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      de profundis

 

 

L'espressione De profundis, che, tradotta letteralmente, significa "dal profondo". E' tratta dal Salmo 129. Spiegazione tratta da Vincenzo Topa, autore del libro " Un cantore medita i salmi" (Ed. Vocazioniste, 2007) di cui riporto in parte : 

 

Il salmo 129 (130) è noto con il titolo latino di “De profundis”. E’ infatti una preghiera che dalla profondità più remota del nostro essere, dalla miseria che nemmeno noi stessi siamo in grado di vedere, sale a Dio.  Si tratta di un salmo ascensionale, cantato nei pellegrinaggi. Ogni pellegrinaggio è infatti un cammino di purificazione e di liberazione interiore. La voce della Chiesa raccoglie dal profondo di ciascuno di noi appunto questa richiesta di liberazione:

 

"Dal profondo a Te grido, Signore,

Signore ascolta la mia voce!

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia preghiera."

 

Se il Signore considerasse le nostre colpe, chi potrebbe mai sussistere davanti a Lui? Nessun uomo è giusto, solo Gesù! Egli viene dal Padre ed è presso il Padre misericordioso, il Padre che perdona ognuno di noi come nella parabola del figliol prodigo. Il perdono di Dio si è manifestato in mezzo a noi nella persona del Cristo.


"Se consideri i peccati, Signore,

Signore, chi potrà sussistere ?

Ma presso di Te è il perdono,

e avremo il tuo timore."

 

Questo salmo viene per questo utilizzato nella liturgia dei defunti. I versi fiduciosi sopra citati accompagnano infatti il pellegrinaggio del defunto dalla propria casa terrena verso la casa del Signore. La fiducia, così, matura la speranza, speranza che diventa, nella fede, ansia di liberazione, forte come il desiderio del giorno nella sentinella notturna:


"Io spero nel Signore,

l’anima mia spera nella sua parola,

l’anima mia attende il Signore

più che le sentinelle l’aurora."

 

Nell’ultima parte del salmo dalla prospettiva personale si passa a quella comunitaria. Non solo il salmista ma tutto il popolo di Dio, Israele, attende il Signore perché lo redima dai suoi peccati. 


Israele attenda il Signore,

 perché presso il Signore è la misericordia

 e grande presso di lui la redenzione.” 

 

Nella pienezza dei tempi un angelo predirà a Giuseppe: "Maria partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù:  egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt. 1, 21).


Il Signore redimerà Israele

da tutte le sue colpe."

 

Le parole del salmo, particolarmente adatte alla preparazione della confessione sacramentale, si compiono perfettamente in Gesù Cristo, il Messia che ha il potere di rimettere i peccati. Gesù stesso, infatti, alparalitico che gli portarono sul lettuccio disse: “Figliolo,ti sono rimessi i tuoi peccati” (Mc. 2, 5) e agli scribi dubbiosi: “Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile, dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati; o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino -disse al paralitico- alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua” (Mc. 2, 8-11)

 


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