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21 gennaio 2017 6 21 /01 /gennaio /2017 00:17

sant-agnese.JPG

 

PREGHIERA A  SANT'AGNESE [1]

composta da Mons. Giovanni Saldarini Arcivescovo di Torino

 

O Vergine e  Martire, Sant'Agnese,
che ancora adolescente, sei stata così affascinata dall'amore di Cristo, da preferirlo ad ogni altro progetto terreno, fino ad accettare il martirio per non tradirlo, ti supplichiamo di intercedere per noi presso Colui che sceglie le creature più miti e più deboli per confondere la potenza del mondo.
Ottienici di credere che la vita non è perduta ma guadagnata, quando è donata all'amore di Cristo; supplica per tutti, ma specialmente per le giovani e i giovani, la stima, il coraggio, la gioia della castità;
invocaci dalla sapienza dello Spirito la chiarezza della fede per riuscire a compiere anche oggi scelte generose in risposta alle chiamate di Dio;
prega perché possiamo sentire sempre vicino, anche nei momenti delle prove più dure, quel Gesù che è morto per noi e ha dato a te la forza di morire per Lui, a lode della gloria di Dio, il Padre. Amen.

 

 

PREGHIERA A  SANT'AGNESE [2]

 

O ammirabile Sant'Agnese, quale grande esultanza provasti quando alla tenerissima età di tredici anni, condannata da Aspasio ad essere bruciata viva, vedesti le fiamme dividersi intorno a te, lasciarti illesa ed avventarsi invece contro quelli che desideravano la tua morte!
Per la grande gioia spirituale con cui ricevesti il colpo estremo, esortando tu stessa il carnefice a conficcarti nel petto la spada che doveva compiere il tuo sacrificio,ottieni a tutti noi la grazia di sostenere con edificante serenità tutte le persecuzioni e le croci con cui il Signore volesse provarci e di crescere sempre più nell'amore a Dio per suggellare con la morte dei giusti una vita di mortificazione e sacrificio. Amen. 

 

 

PREGHIERA A  SANT'AGNESE [3]

 

Gloriosa verginella S. Agnese, tu che, in mezzo

ad una Roma pagana, sapesti mantenerti pura ed innocente,e,

quale candida colomba, sorvolasti, senza imbrattarti,

sul fango della mondana corruzione: tu che,

in mezzo agli errori del paganesimo, sapesti custodire

e conservare il prezioso tesoro della fede cristiana:

tu che, a soli 13 anni, avesti il coraggio di sostenere il martirio,

piuttosto che venir meno alla santa verginità, 

che avevi consacrata e votata a Gesù: deh! per i meriti

del tuo Sposo divino, e pr i tuoi, prendimi sotto il tuo 

dolce e potente patrocinio. Fa che anch'io mi conservi

sempre puro e casto tra gli assalti delle passioni

e in mezzo alla corruzione del secolo:

fa che mantenga sempre viva la fiamma della fede

in mezzo alla indifferenza e alla miscredenza del mondo:

fa infine, che io sia disposto a sottostare a qualunque

disagio o patimento, piuttosto che venir meno al mio dovere.

Amen.

 

 

PREGHIERA A  SANT'AGNESE [4]

 

Che bel trionfo fu il vostro, o ammirabile Sant'Agnese,

allorquando condannata da Aspasio ad essere

bruciata viva nella tenerissima età di tredici anni,

vedesti le fiamme dividersi d'intorno a voi

per lasciarvi illesa nel mezzo, e poi avventarsi

contro degli empi che desideravano la vostra morte!

Deh per quella gioia tutta celeste con cui riceveste

l'estremo colpo, animando voi stessa il carnefice

a piantarvi in seno la spada che doveva compiere

il vostro sacrificio, impetrate a noi tutti la grazia

di sostenere con edificante rassegnazione 

tutte le persecuzioni e le croci con cui piacesse

al Signore di provarci, e di andare crescendo

nel suo amore per sigillare colla morte dei giusti

una vita costantemente mortificata.

 

 

 

PREGHIERA A  SANT'AGNESE [5]

 

Tu, mille volte beata, o purissima Sant'Agnese,
ti consacrasti a Gesù non appena ti fu possibile conoscerlo.
Nessuna lusinga, nessuna vanità del mondo, ti ha vinta.
Per mantenerti degna della tua fede, hai sfidato il martirio.
A tredici anni Gesù ti ha dato immediato premio
liberandoti dalle fiamme del rogo
che hanno investito gli empi che volevano la tua morte.
Fa, o Sant'Agnese, che la mia fede sia incrollabile
a qualunque prova che Gesù mi vuol mandare,
e sia da me accettata con amore.
Così potrò un giorno possedere con te
la beatitudine eterna. Amen.

 

 

VITA DELLA SANTA

Agnese nacque a Roma da genitori cristiani, di una illustre famiglia patrizia, nel III secolo. Quando era ancora dodicenne, scoppiò una persecuzione e molti furono i fedeli che s'abbandonavano alla defezione. Agnese, che aveva deciso di offrire al Signore la sua verginità, fu denunciata come cristiana dal figlio del prefetto di Roma, invaghitosi di lei ma respinto. Fu esposta nuda al Circo Agonale, nei pressi dell'attuale piazza Navona. Un uomo che cercò di avvicinarla cadde morto prima di poterla sfiorare e altrettanto miracolosamente risorse per intercessione della santa. Gettata nel fuoco, questo si estinse per le sue orazioni, fu allora trafitta con colpo di spada alla gola, nel modo con cui si uccidevano gli agnelli. Per questo nell'iconografia è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio. La data della morte non è certa, qualcuno la colloca tra il 249 e il 251 durante la persecuzione voluta dall'imperatore Decio, altri nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano. (Fonte : Avvenire).

 

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Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
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20 gennaio 2017 5 20 /01 /gennaio /2017 00:56

Si è conclusa ieri la novena al Santo iniziata l'11 Gennaio : inizio della novena a San Sebastiano

 

PREGHIERA A SAN SEBASTIANO

di Santa Teresa di Lisieux

 

O San Sebastiano! Ottenetemi il vostro amore e la vostra valenza perché io possa combattere come voi per la gloria di Dio!

 

O Glorioso Soldato di Cristo! Voi che per l'onore del Dio degli eserciti avete vittoriosamente combattuto e riportata la palma e la corona del Martirio, ascoltate il mio segreto: «Come l'angelico Tarcisio io porto il Signore». Non sono che una fanciulla e tuttavia devo lottare ogni giorno per conservare l'inistimabile tesoro che si cela nella mia anima ... Spesso devo far diventare rossa con il sangue del mio cuore l'arena del combattimento.

 

O Potente Guerriero! Siate il mio protettore, sostenetemi con le vostre braccia vittoriose e io non paventerò le potenze nemiche. Con il vostro aiuto combatterò fino alla sera della vita, allora voi mi presenterete a Gesù e dalla sua mano io riceverò la palma che mi avete aiutato a cogliere!

 

 

 

PREGHIERA A SAN SEBASTIANO

 

Per quell'eroismo con cui sopportaste
il dolor delle freccie,
che tutto impiagarono il vostro corpo,
e mantenuto miracolosamente in vita,
indi staccato dal patibolo dalla pia vedova Irene,
rimproveraste della sua ingiustizia
e della sua empietà il barbaro Diocleziano,
impetrate ancora per noi tutti,
o glorioso Martire Sebastiano,
di sostenere sempre con la gioia le malattie,
le persecuzioni, e tutte quante le avversità
di questa misera vita,
onde partecipare un qualche giorno
alla vostra gloria del Cielo,
dopo di aver partecipato ai vostri patimenti
sopra la terra.
Amen.

 

 

 

PREGHIERA A SAN SEBASTIANO MARTIRE

di Mons. Giuseppe Costanzo - Arcivescovo di Siracusa

 

O invitto martire, Sebastiano, che ci hai lasciato un esempio di fortezza, accettando le torture dei carnefici per rimanere fedele a Cristo, sostieni la nostra Chiesa nella fedeltà al Vangelo.
Tu, che hai disprezzato la mediocrità e i compromessi, insegnaci il valore della coerenza e ottienici la forza di non piegarci a minacce e blandimenti.
Tu, che hai preferito "obbedire a Dio piuttosto che agli uomini", guidaci nella perfetta obbedienza alla volontà divina.
Tu, che con cuore grande hai servito Gesù nei poveri e negli emarginati, rendici sensibili ai bisogni dei fratelli.
Tu, che hai gridato il Vangelo con la vita, aiutaci a diventare costruttori del Regno di Dio, che è regno di verità e di vita, di santità e di grazia.
A te e alla tua potente intercessione raccomandiamo fiduciosi tutti coloro che si affidano alla tua protezione: le nostre famiglie, perché custodiscano l'amore; gli adulti, perché diventino operatori di pace e di giustizia; gli anziani e i morenti, perché guardino con serena fiducia al traguardo che li attende; i ragazzi e i giovani, perché siano coraggiosi testimoni di Cristo; i peccatori e gli erranti, perché riscoprano la bontà del Padre e la dolcezza del suo perdono.
O S. Sebastiano, nostro amico e protettore, con Te e per Te rendiamo gloria a Dio Padre che ci ha creati, a Dio Figlio che ci ha redenti, a Dio Spirito che ci ha santificati. Amen!

 

 

 

PREGHIERA A SAN SEBASTIANO

 

O glorioso martire e protettore San Sebastiano,
per quell'ammirabile zelo che vi condusse 
ad affrontare tanti pericoli
per convertir gl'infedeli,
per quell'eroismo di Fede Cristiana con cui
sopportaste il dolor delle frecce
che tutto piagarono il vostro corpo,
impetrate a noi lo spirito delle vostre virtù
e la forza di sostenere
sempre con gioia e rassegnazione le malattie
e tutte le avversità di
questa misera vita,
onde partecipare un giorno alla eterna
Vostra gioia nel cielo.
Così sia.

 

 

san-sebastiano.jpg

 

 

La Chiesa del primo millennio nacque dal sangue dei martiri: "Sanguis martyrum - semen christianorum". Gli eventi storici legati alla figura di Costantino il Grande non

avrebbero mai potuto garantire uno sviluppo della Chiesa quale si verificò nel primo millennio, se non fosse stato per quella 'seminagione di martiri e per quel patrimonio di santità che caratterizzarono le prime generazioni cristiane'. Al termine del secondo millennio, 'la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri'. Le persecuzioni nei riguardi dei credenti - sacerdoti, religiosi e laici - hanno operato una grande semina di martiri in varie parti del mondo.

La testimonianza resa a Cristo sino allo spargimento del sangue è divenuta patrimonio comune di cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti, come rilevava già Paolo VI nella omelia per la canonizzazione dei martiri ugandesi. 'È una testimonianza da non dimenticare'. La Chiesa dei primi secoli, pur incontrando notevoli difficoltà organizzative, si è adoperata per fissare in appositi martirologi la testimonianza dei martiri. Tali martirologi sono stati aggiornati costantemente attraverso i secoli, e nell'albo dei Santi e dei Beati della Chiesa sono entrati non soltanto coloro che hanno versato il sangue per Cristo, ma anche maestri della fede, missionari, confessori, vescovi, presbiteri, vergini, coniugi, vedove, figli. 'Nel nostro secolo sono ritornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi "militi ignoti" della grande causa di Dio' Per quanto è possibile non devono andare perdute nella Chiesa le testimonianze. Come è stato suggerito nel Concistoro, 'occorre che le Chiese locali facciano di tutto per non lasciar perire la memoria di quanti hanno subito il martirio', raccogliendo la necessaria documentazione .Ciò non potrà non avere anche un respiro ed una eloquenza

ecumenica. L'ecumenismo dei Santi', dei Martiri, è forse il piu' convincente. La 'communio sanctorum' parla con voce più alta dei fattori di divisione. Il 'martyrologium' dei primi secoli costituì la basedel culto dei Santi. Proclamando e venerando la santità dei suoi figli e figlie, la Chiesa rendeva sommo onore a Dio stesso; nei martiri venerava il Cristo, che era all'origine del loro martirio e della loro santità.Si è sviluppata successivamente la prassi della canonizzazione, che tuttora perdura nella Chiesa cattolica e in quelle ortodosse. in questi anni si sono moltiplicate le canonizzazioni e le beatificazioni. Esse manifestano 'la vivacità delle Chiese locali', molto più numerose oggi che nei primi secoli e nel primo millennio. Il più grande omaggio, che tutte le Chiese renderanno a Cristo alla soglia del terzo millennio, sarà la dimostrazione dell'onnipotente presenza del Redentore mediante i frutti di fede, di speranza e di carità in uomini e donne di tante lingue e razze, che hanno seguito Cristo nelle varie forme della vocazione cristiana....

 

LE CATACOMBE

Nel mondo pagano l'uso di una costruzione sotterranea adibita a sepoltura (ipogeo) era assai frequente, ma si trattava per lo più di un tipo di sepolcro riservato ad una famiglia. Con l'insediamento di comunità ebraico-cristiane si andò diffondendo l'uso di cimiteri sotterranei, che rappresentavano la soluzione adeguata per far fronte all'elevato costo dei terreni e offrivano l'opportunità di poter disporre dello spazio necessario che l'usanza della inumazione imponeva. I cimiteri sotterranei assunsero una struttura complessa fatta di gallerie a diversi livelli su cui si aprivano le camere sepolcrali articolate in una serie di vani comunicanti. Queste sepolture vengono chiamate Catacombe (originariamente era il toponimo specificato ad catacumbas del cimitero dell'Appia dove fu sepolto San Sebastiano). Tale terminologia è incerta. Comunemente si fa derivare dal greco catd che vuol dire " presso" e cumbas che vuoI dire "valloncello "nome dato al cimitero. Le Catacombe di San Sebastiano si trovano sotto la via Appia Antica, definita "Regina Viarum", iniziata da Appio Claudio nel 312 a.C. Essa era fiancheggiata, per molte miglia, da sepolcri di più di venti generazioni. Accanto ai ricordi della Roma classica, l'Appia antica ci presentala più antica testimonianza del primo cristianesimo. Nel suo sottosuolo si diramano alcune tra le più note catacombe di Roma. Una di queste è appunto la Catacomba di San Sebastiano che é costituita da quattro piani di gallerie. In questa catacomba si trova la cripta di San Sebastiano, restaurata in età moderna. La particolare attenzione data a questo sotterraneo è collegata al fatto che, per un periodo, verso la seconda metà del III secolo, essa ospitò le salme dei SS. Pietro e Paolo. "Sangziis marlyrum semen christianorum " (Il sangue dei martiri - seme dei cristiani). Lo sviluppo della Chiesa non avrebbe certamente potuto verificarsi se non ci fosse stata quella 'seminagione di martiri che caratterizzarono le prime generazioni cristiane. Roma fu la città-madre di questa grande "seminagione" e fioritura di martiri che stabilirono con il loro sacrificio fondamenta della Chiesa.Non a caso Roma è stata definita la "città dei martiri", la "città santa", la città nella quale Pietro, il pescatore di Galilea scelto da Cristo a guida del suo gregge, venne per primo a proclamare con la sua parola, ma soprattutto con l'olocausto della sua vita, la fedeltà al suo Maestro e Signore. Il vanto di Roma è quello di essere la capitale dello spirito" per proclamata attraverso una moltitudine di donne e di uomini i quali, dopo aver confessato il loro si a Cristo nell'arena, subirono con fermezza d'animo supplizi e morte prima di trovare quieta sepoltura nella nelle viscere della terra, in quei venerati ipogei che chiamiamo oggi catacombe. Venti secoli di storia non hanno offuscato la memoria di quei "militi ignoti della grande causa di Di Roma ne custodisce la memoria nelle sue millenarie catacombe e li ricorda ancor oggi con emozione e commozione, additando ai pellegrini il luogo del loro Calvario e del loro riposo in attesa della resurrezione. Per la loro importanza questi luoghi furono definiti "archivi della fede e trofei della Chiesa". Nelle catacombe vediamo spesso i disadorni sepolcri dei martiri contrassegnati il più delle volte con la semplice abbreviazione MRT incisa sulla pietra tombale. Notiamo anche i simboli della fede attraverso i graffiti sulle tegole in terracotta: figure degli "oranti"; la rappresentazione del pane, dei grappoli d'uva, del pesce, della colomba, ed ancorala corona, la palma, il pavone, le pecore, l'ancora; e non per ultimo l'Alfa e Omega, che unite al monogramma di Cristo, racchiudono il significato della grandezza e della potenza del Signore "Ego sum Alfa et Omega". "Io sono il Cristo, principio e fine di tutto. L'Eterno. Negli epitaffi incisi sopra loculi riscontriamo lezioni altissime di teologia, di filosofia, di spiritualità ma soprattutto di genuina fede. Ne citiamo alcune: "Vivas in aeterno, cum tuis, in Deo, in pax, inter santos, in Spiritu Sancto" (Vivrai in eterno, con i tuoi, con i tuoi, in Dio, in Pace, con i santi, nello Spirito Santo". "In pace", "Hic requiescet" precedute dal nome dei defunti. Per il cristiano la morte non è la fine ma al contrario l'alba di una nuova vita. Il termine "cimitero" ("luogo di riposo", "luogo per dormire) è contrapposto alla "Necropoli" pagana ("Città dei morti"), la città dove tutto è finito. San Giovanni Crisostomo, padre della Chiesa greca afferma: "Dopo l'avvento e il sacrifico di Cristo, la morte non si chiama più morte ma sonno, per cui anche il cimitero potresti definirlo dormitorio". Per il credente la fede semplifica e chiarisce i termini più di quanto non faccia la scienza etimologica. Ma furono i martiri a rendere questi antichi cimiteri, luoghi di sepoltura dei loro corpi, spazi privilegiati di preghiera e di rinnovamento spirituale.

 

IL NOME

Chi era questo santo e questo martire che con Pietro e Paolo fu considerato il terzo patrono di Roma e "difensore della Chiesa"(Ecclesiae defénsor).rintracciare nel calendario della Chiesa, 'Depositio niartyruni"(354), da cui si apprendono il nome, il ma suo nome deriva dal greco (sebastos) e significa "venerabile", titolo che gli stessi greci avevano dato all'imperatore Augusto per esprimere un senso di grandezza e di rispetto. San Sebastiano con la pratica delle virtù spirituali ed umane fece onore al suo nome.

 

ORIGINI

Le più attendibili fonti bibliografiche e gli antichi agiografi dicono che Sebastiano apparteneva all'alta nobiltà. Il padre, funzionario romano, era di Narbona, città della Francia meridionale, l'antica Narbo Martius dei romani, clic vi avevano fondata una colonia. La madre era milanese. Sebastiano nacque, intorno alla seconda metà del 200, da famiglia cristiana, probabilmente a Milano, ove trascorse gli anni dell'infanzia e del l'adolescenza. Sant'Ambrogio, vescovo e dottore della chiesa, nel commesalmo 118, lo considera originario di Milano: "Utarnur exemplo Sebasitaii martyris, cuius hodie natalis est; hic mediolanensis oriundus erat".

 

A ROMA

Il passo ambrosiano ricorda ancora "Sebastiano cittadino milanese e cavaliere romano" che parte per Roma, ove la persecuzione contro i cristiani era diventata feroce e violenta. Questa sarebbe stata la causa determinante del viaggio di San Sebastiano verso la capitale: assistere i suoi correligionari, proteggerli e soprattutto impedire che i cristiani rinneghino Cristo. Con la generosità e la sensibilità del 5110 gran cuore, Sebastiano temeva che i cristiani, atterriti dai tormenti e dalle persecuzioni, per sfuggire alla morte, rinnegassero Cristo e la fede che avevano abbracciata. Dagli "Atti" della sua passione risulta che Sebastiano si trovava a Roma nel 270 e faceva parte della milizia dei pretoriani nell'accampamento della caserma di Castro Pretorio situato fuori della cinta delle mura di Servio. Tale milizia, addetta anche alla guardia dei palazzi imperiali, era formata dalla classe più nobile delle forze armate e vi si poteva accedere dai diciassette ai quarantacinque anni. Sebastiano vi entrò giovanissimo ed in breve tempo, col fascino della sua intelligenza e lealtà, raggiunse i massimi gradi della gerarchia militare. Fu nominato tribuno della prima coorte. Era amato e stimato dagli stessi imperatori Massimiano e Diocleziano che non sospettavano della sua appartenenza alla fede cristiana. Pur essendo molto giovane fu amato molto anche dai suoi soldati che vedevano in lui il capo e l'esempio più luminoso delle virtù morali e civili proprie della milizia.

 

ALCUNI EPISODI DI VITA

Tra gli atti del suo apostolato, il più popolare, è quello legato al martirio dei due fratelli Marco e Marcellino, appartenenti a nobilissima famiglia romana e condannati a morte come nemici dello stato perché cristiani. I genitori dei due giovani, nella speranza di esortare i figli a rinnegare la fede in Cristo e cosi essere liberati, avevano chiesto e ottenuto il ritardo di un mese dell'esecuzione della condanna. Ad essi si erano uniti parenti ed amici per supplicarli a venerare, anche se apparentemente, un dio pagano per ottenere la grazia. I due fratelli stavano già per cedere quando intervenne Sebastiano ricordando loro la promessa di Cristo: la beatitudine eterna. Marco e Marcellino, affascinati dal glorioso destino riservato ai seguaci di Cristo, non lo rinnegarono. Nella "Leggenda Aurea" sono riportate le espressioni usate dal Santo: "O fortissimi cavalieri di Cristo, non vogliate per le cattive adulazioni perdere la corona indistruttibile" Mentre Sebastiano parlava, tutti i presenti lo videro circonfuso di luce, ed i parenti, gli amici e lo stesso custode del carcere con altri prigionieri si convertirono al cristianesimo. Tra loro c'era anche Zoe, moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, che da sei anni aveva perduto la parola. Anche lei vede lo splendore del corpo del Santo e sentì anche delle parole sussurrate da un coro angelico: "Tu sarai sempre con me": "Tu semper mecum eris". Cade in ginocchio davanti al tribuno. Sebastiano, dopo aver implorato la grazia divina, fece il segno della croce sulle labbra della donna che riacquistò la parola e con il marito chiese il battesimo. Si convertirono anche Cromazio, governatore di Roma e suo figlio Tiburzio. Croinazio, per dare una prova tangibile della piena adesione alla religione cristiana, acconsentì a distruggere le statue, gli idoli pagani che tino ad allora aveva gelosamente custoditi nel suo palazzo e tutti gli oggetti che usava per trarre gli oroscopi. Diede la libertà ai suoi numerosi schiavi, rinunziò alla carica di governatore. Poi per consiglio del papa Caio si ritirò con tutti quelli che avevano ricevuto il battesimo in una sua villa in Campania. Marco e Marcellino col padre Tratiquillino, Tiburzio, Nicostrato col fratello Castorio e la sposa Zoe rimasero a Roma. In seguito subirono tutti la prova del martirio, a cominciare da Zoe, sorpresa mentre pregava sulla tomba di San Pietro. Sebastiano, col privilegio della sua carica, aveva accesso anche al palazzo imperiale sul Palatino, ove accolto con altri cristianida Castulo, "cubiculario" (domestico) della famiglia imperiale, praticava gli esercizi religiosi della fede cristiana nella stessa dimora dell'imperatore. Castulo, per questa coraggiosa e generosa ospitalità, ebbe il titolo di "ospes sanctorum" ospite di santi. Castulo, mentre partecipava ad una riunione di cristiani in una cava sulla Via Labicana, fu sorpreso dai persecutori e martirizzato. Anche Marco e Marcellino subirono la stessa sorte col padre Tranquillino, fedeli fino all'estremo sacrificio accettato con letizia. Le loro reliquie furono trovate dal papa Gregorio XIII nella basilica dei Santi Cosma e Damiano al Foro Romano, presso il luogo del martirio. Tra i soldati della cavalleria, che formavano la guardia d'onore dell'imperatore, ci furono molti seguaci della fede cristiana, esemplari per coraggio e valore. L'episodio più noto è quello dei Santi Quattro Coronati che subirono il martirio, e Sebastiano col diacono Melchiade, divenutopapa nel 311, diede loro gloriosa sepoltura nel cimitero "ad duas lauros" sulla Via Labicana.

 

IL MARTIRIO

I martiri imporporarono le pagine del Vangelo e scrissero, col sangue, la più solenne testimonianza della Verità. Il Cristianesimo ha un punto fondamentale, la Croce. I Martiri partecipano, più intimamente, al Mistero della Passione e Morte di Cristo e ad essi è dato gustare il frutto dell'Albero della Vita, il midollo del mistico Cedro. Essi hanno una veste di porpora, in segno di gloria, ed agitano una palma, in segno di vittoria. Fin dai primi tempi, la Chiesa celebrò il Divin Sacrificio, sui sepolcreti dei Martiri e solo ai Santi Martiri diede culto. Il culto ai Confessori cominciò nel secolo 40 Il culto dei Santi, uno dei dogmi principali del Credo, ha avuto i suoi primi anelli nei fasti trionfali dei Martiri. Il Martirio è un fatto ed ha relazione con la storia. E' un atto eroico ed ha rapporto con la teologia morale. E' una prova della divinità del Cristianesimo ed ha un valore apologetico e si riferisce alla teologia dogmatica. Sotto questa triplice luce dobbiamo esaminare le gesta gloriose di San Sebastiano. I primi Cristiani raccoglievano, con cura, le ossa e le reliquie dei Fortissimi Atleti della Fede, nonché i documenti della storia del loro Martirio. Con le copie dei processi verbali ufficiali trascrivevano le "Passiones" che ci sono state trasmesse col nome di "Atti dei Martiri". S. Clemente istituì, a tale scopo, l'ufficio dei notai, dividendo Roma, in sette zone. Purtroppo, oggi, possediamo, relativamente, pochi Atti autentici, perché quasi tutti i documenti ufficiali furono distrutti, durante la persecuzione di Diocleziano. Alcuni documenti, sfuggiti al turbine, furono alterati e confusi con documenti spurii medioevali. Spesse volte, però gli "Atti" di alcuni Martiri vanno ricostruiti, attraverso le tradizioni orali, segnate nelle opere dei primi Padri e Dottori della Chiesa e allora gli "Acta Martyrum" hanno un sigillo di verità storica, non indifferente, specie quando quelle tradizioni e quelle pagine sono avvalorate da monumenti distrutti; ma di cui è rimasta la memoria. Per Sebastiano la prova estrema era ormai vicina, anzi egli ebbe il privilegio di un duplice martirio. Con la morte dei Santi Quattro Coronati la persecuzione venne indirizzata in particolar modo contro i soldati cristiani, per impedire la diffusione di una fede che i Romani consideravano pericolosa per l'unità del l'esercito, perché i suoi seguaci erano contrari ad ogni inutile violenza e crudeltà. Sebastiano era stato l'esempio più capace e brillare di saggezza civile e militare, amato dai suoi soldati e carissimo al l'imperatore che "gli dava il principato della prima schiera", tanto da essere prescelto tra gli "amici" che lo accompagnavano nei viaggi e nelle spedizioni. Ma ormai la sua opera di assistenza nelle carceri, perché i cristiani non venissero meno nei tormenti, era divenuta conosciuta anche per la gelosia e l'invidia di altri tribuni romani che ne volevano la morte L'imperatore Massimiano (284-305), che divideva in occidente il potere con Diocleziano, pur avendo considerato Sebastiano il più caro tra gli addetti alla sua persona lo condannò a morte. Gli "Atti" del Santo riportano il rimprovero rivolto dall'imperatore a Sebastiano: "Io ti ho sempre tenuto tra le persone di prestigio del mio palazzo e tu sei stato celato contro la salute mia e la ingiuria degli dei". La risposta del tribuno, che pur confermando la sua devozione a Roma, all'impero, al suo principe, difendeva i cristiani che con lui pregavano Dio per la grandezza della patria, fu la sua condanna a morte perché era la conferma della sua fede. L'esecuzione del supplizio avvenne sul colle Palatino. Legato nudo ad un palo fu trafitto con le frecce come un bersaglio umano. Gli "Atti" della sua passione confermano che fu trafitto da tanti dardi da paragonarlo ad un riccio coperto di aculei (ut quasi ericius esset hirsutus ictus sagittarum). Sebastiano affondò il supplizio con fronte alta e sorriso sulle labbra. Il tribuno della Prima Coorte dei Pretoriani, il beniamino dell'imperatore, portava sul capo il cartello con la motivazione della colpa "Sebastiano Cristiano". Credendolo morto lo abbandonarono sul campo. Quando i cristiani si recarono nel campo per recuperare la salma e darle degna sepoltura si accorsero con stupore che Sebastiano era ancora in vita. Fu affidato alle cure di Irene, vedova del martire Castulo, che abitava presso il palazzo imperiale. Tutto ciò è confermato dagli "Atti". Anche gli altri testi concordano sulla località ove fu martoriato per la prima volta, il Palatino e precisamente nel luogo chiamato "Campus ".

 

SECONDO MARTIRIO

Sebastiano riacquista miracolosamente la salute e gli amici ed ammiratori lo implorano di allontanarsi da Roma per continuare altrove il suo apostolato. Sebastiano avrebbe potuto salvarsi.. Ma egli non volle abbandonare Roma. Era' stato tanto vicino alle soglie eterne da sentirne tutto il fascino. L'attrazione dell'aldilà era più forte dell'amore per la vita. Già dall'inizio della stia missione, quando giovanissimo aveva lasciato a Milano la casa, la famiglia, gli averi, la sua meta era di giungere al sacrificio supremo per salvare tante altre creature che avrebbero continuata la sua opera. Il 20 gennaio di un anno imprecisato, (si commemora ancora oggi la festa del Santo), Sebastiano sali i gradini del Tempio di Ercole ed attese i] passaggio del l'imperatore, che stava officiando un rito pubblico, per rimproverarlo della persecuzione contro i cristiani. Gli "Atti" ci riportano ciò che Sebastiano disse nell'Ippodromo del Palatino sotto il palco del teatro imperiale al capo dell'impero più potente di allora: "Il mio Signore Cristo si è degnato risuscitarmi per proclamare davanti a tutto il popolo che in giusta è la vostra persecuzione contro i servi del Signore. Sappiate che i soldati cristiani non cessano di pregare per la salute di Roma, quindi è ingiusta la loro persecuzione! "Tali parole determinarono la condanna nella forma più degradante che si usava solo per gli schiavi: la fustigazione e l'annegamento. L'esecuzione avvenne nell'ippodromo o Stadio del Palatino riservato all'imperatore, a sud del recinto di Teodorico e delle terme di Settimio Severo, che dall'alto fronteggiano il Circo Massimo. Così Sebastiano, che sembrava un privilegiato dalla sorte e che gli stessi imperatori avevano prediletto e chiamato alle cariche più ambite, cadde sotto la sferza dei carnefici. Per impedire che i cristiani recuperassero il suo corpo e ne facessero oggetto di venerazione, il cadavere venne gettato nella grande cloaca che passa sotto la Via dei Trionfi, presso l'Arco di Costantino.La tradizione artistica, letteraria e popolare noti accenna a questo secondo martirio. Pitture e sculture, anche quella che oggi si ammira nella basilica di San Sebastiano sull'Appia Antica, porta solo il segno delle frecce. Gli "Atti", narrano che il Santo apparve alla matrona romana Lucina, indicandole il luogo ove il suo corpo era rimasto impigliato allo sbocco della Cloaca Massima, prima di sparire neiflutti del Tevere. Sebastiano le chiede di essere sepolto nel sacro recinto presso le spoglie degli apostoli Pietro e Paolo (In cloaca illa quae est iuxtu circum invenies corpus meum pendens in gompho, hoc tu dam levaveris perduces ad Catacumbas et sepelies in initio cryptae iuxla vestigia Apostolorimi). Lucina ritrovò, con l'aiuto dei cristiani, il corpo di Sebastiano trattenuto nella cloaca da un uncino e lo seppellì coli tutti glionori nel Cimitero ad Catacumbas. La fama di santità si diffuse subito in ogni parte del declinanteimpero romano, sia in occidente che in oriente.

 

DEVOZIONE A SAN SEBASTIANO

La fama di San Sebastiano si propagò rapidamente nell'antichità, nel medio evo, fino al secolo XVI anche come taumaturgo e protettore contro la peste. La popolarità del suo culto e la gran diffusione della sua Passio finirono di dare il nome di San Sebastiano alla basilica Apostolorum (detta dì San Sebastiano già al tempo ('i Gregorio Magno) e di attrarvi persino dalla vicina catacomba di San Callisto la memoria e il culto di San Fabiano papa che era venerato nello stesso giorno di lui. Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi narra che nel 680era scoppiata in Roma una terribile pestilenza, la peggiore che si ricordi, preceduta da un'eclisse lunare, considerata dalla superstizione come il segnale di un grande flagello. Intere famiglie perirono sotto il tormento della peste. Ma l'intercessione di San Sebastiano fece cessare il terribile flagello. Da allora il Santo, che era uscito illeso dal supplizio delle frecce, fu considerato il protettore contro le frecce dei castighi divini, sia materiali che morali. Fu eretto in suo onore un altare votivo nella Chiesa di San Pietro in Vincoli, con l'immagine del Santo in mosaico. In tutti i tempi e dovunque, furono eretti in suo onore luoghi di culto. Nel 1575 durante l'epidemia che aveva colpito Milano, San Carlo Borromeo invocò San Sebastiano "pestis propulsator" e pose la prima pietra del tempio, opera del Pellegrini dedicata al Martire. Sebastiano, "Difensore della Chiesa", titolo conferitogli da Papa Caio (283-296) fu eletto protettore di molte corporazioni come arcieri ed archibugieri. La gioventù di Azione Cattolica lo ha prescelto come modello di vita. Attualmente è stato proclamato con Breve pontificio di Pio XII (3maggio 1957) "Patrono dei Vigili Urbani d'Italia".

 

LA SUA TOMBA

Il centro più importante di venerazione in Roma fu ed è sulla Via Appia Antica. Nel secolo IV fu costruita una basilica chiamata Ecclesia Apostolorum e tale titolo rimase fino al secolo IX, quando prevalse la denominazione di basilica di San Sebastiano. Il suo sepolcro diventò presto il centro di una grande cripta e fu ornato al tempo di Innocenzo I dai preti Proclinus ed Ursus dei SS. Giovanni e Paolo. La grande devozione di cui era oggetto si manifesta dalle molte reliquie e figurazioni che ne troviamo sparse un po dappertutto dal sec. V in poi anche fuori Roma come a Ravenna, a Grado nella Spagna e nell'Africa. Le ossa del Martire erano state sistemate dapprima in una parete della galleria e poi in una cripta collegata con la stessa basilica per renderla accessibile alla venerazione dei fedeli, perché la fama dei prodigi e dei grandi miracoli si era diffusa non solo in Roma, ma nei paesi di origine dei pellegrini d'oltralpe. Sotto il pontificato di Eugenio II (824-27) l'abate di San Dionigi aveva chiesto le reliquie del Santo per la chiesa di San Medardo in Soissons. La domanda fu accolta, ma la traslazione delle reliquie è stata messa in dubbio da molti critici, anche moderni. Pare che i romani si ribellassero a tale concessione sostituendo con altre le reliquie del Santo, che furono parte trasferite nell'Oratorio di San Gregorio sul Vaticano. La testa fu affidata alla Chiesa dei Santi Quattro Coronati, ove è ancora venerata. Nel 1218 papa Onorio III riportò dal Vaticano le sacre reliquie nella basilica di San Sebastiano, retta dai monaci cistercensi e riconsacrò l'altare della cripta. Nel Medio Evo ben nove chiese e cappelle furono dedicate al suo nome. La più famosa sorse sul Palatino, ove secondo la tradizione avvenne il martirio del Santo, raffigurato in un affresco del X secolo con Lorenzo Zotico e Stefano attorno al Cristo.

 

ICONOGRAFIA

L'iconografia, la letteratura, e la tradizione popolare di ogni tempo, da un antico affresco del secolo VI che si trova nelle catacombe di San Callisto a Roma, alla "Depositio Martyrum" di un cronografo del 354, alla "Passio San Sebastiani", romanzo storico del 50 secolo, attribuito al tempo di Sisto III (432-440) ci danno tutti la stessa immagine. Il Santo è rappresentato giovanissimo, bello, e trafitto da poche frecce: nelle braccia, nel petto, alle gambe come se gli esecutori, i suoi stessi soldati che lo amavano, avessero tentato di risparmiarlo. Anche nell'iconografia il culto di San Sebastiano, protettore dalla peste, appare come nota dominante, specie nel Rinascimento, col simbolo del suo primo martirio, la freccia, e raramente col bastone, emblema della sua morte. Innumerevoli pittori dai nomi prestigiosi, scultori ed artisti di tutti i tempi si sono ispirati al mito di San Sebastiano: il Pollaiolo, il Mantegna, il Perugino, Raffaello, il Pinturicchio. Tra gli affreschi il capolavoro di Benozzo Gozzoli che si ammira nella chiesa di Sant'Agostino a San Gemignano; l'immagine di San Sebastiano di Michelangelo, dipinta nella Cappella Sistina, quella del Sodoma nella Galleria Palatina a Firenze.

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19 gennaio 2017 4 19 /01 /gennaio /2017 00:28

San Ponziano protettore dai terremoti è il patrono della città di Spoleto. Secondo la tradizione era un giovane di Spoleto che subì il martirio tra il 156 ed il 165. Fu sepolto poco fuori della città, sulla sua tomba fu poi eretta una basilica ed un monastero.

Secondo la tradizione agiografica, Ponziano, diciottenne, di nobile famiglia locale, visse a Spoleto al tempo dell'imperatore Marco Aurelio (161-180). Dopo aver resistito, con una fede indomita, alla persecuzione contro i cristiani portata avanti dal giudice Fabiano, fu da questi condannato a diverse prove che non conseguirono l'effetto voluto dai persecutori. Alla fine venne condannato alla decapitazione, che fu eseguita il 14 gennaio del 175.

Il giovane martire venne sepolto in un luogo vicino alla città, alle pendici del colle Ciciano o Luciano, nell'area cimiteriale detta "di Sincleta", dove ebbe dapprima una memoria poi una basilica. Analogamente a quanto avvenne a Roma anche a Spoleto le basiliche costruite sulle tombe dei martiri furono affidate alla custodia dei monaci, che ne curavano il decoro della liturgia e l'assistenza dei fedeli che vi si recavano a pregare.

Fonti medievali ci testimoniano che come era accaduto a S. Sabino anche presso la tomba di S. Ponziano era sorto un monastero. Al tempo della Guerra Gotica a poca distanza dalla basilica di S. Ponziano fu ucciso dai soldati S. Giovanni Arcivescovo, i cui resti, alcuni secoli più tardi, la badessa Gunderada traslò in S. Eufemia, ed in seguito furono deposti in S. Pietro extra moenia. La fama del martire uscì dall'ambito locale e nel 966 il vescovo di Utrecth trasportò nella sua città, che lo elesse compatrono, le reliquie del santo. Negli statuti del Comune redatti nell'anno 1347 leggiamo come le decisioni di maggior peso fossero prese, dopo aver invocato il patrocinio di S. Ponziano, nell'adunanza che si riuniva nella Piazza del Duomo. Al santo fu dedicata anche la cappella del Palazzo Comunale; la Magistratura interveniva in forma solenne alla festa del martire, e, annualmente, quando c'erano dei territori di confine contesi da altri comuni, la Magistratura vi si recava in forma ufficiale e li attraversava gridando "San Ponziano! San Ponziano!" come segno indiscusso di appartenenza alla Città. Un illustre storico spoletino, il barone Achille Sansi, massimo conoscitore delle cose spoletine, parafrasando i Lezionari, ricorda come presso la tomba del santo avvenissero frequentemente fatti giudicati miracolosi: "...vengono ancora al sepolcro i malati e ritornano sani, vi accorrono gli infermi e sono guariti...".

Le "Risoluzioni Capitolari" del Capitolo della Cattedrale ci attestano come la devozione al santo avesse da sempre risvolti di pubblica ufficialità.

La sera del 14 gennaio del 1703, dopo i secondi vespri di S. Ponziano, un terribile terremoto squassò la zona appenninica fino a L'Aquila. A Spoleto e nel suo Comitato si ebbero molti crolli ma non si contò nessuna vittima. Questa singolare coincidenza fu attribuita all'intercessione del santo di cui si celebrava la festa, e, da allora fu invocato in occasione dei terremoti, tant'è che ancora la gente è solita dire "E' passato San Ponziano!" per dire "E' passato il terremoto".

 

 

Fu composta una preghiera ufficiale di ringraziamento che recita:

 

O Santissimo nostro protettore Martire Ponziano,

che in virtù del triplicato Credo da Voi proferito nel Vostro morire,

ne liberasti ne anni scorsi,

nel giorno anniversario gli dei vostri trionfi,

da triplicate e spaventose scosse del terremoto:

vi preghiamo liberacene ancora nei tempi a venire.

 

 

In segno di ringraziamento, e, per invocarne il patrocinio, fu offerto un artistico reliquiario d'argento ove fu riposta una costola del Santo che era stata portata a Spoleto da Fra Tommaso da Spoleto, che l'aveva ottenuta dal Re di Francia, nel settembre del 1702. Esso veniva portato in processione quando si avvertivano lievi scosse di terremoto. La devozione a San Ponziano ebbe una forte ripresa in tutta la Diocesi; altari dedicati al santo furono edificati in diverse chiese; l'iconografia lo presentava o come cavaliere con la bandinella bianca crociata di rosso o coglieva l'attimo della decapitazione, come nell'altare che fu eretto a Cerreto. Dopo il terremoto della notte fra il 4 e 5 giugno 1767 fu portata in processione per la Città la reliquia della sacra Testa, e vi intervenne la Magistratura in forma ufficiale; vi presero parte anche tutte le famiglie religiose dimoranti in Città e le confraternite di Spoleto e del contado. Dopo il terribile terremoto del 20 maggio del 1895, nonostante il forte laicismo dei tempi e i numerosi anticlericali e massoni che ricoprivano le cariche pubbliche, vi fu una imponente processione di ringraziamento con la partecipazione di tutte le Istituzioni presenti in Città.

 

 

 

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19 gennaio 2017 4 19 /01 /gennaio /2017 00:21

 

Novena a San Tommaso d'Aquino

 

19 Gennaio – San Tommaso, chiamato da Dio

 

Chiunque ama il padre o la madre più di me non è degno di me; e chiunque ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me. (Matteo 10:37)

 

San Tommaso, quand’eri giovane possedevi la convinzione che Dio ti stava chiamando alla vita religiosa. Anche se la tua famiglia era contraria, tu eri determinato a seguire la chiamata di Dio. Anche quando i tuoi fratelli ti hanno rapito e quando ti hanno costretto ad essere prigioniero nella tua stessa casa, tu non hai rinunciato, ma hai aspettato l’ora di Dio.

San Tommaso, prega per tutti i giovani che stanno facendo il discernimento vocazionale. Aiutali ad essere aperti alla chiamata di Dio. Ispirali a fare le scelte motivate dall’amore verso Dio e dall’amore disinteressato verso il prossimo. In qualsiasi stato di vita essi si trovino, aiutali a vedere la via da loro scelta come una chiamata verso il servizio. Possano le coppie sposate, le persone singole, i sacerdoti e i religiosi costruire la Chiesa attraverso le loro vite fatte di dedizione disinteressata, devozione e amore. 

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

20 Gennaio – San Tommaso, amante della purezza

 

Perché Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santità. (1 Tessalonicesi 4:7)

San Tommaso, tu avevi una grande stima della virtù della purezza. Quando la tua famiglia ha cercato di distoglierti dalla tua decisione di entrare nell’Ordine domenicano, mandandoti una donna per indurti a peccare, tu hai resistito alla tentazione e con determinazione hai consacrato la tua castità a Dio per sempre.

Oggi siamo immersi in una cultura che degrada il dono della sessualità umana. Le persone umane spesso sono viste come oggetti di piacere e la loro dignità umana viene svalutata. Prega affinché la nostra società possa valorizzare la virtù della castità. Prega anche affinché gli operatori dei mezzi di comunicazione sociale promuovano una visione cristiana del matrimonio e della vita famigliare, affinché i principi morali cristiani possano agire come lievito in mezzo alla società e portino a maggior rispetto della vita umana.

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

21 Gennaio – San Tommaso, esempio di umiltà

 

Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. (Matteo 23:12)

San Tommaso, quando eri giovane studente, alcuni dei tuoi compagni ti chiamavano “bue muto”. Nonostante fossi più intelligente di loro, sopportavi gli insulti con pazienza, senza rispondere. Sei stato dotato di un fine intelletto, ma riconoscevi ugualmente che la sorgente di ogni dono è Dio. Umilmente, accettavi la tua dipendenza da Dio e lo supplicavi di illuminarti, perché volevi agire solo per la sua gloria.

San Tommaso, prega per me, che anch’io possa imparare ad agire sempre con umiltà e mai col vuoto desiderio di essere stimato dagli altri. Aiutami a cercare solo la gloria di Dio e ad agire sempre ispirato dalle buone intenzioni. Fà che io possa essere umile adesso, e così risplenderò nel paradiso come le stelle del cielo, per l’eternità. 

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

22 Gennaio – San Tommaso, al servizio della verità

 

Annunciando la verità nella carità dobbiamo crescere ad ogni modo in colui che è il capo, in Cristo. (Efesini 4:15)

San Tommaso, tu hai dedicato la tua vita alla ricerca della verità e la spiegavi agli altri. Tu hai consacrato la tua mente a Dio e la usavi per penetrare più profondamente la Parola di Dio. I tuoi doni di teologo e filosofo ti annoverano tra i più grandi dottori della Chiesa. Nei tuoi dibattiti adoperavi la verità come arma principale e trattavi con rispetto chiunque ti contraddiceva.

Ottieni anche a me un grande amore per la verità. Aiutami ad accostarmi alla Parola di Dio, per trarre da essa la luce di cui ho bisogno per nutrirmi spiritualmente. Tienimi sempre fermamente radicato nella verità e non permettere che io sia mai corrotto da falsi insegnamenti.

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

23 Gennaio – San Tommaso, infuocato d’amore per il SS. Sacramento

 

Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’Uomo, e non bevete il suo sangue, non avrete la vita in voi. (Giovanni 6:53)

San Tommaso, tu possedevi un grande amore per Gesù presente nella Santa Eucaristia e hai trascorso molte ore in adorazione di fronte al Santissimo Sacramento. In un’occasione hai detto che imparavi di più stando di fronte al tabernacolo che in molte ore di studio. La Chiesa ti è grata per i bellissimi inni eucaristici che hai composto su richiesta del Papa Urbano IV, per la festa del Corpus Domini, allora appena stabilita.

Prega che anch’io possa essere infuocato dall’amore ardente per la Santa Eucaristia. Aiutami a mantenere sempre stima e riverenza nei confronti di questo meraviglioso sacramento. Prega che io possa sempre partecipare devotamente alla Messa, ricevere la Santa Comunione con grande fervore e visitare sovente Gesù presente nel tabernacolo. Attraverso il contatto col Signore nell’Eucaristia possa il mio cuore traboccare d’amore per Dio e per il mio prossimo. 

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

24 Gennaio – San Tommaso, ricolmo di carità

 

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene il conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. (1 Corinzi 13:4-6)

 

San Tommaso, durante la tua vita sei stato ammirato per la carità che mostravi agli altri. Durante i dibattiti universitari, non cercavi di ridicolizzare chi discuteva con te, ma trattavi tutti con rispetto e carità. Mostravi interesse per i bisogni degli altri.

Aiutami, affinché anch’io mi radichi profondamente nell’amore di Dio e del prossimo, tenendo sempre presenti le parole di Gesù: “Tutti sapranno che siete i miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri” (Giovanni 13:35). Aiutami a praticare la carità in modo concreto: che non si fermi alle sole parole, ma si dimostri con i sacrifici. Possa essa partire prima di tutto dalla mia famiglia, per poi irradiarsi su tutti quelli che incontro. 

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

25 Gennaio – San Tommaso, difensore della Chiesa

 

La chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. (1 Timoteo 3:15)

 

San Tommaso, nella tua giovinezza hai imparato ad amare la Chiesa, la tua casa spirituale. Nei tuoi insegnamenti hai cercato di spiegare e difendere la dottrina della Chiesa e l’hai manifestato particolarmente attraverso i tuoi scritti. Tu comprendevi che la vera sapienza si trova nel lasciarsi istruire dalla Chiesa, perché Gesù ha garantito che lo Spirito Santo sarebbe sempre stato con la Chiesa e che l’avrebbe condotta alla verità intera. Al termine della tua vita hai detto: “Ho insegnato e ho scritto molto…secondo la mia fede in Cristo e nella santa Chiesa Romana, al cui giudizio io sottometto tutti i miei insegnamenti”.

Intercedi per la Chiesa oggi, affinché cresca più forte e porti più frutti spirituali nel mondo. Fà sorgere santi sacerdoti, religiosi e laici, affinché tutti diventino sale della terra e luce del mondo. Benedici il Papa nel suo compito di governare la Chiesa e rendilo testimone della potenza del Vangelo che rinnova la faccia della terra. Fà che tutti i teologi si dedichino ad esplorare la ricchezza della dottrina cattolica allo scopo di mostrare la sua verità e di fare del bene ai fedeli. Ti prego anche per i missionari che stanno diffondendo il Vangelo. Possa tutta la Chiesa rinnovarsi sotto il potere dello Spirito e diventare testimone efficace di Cristo nel mondo d’oggi.

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

26 Gennaio – San Tommaso, maestro di preghiera

 

Dedicatevi alla preghiera, vegliate in essa rendendo grazie. (Colossesi 4:2)

 

San Tommaso, tu sapevi che la preghiera è la sorgente della sapienza e così trascorrevi lunghe ore nella conversazione con Dio. La preghiera era diventata la tua stessa vita. Ogni qual volta ti imbattevi in qualche problema teologico, ti mettevi a pregare e a chiedere a Dio di illuminarti. Adesso in cielo vedi Dio faccia a faccia.

Intercedi per me, affinché io diventi una persona di profonda preghiera. Ottienimi la grazia di poter sempre pregare con umiltà, fiducia e perseveranza. Aiutami a crescere sempre di più nello spirito di preghiera, affinché tutta la mia vita diventi una preghiera. Possa io sempre cercare il volto del Dio vivente.

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

 

 

27 Gennaio – San Tommaso, patrono degli studenti

 

Perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza. (1 Corinzi 1:5)

 

San Tommaso, Dio ti ha chiamato a trascorrere la maggior parte della tua vita nelle ricerche accademiche, prima come studente e poi come professore di teologia. Nel tuo lavoro di insegnante, desideravi aiutare i tuoi studenti ad applicare nella loro vita quanto imparavano, allo scopo di farli crescere in santità. Tu comprendevi che la scienza serviva per avvicinare le persone a Dio. Nei tuoi insegnamenti proclamavi la verità, allo scopo di aiutare i tuoi studenti a diventare cristiani migliori.

Intercedi per tutti gli studenti, per quelli che trovano difficoltà negli studi e per quelli che studiano con facilità. Prega che tutti siano aperti alla verità e che tendano continuamente a comprenderla meglio. Fà che tutti crescano in scienza, acquistando maggior conoscenza di Dio e abilitandosi a prestare il loro servizio ai fratelli e alle sorelle, secondo la volontà di Dio. S. Tommaso, intercedi in modo particolare per i teologi, affinché nei loro studi e nelle loro ricerche arrivino a una più profonda conoscenza della rivelazione e si sottomettano sempre al giudizio della Chiesa. Fà che le loro vite riflettano la santità della Parola di Dio che cercano sempre di approfondire meglio.

 

O Dio, che in San Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per Cristo nostro Signore. Amen

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era in principio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

San Tommaso d’Aquino, Prega per noi.

 

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18 gennaio 2017 3 18 /01 /gennaio /2017 19:35

Ogni giorno, da oggi 18 Gennaio fino al prossimo 25 Gennaio,  provvederemo ad aggiungere il testo da leggere

 

 

SUGGERIMENTI PER L’ORGANIZZAZIONE DELLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI: Cercare l’unità: un impegno per tutto l’anno

 

 

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, nell’emisfero nord, va dal 18 al 25 gennaio, data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico.

Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento Fede e Costituzione nel 1926), periodo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa. 

Consapevoli di una tale flessibilità nella data della Settimana, incoraggiamo i fedeli a considerare il materiale presentato in questa sede come un invito a trovare opportunità in tutto l’arco dell’anno per esprimere il grado di comunione già raggiunto tra le chiese e per pregare insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso.

 

 

1° GIORNO : 18 gennaio

 

Uno solo morì per tutti (2 Cor 5, 14)

Isaia 53, 4-12 : Ha dato la vita come un sacrificio per gli altri

Salmo 118 [117], 1.14-29:  Il Signore non mi ha lasciato morire

1 Giovanni 2, 1-2 : Cristo è morto per tutti

Giovanni 15, 13-17 : Dare la vita per i propri amici

 

Commento

Quando Paolo si convertì a Cristo, pervenne ad una radicale nuova consapevolezza: una persona era morta per tutte. Gesù non era morto soltanto per il suo popolo, non soltanto per quanti avevano simpatizzato con il suo insegnamento.  Egli era morto per tutte le genti, passate presenti e future. Fedeli al vangelo, molti cristiani, nel corso dei secoli, hanno dato la loro vita per i loro amici. Uno di questi è stato Massimiliano Maria Kolbe, che fu imprigionato nel campo di concentramento di Auschwitz e che morì, nel 1941, per aver voluto offrire la propria vita perché fosse salvato un suo compagno di prigionia.

Dal momento che Gesù è morto per tutti, tutti sono morti con lui (cfr. 2 Cor 5, 14). Nel morire con Cristo, il nostro vecchio stile di vita viene relegato al passato e noi entriamo in una nuova forma di esistenza: abbondanza di vita – una vita in cui possiamo sperimentare conforto, fiducia e perdono anche nell’oggi – una vita che continua ad avere significato anche dopo la morte. Questa nuova vita è la vita in Dio.

Avendo compreso questo, Paolo sentì l’obbligo di predicare la lieta novella della riconciliazione con Dio. Le chiese cristiane condividono il medesimo mandato di proclamare il messaggio del vangelo. Dobbiamo chiederci come possiamo proclamare questo evangelo di riconciliazione alla luce delle nostre divisioni.

 

Domande per la riflessione personale

 

  • Che cosa significa che Gesù è morto per tutti noi?
  • Il pastore protestante tedesco Dietrich Bonhoeffer scrisse: “Io sono fratello di un’altra persona mediante quello che Gesù Cristo ha fatto per me: l’altra persona è diventata fratello per me mediante ciò che Dio ha fatto per lui”. In quale modo queste parole risuonano nel mio modo di vedere gli altri?
  • Quali ne sono le conseguenze per il dialogo ecumenico e interreligioso?

 

Preghiera

 

O Dio nostro Padre,

in Gesù ci hai donato colui che è morto per tutti.

Egli visse la nostra vita e morì la nostra morte.

Tu accettasti il suo sacrificio e lo facesti risorgere ad una nuova vita con te.

Concedi che noi, che siamo morti con lui,

siamo resi uno dallo Spirito Santo

e viviamo nell’abbondanza della tua divina presenza

ora e per sempre. Amen.

 

FONTE:sito

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18 gennaio 2017 3 18 /01 /gennaio /2017 13:27

Per conoscere questa santa che si festeggia il 27 Gennaio, leggi   Preghiere a Sant'Angela Merici e vita della santa

 

Novena a Sant'Angela Merici

 

18 gennaio - PREGHIERA CONTINUA E FERVENTE

 

...per mezzo della preghiera si impetra da Dio la vera grazia della vita spirituale: sicché per il continuo bisogno che si ha dell'aiuto divino, è necessario pregare incessantemente con lo spirito e con la mente... (Regola, cap. della preghiera)

...non troverete altro rimedio a questi tempi pericolosi e pe stiferi che rifugiarvi ai piedi di Gesù Cristo, perché se lui vi governerà e vi ammaestrerà, sarete [del tutto] ammaestrate... (Ricordo VII)

...sempre la principal risorsa vostra sia il ricorrere ai piedi di Gesù Cristo... (Legato ultimo)

Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo solitario e là pregava. (Me 1,35) ... anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. (Rm 8,26-27) 

Sant'Angela, ottieni a noi il dono di una preghiera continua e fervente perché possiamo essere sempre più unite a Gesù e ai nostri fratelli. Amen.

 

 

19 gennaio  - SOTTOMISSIONE ALLO SPIRITO SANTO

 

...La fortezza e il vero conforto dello Spirito Santo siano in tutte voi, affinché possiate sostenere ed attuare, virilmente e fedelmente l'impresa che vi sovrasta... (Ricordi, premessa) ...vi è necessario fare l'integrale e stabile deliberazione di sottomettervi del tutto alla Sua volontà e, con una viva e salda fede, ottenere da lui ciò che dovete operare per amor suo. E in questo perseverare costantemente, fino alla fine, qualunque cosa accada... (Legati, premessa)

...se farete fedelmente... cosi come vi detterà lo Spirito Santo... rallegratevi e state di buon volere... (Legato ultimo)

...quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità dì Dio. Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Cosi anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. (1 Cor 2,9-12) Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri. (Gal 5,22-26)

Sant'Angela, prega per noi affinché, secondo il tuo esempio, operiamo sempre seguendo l'ispirazione dello Spirito Santo e ci lasciamo liberare e trasformare dalla sua potenza d'amore. Amen

 

 

20 gennaio - AMOR DI DIO E DEI FRATELLI

 

...sforzatevi, con l'aiuto di Dio, di acquistare e di conservare in voi tal concetto e buon sentimento, cosicché siate sollecitate... dal solo amore di Dio, e dal solo zelo della salvezza delle anime. In conseguenza di ciò tutte le vostre opere ed i vostri provvedimenti, essendo cosi radicati in tale duplice carità, non potranno produrre che buoni e salutiferi frutti... (Legato I)

...abbiano Gesù Cristo come unico loro tesoro... (Ricordo V)

...Signore mio, illumina le tenebre del mio cuore... (Regola, cap. della preghiera) Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi. egli ci ha fatto dono del suo Spirito. (1 Gv 4,7-13)

Sant'Angela, che avvolgi tutte le tue Figlie di una viva carità, insegnaci a lasciarci riempire dell'amore di Dio e a donarlo ai fratelli. Amen.

 

 

21 gennaio  - CASTITÀ CONSACRATA

 

...siamo chiamate a tal gloria di vita, da essere spose del Figliolo di Dio... (Regola, proemio)

...Abbiano Gesù Cristo come unico loro tesoro... (Ricordo V)

...volontariamente, facendo sacrificio a Dio del proprio cuore... ...soprattutto, si conservi puro il cuore, e la coscienza monda da ogni cattivo pensiero, da ogni ombra di invidia, di malevolenza, di discordia, di cattivo sospetto, e da ogni altro cattivo desiderio o [cattiva] volontà... ...sia lieta, e sempre piena di carità, di fede, e di speranza in Dio... (Regola, cap. della verginità)

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. (Rm 12,1-27)

Sant'Angela, modello di amore puro, libero e forte, aiutaci a rinnovare ogni giorno la nostra consacrazione totale al Signore, in ogni azione, in ogni sguardo, in ogni sentimento del nostro cuore. Amen.

 

 

22 gennaio  - UNIONE FRATERNA

 

...che esse siano unite e concordi di volere... ...quanto pili sarete unite, tanto più Gesù Cristo sarà in mezzo a voi a guisa di padre e di buon pastore. Né altro segno vi sarà che si sia in grazia del Signore, che l'amarsi ed essere unite insieme... Ecco che l'amarsi e l'andar d'accordo insieme è segno certo che si cammina per la via buona e gradita a Dio... ...state a tal riguardo vigilanti, perché il demonio specialmente in questo vi tenderà agguati sotto apparenza di bene... (Legato X)

L'ultima parola mia... è che siate concordi, unite insieme tutte di un solo cuore e di un solo volere. State legate l'una all'altra col legame della carità... (Ricordo ultimo)

Io, che sono prigioniero per il Signore, vi scongiuro a tenere una condotta degna della vocazione a cui siete stati chiamati, con ogni umiltà, dolcezza e pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, studiandovi di conservare l'unità di spirito nel vincolo della pace. Non c'è che un solo corpo un solo Spirito, come per mezzo della vostra vocazione siete stati chiamati ad una sola speranza. Non c'è che un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Non esiste che un solo Dio e Padre di tutti, il quale è al di sopra di tutti, opera in tutti ed è in tutti. (Ef 4,1-6)

Sant'Angela, ci ripeti con Gesù che ogni grazia che domanderemo a Dio ci sarà accordata se saremo unite di cuore Insieme con te gli chiediamo di accrescere l'unione tra noi, e lo ringraziamo perché, per tua intercessione, egli ci esaudirà. Amen.

 

 

 

23 gennaio  - OBBEDIENZA

 

...l'obbedienza è nell'uomo come una grande luce, che fa essere buona ed accetta ogni opera... (Regola, cap. della obbedienza)

... [vi esorto] a fare ogni sforzo possibile per conservarvi [nello stato] al quale siete chiamate da Dio. E voi vorrete perseguire tutti quei mezzi e quei modi che sono necessari per progredire nel bene... (Regola, proemio)

...e soprattutto obbedire ai consigli e all'ispirazione, che di continuo ci detta nel cuore lo Spirito Santo.... ...obbedire a Dio, e ad ogni creatura per amor di Dio... (Regola, cap. della obbedienza) Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. (Gv 5,30) Gesù disse loro: Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. (Gv 4,34)

Sant'Angela, Madre e Maestra nostra, insegnaci la totale disponibilità al servizio di Dio e dei fratelli, la gioiosa accettazione di tutte le contrarietà della vita, e la pronta docilità agli appelli di Cristo e della sua Chiesa. Amen.

 

 

24 gennaio  - UMILTÀ E POVERTÀ

 

...Non vanamente, infatti, né senza ragione, il cuore d'un vero e prudente servo di Dio si umilia e annienta in se stesso il proprio sentire e il compiacimento della propria reputazione perché egli spera e aspetta da Dio altro diletto e gloria ed onore più veri. Per il fatto che egli crede fermamente in quello che dice il Vangelo: «Qui se humiliat, exaltabitur», cioè: «Chi si umilia, sarà esaltato». (Ricordo I) Esortiamo finalmente ciascuna ad abbracciare la povertà, non solamente quella effettiva riguardante le cose temporali, ma soprattutto la vera povertà di spirito, per la quale l'uomo spoglia il cuore da ogni affetto e speranza di cose create, transitorie, e di se stesso... ...E dice anche [il Vangelo[: «Nolite solleciti...», come se dicesse: «Non vi affannate sopra necessità temporale alcuna, poiché sa, può e vuole provvedervi solo Iddio, il quale non vuole se non il solo bene e la felicità vostri». (Regola, cap. della povertà) Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ognuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Non cerchi ciascuno il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. (FU 2,3-8)

Sant'Angela, fedele discepola del Cristo spogliato dì tutto, intercedi per noi affinché il Padre, mediante il suo Spirito, ci renda ogni giorno più conformi a suo Viglio, che, per nostro amore, ha scelto di essere un condannato a morte e di essere anche privato del conforto del Padre. Amen.

 

 

25 gennaio - FIDUCIA E PERSEVERANZA

 

...tengano per certissimo questo, che mai saranno abbandonate nelle loro necessità: Dio provvedere a loro mirabilmente. E non si perdano di speranza... (Ricordo V)

...anche se alle volte, avranno qualche tribolazione o qualche affanno, tutto passerà prestamente e si volgerà in allegrezza ed in gaudio... (Ricordo V)

...e voi vorrete perseguire tutti quei mezzi e quei modi che sono necessari per progredire nel bene e per perseverare in tale stato fino alla fine: poiché in nessun caso è sufficiente l'avvio senza la perseveranza... (Regola, proemio) Io ritengo infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità — non per suo volere ma per volere di colui che l'ha sottomessa — e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo, poiché nella speranza noi siamo stati salvati. (Rm 8,18-24)

Sant'Angela, nella tua debolezza si è manifestata la potenza di Dio; ottieni a noi la certezza che potremo compiere bene le opere incominciate se non perderemo mai la fede e la speranza. Amen.

 

 

26 gennaio - DINAMISMO APOSTOLICO

 

...fate, muovetevi, credete, sforzatevi, sperate, gridate a lui col cuor vostro: e senza dubbio vedrete cose mirabili indirizzando tutto a lode e gloria della sua Maestà e a vantaggio delle anime... (Ricordi, premessa)

...se, in accordo coi tempi e le necessità accadesse di dar nuovi ordini o di [dover] fare altrimenti qualche cosa, fatelo... (Legato ultimo)

...pregate e fate pregare, affinché Dio non abbandoni la sua Chiesa, ma la voglia riformare come a lui piace... (Ricordo VII)

Egli allora chiamò a sé i dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. (Le 9,1) Pregate in ogni tempo, con ogni forma di orazione e di supplica, per mezzo dello Spirito. Anzi vegliate, per questo, con assidua perseveranza e pregate per tutti i santi. Pregate anche per me, affinché Dio mi apra la bocca e mi dia parole efficaci per annunziare arditamente il mistero del Vangelo... (Ef 6,18-19)

Sant'Angela, per la tua disponibilità all'azione dello Spirito Santo hai contribuito all'avvento del Regno di Dio nel mondo e alla riforma della Chiesa. Che il Santo Spirito trovi in ciascuna di noi questa stessa disponibilità a lavorare con generosità, ove il Signore vorrà inviarla a cantare la sua gloria e ad aiutare i fratelli. Amen

 

 

Il giorno della Santa si recita questa Lode di ringraziamento

 

27 gennaio - RINGRAZIAMENTO E LODE

 

...sappiate che ora [che son morta], son più viva che non fossi quando ero in questa vita, e più vedo e più mi sono care e gradite le opere buone che di continuo vi vedo fare, e ora più voglio e più posso aiutarvi e farvi del bene in ogni senso... (Ricordi, premessa) Poiché... Dio vi ha concesso la grazia di separarvi dalle tenebre di questo misero mondo e di unirvi insieme al servizio della sua divina Maestà, dovete rendergli infinite grazie per aver concesso a voi, particolarmente, un dono cosi singolare... (Regola, proemio) Egli ci ha predestinati ad essere figli adottivi per mezzo di Gesù Cristo, secondo il beneplacito del suo volere, a lode della sua grazia meravigliosa, di cui ci ha favoriti nel suo Figlio diletto. (Ef. 1,5-6) State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. (1 Tess 5,16-22) E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. (Rm 15,5-6) Magnificat ! (Le 1,46-51) L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore...

 

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18 gennaio 2017 3 18 /01 /gennaio /2017 01:30

 

VITA DELLA SANTA

Nacque nel 1242 da Bela IV re d’Ungheria e dalla regina Maria di origine bizantina, probabilmente nel castello di Turòc. Nel 1252 fu condotta al monastero delle Domenicane di s. Maria nell’Isola delle Lepri sul Danubio presso Buda, fondato da suo padre. Qui fa la sua professione religiosa nel 1254 e prende il velo nel 1261. Pregava continuamente sempre con le stesse preghiere, riservando particolare devozione alla Passione di Cristo e all’Eucaristia. Non aveva una grande cultura appena un po’ sopra il livello del saper leggere e scrivere. Margherita si faceva leggere le Sacre Scritture e si affidava alla guida spirituale del suo confessore, il domenicano Marcello, già Provinciale d’Ungheria. Aveva uno smisurato amore per la povertà, il quale unito alla sua vita ascetica la portò ad elevarsi in un grado di vicinanza a Dio da meritare il dono delle visioni. E’ stata una delle più grandi mistiche medioevali d’Ungheria. Morì il 18 gennaio 1270 nel suo convento dell’Isola delle Lepri, presso Budapest, la sua tomba divenne meta di pellegrinaggi, mentre avveniva uno dei miracoli attribuitegli, i presenti erano più di tremila. Un anno dopo la sua morte, il fratello Stefano V re d’Ungheria chiese al papa Gregorio X un’inchiesta sulla santità della sorella, cosa che avvenne, ma i testi di questo primo processo non sono conservati. Un secondo processo fu indetto da papa Innocenzo V nel 1276 ma anche questi atti sono scomparsi, ne rimase una copia nel convento domenicano in Ungheria. Nel frattempo in patria, Margherita era già venerata come una santa. Nel ‘600 si ritornò a sollecitare Roma per la dichiarazione ufficiale ma bisogna arrivare al 1729 dopo una ricognizione delle reliquie che esce fuori insieme ad esse la copia conservata dalle suore del 1276, fonte principale per la vita della santa, essendo irreperibili tutti i documenti ufficiali precedenti. Nel frattempo le reliquie erano state trasferite a causa dell’invasione turca, dal convento di Isola delle Lepri a quello delle Clarisse di Presburgo nel 1618. Pur tardando il riconoscimento ufficiale, il culto per s. Margherita fu esteso all’Ordine Domenicano e alla Diocesi di Transilvania nel 1804. Durante l’800 la festa si estese a tutte le Diocesi ungheresi, poi dietro le richieste di alcuni cardinali e dell’Ordine Domenicano fu concessa la canonizzazione equipollente da papa Pio XII nel 1943. La sua immagine è frequentissima nell’iconografia italiana e ungherese.

"...Quando riceveva la S. Comunione (a quei tempi avveniva 15 volte l’anno) fin dalla vigilia digiunava e manteneva un rigoroso silenzio, passava la notte umiliandosi davanti a Dio e trascorreva anche il giorno successivo senza cibo e lontana da ogni conversazione. Queste austerità sembrano a noi, oggi, quasi inconcepibili, ma provenivano dall’intenso amor di Dio che spingeva Margherita alla ricerca della completa unione spirituale con Lui e si traduceva in impetrazione per il bene della Nazione e in riparazione per i peccati del popolo. Il suo tenore di vita era « morte » per la natura e per il mondo esterno, ma era « vita vera » , intensa e purissima, in Cristo Gesù A ventotto anni Margherita, spossata dalle penitenze e dalle fatiche, era pronta per l’ultimo sacrificio: quello della sua vita..."

 

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17 gennaio 2017 2 17 /01 /gennaio /2017 00:00

Oggi termina la novena iniziata il  9 Gennaio : inizio della Novena a Sant'Antonio Abate . Eco alcune preghiere dedicate al Santo protettore degli animali.

 

s-antonio-abate

 

Preghiera a San'Antonio Abate [ 1 ]

 

Glorioso S. Antonio, come ci edifica e commuove il vostro esempio! Seguendo il consiglio del Vangelo, rinunciaste alle ricchezze e agli agi ritirandovi nel deserto. Poi, benché vecchio, con la sete del martirio in cuore, lasciaste la solitudine per convertire gli infedeli e rinforzare nella fede i cristiani vacillanti. Vi preghiamo di ottenerci lo zelo nella fede, l'amore alla Chiesa, e la perseveranza nel bene. Vorremmo chiedervi anche l'eroismo di osservare i consigli evangelici per essere associati con maggior merito alla vostra gloria in Cielo. 

 

 

Preghiera a San'Antonio Abate [ 2 ]


Ti prego di intercedere per me
affinchè possa sentire il fascino della chiamata evangelica
ed abbia la forza di rispondere prontamente come hai fatto tu.
Aiutami a seguire la strada dell'umiltà, della pazienza,
della vita sobria e austera, della preghiera assidua.
Voglio imparare ad andare nel "deserto" 
per essere in comunione con Dio, 
più pronto a vincere le tentazioni 
e più disponibile verso i miei fratelli.
Proteggi e custodisci i nostri animali, 
perchè ce ne serviamo nel rispetto della natura.
Aiutami a diventare Santo.
Amen.

 

 

Preghiera a San'Antonio Abate [ 3 ]

Gloriosissimo S. Antonio,
esempio luminoso di penitenza e di fortezza cristiana, 
ardente di zelo per la salvezza delle anime 
e di carità per il bene del prossimo,
Voi che otteneste da Dio la speciale virtù di liberare l'aria,
la terra, il fuoco e gli animali da ogni morbo e da ogni malefica influenza, 
fate che con una santa vita imitiamo le vostre eroiche virtù
e che anche quaggiù in terra sperimentiamo
il vostro valevole patrocinio, ricevendo copiosissime
le vostre benedizioni su tutto ciò che serve 
per la nostra alimentazione e pei nostri lavori,
sui corpi e sulle anime nostre.
Così sia.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 

 

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16 gennaio 2017 1 16 /01 /gennaio /2017 13:40

santo-onorato.JPG

 

 

Preghiera a  Sant'Onorato di Fondi

 

O Dio, che hai chiamato Sant’Onorato a illuminare la comunità cristiana con la parola e a formarla con la testimonianza della vita, fa che custodiamo la fede che ci ha insegnato e seguiamo la via che Egli ha tracciato con l’esempio. Amen.

 

 

VITA DEL SANTO

Nato da un colono patrizio romano di nome Venanzio, si distinse fin dalla fanciullezza per la rinunzia ai beni terreni per quelli del mondo celeste. Era ancora ragazzo, infatti, quando si votò all’astinenza perpetua: dalle carni, dalle bevande, dalle ricchezze, dai piaceri; da tutto insomma, e per tutta la vita. E a quel voto si mantenne sempre fedele, come conferma il suo primo biografo, San Gregorio Magno. In seguito Onorato costruì un monastero in territorio di Fondi, lungo la via Appia, ne divenne l’Abate e vide porsi sotto la sua guida molti religiosi ai quali insegnò i segreti della perfezione evangelica. Riuscì ad unirne ben 200, che seguirono volentieri il suo ammaestramento mettendosi alle sue dipendenze, dandosi la regola di vita che si può sintetizzare nel noto”ora et labora”. A Fondi Santo Onorato con la sua austera vita di santo e con la grandiosa opera divenne per secoli un luminoso faro di fulgida luce che illuminò tutto il territorio, anche quello oltre i nostri confini. Radunò genti disperse intorno alle mura del monastero, cambiò le loro feroci e rozze abitudini insegnando l’arte della pace, la dignità e la santità del lavoro. Seppe vincolare i suoi confratelli allo studio, alla comunità sociale, al fiorente cristianesimo, alla liturgia sacra, ai misteri divini. La fiorente vita del monastero fu dovuta anche alla sua posizione strategica posto sopra la sorgente dell’antico fiume Ligola, oggi san Magno, allo sbocco della Valle Vigna in direzione nordsud ai piedi dell’antica Acquaviva, cioè Vallecorsa Vecchia, di cui restano ancora oggi imponenti rovine sulla sommità del colle che divide la valle di Fondi da quella del Sacco. Di qui passavano per secoli carovane di mercanti e di pastori con perenne scambio di attività e di occasioni di vita e di crescita. La morte di Santo Onorato viene collocata verso il 530 oppure 540; il suo corpo riposò nella sua abbazia fino al 1215, quando il vescovo Roberto da Priverno fece trasferire le sue spoglie nella chiesa cattedrale di S.Pietro di Fondi.

 

 

 

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16 gennaio 2017 1 16 /01 /gennaio /2017 13:40

 

Preghiera a San Marcello

 

Padre Santo, che hai dato al santo Papa e martire Marcello la gioia di partecipare alla passione di Cristo, vieni in aiuto alla nostra debolezza, e, come lui non esitò a morire per te, concedi anche a noi di vivere da forti nella testimonianza del tuo nome. Amen.

 

 

VITA DEL SANTO

 

Marcello è rappresentato in un atteggiamento davvero insolito per un papa: in una stalla mentre accudisce cavalli e muli. E potrà stupire sapere che lo si considerava di stallieri e palafrenieri. È evidente l'ispirazione alla leggenda così proposta da Jacopo da Varagine nella sua celebre Leggenda aurea: « Marcello, essendo a Roma Sommo Pontefice e riprendendo Massimiano per la sua crudeltà contro i cristiani, mentre diceva Messa nella casa di una patrizia romana, l'imperatore adirato fece di tale casa una stalla di bestie e vi condannò il detto Marcello a guardare e servire gli animali, nel qual servizio, dopo molti anni, si riposò in pace». E la leggenda, che non lascia mai le cose a metà, vuole che la patrizia romana di cui si parla fosse la celebre Lucina e che la sua casa trasformata in stalla fosse sita esattamente nel luogo in cui si trova attualmente la chiesa di S. Marcello al Corso, uno degli antichi « titoli » della città. In verità la chiesa attuale è stata edificata, invertendone l'orientamento, su una chiesa bruciata nel 1519 e che era sorta forse al principio del IV sec. proprio sul «catabulum », la stazione centrale dei servizi di posta, e in occasione di recenti restauri si è trovata sotto l'altare maggiore una lamina di piombo con un'epigrafe del sec. X-Xll che parla del «corpo di S. Marcello papa e martire, Largo e Smaraldo [sic] martiri e di altri». In realtà di S. Marcello non si sanno molte cose con sicurezza, e c'è stato qualche critico che ne ha persino messo in dubbio l'esistenza, ritenendolo uno sdoppiamento di S. Marcellino, divenuto papa nel 296 e morto martire nel 304 e dopo del quale è accertato che vi fu la sede vacante per qualche anno, finché nel 309 venne eletto S. Eusebio. Ma l'affermazione è chiaramente eccessiva. Gli estensori del calendario rinnovato, pur relegando la memoria di S. Marcello ai calendari particolari, non essendo egli un santo d'importanza universale (come suggerisce il documento conciliare Sacrosanctum concilium, n.111), e pur chiarendo che egli non morì martire, ne ricordano la qualifica di papa e la morte avvenuta a Roma nel 309.

Duplice fu l'impegno del breve pontificato di S. Marcello: la ristrutturazione delle «parrocchie» romane devastate dalla feroce persecuzione di Diocleziano e il rigore nei confronti dei cosiddetti «lapsi», che pretendevano di essere ammessi ai sacramenti senza compiere la prescritta penitenza.

 

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