Preghiera a San Serapio martire

 

Dio onnipotente e misericordioso, che hai dato a s. Serapione un’invitta costanza fra i tormenti del martirio, rendici sereni nelle prove della vita e salvaci dalle insidie del maligno. Amen

 

 

VITA DEL SANTO

 

È un soldato di cui non ci sono notizie sulla famiglia e sull’infanzia. Serapio («sole», dall’egiziano) partecipa alla terza crociata in Terrasanta nel 1192-1192, quella con l’imperatore Federico Barbarossa e il re inglese Riccardo Cuor di Leone. Nel 1212 è in Spagna, dove combatte nella guerra di «reconquista» contro i mori. E poi, è nuovamente crociato, al fianco di Leopoldo IV duca d’Austria, nella quinta spedizione, quella del 1237, che punterà - con scarsa fortuna - sull’Egitto.
La sua «carriera» di soldato termina qui. Pare che poi torni in Spagna, dove nel 1238 è stata avviata una comunità di uomini intitolata a Santa Maria della Mercede e che ha per obiettivo la «redenzione degli schiavi», cioè la liberazione, tramite riscatto, dei cristiani prigionieri degli arabi, tenuti in schiavitù nel continente africano. Organizzatore, «anima» e promotore dell’iniziativa è il nobile Pietro Nolasco, di origini francesi, futuro Santo, che vive in Spagna e che, con l’aiuto del re di Aragona Giacomo I raccoglie intorno a sé coloro che saranno i primi confratelli «Mercedari», i quali donano il loro denaro e poi si mettono a cercarne altro, anche chiedendo l’elemosina. Tra i primi Mercedari a partire per l’Africa c’è anche Serapio; giunto in Algeria, incontra uno schiavo cristiano stremato, che ha deciso di rinnegare apertamente il Cristianesimo pur di ottenere la libertà; Serapio, per dargli la libertà senza che debba rinnegare Cristo, prende una decisione straordinaria e sorprendente: vende come schiavo se stesso. E questa sua scelta gli costa la vita: diventa il primo martire dell’Ordine Mercedario. Nel 1728 papa Benedetto XIII lo proclama santo.

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