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10 maggio 2017 3 10 /05 /maggio /2017 16:31

“L’allegria è segno di un cuore che ama tanto il Signore”

 

Triduo alla santa

 

1° giorno (10 maggio)

Guida – Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo



Guida – Ascoltiamo la parola di madre Mazzarello in una conferenza che tenne alle suore, tra il 1879 e il 1880 sullo spirito di preghiera. Raccogliamo oggi il suo messaggio con cuore umile.

Lettore – “Io vedo che in chiesa alcune pregano con gran fervore, ma ne vedo altre che se ne stanno appoggiate ai banchi e muovono appena le labbra; altre ancora, purtroppo, mi pare, non dicono neppure le preghiere o le dicono col cuore addormentato; da ciò deriva poi quella tiepidezza, quella noia, che, alle volte, non sappiamo da dove nasca, che ci fa inquiete e ci rapisce la voglia di andare avanti. Mie care, se pensiamo a chi siamo davanti, non è possibile che facciamo così.
Mettiamo, dunque, tutta la nostra buona volontà, e, ancorchè non sentissimo proprio quel fervore che dovremmo avere, non importa; purchè da parte nostra, abbiamo fatto tutto il possibile per riuscirvi. Al mattino, quando sono terminate le preghiere, ci restano sempre alcuni
minuti prima di accostarci alla santa Comunione. Quanto sono preziosi! Ma noi non sappiamo trarne profitto; stiamo lì fredde e indifferenti, ahi! Forse anche a sonnecchiare; ... Poi ricevuto il Santo dei santi, dopo alcuni minuti di ringraziamento lasciamo andare la mente qua e là. Ma, figlie mie, che cosa facciamo? Cadrà anche tutto il resto se andiamo avanti così. Ci siamo date al servizio di Dio, e poi ci lasciamo prendere dal demonio in tal modo?...
Quando stiamo per accostarci a Gesù, liberiamoci di tutti gli altri pensieri, riflettiamo a Gesù che ha fatto tante meraviglie nel mondo, ed impariamo ad amarlo! Poi, quando l’abbiamo ricevuto, pensiamo che abbiamo proprio dentro di noi il Paradiso; ringraziamolo Gesù con tutto il cuore e continuiamo, per tutto il giorno, a pensare sovente alla grande grazia che abbiamo ricevuto.
Vedrete che, se pur ci arriverà qualche cosa contraria, avendo fatto tutto il possibile per ben pregare la mattina, la sapremo superare, anzi la prenderemo contente per amore di Gesù.
Voi non starete sempre qui tranquille, in casa-madre. Vedeste, nelle case fuori, come tutte le suore sono occupate! Sono occupate tanto da non avere neppure tempo per prepararsi alla santa Comunione. E se noi cominceremo fin d’ora ad abituarci con sodi principi, non sarà più tanto difficile raccoglierci e far bene le nostre pratiche di pietà quando ci troveremo in tale circostanza”
(Maccono, v 2°
pp. 253-255).


Guida – Invochiamo l’intercessione di madre Mazzarello perchè la sua parola così semplice e concreta ci aiuti a diventare donne di vera preghiera.

Insieme – Santa Maria Domenica, che nei mirabili disegni della Provvidenza fosti innalzata accanto a don Bosco nella gloria dei Santi e nella fondazione dell’Istituto per essere a noi la Madre saggia e buona, guarda dal cielo le tue figlie e ascolta la loro preghiera. Ti chiediamo di conservare e accrescere fra noi quello che fu lo spirito di Mornese, lo spirito del divino amore e di zelo per la salvezza delle anime, affinché il nostro cuore, nel pieno distacco da tutto ciò che non è Dio, libero e puro possa essere tutto di Gesù.
(Don N. Camilleri)

 

 

2° giorno (11 maggio)

Guida – Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

 

Guida – Ascoltiamo la parola di madre Mazzarello, una parola che tocca la nostra vita quotidiana e, impariamo da lei, il segreto della pace interiore.

Lettore – Vorrei, mie care sorelle, avvertirvi d’una cosa o difetto, che, più o meno, abbiamo tutte, perché è effetto del nostro amor proprio. Questo difetto lo commettiamo quando, corrette di qualche mancanza, prendiamo la correzione in mala parte o ci scusiamo con mille pretesti, oppure facciamo mille castelli in aria e teniamo il broncio per più giorni. E si che, a parole, desideriamo di essere avvertite...; ma in realtà, dicendo alle superiore che ci avvertano, vogliamo forse sapere un po’ che si pensa sul conto nostro...
E poi vedete, mie care, quello scusarci che facciamo sempre, quel tenere un po’ di rancore con quelle che, a volte, riferiscono qualche cosa sul conto nostro, dà a capire come vorremmo essere un po’ stimate dalle nostre sorelle, e che la nostra umiltà non è vera, ma superficiale... E’ segno che non siamo ancora interamente convertite al Signore, giacché abbiamo portato ancora con noi la nostra povera natura con tutti i suoi difetti e le sue cattive inclinazioni, e, quel ch’è più, non vogliamo fare nessuno sforzo per emendarci... Dunque, mettiamoci proprio di impegno a non scusarci quando veniamo avvertite di qualche difetto, ricordando sempre ciò che dice don Bosco: - Una religiosa che non prenda in buona parte gli avvertimenti e si scusi sempre, non è una buona religiosa -. Facciamo di tutto per combattere la superbia e l’amor proprio, per renderci sempre più pure dinanzi a Dio e splendere poi nel dì del giudizio innanzi a tutti gli uomini. Altrimenti, vedete, se cerchiamo solo la nostra reputazione in questo mondo, qual brutta figura faremo nell’altro!
Quante che ora si credono santerelle, le vedremo tutte umiliate dinanzi a Dio! Preghiamo sempre il Signore che illumini noi e i superiori, affinché possiamo conoscere i nostri difetti; preghiamolo perché ci dia forza e coraggio per sempre combatterli e vincerli. In questo tempo prenderemo di mira specialmente l’umiltà, non scusandoci mai, neppure se accusate a torto. Chi siamo noi, difatti, da non poter sopportare una parola, un sospetto, se Gesù, innocentissimo, accusato a torto, taceva?”
(MACCONO, v 2° p. 252-253).



Guida – Preghiamo insieme invocando l’intercessione di madre Mazzarello



Insieme – Ti domandiamo la grazia di avere una grande confidenza in Dio nelle nostre difficoltà. Fa che nulla ci turbi, fa che sotto la croce conserviamo ferma la volontà di farci sante, umili senza mai offenderci, generose senza mai abbatterci, piene di carità con tutti e sempre amabili nelle relazioni. Insegnaci a lavorare con l’unico intento di glorificare Dio e la salvezza dei giovani che la Provvidenza ogni giorno ci affida. Amen

 

 

3° giorno (12 maggio)

Guida – Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo



Guida – Ascoltiamo ancora le parole di madre Mazzarello. Sono appunti di un’altra conferenza sulla purezza di intenzione.

Lettore – “... Talvolta pretendiamo, nel segreto del nostro cuore, d’essere preferite nel comando di un lavoro... e, se quell’ordine non venne dato a noi, arriviamo perfino a ricusare un po’ di aiuto a chi ce ne richiede, colla scusa: - Io non abbi il comando di fare ciò -. E tutto questo perché... Perché il nostro amor proprio è stato punto vivamente dall’aver la superiora preferita un’altra a noi... Se non stiamo più che attente, lasciamo guastare le nostre azioni dalla vanità, dall’amore di noi stesse, ed operiamo piuttosto per nostra soddisfazione che per amore e gloria di Dio.
Donde viene che, se per caso crediamo che un lavoro sia riuscito bene, non ci diamo pace finché non si sappia che l’abbiamo fatto noi? Ed al contrario per qual causa facciamo di tutto per scusarci e per gettarne sulle altre la causa, se è riuscito male? Non forse per superbia?
Dunque, mie care sorelle, mettiamoci proprio con impegno ad operare praticamente come vorremmo aver fatto in punto di morte. Pensiamo che giorno verrà in cui dovremo presentarci a Dio per l’ultimo rendiconto... Là saremo sole, senza nessuno che ci possa difendere... Non dobbiamo, però, scoraggiarci, perché sarebbe superbia maggiore; ma dobbiamo gettarci tra le braccia di Gesù e promettergli che vigileremo sopra noi stesse per emendarci... Perché vedete, mie care, alcune fanno consistere l’emendazione nel confessarsi di tante piccolezze, che stancano solo il confessore; e poi, uscite appena di chiesa, non si ricordano neppure più dei propositi fatti, e sono sempre da capo. Bisogna fare l’esame col cuore e non solamente con la testa. Bisogna, insomma, che mettiamo la mano a medicare
le piaghe del nostro cuore, ed allora non avremo più a lagnarci di non provare in noi il fervore dell’amor di Dio, perché il Signore ci si farà sentire nel cuore a misura della nostra corrispondenza...”.
Così terminava, dicendo che il suo libro (il cuore) non le diceva di più, e, nella sua umiltà profonda, diceva alle sue figlie che se loro non abbisognavano di queste parole, pregassero almeno per lei che ne sentiva il bisogno. 
(Maccono v 2° pp 250-251)



Guida – Due verbi si coniugano nella vita di madre Mazzarello: “parlava e praticava”: a lei chiediamo che anche la nostra vita possa coniugare parola e testimonianza.



Insieme – Insegnaci, madre Mazzarello, ad unire il fervore ad una soda maturità spirituale, ad amare il lavoro santificato sorgente di ogni virtù e a congiungere la preghiera alla mortificazione della volontà, la sincerità alla delicatezza, la pazienza alla perseveranza. Ti preghiamo, Madre, di vivere come te alla presenza di Dio, di essere fervorose nell’osservanza dei Voti e della regola, docili e obbedienti alle superiore e cordialmente unite fra noi come sorelle, così dimostreremo ai giovani con il nostro esempio, che “dove regna la carità vi è il Paradiso”, come dicevi tu, e otterremo ancora dal Signore sante vocazioni.

 

(Estratto dal triduo di Don Camilleri)

 

 

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Published by La gioia della preghiera
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