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15 agosto 2017 2 15 /08 /agosto /2017 00:00

assunzione.jpg

 

L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59). L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La 'dormitio Virginis' e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII nel 1950. (Mess. Rom.)

 

PREGHIERA per l'ASSUNZIONE della B.V. MARIA

(di Pio XII )

 

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini,

noi crediamo nella tua assunzione in anima e corpo al cielo,

ove sei acclamata da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi.

E noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore che ti ha esaltata sopra

tutte le creature e per offrirti l'anelito della nostra devozione e del nostro amore.

Noi confidiamo che i tuoi occhi misericordiosi si abbassino sulle nostre miserie

e sulle nostre sofferenze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie

e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù ripeterti per ciascuno di noi:

Ecco tuo figlio.

E noi ti invochiamo nostra madre e ti prendiamo, come Giovanni, per guida,

forza e consolazione della nostra vita mortale.

Noi crediamo che nella gloria, dove regni vestita di sole e coronata di stelle,

sei la gioia e la letizia degli angeli e dei santi. 

E noi in questa terra, ove passiamo pellegrini, guardiamo verso di te,

nostra speranza; attiraci con la soavità della tua voce per mostrarci un giorno,

dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del tuo seno, o clemente,

o pia, o dolce Vergine Maria.

 

 

Riguardo al Purgatorio una suora della congregazione di Suor Maria Serafina del Sacro Cuore al secolo Clotilde Micheli ( la Fondatrice dell’ Istituto “ Suore degli Angeli”, Nata ad Imer in provincia di Trento, allora Impero Austro-Ungarico, l’11 settembre 1849) così testimoniò al processo di beatificazione della Madre Micheli: “Eravamo nel 1904, e durante la Novena dell’Assunta si leggeva un libro in cui narravasi come la Madonna aveva rivelato ad una Sua serva, che Ella nel giorno della sua gloriosa Assunzione era solita liberare tante anime dal Purgatorio quante ne conteneva la città di Roma. A tale lettura cominciai a pensare: chi sa se mia Mamma è salva o sta ancora in Purgatorio? Oppure già è forse andata in Paradiso? Contale pensiero cominciai a pregare, e sebbene pensassi che forse la Madre Fondatrice mi avrebbe potuto dire qualche cosa, pure non avevo coraggio di parlargliene né tali miei pensieri manifestai a chicchessia. Trascorse così il resto della Novena e nel giorno dell’Assunzione supplicai la Madonna con maggior fervore dopo la S. Comunione, perché conducesse in Cielo l’anima della  Mamma mia, si noti che prima d’allora non avevo mai pregato per tale scopo, perché, data la spensieratezza della mia età, contavo allora 12 anni, non ci avevo pensato. Dopo la Messa di quel giorno la Madre Fondatrice nel vedermi mi dice: “Tu hai pregato la SS. Vergine, perché vuoi sapere se tua Mamma sta in Purgatorio, e non può andare in Cielo se tu non preghi molto per lei”. Può ben immaginarsi qual fu il mio stupore a tale improvvisa rivelazione, sicché piena di commozione esclamai: “E quando andrà allora in Paradiso, la Mamma mia?”. Ed Ella: “Alla prossima festa della madonna, se tu sarai buona e pregherai assai”. Ed, infatti, il giorno 8 settembre (Natività della Beata Vergine Maria) la venerata Madre mi chiama di nuovo e mi dice: “Ho visto una colomba, e la prima cosa che ho fatto è stata di prostrarsi ai piedi della SS. Trinità e ha pregato per te e ti ha ottenuto molto grazie. Ora non dire a nessuno queste cose” (Sr. M. N.)

 

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Published by la strada per la felicità - in Preghiere per le anime del Purgatorio
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16 luglio 2017 7 16 /07 /luglio /2017 09:22

 

ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME PURGANTI

 
Vergine pietosissima del Carmine,
voi che siete la gioia della Chiesa,
siete pure il conforto della Chiesa purgante.
Deh! stendete dunque la vostra destra pietosa
verso tante anime che penano nel fuoco del Purgatorio,
e liberatele, facendo sì che presto
siano ammesse alla visione beneficante del Cielo.
Ricordatevi, o Santa Vergine,
di soccorrere specialmente quelle dei miei parenti
e quelle altresì che sono più abbandonate e defraudate di suffragi.
Versate, o pietosissima Signora, in larga copia
sopra le spose elette del Signore
i meriti del Sangue prezioso di Gesù Cristo
affinchè restino esse refrigerate dal gaudio eterno.
e voi, Anime benedette che tanto potete presso Dio
con le vostre preghiere, deh! intercedete per noi
e liberateci da tutti i pericoli di anima e di corpo;
proteggete le nostre famiglie, affinchè a noi tutti
sia concesso di essere ammessi alla eterna beatitudine. Amen

 

 

 

 

FLOS CARMELI (Testo in Latino)

Flos Carmeli
vitis florigera,
splendor coeli,
Virgo puerpera, / singularis.

Mater mitis,
sed viri nescia,
Carmelitis
esto propitia, / Stella maris.

Radix Jesse
germinans flosculum,
nos adesse
tecum in saeculum / patiaris.

Inter spinas
quae crescis lilium,
serva puras
mentes fragilium, / tutelaris.

Armatura
fortis pugnantium
furunt bella,
tende praesidium / scapularis.

Per incerta
prudens consilium,
per adversa
iuge solatium / largiaris.

Mater dulcis
Carmeli domina,
plebem tuam
reple laetitia / qua bearis.

Paradisi
clavis et ianua,
fac nos duci
quo, Mater, gloria /coronaris.
Amen.

 

FLOS CARMELI - Traduzione in italiano

 

Fior del Carmelo,
vite fiorente,
splendor del cielo,
tu solamente sei vergin Madre.

  Madre mite
  e intemerata,
  ai figli tuoi
  sii propizia,    stella del mare.

Ceppo di Jesse,
che il fior produce,
a noi concedi
di rimanere con te per sempre.

  Giglio cresciuto
  Tra le alte spine,
  pure conserva
  le menti fragili    e dona aiuto.

Forte armatura
dei combattenti,
la guerra infuria:
poni a difesa lo scapolare.

  Nell’incertezza
  dacci consiglio,
  nella sventura
  dal cielo impètra    consolazione.

Madre e Signora
del tuo Carmelo, 
di quella gioia
che ti rapisce sazia i cuori.

  O chiave e porta
  del Paradiso,
 fa' che giungiamo
  ove di gloria  sei coronata. 
Amen.

 

 

 

 

Preghiera :  "ALLEGREZZE" di Maria

E' una delle forme più antiche di preghiera alla Madonna del Carmine. Queste preghiere vogliono sottolineare le gioie (le "Allegrezze") che provò Maria qui in terra (l'aspetto positivo, in contrapposizione ai "sette dolori"): sono otto (più la conclusione) perchè vogliono ricordare le otto volte che il servo di Elia salì sul Carmelo per annunciare la nuvoletta (il servo tornò la prima volta ed Elia gli disse di tornarci ancora per sette volte: 1 + 7 = 8). La tradizione carmelitana ha sempre visto in quella nuvoletta benefica, che dette fine alla siccità, la figura della Vergine Maria, la sua Immacolata Concezione e il suo ruolo di Dispensatrice di tutte  grazie.
Pubblichiamo il testo originale in latino, di cui esistono numerose versioni in italiano, anche intercalate da canti, e la versione italiana che riteniamo più antica: si trova nel "Laudario dei battuti di Modena" del 1300, la cui chiesa era tenuta dai Carmelitani. 

 

Gaude Virgo Mater Christi,
Quae per aurem concepisti, 
Gabriele nuncio.

Gaude, quia Deo plena, 
Peperisti, sine paena, 
Cum pudoris Lilio.

Gaude, quia Magi dona 
Tuo nato ferunt bona, 
Quem tens in gremio.

Gaude, quia juxta legem, 
Obtulisti mundi Regem,
In Templi Sacrario.

Gaude, quia tui Nati, 
Quem dolebas mortem pati 
Fulget resurrectio.

Gaude Christo ascendente, 
Qui in Caelum te vidente 
Motu fertur proprio.

Gaude Virgo, quia misit
Paraclytum quem   promisit 
Sanctorum Collegio.

Gaude, quae post ipsum scandis, 
Et est honor Tibi grandis
In Caeli palatio.

Jesus fructus ventris tui, 
Per te nobis detur frui
In perenni gaudio. Amen.

 

 

Antica Preghiera alla Madonna del Carmelo

 

Povero pellegrino su questa terra di esilio, per dura e continua lotta scoraggiato e stanco,  oppresso da affanni e croci,  col cuore straziato da tante amarezze, versando lacrime ai vostri piedi, esclamo e grido:  Oh Beata Vergine del Carmelo,  ricordati di me! Per quel benedetto e santo Abito che Voi mi porgeste e che io bacio e stringo al mio petto, su di me volgete gli occhi vostri! Salvate l'anima mia e quella dei miei cari, ed ecco tutto! 
Io sarò felice, o Madre mia, io sarò felice se questa mia preghiera sarà da Voi benignamente accolta, come fermamente lo spero, per questo santo Abito che porto e porterò sempre, e che bacerò morendo in terra, garanzia di felicità eterna in Cielo. Così sia.

 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo

 

O Vergine benedetta, o piena di grazia, o Regina dei santi, quanto mi è dolce venerarti sotto questo titolo di Madonna del Monte Carmelo!
Esso mi richiama ai tempi profetici di Elia, quando tu fosti sul Carmelo raffigurata in quella nuvoletta che poi, ampliandosi, si aprì in una pioggia benefica, simbolo delle grazie santificatrici che ci provengono da te.
Tu da molti secoli sei onorata con questo misterioso titolo, ed ora mi rallegra il pensiero che noi ci uniamo a tutti i tuoi devoti, salutandoti “decoro del Carmelo”, “Gloria del Libano”, “giglio purissimo”, “rosa mistica” del fiorente giardino della chiesa.  Intanto, o Vergine delle vergini, ricordati di me e mostrati di essermi madre. 
Diffondi in me sempre più viva la grazia di quella fede che ti fece beata, e infiammami di quell’amore con cui hai amato il Figlio tuo Gesù Cristo.
Sono pieno di miserie spirituali e temporali: molti dolori dell’anima e del corpo mi stringono da ogni parte, ed io mi rifugio come figlio all’ombra della tua protezione materna.
Tu, Madre di Dio, che tanto puoi e tanto vali, impetrami da Gesù benedetto i doni celesti dell’umiltà, della castità, della mansuetudine, che furono le più belle gemme dell’anima tua immacolata.
Tu concedimi di esser forte nelle tentazioni e nelle amarezze  che spesso mi travagliano.
Allorché poi si compirà, secondo la volontà di Dio, la giornata del mio terreno pellegrinaggio, fa’ che all’anima mia sia donata la gioia del paradiso, per tua intercessione e per i meriti di Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.  


 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo scritta da Giovanni Paolo II

 

Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmine,  distendi il tuo scapolare come mantello di protezione,  sulle città e sui paesi, sugli uomini e le donne,  sui giovani e i bambini, sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e le pecore smarrite. 
Stella del mare e Faro di luce, conforto sicuro per il popolo pellegrino,
guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno, 
affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia, 
cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà. 
Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; 
Fa' che spariscano gli odi e i rancori,  che si superino le divisioni e le barriere,
che si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite. 
Fa' che Cristo sia la nostra Pace, che il suo perdono rinnovi i cuori, 
che la sua Parola sia speranza e fermento nella società. 
Amen


 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo

Suore Carmelitane del Monte Carmelo (Haifa, Israele)

 

O Maria, dolcissima Madre e Regina del Carmelo, umilmente prostrati ai tuoi piedi , ti offriamo l'omaggio della nostra vita. 
Tu ci chiedi di vivere secondo il Vangelo del tuo Figlio.  
Confessiamo la nostra debolezza e ti chiediamo con fiducia di renderci aperti alla sua Parola come lo fosti tu. 
Sorella nostra nelle difficoltà della vita, Stella del mare che ci indichi il porto della salvezza, guidaci nel cammino verso Cristo, Lui che noi vogliamo seguire, perchè la nostra vita sia un inno di lode alla SS. Trinità.
Beata , tu che hai creduto, Beata, tu che ci ami , Benedetta tu che vivi presso Dio! 
Bellezza intatta, Fiore del Carmelo, mostraci gli orizzonti luminosi della santità e proteggi noi e quanti ci sono cari. 
Avvolgi l'umanità intera con la tenerezza del tuo cuore di Madre. Amen.

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo

 

O pietosissima Vergine, con filiale abbandono noi ricorriamo alla tua protezione materna. 
Ci accresce fiducia la singolare protezione legata allo Scapolare del Carmine.
Pellegrinanti in questa valle di sofferenze, noi guardiamo a te “segno di salvezza”; combattuti da tanti nemici, noi confidiamo in te “scampo dai pericoli”; disgregati dalle ferite del peccato, noi ci rifugiamo sotto il tuo manto materno “pegno di protezione e di pace”.
Sii tu la rugiada ristoratrice all’anima nostra, dandoci la gioia cristiana della vita.
Quale nuvoletta feconda, tempra le aridità del nostro spirito; 
Processione della Madonna del Carmine sul Tevere a Roma (Madonna de noantri)
con il tuo impareggiabile esempio, donaci l’amore alla virtù perché, elevati dalla terra, ci avviciniamo a Dio.
Riporta sulla retta strada i peccatori, poveri erranti senza luce e senza pace; e alle anime del purgatorio, che in vita indossarono devotamente il tuo Scapolare, affretta l’ora tanto sospirata della liberazione e della gloria, con te e con il Figlio tuo, Cristo Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Antica preghiera di offerta alla Madonna del Carmelo 

 

L'abitino che io porto 
è sicuro mio conforto, 
e lo stimo mio tesoro 
più d'argento, gemme e oro.  

Da Voi spero, Gran Signora, 
ciò che voi diceste allora 
a Simone Vostro amato, 
dando l'abito sacrato. 

Prometteste, certamente, 
a chi il porta piamente, 
esentar da cruda sorte 
ed in vita e dopo morte.  

Ed il sabato che viene, 
esentarlo dalle pene 
col sovrano Vostro zelo
e condurlo poi nel Cielo. 

Orsù dunque, Verginella, 
Madre, Sposa, tutta bella,
me infelice liberate
d'ogni male e consolate.  

Aiutatemi nei guai
mentre afflitto sono assai, 
specialmente, allora, quando
il mio fiato sta spirando. 

Allora sì datemi aiuto, (aita)
d'impetrar l'eterna vita,
e sfuggire in tutti i modi 
di Lucifero le frodi. 

Fate allor che io gioiendo
e con gli Angeli godendo, 
canti dolce melodia: 
Viva, viva del Carmine Maria. 

 

Salve Regina

 

 

 

 

Preghiera alla Madonna del Carmelo


 
O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero offrire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

SI FESTEGGIA PERCHE'...

 

Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.

Il 16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto. Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima. Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica. La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro. Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede. Proprio a san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo». La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta. Autore: Cristina Siccardi

 

LO SCAPOLARE ( o abitino )
 

La devozione allo Scapolare è devozione alla Madonna secondo lo spirito e la tradizione ascetica del Carmelo. Una devozione antica, che conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici.
 
Da oltre sette secoli i fedeli portano lo Scapolare del Carmine (detto anche abitino) per assicurarsi la protezione di Maria in tutte le necessità della vita e, in particolare, per ottenere, mediante la sua intercessione, la salvezza eterna e una sollecita liberazione dal Purgatorio.


La promessa di queste due grazie dette pure "Privilegi dello Scapolare" sarebbe stata fatta dalla Madonna a S. Simone Stock e a Papa Giovanni XXII.
 

 
LA GRANDE PROMESSA PROMESSA

della MADONNA a S.SIMONE STOCK


 
La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno». 

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte. 

 

Condizioni
 
***Il primo scapolare deve essere benedetto ed imposto da un Sacerdote con una sacra formula di consacrazione alla Madonna


( è ottimo andare a richiederne l'imposizione presso un convento di Carmelitani il cui elenco si trova al seguente LINK : carmelitani )


 
L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa
 
È necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna
 
Quando lo si dovesse sostituire, non è necessaria una nuova benedizione.


Lo scapolare in stoffa può essere anche sostituito dalla Medaglia (Madonna da una parte, S. Cuore dall'altra).


 
ALCUNE PRECISAZIONI


L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso. 

L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione. 

Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo.  

L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso. 

 

Impegni
 
Impegni particolari non sono prescritti.
Tutti gli esercizi di pietà approvati dalla Chiesa servono ad esprimere ed alimentare la devozione alla Madre di Dio. Tuttavia è raccomandata la recita quotidiana del S. Rosario.


 
Indulgenza parziale
 
Il pio uso dello Scapolare o Medaglia (per esempio un pensiero, un richiamo, uno sguardo, un bacio...) oltre che favorirci l'unione con Maria SS. e con Dio, ci procura una indulgenza parziale, il cui valore aumenta in proporzione alle disposizioni di pietà e di fervore di ciascuno.


 
Indulgenza plenaria
 
Si può acquistare nel giorno in cui si riceve per la prima volta lo Scapolare, nella festa della Madonna del Carmine (16 luglio), di S. Simone Stock ( 16 maggio ), di Sant'Elia profeta ( 20 luglio), di Santa Teresa del Gesù Bambino ( 1 ottobre ), di Santa Teresa d'Avila ( 15 ottobre ), di tutti i Santi Carmelitani ( 14 novembre ), di San Giovanni della Croce ( 14 dicembre ).
 
Per tali indulgenze sono richieste le seguenti condizioni:


1) Confessione, Comunione Eucaristica, preghiera per il Papa;
2) promessa di voler osservare gli impegni della Associazione dello Scapolare.

 

 

 
PROMESSA della MADONNA a Papa GIOVANNI XXII

PRIVILEGIO SABATINO

 


Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio. 

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso. 

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno.  

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.  

 

Condizioni per ottenere il privilegio sabatino :
 
1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.  


2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.  

3) Osservare la castità secondo il proprio stato. 

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale. 

 

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.  La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote. 

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Published by la strada per la felicità - in Preghiere per le anime del Purgatorio
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30 giugno 2017 5 30 /06 /giugno /2017 23:00

 

Sui grani grossi della Corona del Rosario va recitato : 


" Eterno Padre, io vi offro

per il Cuore Immacolato di Maria il Sangue di Gesù Cristo, 

per la santificazione dei Sacerdoti e la conversione dei peccatori, 

per i moribondi e le anime del Purgatorio! "

 

 

Sui grani piccoli della Corona del Rosario: 


“Scenda, o Gesù, il tuo Sangue sopra di me

per fortificarmi e sopra il demonio per abbatterlo”.

 

 

Al termine della coroncina recitare :


Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

Eterno Riposo :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen.

 


cruci sg

 

 

Piccolo aneddoto... 

Santa Maria Maddalena de' Pazzi era solita offrire il Divin Sangue cinquanta volte al giorno. Apparendole Gesù le disse: "Da che tu fai questa offerta, non puoi immagi­nare quanti peccatori si siano convertiti e quante anime siano state liberate dal Pur­gatorio!"

 

 

 

 


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22 giugno 2017 4 22 /06 /giugno /2017 23:09

 

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Tale supplica va recitata una volta al giorno per 8 giorni

 

O Cuore amorosissimo, o Cuore pietosissimo, o Cuore clementissimo i Gesù, dal profondo del nostro nulla a Voi esclamiamo: allargate, estendete, dilatate sino all’infinito la fonte della vostra misericordia, in mezzo ai fiammeggianti vortici della tremenda prigione del Purgatorio, e tutte tutte sollevate quelle anime sante, quelle anime elette, agli eterni gaudi della vostra beatifica visione! Ecco che la Chiesa santa si appressa alla solenne commemorazione di tutti i defunti che dormono nel sonno della pace, e quale madre amorosa o novella Rachele geme e supplica non per quelli che più non sono, ma per quelli di cui la speranza è piena d’immortalità. Guardate, o Gesù benignissimo, le lacrime della mistica Sposa, della vera Eva dei viventi che uscì dal vostro Sacro Costato sull’altare della croce. Essa Vi prega con le divine preghiere che Voi stesso, Maestro di Sapienza, avete messe sul suo labbro, essa Vi presenta i vostri stessi divini meriti che Voi le avete affidati perché se ne serva per tutte le anime. Essa Vi supplica che di tutte le anime sante del Purgatorio abbiate eterna pietà. O Gesù Redentore, ascoltate le preghiere della vostra Chiesa.

 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Requiem :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen

 

 

Orsù dunque, dilettissimo Gesù, permettete che anche noi, gl’ìnfimi tra i figli della Chiesa ci presentiamo al vostro cospetto per domandarvi in questa solenne Commemorazione dei defunti una grazia singolare,  un trionfo della vostra misericordia tutto particolare, grande, bello, completo e perfettissimo, degna di quella carità infinita che Vi spinse sicut gigas ad currendam viam a scendere dal cielo in terra, dal seno del Padre in una stalla, dalla Sede della vostra gloria sopra un patibolo. Noi dunque vi supplichiamo non per il suffragio o liberazione di una parte delle anime sante del Purgatorio, no, ma perché, da ora a tutto il giorno della Commemorazione dei defunti, tutte tutte le anime ante del Purgatorio siano sollevate, lietificate e introdotte con cantici di gloria all’eterno possesso di Voi Sommo ed unico Bene! Quella vostra divina clemenza che gode nel perdonare rimetta pienamente a tutte quelle anime elette i loro debiti. La generosità vostra divina non faccia oggi distinzione alcuna tra i più o i meno meritevoli delle vostre misericordie, ma tutte le assolva, ma di tutte sciolga i gravi o lievi debiti. Sarà sempre giustificata la vostra causa, o Signore, e la vostra equità sarà sempre degna di lode, se ai più colpevoli accorderete la stessa misericordia che ai meno indegni, poiché Voi siete veramente libero a fare ciò che volete, e distribuite la vostra misericordia come più Vi piace, sia coi chiamati della prima che dell’ultima ora.


 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Requiem :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen

 

 

Si è per questo, o Signore, che noi spargiamo lacrime di confidenza e di amore ai vostri piedi, e Vi supplichiamo che accordiate, senza più ritardo, l'eterna redenzione a tutte quelle anime elette, siano le più antiche come le più novelle, le meno debitrici come le più aggravate, le meno afflitte come le più crociate, le condannate a minor tempo come le più detenute, le prossime alla gloria come le più lontane, e se ve ne siano che per speciali decreti della vostra imperscrutabile giustizia siano abbandonate da tutti, e condannate ad essere privi dei suffragi di santa Chiesa, deh, o dolcissimo Gesù, noi imploriamo la sovrabbondante pietà divina del vostro Cuore, noi imploriamo quelle divine lacrime che spargeste alla tomba di Lazzaro quatriduano e fètido, quel gemito che partì dal vostro amantissimo Cuore, e quel grido onnipotente d’infinita misericordia con cui chiamaste Lazzaro da morte a vita, noi ci appelliamo alle agonie del vostro amabilissimo Cuore afflitto nell’orto degli ulivi e sul patibolo della croce,  deh, per questi sacrosanti misteri del vostro amore, del vostro dolore,  Vi supplichiamo che queste anime, condannate alla privazione dei suffragi, fruiscano di tanta inaspettata e immeritata misericordia, che la loro sorte sia oggi e nei seguenti giorni equiparata alla sorte di quelle anime più care e benedette che in questa annua commemorazione voleranno dal Purgatorio al Paradiso.


 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Requiem :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen

 

 

Ora ecco che noi con incessanti sospiri torniamo a perorare la causa di tutte le anime sante del Purgatorio, e di nuovo prostrati col capo nella polvere ai piedi di quest’altare, alla presenza di Voi Sacramentato Signore, effondiamo la nostra meschina orazione. Sante e giuste sono, o Signore, le vostre ragioni per cui tenete da Voi lontane quelle anime elette, ma noi abbiamo oggi con che soddisfare a tutti quanti i debiti di quelle spasimanti prigioniere, anzi abbiamo da presentarvi così sovrabbondante soddisfazione, che se il Purgatorio fosse ancor pieno di tante anime quanti abitatori potessero contenere tutti gli astri del firmamento, pure infinitamente ne sopravanzerebbero. Ecco l’Ostia divina, ecco il prezzo infinito; ecco il gran sacrificio della santa Messa che su questo altare Vi offriamo; qui Vi presentiamo il vostro Corpo immacolato e il Sangue vostro Preziosissimo, e l’uno e l’altro offriamo al Padre vostro per lo sconto di tutte le pene di tutte le anime sante del Purgatorio. O Padre Santo, accettate la vittima divina degna di Voi. Il suo valore infinito formato di tutte le virtù, di tutti i sacrifici, di tutte le opere ineffabili dell’Unigenito Figliuol Vostro fatto Uomo valgano più dinanzi alla eterna vostra Bontà di quello che esige dalle colpe di quelle anime la vostra eterna giustizia. O cuore dell’Agnello mansueto che toglie i peccati del mondo, abbiate pietà di tutte quelle anime sante!  O Sangue Preziosissimo dell’innocente Abele, che Vi offrite su questo altare, gridate misericordia per tutte quelle vostre elette figlie! O Signore Gesù, mandate i vostri santi Angeli a schiere a schiere che scendano e salgano da quell’abisso di pene conducendo in trionfo tutte quelle anime alla sempiterna felicità! Ah, non ve ne resti una sola priva ancora della beatifica visione del vostro giocondissimo volto! Vuotate, deh, vuotate tutto il purgatorio.

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Requiem :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen

 

Vi presentiamo, o signore Gesù, insieme ai vostri divini meriti,  quelli di tutti i vostri angeli e di tutti i vostri santi, ma specialmente vi presentiamo la eletta fra tutti gli eletti, la vostra SS. Madre, il suo immacolato cuore, turibolo d’oro della sua celeste Carità, tutte le singolari virtù di sua terrena vita, e la sua umiltà per cui tanto vi piacque, e i patimenti ed affanni che in vostra compagnia sofferse, anzi tutta la partecipazione che si ebbe di tutte le vostre pene esterne ed interne e per suo amore, pei suoi gemiti, per le sue lacrime, pei suoi dolori ai piedi della croce, per la sua immacolata concezione, per la sua divina maternità, pel suo amore, pel suo riguardo, per le sue preghiere, o clementissimo Gesù, perdonate tutta la pena che ancora dovrebbero scontare quelle anime esiliate. Ne moreris, Domine, ne moreris,  relaxa facinora plebi tuae, non tardare, o Signore, non tardare, rimetti i debiti a tutto quello eletto popolo, affinché tutte le anime passino felicemente dalle pene del purgatorio ai gaudi sempiterni del paradiso, per benedirvi, lodarvi, ringraziarvi, amarvi, godervi, e possedervi con gli angeli e coi santi per tutti i secoli eterni. Amen.

 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Requiem :

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen

 

 

 

 Giaculatoria :

Anime care del purgatorio pregate, pregate per noi e proteggeteci. Amen.

 

 

 

 


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2 giugno 2017 5 02 /06 /giugno /2017 23:52

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PREGHIERA A PAPA GIOVANNI XXIII

 
O Padre che nel Beato Giovanni XXIII tuo servo umile e fedele
hai offerto alla Chiesa e ad ogni uomo un’icona palpitante 
della bontà e della mitezza di Gesù Buon Pastore, che fa noi tuo popolo, 
per intercessione della sua fervida preghiera, 
camminiamo sulle vie del mondo nell’obbedienza e nella pace
verso l’abbraccio gioioso della tua pienezza.
Concedi per intercessione di lui, che ebbe la gioia di vivere in una famiglia, 
pace e serenità alle nostre famiglie.
La sua intercessione sostenga i passi dei nostri ragazzi e dei nostri giovani, 
la sua mano benedicente accarezza il volto dei nostri bambini, 
il suo sorriso cordiale e limpido consoli le sofferenze degli anziani e degli ammalati.
Fa o Padre che amiamo come Papa Giovanni XXIII la tua santa volontà nelle cose di ogni giorno, donaci il suo sguardo di fiducia e di speranza in Te nelle inevitabili difficoltà della vita.
Fa che possiamo amare come lui la preghiera, per trovare sempre nel colloquio con te 
la sorgente della vera pace. Per Cristo nostro Signore. Amen
 
 

 

LA VITA :

Giovanni XXIII nacque a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881, primo figlio maschio di Marianna Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli. La sera stessa il neonato venne battezzato dal parroco don Francesco Rebuzzini, ricevendo il nome di Angelo Giuseppe. Gli fece da padrino l'anziano prozio Zaverio Roncalli, il primo dei sette zii di papà Battista, uomo molto pio, che, rimasto celibe, si era assunto il compito di educare religiosamente i numerosi nipoti. Il futuro Giovanni XXIII conservò un ricordo commosso e riconoscente per le cure e le sollecitudini di questo vecchio patriarca.

Manifestando fin dalla fanciullezza una seria inclinazione alla vita ecclesiastica, terminate le elementari, si preparò all'ingresso nel seminario diocesano ricevendo un supplemento di lezioni di italiano e latino da alcuni sacerdoti del luogo e frequentando il prestigioso collegio di Celana. Il 7 novembre 1892 fece il suo ingresso nel seminario di Bergamo, dove fu ammesso alla terza classe ginnasiale. Dopo un avvio difficoltoso per l'insufficiente preparazione, non tardò a distinguersi sia nello studio che nella formazione spirituale, tanto che i superiori lo ammisero prima del compimento del quattordicesimo anno alla tonsura. Avendo proficuamente terminato nel luglio del 1900 il secondo anno di teologia, fu inviato il gennaio successivo a Roma presso il seminario romano dell'Apollinare, dove esistevano alcune borse di studio a favore dei chierici bergamaschi. Pur con l'intermezzo di un anno di servizio militare prestato a Bergamo a partire dal 30 novembre 1901, la formazione seminaristica risultò particolarmente fruttuosa.

Il 13 luglio 1904, alla giovanissima età di ventidue anni e mezzo, conseguì il dottorato in teologia. Con il più lusinghiero giudizio dei superiori, il 10 agosto 1904, fu ordinato sacerdote nella chiesa di S. Maria di Monte Santo; celebrò la prima Messa il giorno seguente nella Basilica di S. Pietro, durante la quale ribadì la sua donazione totale a Cristo e la sua fedeltà alla Chiesa. Dopo un breve soggiorno nel paese natale, nell'ottobre iniziò a Roma gli studi di diritto canonico, interrotti nel febbraio del 1905, quando fu scelto quale segretario dal nuovo Vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Radini Tedeschi. Furono circa dieci anni di intenso impegno accanto ad un Vescovo autorevole, molto dinamico e ricco di iniziative che contribuirono a fare della diocesi bergamasca un modello per la Chiesa italiana.

Oltre al compito di segretario, svolse altri numerosi incarichi. Dal 1906 ebbe l'impegno dell'insegnamento di numerose materie in seminario:  storia ecclesiastica, patrologia e apologetica; dal 1910 gli fu assegnato anche il corso di teologia fondamentale. Salvo brevi intervalli, svolse questi incarichi fino al 1914. Lo studio della storia gli consentì l'elaborazione di alcuni studi di storia locale, tra cui la pubblicazione degli Atti della Visita Apostolica di s. Carlo a Bergamo (1575), una fatica durata decenni e portata a termine alla vigilia dell'elezione al Pontificato. Fu anche direttore del periodico diocesano "La Vita Diocesana" e dal 1910 assistente dell'Unione Donne Cattoliche. La prematura scomparsa di Mons. Radini nel 1914 pose fine ad un'esperienza pastorale eccezionale, che, se pur segnata da qualche sofferenza come l'infondata accusa a lui rivolta di modernismo, il futuro Giovanni XXIII considerò sempre punto di riferimento fondamentale per l'assolvimento degli incarichi a cui fu di volta in volta chiamato. Lo scoppio della guerra nel 1915 lo vide prodigarsi per più di tre anni come cappellano col grado di sergente nell'assistenza ai feriti ricoverati negli ospedali militari di Bergamo, giungendo ad atti di autentico eroismo. Nel luglio del 1918 accettò generosamente di prestare servizio ai soldati affetti da tubercolosi, sapendo di rischiare la vita per il pericolo di contagio.

Del tutto inaspettato giunse nel dicembre del 1920 l'invito del Papa a presiedere l'opera di Propagazione della Fede in Italia, quando a Bergamo aveva da poco avviato l'esperienza della Casa degli studenti, un'istituzione a metà tra il pensionato e il collegio, e contemporaneamente fungeva da direttore spirituale in seminario. Dopo forti titubanze, finì con l'accettare, iniziando con molta cautela un incarico che si presentava molto delicato per i rapporti con le organizzazioni missionarie già esistenti. Compì un lungo viaggio all'estero per la realizzazione del progetto della Santa Sede mirante a portare a Roma le varie istituzioni di sostegno alle missioni e visitò diverse diocesi italiane per la raccolta di fondi e l'illustrazione delle finalità dell'opera da lui presieduta.

Nel 1925 con la nomina a Visitatore Apostolico in Bulgaria iniziò il periodo diplomatico a servizio della Santa Sede, che si prolungò fino al 1952. Dopo l'ordinazione episcopale avvenuta a Roma il 19 marzo 1925, partì per la Bulgaria con il compito soprattutto di provvedere ai gravi bisogni della piccola e disastrata comunità cattolica. L'incarico inizialmente a termine si trasformò in una permanenza decennale, durante la quale Roncalli pose le basi per la fondazione di una Delegazione Apostolica, di cui lui stesso venne nominato primo rappresentante nel 1931. Non senza difficoltà riuscì a riorganizzare la Chiesa cattolica, ad instaurare relazioni amichevoli con il Governo e la Casa Reale bulgara, nonostante l'incidente del matrimonio ortodosso di re Boris con la principessa Giovanna di Savoia, e ad avviare i primi contatti ecumenici con la Chiesa Ortodossa bulgara. Il 27 novembre 1934 fu nominato Delegato Apostolico in Turchia ed in Grecia, paesi anche questi senza relazioni diplomatiche con il Vaticano. A differenza della Grecia, dove l'azione di Roncalli non ottenne risultati di rilievo, le relazioni con il governo turco invece migliorano progressivamente per la comprensione e la disponibilità mostrate dal Delegato nell'accettare le misure ispirate dalla politica di laicizzazione perseguite da quel governo. Con tatto e abilità organizzò alcuni incontri ufficiali con il Patriarca di Costantinopoli, i primi dopo secoli di separazione con la Chiesa Cattolica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale conservò un prudenziale atteggiamento di neutralità, che gli permise di svolgere un'efficace azione di assistenza a favore degli Ebrei, salvati a migliaia dallo sterminio, e a favore della popolazione greca, stremata dalla fame.

Inaspettatamente, per decisione personale di Pio XII, fu promosso alla prestigiosa Nunziatura di Parigi, dove giunse con grande sollecitudine il 30 dicembre 1944. Lo attendeva una situazione particolarmente intricata. Il governo provvisorio chiedeva la destituzione di ben trenta Vescovi, accusati di collaborazionismo con il governo di Vichy. La calma e l'abilità del nuovo Nunzio riuscirono a limitare a solo tre il numero dei Vescovi destituiti. Le sue doti umane lo imposero alla stima dell'ambiente diplomatico e politico parigino, dove instaurò rapporti di cordiale amicizia con alcuni massimi esponenti del governo francese. La sua attività diplomatica assunse una esplicita connotazione pastorale attraverso visite a molte diocesi della Francia, Algeria compresa.

L'effervescenza e l'ansia apostolica della Chiesa francese, testimoniata dall'avvio dell'esperienza dei preti operai, trovarono in Roncalli un osservatore attento e prudente, che riteneva necessario un congruo periodo di tempo prima di una decisione definitiva.

Coerentemente al suo stile di obbedienza, accettò prontamente la proposta di trasferimento alla sede di Venezia ove giunse il 5 marzo 1953, fresco della nomina cardinalizia decisa nell'ultimo Concistoro di Pio XII. Il suo episcopato si caratterizzò per lo scrupoloso impegno con cui adempì i principali doveri del Vescovo, la visita pastorale e la celebrazione del Sinodo diocesano. La rievocazione della storia religiosa di Venezia gli suggerì iniziative pastorali nuove, come il progetto di riavvicinare i fedeli alla Sacra Scrittura, rifacendosi alla figura del proto-patriarca s. Lorenzo Giustiniani, solennemente commemorato nel corso del 1956.

L'elezione, il 28 ottobre 1958, del settantasettenne Cardinale Roncalli a Successore di Pio XII induceva molti a pensare ad un Pontificato di transizione. Ma fin dall'inizio Giovanni XXIII rivelò uno stile che rifletteva la sua personalità umana e sacerdotale maturata attraverso una significativa serie di esperienze. Oltre a ripristinare il regolare funzionamento degli organismi curiali, si preoccupò di conferire un'impronta pastorale al suo ministero, sottolineandone la natura episcopale in quanto Vescovo di Roma. Convinto che il diretto interessamento della diocesi costituiva una parte essenziale del Ministero Pontificio, moltiplicò i contatti con i fedeli tramite le visite alle parrocchie, agli ospedali e alle carceri. Attraverso la convocazione del Sinodo diocesano volle assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni diocesane mediante il rafforzamento del Vicariato e la normalizzazione della vita parrocchiale.

Il più grande contributo giovanneo è rappresentato senza dubbio dal Concilio Vaticano II, il cui annuncio fu dato nella basilica di s. Paolo il 25 aprile 1959. Si trattava di una decisione personale, presa dal Papa dopo consultazioni private con alcuni intimi e col Segretario di Stato, Cardinale Tardini. Le finalità assegnate all'Assise Conciliare, elaborate in maniera compiuta nel discorso di apertura dell'11 ottobre 1962, erano originali:  non si trattava di definire nuove verità, ma di riesporre la dottrina tradizionale in modo più adatto alla sensibilità moderna. Nella prospettiva di un aggiornamento riguardante tutta la vita della Chiesa, Giovanni XXIII invitava a privilegiare la misericordia e il dialogo con il mondo piuttosto che la condanna e la contrapposizione in una rinnovata consapevolezza della missione ecclesiale che abbracciava tutti gli uomini. In quest'apertura universale non potevano essere escluse le varie confessioni cristiane, invitate anch'esse a partecipare al Concilio per dare inizio ad un cammino di avvicinamento. Nel corso della prima fase si poté costatare che Giovanni XXIII voleva un Concilio veramente deliberante, di cui rispettò le decisioni dopo che tutte le voci ebbero modo di esprimersi e di confrontarsi.

Nella primavera del 1963 fu insignito del Premio "Balzan" per la pace a testimonianza del suo impegno a favore della pace con la pubblicazione delle Encicliche Mater et Magistra (1961) ePacem in terris (1963) e del suo decisivo intervento in occasione della grave crisi di Cuba nell'autunno del 1962. Il prestigio e l'ammirazione universali si poterono misurare pienamente in occasione delle ultime settimane della sua vita, quando tutto il mondo si trovò trepidante attorno al capezzale del Papa morente ed accolse con profondo dolore la notizia della sua scomparsa la sera del 3 giugno 1963.

 

 

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28 aprile 2017 5 28 /04 /aprile /2017 22:58

 

Deus, in adjutorium meum intende. 

Domine, ad adjuvandum me festina. 

Requiem aeternam dona eis, Domine. 

Et lux perpetua luceat eis. 



Amabile mio Gesù, Vi offro per le Anime del Purgatorio quel sacro e vivo sangue che, a forza del dolore interno, sudaste, considerando, non tanto le Vostre pene, quanto la vera loro causa, cioè gl'innumerevoli peccati di tutto il mondo.

 

L’Eterno riposo… 



Amabile mio Gesù, Vi offro per le Ani­me del Purgatorio quell'eccessivo dolore che vi trafisse nel vedere un Vostro di­scepolo, da Voi tanto amato e beneficato, fatto capo dei Vostri persecutori venire sfacciatamente a tradirVi con un bacio sacrilego.

 

L’Eterno riposo… 



Amabile mio Gesù, Vi offro per le Ani­me del Purgatorio la Vostra grande pazienza in sopportare quelle ingiurie che i vostri nemici vi fecero allorchè, avendoVi bendati gli occhi e poi battendoVi a gara, Vi dicevano per maggiore scherno: “Indovina chi ti ha percosso”.

 

L’Eterno riposo… 



Amabile mio Gesù, Vi offro per le Ani­me del Purgatorio quell'ignominia che tolleraste nell'esser condotto e presentato al re Erode, il quale, dopo averVi orgo­gliosamente interrogato, non ricevendo da Voi risposta alcuna, Vi derise e licenziò come pazzo.

 

L’Eterno riposo… 



Amabile mio Gesù, Vi offro per le Ani­me del Purgatorio quell'eccessivo dolore che sopportaste quando Vi fu posto sul capo la crudele e tormentosa corona, e quando quei ministri spietati ve la cal­carono sulle tempia a gran forza, affinchè più nel vivo Vi trafiggesse.

 

L’Eterno riposo… 
 


Amabile mio Gesù, Vi offro per le Ani­me del Purgatorio quella prontezza di amore e di volontà con la quale Vi di­stendeste sopra la Croce, offrendo le mani e i piedi ai carnefici perchè fossero crudelmente trafitti; e quell'ineffabile do­lore che sopportaste, allorchè il Vostro Corpo SS. nelle parti più nervose e più sentite fu trapassato da chiodi orribi­lissimi.

 

L’Eterno riposo… 



Amabile mio Gesù, Vi offro per le Ani­me del Purgatorio quella grandissima desolazione e tristezza da cui fu oppressa la Madre Vostra nell'assistere alla Vostra Morte; quel dolore che di nuovo le feri il Cuore, quando foste trafitto da una lancia, quelle lacrime con le quali Vi ac­colse deposto dalla Croce nelle sue brac­cia, e quei gemiti con i quali Vi accom­pagnò, quando foste portato nel sepolcro.

 

L’Eterno riposo… 



Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; e per i meriti di esse Vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negli­genza o per ignoranza io non conosco.

 

L’Eterno riposo…


O Gesù, perdonate le nostre colpe, pre­servateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della Vostra misericordia.

 

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27 aprile 2017 4 27 /04 /aprile /2017 20:50

 

Gesù e Maria! Oh dateci la grazia d'invocarvi spesso, e soprattutto nel punto della nostra morte!

 

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23 aprile 2017 7 23 /04 /aprile /2017 17:08

“Figlia mia,  quanto più le anime passate all’altra riva sono state sottoposte alla mia Volontà, quanti più atti hanno fatto in Essa, tante più vie si son formate per ricevere i suffragi dalla terra.  Sicché quanto più hanno fatto la mia Volontà formandosi le vie di comunicazione dei beni, che ci sono nella Chiesa e che Mi appartengono, non c’è via da loro fatta che non gli porti chi un sollievo, chi una prece, chi una diminuzione di pene:  i suffragi camminano in queste vie regie del mio Volere, per portare a ciascuna il merito, il frutto ed il capitale che s’è formato nella mia Volontà, perciò senza la mia Volontà non ci sono vie e mezzi per ricevere i suffragi.  Sebbene i suffragi e tutto ciò che fa la Chiesa scendono sempre nel Purgatorio;  ma vanno a coloro che si son formate le vie, …  Per chi ha fatto sempre la mia Volontà non esistono vie per il Purgatorio, la sua via è diritta per il Cielo.  E chi non in tutto e per sempre, ma in gran parte ha riconosciuto il mio Volere e vi si è sottoposto, si è formato tante vie e riceve tanto che subito il Purgatorio lo spedisce al Cielo. Ora, come le anime purganti per ricevere i suffragi dovevano formarsi le vie, così i viventi per mandare i suffragi devono fare la mia Volontà per formarsi le vie, per fare salire i suffragi nel Purgatorio;  se fanno i suffragi e dalla mia Volontà son lontani, i loro suffragi, mancando la comunicazione della mia Volontà che, sola, unisce e vincola tutti, non troveranno la via per salire, i piedi per camminare, la forza per dare il sollievo:  saranno suffragi senza vita, perché manca la vera Vita del mio Volere che, solo, tiene virtù di dar vita a tutti i beni. Quanto più di mia Volontà l’anima possiede, tanto più valore contengono le sue preghiere, le sue opere, le sue pene;  sicché più sollievo può portare a quelle anime benedette.   Io misuro e do il valore a tutto ciò che può fare l’anima, per quanto di mia Volontà possiede…” (Gesù a Luisa Piccarreta:  3.11.1926  - Vol. 20) 

 

NOVENA ALLE ANIME DEL PURGATORIO NEL DIVIN VOLERE

Recitare le preghiere per nove giorni consecutivi

 

Padre Santo, m’immergo nel tuo Voler Divino, prendo e faccio mio tutto il suo Potere, l’immensità del suo Amore;  faccio mio il valore immenso delle pene del tuo Figlio Gesù, tutta la sua Passione, ogni sua piaga, ogni sua spina, ogni goccia del suo Sangue e faccio mia tutta la sua Umanità SS., ogni suo atto, tutti i suoi meriti, la sua Santità e la sua Divinità;  prendo tutte le Qualità Divine, tutti i beni che sono nella Volontà Divina;  prendo tutti gli atti di Maria SS., tutta la sua santità, i suoi meriti e le sue pene e, facendo tutto mio questo capitale infinito, lo verso tutto sulle anime del Purgatorio, ( particolarmente sull’anima di ............... ),  perché, immerse in questi bagni di un potere ed un’immensità divina, vengano di molto abbreviate le loro pene e possano essere al più presto ammesse alla tua Presenza a lodarti nella Patria Celeste. (Cfr. Vol. 12 - 14.3.1919)

 

Signore, nella tua Divina Volontà, per il suffragio delle anime purganti, io Ti offro il Sangue Divino, che venne sparso per esse, il Sacrificio della Vittima per eccellenza, la mediazione potente di Maria e dei Santi, le umili suppliche della tua Chiesa, le preghiere e le opere meritorie dei suoi figli.  Appoggiato a questo io spero tanto dalla tua misericordia, o mio Dio, per quelle anime che Ti furono care, e che ci fai un dovere di amare e di soccorrere ancora.

Gesù, nel tuo Volere Ti bacio, Ti compatisco, Ti adoro, Ti ringrazio e Ti prego per i colpi che ricevi e per gli acerbi dolori che soffri mentre Ti conficcano i chiodi, di concedere in questo momento alle anime purganti la loro liberazione dal Purgatorio.  Sì, per il Sangue che spargi, o Gesù, Ti prego di estinguere le fiamme che bruciano quelle anime;  e questo Sangue sia a tutte di refrigerio e bagno salutare da purgarle da qualunque macchia e disporle alla visione beatifica.   (Cfr. Le Ore della Passione di N.S.G.C.) 

 

 

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BIOGRAFIA DI LUISA PICCARRETA

Luisa Piccarreta, serva di Dio della Chiesa Cattolica, nacque a Corato (Bari), la mattina del 23 aprile 1865, domenica "In Albis" (l'attuale festa della Divina Misericordia), e fu battezzata lo stesso giorno. Quarta delle cinque figlie di Rosa Tarantini e di Vito Nicola Piccarreta, umile fattore in una masseria agricola, situata nella località di Torre Desolata. La sua formazione scolastica si fermò al primo anno di scuola elementare, per poter condurre la vita contadina della sua famiglia. La domenica in Albis del 1874, Luisa ricevette, all'età di nove anni, i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Da allora in poi, la sua Fede si intensificò, rimanendo assorta continuamente in preghiera, meditando in particolare sulla Passione di Cristo, adorando spiritualmente L'Eucaristia e coltivando una solida devozione alla Madonna che la spinse, ad undici anni, ad iscriversi all’Associazione delle Figlie di Maria.

A tredici anni, mentre meditava sulla Passione di Gesù, al sentire il cuore oppresso e la mancanza di respiro, uscì fuori al balcone di casa e da lì ebbe una visione: la strada era piena di persone che spingevano Gesù, sofferente e insanguinato, mentre portava curvo la pesante croce. Allora Cristo, alzando gli occhi verso di lei, le disse: "Anima, aiutami!". Da quel momento in poi, si accese in lei un desiderio insaziabile di consolare Gesù, prendendo su di sé i suoi patimenti per salvare le anime e riparare così le offese che riceveva. Iniziarono per lei le sofferenze fisiche dovute alle stigmate invisibili e alle dure e continue vessazioni di demoni, aggiunte a quelle spirituali e morali. Un giorno, dopo essere stata vessata dal demonio, ebbe una seconda visione di Gesù penante e della Madonna Addolorata che la invitava ad offrirsi vittima per amore a suo Figlio. Allora pronunciò il suo "Fiat Voluntas tua" a Dio, facendo voto di vittima di espiazione per i peccati. In seguito a ciò, manifestò un'inspiegabile malattia che la costringeva a stare immobile a letto e a vomitare qualsiasi cibo e bevanda, nutrendosi solo di Eucarestia, per 62 anni. I medici che la visitarono, non essendo riusciti a trovare una diagnosi certa, suggerirono ai familiari di chiamare un sacerdote. Finalmente, al segno della croce di un padre agostiniano, Luisa ritornò dal suo "solito stato" - come lei stessa lo definì - che si ripresenterà ogni giorno fino alla morte e da cui poté ogni volta uscire solo allo stesso modo. Divenne terziaria Domenicana col nome di Maddalena, ma ebbe da Gesù una missione particolare e unica: nella "piccola prigione" del suo letto, Gesù le fece conoscere il suo desiderio di riportare l'uomo all'ordine e allo scopo per cui fu creato, ossia il vivere unito a Lui nella sua "Divina Volontà", come lo fu Adamo prima del peccato originale. Questo è il significato delle parole di Gesù del Padre Nostro: "Sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra". Dal 1884 fino alla morte, fu obbediente ai vari confessori inviati dal Vescovo dell'Arcidiocesi di Trani. Dal 1º gennaio 1889, il suo confessore, don Michele De Benedictus, le diede il permesso di rimanere a letto, dove rimase sempre seduta fino alla morte.

Il 28 febbraio del 1899, don Gennaro De Gennaro, il suo secondo confessore, le diede l'obbedienza di scrivere quanto succedeva tra Gesù e lei e le grazie che riceveva continuamente. Con grande sforzo interiore, cominciò a scrivere il suo diario: un manoscritto contenente più di 2.000 capitoli, raccolti in trentasei volumi, sulla nuova "santificazione" nella Divina Volontà. Scrisse anche centinaia di lettere, "Le Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo*", a cui sono legati innumerevoli benefici spirituali e lo scritto dettatole dalla Madonna stessa: “La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà", una meditazione mariana del Vangelo ed un'esortazione a vivere nella Divina Volontà. All’inizio del Novecento, Sant'Annibale Maria Di Francia fu suo confessore straordinario e censore dei suoi scritti, regolarmente esaminati ed approvati dalle autorità ecclesiastiche. Il santo messinese incoraggiò Luisa a scrivere tutto ciò che succedeva tra Lei e Gesù, senza tralasciare nessun particolare. Si dedicò alla pubblicazione de “L’Orologio della Passione”, che meditava ogni mattina raccomandandone la preghiera; nel 1926, fece scrivere a Luisa anche un quaderno di “Memorie d’infanzia”. Colpito da una grave malattia che lo condusse alla morte, Sant'Annibale non poté vedere realizzato il suo sogno di pubblicare gli scritti di Luisa.

Il 7 ottobre 1928, a Corato si completò la costruzione della Casa delle suore della “Congregazione del Divino Zelo” dove Luisa Piccarreta fu trasferita dopo la morte di Sant'Annibale. Don Benedetto Calvi, l'ultimo dei suoi confessori, le fu vicino fino alla morte e il 28 dicembre 1938 le diede l'obbedienza di scrivere l’ultimo capitolo del suo diario. Il 4 marzo di 1947, a 81 anni, dopo una breve e fatale polmonite, spirò continuando a vivere nella Divina Volontà in Paradiso, ancor più perfettamente di come aveva già fatto sulla terra. Nel 1993, i suoi resti furono traslati nel Santuario di Santa Maria Greca e il 20 novembre 1994, la Santa Sede diede il "Nulla Osta" all'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, per l'apertura ufficiale della Causa di Canonizzazione.

Il 29 novembre del 2005, l'Arcivescovo dell'Arcidiocesi, S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, chiuse la fase diocesana, iniziando così quella romana della causa di beatificazione

 

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25 dicembre 2016 7 25 /12 /dicembre /2016 00:09
Alla mistica Maria Simma fu chiesto:

Ci sono giorni in cui più anime del solito sono liberate per il Paradiso?
Ella rispose : " Sì. E a Natale che il maggior numero di anime è liberato, ma dipende sempre da quanto si è pregato o fatto per loro. E a Natale, perché il Natale è il giorno più importante per ricevere grazie; molte sono liberate anche il Venerdì Santo, il giorno dell'Ascensione e di Ognissanti. "

 

 

Ecco una serie di Preghiere da recitare al fine di aiutare le anime del Purgatorio :


Una breve ma efficace preghiera :

O Maria, Madre di Dio, riversa su tutta l'umanità il fiume di grazie che sgorga dal Tuo amore infuocato, ora e nell'ora della nostra morte! Amen.

Preghiera che libererà molte anime dal Purgatorio :

Eterno Padre, io ti offro il Sangue preziosissimo del Tuo Divin Figlio, Gesù, in unione con tutte le Messe celebrate oggi nel mondo, in suffragio di tutte le anime Sante del Purgatorio, per i peccatori di tutto il mondo, per i peccatori della Chiesa Universale, del mio ambiente e della mia famiglia. Amen

Preghiera a Gesù per le Anime del Purgatorio


Gesù mio, per quel copioso sudore di sangue che spargesti nell'orto del Getsemani, abbi pietà delle anime dei miei più stretti parenti che penano nel Purgatorio.


Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Requiem

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen

 

Gesù mio, per quelle umiliazioni e quegli schemi che soffristi nei tribunali fino ad essere schiaffeggiato, deriso e oltraggiato come un malfattore, abbi pietà delle anime dei nostri morti che nel Purgatorio aspettano di essere glorificate nel tuo Regno beato.


Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Requiem

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen


Gesù mio, per quella corona di acutissime spine che trapassarono le tue santissime tempia, abbi pietà dell'anima più abbandonata e priva di suffragi, e di quella più lontana ad essere liberata dalle pene del Purgatorio.


Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Requiem

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen


Gesù mio, per quei dolorosi passi che facesti con la croce sulle spalle, abbi misericordia dell'anima più vicina ad uscire dal Purgatorio; e per le pene che provasti insieme alla tua Santissima Madre nell'incontrarvi sulla via del Calvario, libera dalle pene del Purgatorio le anime che furono devote di questa cara Madre. 


Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Requiem

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen


Gesù mio, per il tuo santissimo corpo steso sulla croce, per i tuoi santissimi piedi e mani trafitti con duri chiodi, per la tua morte crudele e per il tuo santissimo costato aperto dalla lancia, usa pietà e misericordia presso quelle povere anime. Liberale dalle atroci pene che soffrono ed ammettile in Paradiso. 


Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Requiem

L'Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua. Riposino in pace. Amen


SENTIMENTI DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA quando ricevette nelle braccia il Suo diletto Figlio :


O fonte inesausta di verità, come Ti sei disseccato! 

O saggio dottor degli uomini, come t'e ne stai taciturno! 

O splendore di eterna luce, come Ti sei estinto! 

O verace amore, come mai la tua bella faccia è divenuta deforme! 

O altissima divinità, come Ti fai vedere a me in tanta po­vertà. 

O amore del mio cuore, quanto è grande la Tua bontà! 

O delizia eterna del mio cuo­re, quanto eccessivi e moltepli­ci sono stati i Tuoi dolori! 

Signor mio Gesù Cristo, che hai comune col Padre e con lo Spinto Santo una sola e mede­sima natura, abbi pietà di ogni creatura e principalmente del­le anime del Purgatorio! Così sia.


Vanno poi recitati per concludere la Preghiera dei Sentimenti di Maria Santissima Addolorata :


  • 5 Credo
  • 1 Salve Regi­na 
  • 1 Pater 
  • 1 Ave 
  • 1 Gloria secondo la intenzione del Som­mo Pontefice 
  • 1 Eterno riposo

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23 novembre 2016 3 23 /11 /novembre /2016 01:08

La forza e la potenzialità di questa preghiera sono straordinarie. Se recitata con fede e costanza, grandi sono le grazie che essa può far ottenere. Innanzitutto, può servire per la salvezza certa di tante anime del purgatorio che aspettano le nostre preghiere, ma può essere utilizzata anche come preghiera personale per ottenere la grazia a noi necessaria. La preghiera deve essere ripetuta per 33 giorni. 

Ogni settimana e l'ultimo giorno della preghiera (il 33°) è necessario prendere la comunione in suf­fragio di detta anima. Si suggerisce nel limite del possibile far coincidere il (33°) giorno con una festa importante come il Natale o il giorno dei Santi, perché la preghiera risulti essere anco­ra più forte.

 

Ogni giorno Ripetere 33 volte di seguito :

 

"Eterno Padre, io Ti offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo scaturito dalla piaga del piede destro in suffragio dell'anima più sofferente del purgatorio. Vergine Maria, consolatrice degli afflitti e Tu, San Giuseppe intercedi per questa anima. E tu, anima bene­detta, vai avanti a Dio, domanda per me questa grazia, e se è utile alla salvezza dell'anima mia fai in modo che mi sia concessa". Amen.

 

Ripetere volte di seguito :

 

"Addolorata Vergine Maria prega per quest'anima del Purgatorio".

 

A questo punto si recita per volte l' Eterno Riposo

 

 

 

 

Ricorda che :

La prima settimana si offrirà il sangue della mano destra

La seconda settimana si offrirà il sangue della mano sinistra.

La terza settimana si offrirà il sangue del piede destro.

La quarta settimana si offrirà il sangue del piede sini­stro.

Gli ultimi 5 giorni si offrirà il sangue e l'acqua scatu­riti dal Sacro Costato.

 

 

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