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23 luglio 2017 7 23 /07 /luglio /2017 10:55

santa-brigida.jpg

 

Il 20 luglio ho visitato la chiesa di Santa Brigida a Napoli ed ho recitato al suo interno le sue orazioni ( Le orazioni di Santa Brigida per 1 anno e le promesse per chi le reciterà ) ed è stata un'esperienza davvero bellissima che mi ha trasmesso tanto coraggio, speranza e serenità. Ecco altre preghiere alla Santa:

 

PREGHIERA A SANTA BRIGIDA

 

Con cuori confidenti a te ci rivolgiamo, Beata Brigida, 
per domandare in questi tempi di oscurità 
e di miscredenza la tua intercessione in favore 
di quelli che sono separati dalla Chiesa di Gesù Cristo. 
Per la chiara cognizione che tu avesti dei 
crudeli patimenti del nostro Crocifisso Salvatore, 
prezzo della nostra redenzione, ti supplichiamo di ottenere 
la grazia della fede a coloro che sono fuori dell'unico ovile, 
cosi che le disperse pecorelle possano ritornare all'unico 
vero Pastore. Per Cristo nostro Signore.
 

Amen.

 

S. Brigida, intrepida nel servizio di Dio, prega per noi.
S. Brigida, paziente nelle sofferenze e nelle umiliazioni, prega per noi.
S. Brigida, mirabile nell'amore verso Gesù e Maria, prega per noi.

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

PREGHIERA A SANTA BRIGIDA DI SVEZIA DELLE MAMME CRISTIANE 
 di P. Cristoforo M. Bove, OFM Conv.

 

O Gloriosa Santa, che nella vostra fanciullezza
fosti accolta ed educata dai genitori
come dono e sorriso di Dio nella famiglia
aiutateci ad accogliere serenamente la vita
con la quale il Signore allieta la nostra famiglia.

 

Giovane Santa Brigida, che nella prima giovinezza
coltivaste la Parola del Signore
con la lettura e l'ascolto fedele
concedeteci di poter diventare per i nostri figli
i primi Maestri e Testimoni della Parola.

 

Casta Santa Brigida, che andaste incontro al matrimonio
con la purezza e il dono del corpo
aiutate i nostri giovani ad apprezzare
il dono del sacramento nuziale
come luogo di grazia e di pacificazione.

 

Santa Brigida, Madre feconda di otto figli
voi che accettaste il dono della maternità
confortate il nostro corpo nella sofferenza,
perché diventi segno di grazia e risurrezione
quando il Signore lo chiama a generare la vita.

 

Santa Brigida, esempio di fermezza cristiana,
fateci imitatrici delle vostre virtù cristiane
nella educazione dei nostri figli
e aiutate a donare loro la tenerezza umana
e il respiro del Signore.

 

Santa Brigida, che avete conosciuto
i fasti della corte reale e i richiami del mondo
dai quali vi ritiraste per attendere alla preghiera
guidateci ad una vita sobria ed essenziale
premurosa di aprirsi al santo Volto di Dio.

 

Dolcissima Santa Brigida,
che avete conosciuto la solitudine della vedovanza
continuando a vegliare sui vostri cari figli,
sosteneteci nelle prove dolorose,
quando la tristezza e la paura ci rendono più fragili.

 

Fedele Santa Brigida, che umile pellegrina
percorreste i sentieri dell'Europa lacerata dalle guerre,
seminando la pace e la riconciliazione dei cuori
aiutate anche noi a leggere oggi
i segni della speranza e il grido di dolore.

 

Amatissima Santa della Madre Chiesa
per la cui unità e pacificazione
offriste la vita il tempo e l'umiltà del silenzio
aiutateci a coltivare sincero amore per i sacerdoti
anche quando sono immersi nelle loro miserie.

 

Tenerissima Santa Brigida,
che desideraste ardentemente andare, pellegrina,
nella Terra di Gesù,
accompagnate i nostri stanchi passi
verso le case dei poveri e le strade degli ultimi.

 

Mistica donna, Santa Brigida di Svezia,
che con la professione dei voti religiosi
contraeste le "nuove nozze" con il Divino Sposo,
conservateci nella fedeltà matrimoniale
segno di speranza e risurrezione per molti.

 

Santa Brigida di Svezia,
voi che, morente, riceveste l'ultima visita
del Divino Sposo, venuto per incoronarvi,
intercedete per noi il dono altissimo
di una santa morte tra le braccia di chi amiamo.

 

Amorosa Madre, Santa Brigida di Svezia,
le vostre spoglie, raccolte dalla pietà
della vostra santa figlia Caterina,
furono portate da Roma alla nativa Svezia:
concedete che i nostri figli veglino il nostro riposo.

 

Estatica veggente, Santa Brigida di Svezia,
che il dono delle "Rivelazioni"
poteste entrare nell'intimità del Mistero di Dio,
non dimenticate di accendere qualche lampada
che ci orienti nei sentieri tenebrosi.

 

Infine, Gloriosa Santa Brigida,
dono di vita, casta fanciulla, vivace giovane,
sposa fedele e madre feconda
vedova forte, pellegrina di speranza,
estatica veggente, Sposa di Cristo
 
          Pregate per noi

 

   

 

 

 

Preghiera di Santa Brigida

 

O Signore, vieni presto ed illumina la notte!
A te anelo come i moribondi anelano a te.
Dì all'anima mia, che niente succeda
senza che tu lo permetta,
e che nulla di quello che tu permetti
sia senza conforto.

O Gesù, Figlio di Dio,
tu che tacevi in presenza dei tuoi accusatori,
frena la mia lingua
finché avrò trovato quello che dovrò dire e come dirlo.

Mostrami la via e disponimi a seguirla.
Pericoloso è indugiare e rischioso proseguire.
Rispondi alla mia supplica e mostrami la via.
Vengo a te come il ferito va dal medico in cerca di aiuto.
Dona, o Signore, pace al mio cuore!

Amen.

 

 

 

Nelle Rivelazioni di S. Brigida si legge che la Santa ebbe in dono dall'Abate di S. Paolo fuori mura di Roma una reliquia del Braccio di S. Anna che conservasi colà nella ricca cappella delle Reliquie. Ora mentre essa pensava al modo di collocare tali Reliquie della Santa Avola di Gesù per custodirle ed onorarle nel modo più degno, le apparve S. Anna stessa che le disse: « Io sono Anna, la Patrona di tutti i coniugati che furono prima delle legge di grazia; e sono la Madre di tutti i coniugati cristiani, perchè Dio volle prendere carne dalla mia discendenza, e perciò tu, figlia mia, invocherai il Signore con questa preghiera:

 

Sii benedetto, o Gesù, Figlio di Dio e della Vergine,

che ti degna­sti eleggerti per Madre

Colei che fu il frutto del sacro coniugio di Anna e Gioacchino;

per le preghiere di entrambi

abbi pietà di tutti coloro che vivono nello stato coniugale,

affinchè si accre­sca il numero dei glorificatori di Dio.

Così sia.      

 

 

 

 

VITA DELA SANTA

Fondatrice dell' Ordine Brigidino di San Salvatore. Nata, pare, nell'anno 1303 nel castello di Finsta in Uplandia (Svezia) e morta a Roma il 23 luglio 1373. Brigida vantava un'ascendenza aristocratica essendo figlia di una delle più eminenti personalità del suo tempo: il potente governatore di Uplandia Birger Persson e di lngeborg Bengtsdotter, della vecchia stirpe reale dei Folkunghi. La famiglia della madre era molto conosciuta per la profonda religiosità ed il castello di Finsta, dove Brigida visse con i genitori fino all'età di 12 anni, quando le morì la madre, era un centro di alta cultura pia e religiosa, con forti tendenze in misticismi, che non mancò di esercitare sulla formazione del suo carattere, una decisiva influenza. A soli 10 anni Brigida ebbe la sua prima conversazione con Cristo e già da giovane mostrava un vibrante entusiasmo per l'ascetismo. Nel 1378 sposò per ragioni politiche il diciottenne Ulf Gudmarsson divenuto in seguito governatore di Ostrogotia e la giovane coppia prese dimora al castello di Ulvasà. Il marito, anch'egli di parentela reale aveva un carattere mite piuttosto debole. Dal matrimonio , nacquero quattro figli e quattro figlie;mentre il carattere di S.Brigida ebbe modo di svilupparsi e risaltò la sua ferrea volontà, la sua pratica energia , la sua indomabile tenacia. La sua vita fu divisa tra l'amministrazione dei suoi considerevolissimi beni, un' alta carica di corte (nel 1335 venne chiamata quale prima dama di corte dalla regina Bianca di Namur, sposa del re Magnus) e i suoi doveri di sposa e di madre. La vita di corte la mise in diretto contatto con la travagliata vita politica del tempo ed generò in lei un vivo interesse per la politica europea, interesse che mantenne per sempre. Al centro della sua vita, però, rimase indiscutibilmente la religione. Chiamò a Ulvasa il primo teologo svedese del suo tempo, il canonico di Linkoping , Magister Matthias, quale confessore e consigliere personale in materia di religione. Attraverso il suo insegnamento prese conoscenza della letteratura religiosa mistica ed apocalittica contemporanea che ebbe gran parte nella sua formazione spirituale. Accanto a tale studio, la lettura della S. Scrittura e delle opere di S. Bernardo di Chiaravale, contribuì a perfezionare la sua educazione religiosa. Intorno all'anno 1340 Brigida lasciò il suo ufficio di corte per ragioni politiche. Al ritorno in Svezia, il marito si ammalò gravemente e morì poco dopo il rimpatrio, nel 1344. Quest'anno rappresenta nella vita di Santa Brigida una data assai significativa.
Lasciò Ulvasa e prese dimora vicino al monastero cistercense di Alvastra dove ricevette la prima di una lunga serie di rivelazioni religiose. Tali rivelazioni le giungevano generalmente in uno stato di estasi e dopo il suo risveglio le scriveva ella stessa o le dettava in svedese al suo confessore, il quale ne curava la traduzione in latino. Secondo il contenuto della prima rivelazione, Cristo l'aveva chiamata sua sposa e l'aveva scelta quale strumento per avviare gli uomini sulla strada di una cristiana rettitudine. Nelle rivelazioni successive si indirizzava violentemente contro il malcostume del tempo e specialmente contro la vita di corte di Magnus, cercava anche di ristabilire la pace tra Francia ed Inghilterra mediante messaggi divini e di indurre il Papa a far ritorno a Roma. Fu in questi anni che S. Brigida concepì l'idea di fondare un nuovo Ordine religioso chiamato di S. Salvatore, la regola del quale le fu dettata in una delle rivelazioni. Per ricevere la sanzione del Papa alla sua regola, si recò a Roma nel 1349 ove giunse con grande seguito nell'anno santo 1350. Prese probabilmente dimora nella casa di Francesca Papazura al Campo Marzio, in seguito lasciata al convento di Vadstena quale "Hospitale S.Brigittae de Regno Sueciae" per pellegrini svedesi, ed ultimamente passata in possesso delle nuove suore di S. Brigida, una rifondazione modificata dell 'Ordine originale (1911). La casa con relativa Chiesa e Cappella si trova in Piazza Farnese 96, dove le celle di S. Brigida e di sua figlia Caterina si possono ancora visitare. Nel 1370 ricevette da Papa Urbano V la sanzione della sua regola con qualche riserva. La regola fu confermata da Urbano VI nel 1378, e l'ordine, durante il suo più fecondo e rigoglioso periodo sembra aver avuto una settantina di monasteri sparsi in tutta Europa. Raggiunta la meta tanto agognata, S. Brigida si recò in pellegrinaggio in Terra Santa all'inizio del 1372. Tornata a Roma l'anno successivo, rovinata nella salute, vi morì il 23 luglio 1373. Le sue spoglie mortali furono trasportate alla sua Vadstena. Già nel 1379 incominciava, con il favore di Gregorio XI e. Urbano VI, il processo per la sua canonizzazione, finito positivamente il 7 ottobre 1391.A Santa Brigida desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che N.S. Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesù che le disse :"Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno l5pater Ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie Piaghe".Santa Brigida scrisse: "Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita. Il dolore la malattia, la povertà, l' abbandono, mi affliggevano. Con amore, ogni sera ha letto queste Orazioni, e la mia vita si è miracolosamente trasformata, e il Signore fedele alle sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza e di consolazioni. Quello che Gesù ha fatto per me, miserabile peccatrice, lo farà per te, mio amato fratello. Leggi ogni giorno queste orazioni"   La Chiesa la ricorda il 23 Luglio.

         

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23 luglio 2017 7 23 /07 /luglio /2017 10:54

Oggi in onore della Santa pubblico una rarissima versione tramandata oralmente delle orazioni di Santa Brigida in dialetto siciliano. Sono davvero antichissime e si recitano per 3 anni per ottenere certe promesse indicate nelle versioni più note, ossia quelle tradizionali (1 anno e 12 anni) riportate già nel nostro blog :


Le orazioni di Santa Brigida per 1 anno e le promesse per chi le reciterà

Le orazioni di Santa Brigida per 12 anni e le promesse per chi le reciterà

 

La preghiera recitata per 40 giorni consecutivi come indica l'orazione stessa fornisce comunque dei benefici immensi.


Queste si recitano per 3 anni e sono seguite da 7 Padre Nostro e 7 Ave Maria :

 

Parti di Santa Briccita


Briccita santa 'nginucchiunu stava
davanti a un Crucifissu ca chiangiva,
la Santa Passioni cunsidrava,
la cruna di li spini si mintiva,
e cu na manu na torcia addumava,
cu l'antra manu un libbru ca liggiva:
Gesù ti pregu di la me 'ntinzioni:
rivelami la Santa Passioni.
Lu Crucifissu ca c'arrispunniu,
t'annu ca santa Briccita parlau,
ci cuntà li flagelli ca patìu
e la Passioni ci la rivilau.
Briccita cadì 'nterra e scanuscìu,
tuttu lu pettu 'i larmi si lavau.
Briccita do stillariu 'nnammurata
ti vogliu dari socchi ti prumisi,
a cu si penti di li so' piccata
l'abbrazzu e mi lu portu 'mparadisi.
Quannu ddu Giuda maccu mi tradìu 
t’annu du muffuluna mi jittàu, 
chisti sunu li peni ch’haju patutu: 
setti surdati attaccavanu a mia 
Deci pugna a li labbra m'hanu datu 
setti voti cadivu pi la via.
'Nta setti mazzi di spini mi 'nfasciàru 
unu chi mi battìa cu la catina 
non putìa stari susutu a la matina 
ca era niru chiù di lu cravuni. 
'Nta 'dda notti ca mi fracillaru 
tri ossa di la spadda mi niscèru. 
T’annu spuntò la stidda matutina. 
pi 'na parola 'i me' matri mischina 
appi seicentuvinti muffuluni. 
Pilatu s’affaccia’ di lu barcuni 
e contra di li Judei si misi a diri: 
Ch'ancora vi ni vuliti saziàri? 
Chi omu è chissu e lassatulu jiri 
È fracillatu e non po' chiù campari! 
Rispunnìu la turba ‘ncoscienti: 
lu vulèmu nui crucificari 
Comu di novu m'appiru a 'n putìri 
di novu si mittèru a fracillari. 
Quannu a monti Carvaniu mi 'nchianàru 
'na corda a lu coddu m’attaccàru 
e tutti li capiddi mi scipparu 
na cruci nda li spaddi mi minteru 
pi tutta la città mi cunnucèru 
ddà m'hannu datu na spinta mortali 
m'hannu siccatu li nerbi e li vini 
cadìu ddà'nterra cu tutta la cruci 
era tanta pisanti la me' cruci 
la facci e li jinocchia mi scurciài, 
di nudda cosa a mia mi ni dispiaci 
quantu ch’appressu a mia me' matri duci 
acchianava e chiangìa senza cunsolu, 
dicennu : figghiu miu moru moru-. 
Cu pi quaranta jorna si la dici 
la Vergini Maria lu binidici, 
cu pi quaranta jorna la dirà 
peni d'infernu non ni passirà, 
cu pi quaranta jorna la fa diri 
peni d'infennu non ni po' patìri, 
e tri jorna prima di lu so muriri 
Santa Briccita ci lu sapi a diri. 
Chista è a prijera do Signuri nostru, 
dicemmu n’Avirmaria e Paternostru. 

 


Traduzione: 




Santa Brigida stava in ginocchio 
piangendo ad un Crocifisso,
meditava la Santa Passione,
si poneva sul capo la corona di spine,
e con una mano accendeva una torcia, 
con l’altra mano leggeva un libro: 
-Gesù ti prego accogli la mia preghiera, 
rivelami la Santa Passione-. 
Il Crocifisso rispondendo 
alla richiesta di Santa Brigida, 
le raccontò i flagelli che patì 
e le rivelò la Passione. 
Brigida cadde a terra e svenne, 
e riempì il suo petto di lacrime. 
-Brigida, innamorata dello stellario (di Maria), 
ti voglio concedere ciò che ti ho promesso, 
chi si pente dei propri peccati 
io lo abbraccerò e lo porterò in Paradiso. 
Quando Giuda folle mi tradì, 
allora mi diedero due schiaffi, 
queste sono le pene che ho patito: 
sette soldati mi legarono, 
dieci pugni al labbro mi hanno dato, 
sette volte caddì per la via. 
Con sette mazzi di spine mi fasciarono (la testa), 
uno mi batteva con la catena, 
tanto che al mattino non potevo stare in piedi, 
perché ero nero come il carbone (per le tumefazioni). 
In quella notte che mi flagellarono 
mi uscirono tre ossa della spalla. 
Allora sorse la Stella del Mattino.
Per una parola della mia povera Madre 
ebbe (o ebbi) seicentoventi schiaffi. 
Pilato si affacciò al balcone 
e disse ai Giudei: 
“Volete ancora saziarvi? 
È stato flagellato è mezzo morto!” 
Rispose la folla incosciente: 
“Lo vogliamo crocifiggere”. 
Appena mi presero di nuovo 
mi flagellarono ancora. 
Quando al Monte Calvario mi condussero 
mi legarono una corda al collo 
e mi strapparono tutti i capelli, 
mi misero una croce sulle spalle 
e mi condussero per tutta la città, 
là mi diedero una forte spinta 
mi si asciugarono i nervi e le vene (mi dissanguavo), 
caddi a terra con la croce, 
era molto pesante la mia croce, 
la faccia e le ginocchia mi scorticai 
ma l’unica cosa di cui mi dispiaccio 
è l’aver visto la mia dolce Madre dietro me 
che saliva e piangeva sconsolata 
dicendo: “Figlio mio, muoio, muoio”-. 
Chi recita per quaranta giorni questa preghiera 
sarà benedetto dalla Vergine Maria, 
chi la dirà per quaranta giorni 
non passerà le pene dell’inferno, 
chi la farà dire per quaranta giorni 
non potrà patire le pene dell’inferno, 
e tre giorni prima della sua morte 
Santa Brigida lo verrà ad avvisare. 
Questa è la preghiera di Nostro Signore: 
diciamo un Ave Maria e un Padre Nostro.

 

 

 

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22 luglio 2017 6 22 /07 /luglio /2017 18:54

santa_maria_maddalena.jpg

 

Triduo a Santa Maria Maddalena

(da recitare per 3 giorni)

 

I. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, tocca appena della grazia, rinunciaste subitamente a tutti i piaceri del mondo per consacrarvi all'amore di Gesù Cristo, otteneteci, vi preghiamo,la grazia di corrispondere anche noi fedelmente a tutte le divine ispirazioni. 

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

II. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, calpestando generosamente tutti i riguardi del mondo, compariste nell'abito il più dimesso in quelle stesse contrade nelle quali avevate condotto in trionfo il vostro lusso, la vostra vanità,otteneteci, vi preghiamo, la grazia di superare tutti gli ostacoli che si incontrano nella via della salute, e specialmente gli umani rispetti, con cui tante volte abbiamo tradito i nostri più sacri doveri e i nostri più sacri interessi.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

III. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, piangendo con lacrime le più amare, con la contrizione più viva dei vostri errori, meritaste di essere da Gesù Cristo medesimo assicurata di un assoluto perdono, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di detestare e piangere incessantemente tutti i nostri falli, onde assicurarcene la remissione al tribunale di Dio. 

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Maria Maddalena

 

Ascolta, pia Maddalena 
speranza di salvezza, 
sorgente di vita, 
fiducia dei peccatori. 

Ascolta, 
dolce consigliera, 
data come esempio del pentimento, 
benigna verso i miseri. 

Ascolta, 
o beata, a Dio gradita: 
a Te con una grazia speciale, 
sono stati rimessi i peccati. 

Ascolta, 
tu che bagnasti i piedi di Cristo, 
dal quale ricevesti 
tanti segni di amore.

Ascolta, 
tu che per prima sei stata degna di godere, 
all'apparizione del tuo Redentore: 
tu ti innalzi nella gloria. 

Ascolta, 
tu che sei stata liberata 
per sette volte dal demonio: 
sei nell'alto dei cieli. 

Ascolta, 
tu che ora ti innalzi 
e partecipi alla gloria 
di Cristo nell'assemblea celeste. 

Fa che noi ci pentiamo 
e che dopo la morte, 
otteniamo le gioie della vera luce. 

A lei sono stati rimessi i molti peccati,
poiché ha molto amato. 

 

 

 

Preghiera a Santa Maria Maddalena

 

O Gloriosa Santa Maddalena, modello di penitente,

fammi ottenere la grazia della perseveranza

nel praticare l'autonegazione, conforme con i miei giuramenti;

prega Dio per me

che possa apparire davanti a Gesù nostro Signore e Maestro;

al momento della mia morte, con la lampada piena dell'olio 

della speranza e ardente della pura fiamma della carità,

cosicchè sia meritevole di essere ricevuto

nel Regno Eterno di Dio.

Amen.

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Maria Maddalena (di Màgdala : piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade) è conosciuta grazie a diversi passi dei Vangeli, fra i quali: «In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni » (Lc 8,1-2);
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala (Gv 19,25);
Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere (Mc 16, 9-11);
I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. Maria (di Màgdala) invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto (Gv 20, 11-18)

 

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20 luglio 2017 4 20 /07 /luglio /2017 22:02

La Novena per la festa del profeta Elia ha inizio l'11 luglio essendo la sua memoria liturgica il 20, ma la preghiera può essere fatta anche in ogni periodo dell'anno :  11 Luglio : inizio della Novena a Sant'Elia Profeta


Preghiera a San'Elia Profeta

di Don Antonio Garone

 

Caro Sant'Elia
che in tempi di errori e infedeltà
da Dio fosti mandato al popolo eletto,
per ricordare la verità e richiamare alla coerenza ,
guarda con benevolenza
questa comunità, che i padri a te affidarono
quale protettore provvido e potente.
Accompagnali nel cammino della vita,
rendila memore della sua identità cristiana,
ispirala ai valori della tradizione,
informa la vita dei sentimenti buoni,
e, nell'ascolto e nell'osservanza della Parola
fa che viva nella laboriosità,
nella prosperità e nella pace. Amen

 

 

Preghiera a San'Elia Profeta


l. O glorioso Sant’Elia, voi che dimorando in questa valle di lagrime, foste sempre
specchio di santità e di giustizia, otteneteci da Dio di essere vostri imitatori in terra, per essere un giorno fatti partecipi con voi della eterna gloria nel Cielo.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


2. O inclito patriarca dell’Ordine Carmelitano, Voi che foste Dottore del popolo di Dio e Difensore della Fede, rischiarate, ve ne preghiamo, le tenebre del nostro intelletto, offuscato dalle ree passioni.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

3. O Santo Profeta dell’Altissimo, che tratto in Cielo su carro di fuoco, sarete il precursore di Cristo, quando Egli in tutto lo sfoggio  della sua infinita Maestà  verrà a giudicare i vivi ed i morti conservate in noi quella Fede, che opera per mezzo della carità.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


sant-elia.jpg

Vi fu un uomo mandato da Dio. Da Dio dunque proveniva; per bocca Sua parlava, e agiva stando alla Sua presenza. Questo uomo è il profeta Elia.

Mentre l'Ecclesiaste (48,1-11) ne intesse la lode, la sua vita è contenuta e descritta nei libri dei Re, nel cui racconto si distingue un "ciclo di Elia" (1 Re 17; Il Re 1,18) e un "ciclo di Eliseo" (11 Re 2-23): mentre al primo ciclo appartiene il racconto dell'attività del profeta, la descrizione della sua "assunzione" viene attribuita al ciclo di Eliseo, il quale gli succede precisamente in tale momento.
Originario dell'oltre - Giordano (Tisbe el-Istib, vicino al Aglun) (1 Re 17-l) terra marginale, di grandi foreste, di gente nomade e libera, Elia esercitò il suo ministero nel Regno del Nord, nel secolo IX A.C., al tempo del re Achab e di Ochozia.
Il re Achab era il primo discendente della famiglia degli Omriti (Achab, figlio di Omiì). Divenuto re nell'anno 874 A.C., aveva sposato lezabel (Gezabel) figlia del re Et-Bàal, re di Tiro e Sidone e gran sacerdote di Astarte (1 Re, 16-31) (divinità cananea; il suo nome talvolta è sostituito da quello di Ashera (Gdc. 3,7; Il Re 23,4) e corrispondente all'Ishtar assira: è la dea pagana dell'amore e della fecondità).
I vantaggi politici di tale unione furono pagati con la "sottomissione" della volontà del re Achab, alla religione crudele della moglie, la quale dimostrò subito il suo ascendente sul marito con l'imposizione violenta del culto di Baal (insieme ad "Astarte", il "Baal" è il "signore", il principio divino maschile, spesso considerato come il possessore del sole) e col fare giustiziare Nàbòt e la sua famiglia, i quali le impedivano di ingrandirsi nella zona di lzreel (1 Re 21,1-16).
Elia viene inviato dal Signore per annunciare ad Achab il castigo imminente (1 Re 21,21-24), "dilazionato" in seguito al suo pentimento, ma esteso alla moglie e ai figli (1 re 21,29; Il Re 9,710; 26; 36), Gezabele si vendica massacrando i profeti di Jahweh (1 Re 18, 4, 13; 19, 10).


Il profeta Elia allora, preannuncia prima una siccità di tre anni, durante la quale egli si rifugia presso il "torrente Kerìt" in Transgiordania, dove viene nutrito dai Corvi, e poi per ordine del Signore giunge a Sarefat (Sarafand o Zarepta a 15 Km a sud di Sidone) dove viene mantenuto da una vedova alla quale egli moltiplica miracolosamente olio e farina, risuscita il figlio (1 Re, 17, 7-24).
Ma la prova più significativa che testimonia che il "Signore è il vero Dio" si ha nel confronto tra Elia, come inviato dell'unico Dio e i 450 profeti di Baal sul Monte Carmelo.
In un luogo di El - Muhraqah, a sud-est del monte palestinese, il profeta Elia offre il suo sacrificio al suo Dio; Jahve "risponde" dal cielo bruciando l'olocausto. mentre le grida, le danze e le mutilazioni dei 450 falsi profeti non ottengono alcun risultato: essi saranno trucidati presso il torrente Kison (o Cison) (1 Re, 18, 40).
Per evitare la vendetta di Gezabele, Elia dovrà ancora fuggire e nel cammino intrapreso in direzione sud, miracolosamente ristorato, raggiunge l'Horeb. Qui, alla sommità del Gebel -Mùsà, in una teofania, riceve una triplice missione: dovrà "investire" Hazael come re di Damasco, lehu come re di Israele e Eliseo come profeta al suo posto.
Intanto il re Achab muore (852 A.C.) in una battaglia a RamotGhilead (1 Re 22, 1-40) e al suo posto sale al trono il figlio Ochozia (Acazia), il quale, per una grave infermità (cade dalla finestra del piano superiore del suo palazzo in Samaria) (11 Re 1,2), manda a consultare Baal-zebub, "dio" di Eqròn (Ekron).
Aquesto punto interviene di nuovo il profeta Elia che gli predice la sua fine: poiché il re si rivolto a un Dio pagano per sapere il suo destino, "morirà"! (11 Re 1, 6-7).
Giunto infine al termine della sua missione di profeta, Elia seguito da Eliseo e da un gruppo di profeti, lascia Ghilgal e si reca al Giordano con tappa a Betel e a Gerico.
Attraversa il fiume facendosi strada fra le acque con il mantello e solo Eliseo, destinato a succedergli, lo accompagna.
"Elia, poiché aveva dimostrato zelo ardente per la legge, fu assunto in cielo" (1 Mac. 2,58), "rapito su un carro di fuoco" (11 Re 2, 2-13) e disparve un mezzo ad un turbine.
"Allora sorse Elia profeta simile al fuoco. la sua parola bruciava come riaccola". (Sir. 48,1-2).
Il profeta Elia e chiamato "Nostro Padre", in quanto nostro" precursore nella Fede", e "uomo della contemplazione, per eccellenza: di conseguenza, noi non dobbiamo analizzare le sue parole che sono pochissime, bensì dobbiamo contemplarlo" (card. Martini).
Econtemplare l'uomo-profeta Elia significa contemplare Dio svelatamente, perché in Elia, più che in ogni altro uomo, Dio si è rivelato: "E chi può vantarsi di esserti uguale?" (Sir. 48, 4).
Non abbiamo una descrizione ben precisa di questo profeta. Sappiamo che era "uno degli abitanti di Tisbe (1 Re 17, I); era un profeta di Jahvè (1 Re 17, 1), e conduceva vita solitaria, cibandosi di quel che trovava e vestendosi di pelli.
Il profeta Elia portava, con molta probabilità un perizoma e una pelliccia "svolazzante" (1 Re 18, 46); Il Re 2, 8-13). Questo costume sarà quello degli altri profeti (Zc. 13, 4) e del precursore di Cristo: il Battista (Mt. 3, 4).
Come precursore dei "Padri del deserto", il profeta Elia si cinse volontariamente i fianchi "col cingolo della castità", come ci tramandano i suoi successori: "i Tabennesioti si vestiranno di pelli sull'esempio di Elia il Tesbite", allo scopo di ricordarsi alla vista di questo vestito di pelli la virtù del profeta, e così resistere coraggiosamente ai desideri vergognosi ed accrescere la speranza di simili ricompense" (Sozomeno "Storia Ecclesiastica").
In una particolare situazione di forzata e violenta "adulterazione religiosa", dunque, appare improvvisamente il profeta Elia: un uomo vestito in maniera rude, di carattere irruento (1 Re 18, 17), amante della vita nomade e delle solitudini (1 Re, 17, 2-6; 12).
Si presenta subito come accusatore della strumentalizzazione religiosa (1 Re 17, 18; H Re 1, 16) e del potere (1 Re 21, 2-24) e si impegna a reintrodurre i veri valori religiosi della tradizione, particolarmente Jahvè come unico Dio per Israele (1 re 18, 21-24; 36-39).
Proveniente da un popolo nomade e libero "conserverà per tutta la sua vita questo carattere dell'improvvisazione spontanea, dei colpi fulminei, della totalità senza limiti nell'entusiasmo e nell'abbattimento. Per questo rappresenta la fisionomia tipica del profeta, cioè dell'uomo dominato dallo Spirito che irrompe nella vita degli altri uomini senza preavviso e scompare misteriosamente quando Dio lo prende con sé (Bruno Secondin, 0. Carm.).
Il suo nome, "Eli-yahu", significa "Dio mio è Jahvè"; e realmente il profeta Elia è "completamente assorbito e trasformato dal pensiero che Dio è Dio e niente può reggere il paragone, niente può resistere a Dio" (card. Martini).
Il profeta Elia è "un uomo della nostra stessa natura, che crede nella forza della preghiera (Gc. 5,17-19).
Nonostante la sacra Scrittura non ci offre una descrizione dettagliata di quest'uomo, tuttavia si riesce a cogliere lo "spirito" di Elia, il suo carisma, la sua missione.
Di lui infatti, si conosce solo il nome e la provenienza, ma se ne intuisce la sua missione profetica.
Elia è certamente un uomo come tutti, investito però da un carisma divino: è profeta. E che sia "un uomo del Signore" ce lo dimostra il fatto che nonostante fosse "uno" dei tanti abitanti di Gàlaad", è il solo che è stato inviato a parlare. E scegliendo di "stare alla presenza del Signore" la sua parola "brucia come fiaccola": queste le "caratteristiche" del "servo di Jahvè", del suo consacrato.
Elia appare come primo esempio nell'A.T. di verginità volutamente, liberamente e consapevolmente consacrata al Signore: si ripropone di servire unicamente il Suo Dio.
"Stare al cospetto di Dio" assume infatti il senso di "farsi servo del Signore" e stare alla presenza del Signore" significa essere inabitati dal Suo stesso Spirito, come Egli stesso rivela al Suo consacrato: "Se tu starai alla mia presenza, se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca" (Ger. 15, 19).
Il profeta Elia, diviene così realmente la "bocca dei Signore"; stando "alla sua presenza" si predispone ad essere un mezzo di salvezza nelle mani del Signore; pennette a Dio di usare liberamente la sua vita per salvare la "vita di Fede" dei suoi simili.
Non è dunque propriamente e solo il portavoce dei messaggi che Dio vuole inviare al Suo popolo, ma è la bocca stessa di Dio che parla, il Suo stesso cuore che palpita, la Sua stessa voce che intima e corregge perché "stando alla Sua presenza" non è più lui che vive, "ma è il Dio vivo che vive in lui".
Elia ripete le parole proferite, i gesti fatti da Dio stesso che a lui si rivela nella "brezza leggera", nella solitudine, nel silenzio.
Il Dio di Elia è invisibilmente presente, silenziosamente prepotente; non gli "suggerisce" ciò che deve fare, piuttosto lo sollecita con comandi, lo istiga con ordini categorici: "Vattene da qui, dirigiti verso Oriente, nasconditi presso il torrente Cherit" (1 Re 17, 3-4); "alzati, va a stabilirti a Zarepta" (1 Re 17,9).
Ne consegue che l'uomo-profeta Elia ha altre caratteristiche ben delineate: è un uomo impulsivo ma fedele, che sa di essere "legato" indissolubilmente a Cristo e perciò non replica ma si fa obbediente ed eseguisce all'istante evitando i vani ragionamenti: "Egli eseguì l'ordine del Signore" egli si alzò e andò a stabilirsi sul torrente Cherit" e prontamente "egli si alzò e andò a Zarepta".
Così come egli ha imparato a conoscere e servire il Signore, in questo modo lo annuncia agli altri.
Il "Dio vivo" di Elia è un Dio "puro" perché Elia stesso è un uomo puro e giusto, a lui dunque si rivela con verità e purezza nella solitudine, nel silenzio, nella preghiera ["Con l'uomo puro tu sei puro", dice il Salmo 17 (18), 27].
In Lui anche noi riconosciamo il nostro Dio che si rivela nella quotidianità"; tramite Elia rivediamo il nostro rapporto con il "Dio vero" che è solito parlare a chi Lo ascolta in silenzio, raccolto nella "cavema" del proprio cuore.
Inoltre, la figura di S. Elia ci aiuta a smascherare gli idoli del nostro tempo, "che tanto più ci tentano, quanto più il nostro sforzo di adorare il vero Dio si fa sottile, puro, vorrebbe essere autentico. Idolatria infatti, non è semplicemente l'adorazione del vitello d'oro, in cui riconosciamo una forma antica superata, bensì ogni forma di culto verso realtà che non sono Dio: realtà magari camuffate di divino, di spirituale di religioso". (card. Martini).
L'uomo Elia, e S. Elia profeta: è come un fuoco, come un fulmine, come un terremoto, esparirà dal mondo in uno carro di fuoco; cioè nella potenza di quell'elemento che aveva segnato la sua vita e trasformato la sua parola in torcia accesa. (fonte sito comune Avellino)

 

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19 luglio 2017 3 19 /07 /luglio /2017 14:10

Macrina.jpg

 

Una preghiera meravigliosa, un testamento spirituale. Santa Macrina, sul punto di morte, con gli occhi socchiusi formula una delle più profonde e toccanti preghiere mai scritte...    

 

Preghiera di Macrina morente 

 

Tu, o Signore, distruggesti per noi la paura della morte.

Tu rendesti per noi inizio della vera vita la fine dell'esistenza di quaggiù.

Tu per qualche tempo fai riposare nel sonno i nostri corpi e li svegli di nuovo al suono dell'ultima tromba.

Tu dai in deposito alla terra, la nostra terra che plasmasti con le tue mani e di nuovo fai rivivere ciò che ci hai dato, trasformando con l'immortalità e la grazia quello che in noi è mortale e deforme.

Tu ci salvasti dalla maledizione e dal peccato, diventando per noi l'una e l'altro.

Tu schiacciasti le teste del serpente, che attraverso l'abisso della disobbedienza afferrò l'uomo nelle sue fauci.

Tu ci apristi la strada della resurrezione, spezzando le porte dell'inferno e rendendo impotente colui che dominava sulla morte.

Tu desti a coloro che ti temono come vessillo il segno della santa croce, per distruggere l'avversario e rendere sicura la nostra vita.

O Dio eterno, verso il quale mi sono slanciata fin dal seno di mia madre, che la mia anima amò con tutta la sua forza, al quale consacrai e la mia carne e il mio spirito dalla mia giovinezza fino ad ora, tu mettimi accanto un angelo  luminoso che mi conduca per mano al luogo del refrigerio, dove si trova l'acqua del riposo, presso il seno dei santi patriarchi.

Tu che hai spezzato la spada fiammeggiante e hai restituito al Paradiso l'uomo che è stato crocifisso insieme a te, e che si era affidato alla tua misericordia, anche di me ricordati nel tuo regno, perchè anche io sono stata crocifissa insieme a te, io che ho inchiodato le mie carni per rispetto religioso di te e che ho temuto i tuoi giudizi.

Non mi separi dai tuoi eletti l'abisso spaventoso; non si frapponga il Maligno sul mio cammino; non venga scoperto davanti ai tuoi occhi, il mio peccato se, ingannata dalla debolezza della mia natura, ho peccato con la parola,con le azioni e con il pensiero.

Tu che hai sulla terra il potere di rimettere i peccati, perdonami affinchè io possa avere ristoro e perchè venga trovata al tuo cospetto, nel momento in cui vengo spogliata del mio corpo, senza macchia, nella forma della mia anima, ma che il mio spirito, perfetto ed immacolato, venga accolto nelle tue mani come incenso di fronte a te.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Macrina è la primogenita di dieci figli, nasce a Cesarea, in Cappadocia, da Basilio ed Emmelia, famiglia del Ponto, in Grecia, quando viene alla luce è il 324; la sua è una famiglia benedetta da Dio, in quanto oltre a lei, troviamo Pietro, sacerdote e monaco, San Basilio Magno, Vescovo di Cesarea e San Gregorio di Nissa. Macrina venne soprannominata la giovane, per differenziarla dalla nonna, detta l’anziana; venne educata fin da piccola alle Sacre Scritture e dall’adolescenza divenne preda di molti spasimanti, grazie alla sua straordinaria bellezza. Il padre scelse per lei lo spasimante giusto, ma il ragazzo morì prematuramente, allora Macrina, che voleva consacrarsi al Signore, giurò fedeltà al giovane, come una sposa che attende il marito; riuscendo così ad evitare ulteriori spasimanti, potendo dedicarsi totalmente a Dio. Rimasta in casa aiutò la madre, diventata vedova e accudì tutti i fratelli, finchè anche l’'ultimo non fosse uscito di casa; una volta rimaste sole, convinse la madre a seguirla nella fondazione di un Monastero ad Annesi, presso Hore del Ponto.

Macrina fu molto influente nella preparazione del fratello Basilio, che lasciò la sua vita da erudito, per abbracciare il monachesimo, nel 356, diventando poi Vescovo di Cesarea nel 370; tornò a trovare la sorella in monastero nel 376 ed ordinò sacerdote il fratello minore Pietro, che viveva in un altro monastero vicino alla sorella. Nel 373 morì la madre e il 1° Gennaio 379 morì anche Basilio, lei in quel periodo, divenne superiora del monastero; di ritorno dal Concilio di Antiochia del 379, il fratello Gregorio, nel frattempo diventato Vescovo di Nissa, passò a trovare la sorella, ma la trovò in fin di vita, i due ebbero solo la possibilità di avere un colloquio spirituale e dopo una magnifica preghiera elevata a Dio, Macrina morì; era il 380. La sua vita e spiritualità ci è stata narrata dallo stesso Gregorio di Nissa; il suo corpo è stato sepolto nella Chiesa dei 40 Martiri di Sebaste, a poca distanza dal monastero in cui erano sepolti anche i suoi genitori. I funerali furono officiati dal Vescovo e vi partecipò una moltitudine di gente.
(fonte:santiebeati.it)

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17 luglio 2017 1 17 /07 /luglio /2017 15:45

marcellina.jpg

Ieri si è conclusa la recita della Novena a Santa Marcellina vergine, iniziata l' 8 Luglio : inizio della Novena a Santa Marcellina Vergine Ecco una preghiera da recitare oggi in onore della Santa :

 

Preghiera a Santa Marcellina

 

Signore, tu che hai amato la Vergine Marcellina, donaci di restare fedeli alla nostra splendida vocazione cristiana, donaci la gioia di essere figli e fratelli con te nel Battesimo.

Fa che la nostra vita sia una lode a te, come è stata quella di Santa Marcellina. Aiutaci a insegnare te ai nostri fratelli, a servirti in loro, ad essere trasparenti e semplici come è stata lei nel suo quotidiano, fatto di amore, di sacrificio, di festa.

Te lo chiediamo, Signore, per l'intercessione ardente di questa donna forte, che ha donato ai fratelli se stessa e la tua luce. Amen.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Sorella maggiore di S. Satiro e S. Ambrogio, nacque a Treviri nel 330, dove si trovava il padre in qualità di altro funzionario imperiale. S. Ambrogio attesta che la sorella Marcellina avrebbe ricevuto il velo verginale da Papa Liberio nella Basilica di San Pietro in Vaticano, nel Natale del 353, così com’era d’usanza per le donne che si consacravano. Ambrogio morì nel 397, Marcellina invece spirò il 17 Luglio del 400 e venne sepolta presso la tomba del fratello, nella Basilica di S. Ambrogio; San Simpliciano sarebbe l’autore dell’iscrizione sepolcrale della Santa. Nel 1722 i resti di Marcellina vennero tolti dal sepolcro e custoditi in sacrestia, ma nel 1812 vennero solennemente traslati nell’apposita Cappella in suo onore, nel frattempo fatta erigere all’interno della Basilica di S. Ambrogio. Sono rimaste a noi tre lettere inviate a Marcellina dal fratello Ambrogio; inoltre nel discorso funebre per il fratello Satiro, Ambrogio mette in risalto il grande dolore provato dalla sorella in quella circostanza. Nel 1838 Monsignor Biraghi fondava a Cernusco sul Naviglio, l’Istituto religioso delle “marcelline”, in onore della Santa; il nuovo Istituto si concentrava sull’educazione culturale e morale della gioventù. Nella Certosa di Pavia si trova un dipinto di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, che raffigura la Santa in compagnia di San Satiro, San Gervasio e San Protasio, patroni di Milano, davanti al trono vescovile in cui siede Ambrogio; il dipinto mette in luce un carattere distintivo di Marcellina, quello di educatrice dei fratelli minori Satiro e Ambrogio. Inoltre agli Invalides di Parigi esisteva una statua della Santa, scomparsa però, durante gli scempi della rivoluzione francese. (fonte:santiebeati.it)

 

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15 luglio 2017 6 15 /07 /luglio /2017 08:32

Corona di San Bonaventura da Bagnoregio

 

O Dio vieni a salvarmi,

Signore vieni presto in mio aiuto

 

1 Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

25 Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


25 Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

1 Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


1 Eterno Riposo :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen.

 

Per finire si recita :

O Dio, Signore dei vivi e dei morti, pieno di misericordia verso le tue creature, concedi il perdono e la pace ai nostri fratelli defunti perché immersi nella tua beatitudine ti lodino in eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 


Storia della Corona di San Bonaventura :

Due canonici della Chiesa di San Vitale in Roma, reduci da un pellegrinaggio fatto in Spagna nel 1260, riunirono 12 gentiluomini animati da grande pietà, nell’intento di formare una Congregazione sotto la protezione della Vergine Santissima che avesse lo scopo di promuovere opere di carità e pietà. A San Bonaventura fu affidato l’incarico di tracciare la Costituzione del Sodalizio ed insieme prescrivere una speciale preghiera conosciuta con il nome di Corona di San Bonaventura. Questa preghiera consiste nella recita di 25 Pater seguiti da Gloria Patri, da 25 Ave Maria seguite da Gloria Patri ed infine 7 Pater Ave con Requiem Eterna. Questa Corona fu arricchita in seguito dai Sommi Pontefici con molte indulgenze. Essendo San Bonaventura Generale dell’Ordine Francescano ammise i Confratelli a partecipare e godere di tutte le indulgenze, grazie e privilegi dell’Ordine.

CORONA DI S. BONAVENTURA DA BAGNOREGIO

 

 

Saint_Bonaventure.jpg

San Bonaventura da Bagnoregio (o Bagnorea) al secolo Giovanni Fidanza (Bagnoregio, 1217/1221 circa – Lione, 15 luglio 1274) è stato un cardinale, filosofo e teologo italiano. Soprannominato Doctor Seraphicus, insegnò alla Sorbona di Parigi e fu amico di san Tommaso d'Aquino.
Vescovo e cardinale, dopo la morte venne canonizzato da Papa Sisto IV nel 1482 e proclamato Dottore della Chiesa da Papa Sisto V nel 1588. È considerato uno tra i più importanti biografi di san Francesco d'Assisi. Infatti alla sua biografia, la Legenda Maior, si ispirò Giotto da Bondone per il ciclo delle storie sul Santo nella basilica di Assisi.
Per diciassette anni, dal 1257, fu ministro generale dell'Ordine francescano, del quale è ritenuto uno dei padri: quasi un secondo fondatore. Sotto la sua guida furono pubblicate le Costituzioni narbonesi, su cui si basarono tutte le successive costituzioni dell'Ordine.
La visione filosofica di Bonaventura partiva dal presupposto che ogni conoscenza derivi dai sensi: l'anima conosce Dio e se stessa senza l'aiuto dei sensi esterni. Risolse il problema del rapporto tra ragione e fede in chiave platonico-agostiniana.
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua memoria obbligatoria il 15 luglio (vedi Bonaventura). Era figlio di Giovanni Fidanza, medico, e di Maria di Ritello; portò inizialmente il nome del padre, Giovanni, che cambiò in Bonaventura al momento del suo ingresso nella famiglia francescana. Entrò nell'Ordine francescano nel convento di San Francesco vecchio, situato a metà strada tra Bagnoregio e Civita.


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14 luglio 2017 5 14 /07 /luglio /2017 08:31

 

Preghiera a San Camillo de Lellis
(protettore degli infermieri e dei malati)

O San Camillo, che sopportasti per tanti anni con inalterabile pazienza una dolorosa malattia, ottienici di accettare con spirito di fede le infermità e le tribolazioni che il Signore vorrà mandarci per il nostro bene e la nostra purificazione. Tu che per tutta la vita ti sei dedicato con bontà e amore all'assistenza degli infermi, portando a tutti consolazione e speranza, ottienici la grazia di riconoscere Gesù nel nostro prossimo sofferente e di servirlo con grande generosità di cuore. 

 

 

 

Preghiera a San Camillo de Lellis

 

O glorioso S.Camillo,che Ti sei dedicato alla cura degli ammalati per servire in essi la persona di Cristo sofferente e piagato,e li assistevi con la tenerezza di una madre accanto al suo unico figlio,proteggi con altrettanta carità noi,che ora T'invochiamo,perchè afflitti da grande necessità. 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.



San Camillo,consolatore dei sofferenti,che Ti stringevi al petto i più deboli e abbandonati;che Ti inginocchiavi davanti a loro come di fronte a Cristo Crocifisso,e piangevi dicendo: "Signore mio,anima mia, cosa posso fare per te?", intercedi per noi da Dio la Grazia di servirlo in santità di mente e di cuore. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


 

O Santo Patrono degli ammalati,che Ti rivelasti angelo inviato da Dio,quando gravi calamità colpirono le terre d'Italia,e tutti trovavano in Te il fratello e l'amico fedele,non abbandonarci ora, affidati dalla Chiesa alla tua celeste protezione.Sii ancora per noi l'angelo del Signore che continua a vegliare sulla nostra famiglia,tormentata dal dolore. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Novena a San Camillo

                              

 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo                 

O Dio , vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto. 0 luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.


Credo :

Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre.

Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen   



Inizio della novena :


Pietoso San Camillo, per l’impulso di carità evangelica, sei stato vero amico degli uomini e padre dei poveri, assistendoli con indicibili cure e grazie meravigliose!

Ottienici da Dio misericordioso una continua assistenza a tutti i nostri bisogni, perchè meno solleciti dei beni passeggeri della terra, ci applichiamo con cristiana premura a procurarci quelli eterni del Cielo.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Zelantissimo San Camillo, pieno di carità hai aiutato pazientemente ogni sorta d’infermi, vivendo interi anni al loro servizio negli ospedali.

Li stringevi al tuo petto con tenerissimo amore e li aiutavi a sopportare le sofferenze delle malattie più penose e ributtanti.

Infiamma anche noi di quella carità, che è il vero distintivo dei seguaci di Cristo. Quando poi saremo ammalati, vieni accanto al letto dei nostri dolori ad implorarci il dono della rassegnazione alla volontà di Dio, e quelle grazie spirituali e corporali che saranno più utili al bene delle nostre anime.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Pietoso San Camillo, quando una pestilenza sterminatrice infuriava per le terre d’Italia, sollecito accorresti in aiuto di coloro che ne cadevano vittime.

Tu sei stato per tutti l’angelo tutelare, che con il tuo aiuto o recuperarono la salute del corpo o si guadagnarono quella eterna dell’anima. Intercedi da Dio, che stiano sempre lontani da noi i flagelli delle attuali epidemie e ci confortino invece le sue benedizioni e le infinite sue misericordie.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Generoso San Camillo, hai asciugato le lacrime e hai sollevato dai dolori tanti e tanti tribolati. Nelle prove più ardue, nelle afflizioni più desolanti e nei rischi più formidabili ottenesti sempre scampo, sollievo e salute ai tuoi devoti.

Prendi anche noi sotto il tuo benefico patrocinio e, con efficacia delle Tue preghiere, allontana da noi le disgrazie ed i mali, che ci affliggono.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel!

Gloriosissimo San Camillo, tutto ardore di carità per la salute dei corpi infermi, molto più lo sei stato per quella delle anime. Quante volte sei apparso angelo di conforto nelle agonie dei moribondi, che dalle tue braccia volavano a quelle di Dio.

Tu, infine, per giovare perpetuamente alla sofferente umanità, hai fondato un Istituto, a cui hai lasciato l’eredità dei tuoi splendidi esempi e l’obbligo di imitarli fedelmente.

Quando noi pure ci troveremo in punto di morte, ottienici la grazia d’essere assistiti da un Ministro di Dio, perchè spirando l’anima coi santissimi nomi di Gesù e Maria, passiamo serenamente dai dolori passeggeri della terra alle gioie eterne del Santo Paradiso.

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedele!

 

san-camillo.JPG

Di nobile famiglia, nato a Bucchianico, nelle vicinanze di Chieti, il 25 maggio 1550, Camillo de Lellis fu soldato di ventura. Persi i suoi averi al gioco, si mise al servizio dei Cappuccini di Manfredonia. Convertitosi ed entrato nell'Ordine, per curare una piaga riapertasi tornò a Roma nell'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si dedicò soprattutto ai malati. Si consacrò a Cristo Crocifisso, riprese gli studi al Collegio Romano e, divenuto sacerdote nel 1584, fondò la «Compagnia dei ministri degli infermi». L'ordine dei Camilliani si distinse da altri per lo spirito della sua opera legata alla carità misericordiosa e per l'abito caratterizzato dalla croce rossa di stoffa sul petto. De Lellis pose attenzione unicamente malati, ponendo le basi per la figura dell'infermiere e del cappellano quali li vediamo oggi. Morì a Roma il 14 luglio 1614 e venne canonizzato nel 1746.

 

 

Preghiera per chi cura e assiste gli infermi

 

A Te  Signore,

Dio e  Padre d’ogni creatura

la lode, l’onore e la gloria!

A Te, fiducioso il mattino,

grato la  sera, chiedo luce e benedizione.

Che stupore, che il dono della vita

passa per queste mie povere mani.

Nelle Tue consegno quanti  mi sono affidati,

perché  il Tuo sguardo ci custodisca e ci  protegga.

“Quando incombe il dolore, irrompe la prova

e sibila il vento della disperazione” 

celere sia il  passo, mite lo sguardo, aperto il cuore

vigore nelle mani, umiltà profonda.

Per  comprendere, sostenere, accompagnare.

Samaritano capace di fermate significative,

materno nel fasciare le ferite del corpo e dello spirito. 

Docile strumento della tua premura,

attento più  alle domande  che alle risposte.

Profeta nel cammino. 

A  Te Padre, per Maria,  Madre di speranza,

di compassione  e  tenerezza,

elevo questa preghiera.

Ché,  accanto al malato,

che  del tuo Figlio  è immagine,

guidi  mente,  mani  e cuore mio.

Con piena fiducia, instancabilmente!

Amen ! Alleluia !

 


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12 luglio 2017 3 12 /07 /luglio /2017 23:02

 

PREGHIERA 

(Preghiera composta dal cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna)

Signore Iddio, Padre nostro clementissimo, nella tua bontà guardasti con singolare predilezione alla Santa Clelia e con l'abbondanza delle tue grazie e dei carismi dello Spirito Santo la preparasti ad essere, semplice e giovanissima vergine, la madre spirituale di una ampia famiglia di Figlie, che in umiltà e sacrificio servissero a Gesù nelle persone dei fratelli più umili e sofferenti. Noi ti benediciamo, Padre Santo, per questa effusione della tua generosità; per l'intercessione di Madre Clelia ti chiediamo ... e quello spirito di carità e di servizio, che il Signore Gesù lasciò a noi come oggetto del suo nuovo comandamento e segno indubbio della nostra genuina adesione al Vangelo. Esaudisci, o Padre, l'umile nostra preghiera, che ti porgiamo per mezzo di Cristo, Figlio Tuo e Signore nostro, nello Spirito Santo. Amen.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

Nacque il 13 febbraio 1847 nella contrada volgarmente chiamata le “Budrie”, appartenente civilmente al comune di S. Giovanni in Persiceto (BO), ecclesiasticamente alla Archidiocesi di Bologna, da Giuseppe Barbieri e Giacinta Nannetti; fu battezzata lo stesso giorno, con i nomi di  Clelia, Rachele, Maria.
La mamma insegnò precocemente alla piccola Clelia ad amare Dio fino a farle desiderare di essere santa. Un giorno Clelia le domandò: ” Mamma, come posso essere santa “? Per tempo la Clelia imparò pure l’arte del cucire, di filare e tessere la canapa, il prodotto caratteristico della campagna persicetese. Nel 1855 Clelia perdette il babbo, a causa del colera. All’epoca, era facile trovare Clelia, che era a casa a lavorare, oppure in chiesa a pregare. Clelia fece la Prima Comunione a 11 anni, il 17 giugno 1858, e quello fu un giorno per lei decisivo per il suo futuro, perché visse la sua prima esperienza mistica. Nella Chiesa bolognese, per combattere la noncuranza religiosa, specialmente degli uomini, vi erano gli ” Operai della dottrina cristiana”. Alle ” Budrie ” il gruppo era animato da un maestro molto anziano. Clelia volle essere, e fu Operaia della dottrina cristiana. Alle ” Budrie ” la catechesi si rinnovò col suo inserimento che trascinò pure altre compagne di uguali sentimenti.   Al principio Clelia fu ammessa come sotto-maestra, ma ben presto rivelò insospettate capacità tanto che gli stessi anziani si facevano suoi discepoli. 
Respinte non poche lusinghiere proposte di matrimonio, la comitiva di ragazze che facevano capo a Clelia concepì la prima idea di un nucleo di giovinette votate alla vita contemplativa e apostolica; un servizio che doveva scaturire dall’Eucarestia, doveva consumarsi nella Comunione quotidiana e sublimarsi nella istruzione dei contadini e dei braccianti del luogo. L’idea non poté realizzarsi subito per le vicende politiche dopo l’unità d’Italia del 1866-67.    Si poté attuare il 1° maggio 1868 allorché, sopite le questioni ambientali e burocratiche, Clelia con le sue amiche poterono ritirarsi nella casa cosiddetta del maestro, ove cioè fino allora si erano radunati gli Operai della dottrina cristiana. Fu l’inizio umile della famiglia religiosa di Clelia Barbieri che i superiori in seguito chiameranno ” Suore Minime dell’Addolorata “. Minime per la grande devozione che la Beata Clelia ebbe al santo Minimo Romito di Paola, S. Francesco, patrono e provvido protettore della nascente comunità; dell’Addolorata, perché la Madonna Addolorata era veneratissima alle ” Budrie ” e perché era il titolo della Madonna preferito dalla Beata.Dopo il ritiro delle ragazze nella ” Casa del maestro ” cominciarono fatti straordinari, come altrettanti attestati della Provvidenza a favore della piccola comunità che altrimenti non avrebbe potuto perseverare. Essi venivano propiziati dalle sofferenze fisiche e morali di Clelia nella notte oscura dello spirito e nelle umiliazioni più incomprensibili da parte di persone che avrebbero dovuto invece comprenderla.    A poco a poco la gente vide Clelia in un ruolo di guida, di maestra nella fede. Cominciarono così, nonostante i suoi 22 anni, a chiamarla ” Madre “: la chiameranno così fino alla morte che avverrà prestissimo.   La tisi che l’accompagnava subdolamente, esplose violenta appena due anni dopo la fondazione.
Clelia morì profetizzando a colei che la sostituirà: ” Io me ne vado ma non vi abbandonerò mai … Vedi, quando là in quel campo d’erba medica accanto alla chiesa, sorgerà la nuova casa, io non ci sarò più… Crescerete di numero e vi espanderete per il piano e per il monte a lavorare la vigna del Signore. Verrà giorno che qui alle ” Budrie ” accorrerà tanta gente, con carrozze e cavalli… “. E aggiunse: ” Me ne vado in paradiso e tutte le sorelle che moriranno nella nostra famiglia avranno la vita eterna … “. La morte la colse nella soddisfazione di andare incontro allo Sposo verginale, il 13 luglio 1870. 
La profezia di Clelia in morte si è avverata. La Congregazione delle Suore Minime dell’Addolorata si è sviluppata e si sviluppa. E’ diffusa in Italia, in India, in Tanzania. Oggi le suore nell’imitazione della Beata Clelia, in umiltà nel proficuo loro lavoro assistenziale sono intorno alle trecento, divise in 35 case. Con i suoi 23 anni, al giorno della morte, Clelia Barbieri può dirsi la fondatrice più giovane di un Istituto Religioso che la Chiesa annoveri.  Santa Clelia Barbieri è stata canonizzata da Giovanni Paolo II in Roma il 9 aprile 1989.

 

Casa dove è nata la Santa

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11 luglio 2017 2 11 /07 /luglio /2017 23:58

santa-veronica.jpg

 

Preghiera a Santa Veronica

 

O gloriosa Santa Veronica, che viveste con Gesù,  che ne conosceste l'esemplare ed immacolata sua vita, la sua passione e la sua morte, e che in cielo ne conosceste pure la sua gloria, vicina, intercedete acciò possa partecipare alle grazie della Divina Misericordia. E come in premio delle vostre virtù aveste il miracolo dell'effigie di Cristo stesso, fate, o gloriosa santa Veronica, che Gesù sia impresso nel mio cuore e possa io operare secondo i suoi voleri, perseverando nelle opere della sua santa Religione, e per i meriti della passione di Nostro Signore Gesù Cristo possa passare un giorno nel gaudio del cielo. Così sia.

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Il suo nome ricorre per la prima volta nei Vangeli apocrifi e si riferisce alla donna emorroissa di nome Bernike in greco, Veronica in latino, che implorando Gesù per la sua guarigione, mentre passava stretto nella folla, riuscì a toccargli il lembo del mantello, guarendo all'istante. La tradizione cristiana racconta che successivamente, la pia donna, votò la propria vita alla diffusione della buona novella e viaggiò per l'Europa lasciando a Roma il lino col volto Santo («la vera icona», come predestinato dal suo stesso nome) e proseguì in Francia dove iniziò la conversione dei galli. L'episodio di Veronica che asciuga il volto di Gesù con un telo, ha preso grande diffusione, oscurando quasi del tutto, l'episodio della emorroissa, che sarebbe secondo taluni, la stessa donna, anche se non vi sono certezze documentali. Santa Veronica ha un particolare culto in Francia, dove la si considera come la donna che dopo la morte del Salvatore, andata sposa a Zaccheo si reca ad evangelizzare le Gallie. Sarebbe morta nell'eremitaggio di Soulac. Chiamata anche santa Venice o Venisse, è patrona in Francia, dei mercanti di lino e delle lavandaie.

 

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