Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
22 febbraio 2017 3 22 /02 /febbraio /2017 12:28

 

 

PREGHIERA SANTA MARGHERITA DA CORTONA

di P. Federico Cornacchini

 

O S. Margherita da Cortona,
sono qui dinanzi a questa immagine di Gesù Crocifisso
che tante volte hai pregato e tante volte ti ha parlato.
Ottieni anche a me la grazia di sentire la sua voce
attraverso la sua Parola,
attraverso la preghiera
e gli avvenimenti della vita.
O Gesù Crocifisso,
aumenta la mia fede e concedimi,
come a Santa Margherita,
la grazia di un sincero pentimento dei miei peccati;
rendimi solidale con i più bisognosi
e accompagnami, ti prego, fino alla casa del Padre. Amen.

 

 

Segue la recita di

Padre Nostro - Ave, o Maria - Gloria al Padre

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
21 febbraio 2017 2 21 /02 /febbraio /2017 14:52
21 Febbraio : San Pier Damiani - preghiera e vita del santo

 

PREGHIERA PER UN MORIBONDO

 

Ti raccomando, carissimo fratello; a Dio onnipotente ed a lui, del quale sei creatura, ti affido; affinché, quando avrai pagato, mediante la morte, il debito dell'umanità, ritorni al tuo Autore, che ti ha formato dal fango della terra. Perciò, all'anima tua che esce dal corpo, si faccia: incontro lo splendido corteo degli Angeli. Venga innanzi a te il senato degli Apostoli a giudicare; si muova ad incontrarti l'esercito trionfante dei Martiri; ti circondi la casta turba dei candidi Confessori; t'accolga il coro delle Vergini festanti; ti stringa al seno dei Patriarchi l'amplesso della beata requie; san Giuseppe, Patrono dolcissimo, dei moretti, t'infonda grande speranza; la santa Vergine Madre di Dio Maria rivolga benigna a te i suoi occhi; mite e giulivo il Cristo ti mostri il suo volto e conceda di ammetterti tra coloro che continuamente lo assistano. Possa tu ignorare gli orrori delle tenebre, lo stridore delle fiamme, lo strazio dei tormenti. Si ritiri da te il crudelissimo satana con i suoi satelliti e nella tua venuta, essendo tu in compagnia degli Angeli, tremi e fugga nell'immane caos della notte eterna. Si levi Iddio e siano dispersi i suoi nemici; fuggano quei che l'odiano dinanzi a lui. Come svanisce il fumo, svaniscano essi; come si scioglie la cera innanzi al fuoco, così periscano gli empi dinanzi a Dio: ed i giusti siano saziati ed esultino avanti a Dio. Sian perciò confuse e svergognate tutte le legioni infernali e i ministri di satana non osino ostacolare il tuo viaggio. Ti liberi dal tormento Cristo, che fu crocifisso per te. Ti liberi dalla morte eterna Cristo, che si degnò morire per te. Cristo Figlio di Dio vivo, ti ponga tra le sempre amene verzure del suo paradiso ed egli, vero Pastore, ti annoveri tra le sue pecore. Egli ti assolva da tutti i tuoi peccati e ti collochi alla sua destra, insieme con i suoi eletti. Vegga tu il tuo Redentore faccia a faccia e ministro sempre assiduo possa Tu contemplare con i beati occhi la manifestissima verità. Posto dunque tra le schiere dei Beati, si sazi dolcemente nella contemplazione divina, nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

VITA DEL SANTO :

San Pier Damiani nacque a Ravenna il 1007. Morì il 22 febbraio del 1072 a Faenza (Ravenna). Viene invocato contro il Mal di Testa e l’Emicrania. Pier Damiani, Vescovo, Cardinale, monaco e infine Dottore della Chiesa fu uno degli intellettuali di spicco del secolo XI e uno dei maggiori antesignani della Riforma Gregoriana. Nacque a Ravenna in una famiglia numerosa e rimase orfano fin da bambino. Lo allevò la sorella Roselinda e lo adottò come figlio il fratello maggiore, Damiano, motivo per cui venne chiamato del padre e della madre tanto che, secondo quanto si racconta, mentre era ancora fanciullo e molto povero, quando trovava una moneta, anziché tenersela, la dava a un sacerdote, affinché celebrasse una Santa Messa per propri genitori defunti. Rivelò ben presto un’intelligenza straordinaria e il fratello maggiore, che era arciprete di Ravenna, si adoperò per fornirgli i mezzi per studiare prima a Faenza e poi a Parma.

Divenuto docente dell’Università di Parma, accadde a Pier Damiani un fatto determinante per la sua vita: mentre stava a pranzo, gli si avvicinò un povero; egli, non volendo essere disturbato lo pregò di andarsene, cosa che il povero umilmente fece. Il fatto ebbe in Pier Damiani ripercussioni interiori tali da non lasciargli più pace. Lui che era stato povero e che ora stava sempre con la testa sui libri dimenticando la miseria dei fratelli, veniva raggiunto da Dio che gli apriva gli occhi proprio attraverso un povero che chiedeva l’elemosina. Entrò nella Comunità degli Eremiti, i Camaldolesi, fondati da San Romualdo a Fonte Avellana in Umbria. Qui divenne presto Priore del rinomato Monastero e redattore della Regola del suo Ordine religioso. In un suo scritto in poetici versi celebrò l’elogio della vita eremitica lasciandoci pagine letterarie che contribuiscono ancora oggi uno dei capolavori della letteratura religiosa medioevale. Era uno studioso instancabile; passava le notti a leggere e scrivere, tanto che le lunghe veglie e lo studio continuo gli avevano procurato fortissimi dolori di testa. Pier Damiani prima di ogni altra cosa fu un Santo Monaco, maestro di vita religiosa nonché eremitica, padre di una nuova Regola concernente i comportamenti da tenere durante l’eremitaggio, denominata di “ San Colombano ”. Per lui il monastero rappresentò un momento di preparazione all’eremo, al quale secondo Pier Damiani tutti i monaci avrebbero dovuto aspirare, in quanto forma di vita consacrata contrassegnata da una grande spiritualità. Il suo desiderio è sempre stato quello della preghiera continua, ossia rimanere costantemente in conversazione con il Signore meritando la sua Parola in una atmosfera di assoluta solitudine. Poiché però la Chiesa era minacciata e divisa dovette lasciare il silenzio per dare il suo contributo alla riforma della Chiesa, lacerata dalle eresie, dalla simonia, ossia la compravendita delle cariche ecclesiastiche, e dal generale affievolimento del fervore evangelico. La sua eccezionale personalità lo portò ben presto a divenire consigliere di Papi e Imperatori. Nominato prima Vescovo di Ostia e poi Cardinale, dopo aver lasciato il silenzio della cella monastica si stabilì definitivamente a Roma. Nella Città Eterna fu per anni a fianco di ben sei Papi come “ commesso viaggiatore della pace ”, e in particolare lavorò per organizzare la riforma della Chiesa al fianco di Ildebrando di Savona, Abate Benedettino di San Paolo fuori le Mure e futuro Papa col nome di Gregorio VII. Dal Papa ricevette diversi incarichi, tra i quali quello di Delegato Pontificio in Germania, in Francia e nell’Italia settentrionale. Visitò numerose abbazie, diocesi e comunità cristiane dando consigli e sostenendo l’opera riformatrice. Tra i vari compiti affidategli dal Papa vi fu anche quello di impedire il divorzio dell’imperatore di Germania, Enrico IV. Trovò la morte a Faenza mentre tornava dall’ennesima missione di pace nella sua città natale, Ravenna, divisa dai sostenitori di un antipapa. Forse per questo il grande Poeta Dante Alighieri lo ha collocato nel “ Paradiso ” tra gli spiriti contemplativi facendogli narrare un brevissimo episodio riguardante la sua preferenza per i cibi frugali e la predilezione per la vita dedita alla preghiera.
San Pier Damiani fu un grande amico delle anime del Purgatorio fin dalla sua infanzia. Il suo biografo Giovanni da Lodi racconta che il fanciullo aveva trovato per caso una moneta e invece di tenersela la portò immediatamente ad un sacerdote chiedendogli di celebrare una Santa Messa per i suoi genitori defunti. Più tardi negli anni egli negli Statuti per la sua Comunità eremitica di Fonte Avellana prescrisse che i Monaci allora della Preghiera del Breviario dovevano recitare anche l’Ufficio per i defunti. Nella sua comunità monastica grazie a lui si facevano numerose preghiere, Sante Messe, esercizi di penitenze e opere buone in suffragio dei confratelli defunti che forse erano in Purgatorio. Da una lettera del santo all’Abbazia di Pomposa, vicino Ravenna, sappiamo che egli cercò di essere accolto nella Compagnia degli Oranti di questo monastero affinché nel futuro anniversario della sua morte fosse celebrata la Santa Messa conventuale e venisse dato ai poveri una razione di cibo in suffragio della sua anima . Durante la sua permanenza a Cluny , il Cardinale Pier Damiani consacrò la nuova Chiesa e vi fece portare le reliquie dell’Abbate S.Odilo che aveva istituito la festa della Commemorazione di tutti i fedeli defunti e scrisse pure la vita del santo Abate che fu un particolare amico delle anime del purgatorio, perché fra il1028 ed il 1030 stabilì che in tutti i monasteri dipendenti da Cluny dopo la Solennità di tutti i Santi si facesse memoria di tutti i Fedeli Defunti con la celebrazione di Sante Messe, l’Ufficio dei defunti e si insisteva soprattutto sulle elemosine stabilendo che venisse dato da mangiare a dodici poveri e agli stessi poveri fosse data l’elemosina delle Sante Messe celebrate. San Pier Damiani scrisse un piccolo libretto intitolato “ Circa diverse e mirabili storie e apparizione ” dove il Santo narra che nella Festa dell’Assunzione di Maria ogni anno venivano liberate dal purgatorio migliaia di anime. Come prova di ciò egli racconta il seguente episodio accaduto a Roma al tempo suo: Allora si usava ancora che i fedeli la notte precedente la Festa della madonna Assunta visitavano diverse chiese andando in processione e portando delle fiaccole accese in mano, durante una di queste processioni notturne salendo a Santa Maria in Aracoeli sul Capitolino una signora vide improvvisamente in chiesa davanti a se la sua defunta madrina che era morta un anno prima. Per accertarsi se era veramente lei o se era una semplice illusione la signora decise di aspettare alla porta della chiesa la persona che le era apparsa. Effettivamente dopo un po’ anche questa persona uscì dalla porta. Tutta sconvolta la signora le si avvicinò e le chiese dopo averla tirata in disparte se ella era sua madrina Marozia. “ Sì” ! rispose la defunta, “ sono proprio io ”. Allora la signora replicò : “ Ma come è possibile ciò dal momento che tu sei morta da parecchi mesi ormai, come puoi essere adesso di nuovo fra i vivi ? ”La defunta rispose : “ Finora io fui immersa in un fuoco spaventoso per castigo, perché da giovane era stata molto vanitosa. Ma oggi la Benedetta Regina del mondo è scesa da noi e ha tratto me e molti altri fuori dalle fiamme del Purgatorio, in occasione della sua Festa che si celebra nella Chiesa. La Benedetta ripete ogni anno, cioè la prossima solennità della M. Assunta tu morirai. Se passato questo giorno non si sarà avverato quanto io ho detto, tu potrai pensare che fu tutta un’illusione e un inganno !” Il santo aggiunse che questa signora da quell’istante non pensò più ad altro che a prepararsi a ben morire con preghiere e mortificazioni e penitenze, e effettivamente la sera della vigilia della Festa dell’Assunta la signora fu colpita improvvisamente da una grave malore e il giorno dopo essa morì.

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
20 febbraio 2017 1 20 /02 /febbraio /2017 13:16

 

 

VITA DEL SANTO

La data di nascita di Eleuterio è presumibilmente il 456 e quella della morte il 531. È l'epoca in cui la Gallia, già meta di varie migrazioni barbariche, come quella dei Burgundi e dei Visigoti, divenne terra di conquista dei Franchi di re Clodoveo. Alla conversione di questi contribuirono la moglie cristiana, Clotilde, venerata come santa, il vescovo di Reims, san Remigio, e anche sant'Eleuterio, eletto vescovo di Tournai nel 484, quando Clodoveo aveva fatto di questa città la capitale del suo regno, prima di muovere alla conquista della regione parigina. Benchè non possediamo alcun testo storicamente sicuro sull'attività di questo santo vescovo e sulla sua opera missionaria, molti aneddoti sulla sua vita e sui suoi contatti col re pagano Clodoveo ci sono riferiti in una biografia attribuita a san Medardo. Al vescovo di Tournai toccò il compito di gettare il seme della parola di Dio in mezzo a un popolo idolatra, i Franchi, che nel 506 riceveranno in massa il battesimo sull'esempio del loro re, dopo la vittoria sugli Alemanni a Tolbiac. (Avvenire)

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Tournai nel territorio dell’odierno Belgio, sant’Eleuterio, vescovo.

Questo nome inconsueto ai nostri giorni fu assai comune nei primi secoli del cristianesimo appartenendo a ben quattordici santi, tra cui un papa che governò la Chiesa dal 175 al 189 e viene festeggiato il 26 maggio come martire, benché il suo martirio non sia comprovato da testimonianze storiche attendibili. Oggi il Martirologio Romano ricorda due vescovi con lo stesso nome: S. Eleuterio di Costantinopoli, che resse la Chiesa bizantina in un'epoca imprecisata (inizio del secondo secolo o addirittura fine del quinto secolo), e S. Eleuterio, vescovo di Tournai in Belgio, dov'è molto diffusa la sua devozione.

Questo santo, popolare nel nord d'Europa, visse in un periodo assai travagliato nella storia della nazione francese: la data di nascita è presumibilmente il 456 e quella della morte il 531.

E’ l'epoca in cui la Gallia, già meta di varie migrazioni barbariche, come quella dei Burgundi e dei Visigoti - convertitisi malamente al cristianesimo, essendo passati dall'idolatria all'eresia ariana - divenne terra di conquista dei Franchi di re Clodoveo. Alla conversione di questi contribuirono la moglie cristiana, Clotilde, venerata come santa, il vescovo di Reims, S. Remigio, e anche S. Eleuterio, eletto vescovo di Tournai nel 484, quando Clodoveo aveva fatto di questa città la capitale del suo regno, prima di muovere alla conquista della regione parigina.

Benchè non possediamo alcun testo storicamente sicuro sull'attività di questo santo vescovo e sulla sua opera missionaria, molti aneddoti sulla sua vita e sui suoi contatti col re pagano Clodoveo ci sono riferiti in una biografia attribuita a S. Medardo, coetaneo e addirittura compagno di giochi, nella fanciullezza, di S. Eleuterio. Lo stesso Medardo gli predisse che un giorno sarebbe divenuto vescovo, ma quella profezia equivaleva a un augurio di vita difficile se non addirittura di martirio. I popoli barbari, che dalle regioni orientali si riversavano nelle verdi colline della Francia, non conoscevano altra autorità che quella del loro re. Al vescovo di Tournai toccò il compito di gettare il seme della parola di Dio in un rozzo popolo idolatra, i Franchi, che nel 506 riceveranno in massa il battesimo sull'esempio del loro re, dopo la vittoria sugli Alemanni a Tolbiac. Ma l'onore di questa abbondante messe toccherà a S. Remigio. Di S. Eleuterio umile e infaticabile operaio evangelico, che ebbe come campo di lavoro la nuova frontiera del cristianesimo, rappresentata dai popoli barbari, resta l'urna funeraria conservata nella cattedrale di Tournai, meta di continui pellegrinaggi.

Autore: Piero Bargellini

Repost 0
Published by La gioia della preghiera
scrivi un commento
19 febbraio 2017 7 19 /02 /febbraio /2017 00:06

 

Repost 0
Published by La gioia della preghiera
scrivi un commento
17 febbraio 2017 5 17 /02 /febbraio /2017 16:28

 

Preghiera ai sette santi  

 

Signore Gesù Cristo, che per venerare i dolori della Santissima tua Madre, per mezzo dei sette santi Padri, hai fecondato la Chiesa d'una nuova famiglia di suoi servi, concedi propizio che noi ci associamo loro nel pianto, onde meritiamo di partecipare con essi ai gaudii.

 

 

Preghiera ai 7 Santi Fondatori

 

A voi veniamo, nostri Padri antichi, come figli, discepoli, amici, per apprendere da voi, immagini vive di Cristo, come si ami Dio sopra ogni cosa e per i fratelli si spenda la vita; come il perdono vinca l’offesa e con il bene si ricambi il male; come al bisognoso si tenda la mano, dell’afflitto si lenisca la pena, il cuore si apra all’amico; come insieme ricostruisca la casa, e nella dimora paterna si viva, un cuor solo e un’anima sola. Ci accompagni, Padri nostri, il vostro esempio di comunione fraterna e di servizio a santa Maria, e ci sostenga la vostra intercessione e la materna protezione di Nostra Signora, oggi e in ogni tempo della nostra vita.  Amen.

 

 

STORIA DEI SANTI

Intorno al 1233, mentre Firenze era sconvolta da lotte fratricide, sette mercanti, membri di una compagnia laica di fedeli devoti della beata Vergine, legati tra loro dell’ideale evangelico della comunione fraterna e del servizio ai poveri, decisero di ritirarsi in solitudine per far vita comune nella penitenza e nella contemplazione. Abbandonata l’attività commerciale, lasciarono le proprie case e distribuirono i beni ai poveri. Verso il 1245 si ritirarono sul Monte Senario, nei pressi di Firenze, dove costruirono una piccola dimora e un oratorio dedicato a santa Maria. Conducevano vita austera e solitaria, non ricusando tuttavia l’incontro con le persone che, spinte dal dubbio e dall’angoscia, cercavano il conforto della loro parola. Diffondendosi sempre più la fama della loro santità, molti chiedevano di far parte della loro famiglia. Pertanto essi decisero did are inizio ad un Ordine dedicato alla Vergine, di cui si dissero Servi – l’Ordine dei Servi di Maria -, adottando la Regola di sant’Agostino. Nel 1888 Leone XIII canonizzò insieme i sette primi Padri. A Monte Senario un unico sepolcro raccoglie insieme le spoglie mortali di coloro che la comunione di vita aveva resi un cuor solo e un’anima sola.

 

Santi-Sette-Fondatori-dellOrdine-dei-Servi-della-Beata-Verg.jpg

 

SAN BONFIGLIO : Padre e guida del gruppo laico e poi Priore della nascente comunità dei Servi di Maria. Viene raffigurato con la colomba bianca che si posa sulla sua spalla destra, per indicare quei doni dello Spirito Santo di cui ciascuno dei Sette era adornato, maggiormente manifestato in lui per il suo carisma di Padre del primo gruppo e della comunità poi. Morì, secondo la tradizione, il 1° gennaio 1262.

 

SAN BONAGIUNTA: Uomo austero verso se stesso, ma dolce, amabile e comprensivo verso il prossimo. Anch’egli ricoprì la carica di Priore Generale tra il 1256 e il 1257. Per la sua tenacia difesa della verità e della giustizia, cercarono di avvelenarlo, ma fu liberato da Dio. Morì il 31 agosto 1267.

 

SAN MANETTO: Anch’egli Priore Generale, fu uomo di grandi capacità organizzative e direttive, tanto che si attribuiscono a lui le prime fondazioni in terra di Francia. Fu lui ad accogliere Arrigo di Baldovino, primo di quella schiera di laici che si aggregò all’Ordine dei Servi. La tradizione pone il giorno della sua morte il 20 agosto 1268.

 

SANT’AMADIO : Possiamo dire che nel gruppo dei Sette egli era come la fiamma che dava calore a tutti con la sua grande carità che si alimentava dell’amore di Dio. Il suo nome, Ama-Dio, fu un vero presagio, segno della ricchezza della sua vita spirituale e di carità. Morì il 18 aprile 1266.

 

SAN SOSTEGNO E SANT’UGUCCIONE : Di questi due Santi si ricorda in particolare la loro amicizia, tanto che l’iconografia li rappresenta insieme, e la morte, avvenuta per ambedue lo stesso giorno e anno ( 3 maggio 1282) è come un segno e un sigillo di autenticità del cielo alla loro fraternità.
Nel gruppo dei Sette, essi rimangono dunque come simbolo di fraternità vissuta in comunione di vita e di intenti, ma anche come segno specifico di amicizia che, se vera e gratuita, da Dio è ispirata e reciprocamente aiuta a salire a Dio.

 

SANT’ALESSIO: Della famiglia dei Falconieri, zio di Santa Giuliana, esempio fulgido di umiltà e purezza. La sua vita fu una continua lode a Dio. Amava andare per la questua, impegnandosi specialmente a sostenere i suoi frati mandati a studiare alla Sorbona di Parigi. È morto all’età di 110 anni il 17 febbraio 1310. (Fonte: Santi e beati)

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
16 febbraio 2017 4 16 /02 /febbraio /2017 00:35

images-copia-2.jpg

 

VITA DELLA SANTA

Santa Giuliana, quella che spaventò il demonio. Le storie, o meglio le leggende, delle Sante martiri dei primi secoli del Cristianesimo sembrano, a prima vista, tutte simili. Hanno invece sfumature sapienti e diversità di significato, o almeno di poesia. Sant'Agata e Sant'Agnese, per esempio, furono come angioli purissimi che l'amore dello Sposo mistico conservò attraverso le insidie della passione.
Santa Giuliana, invece aveva accettato di andare sposa ad Eulogio, prefetto pagano della sua città, Nicomedia in Bitinia. Dopo le nozze, però, si rifiutò fermamente all'amplesso dello sposo idolatra. Per comprendere meglio il suo gesto, bisogna pensare che in quell'epoca le fanciulle erano maritate giovanissime, e spesso non era neppure richiesto il loro consenso. Il matrimonio cioè era combinato dai parenti, ai quali era difficile rifiutare un partito influente, come era in questo caso il prefetto di Nicomedia. Giuliana, Santa ubbidiente, accettò lo sposo impostole.
Fu poi Santa amorosa, di amore sovrumano, quando mise il suo corpo come premio alla conversione dello sposo pagano. Ma lo sposo, superficiale innamorato, temeva troppo la potenza dell'Imperatore. Rifiutò di convertirsi; anzi, spaventato dall'idea di una moglie cristiana, si valse della sua autorità di prefetto e comandò che fosse torturata, perché apostatasse, cioè rinnegasse la sua fede.
Giuliana fu così finalmente Santa eroica, nei tormenti sostenuti per la fede. Ed eroica nel suo disperato tentativo amoroso di aprire alla luce l'anima dello sposo terreno. Quella del demonio è poi una storia a sé, inserita con devota fantasia nella sua leggenda. Si narra infatti che il tentatore le apparve in carcere, sotto forma di Angiolo, esortandola a sacrificare agli dei e a por fine ai suoi lunghi tormenti. Con l'ausilio della preghiera, Giuliana riconobbe però il demonio, e « allora - narra la Leggenda - gli legò le mani di dietro, e gittandolo in terra si 'l batté durissimamente con la catena con la quale era legata, e 'l diavolo sì la pregava: Madonna Giuliana, abbi misericordia di me" ».Andò al supplizio traendosi dietro il demonio in catene che supplicava: « Madonna mia Giuliana, non fare ischernie di me, ch'io non potrò, da qui innanzi, avere valore contro altrui ».
Una storia ingenua, una delicata leggenda, che ci rappresenta, con parole di favola, quanto grande fosse la virtù di Santa Giuliana, fanciulla di Nicomedia, decapitata verso il 305, ai tempi della persecuzione di Diocleziano. (autore : http://www.santodelgiorno.it/santa-giuliana/)

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
15 febbraio 2017 3 15 /02 /febbraio /2017 20:27

col.jpg

 

Preghiera a San Claudio De La Colombiere

 

O servo fedele e perfetto amico del mio Signore Gesù Cristo,
Insegnami la via della fiducia;
insegnarmi l'oblio perfetto di me stesso,
a rinunciare alla ricerca di me in quello che faccio,
affinchè io possa contemplare in tutto l'amore di Dio,
stabilire la mia casa nel Sacro Cuore del mio Signore Divino.
Insegnami a servirlo con tutto ciò che sono,
incondizionatamente, come te,
in modo che tutto in me e attraverso di me
contribuisca alla sua gloria e al bene dei miei fratelli,
con la sua grazia e secondo il suo disegno.
Amen.

 

 

 

 

Atto di confidenza in Dio

 (di San Claudio De La Colombiere)

 

Mio Signore e Dio, io sono così convinto che Tu hai cura di tutti quelli che sperano in Te e che niente può mancare a coloro che aspettano tutto da te, che ho deciso, per l’avvenire, di vivere senza alcuna preoccupazione e di riversare su di Te ogni mia inquietudine.
Gli uomini possono spogliarmi di tutti i beni e del mio stesso onore; le malattie possono privarmi delle forze e dei mezzi per servirti; col peccato posso smarrire perfino la tua grazia, ma non perderò mai e poi mai la mia fiducia in Te. La conserverò fino all’estremo della mia vita e il demonio, con tutti i suoi sforzi, non riuscirà mai a strapparmela.
Altri aspettino pure la loro felicità dalle ricchezze e dal loro ingegno; facciano anche affidamento sull’innocenza della loro vita, sui rigori delle loro penitenze, sulla quantità delle loro opere buone e sul fervore delle loro preghiere; per me tutta la mia confidenza è la mia stessa confidenza; confidenza che non ha mai ingannato nessuno.
Ecco perché ho l’assoluta certezza di essere eternamente felice, perché ho l’incrollabile fiducia di esserlo e perché lo spero unicamente da Te.
Per mia triste esperienza devo purtroppo riconoscere di essere debole ed incostante; so quanto le tentazioni possono contro le virtù più affermate; eppure nulla, finché conserverò questa ferma fiducia in Te, potrà spaventarmi; starò al riparo da ogni disgrazia e sarò certo di continuare a sperare, perché spero questa stessa immutabile speranza.
Infine, mio Dio, sono intimamente persuaso che non sarà mai troppa la fiducia che ho in Te e che, ciò che otterrò da Te, sarà sempre al di sopra di ciò che avrò sperato.
Spero anche, Signore che Tu mi sorreggerai nelle facili debolezze; mi sosterrai negli assalti più violenti; farai trionfare la mia fiacchezza sopra i miei temuti nemici.
Ho tanta fiducia che Tu mi amerai sempre e che anche io, a mia volta, ti amerò per sempre. E per portare al più alto grado questa mia fiducia, o mio Creatore, io spero Te da Te stesso, per il tempo e per l’eternità. 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
14 febbraio 2017 2 14 /02 /febbraio /2017 20:35

 

Preghiera a San Modestino (1)

O glorioso San Modestino, tu che hai conosciuto fatiche e tormenti e sempre sei stato guidato dalla sacra Fiamma della Carità, volgi a noi lo sguardo e, per i tuoi grandi meriti, intercedi per chi ti chiede la grazia dell'amore.

Infiamma i nostri cuori d'amore verso il Padre, di carità verso il prossimo nostro, di serena pace per tutti, affinché ciascuno possa alfine godere con te la felicità della Luce eterna.Amen.

 

Pater, Ave e Gloria.

 

 

Preghiera a San Modestino (2)

O nostro protettore San Modestino tu che mostrasti tanto amore per la nostra città, ti preghiamo di proteggerla da ogni sventura. Essa è affidata a te, e con essa, noi a te siamo tutti affidati.

Ti imploriamo in ginocchio proteggici, aiutaci, guidaci a superare le nostre difficoltà quotidiane, consigliaci, illuminaci affinché ciascuno possa vivere nella serenità della Grazia e alfine di approdare al porto dell'eterna salvezza. Amen.

Tre Gloria.

 

 

Preghiera a San Modestino, Fiorentino e Flaviano

O gloriosi e invitti martiri della nostra fede, Modestino, Fiorentino e Flaviano, che, dopo aver sofferto per Gesù tanti tormenti e aver operato tanti miracoli veniste a rigenerare anche la nostra patria dall'idolatria al Cristianesimo, e, in essa lasciaste le preziose reliquie dei vostri corpi.

Otteneteci da Dio la grazia di resistere sempre, con coraggio ai nostri nemici spirituali, di giovare al nostro prossimo con l'esercizio delle opere di misericordia e, in morte, di lasciare anche alla patria l'esempio di bontà e di onore di virtù. Amen.

Pater, Ave e Gloria.

 

 

VITA DEI SANTI:

San Modestino nacque ad Antiochia nel 245 da una nobile famiglia. Nel 302 fu consacrato vescovo della città e patriarca della regione di Antiochia. Con la persecuzione di Diocleziano (anno 303), si ritirò in un eremo sul monte Silpio, nel 310 ritornò alla sua sede patriarcale. Predicò il Vangelo di Cristo e compì numerosi miracoli e guarigioni. Arrestato e torturato, fu liberato dalla prigione dai fedeli della sua diocesi. Modestino con i collaboratori Fiorentino sacerdote e Flaviano diacono partirono per giungere in Italia. Arrivarono via mare a Locri (in Calabria) ove predicarono il Vangelo, furono arrestati e portati in carcere a Sibari, secondo la tradizione furono liberati dall'Arcangelo Michele.

Per via mare raggiunsero Pozuoli o Cuma e da qui l'Irpinia, nei pressi di "Abellinum" ove predicarono gli insegnamenti di Cristo. Modestino compì miracoli e guarigioni. Qui furono arrestati, imprigionati e processati da un inviato dell'imperatore Massenzio, e portati nel luogo detto "Pretorio" ove subirono il martirio con vesti arroventate, morirono nella notte fra il 14 e il 15 febbraio del 311. I loro corpi furono raccolti dai cristiani abellinati e sepolti, sui corpi furono poggiate un insegna con i nomi e le dignità, inoltre a San Modestino fu poggiata, sul corpo, una scultura argentea raffigurante una colomba. I loro corpi ritrovati nell'estate del 1166, furono portati nella cattedrale di Avellino, ove sono ancora oggi conservati nella "Cappella del Tesoro di San Modestino". Nel 1220 furono nominati patroni primari della città e della diocesi di Avellino dal vescovo Ruggiero.

 

Repost 0
Published by La gioia della preghiera
scrivi un commento
14 febbraio 2017 2 14 /02 /febbraio /2017 20:34

 

Meravigliosa preghiera per coloro che si amano... A questa vorrei aggiungere un passo dei Corinzi (Lettera di Pietro) che ritengo splendida. 

 

 

La Preghiera dei Fidanzati

 

Signore, ti ringraziamo di averci dato l'amore:
Ci hai pensato insieme prima del tempo,
e fin da allora ci hai amati così,
l'uno accanto all'altra.
Il nostro amore è nato dal tuo, immenso e infinito.
Che esso resti sempre espressione genuina del tuo,
senza che il gusto intenso di sentirci vicini
attenui il sapore della tua presenza fra di noi,
e senza che il reciproco godimento delle cose belle che sono in noi
ci allontani dal fascino della tua amicizia.
Se per errore o per malinteso affetto, un giorno ci allontanassimo da te,
fa che il vuoto e lo squallore esasperanti della tua assenza
ci scuotano profondamente e ci riportino alla ricerca immediata del tuo volto.
Signore, che tutto di noi conosci, fa che apprendiamo noi pure
l'arte di conoscerti profondamente;
donaci il coraggio di comunicarci integralmente
le nostre aspirazioni, gli ideali, i limiti stessi del nostro agire.
Che le piccole inevitabili asprezze dell'indole, i fugaci malintesi,
gli imprevisti e le indisposizioni non compromettano mai ciò che ci unisce,
ma incontrino, invece, una cortese e generosa volontà di comprenderci.
Dona, Signore, a ciascuno di noi gioiosa fantasia per creare ogni giorno
nuove espressioni di rispetto e di premurosa tenerezza, e fa che la vita coniugale,
che presto inizieremo, continui quest'arte creatrice d'affetto, che, sola,
ci riporterà all'incontro continuo con te che sei l'Amore,
da cui il nostro si è staccato come piccola scintilla.
Amen. 

 

 

 

Corinzi 13,1-13

 

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo.  Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente. 
L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia,  non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male,  non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità;  soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 
L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo;  ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito.
Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto. Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l'amore. 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità
scrivi un commento
14 febbraio 2017 2 14 /02 /febbraio /2017 20:34

cir.jpg

 

Preghiera ai Santi Cirillo e Metodio

 

O Santi Cirillo e Metodio, che con ammirevole dedizione avete portato ai popoli assetati di verità e di luce la fede: fate che la Chiesa tutta proclami sempre il Cristo crocifisso e risorto, Redentore dell’uomo!

O Santi Cirillo e Metodio, che nel vostro difficile e duro apostolato missionario siete rimasti sempre profondamente legati alla Chiesa di Costantinopoli e alla Sede Romana di Pietro: fate che le due Chiese sorelle, la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, superati nella carità e nella verità gli elementi di divisione, possano raggiungere la piena unione auspicata!

O Santi Cirillo e Metodio, che, con sincero spirito di fraternità, avete avvicinato i popoli diversi per portare a tutti il messaggio di amore universale predicato da Cristo: fate che i popoli del Continente Europeo, consapevoli del loro comune patrimonio cristiano, vivano nel reciproco rispetto dei giusti diritti e nella solidarietà e siano operatori di pace tra tutte le nazioni del mondo!

 

 

 

Vita dei santi

Cirillo, nato a Tessalonica, ricevette un’ottima istruzione a Costantinopoli. Insieme al fratello Metodio si recò in Moravia a predicare la fede. Entrambi prepararono in lingua slava i testi liturgici, scritti con caratteri detti poi appunto «cirillici». Chiamati a Roma, Cirillo vi morì il 14 febbraio dell’869 mentre Metodio fu consacrato vescovo e si recò in Pannonia, che evangelizzò senza risparmiare fatiche. Ebbe molto a soffrire da parte di invidiosi, ma fu aiutato dai Pontefici romani. Morì il 6 aprile 885 a Velehrad in Cecoslovacchia.
Giovanni Paolo II, con la lettera apostolica «Egregiae virtus» del 31 dicembre 1980 li ha proclamati insieme a san Benedetto abate, patroni d’Europa.

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento

Presentazione

  • : La gioia della preghiera
  • La gioia della preghiera
  • : Questo blog nasce dall'esigenza di condividere col mondo una scoperta che mi aiuta nella vita di tutti i giorni e che mi rende una persona migliore: la preghiera... Se volete contattarmi: lagioiadellapreghiera@hotmail.it
  • Contatti

Fateci Uscire Da Qui (Un Libro Che Invito A Leggere Coloro Che Hanno Perso I Loro Cari)