Preghiera a Santa Agostina

Mauro Parmeggiani - Vescovo di Tivoli e di Palestrina

Tivoli, 27 marzo 2020

 

O Santa Agostina,
figlia della nostra terra,
patrona degli infermieri.

In questo tempo di pandemia
sostieni e proteggi
quanti, come te,
stanno oggi nelle corsie degli ospedali
per prendersi cura
di chi soffre mettendo a repentaglio la vita.

Anche tu facesti l’esperienza
del contagio infettivo e,
una volta guarita,
continuasti a stare accanto a chi stava morendo,
con la tua parola dolce e forte,
che sosteneva l’anima di chi non poteva essere contattato
da nessun sacerdote,
impediti,
ai tuoi giorni, di entrare negli ospedali.

Assisti il personale sanitario
che oggi rischia la vita
ma continua ad amare e consolare chi soffre.

Un paziente che curavi ti tolse la vita.
“Non c’è amore più grande di questo” – dice Gesù –
“dare la vita per gli amici”.
Sostieni gli infermieri e tutto il personale sanitario

che in questo momento
stanno amando come Gesù,
sapendo che forse non riceveranno nemmeno un grazie.

Come te, che tutti sappiano dire a Maria,
la dolce Vergine che tanto hai amato:
“Consolate, calmate, convertite voi
quell’infelice a cui io non posso parlare”
Amen.

 

 

VITA DELLA SANTA

 

S. Agostina (al secolo Livia) Pietrantoni, nacque a Pozzaglia Sabina (RI) in Diocesi di Tivoli il 27 marzo 1864. Dopo aver lavorato e conseguito solo la licenza elementare, il 13 agosto 1887 entrò tra le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret. Inviata in piena questione romana all’Ospedale Santo Spirito in Roma vide l’espulsione dei sacerdoti dagli ospedali. Dapprima a servizio nella corsia dei bambini ammalati, fu inviata nel reparto degli infettivi dove rimase contagiata. Guarita si dedicò fino alla fine della sua breve esistenza al servizio dei malati tubercolotici. Fu barbaramente uccisa il 13 novembre 1894 da un paziente che lei, in punto di morte, perdonò. Beatificata il 12 novembre 1972 da San Paolo VI, fu canonizzata da San Giovanni Paolo II il 18 aprile 1999. La Conferenza Episcopale Italiana, il 20 maggio 2003, l’ha proclamata Patrona degli Infermieri d’Italia. Il suo corpo riposa nella chiesa parrocchiale di Pozzaglia Sabina. La sua festa si celebra il 13 novembre mentre la festa popolare si celebra sempre a Pozzaglia, con concorso di molti infermieri, religiose e fedeli, la seconda domenica di settembre.

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