4 Luglio : San Pier Giorgio Frassati - Preghiera e vita
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Questa è la preghiera più diffusa, ideale per chiedere la grazia di imitare le sue virtù nella vita quotidiana.
Signore Gesù, che hai donato a San Pier Giorgio Frassati la gioia di incontrarti nella preghiera, nei sacramenti e nel servizio ai poveri, concedi anche a noi la grazia di vivere come lui: con il cuore rivolto verso l'alto, liberi dal compromesso e pronti al dono di noi stessi.
Tu che lo hai reso amico dei giovani, protettore dei bisognosi e testimone di speranza, ascolta la nostra supplica... (esprimere la grazia che si desidera).
Per sua intercessione, donaci il coraggio di camminare sulla via delle Beatitudini e di testimoniare il tuo amore con la gioia che ha illuminato la sua vita.
Amen.
- Padre Nostro,
- Ave Maria,
- Gloria al Padre.
O San Pier Giorgio, tu che hai vissuto con entusiasmo la tua giovinezza, accogli il grido di tanti giovani che cercano la verità. Insegna loro che vale la pena spendere la vita per le cose grandi, senza "vivacchiare", ma camminando sempre verso le vette dell'anima. Aiutali a farsi promotori di giustizia, difensori della fede e portatori di pace, trovando in Cristo la forza per vincere ogni timore. Tu, l'uomo delle Beatitudini, ottieni per noi la gioia del Vangelo. Amen.
Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere ma vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere.
VITA DEL SANTO
Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – Torino, 4 luglio 1925) è stato un giovane laico cattolico italiano, oggi venerato come santo (la cui canonizzazione è stata celebrata da Papa Francesco in occasione del Giubileo del 2025). È considerato una delle figure giovanili più amate, moderne e ispiratrici della Chiesa cattolica del XX secolo.
Papa Giovanni Paolo II, che lo ha beatificato nel 1990, lo definì "l'uomo delle otto beatitudini" per la sua straordinaria capacità di incarnare il Vangelo nella vita di tutti i giorni con naturalezza, gioia e profonda carità.
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La spiritualità "Verso l'alto": Pier Giorgio era un grande appassionato di alpinismo e amava profondamente la montagna. La celebre frase scritta di suo pugno sul retro di una foto che lo ritrae in cordata, "Verso l'alto", è diventata il simbolo della sua intera esistenza: una costante tensione alla crescita spirituale, senza mai cedere alla mediocrità.
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La carità nascosta: Pur provenendo da una famiglia della ricca ed influente borghesia torinese (suo padre, Alfredo Frassati, era il fondatore e direttore del quotidiano La Stampa nonché senatore e diplomatico), Pier Giorgio scelse di vivere con estrema sobrietà. Utilizzava la sua paghetta e i soldi dei biglietti del tram per comprare cibo, carbone e medicine per i poveri e i malati dei quartieri più degradati di Torino, che visitava quotidianamente.
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Impegno sociale e antifascismo: Fu uno studente di ingegneria mineraria al Politecnico di Torino (scelta fatta per "poter servire Cristo tra i minatori"). Fu un membro attivo della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e dell'Azione Cattolica. Non esitò a manifestare pubblicamente le sue idee e si oppose con forza e coraggio al regime fascista nascente, subendo anche arresti e violenze dalle milizie.
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La gioia dell'amicizia (I "Tipi Loschi"): Lungi dall'essere un esempio di devozione cupa o isolata, Pier Giorgio era un ragazzo solare, atletico, ironico e pieno di amici. Fondò insieme alla sua cerchia più stretta la "Società dei Tipi Loschi", un sodalizio giovanile basato sulla gioia di stare insieme, sulle gite in montagna, sulla condivisione della preghiera e sul sostegno reciproco.
Morì a soli 24 anni, il 4 luglio 1925, a causa di una poliomielite fulminante. Con ogni probabilità contrasse il virus proprio nei tuguri dei poveri che visitava regolarmente.
La sua famiglia, che non aveva mai compreso appieno la portata della sua attività caritativa, rimase sbalordita il giorno dei suoi funerali. Le strade di Torino vennero letteralmente invase da una folla immensa: non solo esponenti dell'alta società, ma soprattutto migliaia di poveri, operai, mendicanti e bisognosi che erano accorsi a piangere colui che avevano conosciuto semplicemente come un amico fraterno e generoso.