoli dei secoli! Amen. 


Gloria a Te, Dio nostro, gloria a Te!
 
 
Re del Cielo, Consolatore, Spirito di Verità, Tu che sei ovunque e che riempi tutto, Tesoro dei buoni e donatore di vita, vieni e dimora in noi. 
Purificaci da tutte le sporcizie, e salva la nostra anima, Tu che sei bontà.
 
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi. (Tre volte) 
Padre nostro, Gloria… 

 

Signore abbi pietà...

Signore abbi pietà...
 
 
Santissima Trinità, abbi pietà di noi. Signore, rimetti i nostri peccati.
 Maestro, perdona le nostre malvagità. 
Santo, visita e guarisci i nostri ammalati grazie al tuo Nome! 
 
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi. (Tre volte). 
Padre nostro, Gloria… 


 

Signore abbi pietà...

Signore abbi pietà...

 
 
O grande san Rocco, tu che partisti in cammino senza pensare al domani, insegnaci a donare tutto a Gesù, senza riserve, senza ripensamenti, con amore. 


Padre nostro, Ave, Gloria
 
O grande san Rocco, medico dei poveri, degli esclusi, intercedi per noi in questi tempi segnati da un flagello tale e quale la peste che tu hai combattuto. Ispira i ricercatori, sostieni i malati, liberaci dal male. 


Padre nostro, Ave, Gloria
 
O grande san Rocco, tu, andato in Cielo in solitudine, veglia sui nostri fratelli colpiti dal male che sono prossimi a morire, incita i cristiani ad accompagnarli, i santi ad amarli e ad aiutarli durante il passaggio.


Padre nostro, Ave, Gloria
 


Preghiamo


O Dio Santo, Padre, Figlio e Spirito Santo, per l’intercessione di Rocco, nostro amico, liberaci da tutte le malattie contagiose e da tutti i peccati. 


 
SALMO 50 


Pietà di me, mio Dio, nel tuo Amore, secondo la tua grande misericordia, cancella i miei peccati.
 

 

 

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6 agosto 2017 7 06 /08 /agosto /2017 07:11

 

 
PREGHIERA


E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce (Mt 17,2).
Gesù: vederti, parlarti! Rimanere così, a contemplarti, inabissato nell’immensità della tua bellezza, senza interrompere mai, mai questa contemplazione! O Gesù, magari ti vedessi! Magari ti vedessi per rimanere ferito d’amore per Te!
Ed ecco una voce che diceva: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo (Mt 17, 5).
Signore nostro, siamo qua, disposti ad ascoltare ciò che vuoi dirci. Parlaci; siamo attenti alla tua voce. Fa’ che la tua parola, cadendo nella nostra anima, infiammi la nostra volontà perché si lanci fervidamente a obbedirti.
Vultum tuum, Domine, requiram (Sal 26, 8), il tuo volto, Signore, io cerco. Mi riempie di speranza chiudere gli occhi e pensare che giungerà il momento, quando Dio vorrà, in cui potrò vederlo, non come in uno specchio, in maniera confusa... ma faccia a faccia (1 Cor 13, 12). Sì, l’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? (Sal 41, 3).

(San Josémaria Escrivà de Balaguer - Il Santo Rosario, Appendice, 4º mistero della Luce) 

 

 
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione 
del Cristo Signore, 
hai confermato i misteri della fede 
con la testimonianza della legge e dei profeti 
e hai mirabilmente preannunziato 
la nostra definitiva adozione a tuoi figli, 
fa’ che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio 
per diventare coeredi della sua vita immortale. 
 

(Colletta anno A e B)

 

 
Ti rendiamo grazie, somma Trinità, 
ti rendiamo grazie, vera unità,
ti rendiamo grazie, bontà unica, 
ti rendiamo grazie, soavissima divinità.
Ti renda grazie l'uomo, tua umile creatura 
e tua sublime immagine.
Ti renda grazie, perché non lo abbandonasti alla morte, 
ma l'hai strappato dall'abisso della perdizione 
ed effondi a torrenti su di lui la tua misericordia.
Egli ti immoli il sacrificio di lode, 
ti offra l'incenso della sua dedizione, 
ti consacri olocausti di giubilo.
O Padre, ci hai mandato il Figlio;
o Figlio, ti sei incarnato nel mondo;
o Spirito Santo, eri presente nella 
Vergine che concepiva, eri presente 
al Giordano, nella colomba, 
sei oggi sul Tabor, nella nube.
Trinità intera, Dio invisibile,
tu cooperi alla salvezza degli uomini
perché essi si riconoscano salvati 
dalla tua divina potenza. 
 

(Dalle Prediche di san Tommaso da Villanova.)

 

 

 

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

 

Il 6 agosto la Chiesa fa memoria della Trasfigurazione di Nostro Signore. Gesù scelse di prendere con sé il primo Papa e «i figli del tuono» («Boanèrghes», Mc 3, 17) per salire sul Monte Tabor a pregare. Sei giorni prima aveva detto ai suoi discepoli: «vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno» (Mt 16, 28) ed ecco che Pietro, Giacomo e Giovanni furono scelti per assistere all’ineffabile: Cristo apparve nel suo Corpo glorioso.

Infatti, mentre pregava, «il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (Lc 9, 29) e due uomini, anch’essi apparsi nella loro gloria, parlavano con Lui del compimento in Gerusalemme del suo sacrificio: erano Mosè ed Elia che rappresentavano la Legge e i Profeti.

Sant’Agostino spiega, nel Discorso 78, che i suoi vestiti sono la sua Chiesa. «Se i vestiti non fossero tenuti ben stretti da colui che l’indossa, cadrebbero. Che c’è di strano se mediante il vestito bianchissimo viene simboleggiata la Chiesa, dal momento che sentite dire dal profeta Isaia: Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, lì farò diventare bianchi come neve (Is 1, 18)?». Dunque anche se i peccati commessi dagli uomini di Chiesa fossero di colore rosso scarlatto, la sua Sposa avrebbe comunque un abito candido e rilucente grazie al Sole, Cristo.

A tale visione Pietro esprime sentimenti soltanto umani, senza pensieri soprannaturali: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» e, a questo punto, l’evangelista Luca precisa: «Egli non sapeva quel che diceva»; Pietro, la pietra sulla quale Cristo avrebbe edificato la sua Chiesa, seppure di fronte alla bellezza della maestà del Salvatore, utilizza canoni di carattere terreno. Spiega ancora sant’Agostino: «È bello per noi, o Signore – dice – stare qui. Era infastidito dalla folla, aveva trovato la solitudine sul monte; lì aveva Cristo come cibo dell’anima.

Perché avrebbe dovuto scendere per tornare alle fatiche e ai dolori mentre lassù era pieno di sentimenti di santo amore verso Dio e che gl’ispiravano perciò una santa condotta? Voleva star bene». Di fronte a Cristo glorioso Pietro aveva trovato la felicità e non avrebbe più voluto muoversi da quel luogo. La risposta giunse mentre egli ancora parlava: arrivò una nube e li avvolse e da essa uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo», la stessa voce che si era udita quando San Giovanni Battista aveva battezzato Gesù sulle rive del Giordano: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,9-11).

E quando la voce cessò Gesù rimase solo. Il Vescovo di Tagaste afferma che Pietro cercava tre tende, ma la risposta venuta dal Cielo mostrò invece «che noi ne abbiamo una sola, mentre la mentalità umana voleva dividerla. Cristo è la Parola di Dio, Parola di Dio nella Legge, Parola di Dio nei Profeti. Perché, o Pietro, cerchi di dividerlo? È necessario piuttosto che tu rimanga unito a lui. Tu cerchi tre tende: devi comprendere ch’è una sola!». Sempre vere, sempre attuali le parole di questo Padre della Chiesa, il Papa è chiamato a non dividere Cristo: «Scendi, Pietro; desideravi riposare sul monte: scendi; predica la parola di Dio, insisti in ogni occasione opportuna e importuna, rimprovera, esorta, incoraggia usando tutta la tua pazienza e la tua capacità d’insegnare.

Lavora, affaticati molto, accetta anche sofferenze e supplizi affinché, mediante il candore e la bellezza delle buone opere, tu possegga nella carità ciò ch’è simboleggiato nel candore delle vesti del Signore. Poiché nell’elogio della carità, letto nella lettera dell’Apostolo, abbiamo sentito: Non cerca i propri interessi (1 Cor 13, 5). Non cerca i propri interessi perché dona quel che possiede».

Su quel monte il Padre si manifestò nella voce, il Figlio nella sua carne trasfigurata, lo Spirito Santo nella nube luminosa. E Pietro desiderava fare una tenda per il Re che non volle possedere neanche una pietra su cui posare il capo? Il Salvatore non venne per preparare case temporanee nella logica del mondo, ma per predisporre una splendida e perenne dimora nel Suo Regno, dove il grano ondeggerà nel Dio Uno e Trino.

 

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5 agosto 2017 6 05 /08 /agosto /2017 23:01

   

 

Novena per l'Assunzione della Beata Vergine Maria 

(Piccola corona di dodici salutazioni angeliche ed altrettante benedizioni)

 

 

Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste invitata dal vostro Signore al cielo.

Ave Maria

 

Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste assunta dagli Angeli santi in cielo. 

Ave Maria


Sia benedetta, o Maria, l'ora in cui tutta la corte celeste vi venne incontro. 

 Ave Maria



 Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste ricevuta con tanto onore in cielo. 

 Ave Maria

 

Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale sedeste alla destra del vostro Figlio in cielo. 

 Ave Maria



Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste coronata con tanta gloria in cielo.

 Ave Maria



Sia benedetta, o Maria, l'ora in cui vi fu dato il titolo di Figlia, Madre e Sposa del Re del cielo. 

 Ave Maria



 Sia benedetta, Maria, l'ora nella quale foste riconosciuta Regina suprema di tutto il cielo.

Ave Maria

 

Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale tutti gli Spiriti e Beati del cielo vi acclamarono. 

 Ave Maria

 

Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste costituita Avvocata nostra in cielo.

 Ave Maria



Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale cominciaste a intercedere per noi in cielo. 

 Ave Maria


Sia benedetta. o Maria, l'ora nella quale vi degnerete di ricevere tutti in cielo. 

 Ave Maria

 

 

Preghiamo:

O Dio, che volgendo lo sguardo all'umiltà della Vergine Maria l'hai innalzata alla sublime dignità di madre del tuo unico Figlio fatto uomo e oggi l'hai coronata di gloria incomparabile, fa' che, inseriti nel mistero di salvezza, anche noi possiamo per sua intercessione giungere fino a te nella gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

 

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4 agosto 2017 5 04 /08 /agosto /2017 07:39

 


Ieri si è conclusa la novena a San Giovanni Maria Vianney, protettore dei parroci (da recitare dal 26 Luglio al 3 Agosto)

 

 

ATTO D'AMORE di S. Giovanni M. Vianney - Curato D'Ars
 

 

Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio
é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.

Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferisco morire amandoti, 
piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.

Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo 
è di amarti eternamente.

Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,
soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.

Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo, 
voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.

Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, 
e mi tieni quaggiù crocifisso con te.

Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti 
e sapendo che ti amo.

 

 

 

 

PREGHIERA AL SANTO CURATO D'ARS
di mons. Guy Bagnard, vescovo di Belley – Ars


Santo Curato d'Ars, tu hai fatto della tua vita un'offerta totale a Dio per il servizio degli uomini.
Che lo Spirito Santo, per la tua intercessione, ci conduca a rispondere oggi, 
senza debolezza, alla nostra vocazione personale. 
Tu sei stato un assiduo adoratore di Cristo nel Tabernacolo. Insegnaci ad avvicinarci con fede e rispetto all'Eucaristia, a gustare la presenza silenziosa di Gesù nel Santissimo Sacramento. 
Tu sei stato l'amico dei peccatori. Tu dicevi loro: "Le vostre colpe sono come un granello di sabbia rispetto alla grande montagna della misericordia di Dio". Sciogli i legami della paura che talvolta ci tengono lontani dal perdono di Dio. Aumenta in noi il pentimento per le nostre colpe. Mostraci il vero volto del Padre che attende instancabilmente il ritorno del figliol prodigo. 
Tu sei stato il sostegno dei poveri: "Il mio segreto è molto semplice: dare tutto senza conservare niente". Insegnaci a condividere con quelli che sono nel bisogno, rendici liberi riguardo al denaro e a tutte le false ricchezze. 
Tu sei stato un figlio affettuoso della Vergine Maria, "il tuo più vecchio amore". Insegnaci a pregarla con la semplicità e la fiducia di un bambino. 
Tu sei diventato il testimone esemplare dei Parroci dell'universo. Che la tua carità pastorale conduca i pastori a ricercare la vicinanza con tutti, senza preferenze. Ottieni loro l'amore per la Chiesa, lo slancio apostolico, la solidità nelle prove. 
Ispira ai giovani la grandezza del ministero sacerdotale e la gioia di rispondere alla chiamata del buon Pastore. 
Santo Curato d'Ars, sii tu il nostro intercessore presso Dio. 
Amen.

 


 

PREGHIERA  PER INTERCESSIONE DI SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY di mons. Guy Bagnard, vescovo di Belley – Ars


Signore Gesù, guida e pastore del tuo popolo, tu hai chiamato nella Chiesa San Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars, come tuo servo. Sii benedetto per la santità della sua vita e l’ammirabile fecondità del suo ministero. Con la sua perseveranza egli ha superato tutti gli ostacoli nel cammino del sacerdozio.
Prete autentico, attingeva dalla Celebrazione Eucaristica e dall’adorazione silenziosa l’ardore della sua carità pastorale e la vitalità del suo zelo apostolico.
Per sua intercessione:
Tocca il cuore dei giovani perché trovino nel suo esempio di vita lo slancio per seguirti con lo stesso coraggio, senza guardare indietro.
Rinnova il cuore dei preti perché si donino con fervore e profondità e sappiano fondare l’unità delle loro comunità sull’Eucaristia, il perdono e l’amore reciproco.
Fortifica le famiglie cristiane perché sostengano quei figli che tu hai chiamato.
Anche oggi, Signore, manda operai alla tua messe, perché sia accolta la sfida evangelica del nostro tempo. Siano numerosi i giovani che sanno fare della loro vita un “ti amo” a servizio dei fratelli, proprio come San Giovanni Maria Vianney.
Ascoltaci, o Signore, Pastore per l’eternità.
Amen.
  

 

 
COLLETTA DELLA MEMORIA LITURGICA
 
O Dio onnipotente e misericordioso, 
che in San Giovanni Maria Vianney,
ci hai offerto un mirabile pastore,
pienamente consacrato al servizio del tuo popolo,
per la sua intercessione e il suo esempio 
fa’ che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli
e godere insieme con loro la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio 
e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo 
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

 

 

 
LITANIE DI SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY
 
Signore pietà, Signore pietà
Cristo pietà, Cristo pietà
Signore pietà, Signore pietà
 
Cristo, ascoltaci, Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici, Cristo, esaudiscici
 
Dio, Padre del cielo abbi pietà di noi
Dio, Figlio Redentore del mondo abbi pietà di noi
Dio, Spirito Santo abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
 
Santa Maria prega per noi
 
San Giovanni Maria Vianney prega per noi
 Santo Curato d’Ars prega per noi
 Immagine di Cristo Sacerdote prega per noi
Immagine di Cristo Buon Pastore prega per noi
Patrono dei parroci prega per noi
Modello dei sacerdoti prega per noi
Maestro di formazione sacerdotale prega per noi
Modello di virtù sacerdotali prega per noi
Sacerdote dell’Eucaristia celebrata ed adorata prega per noi
Adoratore fedele del Santissimo Sacramento prega per noi
Servitore devoto del Cuore Immacolato di Maria prega per noi
Zelante per la salvezza delle anime prega per noi
Pastore fermo e prudente prega per noi
Divorato dallo zelo apostolico prega per noi
Modello di purezza prega per noi
Valente imitatore delle sofferenze di Cristo prega per noi
Abisso di umiltà prega per noi
Maestro di preghiera prega per noi
Modello di unione con Dio prega per noi
Amante della santa povertà prega per noi
Amico premuroso dei poveri prega per noi
Timoroso del giudizio divino prega per noi
Apostolo della penitenza prega per noi
Apostolo della misericordia di Dio prega per noi
Premuroso verso i malati prega per noi
Catechista infaticabile prega per noi
Predicatore con parole di fede prega per noi
Apostolo della santificazione della domenica prega per noi
Martire del confessionale prega per noi
Direttore saggio delle anime prega per noi
Illuminato dallo Spirito del consiglio prega per noi
Splendente di luce celeste prega per noi
Compassionevole verso ogni miseria prega per noi
Provvidenza degli orfani prega per noi
Favorito dal dono dei miracoli prega per noi
Abbandonato alla volontà di Dio prega per noi
Soccorso di chi ti invoca prega per noi
Fiducioso nei combattimenti spirituali prega per noi
Coraggioso nelle prove prega per noi
Fedele nelle tentazioni prega per noi
Terrore del demonio prega per noi
 
Giovanni Maria, che hai riconciliato tanti peccatori con Dio
prega per noi
Giovanni Maria, che hai soccorso tanti miseri
prega per noi
Giovanni Maria, che hai portato tanti sulla via del bene
prega per noi
Giovanni Maria, che avesti la grazia di una buona morte
prega per noi
Giovanni Maria, che vivi nella gloria del cielo
prega per noi
 
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, ascoltaci Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi
 
Prega per noi S. Giovanni Maria
Affinché siamo degni delle promesse di Cristo
 
O Dio onnipotente e misericordioso, che in San Giovanni Maria Vianney, ci hai offerto un mirabile pastore, pienamente consacrato al servizio del tuo popolo, per la sua intercessione e il suo esempio, fa’ che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli e godere insieme con loro la gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

 

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4 agosto 2017 5 04 /08 /agosto /2017 07:31

Anche se Satana e i suoi demoni si rivelano raramente alla gente comune, quando si tratta di coloro che sono forti nel Signore come i santi, i demoni a volte appaiono e sferrano attacchi aperti. Ovviamente Gesù ha già vinto Satana e tutte le forze del male di questo mondo. Anche se Satana continua a cercare anime da portare all’inferno, ogni persona che rimane in Gesù non può essere separata da Dio. Non permettere, quindi, che queste storie ti spaventino. Piuttosto, fa’ che siano un promemoria del fatto che Satana e le sue tentazioni di peccato sono reali, anche se non li vedi.

 

1. Sant’Antonio il Grande: “Il leone ruggiva, con il desiderio di attaccare”

 

Sappiamo di Sant’Antonio, monaco del deserto vissuto tra il III e il IV secolo, grazie a una biografia scritta da Sant’Atanasio intitolata “Vita di Sant’Antonio”, in base alla quale quando le persone facevano visita a Sant’Antonio nella sua casa nel deserto “udivano molti rumori e molte voci e dei colpi di armi e di notte vedevano la montagna riempirsi di scintille e contemplavano Antonio che pareva lottare contro esseri visibili e pregava contro di loro”.
In un’occasione, Sant’Antonio decise di trascorrere una notte solo in una grande tomba. Un enorme gruppo di demoni scese su di lui e gli attaccò il corpo. “Il Nemico, che non sopportava la cosa, perché temeva che in breve tempo il deserto divenisse una città di asceti, una notte entrò nel sepolcro con una moltitudine di demoni e lo percosse a tal punto da lasciarlo steso a terra, incapace di parlare. Antonio, poi, assicurava che la sofferenza era talmente grande da fargli dire che le percosse inflitte da uomini non avrebbero mai potuto causare tale tormento”.

Il giorno dopo, un amico che andava a portargli del cibo lo trovò e lo portò nel villaggio più vicino. Quella notte, però, recuperò la coscienza e chiese all’amico di riportarlo alla tomba. Dopo che l’amico ce lo ebbe rinchiuso nuovamente, Sant’Antonio gridò: “Eccomi qui, sono Antonio; non fuggo ai vostri colpi. Anche se me ne darete di più, niente mi separerà dall’amore di Cristo”.

I demoni tornarono, ed è così che Sant’Atanasio descrive ciò che accadde in seguito:

“Di notte fecero un tal baccano che tutto quel luogo pareva scosso da un terremoto. I demoni, quasi squarciando le quattro pareti della casetta, parevano entrare attraverso di esse sotto forma di belve e di serpenti.

E subito il luogo si riempì di immagini di leoni, di orsi, di leopardi, di tori, di serpenti, di vipere, di scorpioni e di lupi. E ciascuno si comportava secondo la forma che aveva preso: il leone ruggiva con l’intenzione di assalirlo, il toro pareva prenderlo a cornate, il serpente strisciava ma senza raggiungerlo, il lupo si lanciava su di lui ma veniva trattenuto. Insomma, terribile era il furore di tutte quelle apparizioni unito al frastuono delle loro grida.

Antonio, frustato e ferito, provava sofferenze fisiche ancor più atroci, ma restava a giacere senza paura, con animo vigilante. Gemeva per le sofferenze fisiche, ma nella mente restava vigile e, come deridendoli, diceva: « Se aveste qualche potere, sarebbe stato sufficiente che ne venisse uno solo. Ma il Signore vi ha reso impotenti, per questo cercate di spaventarmi venendo in tanti. È segno della vostra debolezza il fatto che imitiate le forme di bestie prive di ragione ».

Con grande coraggio diceva ancora: « Se avete forza, se avete qualche potere su di me, non esitate, assalitemi! Ma se non potete, perché agitarvi inutilmente? La fede nel nostro Signore è per noi sigillo e muro di difesa ». Dopo molti tentativi, digrignavano i denti contro di lui poiché si accorgevano che stavano deridendo se stessi e non Antonio.

Ma il Signore neppure in questo momento si dimenticò della lotta di Antonio e venne in suo aiuto. Come levò lo sguardo, questi vide che il tetto era come aperto e che un raggio di luce scendeva fino a lui. I demoni erano scomparsi all’improvviso, subito cessò il dolore del corpo e la casa era di nuovo intatta.

Antonio sentì che il Signore lo aiutava e trasse un sospiro di sollievo; liberato dai dolori, domandava alla visione che gli era apparsa: «Dov’eri? Perché non sei apparso fin dall’inizio per porre fine alle mie sofferenze? ». E gli giunse una voce: « Antonio, ero là! Ma aspettavo per vederti combattere; poiché hai resistito e non ti sei lasciato vincere, sarò sempre il tuo aiuto e farò sì che il tuo nome venga ricordato ovunque ». All’udire queste parole si alzò e si mise a pregare e fu così confortato che sentiva nel suo corpo molta più forza di prima. A quel tempo aveva circa trentacinque anni”.

 

2. San Padre Pio: “Questi demoni non smettono di colpirmi”

 

San Padre Pio nacque alla fine del XIX secolo, e quando morì, nel 1968, era già noto e venerato in tutto il mondo. Sacerdote santo, autore di miracoli e stigmatizzato, anche San Padre Pio è stato attaccato regolarmente dai demoni.

Secondo padre Gabriele Amorth, esorcista di spicco del Vaticano, i veri nemici di Padre Pio erano i demoni che lo assediavano.

La grande e costante lotta di Padre Pio durante la sua vita è stata contro questi nemici di Dio e delle anime umane, i demoni che cercavano di catturare la sua anima. Fin dalla giovinezza, San Padre Pio aveva incredibili visioni celesti, ma soffriva anche di attacchi demoniaci.

Spiega padre Amorth che il diavolo gli appariva come un gatto nero e brutto, o sotto forma di un animale davvero ripugnante, con l’ovvia intenzione di terrorizzarlo. Altre volte i demoni apparivano come giovani donne, nude e provocanti, che realizzavano balli osceni, per mettere alla prova la castità del giovane sacerdote. Padre Pio, però, sentì il pericolo più grande quando il diavolo tentò di ingannarlo assumendo le sembianze di uno dei suoi superiori (il suo superiore provinciale o il suo direttore spirituale) o di una forma sacra (il Signore, la Madonna o San Francesco).

Quest’ultima tattica del diavolo, nella quale appare come qualcuno di buono e santo, era un problema particolare. Come faceva Padre Pio per discernere una visione?

In primo luogo si rendeva conto di una certa timidezza quando la Madonna o il Signore gli apparivano, seguita da una sensazione di pace quando la visione terminava. Dall’altro lato, quando si trattava di un demonio che assumeva una forma sacra provocava in lui un’immediata sensazione di allegria e attrazione, sostituita poi dal rimorso e dalla tristezza.

A volte Satana attaccava San Padre Pio anche fisicamente. Egli stesso lo descrive in una lettera che scrisse al suo confessore, dicendo che i demoni non si fermavano, lo colpivano e lo facevano cadere dal letto, strappandogli anche la camicia, ma ora non lo spaventavano più, perché sapeva che Gesù lo amava e spesso lo rialzava e lo rimetteva a letto.

Se siamo vicino al Signore, non dobbiamo avere alcuna paura dei demoni.

 

3. Santa Gemma Galgani: “Le sue grinfie brutali”

 

Santa Gemma Galgani è stata una mistica italiana del XIX secolo che aveva incredibili esperienze spirituali. In una lettera a un sacerdote scrisse: “Negli ultimi due giorni, Gesù mi ha detto dopo la Santa Comunione: ‘Figlia mia, molto presto il diavolo scatenerà una guerra contro di te’. Queste parole si sentono continuamente nel mio cuore. Per favore, preghi per me”.

Si rese conto rapidamente che la preghiera era la miglior difesa. In risposta, Satana le diede violenti mal di testa per ostacolarne il sonno. La fatica le rese più difficile pregare, ma lei perseverò.

“Quanti sforzi non fa quel birbone per rendermi impossibile la preghiera! Ieri sera voleva uccidermi, e l’avrebbe fatto, se non accorreva presto Gesù.
Ero sgomentata; mi trovavo con l’immagine di Gesù nella mente ma non potevo proferire il nome con la bocca”.

A volte, mentre stava scrivendo una lettera, il diavolo le strappava di mano la penna, le lacerava il foglio e la tirava fuori dallo scrittoio afferrandola per i capelli con tanta forza che qualche ciocca gliene restava qualche volta nelle mani brutali.

In uno dei suoi scritti descrive un altro attacco:

“Il demonio mi venne davanti come un uomo grosso e lungo lungo, e mi picchiò tutta la notte e mi diceva: Per te non ci è più speranza che tu ti possa salvare: sei nelle mani mie. Risposi io che Dio è misericordioso, e perciò non temevo nulla. Allora lui arrabbiato disse, dandomi un colpo forte sul capo: Maledetta te! e disparve.

Andai in camera per riposare un poco, e ce lo trova e mi cominciò di nuovo a picchiare con una fune tutta nodi: mi picchiava perché voleva dessi (sic) retta a lui, che mi insegnava a far il male. Io dicevo di no e lui bussava più forte, e mi faceva battere la testa tanto forte per terra. Ad un certo punto è venuto in mente di invocare il Santo Papà di Gesù (così questa cara bambina soleva chiamare l’eterno Divin Padre); ho gridato: Eterno Padre, per il sangue preziosissimo di Gesù, liberatemi.

Non so quello che è accaduto; quel cosaccio di diavolo mi diè una spinta si forte, mi tirò giù dal letto, mi fece battere il capo con tanto impeto in terra, che ho sentito gran dolore, ho perduti i sensi e sono rimasta per terra, fin ché non mi sono riavuta: il che avvenne dopo assai tempo. Sia ringraziato Gesù!”

Gemma mantenne la sua fede in Gesù, e utilizzava anche l’umorismo contro il diavolo. Scrisse a un sacerdote:

“Se lo avesse visto, quando è fuggito facendo delle facce brutte, si sarebbe messo a ridere, è così brutto! Ma Gesù mi ha detto di non aver paura di lui”.

 

4. San Giovanni Maria Vianney: “È perché posso convertire anime al buon Dio”

 

San Giovanni Maria Vianney visse in Francia nel XIX secolo. È rispettato per la sua santa opera come sacerdote, ed è il santo patrono dei sacerdoti. In varie occasioni ha combattuto contro il maligno.

Una volta sua sorella trascorse la notte nella sua casa annessa alla chiesa parrocchiale. La donna si svegliò perché sentiva dei suoni strani, come piccoli colpi alla parete e sul tavolo, e andò dal santo, che stava ascoltando le confessioni fino a notte fonda e che le spiegò:

“Oh, figlia mia, non avresti dovuto aver paura. È il ‘Gancio’ (il suo soprannome per Satana). Non ti può fare del male. Quanto a me, mi tormenta in vari modi. A volte mi afferra per i piedi e mi trascina per la stanza. È perché posso convertire anime al buon Dio.

In un’altra occasione, il santo stava ascoltando le confessioni nella chiesa parrocchiale quando qualcuno lo informò del fatto che la sua camera da letto era in fiamme. La sua risposta?

“Il ‘Gancio’ è molto infastidito. Non ha potuto intrappolare l’uccello, per cui ha dato fuoco alla gabbia, è un buon segno. Avremo molti peccatori in questo giorno”.

 

5. Santa Teresa d’Avila: “Le sue corna erano intorno al collo del sacerdote mentre celebrava la Messa”

 

Santa Teresa d’Avila è stata una mistica spagnola del XVI secolo ed è oggi onorata come Dottore della Chiesa per la sua incredibile visione della vita spirituale. Nelle sue preghiere e meditazioni, ha avuto regolarmente contatti con il diavolo.

Descriveva: “Ha una forma abominevole, la sua bocca era orribile. Il suo corpo sembrava provenire da una grande fiamma”. In un’occasione vide “con gli occhi dell’anima due demoni dall’aspetto orribile che sembravano avere le corna intorno al collo di un sacerdote mentre celebrava la Messa”.

Anche per lei, ad ogni modo, queste manifestazioni visive erano rare. Scrisse: “Io non l’ho visto quasi mai in forma corporea. Spesso l’ho visto senza alcuna forma, come nel tipo di visione che ho descritto, in cui non si osserva la forma, ma so che è lì”.

Le sue armi contro queste forze del male? La preghiera, l’umiltà e curiosamente l’acqua benedetta, che lei riteneva per esperienza un’arma particolarmente efficace.

Il mondo spirituale è reale ed è in atto una battaglia  [Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti] Fonte: aleteia.org Articolo originale: pildorasdefe.net 

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2 agosto 2017 3 02 /08 /agosto /2017 23:34

san-fr.JPG

 

Da recitare per 9 giorni (si conclude alla vigilia della ricorrenza della Santa) :

 

Novena a Santa Francesca de Chantal

 

O gloriosa Santa Giovanna Francesca,

con la preghiera fervente,

con l'attenzione alla Divina Presenza,

e con la purezza di intenzione,

hai raggiunto sulla terra un'intima unione con Dio.

Sii tu ora la nostra avvocata, la nostra madre,

e la nostra guida nel cammino della virtù e della perfezione.

Perora la nostra causa presso Gesù, Maria e Giuseppe,

a cui tu sei stata così teneramente devota,

e le cui sante virtù hai così da vicino imitato.

Ottienici, o Santa amabile e compassionevole,

le virtù che ritieni siano più necessario per noi:

un amore ardente a Gesù nel santissimo Sacramento,

una tenera e filiale fiducia nella Sua Santissima Madre,

e, come te, un costante ricordo della sua sacra Passione e morte.

Ottienici anche, ti preghiamo,

che la nostra intenzione particolare di questa novena

possa esserci concessa.

 

V. Prega per noi, o santa Giovanna Francesca,
R. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

 

Preghiamo :

 
O Dio onnipotente e misericordioso,

che avete concesso a Santa Giovanna Francesca,

così infiammata d'amore per voi,

un grado splendido di virtù e fortezza in tutti i sentieri della vita, 

e attraverso di lei,

la vostra chiesa con un nuovo Ordine religioso,

concedete, per i suoi meriti e le sue preghiere,

che noi, tanto soggetti alla nostra debolezza

ma confidenti nella vostra forza,

possiamo superare tutte le avversità

con l'aiuto della vostra grazia celeste.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

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