Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
19 settembre 2017 2 19 /09 /settembre /2017 21:18

S-gennaro.jpg

 

PREGHIERA A SAN GENNARO

 

O martire invitto e mio potente avvocato San Gennaro, 

io umile vostro servo mi prostro innanzi a voi, e ringrazio 

la Santissima Trinità della gloria che vi ha elargita nel Cielo, 

e della potenza che vi comunica sulla terra

a pro di quelli che a Voi ricorrono.

Mi compiaccio soprattutto per quel miracolo

strepitoso che dopo tanti secoli si rinnova nel vostro sangue, 

già versato per amore di Gesù, e per tale singolare privilegio 

vi prego di soccorrermi in ogni mia bisogna e specialmente 

nelle tribolazioni che adesso mi straziano il cuore. Così sia.

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
13 settembre 2017 3 13 /09 /settembre /2017 23:46

 

La celebrazione odierna dell' Esaltazione della Croce assume un significato ben più profondo del leggendario ritrovamento della croce da parte di Elena, madre dell'imperatore Costantino. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana. Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum".

 

 
PREGHIERA
 
“Ti benediciamo, Signore, Padre santo, 
perché nella ricchezza del tuo amore, 
dall'albero che aveva portato all'uomo morte e rovina, 
hai fatto scaturire la medicina di salvezza e di vita.
Il Signore Gesù, sacerdote, maestro e re, 
venuta l'ora della sua Pasqua, 
salì volontariamente su quel legno 
e ne fece l'altare del sacrificio, 
la cattedra di verità, 
il trono della sua gloria. 
Innalzato da terra trionfò sull'antico avversario 
e avvolto nella porpora del suo sangue 
con amore misericordioso attirò tutti a sé; 
aperte le braccia sulla croce offrì a te, o Padre, 
il sacrificio della vita 
e infuse la sua forza redentrice 
nei sacramenti della nuova alleanza; 
morendo rivelò ai discepoli 
il senso misterioso di quella sua parola: 
il chicco di grano che muore nei solchi della terra 
produce una messe abbondante.
Ora ti preghiamo, Dio onnipotente, 
fa' che i tuoi figli adorando la Croce del Redentore, 
attingano i frutti della salvezza 
che egli ha meritato con la sua passione;
su questo legno glorioso 
inchiodino i propri peccati, 
infrangano la loro superbia, 
guariscano l'infermità della condizione umana; 
traggano conforto nella prova, 
sicurezza nel pericolo, 
e forti della sua protezione 
percorrano incolumi le strade del mondo, 
fino a quando tu, o Padre, 
li accoglierai nella tua casa.
Per Cristo nostro Signore. Amen”.

 

 

 

Promesse di Nostro Signore a coloro che venerano il Santo Crocifisso

 

Il Signore nel 1960 avrebbe fatto queste promesse ad una sua umile serva:

 

1) Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei loro problemi e sofferenze. 

 

2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo, soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggeranno subito se stessi, la tentazione e il peccato. 

 

3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi, prima con pazienza più tardi con gioia. 

 

4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce, con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un profondo odio al peccato. 

 

5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al Padre celeste le mie tre ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la punizione o ne saranno completamente risparmiati. 

 

6) Quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro esempio indurranno gli altri a fare altrettanto. 

 

7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio Rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere. 

 

8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare un’intera Parrocchia. 

 

9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno) visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura. 

 

10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana, otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il diavolo non potrà causare loro ulteriori 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
13 settembre 2017 3 13 /09 /settembre /2017 22:46

La vita di San Giovanni Crisostomo :

 

 

 

 

Preghiera a San Giovanni Crisostomo 

 Composta dal santo archimandrita Justin Popovic

O tu più eloquente di tutti gli uomini, tu l’Orante di Dio, Santo Padre Giovanni Crisostomo, ecco che con le nostre preghiere balbettate ci avviciniamo a te. Non ci respingere, perché ecco in ognuno dei nostri balbettii c’è tutto il nostro cuore, i nostri sospiri, le nostre grida! Noi ti preghiamo, o grande Santo: scendi con la compassione dalle altezze sopracelesti fino alla nostra bassezza avvelenata e guariscici da ogni malattia dell’anima, in modo da servire, con un’anima che ha riacquistato la salute, il tuo e nostro Signore. Guariscici da tutte le malattie del corpo, se è per la nostra salvezza, in modo che possiamo dedicarci all’ascesi di un’anima sana in un corpo sano e lottare con il tuo grande aiuto per la salvezza delle nostre anime, lottare per la resurrezione della nostra coscienza dai morti, lottare per la trasfigurazione del nostro cuore amico del peccato, lottare per la divinizzazione della nostra volontà demonizzata, affinché la nostra volontà, guidata da te, non voglia e non desideri che solamente ciò che è di Cristo, ciò che è evangelico, ciò che è celeste e ciò che è eterno.

O grandemente meraviglioso Santo di Dio, le tue sante reliquie sono lontano da noi, ma per il tuo amore per Lui, sei interamente accanto al Cristo Signore e, per il tuo amore per gli uomini, sei accanto a tutti noi; anche noi ti preghiamo con tutto il nostro cuore: per il tuo amore, scendi fino a noi, e con la fiamma del tuo amore per Cristo, abbraccia le nostre anime in modo che brucino eternamente dell’amore per Cristo, in entrambi i mondi, perché brucino e mai si consumino; e dacci il tuo santo amore per gli uomini, in modo che ci amiamo gli uni gli altri e amiamo tutta la creazione, sulla terra e in cielo, soltanto con santo amore. Santo Evangelista dalla bocca d’oro, quinto Evangelista, ti preghiamo e ti supplichiamo: per il tuo santo Evangelo guidaci, dirigi le nostre anime, facci uscire sulla strada che, con l’eterna Verità, conduce alla vita eterna. Il nostro intelletto, malato e reso malato, nebbioso e ottenebrato dai pensieri impuri e cattivi, dalle passioni amiche dei peccati, guariscilo con la misericordia e trasfiguralo in mente di Cristo, come tu stesso hai già trasformato la tua mente durante la tua vita terrena, con la tua santa ascesi, nello spirito di Cristo – che è il motivo per cui ci hai spiegato i meravigliosi misteri di Cristo seminati e sparsi in tutta la creazione divina, visibile e invisibile.

O tu che hai desiderato Cristo, tu che sei potente in Cristo, o nostro padre Crisostomo, per secoli, con i tuoi santi libri e le tue sante preghiere, hai risuscitato dai morti innumerevoli anime – risuscita anche le nostre anime con i tuoi santi insegnamenti e le tue sante preghiere! Perché guidati e diretti da te, saremo in grado di vincere qualsiasi morte, che cresce dall’amore per il peccato nascosto profondamente dentro di noi o che ci attacca dal mondo esterno. Lo sappiamo, sì, lo sappiamo, o santissima Guida spirituale e celeste, sei più forte di ogni morte! Noi ti preghiamo, facci vincitori di ogni morte, avendoci fatto prima vincitori di ogni peccato e di ogni passione, poiché i peccati e le passioni sono le uniche cause, gli unici precursori, gli unici portatori, gli unici autori di tutte le morti spirituali; e per questo tu, che ci piaccia o no, sterminali in noi, e assicuraci così la vittoria su ogni morte, in modo che possiamo già in questo mondo vivere la gioia pasquale del Signore Risorto, che da te si riversa abbondantemente su tutti coloro che con tutto il loro cuore invocano il tuo aiuto.

O molto misericordioso e sempre molto vittorioso padre Crisostomo, abbi misericordia di me: scendi dal cielo nel grembo della mia anima, nelle tane delle belve nascoste nella mia anima. Perché ogni passione è una belva feroce e la mia anima è piena di belve spirituali. Per favore, scendi tra i leoni selvatici e fa’ di loro degli agnelli. Ti prego, scendi in mezzo ai lupi sanguinari, divoratori di anime e trasformali in pecore. Affrettati, vieni in mio aiuto perché le mie belve rabbiose, le passioni sempre affamate della mia anima, sono pronte a divorarmi!

O Evangelista insuperabile dalla bocca d’oro, o Crisostomo, evangelizza me, il grande peccatore: per i tuoi evangeli [portatori della luce] trisolari, scendi nei miei ghiacciai, falli sciogliere e riscaldami con calore celeste. La mia pigrizia – ecco il mio primo ghiacciaio: in esso è congelato tutto ciò che attira verso Dio, verso il cielo; ti prego, scendi in esso, riscaldami tutto intero e sollevami verso il cielo, verso il Signore! Il mio ozio – ecco mio secondo ghiacciaio, mio santissimo padre e padre spirituale sapiente in Dio; scendi in esso, perché tutti i pensieri si sono congelati, tutti i sentimenti e io, in spensieratezza e inoperosità, muoio nel ghiaccio, privato del sole.

Ti prego, con i raggi del tuo zelo, entra nel ghiacciaio della mia anima e scaldami con la fede, la preghiera, l’amore, il digiuno, lo zelo, la verità e con tutte le virtù. Entra e fa’ sciogliere i ghiacciai della mia anima con il fuoco della tua fede, del tuo amore e della tua compassione. E così, sollevami sempre più in alto verso il cielo, verso il tuo, e il mio, meraviglioso Signore! Perché anche se con i miei peccati mi sono allontanato molto dal Signore, anche se il diavolo mi trascina attraverso il deserto dei miei folli desideri, tuttavia credo che il Signore Molto Buono esaudirà le sante preghiere, per me peccatore, del Suo beneamato che gli è stato accetto, che Egli mi riporterà, con la Sua taumaturgica misericordia, al cielo, a Lui stesso, al Suo regno celeste. Anche perché se spesso sono caduto, non sono stato privato del Signore: perché mi reggo a Lui, fosse solo per un sospiro, una lacrima, un grido.

O misericordiosissimo padre Crisostomo, abbi pietà di me, il grande peccatore: ricevimi nei secoli nelle tue sante preghiere! Perdonami e aiuta me, il grande peccatore! Rialzami ché sono caduto e rovinato! Guarisci la mia anima da tutte le sue passioni! Guarisci la mia mente da tutte le malattie! Guarisci la mia volontà da tutte le debolezze! Custodiscimi con le tue preghiere come fossero un’armatura di fuoco, affinché nessuna passione mi faccia cadere nella morte spirituale! Rafforza il mio spirito nella tua memoria di Cristo! Rafforza il mio cuore nel tuo sentimento di Cristo! Rendimi impassibile, io che sono pieno di passioni, con l’aiuto delle sante virtù! Rendimi degno di sentire tramite te, di pensare attraverso te, di volere tramite te, di agire attraverso te, di credere tramite te, di amare attraverso te, di vivere tramite te, di essere immortale attraverso te! Per il tuo amore a Cristo, dammi l’amore di Cristo! Dammi l’umiltà e la pazienza! Prega per me, in me e al mio posto, trasfigurami per la salvezza, per essere cristificato, divinizzato! Cristificami, ché sono demonizzato! Rendimi misericordioso, io che sono insensibile e privo di compassione! Dammi tutte le virtù, ché sono corrotto! Governa sempre il mio cuore! Guida sempre la mia anima! Guida sempre la mia volontà! Guida sempre la mia coscienza! Conduci sempre i miei pensieri! Dirigi sempre i miei sentimenti! Conduci sempre la mia vita, sia in questo mondo che nel mondo che verrà! Affinché anche io, il grande peccatore, possa insieme a te, padre Crisostomo amare in Cristo, celebrare continuamente il nostro unico e meraviglioso Signore e Salvatore Gesù Cristo, al quale appartiene ogni gloria, onore e adorazione, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen! Amen! Amen!

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
9 settembre 2017 6 09 /09 /settembre /2017 23:00
 
Preghiera a San Nicola da Tolentino
 
 
Glorioso taumaturgo San Nicola, che nato per intercessione del grande Santo di Bari, non solo ne hai portato il nome, ma ne hai imitato le sue virtù, eccoci davanti a te per invocare la tua intercessione.di essere fedeli a Gesù Cristo, alla Santa Chiesa e al Santo Padre; fa che nei momenti difficili la Chiesa sia luce per gli uomini e li conduca alla via del vero e del bene. Continua ad intercedere per le anime del Purgatorio e fa che noi non le dimentichiamo, non solo per rendere vivo il nostro suffragio, ma per avere ben presente che anche noi dobbiamo desiderare questa comunione piena con il Signore. Guidaci sulla via del bene e rendici capaci di fare spazio a Gesù nella nostra vita, affinché ciò che ti chiediamo sia in comunione con la volontà del Padre e assieme a Te e alle anime dei fratelli che ci hanno preceduto, possiamo godere della gloria del Paradiso. Amen
 
 

 

SACRO SETTENARIO da farsi in suffragio dei sette stati delle Anime sante dei Purgatorio. Efficacissimo mezzo di ot­tenere da Dio a loro intercessione ogni grazia.

 

PREGHIERA.

Dio mio, considerando le ardentissime fiamme tra le quali stanno penando tante Anime elette vostre figlie, vengo ad implo­rare dalla vostra misericordia suffragi per esse, in virtù dei meriti del vostro divin Figliuolo, la cui vita, Passione e morte voglio qui interporre presso Voi a pro di quelle Anime.

E voi, glorioso san Nicola da Tolentino, che faste di quelle Anime tanto largo sov­venitore in terra, deh! siatemi ora dal Cielo avvocato ed intercessore presso Dio; avvalorate voi queste mie deboli preci e suffragi, per ottenere dalla divina clemenza la liberazione e il sollievo di quelle Anime dalle quali tanto mi riprometto.

1. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse nel mondo ad incar­narvi nel seno di una Vergine per amore delle Anime, io vi prego a volere ora soc­correre lo stato di quelle, che da più lungo tempo stanno penando fra le pene del Pur­gatorio, e fra esse specialmente vi prego a soccorrere la più antica. Pater, Ave, Requiem.

2. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a nascere in una stalla per amore delle Anime, vi prego a volere ora soccorrere lo stato di quelle, che stanno da più tempo ad ardere fra quelle fiamme, e specialmente dell'ultima che vi è entrata ed è come novizia fra le altre. Pater, Ave, Requiem.

3. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a vivere fra tanti stenti nel mondo per amore delle Anime, vi prego a volere ora soccorrere lo stato di quelle che sono più abbandonate, e specialmente di quella che è più di tutte bisognosa. Pater, Ave, Requiem.

4. Signor mio Gesù Cristo, per quella carità che vi condusse a predicare con tanti segni e miracoli la vera fede nel mondo per amore delle Anime, io vi prego a soccorrere lo stato di quelle che sono state dalla vo­stra giustizia condannate a più gravi pene e per più lungo tempo nel Purgatorio, spe­cialmente di quella che ora sta penando maggiormente sotto il vostro pesante fla­gello. Pater, Ave, Requiem

5. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a farvi tanto maltrat­tare, vituperare e condannare per amore delle Anime, io vi prego a voler soccor­rere lo stato di quelle che sono le più vi­cine ad uscire dal Purgatorio, e special­mente di quella che potesse liberarsi questo suffragio. Pater, Ave, Requiem.

6. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a farvi flagellare e coronare di spine per amore delle Anime, io vi prego a voler soccorrere lo stato di quelle che sono più sante e destinate a maggior gloria, specialmente di quella che è a Voi più cara. Pater, Ave, Requiem.

7. Signor. Mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a morire sopra una croce per amore delle Anime, io vi prego a voler soccorrere lo stato di quelle alle quali io sono più tenuto, specialmente di quella per la quale mi sono più inclinata e la quale Voi conoscete. Pater, Ave, Requiem.

 

AVVERTIMENTO.

Si avverte qui il devoto lettore che a questa prece si sogliono unire, quando si possa, sette successive Messe, che si fanno celebrare per sette giorni per i sette stati distinti delle Anime sante del Purgatorio, ad imitazione di quello che fece san Nicola da Tolentino, il quale, celebrate sette Messe a loro suffragio, ne li­berò una moltitudine grandissima.

Non potendo farle celebrare, almeno almeno si ascolti la santa Messa per sette giorni.

 

(Tratto da: "Filotea per i defunti";  IMPRIMATUR: In Curia Archiep., Mediolani, die 18 octobris 1901. S. A. M. MANTEGAZZA, Ep. Famag., Vie. gen.

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
8 settembre 2017 5 08 /09 /settembre /2017 21:51

La seguente Devozione è stata insegnata dalla stessa Vergine a Santa Geltrude. Dopo aver recitato la preghiera iniziale verranno dette 30 Ave Maria ogni giorno. Nei nove giorni saranno quindi recitate complessivamente 270 Ave Maria, ossia tante quanti i giorni che Nostra Signora rimase nel seno di sua Madre Sant'Anna.

 

Preghiera Iniziale :

 

Gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto. Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e fredde benedizioni che ti offro con questa santa novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a te ogni giorno. In cambio ti supplico di concedermi che, come tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch'io alla Grazia per essere tuo figlio, in modo che amando te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo.

 

 

  • Recitare dieci Ave Maria aggiungendo ogni volta la seguente frase :

"Sia benedetto, o Maria, quel felicissimo istante in cui sei stata concepita senza macchia originale."

 

 

  • Recitare dieci Ave Maria aggiungendo ogni volta la seguente frase  :

"Sia benedetto, o Maria, quel beatissimo tempo in cui sei rimasta nel seno di tua madre Sant'Anna."

 

 

  •  Recitare dieci Ave Maria aggiungendo ogni volta la seguente frase  :

"Sia benedetto, o Maria, quel fortunatissimo momento in cui sei nata al mondo per essere Madre di Dio."

 

 

Si recita infine : 

 

Salve Regina

Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
6 settembre 2017 3 06 /09 /settembre /2017 23:00

 

Preghiera a San Grato

 

Fortifica, oh Signore, 
la nostra fede: 
perché, sull’esempio 
del Vescovo Grato, 
professiamo la verità 
in cui egli ha creduto e 
testimoniamo nelle opere 
l’insegnamento 
che ci ha trasmesso. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo, 
tuo Figlio, che è Dio, 
e vive e regna con Te nell’unità 
dello Spirito Santo, 
per tutti i secoli dei secoli. Amen 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
5 settembre 2017 2 05 /09 /settembre /2017 23:00

 

Benedictus - Cantico di Zaccaria

 

Benedetto il Signore, Dio di Israele,

perché ha visitato e redento il suo popolo
e ha suscitato per noi una salvezza potente
nella casa di Davide suo servo,
come aveva promesso
per bocca dei suoi santi profeti di un tempo,
salvezza dai nostri nemici
e dalle mani di quanti ci odiano;
così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua Santa Alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo nostro padre
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore in santità e giustizia
al suo cospetto per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo,
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte,
e dirigere i nostri passi sulla via della pace.
 
 
 

LA VITA DEL SANTO

 

San Zaccaria, padre di Giovanni Battista, ringrazia Dio perché, nella sua fedeltà, ha salvato il suo popolo e compone il seguente cantico (contenuto nel primo capitolo del  Vangelo secondo Marco) con il quale loda e ringrazia il Signore perché nella sua fedeltà ha salvato il suo popolo. Per questo è conosciuto anche come Cantico di Zaccaria.

 
Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
3 settembre 2017 7 03 /09 /settembre /2017 23:01

rosalia2.jpg

Dopo aver concluso ieri la novena iniziata il  26 Agosto : inizio della novena a Santa Rosalia ecco alcune preghiere dedicate alla Santa :


Preghiera a Santa Rosalia

scritta dal Cardinal Giovanni Rossi, Vicario di Milano (27 giugno 1917)


O Ammirabie Santa Rosalia, tu ti applicasti

a tutti i rigori della più aspra penitenza

nella solitudine di una spelonca,

per amore di Gesù, tuo sposo,

impetra a noi tutti la grazia

di saper abbracciare con fortezza le ribelli passioni

e perdonare sempre a quanti ci offendono.

Ottienici dal Signore Gesù di riempirci del suo Amore,

per essere pronti a soccorrere

quanti soffrono nel corpo e nello spirito

e raggiungere così il santo Paradiso. Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Rosalia

scritta da Salvatore Card. De Giorgi - Arcivescovo Emerito di Palermo


O Santa Rosalia, fulgidissima gemma di verginale santità ;
della nostra Città di Palermo,
a Tè con fiducia
rivolgiamo la nostra preghiera.

Tu, che ti ritirasti
nella solitudine di Monte Pellegrino,
non per evadere dalla città,
ma per vegliare su di essa
con la preghiera e con la penitenza,
e liberarla, così, dalla peste di ogni male,
aiutaci a liberarci dal peccato,
radice di tutti i mali sociali,
e a orientare la nostra vita a Dio,
fonte di ogni serenità.

Tu, che fosti sempre fedele
alla grazia e agli impegni del Battesimo,
aiutaci a divenire sempre più consapevoli
di questo primo sacramento della fede,
che ci ha resi figli adottivi di Dio
inserendoci in Gesù Cristo
con il dono dello Spirito Santo,
e a viverlo con fedeltà e coerenza
per essere “sale della terra e luce del mondo”,
fermento evangelico di rinnovamento
religioso, morale e sociale
nel nostro territorio.

Rendi salda la nostra fede,
perché la professiamo apertamente
e la difendiamo con coraggio,
senza mai vergognarci del Vangelo
e la traduciamo ogni giorno nella nostra vita.

Rendi viva la nostra speranza,
fondata sulle promesse
di Colui che non delude
ed è accanto a noi
soprattutto nell’ora del dolore e della prova.

Rendi operosa la nostra carità,
che è l’amore stesso di Dio
riversato nei nostri cuori,
perché sappiamo vederlo, amarlo e servirlo
in tutti gli uomini,
ma specialmente nei più piccoli,
nei poveri, negli ammalati e negli emarginati.

Guidati dalla Vergine Maria,
accompagnaci nel cammino della vita cristiana,
che da Cristo e con Cristo
per mezzo dello Spirito
ci conduce al Padre,
per costruire incessantemente il suo Regno
nella verità e nella vita,
nella santità e nella grazia,
nella giustizia, nell’amore e nella pace.
Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Rosalia

scritta dal Vescovo Angelo Cella, Vic Gen. Palermo (3 marzo 1980)


O Dio che offeso dalla colpa

Ti plachi con la penitenza,

accogli propizio le preci

che il popolo supplice  a te rivolge,

e per i meriti e l’intercessione

della Beata Vergine Rosalia,

che dalle regali delizie

tu trasportasti sul monte della solitudine,

concedi, Ti preghiamo,

di essere ripieni del tuo Amore misericordioso

e perdonati dei nostri peccati.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Rosalia

 

O ammirabile Santa Rosalia,

che risoluta di ricopiare in voi stessa

l’immagine più possibilmente perfetta

del vostro unico bene, il Redentore Crocifisso,

vi applicaste a tutti i rigori

della più aspra penitenza

nella solitudine di una spelonca,

in cui faceste sempre vostra delizia

l’estenuare colle veglie ed i digiuni,

il macerar coi flagelli la vostra innocente carne,

impetrate a noi tutti la grazia di domar sempre

coll’esercizio dell’evangelica mortificazione

tutti i nostri ribelli appetiti,

e di far sempre pascolo del nostro spirito

la meditazione la più devota di quelle cristiane verità,

che solo ci possono procurare

il vero benessere in questa vita

e l’eterna beatitudine nell’altra.

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Rosalia  per liberarci dai flagelli dell'ira divina


Il Card.Michelangelo Celesia concesse,100 giorni d'indulgenza per ogni volta che i fedeli reciteranno la soprasritta preghiera. Palermo,21 febbraio 1885.


O cara verginella Rosalia,che con la 
vostra speciale intercessione liberaste
tante volte la nostra patria dai tremendi
flagelli dell'ira divina, deh! intercedete
oggi per noi presso il Dio delle misericordie,
acciocchè non voglia riguardare
alla enormità dei nostri peccati per
punirci,ma cì accordi invece tempo
alla penitenza.Le vostre reliquie
che sono in mezzo,cì assicurino della vostra
protezione e cì ottengano da Dio 
la grazia di glorificarlo insieme con voi
nel cielo per tutti i secoli dei secoli.
Così sia.


 

 

La vita di Santa Rosalia :

 

 

Rosalia era nata nella prima metà del XII secolo in un regio palazzo di Palermo da una nobile famiglia. Suo padre, il duca Sinibal­di, era un vassallo dei re normanni: Rugge-ro Il lo aveva nominato signore della Sier­ra Quisquina e del Monte delle Rose, un feudo che si estendeva tra la provincia di Pa­lermo e quella di Agrigento. La madre, che qualche storico identifica in una nobile di nome Maria Viscardi, era imparentata con la famiglia reale normanna e la tradizione che voleva fame discendere la stirpe da Car­lo Magno parve così probabile anche a pa­pa Urbano VIII che nel 1630 ne autorizzò la pubblicazione nel Martirologio Romano. Il nome che i genitori scelsero di imporle alla nascita è una contrazione del latino «Rosa Lilia» ovvero rosa e gigli, fiori che simboleggiano rispettivamente la regalità e la purezza e che, per straordinaria fatalità, anticiparono due delle qualità che contrad­distinsero nella vita la vergine palermitana. La nobile giovanetta trascorse i primi an­ni nella splendida reggia paterna, sui cui ruderi in seguito la devozione popolare vol­le edificare una cappella. Dalla nobile fami­glia ottenne una buona educazione e una so­lida formazione cristiana. Ben presto per le sue doti di cortesia e di regalità, oltre che per la sua straordinaria bellezza, fu scelta come damigella d'onore della regina Margherita, fi­glia del re di Navarra e moglie di Guglièlmo I detto il Malo, che dal padre Ruggero Il aveva ereditato il trono di re di Sicilia. Co­sicché alla corte reale, nella splendida cor­nice del Palazzo dei Normanni, nella quale oggi ha sede l'Assemblea regionale siciliana, la giovane Rosalia divenne spettatrice di ele­ganti e sontuosi eventi mondani.  

La vocazione

I genitori avevano previsto per lei un no­bile matrimonio, come si conveniva alle giovani del suo rango e Rosalia, per rispet­to verso la decisione della famiglia, inizial­mente non vi si oppose. Ma secondo la tra­dizione popolare una visione straordinaria la indusse improvvisamente a rinunciare al matrimonio e al lusso della vita di corte. Il giorno in cui avrebbe dovuto incontra­re l'uomo che era stato prescelto per le noz­ze, il nobile e coraggioso Baldovino, un ca­valiere che si era distinto per aver salvato dalle fauci di un leone re Ruggero Il, Rosalia guardandosi allo specchio, invece della pro­pria immagine, vide riflessa quella di Gesù Crocifisso con il volto rigato di sangue per la corona di spine conficcata nella fronte. La giovanetta non ebbe dubbi: interpretò quella visione come la chiamata che Cristo le rivolgeva e, rivelando ai parenti e alla corte che il suo unico desiderio era quello di andare sposa solo a Cristo, lasciò il palazzo reale per abbracciare la vita consacrata.  

Il chiostro

Sulla presenza di Rosalia in monastero gli storici locali sono divisi: alcuni sostengono che avrebbe scelto direttamente la via del­l'eremitaggio, altri che preparò quel duro passo con alcuni anni di vita in convento. Tra coloro che propendono per la tesi con­ventuale, inoltre, vi è chi la descrive mona­ca dell'ordine benedettino, chi professa di quello basiliano, e chi non pone la questio­ne in termini di alternativa e compendia entrambe le ipotesi. E così, secondo una parte della tradizio­ne, appoggiata dallo storico Tornamira e accolta da papa Urbano VIII, Rosalia avreb­be scelto a guida della sua anima l'ordine be­nedettino. Su consiglio di san Guglielmo da Vercelli, fondatore del santuario di Mon­tevergine, che in quei tempi era a Palermo, si sarebbe ritirata in convento a Bivona e a Santo Stefano di Quisquina dove si trova­vano monasteri di eremiti benedettini, e so­lo in un secondo tempo avrebbe ottenuto il consenso dall'arcivescovo di Palermo, Ugone, di passare alla vita eremitica. Questa tradizione spiegherebbe il fatto che in quei circoli monastici fiorì una fervida devozio­ne alla santa anche immediatamente dopo la sua morte. Secondo altri autori, tra cui il gesuita Giustiniani e lo storico Stilting, Rosalia sa­rebbe stata una monaca fedele alla regola greca di san Basilio Magno. I sostenitori di questa tesi identificano nel monastero ba­siliano, un tempo annesso alla chiesa nor­manna della Martorana a Palermo, e in quello greco del Santissimo Salvatore, i luo­ghi in cui Rosalia avrebbe trascorso un pe­riodo di prova, e nel cenobio di Santa Ma­ria la Grotta a Melia il luogo della sua for­mazione. Il monastero di Melia, che in epo­che più recenti è andato distrutto, era un istituto eremitico che sorgeva tra le caverne che avevano ospitato i cristiani all'epoca delle persecuzioni e che in quegli anni era­no usate dalle monache basiliane per tra­scorrervi periodi di isolamento. La spiri­tualità mistica greca, basata sulla ricerca della solitudine e della pace contemplativa, insieme a questo luogo di raccoglimento, sa­rebbero state all'origine della decisione ma­turata da Rosalia di ritirarsi definitivamente a vita ascetica. Altri storici, ritenendo le due tesi ugual­mente verosimili perché tanto il monache­simo occidentale benedettino che quello greco basiliano potevano tornare graditi al­la Santa per la loro rigidezza, non escludo­no una terza ipotesi: Rosalia avrebbe fre­quentato, in maniera alternativa e saltuaria, i conventi dei due ordini, scegliendo sin da principio di vivere in solitudine. In effetti, se è vero che i santi monaci siciliani del X se­colo - come sant'Elia, san Vitale e san Cri­stoforo - hanno vissuto quasi tutti una pro­pria esperienza eremitica, è altrettanto ve­ro che, soprattutto nei primi secoli della Chiesa, non erano rari gli esempi di santi che si trasferivano in solitudine contem­plativa pur non essendo mai stati monaci, come fece san Paolo.  

La lettera in greco

Due reliquie, descritte dagli storici ma non più ritrovate, dovevano segnare il pas­saggio della santa pellegrina dal monastero greco del Santissimo Salvatore a Palermo e accreditare così la tesi che fosse stata pro­fessa dell'ordine basiliano. Secondo la te­stimonianza raccolta dal biografo Mongi­tore, una lettera scritta in greco e un fram­mento di legno contenuti in una piccola te­ca furono trovati da un muratore durante i lavori di ampliamento all'interno del mo­nastero. Si sarebbe trattato di una reliquia della Santa Croce - che Rosalia avrebbe ereditato dai suoi antenati reduci dalle guer­re di Gerusalemme e che avrebbe deposto sull'altare del patriarca san Basilio prima di lasciare il convento - e di una lettera scrit­ta di suo pugno in lingua greca a corredo di quell'offerta. Il monastero è andato distrutto quasi in­teramente, ma una lapide di marmo nero posta all'interno dell'oratorio del Santissimo Salvatore - una splendida costruzione a pianta ellittica edificata tra il 1681 e il 1699 a poca distanza dal luogo in cui nel XII se­colo sorgeva il monastero - riproduce il te­sto smarrito sia nella versione greca che nella sua traduzione latina. Qui Rosalia, definendosi suora, dichiara la propria de­vozione verso l'ordine basiliano con le pa­role: «Io, suor Rosalia Sinibaldi, lascio que­sto legno del mio Signore in questo mona­stero al quale sono sempre legata».  

L’eremitaggio

Così come aveva lasciato gli ori e i da­maschi della vita di corte per coltivare con più perfezione la pietà e la vita contempla­tiva, Rosalia decise di abbandonare anche quelle umili comodità che poteva offrire il chiostro e di intraprendere la vita anacore­tica per trascorrere ogni ora delle sue gior­nate nella più assoluta solitudine e nella preghiera. Il suo desiderio era quello di non posse­dere altro che il cielo come tetto e la terra come letto. Sapeva che quella scelta l'a­vrebbe condannata alla morte civile, l'a­vrebbe costretta a vivere tra asprezze e au­sterità nel crepaccio di una roccia, tra squal­lide ombre e senza altra compagnia che la voce muta della natura. Ma Rosalia non aspirava ad altro perché voleva rendersi sempre più degna del suo sposo Crocifisso. Era certa che la solitudine sarebbe stata la custodia esterna della sua purezza e che, con una particolare assistenza dello Spirito San­to, la sua anima nel deserto si sarebbe af­fratellata con gli angeli. E così, alla morte di Ruggero Il, chiese ed ottenne di poter vivere in eremitaggio nella Sierra Quisquina, feudo del padre.  

La Sierra Quisquina

Una notte buia, per evitare che anche la più fioca luce svelasse a qualcuno la sua presenza rendendo vano il suo progetto di vita nascosta, con il solo chiarore delle stel­le a guida dei suoi passi, la vergine paler­mitana si diresse verso un monte sulla Sier­ra Quisquina. Non volle portare con sé altre cose se non gli oggetti più cari: una picco­la croce d'argento e una corona per il Ro­sario, di cui sono stati ritrovati alcuni gra­ni, accanto alle reliquie del suo corpo, ora custoditi nella cappella del Tesoro della cat­tedrale di Palermo. Si rifugiò in una piccola caverna aperta nella roccia sul fianco nord della Sierra Quisquina, una catena montuosa nelle Ma­donie che separa la provincia di Palermo da quella di Agrigento. Era un luogo buio e umido, incuneato tra due poggi: il monte Cammarata ad est e il monte delle Rose ad ovest, un angolo di terra così nascosto tra i boschi che i saraceni lo avevano chiamato Quisquina, dall'arabo «Coschin» che signi­fica «oscuro». L'anfratto scelto per ritirarsi in preghiera e castità era poco più di un cunicolo, al quale si poteva accedere solo se inchinati. All'interno la caverna era piccola e buia e for­mava alcune cellette anguste collegate tra lo­ro da stretti corridoi. In quella grotta remota, protetta da una fitta vegetazione e nascosta nel cavo della roccia, nessuno poteva accorgersi della sua presenza. Così Rosalia poté trascorrere in as­soluta solitudine dodici lunghi anni di esi­lio volontario, dedicandosi esclusivamente alla preghiera e all'ascetismo.  

L'iscrizione latina

La precisione con cui si determinano la durata e il luogo esatto dell'eremitaggio è do­vuta al ritrovamento di un'epigrafe scritta in latino, da sempre considerata una testimo­nianza autografa della santa. La frase che la vergine volle imprimere sulla roccia nei pressi della grotta in cui visse, come segno riconoscibile del suo pas­saggio, tradotta in italiano, recita così: «Io Rosalia figlia di Sinibaldi, signore della Qui­squina e delle Rose, per amore del mio Si­gnore Gesù Cristo decisi di abitare in que­sta spelonca». A corredàre l'incisione, nel­l'angolo basso di sinistra, compare anche la cifra « 12 » che è stata letta e interpretata da sempre come il numero degli anni che la santa trascorse nella grotta. Il ritrovamento dell'epigrafe, incisa pro­fondamente su una superficie di roccia ben levigata, con lettere alte due dita disposte su nove linee irregolari, per straordinaria coin­cidenza è avvenuto il 25 agosto 1624, 40 giorni dopo l'invenzione del suo corpo in una caverna sul Monte Pellegrino e dopo cinque secoli dalla sua morte. Gli artefici del ritrovamento, confermato dall'anziano sa­cerdote Giovanni Labarbera, sono stati due muratori palermitani che stavano lavoran­do alla costruzione del convento dei dome­nicani a Santo Stefano di Quisquina. Si tratta di un reperto di grande interesse che conferma quale sia stata l'unica ragione che spinse Rosalia a vivere in solitudine: con poche e semplici parole, infatti, la santa pellegrina ha voluto assicurare che a farle abbandonare la ricchezza paterna non era stata la paura, né il rimorso, ma il gran­de amore che nutriva per Cristo Signore.  

Il Monte Pellegrino

La vera ragione che indusse Rosalia a la­sciare la Sierra Quisquina per isolarsi in un'altra grotta sul Monte Pellegrino, a circa tre chilometri da Palermo, è in realtà sco­nosciuta. Alcuni autori sostengono che in se­guito a una violenta ribellione dei conti e dei baroni contro i Normanni, nella quale ri­mase ucciso anche il duca Sinibaldi, tutti i beni della famiglia furono confiscati e con essi anche la Sierra Quisquina. Secondo la tradizione Rosalia, ricercata dagli inviati che si aggiravano tra le rupi quisquinesi, si nascose nel tronco vuoto di una quercia e si salvò. In quello stesso luogo, successiva­mente, fu eretta una chiesetta a perpetuare il ricordo di quell'evento miracoloso. Ro­salia, non sentendosi al sicuro in una terra che non era più di proprietà della famiglia, avrebbe deciso di allontanarsi e di ritirarsi sul Monte Pellegrino, in quel tempo una terra demaniale, che la giovane ottenne «in dote» dalla regina Margherita. Da sempre fortezza inespugnabile e ba­luardo incrollabile contro Romani e Sara­ceni, il Monte Pellegrino, montagna calca­rea di 606 metri a picco sul golfo di Palermo, al tempo dei Greci era chiamato «Ercta», os­sia «impervio». E infatti i suoi fianchi sco­scesi erano difficilissimi da scalare e addi­rittura il lato mare era inaccessibile, mentre la vetta era sempre sferzata da umidi venti di tramontana: un luogo inospitale che Ro­salia scelse considerandolo adatto ad un duro esilio.  

Le rinunce e le tentazioni nella grotta

Dopo aver scalato il Monte Pellegrino at­traverso un sentiero impervio che dal bosco della Favorita portava alla vetta, Rosalia designò come povera dimora una caverna rude, inospitale e circondata da un paesag­gio selvaggio. Qui le sue giornate trascor­revano nel rigore assoluto, nella rinuncia ad ogni cosa, nella penitenza e nella continua adorazione di Cristo. Il suo corpo era sfini­to perché la santa romita non aveva alcun pensiero o senso che non fosse crocifisso. Ma sapeva che quella era la sua strada per la santità. La tradizione popolare nei secoli ha ar­ricchito con fantasia e colorito con leggen­de questo soggiorno solitario. Il demonio l'a­vrebbe tentata più volte, presentandosi a lei sotto varie vesti, ora come giovane ai­tante, ora come messaggero della famiglia in pena, ma sempre invano perché Rosalia sapeva opporsi con energia a qualsiasi ten­tazione, lusinga o seduzione. In quella grotta la santa visse gli ultimi an­ni della sua vita, nessuno sa esattamente quanti, fino al giorno della sua morte, av­venuta il 4 settembre del 1160, quando ave­va circa 35 anni.  

La morte e la sepoltura

Non appena comprese che era arrivata la sua ultima ora, Rosalia docilmente si pre­parò a quella partenza, passaggio neces­sario alla nuova e migliore vita. Adagiata­si sul suolo della grotta nascosta, fece del­la sua mano destra l'ultimo guanciale e strinse al petto con la sinistra il piccolo crocifisso. La posizione del corpo, nella quale furono ritrovate le reliquie cinque secoli dopo, è quella di una dormiente e non di chi lotta contro la morte e perciò te­stimonia che la santa spirò senza malattia, come la Madonna, indebolita solo dalla profusione di energie spese nell'amore in Cristo. La morte arrivò senza il conforto di al­cuna persona che, se fosse stata presente, avrebbe composto la salma, com'è da sem­pre in uso, con le mani congiunte al petto e l'avrebbe trasferita al più vicino cimitero invece di seppellirla sottoterra in una spe­lonca umida. Invece, in coerenza con una vi­ta isolata e nascosta, Rosalia morì senza assistenza e senza pianto, trasformando la sua dimora in sepolcro. Ma ad una santa il Cielo non può negare gli estremi onori della sepoltura: secondo la tradizione una schiera di angeli scese sulla terra per seppellire il suo corpo che, in effetti miracolosamente venne poi ritrovato pie­trificato, quindici piedi sotto terra, in un guscio chiuso di roccia come se fosse stato sepolto da qualcuno in un urna offerta dalla natura. 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
2 settembre 2017 6 02 /09 /settembre /2017 23:00

sanGregorioMagno-copia-2.jpg

 

Preghiera a San Gregorio Magno

 

San Gregorio, tu sei stato un insigne pastore della chiesa di Cristo, con la tua vita hai effuso nel mondo la pietà e la dottrina cristiana. 
Tu hai cercato di mostrare a tutti, credenti e non, il volto di Gesù, come umile e Buon Pastore! 
Insegna a noi oggi, a metterci al servizio dei fratelli con semplicità di cuore, non cercando di mostrarci migliori agli occhi degli uomini, ma come realmente siamo agli occhi di Dio. 
Guidaci nel cammino della vita, per giungere un giorno a contemplare quel tanto sospirato mistero di Dio. 
San Gregorio stimolaci nel ricercare Cristo nel corpo consumato di un malato, negli occhi vuoti di un trasandato, nel viso oscuro di un peccatore, nell’accoglienza di un carcerato, nella vicinanza di un escluso, nell’aiutare uno meno fortunato di noi, nel nostro prossimo. 
San Gregorio Magno prega per noi

 

 

VITA DEL SANTO

 

Nacque verso il 540 dalla famiglia senatoriale degli Anici e alla morte del padre Gordiano, fu eletto, molto giovane, prefetto di Roma. Divenne poi monaco e abate del monastero di Sant'Andrea sul Celio. Eletto Papa, ricevette l'ordinazione episcopale il 3 settembre 590. Nonostante la malferma salute, esplicò una multiforme e intensa attività nel governo della Chiesa, nella sollecitudine caritativa, nell'azione missionaria. Autore e legislatore nel campo della liturgia e del canto sacro, elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano. Lasciò scritti di carattere pastorale, morale, omiletico e spirituale, che formarono intere generazioni cristiane specialmente nel Medio Evo. Morì il 12 marzo 604. 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
2 settembre 2017 6 02 /09 /settembre /2017 08:06

 

Preghiera a Sant' Elpidio

 

O glorioso nostro protettore, Sant’ Elpidio, mentre prostati davanti alle vostre sante reliquie e a quelle dei vostri santi discepoli  Ennesio ed Eustasio ci onoriamo del vostro augusto nome, quanto dobbiamo arrossire  nel vederci tanto lontani  nell’imitazione della vostra santa vita.

 

Si, o caro Santo, che di tutte le virtù foste splendido esempio, così da attirare l’ammirazione di tante anime che verso di voi accorrevano, otteneteci dal Signore la grazia di essere veramente fedeli discepoli e di condurre una vita simile alla vostra sinceramente  cristiana.

 

Risplenda in noi una fede viva e pratica, siano infiammati  i nostri cuori di grande amore di Dio e di generosità verso il prossimo. Risplenda la vita cristiana e l’onestà dei costumi in tutte le famiglie delle città e della campagna.

 

Fioriscano le più belle virtù fra i nostri piccoli, fra la gioventù e fra tutti  i lavoratori. Anche se siamo indegni, continuate su tutti noi la vostra protezione così che possiamo un giorno essere partecipi con voi della stessa gloria nel santo Paradiso. Amen.

 

Si recitano 3 Gloria al Padre

 

Sant’ Elpidio prega per noi.

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento

Presentazione

  • : La gioia della preghiera
  • La gioia della preghiera
  • : Questo blog nasce dall'esigenza di condividere col mondo una scoperta che mi aiuta nella vita di tutti i giorni e che mi rende una persona migliore: la preghiera... Se volete contattarmi: lagioiadellapreghiera@hotmail.it
  • Contatti

Fateci Uscire Da Qui (Un Libro Che Invito A Leggere Coloro Che Hanno Perso I Loro Cari)