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Pubblicato da La gioia della preghiera

1 Aprile - Santa Maria Egiziaca - Preghiera e vita

Nella Liturgia delle Ore e nel Messale Romano non esiste una preghiera d'intercessione formulata "a nome di Maria Egiziaca", ma la Chiesa riconosce nel Martirologio Romano la sua memoria (il 1° aprile) e consente l'uso delle Collette ufficiali per i santi penitenti o eremiti.

Tuttavia, nella tradizione cattolica è famosa la Preghiera di Conversione, tratta dal testo storico ufficiale della sua vita (Vita di Santa Maria Egiziaca attribuita a San Sofronio): la preghiera che la santa stessa rivolse all'icona della Vergine prima di convertirsi:

 

 

Preghiera di conversione

 

O Vergine Signora, che hai partorito nella carne Dio il Verbo,

io so di non essere degna di contemplare la tua immagine,

tanta è la mia impurità.

Tuttavia, poiché Egli si è fatto uomo per chiamare i peccatori al pentimento, soccorrimi.

Permettimi di entrare in chiesa per adorare la Santa Croce.

Sii tu la mia garante presso tuo Figlio che non contaminerò mai più il mio corpo,

e guidami sulla via della salvezza.

 

VITA DELLA SANTA

Nata in Egitto, fuggì da casa all'età di dodici anni per trasferirsi ad Alessandria. Per diciassette anni condusse una vita libertina e dissoluta, mossa dal puro desiderio e senza cercare alcun guadagno materiale.

Spinta dalla curiosità, s'imbarcò con un gruppo di pellegrini diretti a Gerusalemme per la festa dell'Esaltazione della Santa Croce. Cercando di entrare nel Tempio del Santo Sepolcro, fu bloccata per quattro volte da una forza invisibile. Comprendendo la gravità dei propri peccati, pregò con contrizione davanti all'icona della Vergine Maria, ottenendo così il permesso di entrare ed adorere la Croce.

Il monaco Zosima di Palestina la incontrò nel deserto durante il digiuno quaresimale. Maria gli raccontò la sua storia, gli mostrò doni di profezia e levitazione, e gli chiese di tornare l'anno successivo per portarle l'Eucaristia.

Zosima tornò il Giovedì Santo per comunicarla. L'anno seguente ritrovo il suo corpo privo di vita nel deserto, accanto a un messaggio scritto sulla sabbia che chiedeva sepoltura. Secondo la tradizione, un leone aiutò lo sconvolto Zosima a scavare la fossa.

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