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10 luglio 2017 1 10 /07 /luglio /2017 23:40

La Novena per la festa del profeta Elia ha inizio l'11 luglio essendo la sua memoria liturgica il 20, ma la preghiera può essere fatta anche in ogni periodo dell'anno. 

 

Elia-profeta.jpg

 

Novena a Sant'Elia Profeta

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

 
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen

 

Credo :

Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen  

 

 

PRIMO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o Patriarca e nostra Guida Sant'Elia, per lo zelo che aveste dell'onor di Dio quando vi opponeste all'idolatra Acab ed ai suoi falsi profeti, i quali pretendevano ad ogni costo farvi adoratore di falsi Numi, vogliate ottenerci da Dio il vero zelo del suo onore, onorandolo e temendolo, e che sia da tutti onorato e temuto il suo Santissimo Nome. 


Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

SECONDO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o zelante campione dell'onor di Dio, per quel gran merito, per cui otteneste che per tre anni e sei mesi non piovesse né cadesse rugiada sulla terra per ricondurre i figli d'Israele alla fede del vero Dio, vogliate ottenerci da Dio di vivere e morire nell'osservanza della sua Santa Legge, e che vogliamo convertirci ai suoi dettami. 


Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

TERZO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o prodigioso Tesbita, per la grande fiducia che aveste in Dio grazie alla quale otteneste che scendesse il fuoco divoratore dal cielo a consumar le vittime da voi designate per screditare le offerte dei sacerdoti di Baal, vogliate ottenerci da Dio viva confidenza nel suo aiuto nelle nostre necessità spirituali e temporali, e che vogliamo finalmente disingannarci dalle apparenti lusinghe di questo mondo. 


Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

QUARTO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o grande operatore di miracoli, per quella carità che ardeva nel vostro cuore e verso Dio e verso il prossimo allorché vi esponeste a mille patimenti e disagi, peregrinando dall'empia Corte di Samaria per le solitudini della Siria e manifestando dappertutto la Santa Legge, vogliate ottenerci da Dio che noi per amor suo e del nostro prossimo non temiamo alcun pericolo, neanche quello di perdere la propria vita. 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

QUINTO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, voi che siete stato favorito della divina condiscendenza, per quella gratitudine affettuosa verso la povera vedova di Sidone, a cui voi, avendovi dato vitto e ricovero nel misterioso viaggio, impetraste non mancarle né farina né olio nei suoi vasi durante la carestia, vogliate ottenerci da Dio di essere anche noi sempre grati a Lui come a nostro, affettuosissimo Padre provvidente, che ci dà vitto e sostegno nel faticoso viaggio di questa misera vita. 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

SESTO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o dispensatore segnalato dei tesori della natura, per quella grande potenza che vi comunicò il Signore, allorché risuscitaste il figlio morto della vedova di Sidone, distendendovi sul suo cadavere, vogliate ottenerci da Dio di risorgere dai nostri vizi, sottomettendoci di buona voglia alla croce della salutare penitenza. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen. 

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

SETTIMO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o Beniamino del Sacro Amore, per la vostra somma umiltà allorché, perseguitato a morte dalla regina Gezabele, viveste solitario e mendico lungo le riviere di Cherit col sostegno di un corvo che vi nutriva, vogliate ottenerci da Dio il suo santo timore, col quale, allontanandoci sempre più da ogni occasione di peccato, ci sian cibo di eternità le stesse suggestioni del nemico infernale. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

OTTAVO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o depositario fedele delle divine condiscendenze, per quella grazia che riceveste di esser cibato col pane, figura della Santa Eucaristia, svegliandovi l'Angelo dal sonno sotto il ginepro col quale cibo confortato camminaste per il deserto quaranta giorni fino al monte Oreb, vogliate ottenerci da Dio un vivo desiderio di degnamente ricevere la Santa Eucaristia, vero e sicuro viatico a camminare pel deserto di questo mondo, finché giungeremo in salvezza nel Santo Paradiso. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

NONO GIORNO


Devotamente vi supplichiamo, o potente nostro Protettore, per quel favore speciale concessovi da Dio di farsi da Voi vedere a faccia a faccia il Salvatore Gesù sul monte Tabor nella sua gloriosa trasfigurazione, di volerci ottenere da Dio la grazia di vivere sempre con la considerazione che Iddio ci vede, affinché, serbandoci sempre degni dei suoi purissimi occhi, possiamo svelatamente vederlo nel Santo Paradiso. 

 

Padre Nostro :

Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.


Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.


Gloria :

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

PREGHIERA - Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al profeta Elia di vivere alla tua presenza e di consumarsi per lo zelo della tua gloria, dona ai tuoi servi di cercare sempre il tuo volto, per essere nel mondo testimoni del tuo amore. 

 

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9 luglio 2017 7 09 /07 /luglio /2017 09:22

 

Ieri si è conclusa la novena

 

Preghiera di Santa Veronica Giuliani a Maria Santissima

 

«In nome della Santissima Trinità, io suor Veronica, figlia e professa di Maria Addolorata, faccio questa supplica, da parte di tutte queste sorelle; e anche ho intenzione di più e più creature.
Tutti uniti in carità, veniamo ai vostri piedi, Maria Santissima, e tutti, con una sola voce, vi preghiamo e supplichiamo di molte grazie a voi già manifeste, e per intercederle poniamo avanti di voi il vostro caro Figlio crocifisso per nostra salute, la croce, le spine, i chiodi, i flagelli, le pene, i tormenti, e tutto ciò che patì nella sua Passione: vi siano voce per noi per ottener grazie, secondo l’intenzione di ciascuno…»

«O Vergine Santissima, rappresentatevi Voi avanti il vostro Figlio: Monstra te esse Matrem (Mostrati Madre).
Il vostro Cuore è trapassato con sette spade; siano questi vostri dolori voce per noi e chiedano queste grazie…
Voi come Madre di pietà e di misericordia, speriamo che ci otterrete tutto: tutto potete, se volete,perché in Voi e da Voi escono le grazie e ci pare vedere, nel vostro Cuore, i vostri dolori che come sigillo, tutti dicono: Fonte di grazie.
Dunque il vostro Cuore è fonte di tutte le grazie; e noi siamo tutti umiliati e prostrati avanti di esso.Parli per noi esso medesimo e ci ottenga queste grazie».

 

 

Preghiera a Santa Veronica Giuliani

 

Dal trono di gloria ove per la pianezza dei meriti foste sublimata, nostra amabile Santa Veronica, degnatevi ascoltare la umile e fervente preghiera che, stretti dalla tribolazione, vi rivolgiamo.
Lo Sposo divino che tanto amaste e per il quale tanto soffriste ascolterà un solo palpito del vostro cuore che tante volte avvicinò al Suo e un semplice gesto della vostra mano, come la Sua, ferita dalle stimmate della passione.
Dite voi al Signore le grandi necessità dell'anima nostra, tanto spesso arida, tentata e indolente. Dite quello che ci angustia in questo momento... Ditegli come un giorno: "Signore, con le vostre stesse ferite v'invoco; con il vostro stesso amore; se le grazie chieste verranno ad accrescere questo Vostro amore in chi lo aspetta, ascoltatemi, o Signore, esauditemi, o Signore".
O cara Santa, vera immagine del Crocefisso, la vostra preghiera non sarà delusa, e noi, ancora una volta, potremo benedire il vostro nome ed il vostro patire che vi dette tanta luce di gloria e tanta potenza d'intercessione.

 

3 Pater, Ave, Gloria.

 

 

 

Dal suo diario: "Mio Dio altro non vi domando che la salute dei poveri peccatori. Convertiteli tutti a Voi, tutti a Voi…Mi pongo per mezzana fra Voi e i peccatori. Vengano i tormenti; l'amore soffrirà tutto. L'amore ha vinto, e lo stesso Amore è restato vinto; perché l'anima lo sente in sé, in modo che non ho modo di dirlo."

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Orsola Giuliani nasce il 27 dicembre del 1660 a Mercatello sul Metauro, nel ducato di Urbino, ultima di sette figlie, due delle quali morte in tenera età. La sua famiglia è una delle più agiate e stimate della società di quel tempo; il papà Francesco è alfiere della guarnigione pontificia, la mamma Benedetta è una donna di grande pietà, molto attenta all'educazione religiosa delle figlie. Non c'è dubbio che la piccola Orsola è un'anima privilegiata fin dall'infanzia.

Verso i tre o quattro anni le capita un fatto davvero insolito; mentre sta cogliendo i fiori nell'orto di casa le si avvicina un Bambino che le dice: "Io sono il vero fiore!" ma subito scompare. Questa apparizione la riempie di gioia tanto da farla correre per tutta la casa per ritrovare quel Bambino, ma invano. Ancor prima di fare la Prima Comunione, Orsola percepisce per grazia staordinaria un soave profumo che la madre e le sorelle emanano al ritorno dalla santa Messa. Come impazzita, corre per la gioia, nella speranza di poter al più presto ricevere anche lei Gesù.

Il 28 aprile 1667, la mamma Benedetta muore. Il papà, distrutto dal dolore, si trasferisce a Piacenza portando con sé le sue cinque figlie, ma l'ambiente mondano della città poco si adatta alle abitudini delle sorelle Giuliani. Dopo una permanenza di quasi due anni, riescono a rientrare a S. Angelo in Vado, ospitate da uno zio paterno e le sorelle più grandi, una dopo l'altra, entrano nel monastero delle clarisse del paese.

Anche Orsola è consapevole che il Salvatore la vuole tutta per sé, ma deve lottare molto per vincere la tenace opposizione del padre, affezionatissimo alla sua "bambina". Finalmente all'età di 17 anni, dopo una sofferta lotta, il 17 luglio del 1677, viene accettata dalle monache cappuccine del monastero di Città di Castello, luogo da lei espressamente scelto come il più idoneo per darsi alla ricerca di Dio nel ritiro, nella povertà, nell'austerità e nella penitenza.

Nei tre mesi che intercorrono tra l'accettazione e la vestizione religiosa, Orsola vive tra consolazioni divine e grandi tentazioni. Finalmente giunge il giorno tanto atteso e il 28 ottobre 1677 varca la soglia della clausura con la croce sulle spalle e la corona di spine in testa, secondo le costumanze cappuccine. Il vescovo mons. Sebastiani le dice: "D'ora innanzi ti chiamerai Veronica!" e davvero la sua vita la porterà a divenire sempre più una "vera icona" di Gesù crocifisso.

 

Il 1° novembre 1678 Veronica fa la professione solenne e dal quarto anno di vita religiosa iniziano a manifestarsi in maniera sempre più evidente i fenomeni esterni della sua vita mistica e le "pazzie d'amore". La fraternità si trova a vivere insieme ad una donna che sperimenta visioni, estasi, lotte col demonio, la cui vita è afferrata da Dio, completamente! Anche i confessori si rendono conto dello spessore spirituale di questa giovane monaca e si interrogano sull'autenticità delle sue esperienze mistiche straordinarie.

Il padre Ubald'Antonio Cappelletti, oratoriano, confessore delle cappuccine dal 1690 al 1692, fu il primo a chiederle di porre per iscritto ciò che sperimenta nelle sue unioni con Dio. Ma è con il padre Girolamo Bastianelli, anche lui oratoriano e confessore ordinario della comunità, che Veronica incomincia la vera e propria stesura del suo Diario. Il 12 dicembre 1693 inizia la sua più grande penitenza: rendere pubblico e manifesto il suo rapporto d'amore con Dio.Scriverà 22.000 pagine fino a quando la Vergine Maria tre mesi prima della morte le dirà: "Fa' punto!"

Considera la letizia come un dovere della convivenza fraterna e si adopera per rendere le sorelle sempre gioiose e contente. Si dedica assiduamente alla cura delle consorelle ammalate sopportando, non solo, i disagi creati dal loro stato fisico, ma anche, talvolta, dal loro cattivo umore. È in questi anni di esuberanza giovanile che si sente chiamata a offrire le sue sofferenze per la salvezza delle anime; sembra che sia proprio nel 1681 che nasce in lei il desiderio di offrirsi come "mezzana" tra Dio e i peccatori attraverso la penitenza espiatrice.

È ancora al terzo anno di noviziato quando, mentre prega davanti al Crocifisso dell'infermeria, questo le parla: "Mia Sposa, mi sono care le penitenze che fai per coloro che sono in mia disgrazia, perciò ti confermo per mezzana tra me e i peccatori, come tu brami". "Poi, staccando un braccio dalla croce, mi fece cenno che mi accostassi al suo costato - scrive la santa - E mi trovai tra le braccia del Crocifisso. Quello che provai in quel punto non posso raccontarlo; avrei voluto star sempre nel suo santissimo costato!"

Tra il 1681 e il 1697 si collocano i grandi fenomeni straordinari che culminano con l'impressione delle stimmate il Venerdì Santo del 5 aprile 1697.

Le misure e le verifiche del Sant'Ufficio non si fanno attendere e dal 1697 al 1715 Veronica è sottoposta a continui esami, in un clima di sospetto e di sfiducia: viene segregata, privata della voce attiva e passiva nei Capitoli, interdetta alla grata. Tutto ciò avviene perché, dati i fenomeni prodigiosi di cui è protagonista, è sospettata di simulazione e di possessione diabolica. Il tempo però, e soprattutto la sua vita umile, obbediente e vivificata dalla carità, non tardano a convincere della sua santità anche chi l'ha sottomessa alle prove più terribili ed umilianti. Completamente riabilitata, alla soglia dei suoi 56 anni, è ormai una donna radicalmente trasformata. Le sorelle della comunità la vogliono badessa e chiedono la revoca della proibizione del Sant'Ufficio, che arriva il 7 marzo 1716. Il 5 aprile dello stesso anno la santa accetta, pur con grande sofferenza, il servizio del badessato; fino alla morte è contemporaneamente maestra delle novizie e badessa. Negli anni del suo badessato fa costruire un'intera nuova ala del monastero, l'attuale noviziato, composta da dodici nuove celle per accogliere le vocazioni che cominciano ad affluire. Negli anni 1721-1722 fa realizzare un'istallazione di tubature che portano l'acqua al pollaio, alla cucina, alla lavanderia; inoltre con un pozzo scavato nel chiostro, mette fine all'incessante portare secchi fino al terzo piano dell'infermeria. Fa costruire una cappella dedicata alla Madonna del Rosario. Il 25 marzo 1727 Veronica scrive l'ultima pagina del suo Diario. È ormai giunta al culmine dell'intimità con Dio. Il 6 giugno cade in coro colpita da apoplessia; al termine di 33 giorni di sofferenze si spegne il 9 luglio, dopo aver ricevuto dal confessore l'obbedienza per morire. Non appena la campana del coro ne annuncia il decesso tutta la città accorre a venerarla.

Viene beatificata da Pio VII il 17 giugno del 1804 e canonizzata il 26 maggio del 1839 da Gregorio XVI dopo un lungo processo, necessario per esaminare minuziosamente tutti gli innumerevoli fenomeni mistici, evitando in tal modo che gli illuministi del secolo potessero accusare la Chiesa di eccessiva credulità.

Erede della più autentica spiritualità francescana, sui passi del Poverello di Assisi, Veronica fa della sua vita un canto di lode al Padre delle Misericordie. La sua missione provvidenziale si riassume nel binomio amare e patire; ha la consapevolezza che la sua vita deve essere, per divina elezione, una testimonianza viva degli eccessi dell'amore di Dio verso l'uomo e, come risposta al Dio-Amore, sforzarsi di amarlo senza misura per sé e per tutti quelli che non lo amano. La sua aspirazione suprema: vivere crocifissa col crocifisso Gesù.

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9 luglio 2017 7 09 /07 /luglio /2017 09:21

Trailer del film documentario sulla straordinaria santa

 

Veronica Giuliani, al secolo Orsola, è una delle più grandi mistiche della storia. Ebbe numerose rivelazioni e ricevette le Stimmate. Nata a Mercatello sul Metauro, presso Urbino, nel 1660, visse cinquant’anni nel monastero delle Clarisse di Città di Castello. Entratavi 17enne, vi morì nel 1727, dopo essere stata cuoca, infermiera, maestra delle novizie e badessa. All’autopsia risultò che il cuore era trafitto da parte a parte. Dopo aver ricevuto le piaghe della Passione di Cristo, infatti – rivela nel diario spirituale – «piansi molto e con tutto il mio cuore pregai il Signore di volerle nascondere agli occhi di tutti». Nulla sapremmo delle esperienze di Veronica, se il direttore spirituale non le avesse ordinato di trascriverle. Lo fece per 30 anni e il risultato è il «Tesoro nascosto», pubblicato in 10 volumi di 22.000 pagine dal 1825 al 1928. Morì nel 1727, dopo 33 giorni di malattia. È santa dal 1839.
Riportiamo alcune visioni sull’Inferno ed il Purgatorio di questa grande donna di fede dallo spirito francescano. 

 

VISIONE, PER TRE VOLTE, DI UN’ANIMA DEL PURGATORIO


In questa notte, nell’esercizio, vi è stato di particolare questo, che mi pare che Iddio mi abbia fatto vedere un’anima del Purgatorio. L’ho veduta in tre modi.
La prima volta, parvemi che ella fosse in un grande fuoco e che, per mano dei demoni, avesse dei grandi tormenti dei quali l’uno non aspettava l’altro. Ogni vista di quei ministri infernali, le dava pena sopra pena; ma, fra tante pene, la maggiore era quella del danno. Ella non si poteva raccomandare; stava sotto il braccio della giustizia di Dio; e tanto basta. Tutto ciò è stato di grande ammaestramento a quest’anima.
La seconda volta, l’ho veduta con grandi tormenti; in specie, nei sentimenti. Per modo di dire, dirò, che mi pareva che fosse tormentata negli occhi e nelle orecchie con ferri taglienti e pungenti; e che ciò era operato assai celermente ed, ora in uno, ora in quei sentimenti insieme. O Dio! Il sentimento poi della lingua, aveva assai più pena. In un tratto, pareva che le uscisse dalla bocca, ed arrivasse sino a terra; e pareva che fosse inchiodata ivi, non con un chiodo di ferro, ma col chiodo della mano di Dio.
I demoni che sono ministri della divina giustizia, a tutto potere, la tormentavano; ed ella stava immobile nel medesimo sito che fu posta, né poteva muoversi. Era tutta pena, da capo a piedi; non vi è modo di dichiarare queste pene; e non credo che creatura vivente possa mai raccontarle. Parvemi anche di vederla, in un tratto, come distrutta affatto, e consumata da molte pene; ma poi, in un tratto, divenire in essere, con più atroci pene che sembra comincino sempre e sempre continuino con più ardore. In fine, mi pareva vederla, ora tutta lacerare ora pungere con punte infuocate, ed ora stare in un fuoco ardente e divenire tutta un ghiaccio. Sembrava che la detta anima vi fosse gelata dentro; ma, nel tempo medesimo, sentiva fuoco e ghiaccio.
La terza volta, mi fu mostrata pure nella medesima forma; pativa un tormento intollerabile, e pareva che vedesse un non so che; ma io non capivo che cosa fosse. Alla fine, il mio Angelo Custode mi fece conoscere che ella vedeva l’abito che aveva portato della Religione, e la sola vista le rinnovava tutti i tormenti e le pene; perché ella era vissuta con l’abito sì, ma non da Religiosa.
In un tratto, fui trasportata dallo stesso mio Angelo Custode ai piedi di Maria SS.ma; le chiesi soccorso, per questa povera anima; mi esibii per essa a qualsiasi pena e tormento; e Maria SS.ma mi promise la grazia con dimostrarmi quel sigillo; e mi disse che io raccontassi tutto al mio confessore e gli chiedessi l’obbedienza di patire per qualche ora, per soddisfare alla giustizia di Dio per quest’anima che mi fu fatta vedere in quel punto stesso. Parvemi capire che avesse, in quell’istante, un poco di refrigerio…
In questo punto, mi fu fatta vedere quell’altra anima che avrebbe fatto muovere a compassione qualsiasi cuore benché duro. lo, prostrata avanti la mia Mamma cara, Maria SS.ma, le chiedevo grazia; ed Ella mi disse che stessi posata, perché, nel fine di quelle 24 ore di patimenti, sarebbe andata al santo Paradiso; ed io sarei restata fra le pene. In queste pene, però, Ella. voleva che avessi l’assistenza del mio confessore, perché vi sarebbero stati grandi tormenti per mano dei demoni i quali avevano potestà – così voleva Iddio – di flagellarmi e di combattermi.
In questo punto, sentii una voce spaventevole, ed ebbi un grande urtone che mi gettò per terra. Il demonio mi diceva: «Maledetta! maledetta! Che pensi di fare? lo sono venuto per torti la vita»; ma io mi risi di queste sue braverie. Bugiardo che è! Esso non può torre la vita, né fare niente, senza la volontà di Dio; ed io stavo salda e ferma a volere tutto ciò che era la volontà di Dio. Con atti di umiliazione interni, tutte le percosse accettavo, in penitenza delle mie colpe; ringraziavo Gesù; ringraziavo Maria; davo mille benedizioni a Dio; e lo pregavo che mi tenesse la sua mano in capo, perché mai e poi mai l’offendessi. O Dio! Che grande tentazione e battaglia fu questa! Ma, per amore di Dio, il tutto è poco. Non sto a dire altro. Ho raccontato questo, a dispetto dell’inimico. Laus Deo [III,513-517].

 

VISIONE SULL’INFERNO

 

Una visione dell’inferno, avuta nel 1696, è così raccontata da Santa Veronica: «Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un fetore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare. In questo punto, Iddio mi dà una comunicazione sopra l’ingratitudine delle creature, e quanto gli dispiaccia questo peccato. E qui mi si dimostrò tutto appassionato, flagellato, coronato di spine, con viva, pesante croce in spalla. Così mi disse: “Mira e guarda bene questo luogo che non avrà mai fine. Vi sta, per tormento, la mia giustizia ed il rigoroso mio sdegno”. In questo mentre, mi parve di sentire un gran rumore. Comparvero tanti demoni: tutti, con catene, tenevano bestie legate di diverse specie. Le dette bestie, in un subito, divennero creature (uomini), ma tanto spaventevoli e brutte, che mi davano più terrore che non erano gli stessi demoni. Io stavo tutta tremante, e mi volevo accostare dove stava il Signore. Ma, contuttoché vi fosse poco spazio, non potei mai avvicinarmi più. Il Signore grondava sangue, e sotto quel grave peso stava. O Dio! Io avrei voluto raccogliere il Sangue, e pigliare quella Croce, e con grand’ansia desideravo il significato di tutto. In un istante, quelle creature divennero, di nuovo, in figura di bestie, e poi, tutte furono precipitate in quel luogo oscurissimo, e maledicevano Iddio e i Santi. Qui mi si aggiunge un rapimento, e mi parve che il Signore mi facesse capire, che quel luogo era l’inferno, e quelle anime erano morte, e, per il peccato, erano divenute come bestie, e che, fra esse, vi erano anche dei religiosi […]. Mi pareva di essere trasportata in un luogo deserto, oscuro e solitario, ove non sentivo altro che urli, stridi, fischi di serpenti, rumori di catene, di ruote, di ferri, botti così grandi, che, ad ogni colpo, pensavo sprofondasse tutto il mondo. E io non aveva sussidi ove rivolgermi; non potevo parlare; non potevo invitare il Signore. Mi pareva che fosse luogo di castigo e di sdegno di Dio verso di me, per le tante offese fatte a Sua Divina Maestà. E avevo davanti di me tutti i miei peccati […]. Sentivo un incendio di fuoco, ma non vedevo fiamme; altro che colpi sopra di me; ma non vedevo nessuno. In un subito, sentivo come una fiamma di fuoco che si avvicinava a me, e sentivo percuotermi; ma niente vedevo. Oh! Che pena! Che tormento! Descriverlo non posso; e anche il sol ricordarmi di ciò, mi fà tremare. Alla fine, fra tante tenebre, mi parve di vedere un piccolo lume come per aria. A poco a poco, si dilatò tanto. Mi sembrava che mi sollevasse da tali pene; ma non vedevo altro». Un’altra visione dell’inferno è del 17 gennaio 1716. La Santa racconta che in detto giorno fu trasportata da alcuni angeli nell’inferno: «In un batter d’occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti di tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti […]. Una grande montagna si alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e basilischi legati assieme […]. La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Essa era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti, la montagna si spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e demoni intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente furiosi, molestavano le anime le quali urlavano disperate. A questa montagna seguivano altre montagne più orride, le cui viscere erano teatro di atroci e indescrivibili supplizi.  Tratto dal sito www.papaboys.org

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8 luglio 2017 6 08 /07 /luglio /2017 17:09

santamarcellina

 

Novena a Santa Marcellina

(da recitare per 9 giorni consecutivi) :


I. Per quella generosità veramente singolare con cui, niente curando lo grandi fortune che vi promettevano nel mondo la cospicuità del vostro casato, l’eleganza delle vostre forme, la freschezza dei vostri anni, la svegliatezza del vostro ingegno nel fior della vostra giovinezza, imploraste ed otteneste dal santo papa Libano il religioso velo che vi dichiarava legata in mistico sposalizio col sommo Bene, ottenete a noi tutti, o gloriosa Santa Marcellina, di non esser sedotti giammai dai falsi beni del mondo, o di mettere tutta la nostra gloria nella conservazione della grazia di Dio colla gelosa custodia della santa purità e colla pratica fedele di tutte le virtù convenienti al nostro stato. 

 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 

 

II. Per quella fedeltà inalterabie con cui serviste fino alla morte il vostro mistico Sposo, vivendo sempre in conformità ai voti santissimi da voi emessi, o santificandovi sempre di più colla continua pratica delle veglie e dei digiuni, della meditazione, della preghiera e di tutte lo opere le più afflittive della penitenza cristiana, ottenote a noi tutti, o gloriosa Santa Marcellina, di viver sempre fedeli alle promesse da noi fatte nel santo Battesimo e tante volte rinnovate nelle nostre particolari risoluzioni, affinché, menando sempre una vita di pietà con Dio, di carità col prossimo, di mortificazione con noi stessi, rendiamo sempre più certa la nostra elezione alla gloria. 

 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 

 

III. Per quella eroica rassegnazione con cui sosteneste le prove che di voi fece il Signore, togliendovi con morte inaspettata i carissimi vostri fratelli S. Satiro e S. Ambrogio, e per quel nuovo decoro che voi procuraste a tutta la Chiesa, aumentando senza numero col vostro esempio le spose dell’Agnello divino, finalmente per quello specialissimo onore che venne fatto al vostro cadavere tumulato coi sensi della più profonda venerazione dal santo vescovo Simpliciano, poi innalzato sopra gli altari i più magnifici per invitare tutti i popoli a confidare nel potere della vostra intercessione, ottenete a noi tutti, o gloriosa Santa Marcellina, di essere sempre rassegnati fra le traversie di questa terra, e di viver sempre in maniera da edificare continuamente i nostri prossimi, affine di assicurarci quella speciale glorificazione che è promessa a tutti coloro che erudiscono gli altri nella giustizia. 

 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 


 



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7 luglio 2017 5 07 /07 /luglio /2017 14:23

villibaldo.JPG

 

Il vescovo Villibaldo fece cosrtuire la sua cattedrale, fondò un monastero e soprattutto controllò rigorosamente tutti gli altri, per incarico di Bonifacio. E poi incomincia per lui un’esperienza nuova: quella del predicatore itinerante, davanti ad ascoltatori che solo in parte sono cristiani. Quest’opera lo impegna fino alla morte. E lo rende eccezionalmente popolare, già con una fama di santità in vita, che poi si trasformerà in culto spontaneo e duraturo, molto in anticipo sul riconoscimento canonico.

 

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6 luglio 2017 4 06 /07 /luglio /2017 08:49

smariagoretti.jpg

 

Preghiera a Santa Maria Goretti

 

O piccola Maria Goretti che sacrificasti la vita per conservare illibata la tua verginità e che, morente, perdonasti al tuo uccisore promettendo di pregare per lui dal Cielo, aiutaci a superare noi stessi nel difficile cammino di questo mondo così profondamente sconvolto dalle più violente passioni. Ottienici la grazia della purezza dei costumi e quella di un grande amore verso i nostri fratelli.

Tu, che uscita da un'umile famiglia di contadini, per la tua eroica vittoria sul male e il glorioso martirio volasti al Cielo con l'aureola della santità, ottienici la pace, la fede, il lavoro fecondo in una nuova atmosfera di carità, ottenendo per noi dal Signore tutte le grazie necessarie per il nostro bene spirituale e materiale, per la nostra vita terrena e per quella eterna. In particolare ottienici la grazia che in questo momento ci sta molto a cuore.. (esprimerla) Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Maria Goretti di Papa Giovanni Paolo II

 

Bambina di Dio, tu che hai conosciuto presto la durezza e la fatica, il dolore e le brevi gioie della vita; tu che sei stata povera e orfana,tu che hai amato il prossimo facendoti serva umile e premurosa;tu che sei stata buona e hai amato Gesù sopra ogni altra cosa;tu che hai versato il tuo sangue per non tradire il Signore;tu che hai perodonato il tuo assassino, intercedi e prega per noi,affinchè diciamo sì al disegno di Dio su di noi. Ti ringraziamo, Marietta, dell'amore per Dio e per i fratelli che hai seminato nel nostro cuore. Amen.

 

 

 

Preghiera a Santa Maria Goretti di Papa Pio XII

 

Salve, o soave ed amabile santa! Martire sulla terra ed Angelo in cielo! Dalla tua gloria volgi lo sguardo su questo popolo che ti ama, che ti venera, che ti glorifica, che ti esalta. Sulla tua fronte tu porti chiaro e fulgente il nome vittorioso di Cristo; sul tuo volto virgineo è la forza dell’amore, la costanza della fedeltà allo sposo divino; tu sei sposa di sangue, per ritrarre in te l’immagine di Lui. A te, potente presso l’agnello di Dio, affidiamo questi i nostri figli e figlie. Essi ammirano il tuo eroismo, ma anche vogliono essere tuoi imitatori nel fervore della fede e nella incorruttibile illibatezza dei costumi. A te i padri e le madri ricorrono, affinché tu li assita nella loro missione educativa. In te per le nostre mani trova rifugio la fanciullezza, e la gioventù tutta, affinchè sia protetta da ogni contaminazione e possa incedere per il cammino della vita nella serenità e nella letizia dei puri di cuore. Così sia.

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Nacque a Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890, figlia dei contadini Luigi Goretti e Assunta Carlini, Maria era la seconda di sei figli. I Goretti si trasferirono presto nell'Agro Pontino. Nel 1900 suo padre morì, la madre dovette iniziare a lavorare e lasciò a Maria l'incarico di badare alla casa e ai suoi fratelli. A undici anni Maria fece la Prima Comunione e maturò il proposito di morire prima di commettere dei peccati. Alessandro Serenelli, un giovane di 18 anni, s' innamorò di Maria. Il 5 luglio del 1902 la aggredì e tentò di violentarla. Alle sue resistenze la uccise accoltellandola. Maria morì dopo un'operazione, il giorno successivo, e prima di spirare perdonò Serenelli. L'assassino fu condannato a 30 anni di prigione. Si pentì e si convertì solo dopo aver sognato Maria che gli diceva avrebbe raggiunto il Paradiso. Quando fu scarcerato dopo 27 anni chiese perdono alla madre di Maria. Maria Goretti fu proclamata santa nel 1950 da Pio XII. 

 

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5 luglio 2017 3 05 /07 /luglio /2017 08:16

 

Preghiera a Sant'Antonio Maria Zaccaria

Con approvazione ecclesiastica 


Sant' Antonio Maria Zaccaria, tu che hai curato i poveri e gli ammalati 
e hai consacrato la tua vita alla salute delle anime,
 ascolta la mia umile e fiduciosa preghiera. 
Continua la tua opera di medico e di sacerdote, 
ottenendomi da Dio la guarigione dalle infermità fisiche e morali, 
così che, libero da ogni colpa e da ogni male, 
io possa amare il Signore nella gioia, compiere con fedeltà i miei doveri,
 lavorare generosamente per il bene dei fratelli 
e per la mia santificazione. 
Così sia. 

 

 

 

 

Triduo al santo


I. Pietosissimo Iddio, creatore e conservatore del mondo e Signore della vita e della morte di tutti gli uomini, ascoltate la nostra umile e confidente preghiera; e per la mediazione del Santo vostro servo Antonio Maria, degnatevi di liberarci prontamente da ogni male spirituale e temporale.


Pater, Ave, Gloria.


 
II. Amorosissimo Iddio, autore della pace e di ogni consolazione, esaudite le nostre divote brame; e compiacetevi, per l'intercessione del Santo vostro servo Antonio Maria, consolarci benignamente nelle nostre angustie e nei nostri dolori.


Pater, Ave, Gloria.


 
III. Liberalissimo Iddio, datore di tutti i beni e dispensatore di tutte le grazie, accogliete propizio i fervidi nostri voti; e vogliate, per i meriti del Santo vostro servo Antonio Maria, difenderci da ogni minaccia e pericolo, ed aiutarci opportunamente in ogni nostro bisogno.


Pater, Ave, Gloria.
 


(Queste orazioni possono essere recitate anche come triduo o novena)

 

 

 

VITA DEL SANTO 

 

Sant’Antonio Maria Zaccaria è considerato uno dei grandi riformatori della Chiesa. Nato a Cremona nel dicembre del 1502, trascorse l’infanzia fra le cure della madre rimasta precocemente vedova. Sebbene di ricca famiglia, mostrò sin da adolescente un singolare spirito di distacco dai beni materiali, rinunciando alla sua eredità prima di recarsi a Padova per gli studi universitari in medicina. Nel 1524, raggiunti i titoli accademici che gli garantivano una brillante carriera e professione, “si diede a vita spirituale” e mentre attendeva alla preparazione che lo avrebbe condotto ad assumere gli ordini sacri, esplicò un’intensa opera catechetica e caritativa nella sua città. Successivamente fondò un cenacolo di riforma detto dell’Amicizia, con sede nella chiesetta di S. Vitale, nel quale convenivano i cittadini che avevano a cuore il rinnovamento della vita familiare e sociale. Il 20 febbraio del 1529 è ordinato sacerdote, e già l’anno successivo si trasferisce a Milano dove incontrò i primi compagni dei futuri istituti. ll 18 febbraio del 1533 fu approvato da Clemente VII l’ordine dei Chierici Regolari di San Paolo, detti Barnabiti, dediti alla predicazione ispirata all’insegnamento e all’esempio dell’Apostolo, alla promozione della pratica liturgica e sacramentale, particolarmente dell’eucarestia, e alla guida spirituale delle anime. Antonio Maria affiancò a essi, l’ordine femminile che prese nome di Angeliche, che nacque ufficialmente nel 1535, ed infine promosse un ramo laicale formato per lo più da coniugi intenti a coltivare sia la vita interiore sia la dedizione apostolica.
I tre rami della famiglia zaccariana collaborano tuttoggi alla promozione del rinnovamento dello spirito nelle terre in cui operano, secondo l’insegnamento del Fondatore e dell’Apostolo. 
A seguito della sua incessante opera di evangelizzazione, si spense tra le braccia della piissima madre a Cremona il 5 luglio del 1539. Le sue spoglie mortali furono prima tumulate nella chiesa di S. Paolo Converso a Milano ed inseguito, nel 1899, accolte nella cripta della chiesa di S. Barnaba, collocata sotto l’altare maggiore. Il 27 maggio del 1897 fu proclamato santo dal Papa Leone XIII. Antonio Maria incitava i suoi discepoli a “correre come matti” non solo verso Dio nella ricerca della perfezione e della santità, ma anche verso il prossimo, nell’esercizio dell’azione pastorale finalizzata al rinnovamento delle coscienze e della pratica cristiana.
Erede ed imitatore di santi grandi, scrisse una pagina memorabile nella storia della Chiesa che, di lì a poco, si sarebbe riunita in Concilio a Trento (1545-1563) per gettare le basi della riforma dell’intera cristianità.

 

«Togli via ogni cosa, così che tu abbia Dio, che è ogni cosa. 
Va libero a Dio e non ti attaccare a cosa alcuna»          
                            

 

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4 luglio 2017 2 04 /07 /luglio /2017 15:00

 

 

Preghiera a Sant'Elisabetta di Portogallo Regina


O santa Elisabetta, modello d'ogni 
virtù sublime, col vostro esempio
mostraste al mondo quanto può in
un'anima cristiana la carità, 
la fede e l'umiltà.

Voi amaste Dio di un ardore sì
ardente ch'Egli vi rese degna di 
provare sulla terra le gioie del 
Paradiso. Con una fede invitta 
foste vera discepola dell'Evangelo,
e considerando nel prossimo Gesù
Cristo stesso, metteste ogni vostra 
soddisfazione nel parlare coi poveri, 
nel servirli, nell'asciugare le loro 
lacrime e nel soccorrerli.

La vostra umiltà fu sì grande, che 
non contenta di cambiare il trono
con una miserabile capanna, e il
manto regale in un modesto abito
di san Francesco, voleste sottoporvi
quantunque innocente, ad una vita 
di privazioni e di penitenze abbracciando
con gioia la croce del Divin Redentore.

O santa Elisabetta, siate le celeste 
amica dell'anima nostra, aiutateci ad
amare Gesù come voi Lo avete amato, 
proteggeteci nel nostro difficile e,
ottenendoci il perdono dei nostri falli,
apriteci la via al Regno dei Cieli ove
voi sedete beata. Così sia.

 

 

 

Preghiera a  Sant'Elisabetta di Portogallo

 

O Dio clementissimo, che tra le altre spiccate virtù decorasti la beata regina Elisabetta della prerogativa di sedare il furore della guerra, concedi a noi, per sua intercessione, che dalla pace di questa vita mortale possiamo passare ai gaudi eterni. 

 

 

Preghiera a Sant'Elisabetta di Portogallo

 

Dio di amore e di pace,
che hai dato a santa Elisabetta di Portogallo
il dono mirabile
di riconciliare fra loro i nemici,
concedi anche a noi
di essere sempre operatori di pace,
perché possiamo chiamarci tuoi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

 

 

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Nacque l'anno 1271 da Pietro III re di Aragona e da Costanza madre di Manfredi re di Sicilia. Le fu imposto il nome di Elisabetta in memoria di S. Elisabetta regina d'Ungheria, sua prozia.  All'età di otto anni cominciò a recitare l'Ufficio divino e così fece per tutta la vita. Come principessa ella aveva tutta la possibilità di seguire la moda, ma non volle farlo, privandosi anche dei giochi e piaceri leciti. Contratto matrimonio con Dionigi re del Portogallo, non tralasciò gli esercizi di pietà e le buone opere in cui si era fino allora esercitata.  Al mattino si alzava presto, recitava parte dell'Ufficio, assisteva alla S. Messa e poi trascorreva le ore della giornata nell'adempiere i doveri del suo stato, nella lettura della Sacra Scrittura e nel lavoro manuale. Non stava mai oziosa. Da questo sistema non si lasciò smuovere da coloro che le suggerivano una vita più conforme alla sua dignità. Osservava i digiuni imposti dalla Chiesa e se ne imponeva altri; visitava e sollevava i poveri e gli infermi. Verso il marito, di costumi depravati, la pia regina usò ogni preghiera ed esortazione per indurlo alla conversione, e sempre con tutta pazienza e dolcezza, nonostante che le sue premure fossero ricambiate con altri torti ed affronti. Essendo stata accusata di aver eccitato suo figlio alla ribellione contro il re, fu dall'empio sovrano privata dei suoi beni e "relegata nella piccola città di Alaquer. Molti suoi sudditi le offersero armi e truppe per ricuperare il trono dal quale sì ingiustamente era stata scacciata; ma ella nulla accettò ed esortò tutti a mantenersi fedeli al sovrano. Questi ebbe finalmente la grazia di entrare in se stesso; riconobbe l'innocenza di Elisabetta, la richiamò alla corte e perdonò a suo figlio. La santa regina approfittò della conversione del marito per confermarlo nella via della salvezza eterna.  Egli morì nel 1325. Salito al trono Alfonso, figlio di Elisabetta, ella pensò di farsi religiosa nel convento di S. Chiara in Coimbra; ma non essendole stato consentito, visse ritirata in un appartamento contiguo al monastero. Per due volte si recò umilmente e poveramente in pellegrinaggio a Compostella. Di ritorno dal secondo pellegrinaggio, avendo udito che il re suo glio era in discordia con Alfonso VII di Castiglia, si affrettò ad arrivare ad Estremoz per pacificare i due contendenti, ma colta da violenta febbre morì santamente in età di 65 anni. Fu sepolta nel monastero di S. Chiara da lei fondato.  Urbano VIII la canonizzò, fissando la sua festa l'8 luglio. 

 

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4 luglio 2017 2 04 /07 /luglio /2017 15:00

 

 Preghiera a San Cesidio Giacomantonio da Fossa 

 

O Padre, gloria dei santi e premio dei giusti,
che hai gradito come profumo d’incenso
la testimonianza del santo martire Cesidio da Fossa,
arso dal vivo fuoco dell’amore
per i fratelli che gli avevi affidato,
concedi alla tua Chiesa
di essere sempre al servizio della verità
per la salvezza degli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

 

 

VITA DEL SANTO

 

Angelo Giacomantonio, questo il nome con il quale San Cesidio fu battezzato il giorno stesso della sua nascita, nacque a Fossa da Giacomo e Maria Loreta Antonucci il 30 agosto 1873. Quarto di sette figli (Donata, Francesco, Sabatino, Domenica, che sarà suor Cesidia, Bernardino ed Antonio), Angelo fu educato nel rispetto dei sentimenti umani e religiosi e nella fedeltà ai propri doveri cristiani. Sentimenti che trovano la loro espressione non soltanto nella frequenza alla liturgia domenicale, ma anche nella partecipazione diretta e personale nella vita e nell’organizzazione parrocchiale. E fu proprio tale dedizione per la chiesa matrice, oltre che le frequenti visite al vicino convento francescano di Sant’Angelo, che portarono, gradualmente, Angelo a scegliere la vita religiosa nella sequela di San Francesco. Il 21 novembre 1891, nel silenzio mistico della chiesetta conventuale di San Giuliano, Angelo vestiva il saio francescano, prendendo il nome di fra Cesidio. Il nome di Cesidio fu scelto dallo stesso Angelo, il quale pregò il padre Provinciale di lasciargli almeno il suo secondo nome. Compiuto lodevolmente l’anno di noviziato all’insegna dell’obbedienza, dello studio e della preghiera (così scrisse nei suoi diari il giovane fra Cesidio), fu ammesso al corso di studi filosofici e teologici in preparazione al sacerdozio. Dal 1892 al 1897 continua a dimorare in San Giuliano, nel clima d’autentica spiritualità francescana risalente al suo fondatore San Giovanni da Capestrano, autentica guida della comunità aquilana, e nel ricordo di tanti santi abitatori del convento, fra i quali i beati Bernardino da Fossa, Vincenzo dell’Aquila, Timoteo da Monticchio e tanti altri venerabili minoriti. Compiuto il corso teologico fu ammesso alla professione solenne l’8 dicembre 1985, al suddiaconato l’anno successivo, al diaconato nel 1896 e, finalmente, l’11 luglio 1897, ricevette la sacra unzione sacerdotale per mano dell’Arcivescovo Ordinario dell’Aquila Mons. Carrano. Fu subito destinato al convento di Capestrano dove rimase appena un anno perché già nel 1898 P. Cesidio fu trasferito al convento di S. Martino in Magliano dei Marsi, eletto a “Sacro Ritiro” dal Ministro Generale P. Venanzio da Celano. Fu proprio in San Martino che l’ardore missionario esplose quasi violentemente, tanto che il giovane P. Cesidio non seppe più resistervi e ne avanzò formale domanda al Ministro Provinciale del tempo, P. Nunzio Farina il quale tuttavia, in più di un’occasione rifiutò tale richiesta. Fu solo qualche anno più tardi che la Provvidenza gli offrì l’occasione immediata per realizzare senz’altri indugi la sua vocazione missionaria. Incontrò, infatti, un valoroso ed esperto missionario, il capestranese P. Luigi Sonsini tornato in patria dopo oltre trent’anni di missione in Cina per arruolare altri “soldati di Cristo e del Vangelo”. P. Sonsini seppe sollecitamente trattare e risolvere il caso presso il governo dell’Ordine e ben presto P. Cesidio ottenne la tanto desiderata Obbedienza del Ministro Generale: sarebbe stato Missionario in Cina. Lasciò l’Italia il 19 ottobre 1899, insieme ai due confratelli Bonaventura Schiavo da Sulmona e Gerolamo Costa da Viterbo, e approdò in Cina il 1 novembre dello stesso anno. Qui, dopo alcuni mesi d’istruzione di lingua e costumi cinesi, fu destinato a reggere la stazione missionaria in Tai-tung, nel Vicariato di Han-kow, nella regione dell’Hunan. Dalla corrispondenza di quei giorni con i familiari si intuisce che il cuore del giovane missionario bruciava d’ardore per la salvezza delle anime, di zelo per la gloria di Dio e, come lieto e pronto era stato a rispondere alla chiamata divina, così pieno d’entusiasmo si sentiva a dare anche la vita per Cristo e per il Vangelo, pronto anche al martirio, se così fosse stato nei disegni di Dio. Aveva un solo desiderio: evangelizzare, convertire, battezzare, portare anime a Dio! Frattanto, la situazione politica diventava, giornalmente, sempre più confusa, fragile l’ordine pubblico, in mano a governatori molto spesso corrotti o succubi delle prepotenze dei rivoluzionari. S’andava infatti rinfocolando un generalizzato sentimento xenofobo, alimentato dall’azione degli aderenti al movimento dei “Pugni Uniti” o “Boxers”, pronti e decisi ad espellere, anche a trucidare, gli stranieri, in particolare cristiani, sui quali facevano ricadere i malanni del momento: fame, siccità, inondazioni, malattie. Atto conclusivo ed esplosivo di questo diffuso animo avverso a stranieri e missionari, fu l’editto imperiale del 1 luglio secondo il quale bisognava colpire la Chiesa in quanto portatrice di novità aliene dallo spirito e dalla tradizione genuina cinese. Nell’Hunan tuttavia continuava a regnare una certa tranquillità. Ora, P. Cesidio decise di recarsi nella residenza episcopale di Hoaxa-xa-wan: era il 3 luglio 1900. A dir il vero i suoi cristiani l’avevano esortato a non mettersi in cammino perché correvano voci, circostanziate, di un’insurrezione anti-europea e anti-cristiana imminente, ma egli protestò che, alla fine, era pronto anche al martirio, e che Iddio gli avrebbe dato il coraggio e la grazia necessaria. Il 4 luglio, nelle prime ore del pomeriggio, la residenza missionaria dove P. Cesidio si trovava insieme al vecchio missionario P. Quirino Henfling, fu raggiunta e assalita dai Boxers i quali con ferocia inaudita e armati con bastoni, spade e pietre dapprima incendiarono la chiesa e poi colpirono i due frati. Alcuni cristiani presenti, con audace intervento, sottrassero alla morte P. Quirino, mentre il nostro P. Cesidio, ricordando l’Eucaristia, tentò di entrare in cappella per preservarla dalla profanazione. Gli assalitori, pensando che volesse fuggire, gli furono di nuovo addosso con lance, pietre e bastoni, lo trascinarono fuori la casa e, ancora in vita, avvoltolo in una coperta cosparsa di petrolio gli diedero fuoco. I cristiani presenti narrarono che il Martire stringeva al petto il Crocifisso e che “tre globi” o “tre nuvolette con al centro una candida figura umana” volteggiarono finchè nessun movimento emerse da quel corpo verginale.  San Cesidio Giacomantonio da Fossa prima di essere riconosciuto nel 2000, da Papa Giovanni XXIII, tra i sommi rappresentanti della cristianità moderna fu semplicemente un uomo come ognuno di noi. Il suo cammino è stato indubbiamente segnato da molteplici domande vissute certamente come profondi tormenti della coscienza alle quali con il suo spirito eletto ha dato un significato supremo. Infatti non quieto di aver dedicato la sua esistenza alla modestia della regola francescana partì giovanissimo in missione non solo per divulgare la parola di Cristo nella Cina del XIX secolo ma anche e soprattutto per prendersi cura di quelle popolazioni. Ma purtroppo li trovò una martirio terribile: bruciò vivo nella chiesa, attaccata a fuoco dagli abitanti, nell’estremo atto di salvare l’ Eucarestia. La piccola comunità di Fossa da sei anni ricorda la figura del suo Santo compaesano, in concomitanza con la data della sua morte avvenuta il 4 luglio del 1900, in una fiaccolata notturna che si estende dal convento di Sant’Angelo D’Ocre , in cui le sue reliquie sono custodite , fino alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Fossa con l’intenzione di volerne rievocare il martirio in un abbraccio finale che lo riaccompagni dolcemente fino al paese natio. Seppure l’arco temporale della santificazione è fin qui breve san Cesidio è molto amato ed il suo culto è particolarmente sentito non solo dall’ intera comunità fossolana ma anche da quanti hanno avuto modo di conoscere la sua vita e la sua missione. Infatti con la sua opera Egli non è solo un umile frate francescano partito da un piccolo borgo medievale per dedicare la sua seppur breve esistenza alla devozionevole cura dei più bisognosi : San Cesidio da Fossa è un icona dell’amore fraterno dell’uomo verso l’uomo senza barriere di lingua, status sociale, appartenenza territoriale o ideologica il cui messaggio non può e non deve andare dimenticato. Nell’Abruzzo delle montagne mistiche e meditative patria di eremi , abbazie e conventi , di piccole Chiese di campagna e soprattutto di quello stesso San Celestino V intrepido fautore di un antico messaggio di concordia e perdono tra gli uomini , secoli dopo rivive ancora , in questo piccolo centro urbano a pochi chilometri dall’ Aquila , grazie all’ opera di un suo umile figlio un insegnamento di pace , amore e fratellanza. A chi intenderà condividere il suo ricordo ed il suo messaggio distaccandosi per qualche ora dalla frenesia della vita moderna l’appuntamento viene rinnovato ogni primo sabato del mese di luglio a partire dalle ore 18.00 nel Convento di Sant’Angelo D’Ocre.

 

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4 luglio 2017 2 04 /07 /luglio /2017 07:49

 

Cantico dei tre giovani

«Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel trono del tuo regno, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, cieli, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, sole e luna, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, stelle del cielo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, o venti tutti, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, fuoco e calore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, freddo e caldo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, rugiada e brina, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, gelo e freddo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, notti e giorni, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, luce e tenebre, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, folgori e nubi, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedica la terra il Signore, lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, sorgenti, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, mari e fiumi, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell'acqua, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, figli dell'uomo, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedica Israele il Signore, lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, o servi del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, pii e umili di cuore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli, perché ci ha liberati dagl'inferi, e salvati dalla mano della morte, ci ha scampati di mezzo alla fiamma ardente, ci ha liberati dal fuoco. Lodate il Signore, perché egli è buono, perché la sua grazia dura sempre. Benedite, fedeli tutti, il Dio degli dèi, lodatelo e celebratelo, perché la sua grazia dura sempre».

 

Preghiera di Azaria

«Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri; degno di lode e glorioso è il tuo nome per sempre. Tu sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere, rette le tue vie e giusti tutti i tuoi giudizi. Giusto è stato il tuo giudizio per quanto hai fatto ricadere su di noi e sulla città santa dei nostri padri, Gerusalemme. Con verità e giustizia tu ci hai inflitto tutto questo a causa dei nostri peccati, poiché noi abbiamo peccato, abbiamo agito da iniqui, allontanandoci da te, abbiamo mancato in ogni modo. Non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti, non li abbiamo osservati, non abbiamo fatto quanto ci avevi ordinato per il nostro bene. Ora quanto hai fatto ricadere su di noi, tutto ciò che ci hai fatto, l'hai fatto con retto giudizio: ci hai dato in potere dei nostri nemici, ingiusti, i peggiori fra gli empi, e di un re iniquo, il più malvagio su tutta la terra. Ora non osiamo aprire la bocca: disonore e disprezzo sono toccati ai tuoi servi, ai tuoi adoratori. Non ci abbandonare fino in fondo, per amore del tuo nome, non rompere la tua alleanza; non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo tuo amico, di Isacco tuo servo, d'Israele tuo santo, ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare la loro stirpe come le stelle del cielo, come la sabbia sulla spiaggia del mare. Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, ora siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. Ora non abbiamo più né principe, né capo, né profeta, né olocausto, né sacrificio, né oblazione, né incenso, né luogo per presentarti le primizie e trovar misericordia. Potessimo esser accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato, come olocausti di montoni e di tori, come migliaia di grassi agnelli. Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito, perché non c'è confusione per coloro che confidano in te. Ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto. Fa' con noi secondo la tua clemenza, trattaci secondo la tua benevolenza, secondo la grandezza della tua misericordia. Salvaci con i tuoi prodigi, da' gloria, Signore, al tuo nome. Siano invece confusi quanti fanno il male ai tuoi servi, siano coperti di vergogna con tutta la loro potenza; e sia infranta la loro forza! Sappiano che tu sei il Signore, il Dio unico e glorioso su tutta la terra».

 

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