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1 giugno 2017 4 01 /06 /giugno /2017 14:05

santann-copia-3.jpg

 

Preghiera a Sant'Annibale di Francia :

 

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio, e a risanare chi ha il cuore affranto. Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fà  che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Preghiera a Sant'Annibale di Francia :

 

Gesù, Sacerdote eterno,

che hai suscitato in padre Annibale M. Di Francia,

la preghiera universale per le vocazioni sacerdotali,

per il bene che, quale rugiada celeste,

quotidianamente scende sulla tua Chiesa,

concedimi la grazia... ( esporre la grazie desiderata )

di cui vivamente ti supplico.

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Il triduo è un ciclo di preghiere o di riti concluso nello spazio di tre giorni : 

 

TRIDUO A SANT'ANNIBALE MARIA DI FRANCIA 

 

1 Giugno :

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Signore Dio, tu hai suscitato nel nostro tempo
Sant'Annibale Maria quale insigne
testimone delle beatitudini evangeliche.
Egli, illuminato dalla grazia, ebbe fin dalla gioventù il giusto distacco
dalle ricchezze,e di tutto si liberò per donarsi ai poveri.
Per la sua intercessione, aiutaci a fare buon uso delle cose che 
abbiamo e ad avere sempre un pensiero per quelli che
hanno meno di noi.
Nelle presenti difficoltà, concedici le grazie che ti chiediamo
per noi e per i nostri cari.
Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

Preghiamo :

 

Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa' 
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

2 Giugno :

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Signore Dio, tu ci hai indicato con Sant'Annibale
una nuova via alla santità, che è preghiera, amore agli orfani,
compassione per le folle abbandonate come gregge senza pastore.
Fa' che sia sempre vivo in noi il desiderio e l'impegno concreto 

per promuovere la vita della grazia nei nostri fratelli
e una società più attenta ai valori della fede.
Per intercessione del Santo,ottienici
le grazie che ti chiediamo per noi e per i nostri cari.
Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

Preghiamo :

Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa' 
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

3 Giugno :

 

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Signore Dio, tu hai rivelato a Sant'Annibale
la Divina Parola di Gesù, quando, vedendo
le folle nella sofferenza e nell'abbandono,
indicò la preghiera per le vocazioni:
manda alla Chiesa sacerdoti santi e numerosi.
A noi concedi, per l'intercessione di Sant'Annibale,

 le grazie che ti chiediamo. Amen. 

 

 Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

Preghiamo :

Dio Onnipotente ed Eterno, che in Sant'Annibale
Maria Di Francia hai dato al tuo popolo un insigne
apostolo della preghiera per le vocazioni e un vero padre
degli orfani e dei poveri,per i suoi meriti e la sua intercessione
manda molti e santi operai del Vangelo nella tua messe e fa' 
che anche noi seguiamo i suoi insegnamenti e il suo esempio.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 

 

 

sadf.jpg

 

Annibale Maria Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851 dalla nobildonna Anna Toscano e dal cavaliere Francesco, marchese di Santa Caterina dello Ionio, Vice Console Pontificio e Capitano Onorario della Marina. Terzo di quattro figli, Annibale divenne orfano a soli quindici mesi per la morte prematura del padre. Questa amara esperienza infuse nel suo animo la particolare tenerezza e lo speciale amore verso gli orfani, che caratterizzò la sua vita ed il suo sistema educativo. Sviluppò un grande amore per l'Eucaristia, tanto da ricevere il permesso, eccezionale per quei tempi, di accostarsi quotidianamente alla Santa Comunione. Giovanissimo, davanti al Santissimo Sacramento solennemente esposto, ebbe quella che si può definire «intelligenza del Rogate»: scoprì cioè la necessità della preghiera per le vocazioni, che, in seguito, trovò espressa nel versetto del Vangelo: «La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate [Rogate] dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe» (Mt 9, 38; Lc 10, 2). Queste parole del Vangelo costituirono l'intuizione fondamentale alla quale egli dedicò tutta la sua esistenza.

Di ingegno vivace e di notevoli capacità letterarie, appena sentì la chiamata del Signore, rispose generosamente, adattando questi talenti al suo ministero. Completati gli studi, il 16 marzo 1878 fu ordinato sacerdote. Qualche mese prima, un incontro «provvidenziale» con un mendicante quasi cieco lo mise a contatto con la triste realtà sociale e morale del quartiere periferico più povero di Messina, le cosiddette Case Avignone e gli aprì il cammino di quello sconfinato amore verso i poveri e gli orfani, che diverrà una caratteristica fondamentale della sua vita.

Con il consenso del suo Vescovo, andò ad abitare in quel «ghetto» ed impegnò tutte le sue forze per la redenzione di quegli infelici, che ai suoi occhi si presentavano, secondo l'immagine evangelica, come «pecore senza pastore». Fu un'esperienza segnata fortemente da incomprensioni, difficoltà e ostilità di ogni tipo, che egli superò con grande fede, vedendo negli umili ed emarginati lo stesso Gesù Cristo e attuando ciò che definiva: «Spirito di doppia carità: l'evangelizzazione e il soccorso dei poveri».

Nel 1882 diede inizio ai suoi orfanotrofi, che furono chiamati antoniani perché messi sotto la protezione di Sant'Antonio di Padova. La sua preoccupazione fu non solo quella di dare il pane e il lavoro, ma soprattutto un'educazione completa della persona sotto l'aspetto morale e religioso, offrendo agli assistiti un vero clima di famiglia, che favorisse il processo formativo a far loro scoprire e seguire il progetto di Dio.

Con spirito missionario avrebbe voluto abbracciare gli orfani e i poveri di tutto il mondo. Ma come fare? La parola del Rogate gli apriva questa possibilità. Perciò scrisse: «Che cosa sono questi pochi orfani che si salvano e questi pochi poveri che si evangelizzano dinanzi a milioni che si perdono e sono abbandonati come gregge senza pastore? ... Cercavo una via d'uscita e la trovavo ampia, immensa in quelle adorabili parole di nostro Signore Gesù Cristo: Rogate ergo ... Allora mi pareva di aver trovato il segreto di tutte le opere buone e della salvezza di tutte le anime».

Annibale aveva intuito che il Rogate non era una semplice raccomandazione del Signore, ma un comando esplicito e un «rimedio infallibile». Motivo per cui il suo carisma è da valutare come il principio animatore di una provvidenziale fondazione nella Chiesa. Altro aspetto importante da rilevare è che egli precede i tempi nel considerare vocazioni anche quelle dei laici impegnati: genitori, insegnanti e persino buoni governanti.

Per realizzare nella Chiesa e nel mondo i suoi ideali apostolici, fondò due nuove famiglie religiose: nel 1887 la Congregazione delle Figlie del Divino Zelo e dieci anni dopo la Congregazione dei Rogazionisti. Volle che i membri dei due Istituti, approvati canonicamente il 6 agosto 1926, si impegnassero a vivere il Rogate con un quarto voto.

Così il Di Francia scrisse in una supplica del 1909 a San Pio X: «Mi sono dedicato fin dalla mia prima giovinezza a quella santa Parola del Vangelo: Rogate ergo. Nei miei minimi Istituti di beneficenza si leva una preghiera incessante, quotidiana dagli orfani, dai poveri, dai sacerdoti, dalle sacre vergini, con cui si supplicano i Cuori Santissimi di Gesù e Maria, il Patriarca San Giuseppe e i Santi Apostoli perché vogliano provvedere abbondantemente la Santa Chiesa di sacerdoti eletti e santi, di evangelici operai della mistica messe delle anime».  Per diffondere la preghiera per le vocazioni promosse numerose iniziative: ebbe contatti epistolari e personali con i Sommi Pontefici del suo tempo; istituì la Sacra Alleanza per il clero e la Pia Unione della Rogazione Evangelicaper tutti i fedeli. Fondò il periodico dal titolo significativo «Dio e il Prossimo» per coinvolgere i fedeli a vivere i medesimi ideali.

«È tutta la Chiesa - egli scrisse - che ufficialmente deve pregare a questo scopo, poiché la missione della preghiera per ottenere i buoni operai è tale da dovere interessare vivamente ogni fedele, ogni cristiano, cui sta a cuore il bene di tutte le anime, ma in modo particolare i vescovi, i pastori del mistico gregge, ai quali sono affidate le anime e che sono gli apostoli viventi di Gesù Cristo».L'annuale Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, istituita da Paolo VI nel 1964, può considerarsi la risposta della Chiesa a questa sua intuizione.

Grande fu l'amore che ebbe per il sacerdozio, convinto che solo mediante l'opera di sacerdoti numerosi e santi è possibile salvare l'umanità. Fu fortemente impegnato nella formazione spirituale dei seminaristi, che l'arcivescovo di Messina affidò alle sue cure. Ripeteva spesso che senza una solida formazione spirituale, senza preghiera, «tutte le fatiche dei vescovi e dei rettori dei seminari si riducono generalmente a una cultura artificiale di preti...».  Fu egli stesso, per primo, buon operaio del Vangelo e sacerdote secondo il Cuore di Dio. La sua carità, definita «senza calcoli e senza limiti», si manifestò con connotazioni particolari anche verso i sacerdoti in difficoltà e le claustrali.

Già durante la sua esistenza terrena fu accompagnato da una chiara e genuina fama di santità, diffusa a tutti i livelli, tanto che quando il primo giugno 1927 si spense a Messina, confortato dalla presenza di Maria Santissima, che aveva tanto amato durante la sua terrena esistenza, la gente diceva: «Andiamo a vedere il santo che dorme».

I funerali furono una vera e propria apoteosi, che i giornali dell'epoca puntualmente registrarono con articoli e con fotografie. Le Autorità furono sollecite nell'accordare il permesso di tumularlo nelTempio della Rogazione Evangelica, che lui stesso aveva voluto e che è dedicato appunto al «divino comando»: «Pregate il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe».

Le Congregazioni religiose dei Rogazionisti e della Figlie del Divino Zelo, fondate da Padre Annibale sono oggi presenti nei cinque Continenti impegnate, secondo gli ideali del Fondatore, nella diffusione della preghiera per le vocazioni attraverso centri vocazionali ed editoriali e nel gestire istituti educativo‑assistenziali a favore di bambini e ragazzi bisognosi e di audiolesi, centri nutrizionali e di sanità; case per anziani e per ragazze‑madri; scuole, centri di formazione professionale, ecc.

La santità e la missione di Padre Annibale, dichiarato «insigne apostolo della preghiera per le vocazioni», sono sentite oggi profondamente da quanti sono compenetrati delle necessità vocazionali della Chiesa.

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1990 ha proclamato il Di Francia Beato ed il giorno successivo lo ha definito: «Autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale».

 

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30 maggio 2017 2 30 /05 /maggio /2017 20:46

 

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Preghiera a Santa Giovanna d'Arco

(indulgenza di 200 giorni ogni volta che viene recitata)

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco che, in tante battaglie vittoriosa, foste sostegno ai vostri soldati e terrore agli avversari, accoglietemi, ve ne prego, sotto la vostra protezione ed ottenetemi conforto nel combattere le sante battaglie del Signore.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che forte nella fede e nella pietà, viveste gli anni della vostra giovinezza in una purezza angelica, aiutatemi a mantenere sempre, in questi tempi così difficili, l'anima mia immune dalle sozzure del peccato e dal veleno dell'incredulità. 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che obbediste sempre, anche con il sacrificio degli affetti famigliari, alle voci celesti che vi facevano conoscere la divina volontà intorno alla missione affidata da Dio al vostro umile braccio, fate che io adempia fedelmente i divini voleri e accolga docilmente i buoni consigli e le ammonizioni dei miei genitori e superiori. 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che nel nome di Dio e dei vostri Santi Protettori, vinceste, in battaglie sanguinose ed ostinate, i nemici della vostra patria e del vostro re, sostenete la mia debolezza nella lotta aspra e quotidiana contro i miei nemici spirituali, il mondo, il demonio, la carne, affinché ne riporti vittoria per servire il Re del Cielo e raggiungere la vera patria del Paradiso. 

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

O gloriosa Vergine Giovanna D'Arco, che, per la verità e la giustizia, affrontaste l'iniquità di giudici perversi, le sofferenze di un lungo carcere, il tradimento, l'abbandono e l'orribile strazio del rogo, dove foste bruciata viva, sorreggetemi, vi scongiuro, nella sincera e coraggiosa professione della fede, e assistetemi fino alla morte, perchè io ne custodisca immacolato e intatto il prezioso tesoro.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

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LA VITA DELLA SANTA :

Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio, rivelatole da voci misteriose, secondo il quale avrebbe dovuto liberare la Francia dagli Inglesi. Presentatasi alla corte di Carlo VII, ottenne dal re di poter cavalcare alla testa di un'armata e, incoraggiando le truppe con la sua ispirata presenza, riuscì a liberare Orleans e a riportare la vittoria di Patay. Lasciata sola per la diffidenza della corte e del re, Giovanna non potè condurre a termine, secondo il suo progetto, la lotta contro gli Anglo-Borgognoni; fu dapprima ferita alle porte di Parigi e nel 1430, mentre marciava verso Compiegne, fatta prigioniera dai Borgognoni, che la cedettero agli Inglesi. Tradotta a Rouen davanti a un tribunale di ecclesiastici, dopo estenuanti interrogatori fu condannata per eresia ed arsa viva. Fu riabilitata nel 1456. Nel 1920 Benedetto XV la proclamava santa.

 

 

santa-giovanna.jpg

 

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29 maggio 2017 1 29 /05 /maggio /2017 19:33

orsola

 

Invocazioni  a Sant’ Orsola

 

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà

 

Sant’ Orsola che sapevi credere senza riserve - prega per noi
Sant’ Orsola che sapevi amare in mezzo alle prove 
prega per noi
Sant’ Orsola che sapevi sperare contro ogni speranza prega per noi
Sant’ Orsola che maturavi ai raggi dell’Eucaristia - prega per noi
Sant’ Orsola che attingevi ai piedi del Crocifisso la forza di soffrire - prega per noi
Sant’ Orsola che imparavi l’amore alla scuola del Cuore di Gesù Agonizzante - p.p.n.
Sant’ Orsola che sapevi unire la contemplazione all’azione
 - prega per noi
Sant’ Orsola che sapevi santificare la grigia realtà quotidiana - prega per noi
Sant’ Orsola in ascolto del Padre celeste e innamorata della sua volontà -  p.p.n.
Sant’ Orsola che con l’amore rispondevi al “Sitio” del Redentore divino
 -  p.p.n.
Sant’ Orsola obbediente alle ispirazioni dello Spirito Santo
 - prega per noi
Sant’ Orsola figlia fedele della Chiesa - prega per noi
Sant’ Orsola maestra sapiente di vita spirituale - prega per noi
Sant’ Orsola guida prudente della comunità religiosa - prega per noi
Sant’ Orsola sollecita protettrice degli orfani prega per noi
Sant’ Orsola amorevole educatrice e insegnante dei bambini e dei giovani  p.p.n.
Sant’ Orsola zelante apostola di bontà e di gioia 
prega per noi
Sant’ Orsola dedita all’annuncio della Buona Novella della Salvezza - prega per noi
Sant’ Orsola che cercavi di edificare l’unità fraterna tra mentalità diverse p.p.n.
Sant’ Orsola che cercavi il dialogo con i fratelli separati
 - prega per noi
Sant’ Orsola sollecita nel preparare gli operai per la vigna del Signore prega per noi
Sant’ Orsola sensibile ai segni dei tempi - prega per noi
Sant’ Orsola che intuivi le necessità del momento - prega per noi
Sant’ Orsola compassionevole verso i più poveri prega per noi
Sant’ Orsola che fissavi il tuo sguardo su Maria, serva del Verbo Incarnato p.p.n.

 

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, ascoltaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

 

Si conclude pregando :

Dio, Padre misericordioso, che hai voluto chiamare la Beata Orsola a seguire il tuo Figlio, inviato nel mondo per annunciare la buona novella e dare a tutti la vita, fa’ che, sul suo esempio e per sua intercessione cooperiamo anche noi alla salvezza dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.    

 

 

Novena da recitare a Santa Orsola 

 

O Gesù, raccomando al tuo Sacratissimo Cuore... (intenzione)

Guarda, fà ciò che ti suggerisce il tuo Cuore.

Lascia che il tuo Cuore agisca.

O Gesù, mi abbandono a te, mi affido a te,

mi dono tutto/a a te, confido in te.

O Cuore pieno d'amore, ripongo in te tutta la mia fiducia,

poiché da solo/a sono capace di ogni male,

ma spero tutto dalla tua bontà. Amen.

 

Per i meriti di nostro Signore Gesù Cristo accetta, o Signore,

la preghiera che ti innalziamo per intercessione di Madre Orsola,

fedele imitatrice delle virtù del Sacro Cuore del tuo Divin Figlio,

e concedici le grazie che imploriamo fiduciosamente.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Il suo nome da laica era Giulia e nacque il 17 Aprile 1865 da una nobile famiglia polacca, residente nell’Austria meridionale; la sua è una famiglia Santa, tanto che anche la sorella Maria Teresa verrà beatificata e il fratello Wladimiro diventerà il preposito generale della Compagnia di Gesù. Giulia frequentò le scuole a Sankt Polten e più tardi seguì i genitori nella residenza polacca, nei pressi di Cracovia. Decide di entrare a 21 anni tra le Orsoline della città polacca e pronuncia i voti nell’Aprile del 1899. Si distinse subito per le sue qualità di educatrice ed insegnante, intanto promuove tra le sue studentesse l’Associazione delle Figlie di Maria; tra il 1904 e il 1907 svolge il ruolo di superiora del suo monastero. Richiamata dal Parroco di Pietroburgo, andò in quella città per occuparsi di alcune studentesse polacche in esilio, un compito pericoloso, a causa delle tensioni tra russi e austriaci, che richiese a Giulia, il sacrificio di vestirsi in abiti civili. Nel 1909 fondò una Casa delle Orsoline a Sortavale, in Finlandia e un’altra a Pietroburgo; la casa finlandese si occupava prevalentemente di ragazze cagionevoli di salute. Nel 1914 fu perseguitata dalla polizia russa, proprio a causa delle sue origini austriache e dovette scappare a Stoccolma, dove fondò una nuova Casa delle Orsoline e una scuola; in Svezia diede alla luce anche un giornale cattolico, il “Solglimstar”, che si pubblica ancora oggi, sotto un altro nome. Proseguì la sua opera di evangelizzazione, spostandosi ad Aalborg, in Danimarca dove rimase dal 1917 al 1919 quando, finita la prima guerra mondiale, potè tornare nella sua Cracovia. Nel 1920 si staccò dalla sua congregazione, per crearne un’altra, denominata “Orsoline del Sacro Cuore agonizzante”, con il preciso compito di occuparsi dei meno abbienti, dei bambini, dei poveri e dei vecchi. In Polonia le suore aderenti alla nuova Congregazione vengono soprannominate “Orsoline grigie” e in Italia le “Suore polacche”. Nel 1930 ci fu l’approvazione ufficiale della Congregazione, che crebbe rapidamente e alla morte di Suor Orsola, al secolo Giulia Ledochowska, si contavano 35 case delle Orsoline e più di 1000 suore. Ci rimangono numerosi scritti e meditazioni di Santa Orsola in numerose lingue; a Roma, il 29 Maggio 1939, Orsola muore. Il 20 Giugno 1983 a Poznan, Papa Giovanni Paolo II beatifica solennemente la Suora Orsolina, che lo stesso Pontefice canonizza ufficialmente a Roma il 18 Maggio 2003.  [fonte:santiebeati.it]

 

 

Vi riporto una Preghiera in lingua polacca. Se qualcuno è in grado di farne la traduzione può spedirmela. Gliene sarei immensamente grato.

 

Modlitwa o przeżywanie codzienności na wzór świętej Urszuli

 (Preghiera per l'esperienza di vita quotidiana dell'esempio di Santa Orsola)


Wszechmogący Boże, Miłości Przedwieczna,
to Ty powołałeś świętą Urszulę,
aby poszła za Twym Umiłowanym Synem
drogą rad ewangelicznych.
Wezwałeś ją, aby oddała się całkowicie Chrystusowi
i Jego Ciału, którym jest Kościół;
uczyłeś życia w modlitwie, pokorze, pogodzie ducha
i w gorliwej pracy nad szerzeniem Królestwa Bożego na ziemi.
Wybrałeś ją jako narzędzie miłości Twego Serca ku ludziom
przez apostolstwo wychowania
i służby najbardziej potrzebującym.
Dałeś jej serce wrażliwe i otwarte dla każdego człowieka,
dla cierpiących i samotnych,
dla pozbawionych nadziei i poszukujących sensu życia.
Prosimy Cię, daj także i nam
odwagę i wytrwałość,
abyśmy za jej przykładem i wstawiennictwem
przeżywali naszą codzienność
w duchu miłości i służby Tobie
i naszym braciom.
Przez Chrystusa Pana naszego.
Amen.

Modlitwa z 18 V 2003 r. - z przygotowania modlitewnego do mszy świętej kanonizacyjnej - ułożona przez m. Jolantę Olech

(Preghiera del18 maggio 2003 - di preparazione per la Messa di canonizzazione - organizzato da monsignor Jolanta Olech )

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27 maggio 2017 6 27 /05 /maggio /2017 23:45

san-germano.jpg

Essendo francese, ecco una preghiera in lingua transalpina del Santo :

 

PRIÈRE À SAINT GERMAIN

(Adaptation de la prière de la Neuvaine à saint Germain approuvée par Mgr Langevin le 1er avril 1875).

 

Ô saint Germain, bienheureux évêque de Paris, notre saint patron, nous implorons (durant cette Neuvaine) le secours de ta protection. Tu as toujours été si bon pour les pécheurs, si tendre pour tous les malheureux, si miséricordieux pour tous les pauvres. Ô toi, le plus charitable des pères, prie Dieu qu'il nous délivre de l'esclavage de nos péchés et de la chaîne si pesante de nos infidélités !

Le Seigneur avait mis sa puissance entre tes mains pendant cette vie ; déploie donc en notre faveur ce grand crédit dont tu bénéficiais alors, et qui n'a pu que s'accroître par ton entrée dans la gloire. Fais-nous voir clairement ce que nous devons faire pour être fidèles au Seigneur. Souvent, nous sommes sourds à la voix de notre conscience : ouvre notre coeur pour que nous entendions et suivions les inspirations de la grâce. Toi qui as ressuscité tant de morts, délivré tant de prisonniers, guéri tant de malades, tire-nous de la tiédeur et de l'indifférence dont nous sommes souvent prisonniers ; redonne-nous la vigueur qui nous est nécessaire pour marcher constamment dans la voie des commandements et arriver ainsi à partager avec toi les joies du ciel. AMEN.

 

 

 

TRADUZIONE :

 

Preghiera a San Germano di Parigi

(Adattata alla Novena a S. Germano approvata da Mons. Langevin il 1 °aprile 1875).

 

O San Germano, beato vescovo di Parigi, nostro patrono, chiediamo l'aiuto della tua protezione. Sei sempre stato così buono con i peccatori, così amorevole con tutti gli infelici, così misericordioso verso i poveri. 'O più misericordioso dei padri, prega il Signore affinchè ci liberi dalla schiavitù dei nostri peccati e dalla pesante catena della nostra infedeltà!

Il Signore ha messo il potere nelle tue mani in questa vita, così si dispiega per noi questo grande credito di cui beneficeremo in futuro e potrebbe aumentare solo con la tua venuta nella gloria. Mostraci chiaramente che cosa dobbiamo fare per essere fedeli al Signore. Spesso siamo sordi alla voce della nostra coscienza, apri i nostri cuori in modo tale da sentire e seguire le ispirazioni della grazia. Tu che hai sconfitto la morte, liberato così tanti prigionieri, guarito tanti malati, tirarci fuori la freddezza e l'indifferenza di cui spesso siamo prigionieri e dacci la forza di cui abbiamo bisogno per camminare costantemente sulla via dei comandamenti, e quindi arrivare a condividere con te le gioie del Paradiso. AMEN.

 

(Qualunque correzione della traduzione è ben accettata )

 

 

Saintgerman-copia-1.jpg

 

VITA DEL SANTO :

Germano, nato ad Autun verso la fine del V sec., sarebbe stato vittima di due tentativi di assassinio, a cui sfuggí miracolosamente: il primo per una minaccia di aborto mentre la madre lo attendeva ed il secondo poco dopo per avvelenamento. Doveva essere di famiglia relativamente agiata dato che proseguí negli studi ad Avállon. Per quindici anni abitò presso un parente, Scopillone, in una località di incerta identificazione: Laizy (Saoneet-Loire), o Lucey (Cote-d'Or). Già in quest'epoca, senza dubbio, doveva condurre vita eremitica o di reduso, usanza assai frequente nella Francia del V e VI sec. Richiamato da Agrippino, vescovo di Autun, è ordinato diacono e poi, tre anni dopo, prete. Il successore di Agrippino, Nettario, gli affida la direzione del monastero di S. Sinforiano che egli risolleva, non senza difficoltà, dalla decadenza e nel quale egli cercherà i primi elementi per la sua fondazione parigina.
Verso il 556, mentre si trova a Parigi presso il re Chilperico, questi, che apprezza i suoi consigli, lo chiama a succedere al vescovo Libano. D'ora in avanti egli dedicherà parte del suo zelo al compito di moderatore presso il principe ed i suoi successori Clotario e Cariberto; moderatore, tuttavia, piú o meno ascoltato, soprattutto in occasione delle crudeli lotte che segnarono la successione di Clotario e che resero famosi i sinistri nomi delle regine Brunechilde e Fredegonda. Fortunatamente conobbe anche la sposa di Clotario, s. Redegonda, e nel 561, a Poitiers, vide anche benedire la prima badessa di Santa Croce, stabilendo nella stessa epoca legami di amicizia con il poeta Fortunato, suo futuro biografo.
Il nome di Germano è soprattutto legato alla fondazione, da parte di Chilperico, dopo il 543, di un monastero destinato ad ospitare i trofei riportati dalla Spagna: ciò spiega il primitivo patronato della Santa Croce e di S. Vincenzo di Saragozza. Qui Germano chiamò alcuni monaci da S. Sinforiano, sotto la direzione di Drottoveo, e ne consacrò la chiesa un 23 dicembre, probabilmente del 558.
Infine Germano partecipò ad alcuni grandi avvenimenti della Chiesa di Francia: il concilio di Tours del 567, i concili di Parigi, tra cui quello del 573, e la consacrazione del vescovo Felice di Bourges nel 570. Fino a data recente gli si attribuivano anche due lettere, molto interessanti per la conoscenza della liturgia gallicana, che, tuttavia, il Wilmart ha dimostrato essere a lui posteriori.
Germano morì ottuagenario il 28 maggio 576 e fu inumato nella cappella di S. Sinforiano attigua alla chiesa abbaziale, in una tomba decorata, verso il 635, da s. Eligio, consigliere di re Dagoberto. Nel 54, per ordine di Pipino il Breve, fu effettuata una solenne traslazione alla presenza del giovane Carlo Magno e di numeroso clero; tale traslazionè portò al cambiamento della dedicazione della chiesa, mentre avvenivano i miracoli narrati abbondantemente dal monaco Aimone.
Da questo momento il monastero e la sua chiesa (distinta dalla antica chiesa di St.-Germainle-Vieux, demolita nel 1802) onorano il quartiere di St.-Germain-des-Prés, importante centro di vita benedettina dei secc. XVII-XVIII ed uno dei piú pittoreschi della Parigi moderna.

 

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27 maggio 2017 6 27 /05 /maggio /2017 23:15
S.-San-PAOLO-HAHN-MARTIRE-IN-VIETNAM.jpg
 
La storia di questo Santo ricorda sotto certi aspetti quella di San Davide, che attraverso comunque enormi peccati è giunto alla santità...
La via della santità non è fatta di pura perfezione ma passa attraverso gli errori e i peccati: lo si comprende bene guardando la vita di San Paolo Hanh, martire vietnamita ucciso nel 1859.
Era nato in una famiglia cristiana forse nel 1826 in una città dell’allora Cocincina, ma assieme ai fratelli fu per un certo periodo alla guida di una banda di ladri. La conversione del cuore, però, gli costò la vita: quando infatti chiese ai compagni di ravvedersi in seguito a un furto a una donna questi lo denunciarono. Interrogato negò le accuse ma, alla domanda se egli fosse cristiano, non esitò a professare la sua fede.
La sua nuova vita da credente convinto, così, pesò più della sua precedente condotta da brigante: morì in seguito a numerose torture che non gli fecero rinnegare la sua fede. 
 
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26 maggio 2017 5 26 /05 /maggio /2017 23:52

san-agostino.jpg

Cantebury si trova nel Regno Unito, non lontano da Londra, abbiamo reperito questa preghiera in inglese dedicata al santo di oggi: 

 

Prayer for the Feast of Saint Augustine of Canterbury
 

O God, Who by the preaching and miracles of blessed Augustine, Thy Confessor and Bishop, didst vouchsafe to shed upon the English people the light of the true faith; grant that, through his intercession, the hearts of those that have gone astray may return to the unity of Thy truth, and that we may be of one mind in doing Thy will. Through our Lord Jesus Christ, Thy Son, Who liveth and reigneth with Thee in the unity of the Holy Ghost, one world without end. Amen.

 

 

TRADUZIONE :

 

Preghiera per la Festa di Sant'Agostino di Centebury

 

O Signore, che con la predicazione ed i miracoli del beato Agostino, Tuo Confessore e Vescovo, ti degnasti di dare al popolo inglese la luce della vera fede, fa' che, per sua intercessione, il cuore di coloro che si sono smarriti sia restituito per l'unità della tua verità, e che si faccia la tua volontà. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

 

(Se qualcuno che conosce bene l'inglese vi trova degli errori, può comunicarmelo per posta elettronica. Grazie)

 

 

VITA DEL SANTO
 
Agostino di Canterbury nasce a Roma il 13 novembre 534 ma a noi non sono giunte notizie relative alla sua infanzia e giovinezza; monaco benedettino, fu inviato da Papa Gregorio I in Inghilterra affinché, dopo le invasioni dai Sassoni, la evangelizzasse. Partito inizialmente titubante per via delle voci sulle atrocità commesse da questa popolazione, fu rinfrancato dalla nomina di Vescovo e, attraversata la Gallia con altri quaranta monaci, arrivò all’isola di Thanet dove trovò il re del Kent in persona ad accoglierlo. Re Etelbertom, da poco sposo di Berta, fervida cristiana che aveva fatto edificare una Chiesa a Canterbury, non solo lasciò che la moglie potesse pregare il suo Dio ma, lui per primo, chiese al Papa di inviare dei monaci nel suo regno. Agostino riuscì a convertire e battezzare il Re e almeno 10000 sassoni, tentò in più occasioni di fondere insieme la chiesa Sassone a quella Bretone (senza però riuscirvi), ristrutturò una vecchia Chiesa che divenne Cattedrale ed edificò un monastero. La Scuola Reale di Canterbury, da lui fondata, risulta essere la scuola più antica del mondo. Il Papa lo nominò vescovo di Canterbury e Primate d'Inghilterra per gli ottimi risultati ottenuti anche fuori della sua città. Morì a Canterbury il 26 maggio 604, il suo corpo giace nella Chiesa a lui dedicata nella stessa città.

 

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25 maggio 2017 4 25 /05 /maggio /2017 23:01

san_filippo_neri.jpg

 
 
 
Preghiera a San Filipo Neri
scritta dal Card. John Henry Newman C.O.
 
 
O mio caro e santo patrono Filippo 
io mi butto fra le tue braccia e per amore di Gesù, 
per amore di quell'amore che fece di te un eletto ed un santo, 
io ti supplico di pregare per me, 
affinché come Egli ha condotto te al cielo, 
così a suo tempo conduca al cielo pure me. 
Tu hai provato le tribolazioni ed i periodi di questa vita; 
tu conoscesti bene quale conto si debba fare agli assalti del maligno, 
degli scherni del mondo e delle tentazioni della carne e del sangue. 
Tu apprendesti quanto sia debole l'umana natura, 
e quanto sia traditore il cuore umano 
e questo ti ha colmato di una simpatia e di una compassione 
così tenera che anche ora godi della gioia di una gloria ineffabile 
e di una ineffabile beatitudine, 
puoi, io lo so, dedicare a me un pensiero. 
Ricordati dunque di me, o mio caro san Filippo, 
ricordatene nonostante che io talvolta sembri dimenticarmi di te. 
Ottienimi tutte quelle cose che mi sono necessarie a perseverare 
nella grazia di Dio ed operare la mia salute eterna. 
Ottienimi mediante la tua potente intercessione, 
la forza necessaria a combattere una buona battaglia, 
a rendere testimonianza del mio Dio e della mia religione, 
in mezzo ai peccatori, la forza di reggere allorché Satana 
vorrebbe schernirmi o forzarmi a fare qualche cosa di male, 
la forza di superare me stesso, di fare tutto il mio dovere 
e così poter andare esente da colpa nel giorno del giudizio. 
Vaso dello Spirito Santo, apostolo di Roma, 
santo dei tempi primitivi, 
prega per me. 

 

 

 

Preghiera a SAN FILIPPO NERI

scritta dal  Cardinal Alfonso Capecelatro :

 

O dolcissimo Santo, che glorificasti Dio e perfezionasti te stesso, tenendo sempre il cuore in alto e amando Dio e gli uomini con inenarrabile carità, vieni dal cielo in mio aiuto. Vedi che io gemo sotto il peso di molte miserie, e vivo in una continua lotta di pensieri, di desideri, di affetti e di passioni, che mi vorrebbero allontanare da Dio. E senza Dio che cosa farei io mai? Sarei uno schiavo che per colmo di miseria ignora la propria schiavitù. Presto l'ira, l'orgoglio, l'egoismo, l'impurità e cento altre passioni divorerebbero l'anima mia. Ma io voglio vivere con Dio; però invoco umilmente e fiduciosamente il tuo aiuto. Impetrami tu il dono della santa carità; fa che lo Spirito Santo, il quale tanto miracolosamente t'infiammò il petto, discenda con i suoi doni nell'anima mia. Ottienimi che io possa, sia pure debolmente, imitare. Che io viva nel continuo desiderio di salvare anime a Dio; che io le guidi a lui, sempre imitando la tua dolcissima mansuetudine. Dammi d'essere casto di pensieri, di desideri e di affetti, come fosti tu. Concedimi quella santa allegrezza di spirito che procede dalla pace del cuore e dalla piena rassegnazione della volontà mia alla volontà di Dio. Intorno a te spirava un'aria benefica, che sanava le anime inferme, quietava le dubbiose, rinfrancava le timide, confortava le afflitte. Tu benedicevi coloro che ti maledivano; pregavi per coloro che ti perseguitavano; conversavi con i giusti per perfezionarli, e con i peccatori per ricondurli a coscienza. Ma perché dunque non mi è dato d'imitarti? Quanto lo desidererei! Come mi parrebbe bello farlo! Pertanto prega tu per me: e io o che sia sacerdote o laico o uomo o donna potrò imitarti ed esercitare anche io l'apostolato della tua carità tanto varia e molteplice. Lo eserciterò secondo il poter mio, giovando alle anime e ai corpi. Se avrò il cuore pieno di Dio, l'apostolato tuo lo compirò o nella chiesa o nella famiglia o negli ospedali o con gli infermi o con i sani, sempre. Amen.

 

 

Preghiera a SAN FILIPPO NERI

 

O glorioso San Filippo, angelo di costumi, maestro di virtù, serafino di carità, apostolo di Roma e patrono della gioventù, io sotto la vostra protezione raccomando la vita mia. Ottenetemi la grazia di camminare per la strada retta del Vangelo e di star sempre vigilante e cauto, acciò la mia coscienza non si addormenti mai nella falsa e perniciosa pace dei peccatori. Assistetemi finalmente nell'ora della mia morte; scacciate da me, in quel passo terribile, il maledetto insidiatore, e accompagnate l'anima mia in Paradiso.

 

 

GIACULATORIE DI SAN FILIPPO NERI 

Questo  Santo amava le preghiere brevi e ardenti,  amava cioè le giaculatorie e insegnava a recitarle sotto forma di Rosario al posto del Padre Nostro e dell’Ave Maria. Padre Zazzara affermava che il Santo Filippo Neri lodava molto le giaculatorie, ed in diversi tempi dell'anno gliele insegnava e ne faceva dire ogni giorno quando una, quando un'altra per tenere vivo il pensiero della divina presenza ed eccitare la confidenza in Dio sono utilissime alcune orazioni brevi e quelle spesse volte lanciare verso il cielo tra il giorno, alzando la mente a Dio da questo fango del mondo: e chi le usa, ne ricaverà frutto incredibile con poca fatica. Alcune di queste giaculatorie sono riportate in seguito.

 

  • Dio mio, quando ti amerò con amore di figlio?
  • Gesù mio, ti vorrei tanto amare.
  • Gesù mio, non fidarti di me!
  • Gesù mio, io te lo ripeto, se Tu non mi aiuti, non farò mai bene.
  • Gesù mio, te l’ho detto, io non ti conosco.
  • Signore mio, vorrei imparare la strada di andare in cielo.
  • Io ti cerco e non ti trovo, Gesù mio, vieni Tu da me.
  • Non ti conosco ancora, Gesù mio, perché io non ti cerco.
  • Se io conoscessi Te, conoscerei anche me, Gesù mio.
  • Madonna benedetta, fammi la grazia che mi ricordi sempre della   tua Verginità.
  • Che cosa potrei fare, Gesù mio, per farti piacere?
  • Io non ti ho mai amato eppure, Gesù mio, vorrei tanto amarti.
  • Se Tu non mi aiuti, Gesù mio, io cadrò.
  • Signore, mi fanno violenza, rispondi Tu per me.
  • Io ti vorrei amare, Gesù mio, ma non trovo la via.
  • Se io facessi anche tutto il bene del mondo, che cosa conterebbe  mai questo, Gesù Mio?
  • Gesù, sii per me Gesù.
  • Io non riuscirò mai ad amarti, Gesù mio, se Tu non m’aiuti.
  • Gesù mio, io non voglio far altro, se non la tua santissima Volontà.
  • Signore, se mi vuoi, tronca la via a tutti gli impedimenti.
  • Gesù mio, io ti vorrei sempre servire, ma non trovo la via.
  • Buon Gesù, accresci la mia fede.
  • Io diffido di me stesso, Gesù mio, e confido solo in Te.
  • Fammi la grazia, Gesù mio, perché non abbia da amarti per timore, ma per amore.
  • Vergine e Madre!
  • Non so più che fare e che dire, Gesù mio, se Tu non m’aiuti.
  • Signore, non nascondermi il tuo Volto.
  • Non ricordare, Signore, i miei peccati per la tua santissima Passione.

 

 

 

VITA DEL SANTO

 

Filippo Neri, detto l'apostolo di Roma, giganteggia tra i Santi che fiorirono in Roma nel sec. XVI. Nato a Firenze nel. 1515, venne nella Città eterna a 19 anni, dopo aver rinunciato a una seducente prospettiva di ricchezza, presso Cassino e a Roma vi rimase fino alla morte. Laico fino a 36 anni, è partecipe e animatore di tutte le iniziative laicali di apostolato, mentre si guadagna la vita insegnando privatamente e insieme frequentando l'università per completare la sua formazione umanistica ed apostolica. Amante della natura, come S. Francesco di Assisi, sempre lieto, d'una letizia sana e santa, che comunicava, quasi senza volerlo, a chiunque lo avvicinasse, nemico delle pose e delle ostentazioni, faceto e quasi burlone, arrivava dovunque si potesse fare del bene. Amava i fanciulli, e li voleva buoni e allegri; li educava a vita cristiana gioiosamente trasfondendo in loro la sua grande devozione alla Madonna. Con i suoi, fondò per loro in Roma, la prima scuola organizzata e un collegio per i più capaci, ma poveri. Sapeva compatirli: «State fermi, se potete» e incoraggiarli, facendosi «coi fanciulli, fanciullo sapientemente».

Visitava e assisteva i malati negli Ospedali e fondò per primo un Convalescenziario. Per i pellegrini «romei» formò un'apposita Confraternita e costruì una grande casa per loro, dedicata alla SS.ma Trinità. Ebbe pietà per i malati di mente, fino allora abbandonati per le vie, fondando l'Istituto di S. Maria della Pietà, primo del genere, divenuto poi il grande ospedale psichiatrico provinciale di Roma. Vedeva con simpatia gli stranieri e si prodigava per far sorgere in Roma le loro comunità nazionali. Aiutava i Religiosi per i quali era un felice « pescatore » di vocazioni. Sapeva distogliere la gioventù dalle carnevalate sfrenate, con geniali forme di sana ricreazione, come la famosa Visita alle Sette Chiese. Aveva un'abilità speciale per indurre gli artisti a mettere il loro genio al servizio di Dio: fu così che nacquero gli Oratori in musica, gli Annali Ecclesiastici e l'interesse per l'archeologia sacra. Pensò agli innumerevoli ed oziosi cortigiani istituendo lieti trattenimenti spirituali pomeridiani, detti gli Esercizi dell'Oratorio. L'ardente desiderio di riconciliare anime a Cristo, lo rendeva instancabile nel trascorrere molte ore in confessionale e sempre pronto a facilitare quella confessione frequente che inculcava ai suoi figli spirituali come mezzo di perfezione. Celebrava ogni giorno la S. Messa con tale ardore di spirito che, non di rado, i presenti ne vedevano, anche esternamente, manifestazioni mirabili. Di tutti era amico, popolani e principi, laici e cardinali, buoni e cattivi, tutti riusciva a rendere migliori. I santi che vivevano a Roma in quel secolo, lo veneravano come padre, gli stessi Papi gli baciavano la mano e gli offrivano le più alte dignità, che egli, scherzosamente, ma risolutamente sempre rifiutava. Numerosi i miracoli attribuiti alle sue preghiere, ancora vivente e dopo la morte, in vantaggio di ogni sorta di persone. Per assicurare la durata dell'opera sua, fondò la Congregazione dell'Oratorio, tuttora operante in Italia e fuori: primo esempio di vita comune del clero secolare. Il segreto di tale prodigiosa attività, è svelato dalle catacombe di San Sebastiano, che egli frequentava fin da giovane, per attingere da quei morti la regola del retto vivere. E là, che nei giorni precedenti la Pentecoste del 1544, ebbe dallo Spirito Santo la prova sensibile che l'ardore della carità di Dio era con lui: vide un globo di fuoco, che gli penetrò nel cuore dilatandogli il petto; fu un Santo veramente «pentecostale». Morì serenamente, in atto di implorare la benedizione di Dio sui discepoli e continuatori dell'opera sua, all'alba del 26 maggio 1595.

Filippo_Neri.jpg

 

 

ALCUNE FRASI DI SAN FILIPPO NERI :

 

L'amore di Dio
 
- Chi vuole altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che si voglia. Chi dimanda altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che dimanda. Chi opera e non per Cristo, non sa quello che si faccia.
- L'anima che si dà tutta a Dio, è tutta di Dio.
- Quanto amore si pone nelle creature, tanto se ne toglie a Dio.
- All'acquisto dell'amor di Dio non c'è più vera e più breve strada che staccarsi dall'amore delle cose del mondo ancor piccole e di poco momento e dall'amor di se  stesso, amando in noi più il volere e servizio di Dio, che la nostra soddisfazione e volere.
- Come mai è possibile che un uomo il quale crede in Dio, possa amare altra cosa che Dio?
- La grandezza dell'amor di Dio si riconosce dalla grandezza del desiderio che l'uomo ha di patire per amor suo.
- A chi veramente ama Dio non può avvenire cosa di più gran dispiacere quanto non aver occasione di patire per Lui.
- Ad uno il quale ama veramente il Signore non è cosa più grave, né più molesta quanto la vita.
- I veri servi di Dio hanno la vita in pazienza e la morte in desiderio.
- Un'anima veramente innamorata di Dio viene a tale che bisogna che dica: Signore, lasciatemi dormire: Signore, lasciatemi stare.
 
Presenza in Dio e confidenza in Lui
 
- Spesso esortava i suoi figli spirituali che pensassero di aver sempre Dio davanti agli occhi.
- Chi non sale spesso in vita col pensiero in Cielo, pericola grandemente di non salirvi dopo morte.
- Paradiso! Paradiso! era il grido col quale calpestava ogni grandezza umana. 
- Buttatevi in Dio, buttatevi in Dio, e sappiate che se vorrà qualche cosa da voi, vi farà buoni in tutto quello in cui vorrà adoperarvi.
- Bisogna avere grande fiducia in Dio, il quale è quello che è stato sempre: e non  bisogna sgomentarsi per cosa accada in contrario.
 
La volontà di Dio
 
- Io non voglio altro se non la tua santissima volontà, o Gesù mio.
- Quando l'anima sta rassegnata nelle mani di Dio, e si contenta del divino beneplacito, sta in buone mani, ed è molto sicura che le abbia ad intervenire bene.
- Ognuno vorrebbe stare sul monte Tabor a vedere Cristo trasfigurato: accompagnar  Cristo sul monte Calvario pochi vorrebbero.
- E' ottimo rimedio, nel tempo delle tribolazioni e aridità di spirito, l'immaginarsi di  essere come un mendico, alla presenza di Dio e dei Santi, e come tale andare ora da  questo Santo, ora da quell'altro a domandar loro elemosina spirituale, con  quell'affetto e verità onde sogliono domandarla i poveri. E ciò si faccia alle volte  corporalmente, andando ora alla Chiesa di questo Santo, ed ora alla Chiesa di  quell'altro a domandar questa santa elemosina.
- Al P. Antonio Gallonio, fortemente tormentato da una interna tribolazione, S. Filippo  diceva: Abbia pazienza, Antonio: questa è la volontà di Dio. Abbi pazienza, sta saldo; questo è il tuo Purgatorio.
- A chi si lamentava di certe prove diceva: Non sei degno, non sei degno che il Signore ti visiti.
- Quietati che Dio la vuole, disse una volta ad una mamma a cui moriva una piccola  figlia, e ti basta essere stata balia di Dio.
 
Desiderio di Perfezione
 
- Non è tempo di dormire, perché il Paradiso non è fatto pei poltroni.
- Bisogna desiderare di far cose grandi per servizio di Dio, e non accontentarsi di una  bontà mediocre, ma aver desiderio (se fosse possibile) di passare in santità ed in  amore anche S. Pietro e S. Paolo: la qual cosa, benché l'uomo non sia per conseguire,  si deve con tutto ciò desiderare, per fare almeno col desiderio quello che non  possiamo colle opere.
- Non è superbia il desiderare di passare in santità qualsivoglia Santo: perché il  desiderare d'essere santo è desiderio di voler amare ed onorare Dio sopra tutte le  cose: e questo desiderio, se si potesse, si dovrebbe stendere in infinito, perché Dio è  degno d'infinito onore.
- La santità sta tutta in tre dita di spazio, e si toccava la fronte, cioè nel mortificare la  razionale, contrastando cioè a se stesso, all'amore proprio, al proprio giudizio. 
- La perfezione non consiste nelle cose esteriori, come in piangere ed altre cose simili,  e le lacrime non sono segno che l'uomo sia in grazia di Dio.
- Parlando il Santo di spirito e della perfezione diceva: Ubbidienza, Umiltà, Distacco!
 
La Preghiera
 
- L'uomo che non fa orazione è un animale senza ragione.
- Il nemico della nostra salute di nessuna cosa più si contrista, e nessuna cosa cerca  più impedire che l'orazione.
- Non vi è cosa migliore per l'uomo che l'orazione, e senza di essa non si può durar  molto nella vita dello spirito.
- Per fare buona orazione deve l'anima prima profondissimamente umiliarsi e  conoscersi indegna di stare innanzi a tanta maestà, qual è la maestà di Dio, e  mostrare a Dio il suo bisogno e la sua impotenza, ed umiliata gettarsi in Dio, che Dio  le insegnerà a fare orazione.
- La vera preparazione all'orazione è l'esercitarsi nella mortificazione: perché il volersi dare alla orazione senza questa è come se un uccello avesse voluto incominciar a volare prima di metter le penne.
- Ai giovani diceva: Non vi caricate di troppe devozioni, ma intraprendetene poche, e perseverate in esse. Non tante devozioni, ma tanta devozione.
 
L'Umiltà
 
- Figliuoli, siate umili, state bassi: siate umili, state bassi.
- Umiliate voi stessi sempre, e abbassatevi negli occhi vostri e degli altri, acciò possiate diventar grandi negli occhi di Dio.
- Dio sempre ha ricercato nei cuori degli uomini lo spirito d'umiltà, e un sentir basso di sè. Non vi è cosa che più dispiaccia a Dio che l'essere gonfiato della propria stima.
- Non basta solamente onorare i superiori, ma ancora si devono onorare gli eguali e gli inferiori, e cercare di essere il primo ad onorare.
- Per fuggire ogni pericolo di vanagloria voleva il Santo che alcune devozioni particolari si facessero in camera, ed esortava che si fuggisse ogni singolarità. A proposito della vanagloria diceva: Vi sono tre sorta di vanagloria. La prima è Padrona e si ha quando questa va innanzi all'opera e l'opera si fa per il fine della vanagloria. La seconda è la Compagna e si ha quando l'uomo non fa l'opera per fine di vanagloria, ma nel farla sente compiacenza. La terza è Serva e si ha quando nel far l'opera sorge la vanagloria, ma la persona subito la reprime.
- Per acquistare il dono dell'umiltà sono necessarie quattro cose: spernere mundum, spernere nullum, spernere seipsum, spernere se sperni: cioè disprezzare il mondo, non disprezzare alcuno, disprezzare se stesso, non far conto d'essere disprezzato. E soggiungeva, rispetto all'ultimo grado: A questo non sono arrivato: a questo vorrei arrivare.
- Fuggiva con tutta la forza ogni sorta di dignità: Figliuoli miei, prendete in bene le mie parole, piuttosto pregherei Iddio che mi mandasse la morte, anzi una saetta, che il pensiero di simili dignità. Desidero bene lo spirito e la virtù dei Cardinali e dei Papi, ma non già le grandezze loro.
 
 
La Mortificazione
 
- Figliuoli, umiliate la mente, soggettate il giudizio.
- Tutta l'importanza della vita cristiana consiste nel mortificare la razionale.
- Molto più giova mortificare una propria passione per piccola che sia, che molte astinenze, digiuni e discipline.
- Quando gli capitava qualche persona che avesse fama di santità, era solito provarla con mortificazioni spirituali e se la trovava mortificata e umile, ne teneva conto, altrimenti l'aveva per sospetta, dicendo: Ove non è gran mortificazione, non può esservi gran santità.
- Le mortificazioni esteriori aiutano grandemente all'acquisto della mortificazione interiore e dellealtre virtù.
 
L'Obbedienza
 
- L'obbedienza buona è quando si ubbidisce senza discorso e si tiene per certo quello che è comandato è la miglior cosa che si possa fare.
- L'obbedienza è il vero olocausto che si sacrifica a Dio sull'altare del nostro cuore, e bisognasforzarci d'obbedire anche nelle cose piccole, e che paiono di niun momento, poiché in questo modo la persona si rende facile ad essere obbediente nelle cose maggiori.
- E' meglio obbedire al sagrestano e al portinaio quando chiamano, che starsene in camera a fare orazione.
- A proposito di colui che comandava diceva: Chi vuol esser obbedito assai, comandi poco.
 
La Gioia Cristiana
 
- Figliuoli, state allegri, state allegri. Voglio che non facciate peccati, ma che siate allegri.
- Non voglio scrupoli, non voglio malinconie. Scrupoli e malinconie, lontani da casa mia.
- L'allegrezza cristiana interiore è un dono di Dio, derivato dalla buona coscienza, mercé il disprezzo delle cose terrene, unito con la contemplazione delle celesti...Si oppone alla nostra allegrezza il peccato; anzi, chi è servo del peccato non può neanche assaporarla: le si oppone principalmente l'ambizione: le è nemico il senso, e molto altresì la vanità e la detrazione. La nostra allegrezza corre gran pericolo e spesso si perde col trattare cose mondane, col consorzio degli ambiziosi, col diletto degli spettacoli.
- Ai giovani che facevano chiasso, a proposito di coloro che si lamentavano, diceva: Lasciateli, mieicari, brontolare quanto vogliono. Voi seguitate il fatto vostro, e state allegramente, perché altro non voglio da voi se non che non facciate peccati. E quando doveva frenare l'irrequietezza dei ragazzi diceva: State fermi, e, sotto voce, se potete.
 
 
La Devozione a Maria
 
- Figliuoli miei, siate devoti della Madonna: siate devoti a Maria.
- Sappiate, figliuoli, e credete a me, che lo so: non vi è mezzo più potente ad ottenere 
le grazie da Dio che la Madonna Santissima.
- Chiamava Maria il mio amore, la mia consolazione, la mamma mia.
- La Madonna Santissima ama coloro che la chiamano Vergine e Madre di Dio, e che 
nominano innanzi a Lei il nome santissimo di Gesù, il quale ha forza d'intenerire il 
cuore.
 
La Confessione
 
- La confessione frequente de' peccati è cagione di gran bene all'anima nostra, perché la purifica, la risana e la ferma nel servizio di Dio.
- Nel confessarsi l'uomo si accusi prima de' peccati più gravi e de' quali ha maggior vergogna: perché così si viene a confondere più il demonio e cavar maggior frutto dalla confessione.
 
La Tentazione
 
- Le tentazioni del demonio, spirito superbissimo e tenebroso, non si vincono meglio  che con l'umiltà del cuore, e col manifestare semplicemente e chiaramente senza  coperta i peccati e le tentazioni al confessore.
- Contro le tentazioni di fede invitava a dire: credo, credo, oppure che si recitasse il  Credo.
- La vera custodia della castità è l'umiltà: e però quando si sente la caduta di  qualcuno, bisogna muoversi a compassione, e non a sdegno: perché il non aver pietà  in simili casi, è segno manifesto di dover prestamente cadere.
- Ai giovani dava cinque brevi ricordi: fuggire le cattive compagnie, non nutrire delicatamente il corpo, aborrire l'ozio, fare orazione, frequentare i Sacramenti spesso, e particolarmente la Confessione.
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24 maggio 2017 3 24 /05 /maggio /2017 23:20

santamadd.JPG

 

Preghiera a Maria Maddalena de' Pazzi

 

Venga quello che discendendo in Maria
fece incarnare il Verbo,
e faccia in noi per gratia
quel che fece in lei per gratia e per natura!
Dhe, vieni tu, refrigerio, gioia e
nutrimento dell’anime nostre!
Dhe, vieni, e togli tutto quello che è in me di mio,
e infondi in me solo quello che è tuo.
Non solo ti prego che venga in me,
ma ancora in tutte quelle che hai scelto Tu.
Dhe vieni, Tu che sei nutrimento d’ogni casto pensiero,
circolo d’ogni clementia e cumulo d’ogni purit à!
Dhe vieni, e consuma in me tutto quello
che è cagione che io non possa esser consumata da Te

 

 

 

Antica preghiera in latino a Maria Maddalena de' Pazzi

 

Maddalena de’ Pazzi

Ave,Maria Magdalena

Ave, Maria Magdalena,

quae Domino grata fuisti

et amando et plorando,

gratiam Ecclesia impetrasti.

Dominus tecum,

benedicta tu, inter virgines,

et benedictus fructus Iesus,

Deus cordis tui.

Sancta Maria Magadalena,

speculum caritatis,

ora pro nobis filiabus tuis,

nunc et in hora mortis nostrae. Amen

Salve, Sponsa Verbi.

Salve, Lilium Puritatis.

Salve, Rosa Charitatis.

Salve, Gemma Paupertatis.

Salve, Flos Carmeli Montis,

a Deipara Virgine induta, vestimento salutis.

Ora pro nobis Sancta Maria Magdalena.

Ut digni efficiamur promissionibus Cristi.

Oremus: Deus, virginitatis amator,

qui S. Maria Magdalenam Virginem tuo amore succensam,

coelestis donis decorasti: da, ut quam pia devotione veneramur,

 puritate et charitate imitemur.

Per Dominum nostrum

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Nasce nel 1566 e appartiene alla casata de' Pazzi, potenti (e violenti) per generazioni a Firenze, e ancora autorevoli alla sua epoca. Battezzata con il nome di Caterina, a 16 anni entra nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli in Firenze e come novizia prende il nome di Maria Maddalena. Nel maggio 1584 soffre di una misteriosa malattia che le impedisce di stare coricata. Al momento di pronunciare i voti, devono portarla davanti all'altare nel suo letto. Da questo momento vivrà diverse estasi, che si succederanno per molti anni. Le descrivono cinque volumi di manoscritti, opera di consorelle che registravano gesti e parole sue in quelle ore. Più tardi le voci dall'alto le chiedono di promuovere la «rinnovazione della Chiesa» (iniziata dal Concilio di Trento con i suoi decreti), esortando e ammonendo le sue gerarchie. Scrive così a papa Sisto V, ai cardinali della curia; e tre lettere manda ad Alessandro de' Medici, arcivescovo di Firenze, predicendogli il suo breve pontificato. La mistica morirà nel 1607 dopo lunghe malattie. (Fonte Avvenire)

 

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22 maggio 2017 1 22 /05 /maggio /2017 23:29

guiberto

 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

NON SONO DISPONIBILI PREGHIERE DEDICATE AL SANTO

 

CARO LETTORE NEL CASO TU NE VENGA IN POSSESSO 

TI CHIEDIAMO GENTILMENTE DI INVIARCELE A lagioiadellapreghiera@hotmail.it

 

SAREMO LIETI DI PUBBLICARLE E CONDIVIDERLE

GRAZIE

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

 

GiaculatoriaSant' Efebo, pregate per noi.

 

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22 maggio 2017 1 22 /05 /maggio /2017 10:15

 

santa-rita.jpg

     

Dopo aver recitato le Novene riportate in questo link : 

13 Maggio : inizio della Novene a Santa Rita da Cascia

ecco alcune preghiere dedicate alla Santa :

 

 

Preghiera a Santa Rita

 

Dio, che Ti degnasti di concedere a Santa Rita 
il gran dono di amare i nemici 
e di portare nel cuore i segni del Tuo amore
e sulla fronte i segni della tua passione,
concedi a noi, per la sua intercessione e per i suoi meriti,
di perdonare i nostri nemici 
e di meditare i dolori della Tua passione 
così da conseguire il premio promesso ai miti 
e a quelli che piangono. Amen.

 

Preghiera a Santa Rita per i casi impossibili e disperati :

 

O cara Santa Rita, nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati, fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione [ esprimere l'afflicizione che ci fa soffrire ], e allontani l'ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore.

Per l'angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni, abbiate compassione della mia persona a voi devota, che confidentemente domanda il vostro intervento presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.

O cara Santa Rita, guidate le mie intenzioni in queste mie umili preghiere e ferventi desideri.

Emendando la mia passata vita peccatrice e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati, ho la dolce speranza di godere un giorno Dio in paradiso insieme con voi per tutta l'eternità. Così sia.

Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi.

Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi.

 

Si recitano 3 Padre Nostro, 3 Ave Maria e 3 Gloria.

 

 

 

Un 'altra preghiera a Santa Rita per i casi impossibili e disperati :

 

Sotto il peso e tra le angosce del dolore, a Voi che tutti chiamano la Santa degli impossibili, io ricorro nella fiducia di presto aver ne soccorsi. Liberate Vi prego il mio povero cuore, dalle angustie che da ogni parte l’opprimono, e ridonare la calma a questo spirito che geme, sempre pieni di affanni. E giacché riesce inutile ogni mezzo a procurarmi sollievo, totalmente confido in Voi che foste da Dio prescelta per avvocata dei casi più disperati. Se sono di ostacolo al compimento dei miei desideri, i peccati miei, ottenetemi da Dio ravvedimento e perdono. Non permettete, no, che più a lungo sparga lacrime di amarezza, premiate la mia ferma speranza, ed io darò a conoscere dovunque le grandi vostre misericordie verso gli animi afflitti. O ammirabile sposa del Crocefisso, intercedete ora e sempre per i miei bisogni.

 

Si recitano 3 Padre Nostro, 3 Ave Maria e 3 Gloria.

 

 

 

Preghiera della mamma da rivolgere a Santa Rita :

 

O Vergine immacolata, madre di Gesù e madre mia, per intercessione di Santa Rita, aiutami nella dolce e grave responsabilità di essere mamma. A te affido, o Madre, i figli che amo tanto e per cui trepido, spero e gioisco. Insegnami a guidarli come Santa Rita, con mano sicura per la via di Dio. Rendimi tenera senza debolezze e forte senza durezze. Ottienimi quella amorosa pazienza che non si stanca mai e tutto offre e sopporta per la salvezza eterna delle sue creature. Aiutami, o Madre. Forma il mio cuore a immagine del tuo e fa' che i miei figli vedano in me un riflesso delle tue virtù, affinché, dopo aver imparato da me ad amarti e a seguirti in questa vita, giungano un giorno a lodarti e benedirti in cielo. Maria, regina dei Santi, disponi per i miei figli anche la protezione di Santa Rita. 

 

 

 

Preghiera a Santa Rita da recitare oggi 22 Maggio :

 

O Santa Rita, Tu hai passato la vita terrena portando la tua croce dietro a Gesù, non solo nel compimento fedele dei tuoi doveri di figlia, di sposa, di madre e di suora, ma anche nel esercizio eroico delle virtù cristiane, fino a perdonare gli assassini del tuo sposo, fino ad invocare la morte corporale dei tuoi figli piuttosto che continuassero la catena di vendette di cui era stato vittima il loro padre, fino a mettere pace fra i tuoi parenti e i parenti degli assassini, fino ad implorare dal Signore Gesù di partecipare ai dolori della sua Passione, fino a donarti a Dio, ed al prossimo nel quotidiano sacrificio del monastero; e, dopo la prova di amore, sei entrata nella gloria del tuo Signore che ti ha anche esaltata, per la tua umiltà, presso tutti i popoli: intercedi per tutti noi, affinché, sappiamo rispondere ogni giorno con amore all amore del Padre nostro che è nei cieli e vivere con pienezza la vocazione cristiana, imitando Gesù nella comunione della Chiesa, perché Egli solo è la via della salvezza, Egli solo è la Verità che ci fa liberi, Egli solo è la Vita Eterna. Amen! 

 

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Preghiera della mamma in attesa da rivolgere a Santa Rita :

 

Alla tua nascita, o Santa Rita, avesti il nome simbolico di una gemma e di un fiore. Guarda con amorevolezza me che sto per divenire mamma. Anche tu divenisti mamma di due figli, che amasti ed educasti come soltanto una santa mamma può fare. Prega perché il Signore mi conceda la grazia del bimbo, che con mio marito attendiamo come dono del cielo. Fin d'ora lo offriamo al Sacro Cuore di Gesù e di Maria e l'affidiamo anche alla tua protezione. Si compia nella gioia il miracolo di una vita nuova e benedetta da Dio. 

 

 

 

 

Preghiera della sposa a Santa Rita :

 

O gloriosa santa Rita, sebbene ti sia sposata per obbedire ai tuoi genitori, divenisti un'ottima sposa cristiana e una brava mamma. Ottieni anche a me l'aiuto di Dio, perché possa vivere bene la mia vita matrimoniale. Prega perché abbia la forza di mantenermi fedele a Dio e al mio sposo. Abbi cura di noi, dei figli che il Signore vorrà donarci, dei vari impegni che dovremo affrontare. Che nulla turbi la nostra concordia. Gli angeli della pace assistano la nostra casa, allontanino la discordia e si accresca la comprensione e l'amore che unisce le anime redente dal sangue di Gesù. Fa' che, anche per la tua intercessione, un giorno veniamo a lodare Dio in cielo, nel Regno dell'amore eterno e perfetto. O gloriosa santa Rita, tu per obbedienza ai tuoi genitori, ti assoggettasti allo stato coniugale, e ti dimostrasti vero modello di sposa cristiana. Eccomi ai tuoi piedi per aprirti il mio cuore, bisognoso dell'aiuto di Dio e della tua protezione. Tu, che soffristi nella vita matrimoniale, ottienimi la forza necessaria per mantenermi fedele al mio sposo. Prenditi cura delle nostre persone, santifica il nostro lavoro, benedici ogni nostra impresa, perchè tutto torni a gloria di Dio e a nostro comune vantaggio. Nulla mai turbi la nostra concordia. Sia prospera la nostra casa, o S. Rita; l'assistano gli angeli della pace, l'abbandoni ogni maligna discordia, vi regni sovrana la carità, e non venga mai meno quell'amore che unisce due cuori, che lega due anime redente dal Sangue purissimo di Gesù. Presenta, o Santa Rita, questa preghiera al Signore, e fa' che un giorno io e il mio sposo veniamo a lodare Dio in Paradiso. Amen

 

 

 

 

Preghiera a Santa Rita per ottenere la pace in famiglia :

 

O Dio, autore della pace e custode amoroso della carità, guarda benevolo e misericordioso la nostra famiglia. Vedi, o Signore, come è spesso in discordia e come la pace si allontana da essa. Abbi pietà di noi. Fa' che ritorni la pace, perché tu solo ce la puoi concedere.

O Gesù, Re di pace, ascoltaci per i meriti di Maria Santissima, regina della pace, e anche per i meriti della tua serva fedele, Santa Rita che arricchisti di tanta carità e dolcezza da essere angelo di pace ovunque vedesse discordia. E tu, cara Santa, prega per ottenerci questa grazia dal Signore sulla nostra famiglia e su tutte le famiglie in difficoltà. Amen. 

 

 

 

 

Preghiera a Santa Rita :

 

O Santa Rita, santa dell’impossibile e avvocata delle cause disperate, sotto il peso della prova, ricorro a te. Libera il mio povero cuore dalle angosce che l’opprimono e rendi la pace al mio spirito affranto.

Tu che sei stata scelta da Dio come avvocata delle cause disperate, ottienimi la grazia che ti chiedo ... [ esprimere la richiesta invocata 

Sarei io il solo a non sperimentare l’efficacia della tua potente intercessione?

Se i miei peccati costituiscono un ostacolo all’esaudimento dei miei voti più cari, ottienimi la grande grazia di un sincero pentimento e del perdono, mediante una buona confessione.

In ogni caso, non permettere che io continui a vivere una così grande afflizione. Abbi pietà di me!

O Signore, vedi la speranza che ho riposto in te! Ascolta Santa Rita che intercede per noi, umanamente afflitti senza speranza.

Ascoltala ancora una volta, manifestando in noi la tua misericordia. Amen. 

 

 

 

 

Preghiera a Santa Rita modello di vita ed esempio per tutti noi :

 

Santa Rita da Cascia, modello delle spose, delle madri di famiglia e delle religiose, io ricorro alla tua intercessione nei momenti più difficili della mia vita. Tu sai che spesso la tristezza mi opprime, perché non so trovare la via d'uscita in tante situazioni dolorose, sia materiali che spirituali. Ottienimi dal Signore le grazie di cui ho bisogno, specialmente la serena fiducia in Dio e la calma interiore. Fa' che io imiti la tua dolce mitezza, la tua forza nelle prove e la tua eroica carità e chiedi al Signore che le mie sofferenze possano giovare a tutti i miei cari e che tutti possano essere salvi per l'eternità. 

 

 

 

 

  Supplica a Santa Rita da recitare oggi 22 maggio :

 

O Santa Rita da Cascia, tu sei stata nostra sorella nella vita terrena voluta dall' amore del Padre, per la quale siamo tutti uniti sotto la stessa Provvidenza da un reciproco dovere di giustizia, e nella vita della grazia del Signore Gesù crocifisso e risorto, per la quale ci chiamiamo e siamo figli di Dio; tu hai accolto con riconoscenza la opera santificatrice dello Spirito Santo, e la Chiesa ora ti afferma glorificata nell'eterna visione di Dio. Supplica la Trinità Santissima affinché diventiamo saldi nella fede, perseveranti nella carità e sempre confortati dalla speranza nelle promesse divine. Intercedi per la Chiesa, affinché tutti e ovunque siamo fedeli testimoni del Vangelo e troviamo nella fede e nella carità le risposte sicure per noi stessi e per tutti gli uomini. Intercedi per il Papa e i Vescovi, ai quali il Signore ha affidato il compito di dirigere e governare la Chiesa, affinché lo Spirito Santo sempre li assista nel insegnamento della verità e siano testimoni di fede e di carità davanti ai popoli ed alle nazioni. Intercedi per tutti i sacerdoti, i religiosi, e le religiose, affinchè, in unione con il Papa e i Vescovi, rispondano con perseverante fedeltà alla loro particolare vocazione alla santità e ai loro impegni missionari nel mondo. Intercedi per le vocazioni sacerdotali e religiose, affinchè aumenti il numero e la santità di coloro che si donano al servizio di Dio nei fratelli. Intercedi per le nostre famiglie, turbate dagli insegnamenti di tanti maestri, affinchè riconoscano un unico Maestro, Cristo, e una unica guida a Cristo, la Chiesa, e possano formarsi e crescere in vicendevole amore cristiano, unite, anche nel sacrificio, come Cristo è unito alla chiesa. Intercedi per i fanciulli e i giovani, affinchè imparino la vera libertà nella verità del Cristo e sappiano crescere anche nella vita sociale con piena responsabilità cristiana, sorretti da una formazione forte e sicura, consapevoli del dono e del impegno battesimale. Intercedi per la pace, tu che hai patito le conseguenze dell'odio e hai dimostrato che la mansuetudine ed il perdono conquistano la terra nella vera giustizia. Intercedi per tutti i cristiani, affinchè si chiamino e siano fratelli, e, per il dono della stessa fede e della stessa Eucaristia, formino un solo ovile sotto un solo pastore, adunati nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen! 

 

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

 

Omaggio da recitare quotidianamente a Santa Rita da Cascia : 

 

Eccomi ai tuoi piedi, o gloriosissima taumaturga Santa Rita, che dal Santuario di Cascia, dove si venera il tuo Corpo, spargi nel mondo le più insigni beneficenze; eccomi ad offrirti un omaggio quotidiano del mio cuore, riconoscente e devoto.

Ti venero o Santa degli impossibili, salvami sempre dai mali irreparabili.

Ti invoco, o figlia rassegnata del Crocifisso: tieni lungi da me e dai miei cari la disperazione, che è la morte della anima.

Ti lodo, o modello della età giovanile: difendi la gioventù, dalle insidie della incredulità e della corruzione.

Ti benedico, o pietosa soccorritrice di tutte le miserie: porgimi aiuto in ogni bisogno e sventura.

Ti esalto, o Eroina di ogni virtù: ottienimi la grazia di imitarti nella mansuetudine, nella pazienza, e nella carità. Così piacerò sicuramente a Dio, onorerò te che niente altro desideri se non di vederlo benedetto da tutti.

Ti amo, mia potentissima Patrona: nella tua intercessione ho riposto tutte le più belle speranze. Domanda a Gesù Crocifisso, ai cui piedi sei rappresentata in tutte le tue immagini in atto di ricevere una spina della sua corona dolorosa, domanda e ottienimi il perdono dei miei peccati.

Ti saluto o stella di Cascia, gemma dell'Umbria, gloria purissima dell'Italia, astro fulgido del Paradiso!

Sii guida fedele a me e ai miei cari nelle tempeste della vita, conducimi al porto sospirato del cielo, affinchè possa amarti e benedirti, con te amare e benedire in eterno il misericordioso Signore. Amen. 

 

 

 

 

S.Rita.jpg

 

La Vita di Santa Rita da Cascia

Rita nacque presumibilmente nell'anno 1381 a Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Cascia in provincia di Perugia, da Antonio Lotti e Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la situazione economica non era agiata ma decorosa e tranquilla. La storia di S. Rita fu ricolma di eventi straordinari e uno di questi si mostrò nella sua infanzia: la piccina, forse lasciata per qualche momento incustodita nella culla in campagna mentre i genitori lavoravano la terra, fu circondata da uno sciame di api. Questi insetti ricoprirono la piccola ma stranamente non la punsero. Un contadino, che nel contempo si era ferito alla mano con la falce e stava correndo a farsi medicare, si trovò a passare davanti al cestello dove era riposta Rita. Viste le api che ronzavano attorno alla bimba, prese a scacciarle ma, con grande stupore, a mano a mano che scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si rimarginava completamente.

 Rita avrebbe desiderato farsi monaca tuttavia ancor giovanetta (circa a 13 anni) i genitori, oramai anziani, la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. S. Rita, abituata al dovere non oppose resistenza e andò in sposa al giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, presumibilmente verso i 17-18 anni, cioè intorno al 1397-1398.

Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli gemelli maschi; Giangiacomo Antonio e Paolo Maria che ebbero tutto l'amore, la tenerezza e le cure dalla mamma. Rita riuscì con il suo tenero amore e tanta pazienza a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.

La vita coniugale di S. Rita, dopo 18 anni, fu tragicamente spezzata con l'assassinio del marito, avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone a qualche chilometro da Roccaporena mentre tornava a Cascia.

La tradizione ci tramanda che Rita aveva una precoce vocazione religiosa e che un Angelo scendeva dal cielo a visitarLa quando si ritirava a pregare in un piccolo sottotetto. Rita fu molto afflitta per l'atrocità dell'avvenimento, cercò dunque rifugio e conforto nell'orazione con assidue e infuocate preghiere nel chiedere a Dio il perdono degli assassini di suo marito.
Contemporaneamente S. Rita intraprese un'azione per giungere alla pacificazione, a partire dai suoi figlioli, che sentivano come un dovere la vendetta per la morte del padre.
Rita si rese conto che le volontà dei figli non si piegavano al perdono, allora la Santa pregò il Signore offrendo la vita dei suoi figli, pur di non vederli macchiati di sangue. "Essi moriranno a meno di un anno dalla morte del padre"... Quando S. Rita rimase sola, aveva poco più di 30 anni e senti rifiorire e maturare nel suo cuore il desiderio di seguire quella vocazione che da giovinetta aveva desiderato realizzare. 

A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell'orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita. Così Santa Rita divenne la Santa della "Spina" e la Santa della "Rosa".

S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.

 

 

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