Di rado esprimo la mia opinione su avvenimenti che coinvolgono la Chiesa. Ma questa volta ritengo doveroso dire la mia. Quanto accanimento contro il Pontefice! Eppure tutto quello che è accaduto per me non è un caso. Nulla avviene per caso. Il mondo intero ha assistito ad una scena che racchiude metaforicamente quello che sta accadendo: una donna orientale (assimilabile al comunismo, al materialismo, all'anticattolicesimo...) ha aggredito con una ferocia inaudita, il Vescovo di Roma. Sì. Ferocia inaudita. 

Davvero sconcertanti le immagini che precedono il contatto: la donna si fa il segno della croce. Un gesto finalizzato ad ingannare le sue vere intenzioni? 

Non soffermate lo sguardo sullo schiaffetto, ma sugli occhi di quella donna: infuocati; ascoltate il suo tono di voce: inveisce contro il Papa e ciò che rappresenta con rabbia ed astio, dopo averlo tirato a se violentemente.

Fosse stata armata forse avremmo rivissuto un nuovo 13 maggio 1981. La reazione di Papa Francesco è per me condivisibile: i cattolici non possono porgere l'altra guancia in questo momento storico. Devono reagire con veemenza e vigore, con rapidità ed efficacia prima che il Male abbia la meglio. 

Caro Papa Francesco, le sue scuse pubbliche dal punto di vista mediatico hanno fatto accrescere l'affetto nei suoi confronti. Tuttavia, le ritengo superflue, o addirittura sbagliate perchè i cattolici vengono aggrediti, umiliati e perseguitati in tanti angoli della terra in questo momento.

I meme idioti che sono sparsi per il web mi infastidiscono non poco, rilevando tanta superficialità per un episodio che ripeto, sono sicuro rappresenti uno snodo cruciale del futuro. Cattolici, reagiamo.

 

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