Preghiera a Sant'Agata

 

O gloriosa Vergine e Martire sant'Agata,

voi che sin dalla prima età consacraste a Dio la mente e il cuore,

voi che imitaste l'Agnello immacolato nella esimia purezza della vita,

nell'esercizio dell più eroiche virtù e nella lotta gloriosa del martirio;

deh! pregate per noi, otteneteci di rassomigliarvi.

Che la fede divina illumini la nostra mente e muova le nostre azioni!

Che siamo dappertutto cristiani, senza rispetto umano!

Che otteniamo per i voastri meriti, il trionfo sulle nostre ree passioni

e sugli assalti di satana!

Che raggiungiamo il fine per cui Dio ci creò e ci redense,

la beata corona del Paradiso. Così sia.

 

 

Orazione dei catanesi a Sant'Agata

 

O gloriosa vergine e martire sant’Agata tu che sin dalla prima età consacrasti a Dio la mente e il cuore, tu che imitasti l’Agnello immacolato nell’esimia purezza della vita, nell’esercizio delle più eroiche virtù nella lotta gloriosa del martirio, prega per noi, ottienici di rassomigliarti: che la fede divina illumini la nostra mente e muova le nostre azioni; che siamo e ci mostriamo dappertutto cristiani, senza rispetto umano; che otteniamo per i tuoi meriti il trionfo sulle nostre passioni e sugli assalti di satana; che accesi come te di ardente zelo possiamo essere fatti degni di esercitare un santo apostolato a pro degli altri; che raggiungiamo il fine per cui il buon Dio ci creò e ci redense, la beata corona del paradiso. Amen.

 

 

Inno a Sant'Agata

 

Inneggiamo alla martire invitta rifulgente di luce divina inneggiamo alla grande eroina presso l’ara cosparsa di fior. Anelante di palpiti sacri si diffonda la gioia nel cielo ed all’ombra del mistico velo sorga l’inno festoso dei cuor.

Rit.
Tu che splendi in paradiso coronata di vittoria, o sant’Agata, la gloria per noi prega di lassù. 
Esultante nei duri tormenti luminosa nel carcere oscuro ella affronta con animo puro le minacce di un uomo crudel; non ascolta le vane lusinghe le promesse d’un sogno radioso vince il fuoco e del cielo armonioso l’innamora l’eterno splendor. 
Rit.
Per i secoli vola il suo nome e risuona pei monti e sul mare circonfuso di sole l’altare il suo corpo conserva fedel. Su! Leviam, cittadini, l’evviva al valor centenario, possente di colei che pregava morente il Signor della vita immortal.
Rit.

 

 

Coroncina a Sant'Agata [recitabile anche durante la processione] 

 

(Si può usare una comune corona del rosario)

Sui grani grossi dire :

 

  • Eterno Padre, io ti offro la verginità, passione, morte e glorificazione della tua dilettissima figlia e patrona nostra Sant'Agata
  • In Espiazione dei peccati nostri, della nostra città [dire nome della città] e del mondo intero.

 

Sui grani piccoli  per 10 volte dire :
 

  • Per il suo doloroso martirio
  • Abbi Misericordia di noi, della nostra città, e del mondo intero 

 

 

Alla fine della coroncina dire 

 

  • Eroina del Ciel, Agata Bella,
  • Deh Guidaci a Gesù, propizia stella !

 

 

VITA DELLA SANTA

 

Sant’Agata nasce a Palermo o a Catania nell’anno 238. Consacratasi a Dio come diaconessa intorno ai ventuno anni, esercita un ruolo attivo all’interno della comunità cristiana, impegnata nella catechesi (istruendo alla fede cristiana i nuovi adepti) e preparando i giovani a essere battezzati, comunicati e cresimati. Tra il 250 e il 251 deve fare i conti con le molestie subite dal proconsole Quinziano, arrivato a Catania allo scopo di far abiurare pubblicamente i cristiani, secondo l’editto dell’imperatore Decio.

Invaghitosi della ragazza, Quinziano, dopo aver saputo della sua consacrazione, le impone di ripudiare la propria fede: Agata, però, rifiuta di adorare gli dei pagani, e per questo motivo viene affidata per alcune settimane alla custodia rieducativa di Afrodisia, cortigiana corrotta, e delle sue figlie. Lo scopo dell’affidamento a Afrodisia, dedita alla prostituzione sacra in quanto sacerdotessa di Cerere, è quello di corrompere moralmente la giovane siciliana, tra minacce e allettamenti, pressandola psicologicamente al fine di sottometterla alla volontà del proconsole.  Portata spesso in orge e ritrovi dionisiaci, però, Agata resiste strenuamente agli attacchi perversi che è costretta a subire, trovando forza nella fede in Dio: al punto che le sue tentatrici, scoraggiate dai continui insuccessi, rinunciano all’impegno di corromperla e la riconsegnano a Quinziano.

Questi, non riuscendo a scalfire i principi della ragazza, la processa. Convocata al palazzo pretorio, Agata viene quindi portata in carcere, dove subisce numerose violenze che hanno lo scopo di farle cambiare idea. Dapprima viene fustigata e, tramite delle tenaglie, sottoposta a un crudele strappo delle mammelle (quella notte riceve la visita di San Pietro, che le risana le ferite rassicurandola), poi è obbligata a camminare sui carboni ardenti. Agata muore nella sua cella la notte del 5 febbraio 251.

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