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Davide è il personaggio che dominò la storia di Israele dalla prima metà dal X sec. a.C. Abbattè il gigante Golia, ridiede fiducia alle tribù d’Israele e le raccolse in un unico popolo forte e rispettato. Davide è l’uomo che peccò gravemente davanti al Signore, ma che seppe riconoscere le sue colpe e chiederne perdono. A lui il Signore assicurò una posterità eterna (2 Sam 23,5), perché dalla sua discendenza sarebbe nato il Salvatore , il vero Re che avrebbe portato la salvezza fino ai confini della terra, raccogliendo tutte le genti in un unico Israele. Gesù viene definito “figlio di David” (cfr. Mt 22,41-45), “nato dalla sua stirpe” (Lc 1,27; Rm 1,3). In Davide la promessa del Salvatore si storicizza progressivamente e l’Incarnazione del Verbo acquista tratti sempre più concreti.

 

 

Il Re Davide ci offre nuovi spunti di riflessione per la comprensione del cammino della preghiera. La preghiera che il re Davide ci insegna è soprattutto quella di lode e di pentimento. Davide è per eccellenza il re “secondo il cuore di Dio”, il pastore che prega per il suo popolo e in suo nome, colui la cui sottomissione alla volontà di Dio, la lode, il pentimento saranno modello di preghiera per il popolo. Unto di Dio, la sua preghiera è fedele adesione alla Promessa divina, [Cf 2Sam 7, 18-29] fiducia colma di amore e di gioia in colui che è il solo Re e Signore. Nei Salmi, Davide, ispirato dallo Spirito Santo, è il primo profeta della preghiera ebraica e cristiana. La preghiera di Cristo, vero Messia e figlio di Davide, rivelerà e compirà il senso di questa preghiera (CCC. 2579).

Il primo tipo di preghiera che il re Davide ci insegna è quello della preghiera di lode. Nel secondo Libro di Samuele c’è un bellissimo episodio che ha per protagonista il re Davide. Si tratta dell’episodio che narra dell’ingresso dell’Arca in Gerusalemme: Davide offre olocausti e balla davanti al Signore. E’ uno degli esempi più belli della preghiera di lode, una preghiera in cui l’uomo si spoglia di tutto se stesso per riconoscere la grandezza e la maestà di Dio. E’ una preghiera che l’orgoglioso e il superbo non potranno mai comprendere (come appare dall’irritazione della moglie di Davide), ma che il Signore gradisce e ricompensa con la sua benedizione (2 Sam. 6, 12-23).

Osserviamo che questa preghiera è stata utilizzata moltissimo sia da Gesù che in diverse occasione ha voluto lodare e benedire il Padre, sia dalla Vergine Maria (ricordiamo la sua preghiera di lode alla visita di S. Elisabetta). E’ la preghiera che esprime gioia, fiducia, amore in un Dio che non abbandona mai i suoi figli, ma ricolma delle sue attenzioni e della sua tenerezza. Innalzare al Signore la preghiera di lode è riconoscere in un clima di festa la sua misericordia, i suoi benefici, il suo amore per noi. E’ dunque una preghiera molto bella, utilissima a ravvivare la fede nella paternità e nella misericordia di Dio.

Il secondo tipo di preghiera insegnatoci dal re Davide è la preghiera di pentimento. La S. Scrittura narra di un grave peccato commesso dal re Davide con Betsabea e del successivo ordine di uccisione del marito Uria l’ittita. Un primo insegnamento che ne riceviamo è che la fedeltà e la fiducia in Dio non ci immunizzano dalla tentazione e dal peccato, ma la vita di preghiera ci dispone certamente a ricevere il suo perdono e a convertirci (2 Sam. 11, 2-17). Il peccato resta sempre possibile al cristiano, nessuno può dichiararsi immune da esso, ed è per questo che è necessario pregare e vigilareincessantemente. Quando, però, si è caduti nel peccato, non bisogna mai abbandonarsi alla sfiduciao allo scoraggiamento, ma occorre tornare a Dio con cuore contrito e umiliato gettando il nostro peccato nell’oceano della sua misericordia e proponendo risolutamente di cambiare vita.

Il pentimento sincero di Davide (che risulta evidentissimo dal Salmo 50), ci insegna che il Signore è sempre disposto al perdono. Anzi il Signore si serve anche del male per attirarci a lui. Davide dopo il peccato scoprirà che Dio non è solo il Dio creatore e Signore di tutte le cose; il Signore degli eserciti; il Dio potente che dà la vittoria in battaglia… ma anche e soprattutto il Dio misericordioso, che è Padre e perdona. E’ solo dopo l’esperienza del peccato che Davide scoprirà in Dio colui che lo ha perdonato perché lo ama infinitamente. Questa esperienza segnerà Davide per tutto il resto della sua vita (vedi i tantissimi Salmi scritti da lui). E’ proprio vero che Dio sa trarre il bene anche dal male. Questo non deve assolutamente incoraggiarci a fare il male, ma deve aiutarci a confidare nell’infinita misericordia di Dio quando siamo caduti in peccato. Anche se il peccato è grande c’è sempre la possibilità di tornare a Dio che non ci chiuderà mai le porte del suo cuore, ma che anzi ci attende per ridonarci la dignità perduta e riportarci nella gioia della sua amicizia (vedi parabola del Padre misericordioso). 

 

...tratto dal sito http://santamariadellapieta.wordpress.com

 

 

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