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Il Venerdì è un giorno speciale, il giorno in cui Gesù ha sofferto per la nostra salvezza. Ognuno di noi può liberare molte anime dalla sofferenze del Purgatorio ogni Venerdì.

Questa preghiera venne confermata dai Papi : Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI

 

TI ADORO O CROCE SANTA

 (da recitare 33 volte il Venerdì Santo oppure 50 volte qualsiasi altro Venerdì) :

"Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen".

 

* * * * * * * * * * 

cruci sg

 

Quest'atra ORAZIONE invece, recitata davanti al Crocefisso e seguita da :

 

un Pater (Padre Nostro),

un' Ave Maria,

un Gloria,

un Requiem (Eterno Riposo) 

 

 

"Adoro te, Croce preziosa, che con le venerabili membra del mio Signore Gesù Cristo foste adornata, e col suo preziosissimo sangue tinta. Adoro te mio Dio, posto su quella Croce ".

 

 

Padre Nostro,

che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo Regno

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Amen.

 

 . . . . .

 

Ave Maria,

piena di grazia,

il Signore è con te,

tu sei benedetta fra le donne

e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,

prega per noi peccatori,

adesso e nell’ora della nostra morte.

Amen.

 

 . . . . .

 

Gloria al Padre,

al Figlio

e allo Spirito Santo,

come era nel principio,

ora e sempre

nei secoli,

nei secoli.

Amen.

 

. . . . . 

 

L'Eterno riposo dona loro

o Signore

e splenda ad essi la Luce Perpetua.

Riposino in pace.

Amen.

 

Per chi volesse recitarla in latino:

Requiem eternam dona eis,

Domine

et lux perpetua luceat eis.

Requiescant in pace.

Amen 

 

Sappi che...

 

La Chiesa è intervenuta più volte nel corso della storia per arginare quella che considerava una deriva superstiziosa o una mercificazione della fede quella di promettere la liberazione di un numero preciso di anime se una certa preghiera, orazione o altro fosse stata pronunciata un determinato numero di volte . I due interventi più celebri e definitivi sono:

 

  1. Il Decreto del Sant'Uffizio (1954): La Congregazione per la Dottrina della Fede (allora Sant'Uffizio) emanò un Monitum (un severo avvertimento) vietando esplicitamente la pubblicazione e la diffusione di opuscoli o foglietti che promettevano la liberazione di un numero preciso di anime (es. 3, 15, 33 anime) tramite la recita di determinate orazioni (tra cui anche le famose Orazioni di Santa Brigida o varianti di Ti adoro, o Croce Santa).

  2. La Riforma delle Indulgenze di Paolo VI (1967): Con la costituzione apostolica Indulgentiarum Doctrina, Papa Paolo VI abolì completamente tutte le indulgenze espresse in "giorni" o "anni" e, a maggior ragione, i conteggi numerici di anime salvate. Da quel momento, le indulgenze per i defunti si dividono solo in parziali o plenarie, lasciando il giudizio e l'applicazione finale unicamente alla misericordia di Dio.

Perché la Chiesa ha vietato queste promesse (ma non la recita delle preghiere stesse)?

I motivi principali per cui i vescovi e i pontefici hanno proibito questi testi sono tre:

  • Il rischio di superstizione: Trattare la preghiera come una formula magica ("Se lo dico 33 volte succede X, se lo dico 32 non succede") svuota la fede della sua componente relazionale con Dio.

  • La presunzione di "comandare" a Dio: Nessun uomo, nessun santo e nessuna rivelazione privata può garantire o "certificare" la salvezza di un'anima con un conteggio matematico. Solo Dio conosce lo stato di purificazione di un'anima.

  • Le origini apocrife: Molte di queste promesse cartacee stampate nei secoli scorsi non avevano alcun Imprimatur (l'approvazione ecclesiastica ufficiale) ed erano nate da leggende popolari o scritti falsamente attribuiti a papi del passato (come Niccolò V o Pio IX).

Il criterio della Chiesa è molto chiaro: se nella preghiera c'è scritto che vengono liberate un numero preciso di anime, quel foglietto o quel testo va respinto.

 

Tuttavia, recitare il testo di "Ti adoro, o Croce Santa" per contemplare la Passione di Gesù e chiedere a Dio, con umiltà, di alleviare le pene delle anime del Purgatorio è un atto di carità splendido e del tutto legittimo. La differenza sta nell'atteggiamento del cuore: non si prega per completare un "contratto" numerico, ma ci si affida fiduciosamente alla grazia divina.

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