Preghiera a Santa Giacinta Marto, pastorella di Fatima

 

Nostra Signora di Fatima,
Tu che hai scelto Francesco e Giacinta,
due poveri e semplici pastorelli,
per annunciare al mondo
i desideri del tuo Cuore lmmacolato,
aiutaci ad accogliere il tuo messaggio di conversione,
perché liberati dal peccato
possiamo vivere una vita nuova.

Beati Francesco e Giacinta,
voi che foste capaci
di una preghiera intensa,
fate che il momento
della preghiera quotidiana
diventi per noi il cuore
di ogni nostra giornata.

Voi che, seppur bambini,
foste capaci di offrire grandi sacrifici
in dono alla Vergine Maria
per la salvezza dei peccatori,
aiutateci a non sprecare
le piccole croci quotidiane,
ma a renderle offerta preziosa e gradita a Dio
per la salvezza del mondo.
Nostra Signora di Fatima,
per intercessione dei Beati Pastorelli
Francesco e Giacinta,
veglia su tutti i bambini del mondo,
soprattutto quelli più poveri e abbandonati.
Fa’ che anche loro possano trovare,
nel tuo Cuore lmmacolato e materno,
rifugio e protezione.

Beati Francesco e Giacinta,
Pastorelli di Fatima,
pregate per noi!

 

 

Giacinta assieme a Francesco e Lucia, recitava spesso la seguente preghiera che l’Angelo aveva loro suggerito:


Preghiera dell’Angelo a Fatima


Dio mio! Credo, adoro, spero e vi amo.
Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano. Trinità santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso.
E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei poveri peccatori

 

VITA DELLA SANTA

 

Giacinta nasce l'11 marzo 1910 ad Aljustrel, nelle vicinaze di Fatima, in Portogallo. E' una bambina vivace, ma con un'anima estremamente sensibile: all'età di cinque anni, all'udire dei patimenti del Divin Redentore -dice Lucia - si commuove fino alle lacrime. E' mansueta, sin dalla tenera età, è molto legata da grande affetto alla cugina Lucia. Ama la natura nelle sue varie manifestazioni, le stelle che lei chiama 'le lampade degli Angeli', la luna 'lampada di Nostra Signora'. Nella primavera del 1916, pascolando il gregge con Lucia e  il fratellino Francesco ha i primi contatti col soprannaturale: la visione di un Angelo. Il 13 maggio del 1917 dopo essere stati a Messa, i tre pastorelli si avviano al pascolo in un luogo chiamato Cova di Iria, e, mentre giocano vedono un lampo, spaventati decidono di tornare a casa, prevedendo un temporale, invece, sulla chioma d'un piccolo elce vedono 'Una Signora vestita di bianco, più splendente del sole' (così la descrive Lucia). E' la Santa Vergine. Le apparizioni della Vergine trasformano i tre pastorelli, che ormai non sono più 'ragazzetti vivaci e spensierati' (Giovanni De Marchi - Era una signora più splendente del sole - Ed Missioni Consolata) ma 'fissi e quasi immersi nel soprannaturale'. Costante preoccupazione di Giacinta (come anche di Francesco e Lucia) è pregare e fare sacrifici per la conversione dei peccatori così come la Madonna ha loro chiesto. Così patisce, volontariamente la fame, la sete, si stringe una corda attorno alla vita per soffrire anche nella tenera carne. Il 13 ottobre, ultima apparizione, la Vergine si presenta come la Madonna del Rosario e raccomanda di recitare sempre questa preghiera. Dopo quest'ultima apparizione il Cielo non si chiude definitivamente per i tre pastorelli. Essi continuano a godere dei benefici di apparizioni 'private' soprattutto Francesco e Giacinta nel loro letto di dolore. Diciotto mesi dall'ultima apparizione, infatti si ammalano della terribile influenza chiamata spagnola. Da quel momento sia Giacinta che Francesco capiscono che la malattia li condurrà al Cielo e tranquillamente attendono l'incontro col Signore. Giacinta soffre molto a cusa della malattia e viene ricoverata in ospedale a Vila Nova de Ourém. Giacinta sa che in ospedale la cura non le restituirà la salute, ma servirà solo ad aumentarne la sofferenza. Il suo corpicino è debole, macilento, ed è prostrato dalla tubercolosi, ma il suo cuore è sempre fisso nel Cuore Immacolato di Maria, e si immola per la salvezza dei peccatori. Alla fine del 1919 la Madonna le dice che presto verrà a prenderla per portarla in Cielo. Il 2 febbraio 1920 viene nuovamente ricoverata per una pleurite purulenta con fistola. Viene operata ma, date le sue pessime condizioni fisiche, le viene fatta solamente un'anestesia locale. Giacinta soffre atroci dolori, ma tutto sopporta senza lamentarsi. Quattro giorni prima della morte la Madonna le appare e le dice che presto verrà prenderla e le toglie ogni dolore fisico. Il pomeriggio del 20 febbraio 1920 chiede di ricevere i Santi Sacramenti. Alle 22.30 si spegne serenamente. 'Quel piccolo corpo, che tre anni di mortificazioni ed un anno e mezzo di martirio avevano santificato, fu ricoperto con un vestitino bianco, stretto ai fianchi da una fascia azzurra: i colori della Vergine' (Op. già citata). Viene tumulata nel cimitero di Vila Nova. Il 12 settembre 1935 il vescovo di Leiria decide di trasportare i resti mortali della piccola Giacinta a Fatima. Venne aperta la cassa ed il volto della piccola pastorella apparve incorrotto! Il 13 maggio 2000 il Papa Giovanni Paolo II dichiara Giacinta ed il fratellino Francesco beati.

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