5 Agosto: Nostra Signora della neve - Preghiere e storia

Preghiera alla Madonna della Neve

 

O Dio, Padre di misericordia, che in Maria, madre di Cristo tuo Figlio, ci hai dato una madre sempre pronta a soccorrerci, concedi, ti preghiamo, che implorando assiduamente la sua materna protezione, meritiamo di godere per sempre il frutto dalla redenzione.

Tu, Maria, madre del redentore, continua a mostrarti madre (per tutti i baranesi), veglia sul nostro cammino verso il cielo. Affidiamo a te la nostra vita, ti chiediamo di rinnovare in tutti il dono della fede in Dio Padre, in Gesù Cristo redentore e nello Spirito Santo amore.

O Maria madre di Gesù e madre nostra, siamo qui, dinanzi a te, presenza viva della chiesa come comunità unita nell'amore, perché la preoccupante situazione del mondo e la vita che il popolo cristiano conduce, ci spingono ad affidarci a te e ad implorare la tua intercessione presso Gesù tuo Figlio e nostro salvatore.

Noi ti preghiamo di guidare la nostra parrocchia e il nostro parroco. Guidaci e sostienici perché possiamo sempre vivere come autentici figli e figlie della chiesa di tuo Figlio, e possiamo contribuire a stabilire sulla terra la civiltà della verità, della pace e dell'amore secondo il desiderio di Dio, per la sua gloria. Benedici la nostra festa, perché attraverso di essa si possa sempre proclamare l'amore del tuo Figlio.

Santa Maria della neve prega per i tuoi figli. Amen

 

. . . . . . . . . . . . .

 

Preghiera alla Madonna della Neve

 

L. Ti salutiamo Madonna della Neve. Tu sei Nostra Madre e Regina – ti ringraziamo per tutte le grazie ricevute da Te, che hanno sperimentato tantissimi uomini provenienti da vicino e da lontano (qui in Aufhausen). Da Te possiamo venire con tutte le nostre esperienze - come un bambino dalla sua mamma.

 

T. Tu sempre gioisci con noi se abbiamo qualcosa di bello da raccontarti. Tu condividi anche le nostre sofferenze se piangiamo. Aiutaci a vedere tutti gli avvenimenti più profondamente e a rispondere nella luce della fede. Come allora durante le nozze di Cana, anche oggi vai da Gesù con tutti i nostri problemi. Come hai chiesto ai servi di fare tutto quello che Gesù gli chiederà, così aiutaci ad accettare nella fede la Volontà di Dio, anche se non sempre la capiamo subito.

 

L. Confidando nel Tuo aiuto, Madre della Miserircodia, siamo anche oggi di nuovo nel Tuo santuario. Vogliamo affidarti tutto quello che abbiamo nel cuore: le nostre preoccupazioni per la salute del corpo, dell´anima e dello spirito, per le nostre famiglie, le parrocchie, le nostre città, per la vita pubblica, per la giustizia e la pace in tutto il mondo.

 

T. Insieme con Te vogliamo guardare al Padre nel Cielo e non dimenticare che la nostra vita sulla terra non è tutto, ma soltanto una preparazione all´eternità. In questo modo le nostre grandi difficoltà si fanno più leggere e le piccole cose quotidiane ricevono valore e importanza. Aiutaci a non dimenticare mai che siamo creati e chiamati per l´eternità, per lei dovremmo raccogliere tesori che hanno un valore infinito.

 

L. La Nostra Signora della Neve Tu sei, dal primo momento della Tua esistenza la Purissima, l`Immacolata. Grazie al Sangue di Cristo, che ha avuto inizio sotto il Tuo cuore, sei stata e rimasta sempre libera dal peccato originale e personale. Puoi aiutare anche noi a purificare la nostra coscienza attraverso „l´Amore versato sulla Croce“. Nella nostra relazione con Dio, gli uomini e noi stessi vogliamo diventare pienamente puri – così bianchi come la neve, come Te.

 

T. Maria, Tu sei la nostra Speranza, da Te portiamo tutte le nostre preoccupazioni. Aiutaci a fare quello che è possibile e nello stesso tempo ad aver fiducia nell´aiuto di Dio, se qualcosa diventerà troppo pesante per noi. Rendici grati anche per quegli aiuti e avvenimenti che non capiamo, quando Dio vuole aiutarci in modo diverso da quello che abbiamo chiesto. Perchè Dio sa sempre meglio, che cosa è veramente bene per noi. Insieme con Te, Maria, vogliamo in ogni situazione di vita ringraziare e lodare Dio.

 

L. Sposa dello Spirito Santo, aiutaci a salvare e sviluppare la grazia del Battesimo e della Cresima. Preparaci sempre e di nuovo a ricevere degnamente i Sacramenti dell ´Eucaristia e della Penitenza e Riconciliazione. Vogliamo vivere e pregare come Te attraverso la Parola di Dio. Sii sempre vicino a noi, affinchè possiamo percepire l`opera dello Spirito Santo e collaborare con Lui.

 

. . . . . . . . . . . . .

 

Preghiera a Nostra Signora della neve

 

O Maria, donna delle altezze più sublimi,
insegnaci a scalare la santa montagna che è Cristo.
Guidaci sulla strada di Dio,
segnata dalle orme dei Tuoi passi materni.
Insegnaci la strada dell’amore,
per essere capaci di amare sempre.
Insegnaci la strada della gioia,
per poter rendere felici gli altri.
Insegnaci la strada della pazienza,
per poter accogliere tutti con generosità.
Insegnaci la strada della bontà,
per servire i fratelli che sono nel bisogno.
Insegnaci la strada della semplicità,
per godere delle bellezze del creato.
Insegnaci la strada della mitezza,
per portare nel mondo la pace.
Insegnaci la strada della fedeltà,
per non stancarci mai nel fare il bene.
Insegnaci a guardare in alto, per non perdere di vista

il traguardo finale della nostra vita:
la comunione eterna con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Amen!


Santa Maria della neve prega per i tuoi figli.
 

 

La sacra Tradizione ci tramanda il ricordo dell’apparizione mariana che diede origine alla costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore e alla memoria liturgica che si onora il 5 agosto di ogni anno.

Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma, eretta su uno dei setti colli della Città eterna, l’Esquilino: un autentico gioiello dal punto di vista artistico. La struttura originaria paleocristiana è stata arricchita nei secoli da vari e significativi elementi. Ci preme ricordare che nella basilica è custodita la reliquia della Sacra Culla che accolse Nostro Signore alla nascita e la Salus Populi Romani, icona bizantina raffigurante la Madonna con il Bambino, dipinta secondo la tradizione da San Luca. Tale immagine, intensamente venerata nel corso dei secoli dai fedeli, è stata più volte oggetto di profonda devozione da parte di diversi papi.

Veniamo ora ai fatti. Siamo al tempo del pontificato di Liberio (352-366), papa, romano di nascita, che ebbe sporadici contrasti sia con l’imperatore Costanzo II, favorevole all’Arianesimo, sia, ovviamente, con l’imperatore Giuliano l’Apostata. In principio, Papa Liberio osteggiò decisamente il primo, figlio di Costantino il Grande, per difendere la dottrina di Sant’Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto, impegnato ad avvalorare il credo sulla natura di Cristo contro le pretese dei seguaci di Ario che negavano la divinità di Nostro Signore. In seguito, purtroppo, egli si piegò ai dettami di Costanzo II sconfessando il grande Santo e Dottore della Chiesa. Contro l’imperatore Giuliano, invece, caldeggiò senza indugi il Concilio di Nicea (325) ove tra i diversi pronunciamenti si condannava nettamente proprio l’arianesimo, riabilitando in parte la “caduta” avuta con il precedente regnante.

La storia ha origine dalla pia iniziativa di un nobile e ricco romano di nome Giovanni e della sua consorte che decisero, non avendo figli, di offrire alla Santa Vergine la costruzione di una chiesa investendo tutti i loro beni. Nella notte tra il 4 e 5 agosto dell’anno 352, la Madonna apparve in sogno agli sposi, dicendo che avrebbe indicato con un miracolo dove sarebbe dovuta sorgere una basilica a Lei dedicata. I coniugi corsero immediatamente da Papa Liberio, che accolse con stupore la notizia. Anch’egli aveva fatto lo stesso identico sogno. Questa vicenda attesta che, sin dai primi secoli, i fedeli cristiani erano profondamente devoti a Maria e che, talvolta, le intenzioni nobili e pure possono avere, pur non ricercata, una bellissima e inaspettata ricompensa.

Si recarono sul luogo indicato, l’Esquilino e poterono ammirare il miracolo compiuto. Una copiosa nevicata aveva coperto la sommità del colle in piena estate. Il Papa tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie coperta di neve e i nobili coniugi sostennero, come promesso, le spese per costruzione.

La chiesa fu chiamata “liberiana” in onore del Pontefice o anche, dal popolo ad nives, della neve. Papa Sisto III (432-440), fece abbattere l’edificio precedente e con parte del materiale di recupero, fece erigere una nuova grande chiesa. Prese tale decisione anche in armonia con il concilio di Efeso (431) dove si era pronunciato solennemente la Maternità Divina di Maria. Alla santa Vergine andava dedicato un magnifico tempio. Una volta terminata, nessun’altra chiesa, a Roma, era così imponente e bella. Qualche decennio dopo alla Basilica di Santa Maria venne attribuito il titolo di Maggiore per indicarne la preminenza su tutte le altre chiese dedicate alla Madonna.

Ancora oggi, a Roma, la sera del 5 agosto si ricorda il miracolo. Oltre a celebrare l’ufficio liturgico, viene lanciata dall’alto della cupola della Cappella Paolina, ove si conserva l’immagine della “Salus Populi Romani”, una cascata di petali bianchi di rosa.

La Basilica di Santa Maggiore non solo rappresenta un’opera di evidente bellezza, ma soprattutto ci aiuta a comprendere che la Cristianità ha una ricchezza di elementi ineguagliabili. Bellezza, come detto: il campanile romanico, il più alto di Roma, le cappelle Paolina e Sistina, i quattro organi, gli splendidi mosaici e il soffitto cassettonato, impreziosito dal primo oro delle Americhe, non possono che destare stupore e meraviglia in colui che visita il luogo sacro. Devozione religiosa: la reliquia della Sacra Culla e l’icona venerata da fedeli e papi nei secoli, aiutano coloro che cercano conforto e raccoglimento per la preghiera. Storia: la costruzione, che risale ai primi secoli del Cristianesimo, è testimonianza di antichità e, sorprendentemente, ha attraversato i secoli incolume, nonostante le avversità che hanno colpito la Città nel corso della sua storia. Miracolo: tutto ciò trae origine da un evento di natura prodigiosa, il cielo si apre e manifesta la sua attenzione e benevolenza alle nostre preghiere. Generosità: un atto disinteressato ottiene inaspettatamente un dono più grande, essere beneficiati della visita di Maria. Tradizione: l’evento viene onorato nella memoria liturgica e dalla cascata di petali di rosa.

Torna alla home