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3 giugno 2017 6 03 /06 /giugno /2017 12:21

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VITA DEI SANTI

 

La vicenda di Carlo Lwanga si svolge in Uganda nel XIX secolo, sotto il regno del giovane re Mwanga, che pur avendo frequentato le migliori scuole del paese, non impara a leggere e scrivere, assorbe però quanto di peggio dai bianchi coloni europei, è difatti alcolizzato, tossicodipendente e abituale frequentatore di alcuni harem omosessuali, creati giusto per lui. All’'inizio del suo regno, Mwanga è sostenuto dai cristiani, specie per il nemico comune, il tirannico re musulmano Kalema; ma ben presto Mwanga inizia a vedere i cristiani come un grave pericolo alle tradizioni tribali del suo paese e sobillato dagli stregoni ugandesi, nel 1885 comincia una dura persecuzione. Muoiono oltre 200 giovani e la vittima più illustre è il Vescovo anglicano Hannington; il 15 Novembre del 1885 Mwanga fa uccidere Giuseppe Mkasa, maestro dei paggi e prefetto della sala reale, la sua unica colpa è essere Cattolico ed avere cercato di difendere i cristiani arrestati dalla condanna a morte, nonché di aver cercato di proteggere alcuni paggi dalle truci attenzioni omosessuali del re. Il sostituto di Mkasa è Carlo Lwanga, che viene subito fatto attenzione dei desideri sessuali deviati del re Mwanga, ma anche Carlo è Cattolico e ricopre un ruolo da leader nella comunità ugandese dei neoconvertiti e anche Carlo reagisce alle avance sessuali del re. Viene arrestato anche lui e il 25 Maggio 1886 viene condannato a morte insieme ad un gruppo di cristiani e quattro catecumeni, che Carlo battezzerà segretamente in carcere. Il 26 Maggio vengono giustiziati i primi due cristiani e nei giorni successivi si predispone il trasferimento dei prigionieri, che sarà una Via Crucis lunga 27 miglia e della durata di otto giorni, giorni in cui i soldati infierivano nei peggiori modi sui prigionieri, mentre i loro familiari pregavano i propri cari di abiurare la Fede. Durante il viaggio vengono uccisi barbaramente altri cinque prigionieri cristiani, il 3 Giugno vengono arsi vivi 31 cristiani e giunge il turno di Carlo Lwanga e i suoi compagni; chi assiste al martirio racconta impressionato che i fedeli non hanno mai smesso di pregare fino alla fine senza un gemito. Questa vicenda non ferma l’avanzata della Fede nel paese africano, anzi il coraggio di Carlo e degli altri cristiani fa piovere un impressionante numero di conversioni, come avevano preannunciato i martiri, poco prima di spirare. La serie di martiri ugandesi finisce il 27 Gennaio 1887 con l’uccisione del servo del re, Giovanni Maria Musei, che confessa direttamente al re la sua fede in Cristo e per questo viene decapitato all'istante. Nel 1920, Papa Benedetto XV beatifica Carlo Lwanga e i suoi compagni, destando scalpore, dato che fu uno dei primi africani ad avere questo onore; nel 1964 Papa Paolo VI canonizza solennemente i martiri ugandesi e sul luogo del suo martirio viene edificato un magnifico Santuario.

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Published by la strada per la felicità - in Preghiere al Santo del giorno
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