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22 settembre 2017 5 22 /09 /settembre /2017 23:01

padrepio.jpg

 

Preghiera a San Pio del Santo Padre Giovanni Paolo II 

 

Insegna anche a noi, ti preghiamo, l’umiltà del cuore per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo ai quali il Padre ha promesso di rivelare i misteri del suo Regno.

Ottienici uno sguardo di fede capace di riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto stesso di Gesù.

Sostienici nell’ora del combattimento e della prova e, se cadiamo, fa che sperimentiamo la gioia del sacramento del perdono.

Trasmettici la tenera devozione verso Maria, Madre di Gesù e nostra.

Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno Verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi per contemplare in eterno la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

 

 

Preghiera a San Pio da Pietrelcina

(di Mons. Angelo Comastri)

 

Padre Pio, tu sei vissuto nel secolo dell'orgoglio e sei stato umile. 

Padre Pio tu sei passato tra noi nell'epoca delle ricchezze 

sognate, giocate e adorate:e sei rimasto povero.

Padre Pio, accanto a te nessuno sentiva la voce: e tu parlavi con Dio;

vicino a te nessuno vedeva la luce: e tu vedevi Dio. 

Padre Pio, mentre noi correvamo affannati, 

tu restavi in ginocchio e vedevi l'Amore di Dio inchiodato ad un legno, 

ferito nelle mani, nei piedi e nel cuore: per sempre! 

Padre Pio, aiutaci a piangere davanti alla croce, 

aiutaci a credere davanti all'Amore, 

aiutaci a sentire la Messa come pianto di Dio, 

aiutaci a cercare il perdono come abbraccio di pace, 

aiutaci ad essere cristiani con le ferite 

che versano sangue di carità fedele e silenziosa: 

come le ferite di Dio! Amen. 

 

 

 

 

Preghiera a San Pio da Pietrelcina
(di Sua Ecc.za Mons. Vincenzo D'Addario)
 
O Dio,
che a san Pio da Pietrelcina,
sacerdote cappuccino,
hai dato l’insigne privilegio
di partecipare, in modo mirabile,
alla passione del tuo Figlio,
concedimi,
per sua intercessione,
la grazia .............
Che ardentemente desidero;
e soprattutto donami
di essere
conforme alla morte di Gesù
per giungere poi
alla gloria della risurrezione.

 

 

 

Invocazione a San Pio da Pietrelcina

si ripete per tre volte :

 

" O Padre Pio, luce di Dio,

prega Gesù e la Vergine Maria per me

e per tutta l'umanità sofferente. Amen. "

 

 

 

 

Coroncina al Sacro Cuore di Gesù recitata da San Pio :

 

(1)

O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia…

 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.      

 

 

S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

(2)

O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre Tuo, nel Tuo nome, io chiedo la grazia...

 

      Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.      

 

 

S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

 

(3)

O mio Gesù, che hai detto "in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!" ecco che appoggiato all’infallibilità delle Tue sante parole io chiedo la grazia…

 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.      

 

 

S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

 

 

O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell’ Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre, S. Giuseppe, Padre Putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.
 

 

Salve Regina

Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.

 

 

 

 

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21 settembre 2017 4 21 /09 /settembre /2017 22:09

 

La preghiera dell’Atto d‘amore

(Imprimatur Uff. Liturgico Roma, 29.11.2013)


Gesù, Maria, Vi amo! Salvate le anime dei sacerdoti, salvate anime,
Ve lo chiediamo supplichevoli, e concedeteci di poter ripetere
quest’Atto d’amore mille volte, ad ogni respiro,
ad ogni palpito del cuore.

 

 

 

Attraverso l’Atto d’amore ciascuno può supplicare ed ottenere dalla Misericordia di Dio la salvezza di migliaia di anime, ad ogni respiro, ad ogni battito del cuore. È la promessa di Gesù, ottenuta dalla Vergine Maria e riferita alla mistica Justine Klotz.

 

Nell’anno 1917 Justine Klotz aveva 28 anni. Un giorno si trovava ai piedi del crocifisso, in casa sua, assorta in preghiera, quando sentì nel suo cuore uno squillare lento di campanelle accompagnato dalle parole: “Tu sei Mia ed Io sono tuo! Tu sei Mia ed Io sono tuo!“. Le sentì più volte, per un lungo momento. Dopo di che ella, in ginocchio, rivolta alla croce, promise al Salvatore: “O Salvatore, solo per Te, solo per Te!” Subito provò un così forte dolore nell’anima che le mancò quasi il respiro, tanto che le parve di dover morire.

Fu quello l’inizio delle sue esperienze mistiche “straordinarie” e al con­tempo il vero inizio del suo calvario. Ella viveva una vita piena di sacrifici, nel nascondimento, nell’umiltà e nella preghiera. La sua vita privata non era priva di spine e talvolta ne era talmente provata da sembrarle impossi­bile poter fronteggiare ancora le difficoltà che quotidianamente le si presen­tavano.

 

 

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19 settembre 2017 2 19 /09 /settembre /2017 21:18

S-gennaro.jpg

 

PREGHIERA A SAN GENNARO

 

O martire invitto e mio potente avvocato San Gennaro, 

io umile vostro servo mi prostro innanzi a voi, e ringrazio 

la Santissima Trinità della gloria che vi ha elargita nel Cielo, 

e della potenza che vi comunica sulla terra

a pro di quelli che a Voi ricorrono.

Mi compiaccio soprattutto per quel miracolo

strepitoso che dopo tanti secoli si rinnova nel vostro sangue, 

già versato per amore di Gesù, e per tale singolare privilegio 

vi prego di soccorrermi in ogni mia bisogna e specialmente 

nelle tribolazioni che adesso mi straziano il cuore. Così sia.

 

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17 settembre 2017 7 17 /09 /settembre /2017 00:13

Ieri si è conclusa la

 

 

Litanie a San Stanislao di Gesù e Maria in lingua inglese

(for private devotion)

 

Lord, have mercy. 
Christ, have mercy. 
Lord have Mercy. 
Christ, hear us. 
Christ graciously hear us. 

God, the Father of Heaven, have mercy on us. 
God, the Son, Redeemer of the world, 
God, the Holy Spirit, 
Holy Trinity, One God, 

Holy Mary, Immaculate Mother and Queen of 
the Marian Order, pray for us. 
Saint Stanislaus of Jesus and Mary Papczyński, 
Lover of the Cross of Christ, 
Willing to accept martyrdom for Christ and the faith, 
Adorer of the Most Blessed Sacrament, 
Submissive to the inspirations of the Holy Spirit, 
Chosen son of the Immaculate Virgin Mary, 
Propagator of the mystery of the Immaculate Conception, 
Faithful imitator of the virtues of 
the Immaculate Mother of Christ, 
Founder of the Marians of the Immaculate Conception 
Apostle of the love of God and of neighbor, 
Man of great trust, 
Model of purity, poverty, and obedience, 
Zealous defender of evangelical poverty, 
Model of a life of continuous conversion and penitence, 
Servant of the Divine Mercy, 
Zealous intercessor for the suffering Souls in Purgatory, 
Companion to the dying on the battlefield, 
Solicitous friend of the poor, 
Apostle of temperance, 
Prudent director in matters of conscience, 
Master of prayer and the spiritual life, 
Tireless herald of the word of God, 
Teacher of the truths of faith and ways of holiness, 
Promoter of peace and unity, 
Defender of the newly conceived life, 
Intercessor before God, 
Rejoicing with Christ and the Immaculate Virgin in heaven. 

Lamb of God, Who takes away the sins of the world. 
Spare us, O Lord. 
Lamb of God, Who takes away the sins of the world. 
Hear us, O Lord. 
Lamb of God, Who takes away the sins of the world. 
Have mercy on us. 

V. Behold a faithful and wise servant, 
R. Whom the Lord rewarded with glory. 



Let us pray: 


O God, you called Your servant Saint Stanislaus of Jesus and Mary to spread the honor of the Immaculate Mother of Your Son and to assist the deceased undergoing purification, grant, we pray, that after his example and through his intercession we may strive for holiness through deeds of mercy, and so give you glory. Through Christ Our Lord. Amen.

 

 

VITA DEL SANTO

 

Jan Papczyński, in religione Stanislao di Gesù e Maria (Podegrodzie, 18 maggio 1631, Góra Kalwaria,17 settembre 1701), è stato un religioso polacco, fondatore della congregazione dei Chierici Mariani.Beatificato nel 2007, è stato proclamato santo da papa Francesco nel 2016.

Stanislao di Gesù e Maria (nome di battesimo Jan [Giovanni]) - sacerdote e fondatore del primo ordine maschile fondato nella Res Publica Polono-Lituana chiamata delle Due Nazioni - ritenuto un rappresentante creativo della scuola polacca di spiritualità, in particolare dalla sua caratteristica che è dedita alla contemplazione della passione di Gesù e quella mariana, e sensibile alle ingiustizie sociali, viene proclamato beato il 16 settembre in Polonia, nel santuario mariano di Lichen. "Due sono le doti di cui si ornano e risplendono i santi istituti [religiosi]: la virtù e l'istruzione" - così, Padre Papczynski, verso il termine della vita (1690) scrisse in una delle sue lettere caratterizzando con ciò anche la propria vita. Nacque a Podegrodzie, nei pressi di Nowy Sacz, in una famiglia numerosa, il 18 maggio 1631, ai tempi in cui la Repubblica di Polonia, uno dei più grandi Stati dell'Europa d'allora, con il territorio di quasi un milione di chilometri quadrati, godeva con orgoglio della propria potenza e del proprio splendore. Suo padre Tomasz era contadino e anche un apprezzato fabbro che, per alcuni anni, fu sindaco del villaggio ed ebbe cura della chiesa di Podegrodzie. Sua madre, nata Tacikowska, era una donna pia e industriosa. I genitori, relativamente benestanti considerando il loro status sociale, non risparmiarono forze e mezzi per una solida educazione ed istruzione del figlio, il quale non senza numerose difficoltà, studiò nei collegi degli Scolopi e dei Gesuiti, interrompendo più volte gli studi, inizialmente perché non ce la faceva, successivamente a causa delle guerre e delle epidemie che infestavano il paese. Così, tra l'altro, nell'anno 1648, a causa dell'epidemia che imperversava a Lviv, si ammalò gravemente di una malattia dalla quale, grazie all'aiuto di persone a lui estranee, fu guarito quasi miracolosamente; nel 1650 interruppe gli studi a Podoliniec (attualmente in Slovacchia), poiché l'epidemia, proveniente dall'Ungheria costrinse le autorità a chiudere il collegio degli Scolopi; nel 1651, a sua volta, dovette, insieme agli altri alunni del collegio dei Gesuiti, fuggire da Lviv, poiché dopo la sconfitta dell'esercito del re presso Batoh, l'esercito cosacco si stava avvicinando alla città; così pure dovette interrompere gli studi di teologia, quando nel mese di maggio 1656, a causa della guerra con la Svezia, scoppiò una battaglia per conquistare la città. Occupò con il lavoro fisico nella fattoria, gli intervalli nello studio.

La prima vocazione

Dopo aver terminato lo studio della retorica e il corso biennale di filosofia nel collegio gesuita a Rawa Mazowiecka, all'età di 23 anni, Giovanni entrò nell'ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (Scolopi), nonostante gli intensi sforzi della madre e della famiglia per farlo sposare. Egli conobbe gli Scolopi - che sin dall'anno 1642 avevano iniziato la loro opera nella Repubblica di Polonia e nel frattempo erano già riusciti ad ottenere un largo riconoscimento - prima, negli anni 1649-1650, quando studiava nel loro collegio di Podoliniec. La sua decisione fu fatta con ponderazione e scaturì dalla fede. Nel noviziato ricevette il nome in religione di Stanislao di Gesù e Maria. Durante il primo anno del noviziato fece tali progressi nella vita religiosa che con l'inizio del secondo anno venne mandato agli studi teologici a Varsavia, dove il 22 luglio 1656 emise i tre voti semplici: di castità, di povertà e di obbedienza e il giuramento di perseverare nell'ordine sino alla fine della vita. Alcuni giorni più tardi, dopo aver ricevuto gli ordini minori e quelli di suddiaconato, dovette abbandonare il convento insieme con altri Scolopi, poiché sotto le mura di Varsavia si scatenò la battaglia contro l'esercito svedese. All'inizio dell'anno 1658, al fratello Stanislao venne affidato l'insegnamento di retorica nel collegio locale. Trasferito dopo due anni a Rzeszów, ricevette lo stesso compito in un nuovo collegio. Il 12 marzo 1661 venne ordinato sacerdote dal Vescovo di Przemysl, Stanislaw Sarnowski. Dopo tre anni di lavoro come professore di retorica a Rzeszów fu trasferito a Varsavia.

In cerca della perfezione

Ricevuti gli ordini sacri, Stanislao di Gesù e Maria, con tutto lo zelo e la passione a lui propria, si impegnò nel lavoro pastorale. Prima ancora dell'ordinazione cominciò ad insegnare retorica. Già sin dall'anno 1663, P. Papczynski divenne famoso a Varsavia non soltanto come professore di retorica, ma anche come maestro di vita spirituale: predicatore e confessore. Pubblicò alcune prediche, stampate tra le altre nel volume: Orator crucifixus (1670), in forma di meditazione delle ultime sette parole di Cristo. Fu anche un instancabile propagatore del culto dell'Immacolata Concezione di Maria, dirigendo una confraternita in suo onore, nella chiesa degli Scolopi a Varsavia. Insieme con alcuni confratelli che tendevano al ritorno dell'osservanza regolare prendeva posizione, in modo deciso ed intransigente, contro i superiori ed altre persone, inclini al lassismo. Da parte di altri confratelli, tuttavia, giunsero delle accuse di sovversivismo e di ribellione. Questo periodo di tempo della sua vita egli lo chiamò "un martirio di lunga durata". Nella croce di Cristo cercò la forza e il sostegno. Da queste prove nacque il libro Christus patiens, che è una raccolta di meditazioni sulla passione del Signore in base ai passi del Vangelo attinenti a questo tema. Infine, spinto da un vero amore, desiderando il ritorno della pace nella provincia divisa a causa delle controversie che erano sorte, nell'anno 1669 chiese il permesso di lasciare l'ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie e lo ottenne in base al breve apostolico dell'11 dicembre 1670.

Fondatore dei mariani

Mentre stava ricevendo l'indulto per l'abbandono, nella residenza degli Scolopi di Kazimierz, presso Cracovia, P. Stanislao inaspettatamente, davanti a tutte le persone presenti, lesse l'Oblatio, cioè l'atto di totale donazione a Dio Trino e Uno e alla Madre di Dio Maria Immacolata, preparato in anticipo, e annunciò l'intenzione di fondare la "Società dei Sacerdoti Mariani dell'Immacolata Concezione". Allo stesso tempo fece la professione di fede nell'Immacolata Concezione e il cosiddetto "voto di sangue", cioè la disponibilità a difendere questa verità di fede fino al sacrificio della vita. Confessò in seguito di aver fatto, per divina ispirazione, l'atto di Offerta, e che la "visione" del nuovo ordine "si era formata nella [sua] mente per opera dello Spirito di Dio". Con l'aiuto del Vescovo di Poznan, Stefan Wierzbowski, si stabilì nel territorio della sua diocesi, nella tenuta di famiglia Karski, a Lubocza, nella regione di Masovia e nell'anno 1671 vestì l'abito bianco in onore dell'Immacolata Concezione. Nel frattempo preparò la nuova regola, chiamandola Norma vitae, per la futura congregazione. Per dare inizio al proprio istituto si recò in una piccola comunità di eremiti nella Foresta di Korabiew (oggi Foresta Mariana) e propose la sua visione della vita religiosa. Con il Decreto di Mons. Stanislaw Swiecicki, durante la visita canonica dell'arcidiaconato varsaviense nella diocesi di Poznan, i "Mariani Eremiti" ricevettero l'approvazione ecclesiastica, il 24 ottobre 1673. Nel 1677 il Vescovo Stefan Wierzbowski donò ai mariani la chiesa del Cenacolo nella Nuova Gerusalemme (oggi Góra Kalwaria), accanto alla quale sorse il secondo convento.

Formazione del carisma

Sebbene la spiritualità dell'Ordine dei Mariani riflettesse in qualche modo la spiritualità e la mentalità della Chiesa polacca, allo stesso tempo si poteva notare che il Fondatore dei mariani non voleva essere un semplice continuatore di una tale devozione mariana. Concentrò la sua attenzione sul mistero dell'Immacolata Concezione, trovando in esso, in un certo senso, il cuore del cristianesimo: il dono gratuito dell'infinito amore di Dio per l'uomo, meritato da Cristo, accolto da Maria come la prima tra i credenti, in un totale amore e in una totale sottomissione a Dio, per tutta la Sua vita. Nell'imitazione della vita evangelica di Maria, vedeva la fondamentale forma del culto all'Immacolata Concezione. La sua sensibilità all'azione dello Spirito Santo e ai segni dei tempi, in particolare alla sorte dei più poveri, fecero sì che nell'anno 1676, al fine originale dell'ordine aggiungesse ancora la preghiera per i defunti, in modo particolare per i soldati caduti e per le vittime della peste. I biografi di p. Stanislao descrivono numerose esperienze mistiche avute dal Beato riguardanti il purgatorio, durante le quali provava le sofferenze dei defunti sottoposti alla purificazione. Il fondatore dei mariani si prestava anche ad aiutare i parroci nel lavoro pastorale e si dedicava con slancio a questa attività. P. Stanislao si dedicò anche con zelo alle opere di misericordia, sia di carattere spirituale che materiale. Secondo varie testimonianze, liberava da diversi malanni le persone che andavano da lui e le aiutò anche in modo miracoloso. Per queste ragioni, ancora in vita, fu ritenuto santo e chiamato "padre dei poveri" e "apostolo di Masovia". Vedendo poi che una delle conseguenze della miseria morale di quel tempo era diventato l'alcolismo, usato sia per lenire la disperazione a motivo delle incessanti sconfitte e delle sventure pubbliche e personali di quel tempo, sia per l'obbligo imposto dalla nobiltà ai contadini di acquistare l'alcol, per uscire dalla crisi economica, esortava i fedeli alla vita sobria, e ai mariani proibì severamente l'uso dell'acquavite. Per ottenere l'approvazione pontificia, nell'anno 1690, si recò a Roma in compagnia di Joachim Kozlowski, purtroppo arrivò proprio per la morte di Papa Alessandro VII. Nel periodo d'attesa per l'elezione del nuovo pontefice, si ammalò e dovette tornare in patria. Riuscì soltanto ad ottenere il consenso dei francescani osservanti per l'aggregazione e la protezione dell'Ordine dei Mariani, che aveva chiesto nel 1691, cercando di garantire alla nuova comunità uno sviluppo sicuro e stabile. Dopo il ritorno in Polonia, convinto ormai dell'approssimarsi della morte, scrisse il Testamento; invece la sua salute si ristabilì e continuò a guidare la congregazione che si andava sviluppando. Nella primavera del 1698, poiché egli stesso non si sentiva di farlo, inviò a Roma il procuratore generale Kozlowski con il compito di ottenere l'approvazione pontificia e nell'autunno dello stesso anno accettò una nuova fondazione a Golizna, nella regione di Masovia. Nell'anno 1699 Kozlowski ottenne l'approvazione pontificia per i mariani, dopo aver accettato la Regula decem beneplacitorum. Il 24 novembre 1699, Innocenzo XII approvò giuridicamente i mariani come ultimo ordine dei chierici regolari nella storia della Chiesa, raccomandando al Nunzio Apostolico di Varsavia di ricevere nelle sue mani i loro voti religiosi. Papczynski, fino alla morte, fu superiore generale. Consapevole di aver compiuto la propria missione ripeteva spesso le parole: "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola". Fino agli ultimi istanti conservò la lucidità di mente. Morì il 17 settembre 1701, nel convento di Góra Kalwaria, pronunciando le parole: "Nelle tue mani, Signore, consegno il mio spirito", benedicendo prima i suoi confratelli, esortandoli all'osservanza della regola e delle costituzioni ed esprimendo il desiderio ardente di unirsi a Cristo.

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15 settembre 2017 5 15 /09 /settembre /2017 23:00

REGINADELLAPACE.jpg

Giovanni Paolo II durante l' Omelia della Messa nello stadio di Mbabane, Swaziland il 16 settembre 1988 affermò che :

La Regina della pace è colei che desidera servire - che desidera soprattutto essere al servizio della missione di riconciliazione e di pace che Gesù suo Figlio ha portato nel mondo. Lei - la Madre del Re della pace - desidera soprattutto servire ed intercedere in modo tale che «la nostra terra darà il suo frutto», il frutto della pace con Dio e tra tutti i popoli. Maria - Regina della pace - desidera soprattutto servire, perché «servire Dio è regnare»

Maria, quindi, è colei che desidera essere al servizio della missione di riconciliazione e di pace del Figlio. Quest’ultimo brano ci introduce alla funzione di Maria come colei che desidera servire ed intercedere per la pace con Dio e tra tutti i popoli: è Regina della pace a motivo di ciò.

Il Papa, in occasione della Recita dell’Angelus (2 gennaio 1994), invitò i fedeli a rivolgersi a Maria, Madre e Regina della Pace, sottolineando che Lei mai ha smarrito la pace del cuore e invocando il suo aiuto per le famiglie del mondo intero perché indicasse loro la via sicura dell’amore e della pace:

Invochiamo Maria, Madre e Regina della Pace. Ella, durante la sua vita terrena, ha conosciuto non poche difficoltà, legate alla quotidiana fatica dell’esistenza. Ma mai ha smarrito la pace del cuore, frutto anche della santità e della serenità di quel singolare focolare domestico. Voglia Ella indicare alle famiglie del mondo intero la via sicura dell’amore e della pace

Ecco una preghiera con la quale chiediamo a Maria di intercedere per la pace nel mondo, che in queste ore è messa a dura prova...


Preghiera a Maria, Madre e Regina della pace

 

Aiutaci, dolce Vergine Maria, aiutaci a dire: ci sia pace per il nostro povero mondo. Tu che fosti salutata dallo Spirito della Pace, ottieni pace per noi. Tu che accogliesti in te il Verbo della pace, ottieni pace per noi. Tu che ci donasti il Santo Bambino della pace, ottieni pace per noi. Tu che sei vicina a Colui che riconcilia e dici sempre sì a Colui che perdona, votata alla sua eterna misericordia, ottieni a noi la pace. Astro clemente nelle notti feroci dei popoli, noi desideriamo la pace. Colomba di dolcezza tra gli avvoltoi dei popoli, noi aspiriamo alla pace. Ramoscello di ulivo che germoglia nelle foreste bruciate dei cuori umani, noi abbiamo bisogno di pace. Perchè siano finalmente liberati i prigionieri, gli esiliati ritornino in patria, tutte le ferite siano risanate, ottieni per noi la pace. Per l’angoscia degli uomini ti chiediamo la pace. Per i bambini che dormono nelle loro culle ti chiediamo la pace. Per i vecchi che vogliono morire nelle loro case ti chiediamo la pace. Madre dei derelitti, nemica dei cuori di pietra, stella che risplendi nelle notti dell’assurdo, ti chiediamo la pace.

 

 

immasfondo.jpg

 

La seguente supplica la può pregare chiunque ha aderito ai richiami di Maria Regina della Pace. In essa può ritrovare il proprio “volto” di figlio/figlia di Maria Regina della Pace e rinnovare gli impegni spirituali come una esigenza di risposta all’Amore ricevuto per mezzo della Madre Maria. Nella Comunità di Sardegna la Supplica si prega in occasione della veglia del primo sabato del mese assieme alla parte centrale della formula di consacrazione a Gesù per mezzo di Maria di San Luigi M. Grignon di Montfort.

 

Supplica alla Regina della pace

scritta da Padre Davorin Dobaj 

 

O Madre di Dio e Madre nostra Maria, Regina della Pace, con te lodiamo e ringraziamo Dio che ti ha donata a noi quale nostra vera Madre che ci mostri la strada della Pace e della nostra salvezza, e quale Regina che ottieni per noi dal Signore i beni della pace e della riconciliazione.


In molti modi tu ci parli, ci proteggi e intercedi per noi e con il tuo materno amore conquisti il cuore dei tuoi figli peccatori per condurli al Figlio Gesù.


Sii benedetta e ringraziata!


Come nel tuo cuore materno, o Maria, c'è spazio per tutti i tuoi figli, anche per coloro che trafiggono il tuo cuore perdendosi nel peccato, così il nostro amore possa abbracciare i fratelli, senza escludere nessuno, e diventare intercessione ed espiazione per loro.


La carità che tu, o Madre ci insegni nella preghiera ad accogliere e vivere,  possa unire i tuoi figli tra loro.


Accompagnaci, o Vergine Santissima, nell'impegno  della nostra conversione e santificazione quotidiana perché, aiutati da te, vinciamo il nemico delle nostre anime e dell'umanità con la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, il digiuno, la carità e la rinnovata decisione per Dio.


Il cuore della nostra pietà e di tutta la nostra vita sia il Sacrificio eucaristico del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore. Lo vogliamo frequentemente e con gratitudine ricevere nella santa Comunione, adorarlo realmente presente nel santissimo Sacramento e riparare, con fede e amore, i peccati con cui egli è offeso.      

                   

Sii tu, Maria, donna "eucaristica", la nostra guida nel rendere santamente culto a Dio ogni giorno della nostra vita, facendo del modo di vivere di Cristo il nostro progetto di vita. 


La Croce del Signore, l’albero della Vita, sia per noi salvezza, santificazione e guarigione; contemplata nel suo mistero e venerata ci porti a partecipare alla passione redentrice di Cristo, perché anche attraverso le nostre croci Dio sia glorificato.


Vogliamo vivere la nostra consacrazione a te, o Vergine Immacolata, unirci ai sentimenti e alle intenzioni del tuo Cuore di Madre della Chiesa e dell'umanità.


Vogliamo, soprattutto con la preghiera del Santo Rosario, intercedere per la pace e affidarti così le nostre vite, le nostre famiglie e l'umanità intera.


O Madre del Verbo fattosi uomo, tu ci hai donato il Cristo, nostra Via, Verità e Vita. Egli ci guida, ci illumina e ci comunica la Vita nello Spirito con la sua Parola, perciò vogliamo tenere la Parola di Dio in un posto visibile nelle nostre case come segno della Sua presenza e richiamo continuo alla lettura e, secondo il tuo esempio, Maria, nel posto più intimo del nostro cuore per serbarla, meditarla e metterla in pratica.


O Maria, Regina della Pace, aiutaci a vivere il cammino della pace, a "essere pace", a intercedere ed espiare per la pace della Chiesa e dell'umanità, a testimoniare e donare la pace agli altri. Possa il nostro cammino di pace essere condiviso con tutti gli uomini di buona volontà.


O Madre della Chiesa che con la tua intercessione sostieni la nostra preghiera, ottieni per noi e con noi il dono dello Spirito Santo per la Chiesa, perché ritrovi la sua unità, un cuor solo  e un’anima sola in Cristo, con te e con il successore dell’apostolo Pietro, per essere strumento della riconciliazione di ogni uomo con Dio e di una nuova civiltà dell’amore.


Impegnandoci a vivere secondo i desideri del tuo Cuore materno, mettendo Dio al primo posto nella nostra vita, saremo le tue “mani tese” verso il mondo non credente perché si apra al dono della fede e dell'amore di Dio.


Come non esserti riconoscenti, Maria, per tutte le grazie di vita nuova con Dio e di Pace che il Signore fa passare a noi attraverso di te, associandoti alla sua passione redentrice.


Grazie, o Madre e Regina della Pace!


La tua benedizione materna, o Maria, Madre nostra dolcissima, scenda su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie, sulla Chiesa e sull'umanità intera.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

 

 

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15 settembre 2017 5 15 /09 /settembre /2017 00:10

 

Alla Vergine ai piedi della Croce

 

Santa Maria,
donna del dolore
madre dei viventi,
salve!

Novella Eva,
Vergine sposa presso la Croce
dove si consuma l'amore
e sgorga la vita.

Madre dei discepoli
sii tu l'immagine conduttrice
nel nostro impegno di servizio;
insegnaci
a sostare con te presso le infinite croci
dove il tuo Figlio è ancora crocifisso,
a vivere e testimoniare l'amore cristiano,
accogliendo in ogni uomo un fratello,
a rinunciare all'opaco egoismo
per seguire Cristo, sola luce dell'uomo.

Vergine della Pasqua,
gloria dello Spirito,
accogli la preghiera dei tuoi Servi.

 

 

*Ringraziamo la nostra amica Ilaria per aver condiviso con noi questa splendida preghiera

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13 settembre 2017 3 13 /09 /settembre /2017 23:54

pio.jpg

 

prima NOVENA A SAN PIO DA PIETRELCINA

 

O Dio, vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto.

 

Primo giorno :


O San Pio, per l’ardente amore che hai nutrito per Gesù, per l’instancabile lotta che ti ha visto vincitore sul male, per il disprezzo delle cose del mondo, per avere preferito la povertà alle ricchezze, l’umiliazione alla gloria, il dolore al piacere, concedici di progredire sul cammino della Grazia al solo fine di piacere a Dio. Aiutaci ad amare gli altri come tu hai amato perfino quelli che ti hanno calunniato e perseguitato. Aiutaci a vivere umili, disinteressati, casti, laboriosi e ad osservare i nostri buoni doveri cristiani. Amen.

 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


Secondo giorno :


 

O San Pio, per il tenero amore che hai sempre manifestato per la Madonna, aiutaci a rendere sempre più sincera e profonda la nostra devozione per la dolce Madre di Dio, affinché ci venga concessa la sua potente protezione nel corso della nostra vita e soprattutto nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


Terzo Giorno :


O San Pio, che in vita subisti le continue aggressioni di satana, uscendone sempre vincitore, fa' che anche noi, con l’aiuto dell’arcangelo Michele e la fiducia del divino aiuto, non ci arrendiamo alle abominevoli tentazioni del demonio, ma la lotta contro il male, ci renda sempre più fortificati e fiduciosi in Dio. Amen.

 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

Quarto giorno :


 O San Pio, che hai conosciuto la sofferenza della carne, che ti sei adoperato senza posa per aiutare gli altri a sopportare il dolore, fa' che anche noi, animati dal tuo spirito possiamo affrontare ogni avversità ed impariamo ad imitare le tue eroiche virtù. Amen.


 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


Quinto giorno :


O San Pio, che di un amore ineffabile hai amato tutte le anime, che sei stato esempio di apostolato e carità, ottieni che anche noi amiamo il nostro prossimo di un amore santo e generoso e possiamo mostrarci degni figli della S. Chiesa Cattolica. Amen.

 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


Sesto giorno :


O San Pio, che con l’esempio, le parole e gli scritti hai dimostrato una particolare predilezione per la bella virtù della purezza, aiuta anche noi, a praticarla e a propagarla con tutte le nostre forze. Amen.


Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


Settimo giorno :


O San Pio, che agli afflitti hai concesso conforto e pace, grazie e favori, degnati di consolare anche l’animo nostro addolorato. Tu, che hai sempre avuto tanta compassione per le umane sofferenze e fosti di consolazione per tanti afflitti, consola anche noi e concedici la grazia che domandiamo. Amen.


 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 


Ottavo giorno :

 

O San Pio, tu che hai dato protezione ad ammalati, oppressi, calunniati, abbandonati, come lo testimoniano migliaia di pellegrini a San Giovanni Rotondo e nel mondo intero, intercedi anche per noi presso il Signore affinché esaudisca i nostri desideri. Amen.

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.



Nono Giorno :

 

O San Pio, che sei sempre stato conforto per le miserie umane, degnati di volgere i tuoi occhi verso di noi, che abbiamo tanto bisogno del tuo aiuto. Fa’ scendere su di noi e le nostre famiglie la materna benedizione della Madonna, ottieni tutte le grazie spirituali e temporali di cui abbiamo bisogno, intercedi per noi nel corso della nostra vita e nel momento della nostra morte. Amen.


 

Padre Nostro

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

 

 Ave Maria 

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

Gloria al Padre 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen. 

 

 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

 

seconda NOVENA A SAN PADRE PIO DA PIETRELCINA

 


O Dio, vieni a salvarmi. 
Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

1° giorno

Amatissimo San Padre Pio da Pietrelcina, tu che hai portato sul tuo corpo le stigmate di Nostro Signore Gesù Cristo. Tu che anche hai portato la Croce per tutti noi, sopportando le sofferenze fisiche e morali che ti flagellarono continuamente l’anima e il corpo, in un doloroso martirio. Ti preghiamo, intercedi davanti a Dio Onnipotente per ognuno di noi affinché sappiamo accettare le piccole e le grandi Croci della vita, trasformando ogni sofferenza individuale in un sicuro vincolo che ci conduca alla Vita Eterna.

Recitare 3 Gloria.


2° giorno

Santissimo Padre Pio da Pietrelcina, tu che sei vicino al nostro amatissimo Padre Dio, e hai mantenuto la santità e la fortezza nelle tentazioni del maligno. Tu che sei stato colpito dai demoni dell’inferno che cercarono di convincerti ad abbandonare il tuo cammino di santità, prega Dio per noi, perché con la tua intercessione presso il Nostro Signore, troveremo la forza spirituale per rinunciare al peccato e per conservare la fede fino al giorno della nostra morte.

Recitare 3 Gloria.

 

 

3° giorno

Virtuosissimo San Padre Pio da Pietrelcina, tu che hai amato moltissimo la Santa Vergine, che ogni giorno ti concesse grazie e consolazioni solamente per Sua intercessione, la nostra santa Madre, ti supplichiamo, prega e porgi nelle sue Mani le nostre piccolezze e le nostre fredde orazioni, perché, come a Cana di Galilea, la Madre ottenga dal Figlio il potere di trasformarle in virtù e salmi trepidanti; così il nostro nome sarà scritto nel Libro della Vita.

 

Recitare 3 Gloria.


4° giorno

Castissimo San Padre Pio da Pietrelcina, che tanto hai amato e ci insegnasti ad amare il Santo Angelo Custode, che ti servì di compagnia, di guida, da difensore e da messaggero. A te le Figure Angeliche portarono le preghiere dei tuoi figli spirituali. Intercedi presso Dio perché anche noi impariamo a parlare con il nostro Angelo Custode, in modo che in ogni momento sappiamo obbedirgli, poiché è la luce viva di Dio che ci evita la disgrazia di cadere nel peccato. Il nostro Angelo sta sempre sveglio per segnalarci il cammino del bene e a dissuaderci di fare il male.


Recitare 3 Gloria.


5° giorno

Prudentissimo San Padre Pio da Pietrelcina, Tu che tanto hai amato e ci insegnasti ad amare le Anime del Purgatorio, per le quali ti sei offerto come vittima per espiare le loro pene, prega Dio Nostro Signore, perché ponga nei nostri cuori sentimenti di compassione e di amore per queste anime. Anche noi aiuteremo le Anime del Purgatorio e ridurremo il loro tempo di esilio e di grande afflizione. Otterremo per loro, con sacrifici e orazioni, il riposo eterno delle loro anime e le sante Indulgenze necessarie per tirarle fuori dal luogo di sofferenza.

 

Recitare 3 Gloria.


6° giorno

Obbedientissimo San Padre Pio da Pietrelcina. Tu, che hai amato tanto gli infermi, più di te stesso, perché in essi hai visto Gesù sofferente. Tu, che nel nome di Dio hai operato miracoli di guarigione nel corpo, nell’anima e nella mente, nel presente, nel passato e nel futuro delle persone, diffondendo speranza di vita e rinnovamento di spirito, nell’integrità totale delle persone. Prega il Signore per tutti gli infermi, per intercessione di Maria Santissima, possano sperimentare il tuo potente aiuto e attraverso la guarigione del loro corpo incontrare i benefici spirituali ed esseri così graditi per sempre da Dio.

Recitare 3 Gloria.


7° giorno

Benedettisimo San Padre Pio da Pietrelcina, Tu che hai realizzato il progetto di salvezza di Dio e hai offerto le tue sofferenze per sciogliere ai peccatori le reti tese da Satana. Prega Dio perché gli uomini, che non credono, ottengano una grande e profonda fede e si convertano, pentendosi nel profondo del loro cuore. E che le persone con poca fede migliorino la loro vita cristiana, e che gli uomini giusti continuino il cammino della salvezza.

 

Recitare 3 Gloria.

 

8° giorno

Purissimo San Padre Pio da Pietrelcina, Tu che hai molto amato i tuoi figli spirituali, molti dei quali hai comprati al prezzo del tuo sangue. Anche a noi concedi, che non ti abbiamo conosciuto personalmente, di considerarci come tuoi figli spirituali. Con la tua paterna protezione, con la tua santa guida e con la fortezza che ci otterrai per noi da Dio, potremo, nella momento della morte, incontrarti nella paradiso, nel momento del nostro arrivo.

 

Recitare 3 Gloria.

 

9° giorno

Umilissimo San Padre Pio da Pietrelcina, Tu che hai veramente amato la Santa Madre Chiesa, prega Dio, nostro Signore, perché mandi operai alle sue Messi, e li doni ad ognuna di esse, riempiendo il mondo di sacerdoti santi di modo che questi ottengano la forza e l’ispirazione da Dio. Inoltre ti preghiamo di intercedere davanti alla Santissima sempre Vergine Maria, perché conduca tutti gli uomini verso l’unità dei cristiani, riunendoli nella grande casa di Dio, affinché la Chiesa sia faro, luce e salvezza nel mare della tempesta che è la vita.


Recitare 3 Gloria.


Preghiamo:

 
O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il Santo Padre pio da Pietrelcina, che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico, perciò, di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia…, che ardentemente desidero.

 

Recitare 3 Gloria.


Sia benedetto Santo Padre Pio da Pietrelcina. 
Ora e sempre.


 

padre_pio.jpg

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13 settembre 2017 3 13 /09 /settembre /2017 23:46

 

La celebrazione odierna dell' Esaltazione della Croce assume un significato ben più profondo del leggendario ritrovamento della croce da parte di Elena, madre dell'imperatore Costantino. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana. Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum".

 

 
PREGHIERA
 
“Ti benediciamo, Signore, Padre santo, 
perché nella ricchezza del tuo amore, 
dall'albero che aveva portato all'uomo morte e rovina, 
hai fatto scaturire la medicina di salvezza e di vita.
Il Signore Gesù, sacerdote, maestro e re, 
venuta l'ora della sua Pasqua, 
salì volontariamente su quel legno 
e ne fece l'altare del sacrificio, 
la cattedra di verità, 
il trono della sua gloria. 
Innalzato da terra trionfò sull'antico avversario 
e avvolto nella porpora del suo sangue 
con amore misericordioso attirò tutti a sé; 
aperte le braccia sulla croce offrì a te, o Padre, 
il sacrificio della vita 
e infuse la sua forza redentrice 
nei sacramenti della nuova alleanza; 
morendo rivelò ai discepoli 
il senso misterioso di quella sua parola: 
il chicco di grano che muore nei solchi della terra 
produce una messe abbondante.
Ora ti preghiamo, Dio onnipotente, 
fa' che i tuoi figli adorando la Croce del Redentore, 
attingano i frutti della salvezza 
che egli ha meritato con la sua passione;
su questo legno glorioso 
inchiodino i propri peccati, 
infrangano la loro superbia, 
guariscano l'infermità della condizione umana; 
traggano conforto nella prova, 
sicurezza nel pericolo, 
e forti della sua protezione 
percorrano incolumi le strade del mondo, 
fino a quando tu, o Padre, 
li accoglierai nella tua casa.
Per Cristo nostro Signore. Amen”.

 

 

 

Promesse di Nostro Signore a coloro che venerano il Santo Crocifisso

 

Il Signore nel 1960 avrebbe fatto queste promesse ad una sua umile serva:

 

1) Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei loro problemi e sofferenze. 

 

2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo, soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggeranno subito se stessi, la tentazione e il peccato. 

 

3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi, prima con pazienza più tardi con gioia. 

 

4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce, con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un profondo odio al peccato. 

 

5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al Padre celeste le mie tre ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la punizione o ne saranno completamente risparmiati. 

 

6) Quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro esempio indurranno gli altri a fare altrettanto. 

 

7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio Rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere. 

 

8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare un’intera Parrocchia. 

 

9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno) visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura. 

 

10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana, otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il diavolo non potrà causare loro ulteriori 

 

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13 settembre 2017 3 13 /09 /settembre /2017 22:46

La vita di San Giovanni Crisostomo :

 

 

 

 

Preghiera a San Giovanni Crisostomo 

 Composta dal santo archimandrita Justin Popovic

O tu più eloquente di tutti gli uomini, tu l’Orante di Dio, Santo Padre Giovanni Crisostomo, ecco che con le nostre preghiere balbettate ci avviciniamo a te. Non ci respingere, perché ecco in ognuno dei nostri balbettii c’è tutto il nostro cuore, i nostri sospiri, le nostre grida! Noi ti preghiamo, o grande Santo: scendi con la compassione dalle altezze sopracelesti fino alla nostra bassezza avvelenata e guariscici da ogni malattia dell’anima, in modo da servire, con un’anima che ha riacquistato la salute, il tuo e nostro Signore. Guariscici da tutte le malattie del corpo, se è per la nostra salvezza, in modo che possiamo dedicarci all’ascesi di un’anima sana in un corpo sano e lottare con il tuo grande aiuto per la salvezza delle nostre anime, lottare per la resurrezione della nostra coscienza dai morti, lottare per la trasfigurazione del nostro cuore amico del peccato, lottare per la divinizzazione della nostra volontà demonizzata, affinché la nostra volontà, guidata da te, non voglia e non desideri che solamente ciò che è di Cristo, ciò che è evangelico, ciò che è celeste e ciò che è eterno.

O grandemente meraviglioso Santo di Dio, le tue sante reliquie sono lontano da noi, ma per il tuo amore per Lui, sei interamente accanto al Cristo Signore e, per il tuo amore per gli uomini, sei accanto a tutti noi; anche noi ti preghiamo con tutto il nostro cuore: per il tuo amore, scendi fino a noi, e con la fiamma del tuo amore per Cristo, abbraccia le nostre anime in modo che brucino eternamente dell’amore per Cristo, in entrambi i mondi, perché brucino e mai si consumino; e dacci il tuo santo amore per gli uomini, in modo che ci amiamo gli uni gli altri e amiamo tutta la creazione, sulla terra e in cielo, soltanto con santo amore. Santo Evangelista dalla bocca d’oro, quinto Evangelista, ti preghiamo e ti supplichiamo: per il tuo santo Evangelo guidaci, dirigi le nostre anime, facci uscire sulla strada che, con l’eterna Verità, conduce alla vita eterna. Il nostro intelletto, malato e reso malato, nebbioso e ottenebrato dai pensieri impuri e cattivi, dalle passioni amiche dei peccati, guariscilo con la misericordia e trasfiguralo in mente di Cristo, come tu stesso hai già trasformato la tua mente durante la tua vita terrena, con la tua santa ascesi, nello spirito di Cristo – che è il motivo per cui ci hai spiegato i meravigliosi misteri di Cristo seminati e sparsi in tutta la creazione divina, visibile e invisibile.

O tu che hai desiderato Cristo, tu che sei potente in Cristo, o nostro padre Crisostomo, per secoli, con i tuoi santi libri e le tue sante preghiere, hai risuscitato dai morti innumerevoli anime – risuscita anche le nostre anime con i tuoi santi insegnamenti e le tue sante preghiere! Perché guidati e diretti da te, saremo in grado di vincere qualsiasi morte, che cresce dall’amore per il peccato nascosto profondamente dentro di noi o che ci attacca dal mondo esterno. Lo sappiamo, sì, lo sappiamo, o santissima Guida spirituale e celeste, sei più forte di ogni morte! Noi ti preghiamo, facci vincitori di ogni morte, avendoci fatto prima vincitori di ogni peccato e di ogni passione, poiché i peccati e le passioni sono le uniche cause, gli unici precursori, gli unici portatori, gli unici autori di tutte le morti spirituali; e per questo tu, che ci piaccia o no, sterminali in noi, e assicuraci così la vittoria su ogni morte, in modo che possiamo già in questo mondo vivere la gioia pasquale del Signore Risorto, che da te si riversa abbondantemente su tutti coloro che con tutto il loro cuore invocano il tuo aiuto.

O molto misericordioso e sempre molto vittorioso padre Crisostomo, abbi misericordia di me: scendi dal cielo nel grembo della mia anima, nelle tane delle belve nascoste nella mia anima. Perché ogni passione è una belva feroce e la mia anima è piena di belve spirituali. Per favore, scendi tra i leoni selvatici e fa’ di loro degli agnelli. Ti prego, scendi in mezzo ai lupi sanguinari, divoratori di anime e trasformali in pecore. Affrettati, vieni in mio aiuto perché le mie belve rabbiose, le passioni sempre affamate della mia anima, sono pronte a divorarmi!

O Evangelista insuperabile dalla bocca d’oro, o Crisostomo, evangelizza me, il grande peccatore: per i tuoi evangeli [portatori della luce] trisolari, scendi nei miei ghiacciai, falli sciogliere e riscaldami con calore celeste. La mia pigrizia – ecco il mio primo ghiacciaio: in esso è congelato tutto ciò che attira verso Dio, verso il cielo; ti prego, scendi in esso, riscaldami tutto intero e sollevami verso il cielo, verso il Signore! Il mio ozio – ecco mio secondo ghiacciaio, mio santissimo padre e padre spirituale sapiente in Dio; scendi in esso, perché tutti i pensieri si sono congelati, tutti i sentimenti e io, in spensieratezza e inoperosità, muoio nel ghiaccio, privato del sole.

Ti prego, con i raggi del tuo zelo, entra nel ghiacciaio della mia anima e scaldami con la fede, la preghiera, l’amore, il digiuno, lo zelo, la verità e con tutte le virtù. Entra e fa’ sciogliere i ghiacciai della mia anima con il fuoco della tua fede, del tuo amore e della tua compassione. E così, sollevami sempre più in alto verso il cielo, verso il tuo, e il mio, meraviglioso Signore! Perché anche se con i miei peccati mi sono allontanato molto dal Signore, anche se il diavolo mi trascina attraverso il deserto dei miei folli desideri, tuttavia credo che il Signore Molto Buono esaudirà le sante preghiere, per me peccatore, del Suo beneamato che gli è stato accetto, che Egli mi riporterà, con la Sua taumaturgica misericordia, al cielo, a Lui stesso, al Suo regno celeste. Anche perché se spesso sono caduto, non sono stato privato del Signore: perché mi reggo a Lui, fosse solo per un sospiro, una lacrima, un grido.

O misericordiosissimo padre Crisostomo, abbi pietà di me, il grande peccatore: ricevimi nei secoli nelle tue sante preghiere! Perdonami e aiuta me, il grande peccatore! Rialzami ché sono caduto e rovinato! Guarisci la mia anima da tutte le sue passioni! Guarisci la mia mente da tutte le malattie! Guarisci la mia volontà da tutte le debolezze! Custodiscimi con le tue preghiere come fossero un’armatura di fuoco, affinché nessuna passione mi faccia cadere nella morte spirituale! Rafforza il mio spirito nella tua memoria di Cristo! Rafforza il mio cuore nel tuo sentimento di Cristo! Rendimi impassibile, io che sono pieno di passioni, con l’aiuto delle sante virtù! Rendimi degno di sentire tramite te, di pensare attraverso te, di volere tramite te, di agire attraverso te, di credere tramite te, di amare attraverso te, di vivere tramite te, di essere immortale attraverso te! Per il tuo amore a Cristo, dammi l’amore di Cristo! Dammi l’umiltà e la pazienza! Prega per me, in me e al mio posto, trasfigurami per la salvezza, per essere cristificato, divinizzato! Cristificami, ché sono demonizzato! Rendimi misericordioso, io che sono insensibile e privo di compassione! Dammi tutte le virtù, ché sono corrotto! Governa sempre il mio cuore! Guida sempre la mia anima! Guida sempre la mia volontà! Guida sempre la mia coscienza! Conduci sempre i miei pensieri! Dirigi sempre i miei sentimenti! Conduci sempre la mia vita, sia in questo mondo che nel mondo che verrà! Affinché anche io, il grande peccatore, possa insieme a te, padre Crisostomo amare in Cristo, celebrare continuamente il nostro unico e meraviglioso Signore e Salvatore Gesù Cristo, al quale appartiene ogni gloria, onore e adorazione, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen! Amen! Amen!

 

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Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
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13 settembre 2017 3 13 /09 /settembre /2017 22:46

caterina da genova

 

Santa Caterina Fieschi Adorno

nota come Dottoressa del Purgatorio per il Trattato che ella ha scritto su di esso.

 


La sua memoria liturgica si celebra il 15 settembre


Come (la santa), per relazione col fuoco divino che percepiva nel suo cuore e che la rendeva casta interior­mente, vedeva con gli occhi dell'anima e comprendeva la condizione dei fedeli nel purgatorio - erano lì per purificarsi prima di essere presentati al cospetto di Dio, in paradiso. Cap. 411.

 

 

Quest'anima santa, ancora vestita del suo corpo, era stata posta nel purgatorio dell'amore divino, che, pieno di fuoco, la bruciava completamente e purificava in lei ogni cosa, perché - lasciata questa vita - potesse essere subito presentata al cospetto del suo dolce Dio. E, grazie a questo amorevole fuoco, comprendevanel suo intimo la condizione dei fedeli nel purgatorio: erano lì per purgare ogni ruggine e macchia di peccato non ancora mondate nel corso della loro esistenza terrena.

Nell'amorevole purgatorio del fuoco divino la santa, unita al divino amore, gioiva di tutto ciò che operava in lei e, comprendendo la condizione delle anime, usava queste parole:

«Le anime del purgatorio non possono avere al­tra scelta che essere lì. Ciò avviene per disposizione di Dio, che ha operato con giustizia.

I purganti non sono nella condizione di voltarsi indietro e dire: «Ho commesso certi peccati, per cui merito di stare qui». E neppure dire: «Non vor­rei averli commessi, così ora andrei in paradiso». Né ancora: «Lui uscirà di qui prima di me o io ne uscirò prima di lui».

Non sono in grado di tenere alcuna memoria propria, né in bene né in male, né su altri: sono così felici di appartenere al piano di Dio, che non han­no pensieri per se stessi. Vedono solo tanta bontà e l'opera di Dio, che, pieno di misericordia, conduce l'uomo a sé; (le anime) non percepiscono la pena e il bene che ciascuno vive dentro se stesso - del resto, se riuscissero a percepirli, non potrebbero più prender parte alla carità pura.

Non vedono neppure di essere nella pena per i loro peccati né sono in grado di trattenere nella mente quella vista, perché sarebbe una imperfezio­ne in atto, che non può esistere in questo luogo: lì non è più possibile peccare attualmente.

La percezione del purgatorio avviene in loro una sola volta, nell'istante, cioè, in cui abbandonano questa vita e poi mai più, perché questo costitui­rebbe una proprietà.

Le anime sono nella carità e non possono devia­re da essa con una mancanza volontaria: non sono più in grado di volere né desiderare altro, se non esclusivamente il volere puro della carità pura. In­fatti, essendo immerse nel fuoco del purgatorio, ap­partengono al disegno divino - che è carità pura - e in esso non sono nella condizione di deviare in nessuna parte. Trovano così impedimento nel com­mettere peccato attuale e, parimenti, nel compiere atti meritevoli.

Non credo esista felicità paragonabile a quella di un'anima del purgatorio, tranne quella dei santi del paradiso. E ogni giorno questa gioia aumenta per influsso di Dio nelle anime e tende ad aumentare, perché ogni giorno consuma ciò che impedisce tale influsso.

La ruggine del peccato è l'impedimento; il fuoco consuma la ruggine e così l'anima si apre sempre di più all'influsso di Dio.

Se un oggetto coperto, stando al sole, non può corrispondere al riverbero del sole - non per difet­to del sole, che continuamente splende, ma per ciò che lo copre - quando la copertura, si consumerà esso si dischiuderà al sole e corrisponderà al suo ri­verbero nella misura in cui si sarà consumato ciò che lo copriva.

Lo stesso accade per la ruggine del peccato, co­pertura delle anime nel purgatorio: essa si consuma via via per il fuoco e, nella misura in cui si consu­ma, corrisponde al suo vero sole, Dio. Tanto cresce la gioia, quanto viene meno la ruggine e l'anima si apre all'influsso: mentre una cresce, l'altra si ridu­ce, sino a quando non sia giunto al termine (il tem­po dell'espiazione). La pena non diminuisce, dimi­nuisce il tempo in cui restare in essa.

Per ciò che concerne la loro volontà (le anime) non possono mai dire che quelle siano pene; gioi­scono della disposizione divina, con la quale è uni­ta la loro volontà nella pura carità. Ma, contraria­mente alla gioia della volontà in tale modo unita, subiscono una pena così atroce, che lingua non può parlarne, né intelletto può capirne una minima scin­tilla, se Dio non glielo mostrasse per grazia speciale. Dio mi ha mostrato questa scintilla per sua gra­zia, ma non mi è possibile esprimerla a parole. Quella vista, che il Signore mi mostrò, non lasciò mai più la mia mente. Dirò di ciò che mi successe quel che riuscirò a esprimere e intenderà chi il Si­gnore vorrà che intenda.

Il fondamento di tutte le pene è il peccato, ori­ginale o attuale.

Dio ha creato l'anima pura e semplice, pulita da ogni macchia di peccato, dotata di istinto beatifico verso di Lui; da quest'ultimo l'allontana il peccato originale. Il peccato attuale poi, si aggiunge ad esso e allontana di più l'anima da Dio e, a mano a mano che si scosta, l'anima diventa maligna, perché non è corrisposta da Dio.

Tutte le forme di bontà esistenti, vengono per divina partecipazione, che nelle creature irrazionali corrisponde come vuole e come ha disposto e non viene mai meno a esse. Verso l'anima poi, Dio cor­risponde in maggiore o minore misura a seconda del suo stato di purificazione dal peccato.

Quando l'anima si avvicina alla sua prima crea­zione pura e netta trova in sé un istinto beatifico che cresce con tale impeto e furore di fuoco di ca­rità - il quale l'attira al suo fine ultimo - da dive­nirle insopportabile l'impedimento. A mano a ma­no che vede farsi vicino il suo fine ultimo, la pena diventa per lei più grande e atroce.

Le anime che sono nel purgatorio non possiedo­no peccato né esiste impedimento fra loro e Dio, ad eccezione di quella pena che le ha costrette e a cau­sa della quale l'istinto non ha potuto raggiungere la sua perfezione (nel fine ultimo che è Dio).

Vedendo con certezza quanto sia grave anche un solo impedimento presso Dio e che, per necessità di giustizia, viene ritardato quell'istinto, ne nasce un fuoco così terribile che è paragonabile a quello dell'inferno, anche se non c'è colpa, - colpa che si ritrova invece nei dannati dell'inferno, perché pro­dotta dalla volontà maligna. A questi Dio non cor­risponde la sua bontà; i dannati restano in quella volontà disperata e nella malignità, contro la vo­lontà di Dio.

Da ciò si vede ed è chiaro che si considera colpa la volontà perversa che agisce contro la volontà di Dio: mentre persevera la mala volontà, persevera la colpa.

Dal momento che quelli dell'inferno hanno la­sciato questa vita con la cattiva volontà, la loro col­pa non è rimessa, né si può rimettere, in quanto non possono più mutare di volontà: con quella mala volontà sono passati da questa vita all'altra.

Il passo seguente conferma la decisione nei ri­guardi dell'anima, in bene o in male, a seconda del­la volontà deliberata in cui si trova: Ubi te invenero, cioè all'ora della morte, in quella volontà di peccare o di dolore per aver peccato, ibi te iudicabo. Al giudizio non segue poi remissione, perché dopo la morte la libertà d'arbitrio non è più mutabile: si ferma nella condizione in cui si trova al punto della morte.

Le anime infernali portano con sé per sempre la colpa e la pena; quest'ultima poi, non è proporzio­nale alla pena che meritano, ma è infinita. Le ani­me purganti soffrono solamente la pena e, poiché sono senza colpa - cancellata dal dolore -, la pena ha un termine e diminuisce sempre di più in rap­porto al tempo, come si è detto.

O miseria sopra ogni miseria, tanto maggiore poi se non è considerata dall'umana cecità!

La pena dei dannati non è infinita in quantità, perché la dolce bontà spande il raggio della sua mi­sericordia anche all'inferno. L'uomo che muore nel peccato mortale merita pena e tempo infiniti, ma la misericordia divina rende possibile che solo il tem­po sia infinito e la pena sia invece limitata nella quantità, - anche se giustamente il Signore avrebbe potuto attribuire al peccatore una pena maggiore di quella che gli è stata attribuita.

Vedi quanto è pericoloso il peccato commesso con malizia! Difficilmente l'uomo se ne pente e, non pentendosi, la colpa resta sempre e dura quan­to l'uomo resta nella volontà del peccato, com­messo o da commettere.

Ma le anime del purgatorio hanno la loro vo­lontà in tutto conforme a quella di Dio; a lei Dio corrisponde con la sua bontà ed esse sono felici perché la loro volontà è purificata dal peccato ori­ginale e attuale.

Quanto alla colpa, le anime riacquistano la pu­rezza della prima creazione perché hanno lasciato questa vita dolendosi di tutti i peccati commessi, con l'intenzione di non commetterne più.

Per il dolore che provano Dio perdona subito la colpa e così alle anime non rimane (altro) se non la ruggine e la deformità del peccato, che si purifica poi nel fuoco attraverso la pena.

Queste anime, purificate totalmente da ogni col­pa e unite a Dio per volontà, vedono Dio in manie­ra chiara e proporzionale a quanto Lui fa loro co­noscere; nel vedere quanto è importante la fruizio­ne di Dio e che l'anima è stata creata a quello sco­po, trovano una conformità tale che le unisce a Dio - conformità che tende a realizzarsi per l'istinto na­turale che spinge l'anima verso Dio - che non si possono dire ragionamenti, figure né esempi suffi­cienti a chiarire questa condizione, come la mente cioè l'avverta nei suoi effetti e la comprenda per sentimento interiore.

Un esempio. Poniamo che in tutto il mondo non ci sia che un unico pane in grado di togliere la fame e che tutte le creature si sazino anche solamente col vederlo. Ora, la creatura - cioè l'uomo - ha l'istin­to di mangiare quando è sano e, se non mangia, se non si ammala, se non muore, quella fame crescerà sempre di più, perché non viene meno quell'istinto.

Lui è contento, perché conosce il pane che lo può saziare, tuttavia, per il fatto stesso di non averlo a disposizione, non può togliersi la fame.

Questo è l'inferno che vive chi ha una grande fa­me: più l'uomo si avvicina al pane senza poterlo ve­dere, più si accende il suo desiderio naturale, che istintivamente è tutto rivolto verso quel pane, in cui consiste la felicità. La certezza di non vedere mai quel pane è per lui l'inizio dell'inferno vero e pro­prio, quello che vivono i dannati, privati della spe­ranza di contemplare l'autentico pane, Dio salva­tore.

Le anime del purgatorio invece hanno fame, sì, perché non vedono il pane di cui potersi nutrire, ma conservano la speranza del momento in cui potran­no vederlo e saziarsene completamente; la loro pe­na consiste nel non poter soddisfare subito la fame.

È chiaro che lo spirito purificato non trova altro luogo che Dio per riposare - a tal fine infatti è sta­to creato - e il peccato nell'anima non ha altro luo­go che l'inferno secondo l'ordinamento divino. Nel momento in cui lo spirito si separa dal corpo, l'anima - se si diparte in peccato mortale - rag­giunge il luogo prestabilito, guidata dalla natura del peccato.

Se l'anima non ritrovasse là l'ordinamento divi­no, che procede dalla sua giustizia, vivrebbe in un inferno peggiore di quello in cui si trova, perché fuori da tale disposizione. Quest'ultima infatti è partecipe della misericordia divina, che permette ai dannati di non scontare la pena che meritano; essi, d'altro canto, si gettano subito nell'inferno - come se quel luogo fosse di loro proprietà - perché non trovano per sé nulla di più adatto e di meno dolo­roso.

Lo stesso vale a proposito del purgatorio: l'ani­ma, separata dal corpo, non possiede più la purez­za originaria e, accorgendosi della sua macchia - che non si può eliminare se non per mezzo del pur­gatorio - si getta in quel luogo presto e volentieri.

Se il progetto divino non prevedesse di purgare la ruggine del peccato, in quell'istante si generereb­be un inferno peggiore del purgatorio, perché l'ani­ma si vede separata da Dio, che diventa così im­portante da far passare in secondo piano le pene del purgatorio (sebbene, come si è detto, questo luogo sia simile all'inferno).

Per ciò che dipende da Dio, vedo che il paradiso non ha porta alcuna: chi vuole entrare lo può fare, perché Dio è tutto misericordia e sta con le braccia aperte verso di noi, per riceverci nella sua gloria.

La divina essenza è pura e monda - molto più di quanto l'uomo possa immaginare - e l'anima che ha in sé la minima imperfezione - un fuscello, per dire - preferirebbe gettarsi in uno o mille inferni, piuttosto che ritrovarsi alla presenza divina con una minima macchia. Ma compito del purgatorio è quello di togliere la macchia! L'anima sceglie que­sto luogo per trovare in esso la misericordia che le occorre per potersi mondare dalle sue colpe.

La lingua non può esprimere e il cuore non può capire quanto sia importante il purgatorio: la pena è infernale, ma l'anima peccatrice la riceve come dono di misericordia, perché le pene non hanno pe­so di fronte alla gravità di quella macchia che im­pedisce l'amore.

Vedo che la pena di quelli che sono nel purga­torio è soprattutto quella di essere causa del dispia­cere di Dio e il fatto che esso sia il frutto di un atto volontario compiuto contro la bontà divina, rispet­to a qualsiasi altro dolore. Dico ciò perché i pur­ganti, dal momento in cui godono della Grazia, si accorgono finalmente dell'importanza dell'impedi­mento che li distacca da Dio.

Sono certa delle mie parole per ciò che ho po­tuto comprendere in questa vita. Ogni vista, ogni parola, ogni sentimento, ogni immaginazione, ogni giustizia, ogni verità mi sembrano bugie. Di queste parole resto più confusa che soddisfatta, perché non trovo vocaboli più estremi con cui potermi esprimere e perciò taccio.

Le mie parole sono niente se paragonate a quel­lo che la mia mente avverte; tra Dio e l'anima c’è una conformità tale che, nel momento in cui il Si­gnore la vede nella sua purezza originale, con il fuo­co del suo amore - sufficiente ad annichilire l'ani­ma immortale - le dona quella tensione, che è sguardo unitivo, attraverso cui la lega e la tira a se.

L'anima si assorbe in Dio al punto di negare l'e­sistenza di altro all'infuori di Dio.

Il Signore l'attira e la infuoca continuamente, fi­no a condurla a quell'essere da cui è uscita, quella assoluta purezza nella quale fu creata.

Quando l'anima vede interiormente che è attira­ta dal divino fuoco dell'Amore, sente che il calore la scioglie e ridonda nella mente il suo dolce Signo­re. Lei sa che Dio non mancherà mai di attirarla e di condurla alla perfezione, con attenzione costante e secondo i suoi piani.

La pena delle anime nel purgatorio consiste pro­prio nel vedere ciò che Dio mostra loro nella sua lu­ce e di esserne attratte, senza però poter seguire quella seduzione, quello slancio unitivo che il Si­gnore ha dato loro per legarle a sé. La percezione di quanto sia gravoso quell'impedimento e l'istinto che l'anima ha di poter essere attratta da quello sguardo senza impedimenti, costituiscono la soffe­renza dei purganti.

Essi non tengono conto della pena vera e pro­pria - per quanto, di per sé, sia grandissima - ma danno importanza al fatto che si oppongono alla vo­lontà di Dio, che, acceso da tanto estremo amore puro verso loro, le attira fortemente a sé con il suo sguardo unitivo, come se ciò fosse l'attività prin­cipale.

Se l'anima trovasse un altro purgatorio oltre quello in cui si trova, pur di potersi liberare dall'im­pedimento al più presto, gli si butterebbe dentro, tanto impetuoso è l'amore, simile a quello di Dio.

Vedo ancora che dall'amore divino si dipartono verso l'anima raggi e lampi così colmi di fuoco, pe­netranti e forti, che, se fosse possibile, annullereb­bero addirittura l'anima, non solo il corpo.

I raggi compiono nell'anima due operazioni: la sua purificazione e il suo annullamento.

Come succede all'oro: quanto più lo si fonde, tanto diventa puro, e, se si continuasse a fonderlo, ogni imperfezione verrebbe annullata; tale è l'effet­to del fuoco nella materia.

L'anima non può annullarsi in Dio, ma in se stes­sa; a mano a mano che si purifica, si annulla in se stessa e resta in Dio l'anima pura.

L'oro, puro a ventiquattro carati, per quanto fuoco gli si possa dare, non consuma più, salvo le sue imperfezioni. Ciò accade con il fuoco divino nell'anima: mentre Dio la tiene nel fuoco, lei con­suma ogni sua mancanza e va verso la perfezione dei ventiquattro carati.

Monda, resta completamente in Dio senza al­cunché di proprio, perché la purificazione dell'ani­ma consiste nella privazione di noi in noi: il no­stro essere è Dio. L'anima, purificata a ventiquattro carati, rimane impassibile, perché non ha più nul­la da consumare. Se anche fosse tenuta nel fuoco, non le sarebbe penoso: è fuoco dell'amore divino che è per lei vita eterna. Possono vivere senza al­cuna contrarietà, come le anime beate, persino in questa vita, se fosse possibile per loro restare in­sieme al corpo. Ma non credo che Dio le tenga sulla terra, eccetto che per qualche grande volontà divina.

L'anima è stata creata capace di poter raggiun­gere la sua perfezione originaria, vivendo secondo quanto era stato disposto per lei senza lasciarsi con­taminare dal peccato. Con il peccato originale e con quello attuale, essa perde i suoi doni e le grazie e, morta, non può risuscitare se non per mezzo di Dio.

Risuscitata per mezzo del battesimo, resta in lei però la cattiva inclinazione che la conduce (se non oppone resistenza) al peccato attuale, facendola ri­tornare alla morte.

Dio torna per risuscitarla nuovamente per mez­zo di un'altra grazia speciale, ma l'anima è talmen­te imbrattata e rivolta verso se stessa che, per ritor­nare allo stato in cui Dio l'ha creata, necessita di tutte quelle operazioni divine, senza le quali l'ani­ma non potrebbe ritornare alla sua condizione ori­ginaria di purezza.

Nel momento in cui l'anima sta per ritornare al suo primo stato, proprio perché deve trasformarsi in Dio, arde così intensamente, che quello è il suo purgatorio (non guarda al purgatorio come purga­torio, ma il suo purgatorio è proprio l'istinto arden­te che le è impedito).

Questo stato - l'ultimo dell'amore - si compie se è assente la parte umana, perché l'anima possiede imperfezioni nascoste e, se l'uomo le vedesse, vi­vrebbe disperato. Quest'ultimo stadio dell'amore consuma tutte le piccole mancanze e, una volta consumate, gliele mostra in modo che l'anima veda l'opera di Dio, che produce quel fuoco d'amore e consuma le imperfezioni che sono da consumare.

Ciò che l'uomo giudica perfetto è difettoso pres­so Dio; non appena l'uomo compie l'atto di vedere, sentire, intendere, volere o avere memoria, si mac­chia e le operazioni che compie, apparentemente perfette, restano contaminate; se l'opera deve esse­re perfetta, si deve compiere in noi senza noi e l'o­pera di Dio deve essere in Dio senza che l'uomo agisca per primo.

Questo è ciò che compie Dio nell'ultima espres­sione dell'amore puro solamente per mezzo suo. L'opera è così penetrante e ardente nel fondo del­l'anima che il corpo, che la circonda, pare si agiti fortemente, come se si trovasse in un grande fuoco che non lo lascia mai quieto, sino alla morte.

L'amore di Dio che riempie l'anima (secondo quanto io vedo) dona una gioia che non si può esprimere a parole, ma questa gioia non toglie nem­meno una scintilla di pena nelle anime del purga­torio. L'amore trattenuto produce una pena grande quanto è la perfezione di quell'amore di cui Dio l'ha resa capace. Ne consegue che le anime del pur­gatorio provano gioia grandissima e pena grandissi­ma senza che la prima ne impedisca l'altra.

Se esse potessero purgarsi per mezzo della con­trizione, purgherebbero in un istante tutto il loro debito, tale è l'impeto di contrizione che è in loro, poiché hanno la chiara consapevolezza dell'impor­tanza di quell'impedimento! E’ fuori dubbio che Dio non risparmia nulla al pagamento di quel de­bito, perché così è stato stabilito dalla sua giustizia. L'anima, d'altro canto, non ha più possibilità di scelta propria e non può vedere se non quello che Dio vuole, né vorrebbe vedere altro, perché così è stato preordinato per 1ei.

Se poi quelli che stanno nel mondo fanno l'ele­mosina per abbreviarle il periodo della pena (1' ani­ma) non può permettersi di voltarsi a guardarla con affetto e di prenderla in considerazione: l'unico a operare è Dio, che ha il suo modo di appagarsi. Il fatto di potersi voltare per guardare all'elemosina, risulterebbe una proprietàche la distoglierebbe dalla percezione del volere divino e, di conseguen­za, farebbe diventare la sua pena infernale.

Immobili di fronte a tutto ciò che Dio dà loro (di gioia o di pena) le anime del purgatorio non po­tranno mai più voltarsi verso se stesse, perché han­no trovato la loro intimità nella volontà del Signore e su di essa si sono plasmate, felici di vivere il pro­getto divino.

Presentare al cospetto di Dio un'anima in debito ancora di un'ora col purgatorio, significherebbe renderla colpevole di una grande offesa e ciò le co­sterebbe una pena pari a più di dieci purgatori, per­ché la somma giustizia e la pura bontà non potreb­bero reggerne la vista e, per parte di Dio, ciò risul­terebbe sconveniente.

Se l'anima si accorgesse che Dio non è piena­mente soddisfatto anche solo per una mancanza pa­ri a una farfallina d'occhio, non potrebbe tollerarlo, anzi, sopporterebbe più volentieri mille inferni piut­tosto di non essere ancora del tutto purificata da­vanti alla presenza di Dio (se fosse possibile sce­gliere quei mille inferni).

Mentre vedo nella luce di Dio ciò che sto rac­contando, mi viene voglia di gridare così forte da spaventare tutti gli uomini di questo mondo e dire loro: «O miseri, che vi lasciate accecare in questo mondo al punto da non stimare affatto questa ne­cessità, quando vi imbatterete in essa! Tutti vi na­scondete sotto la speranza della misericordia di Dio, che sapete essere grande; non vi rendete con­to invece che l'immensa bontà di Dio vi giudicherà per aver agito contro la sua volontà? La sua bontà ci deve guidare a compiere il suo volere e non ad avere speranza, se ci rendiamo colpevoli di un'azio­ne malvagia. La giustizia non può venir meno e de­ve compiersi in qualche modo».

Non essere troppo sicuro di poter credere: «Io mi confesserò, prenderò l'indulgenza plenaria e a quel punto sarò purgato da tutti i miei peccati!». Sappi che questo tipo di confessione e di contrizio­ne - che occorrono per ottenere l'indulgenza plena­ria - sono difficili da raggiungere. Se solo te ne ren­dessi conto, tremeresti di timore e saresti più sicuro di non poterla raggiungere che di raggiungerla.

Io vedo le anime rimanere nella pena del purga­torio consapevoli di due obiettivi: il primo consiste nel patire volentieri le pene, sapendo che Dio ha usato grande misericordia in proporzione a ciò che meriterebbero e all'importanza che ha il loro Signo­re. Se la sua bontà non temperasse la giustizia con la misericordia - e la giustizia si soddisfa col san­gue di Cristo - un solo peccato meriterebbe mille inferni eterni.

Le anime purganti conoscono la grande miseri­cordia divina e volentieri patiscono la pena senza lamentarsi e senza che ne venga meno un solo cara­to, perché pare loro di meritarla giustamente, se­condo il piano divino e poiché non possono eserci­tare la loro volontà.

L'altro scopo è accorgersi della gioia che non man­ca mai, anzi, cresce per accostarsi a Dio.

Le anime vedono queste due realizzazioni del progetto divino non in esse né per mezzo di se stes­se, ma esclusivamente in Dio, verso il quale, rispet­to alle pene che patiscono, prestano maggior atten­zione, perché per Lui nutrono una stima più gran­de: ogni attimo di cui possono godere di Dio supe­ra ogni pena e gaudio che l'uomo possa capire, ma, nonostante li superi, non toglie una scintilla di gioia o di pena.

Sento nella mia mente il processo di purificazio­ne delle anime del purgatorio nella misura in cui la vedo, in maniera sempre più chiara, come vi ho det­to ormai da due anni a questa parte; ogni giorno che passa la vedo e la sento più evidente: vedo che la mia anima sta in questo corpo come in un pur­gatorio che si sovrappone a quell'altro per salvare il corpo dalla morte - nella misura in cui il corpo stes­so è in grado di sopportare - e che cresce sempre di più, finché sopravviene la morte fisica.

Vedo che lo spirito è alienato da tutti i doni spi­rituali che possono dargli nutrimento, come la leti­zia o il piacere; non può gustare alcuna cosa dello spirito, né per volontà né per intelletto, né attraver­so la memoria per cui poter esprimere felicità di questo o di quello!

Il mio mondo interiore è immobile e assediato; tutto ciò che reggeva la vita spirituale e corporale gli è stato tolto a poco a poco; nel momento in cui sono venute meno le sue impalcature, si rende conto che per lui sono state cose di cui nutrirsi e confor­tarsi, ma, una volta riconosciute come tali, sono così aborrite che scompaiono senza lasciare traccia, poi­ché lo spirito ha in sé l'istinto di eliminare ogni co­sa che possa impedire il raggiungimento della sua perfezione, a costo di permettere che l'uomo venga gettato nell'inferno, pur di pervenire al suo intento.

Per questa ragione lo spirito elimina tutto ciò di cui l'interiorità dell'uomo si può nutrire e lo assedia in maniera così sottile da non lasciar passare il ben­ché minimo fuscello d'imperfezione, che non sia da lui veduto e aborrito.

Per questo l'anima era assediata interiormente:

non poteva sopportare che quelle persone che era­no entrate in relazione con lei e che parevano sulla via della perfezione, trovassero sostentamento in al­cuna cosa. Quando le vedeva nutrirsi di ciò che lei aborriva, lasciava quel luogo per non vederle, so­prattutto se si trattava di alcune persone in particolare.

Anche la parte esteriore restava ancora assedia­ta, perché lo spirito non le corrispondeva: non tro­vava cosa sulla terra da cui poter trarre sostegno, secondo l'istinto umano, né le rimaneva altro con­forto se non Dio, che agisce per amore e con gran­de misericordia per soddisfare la propria giustizia, la cui vista le dava una grande gioia e una immensa pace.

Non esce però di prigione né cerca di uscirne fintanto che Dio non abbia compiuto ciò che le oc­corre; la sua felicità è la soddisfazione di Dio e, per lei, non si potrebbe trovare pena alcuna, per enor­me che sia, quanto non corrispondere più all'ordi­namento di Dio, perché l'anima riconosce che il progetto è giusto e misericordioso.

Diceva: «Vedo e tocco tutte queste cose, ma non so trovare vocaboli adatti ad esprimere ciò che vor­rei dire. Quello che ho detto, lo sento operare den­tro di me, spiritualmente».

La prigione nella quale mi sembra di essere è il mondo, i legami, il corpo; la mia anima, che vive nella grazia, lo sa bene e sa bene anche che cosa im­plica essere privati della possibilità - o ritardarla - di pervenire al suo fine. L'anima è delicata ed è re­sa degna dalla Grazia divina di essere con Dio una cosa sola, perché partecipe della sua bontà.

Come è impossibile che a Dio possa accadere al­cuna pena, così vale per le anime che sono a Lui vi­cine: quanto più gli si fanno prossime, tanto mag­giormente ricevono del suo Essere. Il ritardo che l'anima ha (nell'unirsi al suo Signore) è causa di grande pena per lei e fa in modo di allontanarla dal­le proprietà che ha in sé per natura e che, per gra­zia, le sono mostrate.

Non potendole trattenere, ma essendone capa­ce, la pena è in proporzione alla stima che lei ha di Dio. La stima poi è tanto maggiore quanto l'anima più conosce e tanto più conosce, quanto è più sen­za peccato. L'impedimento è più terribile quando l'anima, completamente raccolta in Dio e senza al­cun altro impedimento esterno, giunge alla perfetta conoscenza senza errore.

L'uomo che preferisce farsi ammazzare piutto­sto di offendere Dio, sente che la morte gli procura pena, ma la luce di Dio lo induce a dare più impor­tanza al suo Signore che alla morte corporale. L'a­nima conosce il progetto di Dio e stima ancor più quel progetto di tutti i tormenti, per terribili che possano essere, tanto quelli interiori, quanto quelli esteriori, perché Dio - per il quale quest'opera si compie - eccede in tutto ciò che si possa immagi­nare e sentire.

L'anima, come già si è detto, non vede né parla né conosce danno o pena in sé propria, ma il tutto conosce in un solo istante, pur non vedendolo in se stessa, perché lo spazio che Dio occupa in lei (per poco che sia) la impregna al punto da allontanare ogni cosa e da non lasciarle considerare null'altro.

Dio fa perdere tutto ciò che è dell'uomo e che il purgatorio purifica.

 

 


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