Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
24 aprile 2017 1 24 /04 /aprile /2017 08:31
 
 
Fedele-da-Sigmaringen.jpg
 
 
 
Preghiera a San Fedele
 
 
O Padre,
che al tuo sacerdote San Fedele, ardente di carità,
hai dato la grazia di testimoniare con il sangue
l'annunzio missionario del Vangelo,
per sua intercessione concedi anche a noi
di essere radicati e fondati nell'amore di Cristo,
per conoscere la gloria del Signore risorto.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
 
 
 
 
VITA DEL SANTO

Lo chiamavano “l’avvocato dei poveri” perché difendeva gratuitamente coloro che non avevano denaro a sufficienza per pagarsi un avvocato. Sacerdote, cappuccino e martire. Filosofo, giurista, educatore e martire nel cuore d’Europa: quello di San Fedele di Sigmaringen è un profilo umano e culturale complesso e affascinante, reso luminoso dalla determinazione con cui affrontò l’incarico di predicatore in una terra dove si andava diffondendo il protestantesimo. Nato non lontano da Stoccarda, a Sigmaringen, nel 1578 studiò filosofia e diritto a Friburgo, in Svizzera, per poi avviarsi alla carriera forense in Alsazia, dove però un nobile gli affidò per la formazione il figlio e un gruppo di giovani: assieme a loro il futuro santo viaggiò tra Italia, Francia e Spagna. Poi tornò a Friburgo e si fece cappuccino. Da Roma però gli venne chiesto di andare a predicare in Rezia, tra i protestanti. Proprio una predica pubblica gli costò la vita a Seewis per mano di alcuni soldati nel 1622.

 
Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
23 aprile 2017 7 23 /04 /aprile /2017 19:54

Preghiera

 

Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio Tuo Gesù Cristo, e l'hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la Tua Misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Resurrezione del Tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.

 

 

img023.jpg

La sera del 22 Febbraio, 1931 suor Maria Faustina Kowalska, al secolo Elena Kowalsk (proclamata santa il 30 aprile 2000) annota sul suo diario : 

La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. 
(...) Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il  pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per  le anime dei peccatori.

ll compito che il Signore Gesù assegnò a suor Faustina era, umanamente parlando, irrealizzabile, poiché essa non possedeva delle capacità artistiche elementari. Nonostante ciò,  provò a dipingere il quadro da sola, senza riuscirci. Le sollecitazioni di Gesù a realizzare questo compito, e dall’altra parte, l’incredulità dei confessori e dei superiori, divennero per suor Faustina una sofferenza personale enorme. Durante il soggiorno a Płocke poi a Varsavia, continuava a pensare sul compito irrealizzabile del Signore Gesù, tanto più che le faceva sentire quanto fu importante era nei piani di Dio quel compito a lei affidato.

Questo si evince da quanto lei stessa scrive nel suo diario ( pag.154) : “ Ad un tratto vidi il Signore che mi disse: Sappi che, se trascuri di dipingere quell’immagine e tutta l’opera della Misericordia, nel giorno del giudizio risponderai di un gran numero di anime ’’   

Suor Faustina fu trasferita alla casa della congregazione a Vilnius il 25 maggio 1933. Qui incontrò il suo confessore e direttore spirituale, don Sopocko che si impegnò a realizzazione le richieste del Signore Gesù. Così egli chiese ad un artista pittore Eugeniusz Kazimirowski di dipingere questa immagine sacra facendogli  conoscere parzialmente la missione di suor Faustina e lo impegnò a mantenere il segreto. Il pittore rinunciò alla propria concezione artistica per trasmettere fedelmente quello che riferiva suor Faustina. Lei, per un periodo di sei mesi, si recava nel laboratorio del pittore almeno una volta a settimana, per aggiungere dettagli ed indicare le correzioni necessarie. Cercava di ottenere un’immagine fedele di Gesù Misericordioso esattamente come quella che le fu rivelata in visione, ma il risultato non era soddisfacente. Nel suo diario (pag.313) riporta : "Andai subito in cappella e mi sfogai piangendo a dirotto. Dissi al Signore: Chi può dipingerTi bello come sei? - All’improvviso udii queste parole: Non nella bellezza dei colori nè del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia” .

l’immagine del Salvatore Misericordioso venne esposta nella finestra della cappella di Porta dell’Aurora a Vilnius, nei giorni 26-28 aprile 1935 e per la prima volta fu venerata pubblicamente durante le solennità di chiusura del Giubileo di 1900-ennio della Redenzione del Mondo.

 

Gesuconfido in te

 

I due raggi  rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia (...).  Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio

 

 

 

Nel 1943 a dieci anni di distanza dalla realizzazione della prima immagine di Gesù Misericordioso a Vilnius in Lituania e a cinque anni dalla morte di suor Faustina a Cracovia all'età di 33 anni, l’artista e pittore Adolf Hyla si presentò a Cracovia Lagiewniki. Parlò con le suore della Congregazione delle Suore della  Beata Vergine Maria della Misericordia svelando il suo desiderio di dipingere un quadro. Voleva fare un dono per la cappella della congregazione, offrendolo come ex-voto di ringraziamento a nome di tutta la sua famiglia salvata dalla guerra.

Le Suore gli proposero di dipingere un’immagine di Gesù Misericordioso. Come modello presentarono all’artista una riproduzione della prima immagine dipinta da Kazimirowski con la partecipazione di suor Faustina. Allegarono anche la descrizione dell’immagine contenuta nel diario di suor Faustina. L’artista eseguì quest’opera secondo la sua propria idea. Siccome le misure del quadro ricevuto in dono non andavano bene per l’altare della cappella delle Suore, Madre Irene Krzyzanowska ne ordinò un’altra. Questa immagine fu benedetta nel 1944 e collocata nella cappella della Congregazione a Cracovia, dove è venerata fino ad oggi. L’effigie di Gesù Misericordioso era dipinta sullo sfondo di un prato e dei cespugli visibili in lontananza. Don Sopocko intervenne nel 1954 e lo sfondo dell’immagine fu dipinto con un colore scuro, e sotto i piedi del Signore Gesù fu dipinto un pavimento.

L’immagine dipinta da Adolf Hyla senz’altro contribuì in grande misura alla diffusione del culto della Divina Misericordia. Lo confermano numerose grazie ricevute tramite questa immagine. Tuttavia, la sua popolarità non fa diminuire il valore della prima immagine, esattamente  secondo il modello trasmesso dal Signore Gesù stesso. 
 

La versione di Adolf Hyla

gesumisericordiosoAdolfHyla

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
23 aprile 2017 7 23 /04 /aprile /2017 17:08

“Figlia mia,  quanto più le anime passate all’altra riva sono state sottoposte alla mia Volontà, quanti più atti hanno fatto in Essa, tante più vie si son formate per ricevere i suffragi dalla terra.  Sicché quanto più hanno fatto la mia Volontà formandosi le vie di comunicazione dei beni, che ci sono nella Chiesa e che Mi appartengono, non c’è via da loro fatta che non gli porti chi un sollievo, chi una prece, chi una diminuzione di pene:  i suffragi camminano in queste vie regie del mio Volere, per portare a ciascuna il merito, il frutto ed il capitale che s’è formato nella mia Volontà, perciò senza la mia Volontà non ci sono vie e mezzi per ricevere i suffragi.  Sebbene i suffragi e tutto ciò che fa la Chiesa scendono sempre nel Purgatorio;  ma vanno a coloro che si son formate le vie, …  Per chi ha fatto sempre la mia Volontà non esistono vie per il Purgatorio, la sua via è diritta per il Cielo.  E chi non in tutto e per sempre, ma in gran parte ha riconosciuto il mio Volere e vi si è sottoposto, si è formato tante vie e riceve tanto che subito il Purgatorio lo spedisce al Cielo. Ora, come le anime purganti per ricevere i suffragi dovevano formarsi le vie, così i viventi per mandare i suffragi devono fare la mia Volontà per formarsi le vie, per fare salire i suffragi nel Purgatorio;  se fanno i suffragi e dalla mia Volontà son lontani, i loro suffragi, mancando la comunicazione della mia Volontà che, sola, unisce e vincola tutti, non troveranno la via per salire, i piedi per camminare, la forza per dare il sollievo:  saranno suffragi senza vita, perché manca la vera Vita del mio Volere che, solo, tiene virtù di dar vita a tutti i beni. Quanto più di mia Volontà l’anima possiede, tanto più valore contengono le sue preghiere, le sue opere, le sue pene;  sicché più sollievo può portare a quelle anime benedette.   Io misuro e do il valore a tutto ciò che può fare l’anima, per quanto di mia Volontà possiede…” (Gesù a Luisa Piccarreta:  3.11.1926  - Vol. 20) 

 

NOVENA ALLE ANIME DEL PURGATORIO NEL DIVIN VOLERE

Recitare le preghiere per nove giorni consecutivi

 

Padre Santo, m’immergo nel tuo Voler Divino, prendo e faccio mio tutto il suo Potere, l’immensità del suo Amore;  faccio mio il valore immenso delle pene del tuo Figlio Gesù, tutta la sua Passione, ogni sua piaga, ogni sua spina, ogni goccia del suo Sangue e faccio mia tutta la sua Umanità SS., ogni suo atto, tutti i suoi meriti, la sua Santità e la sua Divinità;  prendo tutte le Qualità Divine, tutti i beni che sono nella Volontà Divina;  prendo tutti gli atti di Maria SS., tutta la sua santità, i suoi meriti e le sue pene e, facendo tutto mio questo capitale infinito, lo verso tutto sulle anime del Purgatorio, ( particolarmente sull’anima di ............... ),  perché, immerse in questi bagni di un potere ed un’immensità divina, vengano di molto abbreviate le loro pene e possano essere al più presto ammesse alla tua Presenza a lodarti nella Patria Celeste. (Cfr. Vol. 12 - 14.3.1919)

 

Signore, nella tua Divina Volontà, per il suffragio delle anime purganti, io Ti offro il Sangue Divino, che venne sparso per esse, il Sacrificio della Vittima per eccellenza, la mediazione potente di Maria e dei Santi, le umili suppliche della tua Chiesa, le preghiere e le opere meritorie dei suoi figli.  Appoggiato a questo io spero tanto dalla tua misericordia, o mio Dio, per quelle anime che Ti furono care, e che ci fai un dovere di amare e di soccorrere ancora.

Gesù, nel tuo Volere Ti bacio, Ti compatisco, Ti adoro, Ti ringrazio e Ti prego per i colpi che ricevi e per gli acerbi dolori che soffri mentre Ti conficcano i chiodi, di concedere in questo momento alle anime purganti la loro liberazione dal Purgatorio.  Sì, per il Sangue che spargi, o Gesù, Ti prego di estinguere le fiamme che bruciano quelle anime;  e questo Sangue sia a tutte di refrigerio e bagno salutare da purgarle da qualunque macchia e disporle alla visione beatifica.   (Cfr. Le Ore della Passione di N.S.G.C.) 

 

 

luisa-piccarreta.jpg

 

BIOGRAFIA DI LUISA PICCARRETA

Luisa Piccarreta, serva di Dio della Chiesa Cattolica, nacque a Corato (Bari), la mattina del 23 aprile 1865, domenica "In Albis" (l'attuale festa della Divina Misericordia), e fu battezzata lo stesso giorno. Quarta delle cinque figlie di Rosa Tarantini e di Vito Nicola Piccarreta, umile fattore in una masseria agricola, situata nella località di Torre Desolata. La sua formazione scolastica si fermò al primo anno di scuola elementare, per poter condurre la vita contadina della sua famiglia. La domenica in Albis del 1874, Luisa ricevette, all'età di nove anni, i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Da allora in poi, la sua Fede si intensificò, rimanendo assorta continuamente in preghiera, meditando in particolare sulla Passione di Cristo, adorando spiritualmente L'Eucaristia e coltivando una solida devozione alla Madonna che la spinse, ad undici anni, ad iscriversi all’Associazione delle Figlie di Maria.

A tredici anni, mentre meditava sulla Passione di Gesù, al sentire il cuore oppresso e la mancanza di respiro, uscì fuori al balcone di casa e da lì ebbe una visione: la strada era piena di persone che spingevano Gesù, sofferente e insanguinato, mentre portava curvo la pesante croce. Allora Cristo, alzando gli occhi verso di lei, le disse: "Anima, aiutami!". Da quel momento in poi, si accese in lei un desiderio insaziabile di consolare Gesù, prendendo su di sé i suoi patimenti per salvare le anime e riparare così le offese che riceveva. Iniziarono per lei le sofferenze fisiche dovute alle stigmate invisibili e alle dure e continue vessazioni di demoni, aggiunte a quelle spirituali e morali. Un giorno, dopo essere stata vessata dal demonio, ebbe una seconda visione di Gesù penante e della Madonna Addolorata che la invitava ad offrirsi vittima per amore a suo Figlio. Allora pronunciò il suo "Fiat Voluntas tua" a Dio, facendo voto di vittima di espiazione per i peccati. In seguito a ciò, manifestò un'inspiegabile malattia che la costringeva a stare immobile a letto e a vomitare qualsiasi cibo e bevanda, nutrendosi solo di Eucarestia, per 62 anni. I medici che la visitarono, non essendo riusciti a trovare una diagnosi certa, suggerirono ai familiari di chiamare un sacerdote. Finalmente, al segno della croce di un padre agostiniano, Luisa ritornò dal suo "solito stato" - come lei stessa lo definì - che si ripresenterà ogni giorno fino alla morte e da cui poté ogni volta uscire solo allo stesso modo. Divenne terziaria Domenicana col nome di Maddalena, ma ebbe da Gesù una missione particolare e unica: nella "piccola prigione" del suo letto, Gesù le fece conoscere il suo desiderio di riportare l'uomo all'ordine e allo scopo per cui fu creato, ossia il vivere unito a Lui nella sua "Divina Volontà", come lo fu Adamo prima del peccato originale. Questo è il significato delle parole di Gesù del Padre Nostro: "Sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra". Dal 1884 fino alla morte, fu obbediente ai vari confessori inviati dal Vescovo dell'Arcidiocesi di Trani. Dal 1º gennaio 1889, il suo confessore, don Michele De Benedictus, le diede il permesso di rimanere a letto, dove rimase sempre seduta fino alla morte.

Il 28 febbraio del 1899, don Gennaro De Gennaro, il suo secondo confessore, le diede l'obbedienza di scrivere quanto succedeva tra Gesù e lei e le grazie che riceveva continuamente. Con grande sforzo interiore, cominciò a scrivere il suo diario: un manoscritto contenente più di 2.000 capitoli, raccolti in trentasei volumi, sulla nuova "santificazione" nella Divina Volontà. Scrisse anche centinaia di lettere, "Le Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo*", a cui sono legati innumerevoli benefici spirituali e lo scritto dettatole dalla Madonna stessa: “La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà", una meditazione mariana del Vangelo ed un'esortazione a vivere nella Divina Volontà. All’inizio del Novecento, Sant'Annibale Maria Di Francia fu suo confessore straordinario e censore dei suoi scritti, regolarmente esaminati ed approvati dalle autorità ecclesiastiche. Il santo messinese incoraggiò Luisa a scrivere tutto ciò che succedeva tra Lei e Gesù, senza tralasciare nessun particolare. Si dedicò alla pubblicazione de “L’Orologio della Passione”, che meditava ogni mattina raccomandandone la preghiera; nel 1926, fece scrivere a Luisa anche un quaderno di “Memorie d’infanzia”. Colpito da una grave malattia che lo condusse alla morte, Sant'Annibale non poté vedere realizzato il suo sogno di pubblicare gli scritti di Luisa.

Il 7 ottobre 1928, a Corato si completò la costruzione della Casa delle suore della “Congregazione del Divino Zelo” dove Luisa Piccarreta fu trasferita dopo la morte di Sant'Annibale. Don Benedetto Calvi, l'ultimo dei suoi confessori, le fu vicino fino alla morte e il 28 dicembre 1938 le diede l'obbedienza di scrivere l’ultimo capitolo del suo diario. Il 4 marzo di 1947, a 81 anni, dopo una breve e fatale polmonite, spirò continuando a vivere nella Divina Volontà in Paradiso, ancor più perfettamente di come aveva già fatto sulla terra. Nel 1993, i suoi resti furono traslati nel Santuario di Santa Maria Greca e il 20 novembre 1994, la Santa Sede diede il "Nulla Osta" all'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, per l'apertura ufficiale della Causa di Canonizzazione.

Il 29 novembre del 2005, l'Arcivescovo dell'Arcidiocesi, S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, chiuse la fase diocesana, iniziando così quella romana della causa di beatificazione

 

      * puoi scaricarlo cliccando qui -----> link

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere per le anime del Purgatorio
scrivi un commento
22 aprile 2017 6 22 /04 /aprile /2017 23:28

San_Giorgio_T.jpg

 

Preghiera recitata dagli scout in onore di San Giorgio Martire.

 

Glorioso martire San Giorgio,
proteggi tutte le Guide e gli Scout,
che ti riconoscono loro patrono.
Aiutaci a vivere l’avventura della nostra adolescenza,
fedeli al dono del battesimo,
aperti ai suggerimenti dello spirito,
forti nel superare le prove di questi anni belli e difficili,
generosi nell’aiutare che ha bisogno di noi.
Così imitando i tuoi esempi,
ci ritroveremo un giorno con te nella Casa del Padre,
per continuare a vivere nella gioia
e per sempre la grande avventura dei figli di Dio.
Amen.

 

 

Preghiera a San Giorgio Martire.

 

O San Giorgio, a te mi volgo
per chiedere la tua protezione.
Ricordati di me, tu che hai sempre aiutato
e consolato chiunque ti ha invocato
nelle proprie necessità.
Animato da grande confidenza
e dalla certezza di non pregare invano,
ricorro a te che sei così ricco di meriti
davanti al Signore: fa che la mia supplica
giunga, per tua intercessione,
al Padre della misericordia.
Benedici il mio lavoro e la mia famiglia;
tieni lontani i pericoli dell'anima e del corpo.
E fa che, nell'ora del dolore e della prova,
io possa rimanere forte nella fede
e nell'amore di Dio

 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
22 aprile 2017 6 22 /04 /aprile /2017 12:55

 

PRIMO GIORNO - 22 aprile

 

Gesù sta al centro della nostra vita

Al centro della nostra vita sta Gesù Cristo. È Lui il nostro salvatore, il nostro esempio e la nostra speranza. La sua speranza, la sua parola, il suo amore guidò costantemente la vita di san Riccardo nelle giornate liete come in quelle tristi.

Così ne ha parlato san Paolo:

“È lui l’immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione; poiché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e invisibili… Egli è anche il capo del corpo, cioè la Chiesa. È lui principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, per essere primo fra tutti. Perché è piaciuto a Dio che abiti in lui ogni pienezza e che per mezzo di lui e i vista di lui siano riconciliate tutte le cose, pacificando con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli”.(Col. 1,15-16.17-20)

Gesù stesso così ha parlato di sé:

“In quel tempo Gesù disse: Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli Sì, o Padre, perché così hai voluto nella tua bontà… Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi da un peso, e io vi ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”. (Mt. 11,25-26.28-30)

Pausa di preghiera

Ascoltiamo ora una riflessione di san Riccardo sul mistero di Gesù Cristo:

“Ricordiamoci scambievolmente nel Signore implorando da Lui tutte quelle grazie che Egli vede maggiormente necessarie per noi per rinforzarci maggiormente nelle virtù cristiane, approfittando dei santi esempi ed insegnamenti che Egli, con infinita bontà e misericordia, ama darci dalla Capanna di Betlemme. Anzitutto Egli scende fra di noi, si fa uomo – per fare la volontà del suo Divin Padre -, e l’Umanità santissima di Gesù, fin dal primo concepimento, niente altro cerca all’infuori di questo, ponendo nell’adempimento di tale volontà ogni sua felicità, dalla Culla alla Croce, e la sua stessa vita: – il mio cibo è fare la volontà del Padre mio -; questa Egli sapeva che era l’unica via per glorificare il suo divin Padre, per raggiungere la sua divina gloria, e per salvare il mondo”. (Lettera al fratello Ferdinando n. 115, p. 191)

Ed ora rivolgiamo a san Riccardo la stessa preghiera che un giorno egli fece a sua sorella suor Longina, per chiedere una conoscenza e un’amore più vivi di Gesù Cristo:

“Mi raccomando perciò vivamente, sempre più vivamente alle tue buone orazioni, o sorella amatissima (o amatissimo san Riccardo), affinché il Signore voglia concedermi la grazia di sempre più avvicinarmi a Lui, più chiaramente conoscerlo, più ardentemente amarlo, più fedelmente servirlo, e meritare così il premio promessoci di goderlo eternamente in Paradiso”.(Lettera alla sorella Longina n. 26, p.54)

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

San Riccardo, innamorato di Gesù Cristo, Fammi partecipe della tua passione per Lui, perché lo riconosca nella mia vita come il primo bene, lo ascolti nelle sue parole come verità della mia esistenza, lo segua nel suo cammino quale mia strada, e mi soccorra nella mia pena… e mi rinnovi nel cuore.

 

INNO A SAN RICCARDO PAMPURI

 

Grande festa in ciel tra i santi

gioia immensa per la Chiesa:

nella gloria del Signor

vive il servo suo fedel.

Con il sole della Grazia

la feconda nostra terra

frutto santo germinò:

fra Riccardo ci donò.

Alla fede consacrato

ogni scienza a Dio richiese

puro e semplice di cuor

fu esempio di virtù.

Fatto medico soccorse,

vero buon samaritano,

il malato nel dolor

con ardente carità.

Come incenso unito al fuoco,

la sua vita unita a Cristo

diffondeva pace e amor

richiamava al Signor.

Dalla santa Eucarestia

che adorava con fervore

egli attinse il vero amor

e la luce nell’agir.

Sulla via del Signore

abbracciò la perfezione,

la sua vita consacrò

nei consigli del Vangel.

Pur vissuto brevi anni

maturò una vita santa

e la gloria meritò

di goder la Trinità.

 

“San Riccardo, innamorato di Cristo, prega per noi”.

Cuore di San Riccardo Pampuri

 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

 

SECONDO GIORNO - 23 aprile

 

Condizioni per seguire Gesù Cristo

Non è sufficiente riconoscere Gesù Cristo, occorre anche seguirlo per essere degli autentici cristiani. Solo a queste condizioni noi gli rassomigliamo. È l’esempio che ci ha dato san Riccardo da laico e da religioso, nella salute e nella malattia.

Così Gesù ha esposto ai suoi le condizioni per seguirlo:

“Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro:- Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Che giova infatti a un uomo guadagnare il mondo intero e perdere la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi -”. (Mr. 8,34-38)

Pausa di preghiera

 

Ascoltiamo ora come san Riccardo ha cercato nella sua vita la strada per la quale Dio lo chiamava. Egli non chiese a Dio di accondiscendere al suo progetto di vita, ma di trovare e di mettere in pratica quello che Dio voleva da lui. Si tratta di uno scritto indirizzato alla sorella, ma le sue parole le possiamo far nostre e rivolgerle a lui come una preghiera:

 

“Dalla mia ultima lettera avrai compreso come, nel cercare la via per la quale il Signore vuole che lo serva, non poche volte mi si è affacciata quella tanto gloriosa del Missionario, ma troppo spesso mi appariva la pochezza fisica e più ancora morale a dissuadermene. Eppure, quanto volentieri abbraccerei questo stato, se la Provvidenza Divina me lo indicasse come a me coneveniente!

 

Prega dunque tanto, sorella carissima (carissimo san Riccardo), affinché il Signore mi faccia conoscere bene la sua Volontà, affinché io non abbia da una parte a tentarlo chiedendogli ciò che a me non conviene, né da un’altra diffidare dell’infinito suo misericordioso aiuto. Prega affinché con l’adempimento completo e generoso dei doveri che m’incombono nel mio stato presente e col non trascurare le occasioni di bene che tanto sovente il Signore mi manda, meriti di conoscere sempre meglio la sua santa Volontà a mio riguardo”. (Lettera alla sorella Longina n. 28 p. 56)

Non ha mai presunto san Riccardo delle sue forze spirituali. Egli faceva molto conto sulla preghiera e sul pensiero della sorella che si era donata a Dio, per poter essere fedele nel seguire il Signore. Così, a diciotto anni, quando nella vita si fanno tante contraddizioni, scriveva alla sorella:

“Io sempre ti ricordo, ti ricordo nelle mie poche preghiere… quando mi sento debole nell’adempiere ai miei doveri, debole nel superare gli innumerevoli pericoli nel resistere alle tentazioni, alle passioni; e sento il bisogno di qualcuno che preghi, continuamente che preghi il Signore per me, che ne ho tanto, tanto bisogno, per mantenermi buono, per non scostarmi dal retto pensiero”. (Lettera alla sorella Longina n. 2 p. 30)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

San Riccardo, che con sapienza e costanza hai cercato le strade di Dio, e le hai seguite con determinazione e con gioia, soccorrimi nelle mie necessità… e aiutami a seguire con la tua stessa generosità la voce del Signore con la libertà e la fedeltà che ci chiede Gesù Cristo.

 

INNO A SAN RICCARDO PAMPURI

 

Grande festa in ciel tra i santi

gioia immensa per la Chiesa:

nella gloria del Signor

vive il servo suo fedel.

Con il sole della Grazia

la feconda nostra terra

frutto santo germinò:

fra Riccardo ci donò.

Alla fede consacrato

ogni scienza a Dio richiese

puro e semplice di cuor

fu esempio di virtù.

Fatto medico soccorse,

vero buon samaritano,

il malato nel dolor

con ardente carità.

Come incenso unito al fuoco,

la sua vita unita a Cristo

diffondeva pace e amor

richiamava al Signor.

Dalla santa Eucarestia

che adorava con fervore

egli attinse il vero amor

e la luce nell’agir.

Sulla via del Signore

abbracciò la perfezione,

la sua vita consacrò

nei consigli del Vangel.

Pur vissuto brevi anni

maturò una vita santa

e la gloria meritò

di goder la Trinità.

 

“San Riccardo, innamorato di Cristo, prega per noi”.

 

Cuore di San Riccardo Pampuri

 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

 

TERZO GIORNO - 24 aprile

 

L’umiltà via alla verità

 

Riconoscere e seguire Gesù nel suo cammino, ma con quali atteggiamenti soggettivi? Come ce ne ha parlato Gesù? San Riccardo come ce ne ha dato testimonianza nella sua vita e nella sua parola? E di conseguenza che cosa chiede a noi il Signore?

 

Gesù ringrazia il Padre per l’attenzione che egli riserva ai piccoli, vale a dire a coloro che con umiltà si lasciano istruire da Gesù:

 

“In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito santo e disse:- Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così hai voluto nella tua bontà -”. (Lc. 10,21-22)

 

Volendo sottolineare la disponibilità con cui va accolto il regno di Dio, così Gesù afferma:

 

“In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non vi entrerà”. (Lc. 18,17)

 

E la Madonna, guardando alla propria storia e a quella di Israele, esclama:

 

“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato all’umiltà della sua serva… ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. (Lc. 1,46-48.52)

 

Pausa di preghiera

 

San Riccardo mantenne in tutta la sua vita questo atteggiamento di umiltà di fronte a Dio fino a denunciare frequentemente i suoi limiti, preoccupato di non apparire per ciò che di fatto non era. Facciamo nostra la sua preghiera:

 

“Prega tanto il Bambino Gesù che mi faccia diventare buono come Egli desidera, come Egli vuole:- Imparate da me che sono mite ed umile di cuore -… Oh quanto errato è il giudizio degli uomini nel giudicarci benevolmente dalle sole apparenze. e quanto stolti siamo noi nel chiudere le orecchie (ed adontarci magari) le poche volte che qualcuno, liberatosi da troppi vani riguardi, osa dirci la schietta verità, tanto poco lusinghiera!

 

Purtroppo la coscienza ci avverte che le lodi non sono meritate, eppure ce ne compiacciamo; ci dice che i biasimi sono giusti, ma il maledetto orgoglio ama attribuirli solo all’avversione e malignità altrui. Questa è in modo tutto speciale la misera condizione dell’animo mio: prega dunque il Bambino Gesù che mi conceda la grazia di saper ascoltare con vera umiltà, quella umiltà che può sola farmi ben comprendere tutta la realtà della mia miseria e ottenere dal Signore la grazia di potervi rimediare nel miglior modo. (Lettera alla sorella Longina n. 53 p. 99)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità:

Gloria al Padre…

Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia:

Padre nostro…

Preghiamo la Madonna esemplare della fede:

Ave maria…

 

San Riccardo, che con umiltà e fiducia ha ascoltato e seguito il Signore, soccorrimi nelle mie necessità e intercedi presso Dio perché con il tuo stesso spirito cerchi la verità e non le apparenze della mia vita e guardi al Salvatore con la semplicità con cui un bimbo impara da suo padre.

 

QUARTO GIORNO

 

La fiducia nella Provvidenza

 

Il futuro sempre ci impegna e ci preoccupa. C’è chi guarda al futuro facendo conto solo su se stesso e c’è chi lo guarda credendo alla paternità di Dio. San Riccardo fu variamente provato nella sua vita: orfano di mamma ancora piccolo, soldato in guerra, ammalato, in cerca della sua vocazione. Mai si lasciò vincere dallo scoraggiamento né rimase prigioniero delle “cose”, perché fiducioso nella Provvidenza di Dio.

 

Un giorno Gesù interrogato su la spartizione di un eredità, così ha risposto:

 

“E disse loro:- Badate di tenervi lontano da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni -… Poi disse ai discepoli:- Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, come lo vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Voi valete ben più degli uccelli! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?

 

Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: Neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più sarà per voi, gente di poca fede. E voi non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose va in cerca la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta”. (Lc. 12,15.22-31)

 

Pausa di preghiera

 

Di fronte alle immancabili difficoltà della vita così San Riccardo esprime la sua fiducia nell’aiuto di Dio, nella sua Provvidenza, facendo conto più sull’amore per Iddio che sul timore di Lui:

 

san-riccardo-pampuri-z0001.jpg“Noi non dobbiamo temere, o carissima sorella, perché quel Gesù che ha già combattuto e vinto per noi dalla mangiatoia alla croce, è sempre al nostro fianco, nel nostro cuore con la sua divina grazia, con le sue sante ispirazioni, col ricordo dei divini esempi di perfetta obbedienza… Noi ci sforzeremo di servirLo sempre non con timore servile dei castighi, ma per amore, con amore sempre più grande che ci farà trovare sempre più lievi le sue croci e più soave il suo giogo”. (Lettera alla sorella Longina n. 53 p. 99)

 

Molte sofferenze e dolori, continua san Riccardo, hanno origine dal fatto che facciamo conto solo su gli uomini; e questo lo scrive alla sorella Margherita in occasione del suo abbandono della casa per la vita religiosa:

 

“La maggior parte dei nostri dolori proviene dal voler noi appoggiarci troppo ai mezzi tanto fragili e malsicuri quali sono le persone umane, che le più svariate e impreviste circostanze possono toglierci. Dobbiamo certo valerci dell’appoggio umano poiché è dal reciproco aiuto che deriva la convivenza sociale, ma come un mezzo fornitoci dalla Divina Provvidenza e che essa può mutare in mille modi anche per il nostro meglio, quantunque, alla nostra debole vista, da tale mutamento ci sembra, a tutta prima, ne derivi invece un male”. (Lettera alla sorella Margherita n. 83 p. 144)

 

La sorella, suor Longina, gli aveva scritto che pregava affinché avesse da Dio tante grazie. Ad essa risponde san Riccardo disponendo il suo cuore a riceverle e soprattutto a vivere in conformità alla divina Provvidenza:

 

“Io cercherò di disporre l’animo mio in modo da non porre ostacolo a tali grazie, nel mentre chiederò di tutto cuore altrettante grazie per te, e soprattutto quella santa pace che viene dalla piena e serena conformità alle disposizioni della divina Provvidenza”. (Lettera alla sorella Longina n. 102 p. 174)

 

Il riconoscimento di tutti i doni che Dio ci offre ci introduce a comprendere il mistero della Provvidenza di Dio. Così san Riccardo scrive ad un giovane studente:

 

“Alla tua età avrai già cominciato a ben comprendere tutti i grandi doni che Iddio ti ha fatto. In questi bei giorni sereni in cui tutta la natura sembra si risvegli a nuova vita sotto il soffio della primavera come più dovremmo sentire la infinita bontà del nostro Padre celeste che tante cose belle e buone e perennemente crea per noi”. (Lettera ad uno studente n. 72 p. 128)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

San Riccardo, che nelle numerose prove della tua vita sei vissuto sempre abbandonato in Dio, aiuta noi timorosi e incerti a vivere con maggiore fiducia nella Provvidenza divina.

 

INNO A SAN RICCARDO PAMPURI

 

Grande festa in ciel tra i santi

gioia immensa per la Chiesa:

nella gloria del Signor

vive il servo suo fedel.

Con il sole della Grazia

la feconda nostra terra

frutto santo germinò:

fra Riccardo ci donò.

Alla fede consacrato

ogni scienza a Dio richiese

puro e semplice di cuor

fu esempio di virtù.

Fatto medico soccorse,

vero buon samaritano,

il malato nel dolor

con ardente carità.

Come incenso unito al fuoco,

la sua vita unita a Cristo

diffondeva pace e amor

richiamava al Signor.

Dalla santa Eucarestia

che adorava con fervore

egli attinse il vero amor

e la luce nell’agir.

Sulla via del Signore

abbracciò la perfezione,

la sua vita consacrò

nei consigli del Vangel.

Pur vissuto brevi anni

maturò una vita santa

e la gloria meritò

di goder la Trinità.

 

“San Riccardo, innamorato di Cristo, prega per noi”.

 

Cuore di San Riccardo Pampuri

QUARTO GIORNO

 

La fiducia nella Provvidenza

 

Il futuro sempre ci impegna e ci preoccupa. C’è chi guarda al futuro facendo conto solo su se stesso e c’è chi lo guarda credendo alla paternità di Dio. San Riccardo fu variamente provato nella sua vita: orfano di mamma ancora piccolo, soldato in guerra, ammalato, in cerca della sua vocazione. Mai si lasciò vincere dallo scoraggiamento né rimase prigioniero delle “cose”, perché fiducioso nella Provvidenza di Dio.

 

Un giorno Gesù interrogato su la spartizione di un eredità, così ha risposto:

 

“E disse loro:- Badate di tenervi lontano da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni -… Poi disse ai discepoli:- Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, come lo vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Voi valete ben più degli uccelli! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?

 

Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: Neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più sarà per voi, gente di poca fede. E voi non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: di tutte queste cose va in cerca la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta”. (Lc. 12,15.22-31)

 

Pausa di preghiera

 

Di fronte alle immancabili difficoltà della vita così San Riccardo esprime la sua fiducia nell’aiuto di Dio, nella sua Provvidenza, facendo conto più sull’amore per Iddio che sul timore di Lui:

 

san-riccardo-pampuri-z0001.jpg“Noi non dobbiamo temere, o carissima sorella, perché quel Gesù che ha già combattuto e vinto per noi dalla mangiatoia alla croce, è sempre al nostro fianco, nel nostro cuore con la sua divina grazia, con le sue sante ispirazioni, col ricordo dei divini esempi di perfetta obbedienza… Noi ci sforzeremo di servirLo sempre non con timore servile dei castighi, ma per amore, con amore sempre più grande che ci farà trovare sempre più lievi le sue croci e più soave il suo giogo”. (Lettera alla sorella Longina n. 53 p. 99)

 

Molte sofferenze e dolori, continua san Riccardo, hanno origine dal fatto che facciamo conto solo su gli uomini; e questo lo scrive alla sorella Margherita in occasione del suo abbandono della casa per la vita religiosa:

 

“La maggior parte dei nostri dolori proviene dal voler noi appoggiarci troppo ai mezzi tanto fragili e malsicuri quali sono le persone umane, che le più svariate e impreviste circostanze possono toglierci. Dobbiamo certo valerci dell’appoggio umano poiché è dal reciproco aiuto che deriva la convivenza sociale, ma come un mezzo fornitoci dalla Divina Provvidenza e che essa può mutare in mille modi anche per il nostro meglio, quantunque, alla nostra debole vista, da tale mutamento ci sembra, a tutta prima, ne derivi invece un male”. (Lettera alla sorella Margherita n. 83 p. 144)

 

La sorella, suor Longina, gli aveva scritto che pregava affinché avesse da Dio tante grazie. Ad essa risponde san Riccardo disponendo il suo cuore a riceverle e soprattutto a vivere in conformità alla divina Provvidenza:

 

“Io cercherò di disporre l’animo mio in modo da non porre ostacolo a tali grazie, nel mentre chiederò di tutto cuore altrettante grazie per te, e soprattutto quella santa pace che viene dalla piena e serena conformità alle disposizioni della divina Provvidenza”. (Lettera alla sorella Longina n. 102 p. 174)

 

Il riconoscimento di tutti i doni che Dio ci offre ci introduce a comprendere il mistero della Provvidenza di Dio. Così san Riccardo scrive ad un giovane studente:

 

“Alla tua età avrai già cominciato a ben comprendere tutti i grandi doni che Iddio ti ha fatto. In questi bei giorni sereni in cui tutta la natura sembra si risvegli a nuova vita sotto il soffio della primavera come più dovremmo sentire la infinita bontà del nostro Padre celeste che tante cose belle e buone e perennemente crea per noi”. (Lettera ad uno studente n. 72 p. 128)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

San Riccardo, che nelle numerose prove della tua vita sei vissuto sempre abbandonato in Dio, aiuta noi timorosi e incerti a vivere con maggiore fiducia nella Provvidenza divina.

 

INNO A SAN RICCARDO PAMPURI

 

Grande festa in ciel tra i santi

gioia immensa per la Chiesa:

nella gloria del Signor

vive il servo suo fedel.

Con il sole della Grazia

la feconda nostra terra

frutto santo germinò:

fra Riccardo ci donò.

Alla fede consacrato

ogni scienza a Dio richiese

puro e semplice di cuor

fu esempio di virtù.

Fatto medico soccorse,

vero buon samaritano,

il malato nel dolor

con ardente carità.

Come incenso unito al fuoco,

la sua vita unita a Cristo

diffondeva pace e amor

richiamava al Signor.

Dalla santa Eucarestia

che adorava con fervore

egli attinse il vero amor

e la luce nell’agir.

Sulla via del Signore

abbracciò la perfezione,

la sua vita consacrò

nei consigli del Vangel.

Pur vissuto brevi anni

maturò una vita santa

e la gloria meritò

di goder la Trinità.

 

“San Riccardo, innamorato di Cristo, prega per noi”.

 

Cuore di San Riccardo Pampuri

QUINTO GIORNO

 

Il grande comandamento

 

Che cosa ci spinge a conoscere, ad accogliere, a seguire Gesù Cristo? Quale è il motivo per cui ci abbandoniamo alla divina Provvidenza? Quale forza anima la nostra umiltà nell’accostarci a Dio, nel ricercare la sua verità? Quale è il motore della nostra vita cristiana in rapporto a Dio e al nostro prossimo? Chi animò la vita di san Riccardo?

 

Forse qualche volta è venuto anche a noi d’interrogarci se vi è un legame tra tutti i precetti che regolano la nostra vita cristiana e quale è il più importante di essi. Un giorno alcuni Farisei interrogarono Gesù su questo argomento. Ascoltiamo la sua risposta. Essa tocca il cuore del nostro impegno di credenti:

 

“Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:- Maestro, nella Legge, qual’è il grande comandamento? -. Gli rispose:- Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo poi è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti -”. (Mt. 22,34-40)

 

Per spiegare poi meglio il legame tra l’amore di Dio e quello verso il prossimo, Gesù, parlando un giorno del giudizio finale, ha detto:

 

“In verità io vi dico: ogni volta che lo avete fatto a un solo di questi nostri fratelli più piccoli (cioè avete dato da mangiare ad un affamato, avete visitato un infermo o un detenuto, avete accolto uno straniero…), l’avete fatto a me”. (Mt. 25,40)

 

All’ultima cena, volendo riassumere per così dire tutti i suoi precetti, così Gesù si è rivolto ai suoi:

 

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri: Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”. (Gv. 13,34-35)

 

Pausa di preghiera

 

San Riccardo è ben cosciente della centralità del precetto e dell’amore e per questo vede anche l’inadeguatezza tra il comandamento del Signore e la sua condotta. Chiede perciò alla sorella di pregare con costanza per lui, perchè sappia amare con tutto il cuore il Signore, convinto che non può comunicare agli altri ciò che egli non vive. Seguiamolo nel suo umile riconoscimento e nella sua convinta preghiera che noi vogliamo rivolgere non a sua sorella, ma a lui stesso:

 

san-riccardo-pampuri-z0001.jpg“Purtroppo la fiamma della mia carità è sempre troppo languida per poter comunicare agli altri il proprio calore; io mi sento sempre molto freddo e gravosamente attratto verso le precoccupazioni materiali delle quali pure comprendo la inutile vanità, solo con sforzo e con passo molto tardo mi rivolgo a quei sommi beni spirituali, ai quali, come ai soli necessari, dovrei tendere con invicibile ardore.

 

È così bello, non è vero?, l’amore di Dio e l’amore del prossimo; tanto grande il premio che anche quaggiù segue l’esercizio delle cristiane virtù, con la pace dell’animo e le spirituali consolazioni!… Mi raccomando perciò vivamente, sempre più vivamente alle tue buone preghiere, o sorella amatissima, affinchè il Signore voglia concedermi la grazia di sempre più avvicinarmi a Lui, più chiaramente conoscerlo, più ardentemente amarlo, più fedelmente servirlo, e meritare così il premio promessoci di goderlo eternamente in Paradiso”. (Lettera alla sorella Longina n. 26 p. 54)

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

San Riccardo, che nella tua vita hai unito profondamente l’adorazione eucaristica con la cura degli ammalati, aiuta anche noi nei nostri malanni, nelle nostre necessità, e rendici fedeli alla vocazione d’amore che Dio ha posto nel nostro cuore.

Inno a San Riccardo Pampuri

“San Riccardo, che hai saputo unire l’amore di Dio con l’amore del prossimo, prega per noi”.

Cuore di San Riccardo Pampuri

SESTO GIORNO

La misericordia di Dio

 

Ogni giorno sperimentiamo, o Signore, la grande differenza che c’è tra la tua vita e la nostra, tra le tue e le nostre scelte. Se tu, o Dio, non ci usi misericordia, siamo perduti. Ma proprio per questo, perché ci hai amato, nonostante i nostri peccati, tu, Figlio di Dio ti sei fatto figlio dell’uomo, sei vissuto tra noi, hai incontrato i peccatori, ti sei lasciato crocifiggere. Nella tua misericordia sta la nostra speranza. San Riccardo, cosciente delle sue imperfezioni, costantemente ha cercato l’alimento alla sua pace e al suo amore nella tua misericordia.

 

Gesù ha mostrato la misericordia di Dio sia nei tuoi atteggiamenti verso i peccatori pentiti, sia nelle parabole. Sentiamone due, quella della pecora smarrita e quella del figliol prodigo.

 

Parabola della pecora smarrita:

 

“Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia nel cielo per pecccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione”. (Lc. 15,4-7)

 

E quando il figliol prodigo torna a casa, dopo aver dissipato tutto ciò che gli aveva dato il genitore, racconta Gesù:

 

“Quando era ancora lontano, suo padre lo vide e, commosso, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. (Lc. 15,20-24)

 

Pausa di preghiera

 

San Riccardo, nonostante il suo impegno di fedeltà al Signore, guardando all’ideale, Gesù Cristo, avvertiva costantemente la sua inadeguatezza nel seguirlo, e dandoci un esempio di grande umiltà, così scrive alla sorella:

 

san-riccardo-pampuri-z0001.jpg“Quanto è doloroso conoscere, sentire la bellezza della perfezione cristiana e non saperla praticare, e quanto aggrava la mia responsabilità… Prega adunque che quanto più mi sarà dato di conoscere il Signore, tanto più e meglio mi sia concesso di amarlo e servirlo”. (Lettera alla sorella Longina n. 44 p. 84)

 

Questa coscienza della propria inadeguatezza nel tendere alla perfezione cristiana non lo scoraggia però. Egli non fa conto tanto sulle sue forze, sulla sua abilità, ma sulla misericordia di Dio. A circa un anno dalla sua morte così san Riccardo confida nella misericordia di Dio:

 

“Ti confesso, sorella carissima, che la fiducia e l’abbandono nella misericordia e bontà del Signore, nell’amore infinito di Gesù è sempre la mia maggiore, anzi la mia unica fonte di tranquillità e di pace, poiché quando mi azzardo ad uscire un po’ da questo sereno porto, per avanzarmi nella considerazione della mia miseria e della terribilità della divina giustizia oltre quello che basta per eccitare un salutar timor di Dio, sento subito che l’animo si smarrisce e viene meno”. (Lettera alla sorella Longina n. 120 p. 197)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

Ottieni da Dio, san Riccardo, che secondo il tuo esempio sappiamo riconoscere i nostri peccati e abbiamo a confidare, dopo esserci pentiti, nella miericordia divina, perché la pace e la gioia del Signore accompagni sempre la nostra vita.

 

Inno a San Riccardo Pampuri

 

“San Riccardo, figlio e testimone della misericordia di Dio, prega per noi”.

 

Cuore di San Riccardo Pampuri

 

SETTIMO GIORNO

 

Lo sguardo fiducioso alla croce

 

Dove si rivela in modo particolare il volto misericordioso di Dio per noi? Dove si manifesta la gravità del nostro peccato? Donde viene a noi la grazia della nostra rinascita spirituale? Dove troviamo l’esempio più alto della fedeltà al padre nelle prove della vita? Guardiamo al Crocifisso e preghiamolo con gli stessi sentimenti con cui san Riccardo ha guardato alla croce del Signore e l’ha seguita nella sua vita.

 

Così Gesù parla a Nicodemo della sua futura morte in croce, frutto dell’amore di Dio:

 

“Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede abbia la vita eterna Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio, l’unico, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. (Gv. 3,16-17)

 

Il giorno del suo ingresso in Gerusalemme, che noi ricordiamo nella festa delle palme, Gesù con queste parole presenta il valore della sua prossima crocifissione:

 

“Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me. Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire”. (Gv. 12,32-33)

 

San Paolo, convinto della centralità del crocifisso nella vita del cristiano, così scrive ai cristiani di Corinto:

 

“Anch’io, o fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunziarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso”. (1 Cor. 2,1-2)

 

Pausa di preghiera

 

San Riccardo era ben cosciente del valore della croce di Gesù e così ne scrive ad un anno dalla propria morte:

 

“Dalla Croce, dal divin Crocifisso, dalla SS. Piaga del suo Cuore sgorgano perennemente, come da unica e inesauribile fonte, tutte queste grazie e benedizioni soprannaturali. Ad essi quindi dobbiamo tener fissi soprattutto in questo tempo il cuore e la mente nostra ed alla considerazione del prezzo infinito, degli spasimi e tormenti indicibili che sono costate a Gesù tutte le grazie di preservazione, di perdono e di vocazione che abbiamo ricevuto ed andiamo continuamente ricevendo, non mancherà di sgorgare dall’animo nostro un proposito fermo ed efficace di sempre meglio corrispondervi per l’avvenire, donando tutto noi stessi senza restrizione alcuna a Colui che tutto si è dato a noi, versando tra gli spasimi e l’agonia della crocifissione tutto il suo Divin Sangue fino all’ultima stilla”. (Lettera al nipote Giovanni n. 122 p. 200)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

Gesù, per me crocifisso, dammi forza per portare la mia croce; Gesù, con il cuore trafitto, dammi amore per continuare a sperare. E tu, san Riccardo, stammi accanto, perché con il tuo stesso sguardo mi rivolga al Signore e segua con coraggio il suo cammino.

 

Inno a San Riccardo Pampuri

 

San Riccardo, fedele e seguace della Croce, prega per noi”.

 

Cuore di San Riccardo Pampuri

OTTAVO GIORNO

 

Lo Spirito santo luce e forza nel nostro cammino

 

Noi siamo deboli: come possiamo seguire Gesù e adempiere i suoi precetti? Spesso siamo ciechi: come possiamo comprendere la sua Parola, riconoscere la sua Provvidenza, vedere anche nella croce la presenza di Dio? Il rispetto umano tante volte ci trattiene dal rendere testimonianza alla nostra fede: come possiamo acquistare un più disinvolto coraggio? Ascoltiamo come ci parla il Signore del dono dello Spirito santo e come san Riccardo l’ha invocato nella sua vita.

 

All’ultima cena gli apostoli, dopo tre anni di convivenza con Gesù, ancora non hanno capito la sua figura e il suo insegnamento, e sono presi dalla paura e dallo scoraggiamento guardando al loro futuro e alla gente che li circonda.

 

Con queste parole il Maestro si rivolge ai suoi discepoli per indicar loro chi li aiuterà a capire tutto ciò che aveva insegnato ad essi e che li avrebbe consolati nel loro cammino di fede:

 

“Non sia turbato il vostro cuore… Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi… Vi ho detto queste cose mentre sono ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”.(Gv. 14,1.15-17.25-26)

 

Gli apostoli con le sole loro forze non erano in grado di penetrare tutta la profondità delle parole e della vita di Gesù, per questo, sempre all’ultima cena, il Salvatore promette il dono dello Spirito santo che li guiderà alla comprensione piena della verità di Dio e dell’uomo, della sua storia:

 

“Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità vi guiderà alla verità tutta intera”. (Gv. 16,12-13)

 

È il coraggio della testimonianza donde viene al cristiano? Chi conosce ed ama è in grado di rendere testimonianza:

 

“Quando verrà il Consolatore, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli mi darà testimonianza, e anche voi mi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio”. (Gv. 15,26,27)

 

Pausa di preghiera

 

Siamo ormai in primavera, in vista della Pasqua, e san Riccardo vede nella natura che sta risvegliandosi un’immagine di quello che dovrebbe essere l’uomo sotto l’azione dello Spirito santo:

 

“Siamo ormai a metà quaresima e si avvicina rapidamente la S. Pasqua di Risurrezione. Anche la natura tutto intorno sembra invitare ad un nuovo risveglio di vita spirituale, di virtù, di opere buone e sante: i prati sono ormai tutti verdeggianti di nuove tenere erbe, e una miriade di viole mammole adornano e quasi tappezzano le rive… con questa generosa prontezza risponde la terra ai primi calori dei crescenti raggi solari, e quanto più e meglio dovrei io rispondere ai torrenti di luce e di amore del Cuore Sacratissimo di Gesù Redentore…

 

A questo prega molto anche tu, o Sorella carissima, prega perché io abbia da corrispondere un po’ meglio, sempre meglio alle tante grazie del Signore, e in modo speciale in questo tempo accettevole, ti sarei anzi riconoscentissimo se mi facessi una breve ma ardente novena allo Spirito santo perché abbia ad aprire anche a me la mente, come già gli Apostoli, e illuminarmi, e infiammarmi di quel sacro fuoco di divina carità che Gesù è venuto a portare sulla terra, fra noi e che Egli vorrebbe ardesse in cuore”. (Alla sorella Longina n. 75 p. 134)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

San Riccardo, che nella tua vita con grande disponibilità e costanza ti sei lasciato condurre dallo Spirito santo, aiutami ad aprirmi alla luce e alla forza dello stesso Spirito perché sappia fare delle scelte sapienti e coraggiose per la mia vita.

 

Inno a San Riccardo Pampuri

 

“San Riccardo, obbediente alle indicazione dello Spirito santo, prega per noi”.

 

Cuore di San Riccardo Pampuri

 

NONO GIORNO

 

Costruire sulla roccia

 

Al termine della nostra novena, per riprendere con speranza il nostro cammino, ci chiediamo: come dobbiamo impostare la nostra vita? Come premunirci di fronte alle avversità che incontreremo? Come è necessario educare le nuove generazioni al loro futuro? È sufficiente rivolgere a Dio qualche invocazione nei momenti di pericolo? Che cosa ci ha insegnato Gesù, quale esempio ci ha dato san Riccardo?

 

Ascoltiamo l’insegnamento del Redentore che ci dice con quale metro saremo giudicati e come dobbiamo costruire l’edificio della nostra vita perché non crolli alle prime difficoltà.

 

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni? Nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò: Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!

 

Però chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande.(Mt. 7,21-27)

 

Pausa di preghiera

 

San Riccardo fu sempre attento nella sua vita ad unire la preghiera alla pratica della carità, a far precedere e seguire alle parole i fatti, i comportamenti. Contemplativo del Dio vivente, e non semplicemente di un Dio pensato, egli Lo servì anche nelle cose più umili della vita. Ecco, per esempio, rifacendosi alla propria esperienza, come consiglia un giovane:

 

“Tutto è esclusivo dono della gratuita bontà di Dio. Dobbiamo dunque mostrarGli tutta la nostra riconoscenza sia col cuore sia con le opere, ed anzitutto compiendo bene, cioè a tempo giusto, con prontezza, diligenza ed amore, tutti i nostri doveri ordinari quotidiani sempre memori che nulla è piccolo nella Casa del Signore, ed anche il minimo ufficio ivi è sempre grande e ricco di meriti, specialmente se compiuto con grande amore.

 

Un mezzo poi sicuro per agire sempre bene e meritoriamente, come già ti avranno insegnato, è quello di fare tutto per il Signore ricordandoci della sua divina Presenza, come infatti potremmo compiere male una cosa che deve essere offerta a Lui, sapendo che Egli ci sta guardando e scruta anche i più intimi affetti del nostro cuore e le nostre più recondite intenzioni? Ed il Signore gradirà soprattutto le piccole e grandi vittorie che sapremo portare sul nostro amor proprio (il nostro maggior nemico) in occasione delle croci che Egli suole permettere o mandare a coloro che lo seguono, per sperimentare la sincerità del loro amore e porli nell’occasione di aumentare il tesoro dei propri meriti: così ha fatto con i suoi grandi amici, con Maria SS., con gli Apostoli, coi Santi; fortunati noi se ci tratterà allo stesso modo e se con la sua santa grazia sapremo egualmente approfittarne”. (Lettera al nipote Giovanni n. 109 p. 182)

 

Pausa di riflessione e di preghiera e proposito di un impegno personale.

 

Rendiamo lode alla santissima Trinità dalla quale viene ogni santità: Gloria al Padre…Invochiamo il Padre perché venga il suo regno e ci usi misericordia: Padre nostro…Preghiamo la Madonna esemplare della fede: Ave maria…

 

San Riccardo, che con la vita prima che con le parole hai risposto alla chiamata di Dio, prega la santissima Trinità perché anche noi con il cuore e con le opere sappiamo seguire Gesù Cristo nella nostra vita quotidiana, convinti che nulla è piccolo nella Casa del Signore.

 

Inno a San Riccardo Pampuri

 

“San Riccardo, che hai costruito la tua vita sulla roccia, prega per noi”.

Repost 0
Published by La gioia della preghiera
scrivi un commento
20 aprile 2017 4 20 /04 /aprile /2017 23:16

 

Preghiera al Santo

 

O Signore che voleste aperta ai fedeli la porta

della vostra misericordia; supplichevoli vi preghiamo, che,

per intercessione di San Corrado,

ci concediate gli aiuti per le necessità nostre,

temporali ed eterne. Così sia.

 

Parole del Santo : «Sono sempre felice e contento in Dio. Prendo tutto con gratitudine dal caro padre celeste, siano pene o gioie. Egli sa bene ciò che è il meglio per noi, e così sono sempre felice in Dio. Mi sforzo di amarlo assai. Ah! Questo è tanto spesso il mio unico affanno, che lo ami così poco. Sì, vorrei proprio essere un serafino d'amore, vorrei invitare tutte le creature ad aiutarmi ad amare il mio Dio.»

 

 

VITA DEL SANTO

 

A 16 anni rimase orfano di entrambi i genitori. Dalle scarne testimonianze sulla sua infanzia sappiamo che era un ragazzo mite, amante della natura e del lavoro nei campi e che, appena poteva, si raccoglieva in preghiera nelle varie chiese e santuari del circondario e spessissimo si accostava alla santa Eucaristia.

A 19 anni tentò, con poco profitto, di studiare nel ginnasio dei Benedettini di Metten a Deggendorf. Nel 1841 professò la regola del Terz'Ordine francescano e, a trentuno anni, nel 1849, entrò tra i Cappuccini di Altötting come terziario. Nel 1851 iniziò il noviziato a Laufen, come fratello laico, con l'incarico di aiutare l'ortolano e il giardiniere del convento. Il 4 ottobre 1852 emette la professione solenne prendendo il nome di fra Corrado. Fu poi rimandato al convento di Altötting, nella sua Baviera, posto accanto al celebre Santuario della Madonna Nera.

Qui fra Corrado, per 41 anni, svolse l'umile servizio di portinaio, sempre disponibile verso tutti quelli che suonavano la campanella alla porta del Convento di Sant'Anna. Ben presto, in tutta la Baviera, si diffuse la fama del "santo portinaio" al quale cominciarono a rivolgersi in molti chiedendogli aiuto materiale e conforto spirituale. Sorridente e con la corona del rosario sempre in mano, distribuiva da mangiare a pellegrini, poveri, operai, garzoni, bambini. Il suo tesoro era la preghiera e il suo segreto era la devozione al Santissimo Sacramento e a Maria, la Madre del Signore. Al termine di una giornata stressante, il 18 aprile 1894, si mise a letto "per prepararsi all'eternità". 
Morì così all'alba del 21 aprile 1894 a 76 anni.

Dopo l'approvazione dei miracoli attribuiti alla sua intercessione, papa Pio XI lo dichiarò "Beato" il 15 giugno 1930 e, dopo solo quattro anni, il 20 maggio 1934, lo stesso pontefice lo proclamò "Santo". Così Altötting, uno dei cinque Santuari mariani più visitati in Europa, insieme a Lourdes, Fatima, Czestochowa e Loreto, oggi ha un'altra meta di pellegrinaggio: la tomba di San Corrado, posta nella Chiesa dei Cappuccini del Convento di Sant'Anna, accanto alla Cappella della Madonna.

San Corrado da Parzham è compatrono della Provincia cappuccina di Baviera e dell'Ungheria. La sua festa si celebra il 21 aprile. (con altre massime dei santi) : FONTE

E' il primo Santo della Germania, dopo tre secoli di protestantesimo. Umile e nascosto, è il Santo delle piccole cose. Portinaio del Convento per oltre 40 anni. Fu il padre dei poveri e dei bisognosi.

 

 

Repost 0
Published by La gioia della preghiera - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
20 aprile 2017 4 20 /04 /aprile /2017 23:04

 

Invito a cercare Dio ( dal Proslogion di Anselmo d’Aosta)

 

1. Orsù, omuncolo,
abbandona per un momento le tue occupazioni,
nasconditi un poco ai tuoi tumultuosi pensieri.
Abbandona ora le pesanti preoccupazioni,
rimanda i tuoi laboriosi impegni.
Per un po’ dedicati a Dio
e riposati in Lui.
«Entra nella camera» del tuo spirito, escludi da essa tutto,
all’infuori di Dio e di ciò che ti possa giovare a cercarlo,
e, «chiusa la porta», cercalo (Mt 6, 6).
Di’ ora, o «mio cuore» nella tua totalità, di’ ora a Dio:
«Io cerco il tuo volto; il tuo volto, o Signore, io cerco» (Sal 27, 8).

2. Orsù, dunque, o Signore Dio mio,
insegna al mio cuore
dove e come possa cercarti
e dove e come possa trovarti.
O Signore, se non sei qui, dove te assente cercherò?
E se invece sei ovunque, perché non ti vedo presente?
Ma certo tu abiti «una luce inaccessibile» (1 Tm 6,16).
E dov’è la luce inaccessibile?
E come mi avvicinerò a questa luce inaccessibile?
E chi mi condurrà e mi introdurrà in essa,
affinché in essa io ti veda?
Per mezzo di quali segni, di quale immagine ti cercherò?
Non ti ho mai visto, o Signore Dio mio, non conosco il tuo volto.
Che cosa farà, o altissimo Signore,
che cosa farà codesto tuo esule lontano?
Che cosa farà il tuo servo ansioso del tuo amore
e gettato lontano «dal tuo volto» (Sal 51,13)?
Anela di vederti ed è troppo lontano dai tuo volto.
Desidera di avvicinarsi a te e il luogo dove tu abiti è inaccessibile.
Brama di trovarti e non conosce dove tu stai.
Fa di tutto per cercarti e ignora il tuo volto.
O Signore, tu sei il mio Dio e sei il mio Signore e non ti ho mai visto.
Tu mi hai fatto e rifatto
e mi hai dato tutti i miei beni
e io ancora non ti conosco.
In breve: sono stato fatto per vederti
e non ho ancora fatto ciò per cui sono stato fatto.

3. O misera sorte dell’uomo,
che ha perduto ciò per cui è stato fatto!
O dura e crudele quella caduta!
Ohimè, che cosa ha perduto e che cosa ha trovato,
che cosa è scomparso e che cosa è rimasto!
Egli ha perso la beatitudine per la quale fu fatto
e ha trovato la miseria per la quale non fu fatto.
E’ scomparso ciò senza cui nessuno è felice
ed è rimasto ciò che di per sé è soltanto misero.
Allora «l’uomo mangiava il pane degli angeli» (Sal 78,25),
di cui ora ha fame;
ora mangia «il pane di dolore» (Sal 127,2),
che allora non conosceva.
Ohimè, lutto di tutti gli uomini,
universale pianto dei figli di Adamo!
Egli ruttava di sazietà,
noi sospiriamo per fame.
Egli era nell’abbondanza,
noi mendichiamo.
Egli felicemente possedeva
e ha miseramente abbandonato ciò che possedeva,
noi infelicemente abbiamo bisogno
e miserevolmente desideriamo
e, ohimè, restiamo senza!
Perché Dio non ci ha conservato, pur potendolo facilmente fare,
ciò di cui così gravemente sentiamo la mancanza?
Perché Dio ci ha tolto la luce e ci ha avvolto nelle tenebre?
Perché ci ha tolto la vita e ci ha inflitto la morte?
Donde, pieni di miserie, siamo stati cacciati, dove siamo stati spinti!
Donde siamo precipitati, dove siamo rovinati!
Siamo stati cacciati dalla patria nell’esilio,
dalla visione di Dio alla nostra cecità;
dalla giocondità della immortalità
all’amarezza e all’orrore della morte.
Misero mutamento!
Da quanto bene in quanto male!
Grave danno, grave dolore, grave tutto.

4. Ma, ohimè, io misero,
uno dei miseri figli di Eva lontani da Dio,
che cosa ho intrapreso, che cosa ho condotto a termine?
Dove ero diretto, dove sono giunto?
A che cosa tendevo e di che cosa sospiro?
«Ho cercato i beni» (Sal 122,9) «ed ecco il turbamento» (Ger 14,19)!
Tendevo a Dio e ho urtato in me stesso.
Cercavo riposo in me stesso
e «ho trovato tribolazione e dolore» (Sal 116,3) nell’intimo mio.
Volevo ridere per la gioia della mia mente
e sono costretto a «ruggire per il gemito del mio cuore» (Sal 38,9).
Speravo letizia
ed ecco invece che si moltiplicano i miei sospiri!

5. «Ma tu, o Signore, fino a quando?» (Sal 6,4).
«Fino a quando, o Signore, ti dimenticherai di noi,
fino a quando ci nasconderai il tuo volto?» (Sal 13,1).
Quando ci guarderai e ci esaudirai?
Quando illuminerai i nostri occhi
e ci mostrerai «il tuo volto» (Sal 80,4)?
Quando ti restituirai a noi?
Guardaci, o Signore, esaudiscici, illuminaci,
mostraci te stesso.
Restituisciti a noi, affinché il bene sia con noi,
poiché senza di te solo il male è con noi.
Abbi pietà delle nostre fatiche e dei nostri sforzi verso di te,
poiché senza di te non possiamo nulla.
Poiché ci inviti, «aiutaci» (Sal 79,9).

6. Ti supplico, o Signore, che io non disperi sospirando,
ma che io respiri sperando.
Ti supplico, o Signore
il mio cuore è amareggiato per la sua desolazione,
addolciscilo con la tua consolazione.
Ti supplico, o Signore,
ho incominciato a cercarti affamato,
fa’ che io non desista di cercarti digiuno di te.
Mi sono avvicinato famelico,
fa’ che non mi allontani senza aver mangiato.
Povero sono venuto al ricco, misero al misericordioso,
fa’ che non ritorni senza nulla e disprezzato.
E se «prima di mangiare debbo sospirare» (Gb 3,24),
dammi almeno, dopo i sospiri, da mangiare.
O Signore, incurvato non posso guardare altro che in basso:
raddrizzami, affinché possa volgere lo sguardo in alto.
«Le mie iniquità, che hanno superato il mio capo»,
mi avvolgono tutto e mi appesantiscono «come un grave carico» (Sal 38,5).
Disseppelliscimi, alleggeriscimi, affinché «l’abisso» delle mie iniquità
«non chiuda su di me la sua bocca» (Sal 69,16).
Mi sia permesso di guardare la tua luce
anche se da lontano o dal profondo.
Insegnami a cercarti e mostrati a me che ti cerco,
poiché non posso cercarti, se tu non me lo insegni,
e non posso trovarti, se tu non ti mostri.
Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti.
Che io ti trovi amandoti e ti ami trovandoti.

7. Riconosco, o Signore, e te ne ringrazio,
che hai creato in me questa tua immagine
affinché, memore di te, ti pensi e ti ami.
Ma questa immagine è così cancellata dallo sfregamento dei vizi
ed è così offuscata dal fumo dei peccati,
che non può fare ciò per cui è stata fatta,
se tu non la rinnovi e la riformi.
Non tento, o Signore, di penetrare la tua profondità,
poiché in nessun modo metto con essa a confronto il mio intelletto;
ma desidero intendere in qualche modo la tua verità,
quella che il mio cuore crede e ama.
Non cerco infatti di intendere per poter credere,
ma credo per poter intendere.
In verità credo in questo:
«se non avrò creduto, non potrò intendere» (Is 7,9).

 

 

Preghiera del santo

 

Che io Ti cerchi desiderandoti,

che io Ti desideri cercandoti,

che io Ti trovi amandoti,

che io Ti ami trovandoti.

 

 

 

Immagine della Trinità Divina secondo il santo:

Consideriamo una sorgente, il fiume che nasce da essa ed il lago in cui le acque si raccolgono: noi diamo all’insieme di queste tre cose il nome Nilo. Si tratta di tre cose distinte l’una dall’altra: eppure noi chiamiamo Nilo la sorgente , Nilo il fiume, Nilo il lago, ed infine Nilo tutto l’insieme. Non parliamo di tre Nili, per quanto siano tra loro tre cose distinte. Sono tre, la sorgente il fiume ed il lago; eppure è sempre ed unico Nilo, un solo flusso, una sola acqua, una sola natura. C’è qui una trinità in uno ed un’unità in tre, che è l’immagine della Trinità divina.

 

Repost 0
Published by La gioia della preghiera - in Preghiere al Santo del giorno
scrivi un commento
20 aprile 2017 4 20 /04 /aprile /2017 12:55

20900.JPG

 

 

Primo giorno

 

Per quello spirito di orazione che voi aveste fin da bambina, per cui in essa metteste tutte le vostre delizie, e coll’angelica salutazione tante volte da voi ripetuta quanti erano i gradini delle scale che vi avveniva di ascendere ossequiaste continuamente la santa vergine Maria, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di amare anche noi a vostro esempio l’esercizio della preghiera, e di farla sempre con quelle condizioni che la rendano degna d’esaudimento.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 


Secondo  giorno

 

 Per quell’ affetto particolare che voi portaste, o gran Santa, alla virtù della purità, per cui di otto anni vi consacraste al Signore con voto irrevocabile, e col radervi il capo, col gemere, col sospirare, rigettaste in progresso le più onorevoli offerte di vantaggiosissimo collocamento, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di esser sempre ancor noi saldi di mente, di cuore e di costume, o di aborrire con odio sommo tutto quello che offende anche leggermente una virtù così sublime che solleva gli uomini alla sfera degli Angeli e li rende l’oggetto più caro delle divine compiacenze.


Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

 

Terzo giorno

 

 Per quello spirito di ritiro che voi aveste, o gran Santa, per cui non desideraste mai di essere veduta da altri che dal vostro Gesù, e distratta da continuo occupazioni nella vostra famiglia, sapeste fabbricarvi una tal solitudine nel vostro cuore da aver sempre la monte occupata da pensieri di paradiso, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di amare anche noi la solitudine e il ritiro, malgrado tutti li inviti che ne farà il mondo di partecipare ai suoi spettacoli, allo sue pompe, e di aver sempre rivolti a Dio i pensieri della nostra mente in mezzo a tutte le occupazioni anche più distrattive del nostro stato.

 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

 

Quarto giorno


Per quello spirito di penitenza che voi aveste, o gran Santa, fin dagli anni della vostra infanzia, quando puniste colle più ingegnose o afflittive mortificazioni la vostra condiscendenza di una sola volta a chi vi consigliava la delicatezza o l’abbigliamento, quindi associata al Terz’ Ordine Domenicano, edificaste tutto il mondo coll’astenervi perpetuamente dal vino e dalle carni, e quasi ancora dal sonno, non alimentandovi d’altro che di erbe crude, non dormendo se non pochissimo e sullo nude tavole, per impiegare tutte le ore in orazione, col portar sempre d’intorno al vostro corpo un doloroso cilicio, col macerare la vostra carne con tre discipline ogni giorno, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di osservar sempre fedelmente quelle astinenze e quei digiuni che ne Comanda la Chiesa, di tollerar con pazienza tutto quello che di afflittivo si degnerà Iddio di ordinare a nostro bene odi mortificare spontaneamente tutte le inclinazioni perverse del nostro cuore e i desideri smoderati dei nostri sensi, affine di aver anche noi la necessaria somiglianza col nostro esemplar crocifisso.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

 

Quinto giorno 

 

Per quell’eroica carità che vi mosse, o gran Santa, a servire spontaneamente e medicare di propria mano le povere inferme abbandonate da tutti per la schifosità e poi fetore delle cancrenose lor piaghe, e dalle quali non foste rimontata che con ingiurie, villanie e calunnie le più disonoranti, otteneteci dal Signore la grazia di esser sempre anche noi eua1mente pronti a soccorrere il nostro prossimo in ogni sua necessità ed a perdonare generosamente, anzi ricambiare con benefici, tutti gli oltraggi che ci venissero fatti, affinché meritiamo in questa vita e nell’altra la beatitudine promossa ai veri mansueti e ai veri misericordiosi.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

 

 

Sesto giorno

 

 Per quell’ammirabile fortezza che, col raddoppiamento delle orazioni, delle austerità e del fervore. voi dimostraste, o gran Santa, contro tutte le podestà dell’interno che scatenate contro di voi vi perseguitarono per tanto tempo con le immagini le più indegne nelle tentazioni le più violente, e per la quale riportaste in premio dal divin vostro Sposo, oltre la famigliarità di parlare e trattare con i suoi Santi e colla stessa sua madre Maria, i rapimenti, le estasi, le rivelazioni e le più i intime comunicazioni con Lui, fino ad essere col dono sensibile di un ricco anello dichiarata sua sposa, otteneteci, vi preghiamo, la grazia d’essere anche noi egualmente forti contro gli assalti dei nostri spirituali nemici, affinché sia premio della nostra fedeltà il crescere sempre ogni giorno nell’amore divino, fino a meritarci con sicurezza 1’unione inseparabile col sommo Bene.

 

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

Settimo giorno

 

 Per quel lume soprannaturale, cui foste miracolosamente dotata, o gran Santa, per cui poteste servire con molte lettere di consigliera agli stessi romani Pontefici, e venire personalmente da loro consultata, e scoprir loro quello che aveano risoluto nel proprio cuore, ed ottenere da loro la tanto sospirata ripristinazione della Santa Sede in Roma, di cui era priva da settant’anni, otteneteci dal Signore la grazia di conoscer sempre nei nostri dubbi quello che è più conforme ai voleri di Dio e più conveniente alla salute dell’anima nostra, affinché dallo nostre risoluzioni derivi l’accrescimento così del nostro fervore davanti a Dio, come della nostra edificazione riguardo al prossimo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

Ottavo giorno

 

 Per quella singolarissima divozione che voi aveste, o gran Santa, a Gesù Cristo sacramentato, per cui foste più volte comunicata di sua mano e dissetata al suo costato col divino suo Sangue, quindi perduto il gusto degli alimenti, duraste per otto anni dal principio della Quaresima fino al giorno dell’Ascensione senza cibarvi di altro che della santissima Eucaristia, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di portare al santissimo Sacramento un amore simile al vostro, onde facciamo nostra delizia il trattenerci a lungo alla sua presenza, il frequentemente riceverlo nel nostro petto, e il procurargli in ogni circostanza la maggior possibile glorificazione.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

Nono giorno

 

 Per quell’amore straordinario che voi aveste ai patimenti per cui ascriveste a gran ventura il soffrire nelle invisibili stimmate tutti i dolori di un corpo crocifisso, e sorpresa dall’ultima infermità, vi rendeste spettacolo di ammirazione a tutto il mondo per la serenità e per la gloria con cui soffriste i tormenti più spaventosi, otteneteci dal Signore la grazia di ricever con cristiana rassegnazione, anzi con santa allegrezza tutte lo croci con che Iddio si compiacerà di visitarci, affinché, dopo avere portata la mortificazione di Cristo nelle nostre membra, possiamo con voi partecipare alla pienezza della sua beatitudine nella casa dell’eternità.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

 

 

Repost 0
Published by la strada per la felicità - in Inizio delle Novene...
scrivi un commento
19 aprile 2017 3 19 /04 /aprile /2017 22:45

 

Novena a Santa Gianna Beretta Molla

con approvazione ecclesiastica - Angelo Mascheroni, Vescovo ausiliare di Milano

 

O Dio, nostro Padre, tu hai donato alla tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che nella sua giovinezza ha cercato amorevolmente te, e a te ha portato altre giovani, impegnandole apostolicamente in testimonianza e azione cattolica e collocandole accanto a malati e anziani per essere loro di aiuto e di conforto.
Ti ringraziamo per questo dono di giovane amorevolmente impegnata e, sul suo esempio, donaci di consacrare la nostra vita al tuo servizio e alla gioia dei fratelli.

 

Gloria al Padre…

 

O Gesù, Redentore degli uomini, tu chiamasti santa Gianna a svolgere la missione di medico, a sollievo dei corpi e delle anime, vedendo te stesso nei fratelli sofferenti e nei piccoli indifesi.
Ti ringraziamo per esserti mostrato in questa tua Serva come “uno che serve” e che lenisce il dolore degli uomini. Accogliendo la sua lezione, fa di noi generosi cristiani al servizio dei fratelli, particolarmente di coloro ai quali partecipi la tua croce.

 

Gloria al Padre…

 

O Dio, Spirito santificatore, che ami la Chiesa quale tua Sposa, tu infondesti nel cuore di santa Gianna un po’ del tuo amore, da effondere in una chiesa domestica per collaborare nel tuo meraviglioso piano di creazione donandoti nuovi figli, affinché ti potessero conoscere e amare.
Ti ringraziamo per questo modello di sposa e, per la sua incoraggiante testimonianza. Dona alle nostre famiglie la serena e cristiana presenza di spose impegnate a trasformare le nostre case di uomini in cenacoli di fede e di amore, in generosa operosità e santificante servizio.

 

Gloria al Padre…

 

O Dio, creatore e amante dell’essere vivente, tu fosti accanto a santa Gianna, quando si trovò nel dilemma di salvare o la propria vita o quella della creatura che, quale dono atteso, portava nel grembo. Fidando solo in te e richiamando il tuo comandamento a difesa della vita, trovò il coraggio di compiere il suo dovere di mamma e dire “sì” alla nuova vita, sacrificando generosamente la propria, coronando una vita cristiana esemplare.

Per intercessione di Maria, Madre di Gesù e sull’esempio di Gianna, disponi tutte le madri ad accogliere con amore ogni vita nascente e sostienici tutti nel rispetto ad ogni vita.

Donaci la grazia che attendiamo… e la gioia di ispirarci a santa Gianna quale modello di giovane, di sposa, di madre e di medico che, sull’esempio di Gesù, sacrificò se stessa per la vita del prossimo.

 

Ave, o Maria…

 

Repost 0
Published by La gioia della preghiera
scrivi un commento
19 aprile 2017 3 19 /04 /aprile /2017 13:14

 

Novena a San Luigi Maria Grignion de Montfort

 

1. O grande apostolo del regno di Gesù per Maria, tu che indicasti alle anime i sentieri della vita cristiana suggerendo l’osservanza delle promesse battesimali e insegnasti come un segreto di santità la via soave e perfetta di Maria, la via stessa voluta da Dio per venire a noi e ricondurci a Lui, ottieni anche a noi la grazia di comprendere e praticare la vera Devozione alla Madonna, affinché guidati e sorretti dalla nostra Celeste Madre e Mediatrice, possiamo crescere nella virtù e nella fede per raggiungere la salvezza.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


San Luigi de Montfort, devoto schiavo di Gesù in Maria, prega per noi.


2. Apostolo della Croce che con la parola e l’esempio predicasti il mistero di Gesù Crocifisso e confessasti che il non aver croci era per te la croce maggiore, ispira anche a noi la rassegnazione nelle nostre tribolazioni, l’amore alle mortificazioni ed alle sofferenze, lo spirito di sacrificio e d’immolazione che ci rendono simili a Gesù Crocifisso.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


San Luigi de Montfort, devoto schiavo di Gesù in Maria, prega per noi.


3. O zelatore infaticabile della gloria di Dio e della salvezza delle anime che imitasti la virtù e lo zelo degli Apostoli e acceso dal desiderio della salvezza delle anime avresti voluto recarti tra gli infedeli, infondi anche in noi questo spirito missionario che ci inciti a lavorare per gli interessi di Dio e della sua gloria, pregando per i poveri peccatori, per la conversione degli infedeli, perché il Signore dia alla sua Chiesa santi Sacerdoti e zelanti Missionari.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.


San Luigi de Montfort, devoto schiavo di Gesù in Maria, prega per noi.


4. O Padre dei Poveri, degli infermi e dei diseredati, che vedesti negli uni e negli altri l’immagine di Gesù Cristo, concedi la grazia che desideriamo… e soprattutto ottienici la vera carità verso il prossimo affinché possiamo sopportarne i difetti, i torti e soccorrere i nostri fratelli nelle loro difficoltà.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

 

San Luigi de Montfort, devoto schiavo di Gesù in Maria, prega per noi.

 

Repost 0
Published by La gioia della preghiera
scrivi un commento

Presentazione

  • : La gioia della preghiera
  • La gioia della preghiera
  • : Questo blog nasce dall'esigenza di condividere col mondo una scoperta che mi aiuta nella vita di tutti i giorni e che mi rende una persona migliore: la preghiera... Se volete contattarmi: lagioiadellapreghiera@hotmail.it
  • Contatti

Fateci Uscire Da Qui (Un Libro Che Invito A Leggere Coloro Che Hanno Perso I Loro Cari)