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29 luglio 2017 6 29 /07 /luglio /2017 16:29

santa-marta.jpg

 

Preghiera a Santa Marta di Betania

 

Con fiducia ci rivolgiamo a te.

Ti confidiamo le nostre difficoltà e sofferenze.

Aiutaci a riconoscere nella nostra esistenza 

la presenza luminosa del Signore

come tu l'hai ospitato e servito nella casa di Betania.

Con la tua testimonianza, pregando e operando il bene

hai saputo combattere il male;

aiuta anche noi a respingere ciò che è male,

e tutto ciò che vi conduce.

Aiutaci a vivere i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù

e a rimanere con Lui nell'amore del Padre,

per diventare costruttori di 

pace e di giustizia, 

 sempre pronti ad accogliere e soccorrere gli altri.

Proteggi le nostre famiglie,

sostieni il nostro cammino e mantieni ferma 

la nostra speranza in Cristo, risurrezione di via.

Amen.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania, un villaggio ad appena tre chilometri da Gerusalemme; nella loro casa, Gesù amava sostare durante le sue predicazioni in Giudea e proprio durante una di queste, troviamo Marta per la prima volta. Le Scritture ci presentano Marta come una indaffarata donna di casa, preoccupata nell'accoglienza dell'illustre ospite, al contrario della sorella Maria, che preferisce restare all'ascolto della parola del Messia, tanto che Marta si trova a richiedere aiuto a Gesù stesso,che però le spiega Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te . Comunque nell'arco dei secoli, i Padri e Dottori della Chiesa, l'hanno considerata come modello evangelico delle anime contemplative e la santità di questa donna è assolutamente fuori discussione, confermata dalle stesse parole di Cristo; tant'è che solo Marta, a differenza di Maria e di Lazzaro, compare nel calendario universale, quasi ripagandola delle attenzioni premurose verso il Salvatore e proponendola alle donne cristiane, quale esempio di operosità e fedeltà.
La modesta e maltrattata professione di massaia, quindi viene riscattata da questa Santa; Marta poi ricompare nel drammatico episodio della risurrezione del fratello Lazzaro, dove lei domanda implicitamente a Gesù di compiere il miracolo che restituirà la vita al fratello, rendendo al Messia una splendida professione di Fede. Nei Vangeli troviamo Marta anche in un banchetto, insieme al Signore e al fratello appena resuscitato, in cui di nuovo lei si distingue per le sue abilità di buona padrona di casa. Sugli anni successivi della vita della Santa non ci sono più documenti ufficiali, anche se abbondano i racconti leggendari; i primi a dedicare una celebrazione liturgica a Santa Marta furono i francescani, nel 1262; posero la festa al 29 Luglio, otto giorni dopo la celebrazione di Maria Maddalena, che per molto tempo fu impropriamente identificata con la sorella Maria. (fonte:santiebeati.it)

 

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28 luglio 2017 5 28 /07 /luglio /2017 11:39

Ieri, 27 Luglio è terminata la Novena dedicata ai Santi Nazario e Celso riportata nelle pagine del blog :  19 Luglio : inizio della novena a San Nazario e San Celso

 

Preghiera a San Celso

Ci rallegriamo con voi, o glorioso S. Celso per le tappe gloriose della vostra vita apostolica: quando illuminato dalla grazia, in giovanissima età, sapeste seguire la dottrina del Divin Maestro, vincendo le minacce dei vostri parenti e le beffe dei vostri compagni; quando nel fiore degli anni, sapeste vincere le passioni, seguendo generosamente i consigli evangelici; quando lasciando patria, parenti ed amici, insieme con Nazario, vostro maestro, predicaste con ardore la fede cristiana a paesi stranieri e pagani, convertendo tante anime alla vera religione di Gesù Cristo.
Deh, fate che una scintilla sola di quella luce divina, che rifulse in voi, illumini le nostre menti e riscaldi i nostri cuori, in modo che anche noi otteniamo la grazia di spendere la nostra vita per la gloria e il trionfo della Parola di Dio.
Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen

O glorioso S. Celso. Pregate per noi.
Preghiera a San Celso 

Ci rallegriamo con voi o glorioso S.Celso, per quella invitta costanza e per quell’ eroico coraggio con i quali affrontaste, durante il dominio di Nerone, a Milano, il martirio per la glorificazione della Divina Parola.
Salvato miracolosamente dal mare, con fermezza affrontaste l’ira del tiranno Anolino e con gioia tolleraste la decapitazione, inneggiando a Dio tra le pene del martirio.
Deh, otteneteci che con la stessa costanza e con lo stesso coraggio affrontiamo gli assalti incessanti delle tentazioni, i disagi e le lotte della vita, in modo da testimoniare di fronte al mondo la Parola di Dio. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen

O glorioso S. Celso. Pregate per noi.

Preghiera a San Celso 

Ci rallegriamo con voi, o glorioso S. Celsoche, giovanissimo ancora, sapeste così gloriosamente donare la vostra vita a Gesù, il quale a sua volta raccoglieva la vostra anima bella nel cielo con la duplice corona dell’innocenza e del martirio.
Noi vi preghiamo per i vostri meriti e per la sublime gloria, di cui siete ora circondato in cielo, deh, vegliate continuamente su questo popolo, che è vostro e che vi elesse a suo speciale protettore.
Il vostro potente patrocinio si estenda continuamente,in ogni tempo e in ogni circostanza.
Nei molteplici bisogni che assillano al vita, siate il nostro provveditore; nelle amarezze, con le quali è travagliato il pellegrinaggio in questo esilio, siate il nostro consolatore; nelle continue tentazioni, che l’inferno muove contro le nostre anime, siate il nostro solerte difensore.
Così avvalorati dalla vostra protezione, seguiremo sulla terra l’esempio luminoso della vostra testimonianza alla Divina Parola, negli ultimi momenti della nostra vita invocheremo il vostro nome con quello di Gesù e Maria e ci incontreremo nel cielo, o miracoloso nostro protettore, per godere insieme la gloria eterna di Dio, nostra felicità. Amen.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen


O glorioso S. Celso. Pregate per noi.
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Si dice che il racconto della vita dei santi Nazario e Celso sia stato ritrovato da Ambrogio nel libro di Gervasio e Protasio. Avendo il padre giudeo e la madre cristiana, Nazario non sapeva quale religione dovesse scegliere.
Fu per volontà di Dio che seguì le orme della madre: per questo motivo il padre cercò di spaventarlo enumerandogli i tipi di supplizio e di pene cui erano sottoposti i cristiani. Non volendo assolutamente sottostare ai voleri del padre, Nazario lasciò Roma e per nove anni passò da una città all'altra dell'Italia, aiutando i poveri. Giunse quindi a Piacenza, poi a Milano dove sostenne i santi Gervasio e Protasio rinchiusi in carcere.
A causa di ciò fu costretto a lasciare la città e a peregrinare da un luogo all'altro, fino a quando gli apparve la madre morta che gli consigliò di scappare nelle Gallie. Qui una donna affidò a Nazario il proprio figlio di nome Celso supplicandolo di battezzarlo. Venuto a conoscenza di ciò, il prefetto delle Gallie imprigionò in carcere Nazario e Celso, ma grazie all'intervento della madre del bambino, furono liberati.
In seguito Nazario fu accusato di aver diffuso il Cristianesimo, e fu condotto insieme al giovane Celso da Nerone, il quale li fece rinchiudere di nuovo in carcere: ma furono rilasciati dopo che un giorno Nerone, essendo stato aggredito da un gran numero di belve, pensò che quello fosse stato un castigo di Dio per ciò che aveva fatto e perciò decise di liberarli. Ma i due santi furono ancora puniti dall'imperatore quando Nazario, entrato in un tempio, aveva iniziato a pregare: furono gettati in mare durante una tempesta, ma Nazario grazie alla preghiera riuscì a calmare le acque. Successivamente i sacerdoti degli dei pagani decisero di decapitare Nazario e Celso, fuori dalla Porta Romana a Milano.
Dopo che i cristiani ebbero seppellito i loro corpi di nascosto nei propri giardini, i due santi apparvero a Cerazio, chiedendogli di sotterrare i corpi in un luogo più sicuro e in cambio compirono il miracolo di guarirne la figlia paralitica. Tempo dopo il Signore rivelò dove erano sepolti i corpi a sant'Ambrogio il quale lasciò il corpo di Celso dove si trovava e portò quello di Nazario, ritrovato ancora con il sangue fresco come appena sepolto, nella chiesa degli Apostoli.

 

 

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27 luglio 2017 4 27 /07 /luglio /2017 08:29
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Si è conclusa ieri la Novena a San Pantaleone (dal 18 al 26 Luglio)

 

 

Antica preghiera a San Pantaleone

 

Oh San Pantaleone di Ravello,

protettore e avvocato,

pregate il nostro Dio

che ci liberi dai peccati,

da fame, peste, guerre

e gran castighi in questo mondo;

liberateci per pietà!

Sia benedetta la nostra sorte

di aver voi per protettore:

impetrateci una buona morte,

nostro sempre difensore.

Amen.

 

 



Inno in onore a San Pantaleone



Mentre tue lodi - tuoi eccelsi onori
Cantiamo, o Santo - nostro Protettore,
Al popol tuo - versa i tuoi favori
Intutte l'ore.

Tu della morte - spezzi la farètra
Labiscia muore - e col pio accento
Sorgono i morti; - la sua vista impétra
L'orbo contento.

Vinto già trema - quei che ti tortura;
Disprezzi uncini, - fiamme ardenti e mare;
Quanto nel mondo - pose mal natura
Tufai cessare.

Se cadi, vinci; - trionfi tu se muori;
Il sangue in latte - commutato albeggia;
Regna e ci mostra - gl'innocenti amori
Nell'alta Reggia.

Corrusco al mondo - l'innocente sangue
Oh! Maraviglia - tiepido trascorre;
Vivido; attinge - fede che non langue
Chi a te ricorre.

Or che potente - nell'Empireo assiso
Splendi qual astro - fra' celesti cori,
Cinto di rose - hai nel Paradiso
Trionfi e onori.

Salve, a noi provvido - Medico celeste,
Reca a noi forza - nel terreno esiglio;
Volgi agi' infermi - ed all'alme meste
Paterno il ciglio.

Tu, Vincitore, - l'infernal nemico
Scaccia da noi, - e lontan rattieni
D'Averno i mali: - e Gesù tuo amico,
Cimandi i beni.

Al Padre, al Figlio, - all'eterno Santo
Spirto s'aderga - un saluto. E' Dio
Cui nel ciclo ogni - spirto eleva il canto
Supplice e pio. AMEN

Prega per noi, Glorioso San Pantaleone.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.



Preghiera conclusiva


Dio onnipotente e misericordioso, che al tuo martire Pantaleone hai dato la forza di superare i tormenti del martirio e di pregare per i suoi persecutori, concedi a noi, che imploriamo la sua protezione, di accogliere il dono del suo amore e di viverlo in un impegno di testimonianza cristiana. Per Cristo nostro Signore. AMEN.

 

 

LITANIE DI SAN PANTALEONE

 

Signore, pietà

Cristo, pietà

Signore, pietà

Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, che sei Dio - abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio - abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio - abbi pietà di noi

Santa Trinità, che sei Dio - abbi pietà di noi

San Pantaleone - prega per noi

San Pantaleone, gloria di Dio - prega per noi

San Pantaleone, martire di Gesù Cristo - prega per noi

San Pantaleone, testimone della fede - prega per noi

San Pantaleone, attento ascoltatore del Vangelo - prega per noi

San Pantaleone, pieno di misericordia - prega per noi

San Pantaleone, grande taumaturgo - prega per noi

San Pantaleone, consolatore degli afflitti - prega per noi

San Pantaleone, soccorso dei deboli - prega per noi

San Pantaleone, liberatore degli oppressi - prega per noi

San Pantaleone, operatore di miracoli - prega per noi

San Pantaleone, convertitore dei pagani - prega per noi

San Pantaleone, esempio dei battezzati - prega per noi

San Pantaleone, difensore della religione cristiana - prega per noi

San Pantaleone, protettore della nostra Parrocchia - prega per noi

San Pantaleone, modello di carità - prega per noi

San Pantaleone, modello della nostra vita - prega per noi

San Pantaleone, venerato in tanti luoghi della terra - prega per noi

San Pantaleone, guaritore degli ammalati - prega per noi

San Pantaleone, medico prodigioso del corpo e dell'anima - prega per noi

San Pantaleone, protettore dei medici - prega per noi

San Pantaleone, salute dei sofferenti di emicrania - prega per noi              

San Pantaleone, intercessore potente - prega per noi

San Pantaleone, nostro speciale patrono - prega per noi

San Pantaleone, glorioso tra gli angeli e i santi - prega per noi 

Dalle insidie del demonio - San Pantaleone liberaci

Dai mali che ci rattristano - San Pantaleone liberaci

Dalle calamità naturali - San Pantaleone liberaci

Dall'odio e dalla violenza - San Pantaleone liberaci

Dall'ingiustizia e dal sopruso - San Pantaleone liberaci

Dalla mormorazione e dalla calunnia - San Pantaleone liberaci

Dalla bestemmia e dall'indifferenza  religiosa - San Pantaleone liberaci

Da una vita disimpegnata e insignificante - San Pantaleone liberaci

Dalla superbia e dall'ignoranza - San Pantaleone liberaci

Da ogni peccato - San Pantaleone liberaci

Con la tua intercessione - San Pantaleone proteggici

 

 

Prega per noi, San Pantaleone -  Affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo

 

Preghiamo 

O Dio, che al tuo martire San Pantaleone hai dato la forza di vincere vari tormenti e di pregare per i suoi persecutori, concedi benigno anche a noi, che imploriamo il suo aiuto, di conseguire gli effetti della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

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VITA DEL SANTO

Pantaleone godette fin dall’'antichità di una certa fama, sia in occidente, che in oriente al pari di altri medici taumaturgici, come i celebri Santi Cosma e Damiano. Pantaleone nacque a Nicomedia, in Bitinia nel III secolo e fu educato cristianamente dalla madre Eubule, anch’'ella ricordata nel Sinassario Costantinopolitano. Ma Pantaleone venne affidato al padre pagano prima di ricevere il Battesimo; venne quindi affidato alle cure del grande medico Eufrosino, che gli insegna egregiamente la medicina, tanto da attirare perfino, l’'ammirazione dell'’imperatore Massimiano. Si riavvicina alla Fede cristiana, grazie alla dottrina di Ermolao, un presbitero cristiano che gli propone di salvare le vite in nome di Cristo; dal momento in cui sceglie di seguirlo, Pantaleone compie numerosi segni miracolosi, come la guarigione di un cieco nato e la risurrezione di un bambino morto in seguito al morso di un serpente. Si fa battezzare e compie numerose conversioni, quindi cede tutti i suoi beni ai poveri e difende l’opera di Cristo per la salvezza dei malati; naturalmente le sue opere e la sua apologia fanno molto rumore e si predispone al martirio.Viene arrestato e portato dinanzi all’imperatore che cerca di dissuaderlo, ma Pantaleone rilancia e guarisce un paralitico davanti ad un gruppo di medici pagani, che nulla avevano potuto prima.
A questo punto la Passio racconta molti altri segni miracolosi, tanto da far accusare il Santo di stregoneria; considerando come fantasiose alcune ricostruzioni, si può confermare invece, con certezza, il suo martirio, inserito dagli agiografi al 27 Luglio dell'’anno 305, grazie alle ricostruzioni della Passio, dei Martirologi e dei Sinassari. La storia di Pantaleone, come quella di Cosma e Damiano, pone in risalto l’'opposizione tra la medicina pagana e quella salvifica cristiana; la Diocesi di Crema ricorda San Pantaleone il 10 Giugno, giorno in cui la città fu liberata dalla peste, grazie all'’intervento del Santo Medico. (fonte:santiebeati.it)

 

 

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26 luglio 2017 3 26 /07 /luglio /2017 09:40

gioacchinoeanna.jpg

 

Preghiera a Sant'Anna

 

O benedetta fra le madri, gloriosa Sant'Anna che aveste

per figliola a voi soggetta ed obbediente la Madre di Dio,

ammiro l'altezza di vostra elezione e le grazie di cui vi adornò

l'Altissimo! Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine

nell'onorarvi, nell'amarvi, nell'affidarmi alla vostra tutela.

A Gesù, a Maria ed a voi consacro tutta la mia vita come un 

umile tributo della mia devozione; voi ottenetemi che passi

per me santa e degna del Paradiso. Così sia.

 

 

Preghiera a San Gioacchino

 

O Grande e glorioso  San Gioacchino, quanto sono felice pensando che fosti eletto fra tutti i Santi a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo della Madre di Dio, Maria Santissima! Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo presso la Madre ed il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.

Con tale fiducia ricorro alla tua protezione e ti raccomando le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali; ti raccomando inoltre la grazia particolare che desidero e che attendo dalla tua paterna intercessione... (esprimere richiesta) E poiché fosti modello perfetto di vita interiore, ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e Maria.

Ti prego di implorare per me all'Eterno Padre devozione e obbedienza sincera alla Santa Chiesa e al sommo Pontefice che la governa e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire nella fede, speranza e carità perfetta, invocando i nomi santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi. Amen. 

 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.
 

San Gioacchino, felice padre della Madre di Dio, prega per noi.

 

 

 

VITA DEI SANTI

Il culto di Sant'’Anna è estremamente diffuso in tutta la Cristianità, nonostante su di lei non ci siano molte notizie certe; la celebrità di Anna è legata senza dubbio alla sua maternità, l’aver portato nel grembo Maria, la speranza del mondo, la pone giustamente nel cuore di tutti i cristiani. E'’ patrona delle madri di famiglia, delle vedove e delle partorienti, viene invocata spesso nei parti difficili; non viene ricordata nei Vangeli canonici, ma è spesso citata nei vangeli apocrifi, questi testi nonostante non siano riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa, hanno spesso influito sulla liturgia e sulla devozione dei fedeli.

Lo sposo di Anna era un ricco uomo che abitava vicino Gerusalemme; i due consorti si amavano profondamente, ma anche in età avanzata non erano riusciti ad avere figli, tanto che Gioacchino si ritirò nel deserto per chiedere a Dio il dono di un figlio e alle preghiere del marito si aggiunsero quelle di Anna. Durante la preghiera ad Anna apparve un angelo che le annunciò la prossima gravidanza e che tutto il mondo avrebbe parlato della sua prole; le preghiere di Anna e Gioacchino quindi arrivarono fino a Dio, che li accontentò.
E così fu, nacque Maria e i genitori ringraziarono Dio con molti doni al tempio; a tre anni la bimba venne portata al tempio per essere consacrata al Signore, come i genitori promisero nelle loro preghiere. Dopo i tre anni di Maria, nessun testo parla più di Gioacchino, mentre di Anna si dice, sempre nei vangeli apocrifi, che visse fino agli ottant’anni e rimasta vedova, si sposò altre due volte, concependo altri due figli. Il culto di Anna e Gioacchino si diffuse in Oriente e Occidente, anche grazie alle reliquie raccolte durante le crociate; il primo edificio di culto a loro dedicato lo fece costruire Giustiniano, intorno al 550 a Costantinopoli.
In Occidente invece, il culto dei genitori di Maria si intensificò intorno al X secolo e si estese in tutta Europa, fino al XV secolo, quando Papa Gregorio XIII inserì la celebrazione di S. Anna nel Messale Romano; Gioacchino invece fu lasciato in disparte per alcuni secoli, fino ad essere ricongiunto alla moglie nel calendario liturgico. In tutti i tempi molti artisti hanno raffigurato Maria insieme ai suoi genitori. Nel Vangelo, Gesù disse “dai frutti riconoscerete la pianta” e noi conosciamo il frutto nato dalla famiglia di Anna e Gioacchino: la Santa Vergine Maria, l’Immacolata Concezione, che diventerà il tabernacolo del Dio fatto uomo. (fonte:santiebeati.it)

 

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25 luglio 2017 2 25 /07 /luglio /2017 09:42

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 Preghiera a San Giacomo Apostolo

 

O parente di Gesù Cristo secondo la carne,
e molto più secondo lo spirito, 

Apostolo favorito e famigliare del Signore,
dal quale fosti chiamato tra i primi e Tu seguisti lasciando 
i tuoi parenti, tutti i beni e le speranze della terra.
Per Lui, primo tra gli Apostoli tu desti la vita, e col tuo sangue confermasti
la dottrina del Vangelo che avevi predicato.

Quante volte, o Apostolo glorioso, 
apparisti sui campi di battaglia ai cristiani,
lottando con essi contro i nemici di Cristo e della Sua Croce!
Quante volte li hai sbaragliati e vinti,
dando miracolosamente la vittoria a coloro che si
ritenevano già sconfitti!

O forza dei cristiani! 
O rifugio di coloro che t'invocano e sperano in Te: 
salvaci dai nostri pericoli!

Il Signore ci dia, per Sua intercessione, 
il Suo santo amore e timore, giustizia, pace e vittoria
su tutti i nostri nemici visibili ed invisibili,
e soprattutto ci conceda di poterlo eternamente vedere
e possedere insieme agli Angeli del Paradiso.
Amen.

 

 

 

 Preghiera a San Giacomo Apostolo

 

Al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, amore infinito, presenza misteriosa e reale, rendiamo grazie per averci donato la Chiesa, feconda di grazia e di santità, e in essa S. Giacomo. O Apostolo di Cristo, facci sentire la gioia di saper pronunciare un si generoso e totale alla chiamata del Signore, così come tu fosti disposto a lasciare tutto, dopo aver ascoltato la voce del Maestro che ti diceva: seguimi! Contemplativo del Signore, prescelto insieme a Pietro e Giovanni ad essere partecipe alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor, dona anche a noi occhi trasfigurati che non vedano "se non Gesù solo" e, pieni di stupore e di adorazione, aiutaci a fare di Dio l'Assoluto della nostra vita. Figlio del tuono, donaci la tua audacia e la tua prontezza nel corrispondere con fedeltà al credo che professiamo, sino a fare della nostra vita un dono per Dio e per i fratelli senza riserve e per sempre. Trasformaci in testimoni di Cristo, credibili fino in fondo, anche quando le ferite del vivere scavano dentro di noi solchi di dolore e sfiducia. Amico di Dio, raccogli il pentimento per i nostri errori ed i nostri peccati, aiutaci a presentarlo al Padre della misericordia, perché graziati dal Signore diventiamo uomini nuovi, capaci di amare sul serio perfino i nostri nemici. Fratello maggiore, sii accanto a noi e sostienici mentre cerchiamo di fare un'esperienza profonda della paternità divina; così ci sentiremo "figli nel Figlio" e un giorno, con tutti i santi, concittadini del Cielo. Amen. 

 

 

VITA DEL SANTO

 

 

Viene detto il Maggiore per distinguerlo dall'’altro Apostolo di Gesù, Giacomo di Alfeo, detto il Minore. Lui e suo fratello Giovanni, sono figli di Zebedeo, pescatore in Betsaida, sul lago di Tiberiade; vengono chiamati da Gesù, che ha già con sé i fratelli Simone e Andrea e anche loro lo seguono. Di lì a poco nacque il collegio apostolico, con Pietro a capo, seguito da altri 11 fedeli che saranno testimoni della Trasfigurazione di Cristo, della risurrezione della figlia di Giairo e della notte al Getsemani. Grazie alle Sacre Scritture conosciamo anche la madre di Giacomo e Giovanni, Salome che ha l’ardire di chiedere a Gesù un posto speciale nel regno dei cieli per i propri figli che si dicevano pronti a seguirlo; Gesù le spiegò che il Figlio dell’Uomo è venuto per servire e non per essere servito (Matteo, 20). Giacomo seguirà in tutto e per tutto il Messia, sarà il primo Apostolo a morire martire nel 42, quando il re Erode cominciò a perseguitare alcuni discepoli di Cristo e Giacomo fu proprio ucciso dalle spade dei soldati di Erode. L'’ultima notizia sui Vangeli dell’Apostolo Giacomo è quella del suo martirio, ricordato nel capitolo 12 degli Atti; il re che da il via alla persecuzione è in carica dal 37 ed è odiato e avversato dal popolo, a causa della sua cattiveria e della corruzione, cerca quindi consensi con la condanna a morte dei discepoli di CristoSi dice che abbia predicato il Vangelo in Spagna e quando quel paese cadde in mano araba, nel IX secolo, il corpo del Santo sarebbe stato portato a difesa del popolo, nel nord ovest del paese, dove sarebbe stato seppellito nel famoso luogo, nominato poi Santiago de Compostela.
Gli spagnoli gli tributano un culto fiducioso ed appassionato, che sarà da sostegno nei terribili anni dell’occupazione araba. La cieca fiducia nel Santo da parte degli spagnoli in difficoltà ha ripercussioni in tutta Europa, tanto che numerosi cristiani cominciano i pellegrinaggi verso le spoglie del Santo a Santiago; la speranza e la passione dei fedeli commuove gli innumerevoli pellegrini che per oltre dieci secoli hanno portato onore a San Giacomo, anche grazie al celebre “cammino di Santiago”. [fonte:santiebeati.it]

 

 

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24 luglio 2017 1 24 /07 /luglio /2017 09:18

 

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Ieri si è conclusa la ...

 

 

Preghiera a Santa Cunegonda 
 
 
O Dio, che hai fatto risplendere santa Cunegonda 
per l’illibatezza di vita 
e per la generosa carità verso i poveri, 
concedi anche a noi, 
che confidiamo nella sua intercessione, 
di progredire in cristiana letizia 
nel cammino del tuo amore. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, 
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, 
per tutti i secoli dei secoli.
 
 
 
 
VITA DELLA SANTA
 
Cunegonda, detta Kinga, figlia di Bela IV, re d’Ungheria, e sorella maggiore della beata Iolanda, nacque nel 1224. A sedici anni fu data in sposa al principe di Cracovia, Boleslao il Pudìco, e visse con lui in perfetta castità. Divenuta duchessa di Cracovia si prodiga per il bene del suo popolo, con ardite iniziative a favore dei poveri in cui impegna tutte le risorse economiche e si dona con grande amore. Coopera instancabilmente alla pacificazione dei principi polacchi. Ha un’intensa vita spirituale nella linea francescana e una grande forza apostolica nel diffondere la fede cristiana tra popoli ancora pagani. Alla morte del marito, entrò con la sorella nel monastero delle Clarisse di Stary Sacz, da lei stessa fondato, ed esercitò per molti anni l’ufficio di abbadessa, prodigandosi al servizio delle consorelle, dei poveri e degli ammalati. Penitente ed orante in modo del tutto eccezionale, lasciò questa terra il 24 luglio 1292. Alessandro VIII, l’11 giugno 1690, ne confermò il culto e, nel 1715, Clemente XI la proclamò patrona della Polonia. Il 16 giugno 1999 a Stary Sacz Giovanni Paolo II la iscrisse nell’albo dei santi. 
 
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23 luglio 2017 7 23 /07 /luglio /2017 10:55

santa-brigida.jpg

 

Il 20 luglio ho visitato la chiesa di Santa Brigida a Napoli ed ho recitato al suo interno le sue orazioni ( Le orazioni di Santa Brigida per 1 anno e le promesse per chi le reciterà ) ed è stata un'esperienza davvero bellissima che mi ha trasmesso tanto coraggio, speranza e serenità. Ecco altre preghiere alla Santa:

 

PREGHIERA A SANTA BRIGIDA

 

Con cuori confidenti a te ci rivolgiamo, Beata Brigida, 
per domandare in questi tempi di oscurità 
e di miscredenza la tua intercessione in favore 
di quelli che sono separati dalla Chiesa di Gesù Cristo. 
Per la chiara cognizione che tu avesti dei 
crudeli patimenti del nostro Crocifisso Salvatore, 
prezzo della nostra redenzione, ti supplichiamo di ottenere 
la grazia della fede a coloro che sono fuori dell'unico ovile, 
cosi che le disperse pecorelle possano ritornare all'unico 
vero Pastore. Per Cristo nostro Signore.
 

Amen.

 

S. Brigida, intrepida nel servizio di Dio, prega per noi.
S. Brigida, paziente nelle sofferenze e nelle umiliazioni, prega per noi.
S. Brigida, mirabile nell'amore verso Gesù e Maria, prega per noi.

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

PREGHIERA A SANTA BRIGIDA DI SVEZIA DELLE MAMME CRISTIANE 
 di P. Cristoforo M. Bove, OFM Conv.

 

O Gloriosa Santa, che nella vostra fanciullezza
fosti accolta ed educata dai genitori
come dono e sorriso di Dio nella famiglia
aiutateci ad accogliere serenamente la vita
con la quale il Signore allieta la nostra famiglia.

 

Giovane Santa Brigida, che nella prima giovinezza
coltivaste la Parola del Signore
con la lettura e l'ascolto fedele
concedeteci di poter diventare per i nostri figli
i primi Maestri e Testimoni della Parola.

 

Casta Santa Brigida, che andaste incontro al matrimonio
con la purezza e il dono del corpo
aiutate i nostri giovani ad apprezzare
il dono del sacramento nuziale
come luogo di grazia e di pacificazione.

 

Santa Brigida, Madre feconda di otto figli
voi che accettaste il dono della maternità
confortate il nostro corpo nella sofferenza,
perché diventi segno di grazia e risurrezione
quando il Signore lo chiama a generare la vita.

 

Santa Brigida, esempio di fermezza cristiana,
fateci imitatrici delle vostre virtù cristiane
nella educazione dei nostri figli
e aiutate a donare loro la tenerezza umana
e il respiro del Signore.

 

Santa Brigida, che avete conosciuto
i fasti della corte reale e i richiami del mondo
dai quali vi ritiraste per attendere alla preghiera
guidateci ad una vita sobria ed essenziale
premurosa di aprirsi al santo Volto di Dio.

 

Dolcissima Santa Brigida,
che avete conosciuto la solitudine della vedovanza
continuando a vegliare sui vostri cari figli,
sosteneteci nelle prove dolorose,
quando la tristezza e la paura ci rendono più fragili.

 

Fedele Santa Brigida, che umile pellegrina
percorreste i sentieri dell'Europa lacerata dalle guerre,
seminando la pace e la riconciliazione dei cuori
aiutate anche noi a leggere oggi
i segni della speranza e il grido di dolore.

 

Amatissima Santa della Madre Chiesa
per la cui unità e pacificazione
offriste la vita il tempo e l'umiltà del silenzio
aiutateci a coltivare sincero amore per i sacerdoti
anche quando sono immersi nelle loro miserie.

 

Tenerissima Santa Brigida,
che desideraste ardentemente andare, pellegrina,
nella Terra di Gesù,
accompagnate i nostri stanchi passi
verso le case dei poveri e le strade degli ultimi.

 

Mistica donna, Santa Brigida di Svezia,
che con la professione dei voti religiosi
contraeste le "nuove nozze" con il Divino Sposo,
conservateci nella fedeltà matrimoniale
segno di speranza e risurrezione per molti.

 

Santa Brigida di Svezia,
voi che, morente, riceveste l'ultima visita
del Divino Sposo, venuto per incoronarvi,
intercedete per noi il dono altissimo
di una santa morte tra le braccia di chi amiamo.

 

Amorosa Madre, Santa Brigida di Svezia,
le vostre spoglie, raccolte dalla pietà
della vostra santa figlia Caterina,
furono portate da Roma alla nativa Svezia:
concedete che i nostri figli veglino il nostro riposo.

 

Estatica veggente, Santa Brigida di Svezia,
che il dono delle "Rivelazioni"
poteste entrare nell'intimità del Mistero di Dio,
non dimenticate di accendere qualche lampada
che ci orienti nei sentieri tenebrosi.

 

Infine, Gloriosa Santa Brigida,
dono di vita, casta fanciulla, vivace giovane,
sposa fedele e madre feconda
vedova forte, pellegrina di speranza,
estatica veggente, Sposa di Cristo
 
          Pregate per noi

 

   

 

 

 

Preghiera di Santa Brigida

 

O Signore, vieni presto ed illumina la notte!
A te anelo come i moribondi anelano a te.
Dì all'anima mia, che niente succeda
senza che tu lo permetta,
e che nulla di quello che tu permetti
sia senza conforto.

O Gesù, Figlio di Dio,
tu che tacevi in presenza dei tuoi accusatori,
frena la mia lingua
finché avrò trovato quello che dovrò dire e come dirlo.

Mostrami la via e disponimi a seguirla.
Pericoloso è indugiare e rischioso proseguire.
Rispondi alla mia supplica e mostrami la via.
Vengo a te come il ferito va dal medico in cerca di aiuto.
Dona, o Signore, pace al mio cuore!

Amen.

 

 

 

Nelle Rivelazioni di S. Brigida si legge che la Santa ebbe in dono dall'Abate di S. Paolo fuori mura di Roma una reliquia del Braccio di S. Anna che conservasi colà nella ricca cappella delle Reliquie. Ora mentre essa pensava al modo di collocare tali Reliquie della Santa Avola di Gesù per custodirle ed onorarle nel modo più degno, le apparve S. Anna stessa che le disse: « Io sono Anna, la Patrona di tutti i coniugati che furono prima delle legge di grazia; e sono la Madre di tutti i coniugati cristiani, perchè Dio volle prendere carne dalla mia discendenza, e perciò tu, figlia mia, invocherai il Signore con questa preghiera:

 

Sii benedetto, o Gesù, Figlio di Dio e della Vergine,

che ti degna­sti eleggerti per Madre

Colei che fu il frutto del sacro coniugio di Anna e Gioacchino;

per le preghiere di entrambi

abbi pietà di tutti coloro che vivono nello stato coniugale,

affinchè si accre­sca il numero dei glorificatori di Dio.

Così sia.      

 

 

 

 

VITA DELA SANTA

Fondatrice dell' Ordine Brigidino di San Salvatore. Nata, pare, nell'anno 1303 nel castello di Finsta in Uplandia (Svezia) e morta a Roma il 23 luglio 1373. Brigida vantava un'ascendenza aristocratica essendo figlia di una delle più eminenti personalità del suo tempo: il potente governatore di Uplandia Birger Persson e di lngeborg Bengtsdotter, della vecchia stirpe reale dei Folkunghi. La famiglia della madre era molto conosciuta per la profonda religiosità ed il castello di Finsta, dove Brigida visse con i genitori fino all'età di 12 anni, quando le morì la madre, era un centro di alta cultura pia e religiosa, con forti tendenze in misticismi, che non mancò di esercitare sulla formazione del suo carattere, una decisiva influenza. A soli 10 anni Brigida ebbe la sua prima conversazione con Cristo e già da giovane mostrava un vibrante entusiasmo per l'ascetismo. Nel 1378 sposò per ragioni politiche il diciottenne Ulf Gudmarsson divenuto in seguito governatore di Ostrogotia e la giovane coppia prese dimora al castello di Ulvasà. Il marito, anch'egli di parentela reale aveva un carattere mite piuttosto debole. Dal matrimonio , nacquero quattro figli e quattro figlie;mentre il carattere di S.Brigida ebbe modo di svilupparsi e risaltò la sua ferrea volontà, la sua pratica energia , la sua indomabile tenacia. La sua vita fu divisa tra l'amministrazione dei suoi considerevolissimi beni, un' alta carica di corte (nel 1335 venne chiamata quale prima dama di corte dalla regina Bianca di Namur, sposa del re Magnus) e i suoi doveri di sposa e di madre. La vita di corte la mise in diretto contatto con la travagliata vita politica del tempo ed generò in lei un vivo interesse per la politica europea, interesse che mantenne per sempre. Al centro della sua vita, però, rimase indiscutibilmente la religione. Chiamò a Ulvasa il primo teologo svedese del suo tempo, il canonico di Linkoping , Magister Matthias, quale confessore e consigliere personale in materia di religione. Attraverso il suo insegnamento prese conoscenza della letteratura religiosa mistica ed apocalittica contemporanea che ebbe gran parte nella sua formazione spirituale. Accanto a tale studio, la lettura della S. Scrittura e delle opere di S. Bernardo di Chiaravale, contribuì a perfezionare la sua educazione religiosa. Intorno all'anno 1340 Brigida lasciò il suo ufficio di corte per ragioni politiche. Al ritorno in Svezia, il marito si ammalò gravemente e morì poco dopo il rimpatrio, nel 1344. Quest'anno rappresenta nella vita di Santa Brigida una data assai significativa.
Lasciò Ulvasa e prese dimora vicino al monastero cistercense di Alvastra dove ricevette la prima di una lunga serie di rivelazioni religiose. Tali rivelazioni le giungevano generalmente in uno stato di estasi e dopo il suo risveglio le scriveva ella stessa o le dettava in svedese al suo confessore, il quale ne curava la traduzione in latino. Secondo il contenuto della prima rivelazione, Cristo l'aveva chiamata sua sposa e l'aveva scelta quale strumento per avviare gli uomini sulla strada di una cristiana rettitudine. Nelle rivelazioni successive si indirizzava violentemente contro il malcostume del tempo e specialmente contro la vita di corte di Magnus, cercava anche di ristabilire la pace tra Francia ed Inghilterra mediante messaggi divini e di indurre il Papa a far ritorno a Roma. Fu in questi anni che S. Brigida concepì l'idea di fondare un nuovo Ordine religioso chiamato di S. Salvatore, la regola del quale le fu dettata in una delle rivelazioni. Per ricevere la sanzione del Papa alla sua regola, si recò a Roma nel 1349 ove giunse con grande seguito nell'anno santo 1350. Prese probabilmente dimora nella casa di Francesca Papazura al Campo Marzio, in seguito lasciata al convento di Vadstena quale "Hospitale S.Brigittae de Regno Sueciae" per pellegrini svedesi, ed ultimamente passata in possesso delle nuove suore di S. Brigida, una rifondazione modificata dell 'Ordine originale (1911). La casa con relativa Chiesa e Cappella si trova in Piazza Farnese 96, dove le celle di S. Brigida e di sua figlia Caterina si possono ancora visitare. Nel 1370 ricevette da Papa Urbano V la sanzione della sua regola con qualche riserva. La regola fu confermata da Urbano VI nel 1378, e l'ordine, durante il suo più fecondo e rigoglioso periodo sembra aver avuto una settantina di monasteri sparsi in tutta Europa. Raggiunta la meta tanto agognata, S. Brigida si recò in pellegrinaggio in Terra Santa all'inizio del 1372. Tornata a Roma l'anno successivo, rovinata nella salute, vi morì il 23 luglio 1373. Le sue spoglie mortali furono trasportate alla sua Vadstena. Già nel 1379 incominciava, con il favore di Gregorio XI e. Urbano VI, il processo per la sua canonizzazione, finito positivamente il 7 ottobre 1391.A Santa Brigida desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che N.S. Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesù che le disse :"Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno l5pater Ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie Piaghe".Santa Brigida scrisse: "Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita. Il dolore la malattia, la povertà, l' abbandono, mi affliggevano. Con amore, ogni sera ha letto queste Orazioni, e la mia vita si è miracolosamente trasformata, e il Signore fedele alle sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza e di consolazioni. Quello che Gesù ha fatto per me, miserabile peccatrice, lo farà per te, mio amato fratello. Leggi ogni giorno queste orazioni"   La Chiesa la ricorda il 23 Luglio.

         

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23 luglio 2017 7 23 /07 /luglio /2017 10:54

Oggi in onore della Santa pubblico una rarissima versione tramandata oralmente delle orazioni di Santa Brigida in dialetto siciliano. Sono davvero antichissime e si recitano per 3 anni per ottenere certe promesse indicate nelle versioni più note, ossia quelle tradizionali (1 anno e 12 anni) riportate già nel nostro blog :


Le orazioni di Santa Brigida per 1 anno e le promesse per chi le reciterà

Le orazioni di Santa Brigida per 12 anni e le promesse per chi le reciterà

 

La preghiera recitata per 40 giorni consecutivi come indica l'orazione stessa fornisce comunque dei benefici immensi.


Queste si recitano per 3 anni e sono seguite da 7 Padre Nostro e 7 Ave Maria :

 

Parti di Santa Briccita


Briccita santa 'nginucchiunu stava
davanti a un Crucifissu ca chiangiva,
la Santa Passioni cunsidrava,
la cruna di li spini si mintiva,
e cu na manu na torcia addumava,
cu l'antra manu un libbru ca liggiva:
Gesù ti pregu di la me 'ntinzioni:
rivelami la Santa Passioni.
Lu Crucifissu ca c'arrispunniu,
t'annu ca santa Briccita parlau,
ci cuntà li flagelli ca patìu
e la Passioni ci la rivilau.
Briccita cadì 'nterra e scanuscìu,
tuttu lu pettu 'i larmi si lavau.
Briccita do stillariu 'nnammurata
ti vogliu dari socchi ti prumisi,
a cu si penti di li so' piccata
l'abbrazzu e mi lu portu 'mparadisi.
Quannu ddu Giuda maccu mi tradìu 
t’annu du muffuluna mi jittàu, 
chisti sunu li peni ch’haju patutu: 
setti surdati attaccavanu a mia 
Deci pugna a li labbra m'hanu datu 
setti voti cadivu pi la via.
'Nta setti mazzi di spini mi 'nfasciàru 
unu chi mi battìa cu la catina 
non putìa stari susutu a la matina 
ca era niru chiù di lu cravuni. 
'Nta 'dda notti ca mi fracillaru 
tri ossa di la spadda mi niscèru. 
T’annu spuntò la stidda matutina. 
pi 'na parola 'i me' matri mischina 
appi seicentuvinti muffuluni. 
Pilatu s’affaccia’ di lu barcuni 
e contra di li Judei si misi a diri: 
Ch'ancora vi ni vuliti saziàri? 
Chi omu è chissu e lassatulu jiri 
È fracillatu e non po' chiù campari! 
Rispunnìu la turba ‘ncoscienti: 
lu vulèmu nui crucificari 
Comu di novu m'appiru a 'n putìri 
di novu si mittèru a fracillari. 
Quannu a monti Carvaniu mi 'nchianàru 
'na corda a lu coddu m’attaccàru 
e tutti li capiddi mi scipparu 
na cruci nda li spaddi mi minteru 
pi tutta la città mi cunnucèru 
ddà m'hannu datu na spinta mortali 
m'hannu siccatu li nerbi e li vini 
cadìu ddà'nterra cu tutta la cruci 
era tanta pisanti la me' cruci 
la facci e li jinocchia mi scurciài, 
di nudda cosa a mia mi ni dispiaci 
quantu ch’appressu a mia me' matri duci 
acchianava e chiangìa senza cunsolu, 
dicennu : figghiu miu moru moru-. 
Cu pi quaranta jorna si la dici 
la Vergini Maria lu binidici, 
cu pi quaranta jorna la dirà 
peni d'infernu non ni passirà, 
cu pi quaranta jorna la fa diri 
peni d'infennu non ni po' patìri, 
e tri jorna prima di lu so muriri 
Santa Briccita ci lu sapi a diri. 
Chista è a prijera do Signuri nostru, 
dicemmu n’Avirmaria e Paternostru. 

 


Traduzione: 




Santa Brigida stava in ginocchio 
piangendo ad un Crocifisso,
meditava la Santa Passione,
si poneva sul capo la corona di spine,
e con una mano accendeva una torcia, 
con l’altra mano leggeva un libro: 
-Gesù ti prego accogli la mia preghiera, 
rivelami la Santa Passione-. 
Il Crocifisso rispondendo 
alla richiesta di Santa Brigida, 
le raccontò i flagelli che patì 
e le rivelò la Passione. 
Brigida cadde a terra e svenne, 
e riempì il suo petto di lacrime. 
-Brigida, innamorata dello stellario (di Maria), 
ti voglio concedere ciò che ti ho promesso, 
chi si pente dei propri peccati 
io lo abbraccerò e lo porterò in Paradiso. 
Quando Giuda folle mi tradì, 
allora mi diedero due schiaffi, 
queste sono le pene che ho patito: 
sette soldati mi legarono, 
dieci pugni al labbro mi hanno dato, 
sette volte caddì per la via. 
Con sette mazzi di spine mi fasciarono (la testa), 
uno mi batteva con la catena, 
tanto che al mattino non potevo stare in piedi, 
perché ero nero come il carbone (per le tumefazioni). 
In quella notte che mi flagellarono 
mi uscirono tre ossa della spalla. 
Allora sorse la Stella del Mattino.
Per una parola della mia povera Madre 
ebbe (o ebbi) seicentoventi schiaffi. 
Pilato si affacciò al balcone 
e disse ai Giudei: 
“Volete ancora saziarvi? 
È stato flagellato è mezzo morto!” 
Rispose la folla incosciente: 
“Lo vogliamo crocifiggere”. 
Appena mi presero di nuovo 
mi flagellarono ancora. 
Quando al Monte Calvario mi condussero 
mi legarono una corda al collo 
e mi strapparono tutti i capelli, 
mi misero una croce sulle spalle 
e mi condussero per tutta la città, 
là mi diedero una forte spinta 
mi si asciugarono i nervi e le vene (mi dissanguavo), 
caddi a terra con la croce, 
era molto pesante la mia croce, 
la faccia e le ginocchia mi scorticai 
ma l’unica cosa di cui mi dispiaccio 
è l’aver visto la mia dolce Madre dietro me 
che saliva e piangeva sconsolata 
dicendo: “Figlio mio, muoio, muoio”-. 
Chi recita per quaranta giorni questa preghiera 
sarà benedetto dalla Vergine Maria, 
chi la dirà per quaranta giorni 
non passerà le pene dell’inferno, 
chi la farà dire per quaranta giorni 
non potrà patire le pene dell’inferno, 
e tre giorni prima della sua morte 
Santa Brigida lo verrà ad avvisare. 
Questa è la preghiera di Nostro Signore: 
diciamo un Ave Maria e un Padre Nostro.

 

 

 

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22 luglio 2017 6 22 /07 /luglio /2017 18:54

santa_maria_maddalena.jpg

 

Triduo a Santa Maria Maddalena

(da recitare per 3 giorni)

 

I. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, tocca appena della grazia, rinunciaste subitamente a tutti i piaceri del mondo per consacrarvi all'amore di Gesù Cristo, otteneteci, vi preghiamo,la grazia di corrispondere anche noi fedelmente a tutte le divine ispirazioni. 

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

II. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, calpestando generosamente tutti i riguardi del mondo, compariste nell'abito il più dimesso in quelle stesse contrade nelle quali avevate condotto in trionfo il vostro lusso, la vostra vanità,otteneteci, vi preghiamo, la grazia di superare tutti gli ostacoli che si incontrano nella via della salute, e specialmente gli umani rispetti, con cui tante volte abbiamo tradito i nostri più sacri doveri e i nostri più sacri interessi.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

III. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, piangendo con lacrime le più amare, con la contrizione più viva dei vostri errori, meritaste di essere da Gesù Cristo medesimo assicurata di un assoluto perdono, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di detestare e piangere incessantemente tutti i nostri falli, onde assicurarcene la remissione al tribunale di Dio. 

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Maria Maddalena

 

Ascolta, pia Maddalena 
speranza di salvezza, 
sorgente di vita, 
fiducia dei peccatori. 

Ascolta, 
dolce consigliera, 
data come esempio del pentimento, 
benigna verso i miseri. 

Ascolta, 
o beata, a Dio gradita: 
a Te con una grazia speciale, 
sono stati rimessi i peccati. 

Ascolta, 
tu che bagnasti i piedi di Cristo, 
dal quale ricevesti 
tanti segni di amore.

Ascolta, 
tu che per prima sei stata degna di godere, 
all'apparizione del tuo Redentore: 
tu ti innalzi nella gloria. 

Ascolta, 
tu che sei stata liberata 
per sette volte dal demonio: 
sei nell'alto dei cieli. 

Ascolta, 
tu che ora ti innalzi 
e partecipi alla gloria 
di Cristo nell'assemblea celeste. 

Fa che noi ci pentiamo 
e che dopo la morte, 
otteniamo le gioie della vera luce. 

A lei sono stati rimessi i molti peccati,
poiché ha molto amato. 

 

 

 

Preghiera a Santa Maria Maddalena

 

O Gloriosa Santa Maddalena, modello di penitente,

fammi ottenere la grazia della perseveranza

nel praticare l'autonegazione, conforme con i miei giuramenti;

prega Dio per me

che possa apparire davanti a Gesù nostro Signore e Maestro;

al momento della mia morte, con la lampada piena dell'olio 

della speranza e ardente della pura fiamma della carità,

cosicchè sia meritevole di essere ricevuto

nel Regno Eterno di Dio.

Amen.

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Maria Maddalena (di Màgdala : piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade) è conosciuta grazie a diversi passi dei Vangeli, fra i quali: «In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni » (Lc 8,1-2);
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala (Gv 19,25);
Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere (Mc 16, 9-11);
I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. Maria (di Màgdala) invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto (Gv 20, 11-18)

 

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20 luglio 2017 4 20 /07 /luglio /2017 22:02

La Novena per la festa del profeta Elia ha inizio l'11 luglio essendo la sua memoria liturgica il 20, ma la preghiera può essere fatta anche in ogni periodo dell'anno :  11 Luglio : inizio della Novena a Sant'Elia Profeta


Preghiera a San'Elia Profeta

di Don Antonio Garone

 

Caro Sant'Elia
che in tempi di errori e infedeltà
da Dio fosti mandato al popolo eletto,
per ricordare la verità e richiamare alla coerenza ,
guarda con benevolenza
questa comunità, che i padri a te affidarono
quale protettore provvido e potente.
Accompagnali nel cammino della vita,
rendila memore della sua identità cristiana,
ispirala ai valori della tradizione,
informa la vita dei sentimenti buoni,
e, nell'ascolto e nell'osservanza della Parola
fa che viva nella laboriosità,
nella prosperità e nella pace. Amen

 

 

Preghiera a San'Elia Profeta


l. O glorioso Sant’Elia, voi che dimorando in questa valle di lagrime, foste sempre
specchio di santità e di giustizia, otteneteci da Dio di essere vostri imitatori in terra, per essere un giorno fatti partecipi con voi della eterna gloria nel Cielo.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


2. O inclito patriarca dell’Ordine Carmelitano, Voi che foste Dottore del popolo di Dio e Difensore della Fede, rischiarate, ve ne preghiamo, le tenebre del nostro intelletto, offuscato dalle ree passioni.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

3. O Santo Profeta dell’Altissimo, che tratto in Cielo su carro di fuoco, sarete il precursore di Cristo, quando Egli in tutto lo sfoggio  della sua infinita Maestà  verrà a giudicare i vivi ed i morti conservate in noi quella Fede, che opera per mezzo della carità.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


sant-elia.jpg

Vi fu un uomo mandato da Dio. Da Dio dunque proveniva; per bocca Sua parlava, e agiva stando alla Sua presenza. Questo uomo è il profeta Elia.

Mentre l'Ecclesiaste (48,1-11) ne intesse la lode, la sua vita è contenuta e descritta nei libri dei Re, nel cui racconto si distingue un "ciclo di Elia" (1 Re 17; Il Re 1,18) e un "ciclo di Eliseo" (11 Re 2-23): mentre al primo ciclo appartiene il racconto dell'attività del profeta, la descrizione della sua "assunzione" viene attribuita al ciclo di Eliseo, il quale gli succede precisamente in tale momento.
Originario dell'oltre - Giordano (Tisbe el-Istib, vicino al Aglun) (1 Re 17-l) terra marginale, di grandi foreste, di gente nomade e libera, Elia esercitò il suo ministero nel Regno del Nord, nel secolo IX A.C., al tempo del re Achab e di Ochozia.
Il re Achab era il primo discendente della famiglia degli Omriti (Achab, figlio di Omiì). Divenuto re nell'anno 874 A.C., aveva sposato lezabel (Gezabel) figlia del re Et-Bàal, re di Tiro e Sidone e gran sacerdote di Astarte (1 Re, 16-31) (divinità cananea; il suo nome talvolta è sostituito da quello di Ashera (Gdc. 3,7; Il Re 23,4) e corrispondente all'Ishtar assira: è la dea pagana dell'amore e della fecondità).
I vantaggi politici di tale unione furono pagati con la "sottomissione" della volontà del re Achab, alla religione crudele della moglie, la quale dimostrò subito il suo ascendente sul marito con l'imposizione violenta del culto di Baal (insieme ad "Astarte", il "Baal" è il "signore", il principio divino maschile, spesso considerato come il possessore del sole) e col fare giustiziare Nàbòt e la sua famiglia, i quali le impedivano di ingrandirsi nella zona di lzreel (1 Re 21,1-16).
Elia viene inviato dal Signore per annunciare ad Achab il castigo imminente (1 Re 21,21-24), "dilazionato" in seguito al suo pentimento, ma esteso alla moglie e ai figli (1 re 21,29; Il Re 9,710; 26; 36), Gezabele si vendica massacrando i profeti di Jahweh (1 Re 18, 4, 13; 19, 10).


Il profeta Elia allora, preannuncia prima una siccità di tre anni, durante la quale egli si rifugia presso il "torrente Kerìt" in Transgiordania, dove viene nutrito dai Corvi, e poi per ordine del Signore giunge a Sarefat (Sarafand o Zarepta a 15 Km a sud di Sidone) dove viene mantenuto da una vedova alla quale egli moltiplica miracolosamente olio e farina, risuscita il figlio (1 Re, 17, 7-24).
Ma la prova più significativa che testimonia che il "Signore è il vero Dio" si ha nel confronto tra Elia, come inviato dell'unico Dio e i 450 profeti di Baal sul Monte Carmelo.
In un luogo di El - Muhraqah, a sud-est del monte palestinese, il profeta Elia offre il suo sacrificio al suo Dio; Jahve "risponde" dal cielo bruciando l'olocausto. mentre le grida, le danze e le mutilazioni dei 450 falsi profeti non ottengono alcun risultato: essi saranno trucidati presso il torrente Kison (o Cison) (1 Re, 18, 40).
Per evitare la vendetta di Gezabele, Elia dovrà ancora fuggire e nel cammino intrapreso in direzione sud, miracolosamente ristorato, raggiunge l'Horeb. Qui, alla sommità del Gebel -Mùsà, in una teofania, riceve una triplice missione: dovrà "investire" Hazael come re di Damasco, lehu come re di Israele e Eliseo come profeta al suo posto.
Intanto il re Achab muore (852 A.C.) in una battaglia a RamotGhilead (1 Re 22, 1-40) e al suo posto sale al trono il figlio Ochozia (Acazia), il quale, per una grave infermità (cade dalla finestra del piano superiore del suo palazzo in Samaria) (11 Re 1,2), manda a consultare Baal-zebub, "dio" di Eqròn (Ekron).
Aquesto punto interviene di nuovo il profeta Elia che gli predice la sua fine: poiché il re si rivolto a un Dio pagano per sapere il suo destino, "morirà"! (11 Re 1, 6-7).
Giunto infine al termine della sua missione di profeta, Elia seguito da Eliseo e da un gruppo di profeti, lascia Ghilgal e si reca al Giordano con tappa a Betel e a Gerico.
Attraversa il fiume facendosi strada fra le acque con il mantello e solo Eliseo, destinato a succedergli, lo accompagna.
"Elia, poiché aveva dimostrato zelo ardente per la legge, fu assunto in cielo" (1 Mac. 2,58), "rapito su un carro di fuoco" (11 Re 2, 2-13) e disparve un mezzo ad un turbine.
"Allora sorse Elia profeta simile al fuoco. la sua parola bruciava come riaccola". (Sir. 48,1-2).
Il profeta Elia e chiamato "Nostro Padre", in quanto nostro" precursore nella Fede", e "uomo della contemplazione, per eccellenza: di conseguenza, noi non dobbiamo analizzare le sue parole che sono pochissime, bensì dobbiamo contemplarlo" (card. Martini).
Econtemplare l'uomo-profeta Elia significa contemplare Dio svelatamente, perché in Elia, più che in ogni altro uomo, Dio si è rivelato: "E chi può vantarsi di esserti uguale?" (Sir. 48, 4).
Non abbiamo una descrizione ben precisa di questo profeta. Sappiamo che era "uno degli abitanti di Tisbe (1 Re 17, I); era un profeta di Jahvè (1 Re 17, 1), e conduceva vita solitaria, cibandosi di quel che trovava e vestendosi di pelli.
Il profeta Elia portava, con molta probabilità un perizoma e una pelliccia "svolazzante" (1 Re 18, 46); Il Re 2, 8-13). Questo costume sarà quello degli altri profeti (Zc. 13, 4) e del precursore di Cristo: il Battista (Mt. 3, 4).
Come precursore dei "Padri del deserto", il profeta Elia si cinse volontariamente i fianchi "col cingolo della castità", come ci tramandano i suoi successori: "i Tabennesioti si vestiranno di pelli sull'esempio di Elia il Tesbite", allo scopo di ricordarsi alla vista di questo vestito di pelli la virtù del profeta, e così resistere coraggiosamente ai desideri vergognosi ed accrescere la speranza di simili ricompense" (Sozomeno "Storia Ecclesiastica").
In una particolare situazione di forzata e violenta "adulterazione religiosa", dunque, appare improvvisamente il profeta Elia: un uomo vestito in maniera rude, di carattere irruento (1 Re 18, 17), amante della vita nomade e delle solitudini (1 Re, 17, 2-6; 12).
Si presenta subito come accusatore della strumentalizzazione religiosa (1 Re 17, 18; H Re 1, 16) e del potere (1 Re 21, 2-24) e si impegna a reintrodurre i veri valori religiosi della tradizione, particolarmente Jahvè come unico Dio per Israele (1 re 18, 21-24; 36-39).
Proveniente da un popolo nomade e libero "conserverà per tutta la sua vita questo carattere dell'improvvisazione spontanea, dei colpi fulminei, della totalità senza limiti nell'entusiasmo e nell'abbattimento. Per questo rappresenta la fisionomia tipica del profeta, cioè dell'uomo dominato dallo Spirito che irrompe nella vita degli altri uomini senza preavviso e scompare misteriosamente quando Dio lo prende con sé (Bruno Secondin, 0. Carm.).
Il suo nome, "Eli-yahu", significa "Dio mio è Jahvè"; e realmente il profeta Elia è "completamente assorbito e trasformato dal pensiero che Dio è Dio e niente può reggere il paragone, niente può resistere a Dio" (card. Martini).
Il profeta Elia è "un uomo della nostra stessa natura, che crede nella forza della preghiera (Gc. 5,17-19).
Nonostante la sacra Scrittura non ci offre una descrizione dettagliata di quest'uomo, tuttavia si riesce a cogliere lo "spirito" di Elia, il suo carisma, la sua missione.
Di lui infatti, si conosce solo il nome e la provenienza, ma se ne intuisce la sua missione profetica.
Elia è certamente un uomo come tutti, investito però da un carisma divino: è profeta. E che sia "un uomo del Signore" ce lo dimostra il fatto che nonostante fosse "uno" dei tanti abitanti di Gàlaad", è il solo che è stato inviato a parlare. E scegliendo di "stare alla presenza del Signore" la sua parola "brucia come fiaccola": queste le "caratteristiche" del "servo di Jahvè", del suo consacrato.
Elia appare come primo esempio nell'A.T. di verginità volutamente, liberamente e consapevolmente consacrata al Signore: si ripropone di servire unicamente il Suo Dio.
"Stare al cospetto di Dio" assume infatti il senso di "farsi servo del Signore" e stare alla presenza del Signore" significa essere inabitati dal Suo stesso Spirito, come Egli stesso rivela al Suo consacrato: "Se tu starai alla mia presenza, se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca" (Ger. 15, 19).
Il profeta Elia, diviene così realmente la "bocca dei Signore"; stando "alla sua presenza" si predispone ad essere un mezzo di salvezza nelle mani del Signore; pennette a Dio di usare liberamente la sua vita per salvare la "vita di Fede" dei suoi simili.
Non è dunque propriamente e solo il portavoce dei messaggi che Dio vuole inviare al Suo popolo, ma è la bocca stessa di Dio che parla, il Suo stesso cuore che palpita, la Sua stessa voce che intima e corregge perché "stando alla Sua presenza" non è più lui che vive, "ma è il Dio vivo che vive in lui".
Elia ripete le parole proferite, i gesti fatti da Dio stesso che a lui si rivela nella "brezza leggera", nella solitudine, nel silenzio.
Il Dio di Elia è invisibilmente presente, silenziosamente prepotente; non gli "suggerisce" ciò che deve fare, piuttosto lo sollecita con comandi, lo istiga con ordini categorici: "Vattene da qui, dirigiti verso Oriente, nasconditi presso il torrente Cherit" (1 Re 17, 3-4); "alzati, va a stabilirti a Zarepta" (1 Re 17,9).
Ne consegue che l'uomo-profeta Elia ha altre caratteristiche ben delineate: è un uomo impulsivo ma fedele, che sa di essere "legato" indissolubilmente a Cristo e perciò non replica ma si fa obbediente ed eseguisce all'istante evitando i vani ragionamenti: "Egli eseguì l'ordine del Signore" egli si alzò e andò a stabilirsi sul torrente Cherit" e prontamente "egli si alzò e andò a Zarepta".
Così come egli ha imparato a conoscere e servire il Signore, in questo modo lo annuncia agli altri.
Il "Dio vivo" di Elia è un Dio "puro" perché Elia stesso è un uomo puro e giusto, a lui dunque si rivela con verità e purezza nella solitudine, nel silenzio, nella preghiera ["Con l'uomo puro tu sei puro", dice il Salmo 17 (18), 27].
In Lui anche noi riconosciamo il nostro Dio che si rivela nella quotidianità"; tramite Elia rivediamo il nostro rapporto con il "Dio vero" che è solito parlare a chi Lo ascolta in silenzio, raccolto nella "cavema" del proprio cuore.
Inoltre, la figura di S. Elia ci aiuta a smascherare gli idoli del nostro tempo, "che tanto più ci tentano, quanto più il nostro sforzo di adorare il vero Dio si fa sottile, puro, vorrebbe essere autentico. Idolatria infatti, non è semplicemente l'adorazione del vitello d'oro, in cui riconosciamo una forma antica superata, bensì ogni forma di culto verso realtà che non sono Dio: realtà magari camuffate di divino, di spirituale di religioso". (card. Martini).
L'uomo Elia, e S. Elia profeta: è come un fuoco, come un fulmine, come un terremoto, esparirà dal mondo in uno carro di fuoco; cioè nella potenza di quell'elemento che aveva segnato la sua vita e trasformato la sua parola in torcia accesa. (fonte sito comune Avellino)

 

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