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30 dicembre 2016 5 30 /12 /dicembre /2016 00:13

 

 

Preghiera a San Lorenzo

Questa preghiera fu scritta dall'arciprete Carmelo Giammò e fu approvata, la prima volta in Patti, da S.E. il Vescovo Mons. Ferdinando Fiandaca il 18 maggio 1927, con la rituale concessione della indulgenza. Una seconda volta da S.E. il Vescovo Mons. Angelo Ficarra il 24 maggio 1947, in Patti.

 

O Glorioso Patrono S. Lorenzo, che, per le eroiche virtù, praticate sulla terra, meritaste da Dio il dono singolare dei miracoli, di cui vi giovaste per convertire anime alla fede di Cristo, destate, in tutte le famiglie cristiane e specialmente in noi vostri concittadini, la ferma risoluzione di imitare le vostre eccelse virtù, acciocchè venendo dietro a voi sulla via della penitenza, possiamo essere degni di seguirvi nella gloria. Così sia.

 

 

CORONCINA a San Lorenzo il Confessore

La coroncina di seguito riportata, è un aggiornamento di una più antica (1960); riaggiornata nel 1960 dal dott. Fragale, viene recitata in varie occasioni:

 

- Mese di San Lorenzo (10 Luglio - 10 Agosto);

- 9 Agosto, durante il pellegrinaggio della Serra;

- Novena in occasione del 22 ottobre (12-21 Ottobre);

- Triduo in occasione del 30 dicembre (27-30 Dicembre).

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

Prima preghiera

Salve, o Bambino Santo, che appena foste dato alla luce in questa vostra patria di Frazzanò dal Cielo aveste direttamente il vostro nome di Lorenzo e col suono festoso di una squillante campana fu annunziata alle genti la vostra nascita. Deh, Vi prego, per quante volte nelle fasce chinaste graziosamente il vostro capo a Gesù Crocifisso, imprimete nel mio cuore i veri precetti della Santa Fede, il vero amore e la riverenza verso Iddio Sacramentato.

Padre, Ave e Gloria.

 

Seconda preghiera

Salve, candidissimo Fanciullo, che giunto all'età di cinque anni non cessaste di flagellarvi fino a spargere dalle vostre tenere membra copioso sangue, non facendo mai la divina Provvidenza scorgere le vostre lividure alla nutrice Lucia, dalla quale foste preso in affettuosa cura dopo la morte dei vostri genitori Cosmo e Costanza. Deh, umilmente Vi prego, per sì tenera penitenza e per la vostra innocenza, d'intercedere per me dal sommo Iddio la virtù della penitenza, affinché vi possa seguire penitente non potendo imitarvi innocente.

Padre, Ave e Gloria.

 

Terza preghiera

Salve, o glorioso Fanciullo, che arrivato all'età di sei anni confidaste alla nutrice il vostro desiderio di voler attendere allo studio delle lettere nella città di Troina, presso il Monastero basiliano di San Michele Arcangelo, dove foste poi accolto ed abbracciaste la rigida osservanza del vivere monastico col ripudio delle vane pompe del secolo. Deh, soccorretemi e fatemi allontanare dagli affetti disordinati del mondo - che mi legano strettamente il cuore - affinché possa spogliarmi di tutte le mie vane passioni.

Padre, Ave e Gloria.

 

Quarta preghiera

Salve, o Angelo terreno, che meritaste interra - celebrando il divino Sacrificio - l'assistenza degli Angeli celesti. E spesso, in terra, voi conversaste con gli Angeli, che vi confidavano i voleri divini e così meritaste di essere preavvisato della morte del Vescovo Niceforo, non avendo avuto giammai ingresso Lucifero nella vostra pura mente. Degnatevi, Vi prego, di volermi partecipare - con la protezione che tenete in Cielo - i lumi che meritaste di godere in terra, affinché possa allontanarmi dai castighi di Dio e dalle suggestioni del nemico infernale.

Padre, Ave e Gloria.

 

Quinta preghiera

Salve, Specchio di ogni cristiana penitenza, che siete andato a isolarvi in una tenebrosa spelonca alle falde del Mongibello, ove digiunaste per lo spazio di quaranta giorni senza gustare cibo alcuno. Ma, quanto soffriste l'imbecillità della natura tanto più foste sostenuto dalla grazia di essere ristorato da un albero di pomo, a foggia di croce, con tre rami: uno carico di odorosi fiori, altro di bellissime mele benché aspre, mentre nell'ultimo si godevano soavissimi frutti maturi. E, raccogliendo uno solo di quelli maturi, subito per la fragranza e per il gusto si sentì allietare il vostro animo. Degnativi, Vi prego, per sì rigida quarantena, di ottenere per me dal sommo Iddio la perfetta mortificazione di tutti i miei sensi.

Padre, Ave e Gloria.

 

Sesta preghiera

Salve, o Santo Patrono della vostra Frazzanò, che mercé le vostre fervorose orazioni vedeste aprirsi il Cielo, sentendo un'ammirabile voce che con replicate istanze vi diceva: << Lorenzo, Lorenzo, già è opportuno il tempo; ritorna alla tua patria >>. E subito qui ritornasse, or privatamente istruendo, or pubblicamente predicando Cristo Crocifisso, dimorandovi sette anni per riportare all'ovile le pecorelle smarrite, data in preda a Lucifero infernale, Degnatevi, Vi prego, per sì fervorosa predicazione, di liberarmi dalle catene dell'inferno e di preservare questa vostra patria dai castighi di fame, di peste, di guerra e di terremoto.

Padre, Ave e Gloria.

 

Settima preghiera

Salve, o zelantissimo Apostolo, che vi recaste in Calabria per sciogliere quegli abitanti dalle catene dell'inferno e per legarli fortemente con le corde del divino amore. In quella terra predicaste la santa fede e operaste portentosi miracoli: or dividendo gli spiriti immondi dalle creature battezzate; ora sciogliendo la lingua ai muti; or facendo camminare con franchezza gli zoppi; ora restituendo l'udito ai sordi, or dando luce ai ciechi; liberando altresì con le vostre preghiere la città di Reggio dalla peste e operando altre infinite meraviglie. Deh, imprimete nel mio cuore il fervore verso la divina parola e preservatemi da ogni corporale pericolo.

Padre, Ave e Gloria.

 

Ottava preghiera

Salve, o mio Avvocato, che meritaste con le vostre orazioni e dure penitenze di essere portato dagli angeli innanzi al soglio dell'Altissimo, che con lieto sorriso vi diede un affettuoso abbraccio, dicendovi: "Mio carissimo Lorenzo, io ho esaudito le tue fervorose orazioni e ti prometto, mercé i tuoi meriti, che chiunque ricorrerà a te riceverà con prontezza la salute". Deh, soccorrete dunque con la vostra grazia questa mia anima - che offende il nostro Creatore per la tepidezza del suo vivere - affinché possa divenire ardente nelle sante orazioni.

Padre, Ave e Gloria.

 

Nona e ultima preghiera

Salve, o Concittadino pieno di ogni grazia: ai vostri piedi umilmente vengo giacché l'altissimo vi fè ritornare altra volta nella vostra patria per ravvivare il fervore delle sante virtù. Ma, dopo tante vostre fruttuose fatiche, vi ritiraste nella contrada Tutti Santi - nella Chiesetta da voi fabbricata - ove foste preso dal desiderio di volarvene in Cielo per abitare con Cristo, che vi predisse, tre giorni prima, la vostra morte. Infine, con amaro pianto e dolorosi sospiri, Voi fissaste le pupille in Cristo pendente dalla croce e, con quelle dolci parole "In manus tuas Domine, commendo spiritum meum", meritaste di vedere chinato a Voi il santo Capo e dagli Angeli foste portato in cielo con esultanza, mentre da sole suonavano a festa le campane del Monastero di Fragalà e della piccola Frazzanò. Era l'ora del vostro mirabile trànsito: lasciaste questa terra il 30 dicembre del 1162, a 22 ore, poco dopo il vespro, quando mancavano due ore al tramonto del sole. Si disse che avevate quarantadue anni di età. Deh, Vi prego: affidatemi a Dio, nell'ora della mia morte, per essere fatto partecipe della gloria e per godere in Cielo nei secoli dei secoli. Così sia.

Padre, Ave e Gloria.

 

V. Prega per noi, o Beato Lorenzo.

R. Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo

 

Offerta

Potentissimo mio protettore Lorenzo, io mi prostro umilmente innanzi a Voi perché siete singolarissimo nella protezione e col cuore ardentemente Vi supplico di volermi annoverare insieme con i vostri servi e devoti. Ma, se sono immeritevole per i miei gran peccati di sì preziosa servitù, ciò mi sia concesso in grazia del nostro creatore e di Maria Vergine, particolare Avvocata dei peccatori. Vi prego, o Santo Patrono, di voler accogliere le làudi di queste vostre singolari virtù da Voi praticate in terra e che ora illuminano in Cielo la vostra anima santa. Soccorretemi dal Paradiso col vostro aiuto per avere sicurezza in vita ed assistetemi con la vostra protezione nella mia agonia. Impetrate, Vi prego, la vera contrizione dei miei peccati per godervi poi nella gloria eterna per tutti i secoli dei secoli. Così sia

 

Preghiamo

Interceda per noi, o Signore, il Beato Lorenzo Confessore, affinché così come vaso di elezione a noi dato sulla terra a te fu sempre molto gradito, similmente in cielo guardi benevolo alle nostre necessità e ci sostenga sempre con la sua protezione. Per Cristo nostro Signore.

 

PER APPROFONDIMENTI: sito di riferimento

 

VITA DEL SANTO

Nacque probabilmente intorno al 1116, nella piccola borgata di Frazzanò. I suoi genitori morirono nel giro di un anno, lasciando orfano il figlio. Lorenzo venne così affidato alla giovane nutrice Lucia, una vicina di casa. A sei anni, dopo i primi approcci con la liturgia e le scritture, Lorenzo chiese a Lucia di potere studiare le lettere umane e divine. Fu così indirizzato al monastero basiliano di San Michele Arcangelo a Troina, dove il giovane stupì tutti per le sue doti umane e religiose. Lo stesso vescovo di Troina lo invitò a vestire l'abito monacale basiliano e a ricevere gli ordini minori e maggiori. A soli 20 anni Lorenzo era già sacerdote e la sua fama andava diffondendosi nella regione. Si recò presso il monastero di Agira e qui i fedeli andavano per sentire la parola del santo. Nel 1155 circa Lorenzo entrò nel monastero di San Filippo di Fragalà. In questo periodo, Lorenzo si adoperò per fare edificare a Frainos (Frazzanò) una chiesetta dedicata a San Filadelfio. Nell'autunno del 1162 si conclusero i lavori della nuova chiesa di Tutti i Santi, da lui desiderata «ad honore della Santissima Trinità». Morì il 30 dicembre dello stesso anno. (Avvenire)

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