9 Agosto : Santa Teresa Benedetta della Croce - Preghiere e vita della santa nata ebrea e divenuta cristiana

 

Ieri si è conclusa la Novena a Santa Teresa Benedetta della Croce

 

Preghiera a Santa Teresa Benedetta della Croce


 
O Santa Teresa Benedetta della Croce, 
figlia del Popolo Eletto e figlia prediletta della Chiesa,
che prendesti su di te le sofferenze e la persecuzione del tuo popolo,
fino a morire con loro e per loro, 
ottienici di scoprire la Verità che si nasconde nella scienza della Croce
che tu riuscisti a gustare nella spiritualità del Carmelo.

 
O Santa Teresa Benedetta della Croce, 
che facesti della tua sete di verità 
una preghiera continua 
intuendo che chi cerca la verità cerca Dio,
ottienici di cercare sempre la Verità.
Tu che incontrasti la Verità nella Croce di Cristo 
fa' che siamo illuminati anche noi dalla luce 
che si sprigiona dal mistero della Croce.
Facci il dono di saper abbracciare la Croce 
come l'hai abbracciata tu.
 
Tu che scopristi la Verità che cercavi 
leggendo la semplice vita di Santa Teresina, 
ottienici di scoprire nella semplicità quotidiana 
la grandezza della presenza di Dio.
 
Tu che ti donasti pienamente all’Amore 
che hai incontrato, fa’ che tanti giovani 
possano donarsi al Signore che chiama
senza la paura di perdere, 
ma con la gioia di dare.
 
Tu che nel campo della morte ti prodigasti 
con dolcezza e premura verso il tuo popolo 
infondendo conforto e coraggio, 
ottienici in tutte le occasioni 
di vivere la carità verso il prossimo.
 
Tu che nell’ora della morte, prima di entrare 
nella camera a gas, facesti tua la preghiera di Gesù: 
"Se non può passare questo calice, 
sia fatta la tua Volontà",
ottienici di poter chinare il capo serenamente 
negli ultimi momenti della nostra vita,
abbandonati all'Amore di Dio che è fedele sempre.
 
Santa Teresa Benedetta della Croce, 
prega per noi!

 
 

Preghiere di Santa Teresa Benedetta della Croce


 
O Maria, oggi sono stata con te presso la Croce e una volta ancora ho sentito così chiaramente che sotto la Croce tu sei diventata nostra Madre.
Come potrebbe la fedeltà di una madre terrena non prendersi cura di esaudire l'ultima volontà del figlio?
Ma tu, tu eri la serva del Signore: l'essere e la vita del Dio fatto uomo erano interamente inscritti nel tuo essere e nella tua vita.
E' per questo che hai accolto i tuoi nel tuo cuore ed è con il sangue delle tue sofferenze che hai guadagnato ogni anima per una vita nuova. 
Tu ci conosci bene tutti, con le nostre ferite e le nostre piaghe; conosci anche lo splendore celeste che l'amore del Figlio tuo vorrebbe espandere su di noi nella luce eterna. Guida perciò i nostri passi con cura. 
Nessun prezzo per te è troppo alto per condurci alla meta. Ma quelli che tu hai scelto per seguirti, per averli intorno a te un giorno presso il trono nell'eternità, ora devono restare qui con te sotto la Croce. 
E' con il sangue delle loro sofferenze che devono acquistare lo splendore celeste delle anime preziose che il Figlio di Dio ha loro affidato in eredità. 

 
BENEDICI, SIGNORE !
 
Benedici tutti i cuori che si ottenebrano. Soprattutto da' sollievo, Signore, ai malati, agli afflitti che portano i loro cari alla tomba.
Pace a loro. Insegna a dimenticare. Non lasciare su tutta la terra nessun cuore nell'angoscia per il peccato. 
Benedici coloro che sono felici, Signore: custodiscili sotto la tua protezione.
A me non hai mai tolto l'abito della Madonna, l'abito religioso. Esso talvolta pesa molto sulle mie stanche spalle.
Dammi forza, perché lo porti in penitenza fino alla tomba. 
Infine benedici il mio sonno, il sonno di tutti i morti. 
Ricorda per che cosa tuo Figlio soffrì nell'agonia di morte.
Nella tua grande misericordia per tutte le necessità umane, da' riposo a tutti i morti nella tua pace eterna. 

 

 

Preghiera a Santa Teresa Benedetta della Croce

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Santa Teresa Benedetta della Croce, che facesti della tua sete di verità una preghiera continua intuendo che chi cerca la verità cerca Dio, ottienici di cercare sempre la Verità.

Tu che incontrasti la Verità nella Croce di Cristo fa’ che siamo illuminati anche noi dalla luce che si sprigiona dal mistero della Croce. Facci il dono di saper abbracciare la Croce come l’hai abbracciata tu.

Tu che scopristi la Verità che cercavi leggendo la semplice vita di Santa Teresina, ottienici di scoprire nella semplicità quotidiana la grandezza della presenza di Dio.

Tu che ti donasti pienamente all’Amore che hai incontrato, fa che tanti giovani possano donarsi al Signore che chiama senza la paura di perdere, ma con la gioia di dare.

Tu che nel campo della morte ti prodigasti con dolcezza e premura verso il tuo popolo infondendo conforto e coraggio, ottienici in tutte le occasioni di vivere la carità verso il prossimo.

Tu che nell’ora della morte, prima di entrare nella camera a gas, facesti tua la preghiera di Gesù: “Se non può passare questo calice, sia fatta la tua Volontà”, ottienici di poter chinare il capo serenamente negli ultimi momenti della nostra vita, abbandonati all’Amore di Dio che è fedele sempre.

Santa Teresa Benedetta della Croce, prega per noi!

 

 

Il Cielo non prende niente senza ripagare smisuratamente.

Si ha sempre da imparare quando si ascoltano e si considerano senza pregiudizio le vedute degli anziani, soprattutto partendo dalla loro esperienza.

 

VITA DELLA SANTA

 

Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) nacque il 12 ottobre 1891, è una delle figure più straordinarie, affascinanti e complesse dello scorso secolo. Fu tra le pochissime donne del suo tempo che poté studiare e insegnare filosofia, inoltrandosi nei sentieri di una ricerca esistenziale, da sempre riservata quasi esclusivamente ai maschi. E lo ha fatto con esiti felicissimi, riuscendo a imporsi, accanto a uno dei grandi maestri della filosofia del Novecento, Edmund Husserl. 

Come lei stessa ha confessato, «dall'età di tredici anni fui atea perché non riuscivo a credere nell'esistenza di Dio». Ma, protesa in una ricerca incessante e radicale della verità, impegnata nella soluzione dei grandi problemi della vita, non poteva non imbattersi nella verità di Dio, un Dio che in Gesù mette in gioco tutto per gli uomini, che non si arresta neppure di fronte al dolore e alla morte. 

La verità di Dio sta proprio nel suo affermarsi attraverso la debolezza della croce e della morte. La scoperta che, in Gesù, Dio ha condiviso con noi tutto, fa nascere quell'abbandono in lui che caratterizza la vita di quanti sanno che, dalla venuta di Gesù in poi, Dio non ha mai abbandonato l'uomo. 

Queste certezze hanno illuminato la vita di Edith Stein, nata a Breslavia nel 1891. Ultima di sette fratelli di un'agiata famiglia ebrea, ha percorso con successo il ciclo di studi, occupandosi soprattutto di psicologia e di ricerca filosofica nell'università della sua città natale e poi in quelle di Gottinga e di Friburgo, come allieva prima e assistente poi del celebre filosofo Edmund Husserl. Quando nel 1917 si laureò, aveva già al suo attivo una serie di studi importanti che le avrebbero aperto le porte della carriera accademica. Ma successero alcuni fatti che diedero alla sua vita una svolta radicale. 

Il pensiero di Dio, che un tempo neppure la sfiorava, cominciò a insinuarsi prepotentemente nella sua vita, sulla spinta anche di alcuni avvenimenti. Nella prima guerra mondiale moriva un professore che lei stimava molto. Fu un grande dolore per tutti, soprattutto per la moglie, la quale, anziché crollare sotto il peso di quel dramma, trovò nel rapporto con Dio la forza di iniziare una nuova vita. Edith ne fu profondamente colpita. «Fu il mio primo incontro con la croce — scriverà ricordando il fatto — e con la forza che essa comunica in chi la porta». 

La ricerca della verità la condusse verso la verità di Dio. Nel 1921 il cammino di avvicinamento giungeva alla conclusione. Ospite di un'amica, fu da questa invitata a scegliersi un libro tra i molti di cui era fornita la sua biblioteca. Edith allungò la mano a caso e ne estrasse uno alquanto voluminoso: era l'autobiografia di santa Teresa d'Avila. Lo lesse d'un fiato. «Chiudendolo —ha poi scritto — mi sono detta: questa è la verità». 

Santa. Teresa aveva sintetizzato in un motto la sua fede: «Dio basta». Edith lo fece suo. L'approdo al cattolicesimo avvenne il giorno di capodanno del 1922, quando ricevette il battesimo. La sua scelta di farsi cattolica la mise in vivace contrasto con la madre, che era molto legata alla religione ebraica. Dopo la conversione, Edith insegnò nel collegio delle domenicane di Speyer e viaggiò molto in Germania e all'estero. Nel 1932 insegnò pedagogia a Miinster. Ma il regime nazista aveva già cominciato a discriminare gli ebrei, costringendoli a lasciare insegnamento. Gli eventi infausti accelerarono un proposito che la Stein aveva già maturato, quello di dedicarsi alla vita contemplativa. E così, lasciandosi alle spalle una prestigiosa carriera, si annullava nell'anonimato nel Carmelo di Colonia, con il nome di Teresa Benedicta a Cruce. 

Il Carmelo è una grande scuola di umiltà. Edith dovette mettere da parte i suoi libri per dedicarsi come le altre sorelle alle faccende domestiche: si adeguò alle esigenze della vita comune con gioia, per seguire Gesù anche nelle quotidiane umili cose. Nel 1938 con la professione perpetua decideva di essere per sempre carmelitana. 

L'odio contro gli ebrei intanto divampava in Germania. La presenza di Edith, pur sempre ebrea nonostante la conversione al cristianesimo, nel Carmelo di Colonia costituiva un pericolo per le sue consorelle. Si trasferì allora in Olanda, nel Carmelo di Echt, dove si dedicò allo studio della figura e dell'opera di san Giovanni della Croce, grande riformatore, assieme a santa Teresa d'Avila, della vita carmelitana. 

Nel 1940 i tedeschi invasero l'Olanda, l'odio contro gli ebrei cominciò a mietere vittime anche lì. Edith dovette appuntare sull'abito monastico la stella gialla che la segnalava come ebrea. E non fu la sola delle umiliazioni. I tempi s'erano fatti duri. «Sono contenta di tutto — scriveva —; solo se si è costretti a portare la croce in tutto il suo peso, si può conquistare la saggezza della croce». 

Il 2 agosto 1942 i tedeschi irruppero nel Carmelo, prelevarono Edith, assieme alla sorella Rosa, fattasi anche lei carmelitana, e le avviarono al campo di raccolta di Westerbork, da dove il 7 agosto venne deportata ad Auschwitz: lì, in uno dei lager più tristemente noti per l'insana crudeltà dell'uomo, forse un paio di giorni dopo, finiva assieme alle altre compagne di sventura nelle camere a gas e poi nel forno crematorio. 

Un ebreo scampato allo sterminio, che fu testimone delle ultime ore di Edith, ha descritto la sua serenità, la calma, l'incessante prodigarsi per gli altri, preda della disperazione e dello sconforto. Si occupava soprattutto delle donne: le consolava, cercava di calmarle, le aiutava; si prendeva cura dei figli di quelle mamme che, impazzite dal dolore, li abbandonavano. «Vivendo nel lager in un continuo atteggiamento di disponibilità e di servizio — scrive il testimone — rivelò il suo grande amore per il prossimo». 

Ebrea per nascita, cristiana per scelta, dopo un lungo cammino di ricerca e di approfondimento dei vari aspetti della conoscenza, portando ai più alti livelli le istanze spirituali delle due religioni, ha poi volato alto nei cieli della mistica, ed è diventata esempio affascinante e trascinante per quanti, laici e credenti di varie religioni, cercano la verità con amore tenace e coraggioso. 

Papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata beata nel duomo di Colonia 1'1 maggio 1987 e santa 1'11 ottobre 1998, nella basilica di San Pietro a Roma, e poi l'ha anche dichiarata patrona d'Europa.

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