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Le indicazioni relative al digiuno e all'astinenza sono tratte dalla nota pastorale dell'episcopato italiano "IL SENSO CRISTIANO DEL DIGIUNO E DELL' ASTINENZA"***

 

Ecco le conclusioni di tale nota pastorale :

 

"Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l'astinenza''. Queste disposizioni normative sono la determinazione della disciplina penitenziale della Chiesa universale, che i canoni 1251 e 1253 del Codice di diritto canonico affidano alle Conferenze Episcopali.

 

1)      La legge del digiuno "obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate

 

2)      La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.

 

3)      I1 digiuno e l'astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla Veglia pasquale.

 

4)      L'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell'anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l'astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.

 

5)      Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60' anno iniziato; alla legge dell'astinenza coloro che hanno compiuto il 14' anno di età.

 

6)      Dall'osservanza dell'obbligo della legge del digiuno e dell'astinenza può scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute. Inoltre, "il parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del Vescovo diocesano, può concedere la dispensa dall'obbligo di osservare il giorno (...) di penitenza, oppure commutarlo in altre opere pie; lo stesso può anche il Superiore di un istituto religioso o di una società di vita apostolica, se sono clericali di diritto pontificio, relativamente ai propri sudditi e agli altri che vivono giorno e notte nella loro casa”

 

 

Il digiuno è segno della nostra volontà di espiazione, infatti afferma San Giovanni Crisostomo: "Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati…"

***La presente "Nota pastorale" (che riportiamo in formato pdf per chi voglia approfondire) ha la sua origine e la sua spiegazione immediate nella delibera n. 27 del 18 aprile 1985 (cf. Notiziario CEI, 1985, p. 27)) con la quale l'Assemblea Generale aveva stabilito l'osservanza delle norme circa l'astinenza e il digiuno del 27 luglio 1966 "fino a quando non siano date ulteriori determinazioni". La "Nota': predisposta dalla Commissione Episcopale per la liturgia fin dal maggio 1992, ha avuto un iter di due anni con una elaborazione di rinnovate stesure in seno alla stessa Commissione, la quale ha usufruito anche della collaborazione di esperti. Il testo, esaminato anche dalla Segreteria Generale, è stato sottoposto al Consiglio Episcopale Permanente nella sessione del 24-27 gennaio 1994.

 

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